Primo Piano
Migrantes: a ottobre il Convegno Europeo delle Missioni Cattoliche Italiane
Le Ferite e la Speranza: una nota su “Avvenire” di mons. Galantino
Spettacolo viaggiante: oggi e domani il concorso dei Madonnari a Curtatone
Portogallo: in corso la settimana delle Migrazioni
Lisbona - L’invito ad “abbandonare paura, egoismo, ostilità e indifferenza”: a rivolgerlo a tutte le diocesi e comunità cattoliche del Portogallo è l’Opera cattolica portoghese delle migrazioni mentre è in corso la 43.ma Settimana delle migrazioni su “Chiesa senza frontiere: siamo un solo corpo” che si concluderà domenica 16 agosto.
Nel messaggio per l’evento, la Commissione episcopale per la pastorale sociale e la mobilità umana, a capo dell’Opera per le migrazioni, ricorda che la Chiesa è “porta aperta al mondo”, quindi “senza frontiere”, ed esorta i cristiani a guardare “il volto dei migranti e dei rifugiati”, di coloro che oggi “cercano fuori dal loro Paese alternative alla disoccupazione, alla povertà e alla guerra, e avere verso ognuna di queste persone un gesto di apertura e di fratellanza”. “Immergersi nelle proprie radici” e “riscoprire un’identità cristiana” nella sequela di Gesù, l’obiettivo della Settimana. La Chiesa, prosegue il messaggio, “è pellegrina anche attraverso i suoi figli che partono per il mondo, in un’avventura profetica di denuncia di ingiustizie, conflitti e corruzione”. Centrali la dignità della persona umana e il destino universale dei beni della terra. L’invito, infine, a “proseguire nell’impegno di invitare i governanti, le nazioni e le istituzioni affinché intraprendano il cammino del dialogo e della cooperazione, della giustizia e della solidarietà”.
La comunità cristiana, prosegue il messaggio, è chiamata ad una conversione personale e comunitaria, a trasformare le relazioni personali, familiari, istituzionali e sociali. Di qui il richiamo all’appello di Papa Francesco perché i cristiani promuovano “gesti concreti” di attenzione nei confronti di tutti i migranti, attraverso “la preghiera, le attività di sensibilizzazione e formazione, le iniziative d’incontro e di condivisione, i gesti di carità e di solidarietà che potrebbero sorgere in ogni diocesi, parrocchia e missione cattolica”.
Nei giorni scorsi, nell’ambito della settimana, si è tenuto un pellegrinaggio a Fatima, presieduto da mons. Manuel da Silva Rodrigues Linda, vescovo castrense e portavoce della citata Commissione episcopale mentre domenica 16 agosto le celebrazioni eucaristiche saranno di “rendimento di grazie” per i migranti, i rifugiati e per l’opera pastorale che la Chiesa compie in loro favore, e le offerte verranno destinate alla missione pastorale per i migranti.
Scalabriniane: quotidianamente lottiamo contro stereotipi e ignoranza
Comunità aperte, in nome di don Bosco
“Li abbiamo accolti – racconta don Gianfranco Avallone, parroco e direttore dell’Opera salesiana alessandrina – con un cartello in varie lingue che diceva “Benvenuti a casa”: così avrebbe fatto don Bosco. Abbiamo allestito tre stanze nelle classi del catechismo con i letti forniti dalla Protezione civile e, grazie al tam tam della parrocchia, subito sono arrivati una lavatrice, un forno microonde e un frigo». Ora ad Alessandria c’è un pezzo d’Africa, impegnato nei servizi di cucina e pulizia delle stanze. In oratorio sono stati organizzati tornei di calcio e alcune maestre, che non sono andate in ferie, hanno già avviato il corso di italiano. In questi giorni pensavo al Bicentenario e al suo motto: con i giovani per i giovani come don Bosco – continua don Avallone –. Ecco, noi qui ad Alessandria vogliamo essere casa con i giovani immigrati e per i giovani immigrati non solo a parole, ma cercando di coinvolgere tutta la comunità diocesana”.
Don Domenico Ricca, referente dei progetti disagio ed emarginazione dell’Ispettoria piemontese, è il coordinatore dell’accoglienza dei profughi segnalati dalle Prefetture nelle case salesiane che si stanno rendendo disponibili: “Vogliamo ospitare non grandi numeri ma gruppetti di giovani o famiglie a cui offrire un’opportunità di integrazione, insegnando loro l’italiano e poi avviandoli al lavoro anche temporaneo con corsi di formazione professionale, in modo che possano rendersi indipendenti e pensare al proprio futuro”. La solidarietà, affinché non sia solo assistenzialismo, “ha bisogno di costruire reti, di coinvolgere la comunità cristiana, la città e i servizi su territorio”. (Ilaria Solaini)
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“Migrazioni, generatrici di identità”: una giornata delle lingue madri
La mattina sarà interamente dedicata alle origini storiche dei gruppi linguistici minoritari, e a come essi si siano mossi per arrivare infine ad abitare le aree in cui tuttora sono stabiliti. La tavola rotonda “Migrazioni generatrici d’identità”, moderata da Annibale Salsa, avrà fra gli ospiti Andrea Nicolussi Golo per l’Istituto Culturale Cimbro Kulturinstitut Lusern, Werner Pescosta per l’Istituto Culturale Ladino Micurà de Ru, Vito Massalongo per il Curatorium Cimbricum Veronense, Ines Cavalcanti per la Chambra D’Oc Occitana, Paolo Cova per l’Istituto Culturale Mocheno Bersntoler Kulturinstitut, Fabio Chiocchetti per l'Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn di Vigo di Fassa, e con la partecipazione di Beba Schranz per la comunità Walser di Macugnaga e di Hugo Daniel Stoffella, e sarà chiusa da Johanna Mitterhofer dell’Accademia Europea EURAC. Verrà proiettato il film documentario “Tirolesi nella foresta” di Luis Walter, che affronta il tema della migrazione trentina in Sudamerica tra ‘800 e ‘900.
Il pomeriggio, invece, avrà come tema portante le attuali migrazioni di popoli e come esse potranno contribuire a generare nuove comunità e gruppi etno-linguistici nel prossimo futuro. Coordinata da Riccardo Rella, la conferenza avrà ospiti, fra gli altri, Andrea Anselmi, Irene Gritti, Andrea Nicolussi Golo, Roberto Mantovani, Asmae Dachan e Suvad Ramic. Narrazioni di sfollamenti e deportazioni del passato recente europeo si intrecceranno con i resoconti dell’attualissimo conflitto siriano, per mettere in luce come le guerre siano da sempre il principale motivo delle movimentazioni di popoli nella storia dell’umanità. Il pomeriggio si chiuderà con la proiezione del film “Io sto con la sposa”, opera che narra l’incredibile storia di un gruppo di profughi siro-palestinesi nel loro viaggio della speranza verso la Svezia.
Parallelamente alla conferenza del pomeriggio, verranno allestiti due laboratori musicali per adulti, bambini e famiglie. Il primo, organizzato da Isabelle Loukoum, sarà basato sulle danze popolari africane, e sarà seguito dal laboratorio del musicista boliviano Jorge Oscar, che giocherà con gli strumenti e le sonorità tradizionali sudamericane. Entrambi questi eventi sono stati organizzati in collaborazione con CINFORMI.