Primo Piano

Giovani da tutto il mondo a Castiglione della Pescaia

Castiglione della Pescaia - Si è concluso ieri 16 agosto, il Campo Internazionale 2015, dal tema “Citying the world – unire le città per unire le nazioni”, promosso dall’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira di Firenze, con la collaborazione di varie realtà associative ecclesiali e università estere. Dieci giorni intensamente vissuti, all’insegna del dialogo tra 130 giovani provenienti da Albania, Angola, Bielorussia, Brasile, Ecuador, Francia, Israele, Italia, Marocco, Nigeria, Palestina, Rd Congo, Russia, Siria, Yemen...

Le Ferite e la Speranza: una nota su “Avvenire” di mons. Galantino

Roma - Nel cuore dell’estate ferragostana la festa dell’Assunta viene a sottolineare la grande dignità che circonda ogni persona. Il mistero di questa giornata è impasto di terra e di cielo, realizzato dall’umanità di Gesù risorto; è messaggio che attraversa la storia e ci assicura che ciò che è avvenuto in Maria non riguarda solo lei, ma è garanzia di un futuro che si realizzerà anche per noi...

Portogallo: in corso la settimana delle Migrazioni

Lisbona - L’invito ad “abbandonare paura, egoismo, ostilità e indifferenza”: a rivolgerlo a tutte le diocesi e comunità cattoliche del Portogallo è l’Opera cattolica portoghese delle migrazioni mentre è in corso la 43.ma Settimana delle migrazioni su “Chiesa senza frontiere: siamo un solo corpo” che si concluderà domenica 16 agosto.

Nel messaggio per l’evento, la Commissione episcopale per la pastorale sociale e la mobilità umana, a capo dell’Opera per le migrazioni, ricorda che la Chiesa è “porta aperta al mondo”, quindi “senza frontiere”, ed esorta i cristiani a guardare “il volto dei migranti e dei rifugiati”, di coloro che oggi “cercano fuori dal loro Paese alternative alla disoccupazione, alla povertà e alla guerra, e avere verso ognuna di queste persone un gesto di apertura e di fratellanza”. “Immergersi nelle proprie radici” e “riscoprire un’identità cristiana” nella sequela di Gesù, l’obiettivo della Settimana. La Chiesa, prosegue il messaggio, “è pellegrina anche attraverso i suoi figli che partono per il mondo, in un’avventura profetica di denuncia di ingiustizie, conflitti e corruzione”. Centrali la dignità della persona umana e il destino universale dei beni della terra. L’invito, infine, a “proseguire nell’impegno di invitare i governanti, le nazioni e le istituzioni affinché intraprendano il cammino del dialogo e della cooperazione, della giustizia e della solidarietà”.

La comunità cristiana, prosegue il messaggio, è chiamata ad una conversione personale e comunitaria, a trasformare le relazioni personali, familiari, istituzionali e sociali. Di qui il richiamo all’appello di Papa Francesco perché i cristiani promuovano “gesti concreti” di attenzione nei confronti di tutti i migranti, attraverso “la preghiera, le attività di sensibilizzazione e formazione, le iniziative d’incontro e di condivisione, i gesti di carità e di solidarietà che potrebbero sorgere in ogni diocesi, parrocchia e missione cattolica”.

Nei giorni scorsi, nell’ambito della settimana, si è tenuto un pellegrinaggio a Fatima, presieduto da mons. Manuel da Silva Rodrigues Linda, vescovo castrense e portavoce della citata Commissione episcopale mentre domenica 16 agosto le celebrazioni eucaristiche saranno di “rendimento di grazie” per i migranti, i rifugiati e per l’opera pastorale che la Chiesa compie in loro favore, e le offerte verranno destinate alla missione pastorale per i migranti.

Scalabriniane: quotidianamente lottiamo contro stereotipi e ignoranza

Roma – Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto “rappresentare il pensiero di chi opera con animo missionario a sostegno dei migranti. Noi abbiamo a che fare quotidianamente con stereotipi, ignoranza e luoghi comuni che rendono ancor più difficile il nostro compito. Sono queste le malattie della società che non portano a costruire ponti, ma ad innalzare inutili muri di ignoranza. La politica ha un ruolo fondamentale perché è chiamata a fare scelte pubbliche importanti ed è duro pensare a una società che respinge piuttosto che accogliere”...

Comunità aperte, in nome di don Bosco

Torino - Vengono da Ghana, Costa d’Avorio, Mali e Guinea: sbarcati a Lampedusa dopo il viaggio sui barconi, da giovedì scorso sono ospiti dell’Istituto Don Bosco di Alessandria. Sono i primi 10 giovani rifugiati accolti in una casa salesiana piemontese dopo l’invito dell’Ispettore del Piemonte e della Valle d’Aosta, don Enrico Stasi, a dare nuova linfa al carisma salesiano dell’accoglienza e dell’accompagnamento dei giovani più emarginati, in occasioni delle celebrazioni del Bicentenario di don Bosco, che si concluderanno nei prossimi giorni. “La comunità di Alessandria – dice don Stasi – si è resa subito disponibile a ospitare un gruppo di profughi: altre case della nostra ispettoria stanno rispondendo. Il Papa durante la sua visita a Torino ha spronato la famiglia salesiana a un cristianesimo che si manifesti in opere rivolte ai più poveri e bisognosi”. L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, a nome di tutta la Conferenza episcopale piemontese, il 30 aprile nella festa liturgica di san Benedetto Cottolengo, aveva invitato tutte le Congregazioni religiose ad aprire le loro strutture all’accoglienza.
“Li abbiamo accolti – racconta don Gianfranco Avallone, parroco e direttore dell’Opera salesiana alessandrina – con un cartello in varie lingue che diceva “Benvenuti a casa”: così avrebbe fatto don Bosco. Abbiamo allestito tre stanze nelle classi del catechismo con i letti forniti dalla Protezione civile e, grazie al tam tam della parrocchia, subito sono arrivati una lavatrice, un forno microonde e un frigo». Ora ad Alessandria c’è un pezzo d’Africa, impegnato nei servizi di cucina e pulizia delle stanze. In oratorio sono stati organizzati tornei di calcio e alcune maestre, che non sono andate in ferie, hanno già avviato il corso di italiano. In questi giorni pensavo al Bicentenario e al suo motto: con i giovani per i giovani come don Bosco – continua don Avallone –. Ecco, noi qui ad Alessandria vogliamo essere casa con i giovani immigrati e per i giovani immigrati non solo a parole, ma cercando di coinvolgere tutta la comunità diocesana”.
Don Domenico Ricca, referente dei progetti disagio ed emarginazione dell’Ispettoria piemontese, è il coordinatore dell’accoglienza dei profughi segnalati dalle Prefetture nelle case salesiane che si stanno rendendo disponibili: “Vogliamo ospitare non grandi numeri ma gruppetti di giovani o famiglie a cui offrire un’opportunità di integrazione, insegnando loro l’italiano e poi avviandoli al lavoro anche temporaneo con corsi di formazione professionale, in modo che possano rendersi indipendenti e pensare al proprio futuro”. La solidarietà, affinché non sia solo assistenzialismo, “ha bisogno di costruire reti, di coinvolgere la comunità cristiana, la città e i servizi su territorio”. (Ilaria Solaini)

Mons. Perego: “reazione mons. Galantino concreta e realista”

Roma - Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferensza Episcopale Italiana, “tornando dalla Giordania, in cui quasi 2,5 milioni di perseguitati religiosi e politici sono stati accolti in un Paese ‘alla fame’ dieci volte inferiore all’Italia, e sentendo le frasi di alcuni politici che replicavano al tema dell’accoglienza di Papa Francesco ha avuto una reazione molto concreta e realista sul fatto che purtroppo l’opinione pubblica è mossa da alcuni giudizi di politici non equilibrati”...

Salvini ancora contro Avvenire

Milano – “Il signor Tarquinio, direttore del giornale dei vescovi Avvenire, ha attaccato me e la Lega scrivendo che "chi parla di invasione... è complice di dittatori, sfruttatori, trafficanti e tagliagole". Il signor Tarquinio, che forse vive su Marte, non usa autobus e treni e non ha problemi di lavoro, si deve vergognare!». Lo scrive il leader della Lega Matteo Salvini sul suo profilo facebook. «Di rischio INVASIONE parlava anni fa Monsignor Maggiolini. Ma "Tarquinio il Clandestino" non se lo ricorda...», aggiunge Salvini. Laconica la risposta del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: «Clandestino anch’io? Non credo che possa davvero venire un tempo in cui i cattolici italiani e altri uomini e donne liberi dovranno tornare in clandestinità per una ribellione per amore contro l’ingiustizia e l’odio anche razziale. Ma se mai sarà, non sarà certo per l’editto digitale di un capo politico con macchinone, scorta di Stato e squadre di partito».

“Migrazioni, generatrici di identità”: una giornata delle lingue madri

Vallarsa -  Le migrazioni e i movimenti di popoli saranno i protagonisti della giornata che il festival "Tra le Rocce e il Cielo" – in scena dal 20 al 23 agosto - dedica alle lingue madri. Venerdì 21 agosto 2015, in Vallarsa, si parlerà di come questi fenomeni abbiano contribuito in maniera fondamentale a costruire e rinsaldare le identità culturali dei gruppi linguistici minoritari tradizionali italiani, dai cimbri, agli occitani, dai mocheni ai walser, ma anche di situazioni attualissime come la guerra in Siria.
La mattina sarà interamente dedicata alle origini storiche dei gruppi linguistici minoritari, e a come essi si siano mossi per arrivare infine ad abitare le aree in cui tuttora sono stabiliti. La tavola rotonda “Migrazioni generatrici d’identità”, moderata da Annibale Salsa, avrà fra gli ospiti Andrea Nicolussi Golo per l’Istituto Culturale Cimbro Kulturinstitut Lusern, Werner Pescosta per l’Istituto Culturale Ladino Micurà de Ru, Vito Massalongo per il Curatorium Cimbricum Veronense, Ines Cavalcanti per la Chambra D’Oc Occitana, Paolo Cova per l’Istituto Culturale Mocheno Bersntoler Kulturinstitut, Fabio Chiocchetti per l'Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn di Vigo di Fassa, e con la partecipazione di Beba Schranz per la comunità Walser di Macugnaga e di Hugo Daniel Stoffella, e sarà chiusa da Johanna Mitterhofer dell’Accademia Europea EURAC. Verrà proiettato il film documentario “Tirolesi nella foresta” di Luis Walter, che affronta il tema della migrazione trentina in Sudamerica tra ‘800 e ‘900.
Il pomeriggio, invece, avrà come tema portante le attuali migrazioni di popoli e come esse potranno contribuire a generare nuove comunità e gruppi etno-linguistici nel prossimo futuro. Coordinata da Riccardo Rella, la conferenza avrà ospiti, fra gli altri, Andrea Anselmi, Irene Gritti, Andrea Nicolussi Golo, Roberto Mantovani, Asmae Dachan e Suvad Ramic. Narrazioni di sfollamenti e deportazioni del passato recente europeo si intrecceranno con i resoconti dell’attualissimo conflitto siriano, per mettere in luce come le guerre siano da sempre il principale motivo delle movimentazioni di popoli nella storia dell’umanità. Il pomeriggio si chiuderà con la proiezione del film “Io sto con la sposa”, opera che narra l’incredibile storia di un gruppo di profughi siro-palestinesi nel loro viaggio della speranza verso la Svezia.
Parallelamente alla conferenza del pomeriggio, verranno allestiti due laboratori musicali per adulti, bambini e famiglie. Il primo, organizzato da Isabelle Loukoum, sarà basato sulle danze popolari africane, e sarà seguito dal laboratorio del musicista boliviano Jorge Oscar, che giocherà con gli strumenti e le sonorità tradizionali sudamericane. Entrambi questi eventi sono stati organizzati in collaborazione con CINFORMI.

Mattarella ricorda i lavoratori italiani morti a Marcinelle

Roma - “Il dramma che costò la vita a centotrentasei connazionali costituisce un doloroso monito per tutti coloro che hanno responsabilità di garantire la sicurezza del lavoro, in ogni Paese e in qualsiasi settore, affinché eventi tragici come quelli che oggi ricordiamo non abbiamo più a ripetersi”. A scriverlo ogi è il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella...

Avvenire: no al cinismo che uccide

Milano – Dsopo le parole di Papa Francesco ieri ai giovani del Movimento Eucaristico Giovanile questa mattina il quotidiano Avvenire in prima pagina pubblica un editoriale, a firna dek direttore Marco Tarquinio, dal titolo “No al cinismo che uccide”. Papa Francesco aveva detto che non difendere, non sostenere e non accogliere i profughi “è guerra, si chiama violenza, si chiama uccidere”...