Primo Piano
Rogo al campo rom di Torino: per il giudice “fu odio etnico”
Italiani nel mondo: le storie del “Messaggero di San’Antonio”
Nicoletta Masetto firma “Colonialismo italiano memoria negata”, riflessione sul colonialismo tricolore in Eritrea. Il recente libro L’Africa non è nera di Paola Pastacaldi (Mursia, aprile 2015) è l’occasione per intervistare la giornalista-scrittrice che, sollecitata dal “Messaggero”, spiega il vero volto dell’epopea coloniale nostrana nel paese africano. “Quello italiano è stato un colonialismo come tutti gli altri: duro, feroce, non certo salvapopoli”, racconta. Soprattutto, è un colonialismo di cui non tutti in Italia sono ancora consapevoli, mentre l’Eritrea, secondo l’ultimo rapporto Onu sui diritti umani negati, sprofonda nella peggiore dittatura oggi al mondo.
Toni più leggeri nell’articolo “Il pane di Alfredo” di Andrea D'Addio, che racconta una storia tutta italiana che arriva dalla Germania. È quella del 34enne Alfredo Sironi, comasco, che dopo la laurea in storia ha scelto di lasciare l’Italia per aprire un panificio di alta qualità a Berlino, nel cuore del quartiere multietnico di Kreuzberg. Quello che un paio d’anni fa sembrava un azzardo si è rivelato un caso imprenditoriale di successo, che oggi vanta lusinghiere recensioni perfino sul “New York Times” e “Tagesspiegel”. Anche se il giovane panettiere non ha ancora messo via la valigia…
Reggio Calabria: migrazione valore non negoziabile per l’uomo
“Quando i miei vennero in Germania”: una iniziativa del “Corriere d’Italia”
INAS e ente previdenziale rumeno: accordo per assistere i cittadini
“La collaborazione a livello internazionale su questi temi per noi è essenziale: per questo l’accordo con l’INAS è stato approvato anche dal Governo rumeno con un apposito memorandum”, ha detto la Presidente della Cnpp, Ileana Ciutan.
“Questa iniziativa per noi rappresenta un modo di fare socialità in un momento in cui l’Europa sperimenta tante difficoltà in tema di integrazione”, ha commentato il Presidente dell’INAS Cisl, Antonino Sorgi. “L’intesa, ha spiegato Cesare Insinsola, responsabile dell’INAS Romania, nasce dalla conoscenza delle criticità in questo ambito, soprattutto quando si considerano le situazioni più periferiche”.
Migrantes Savona: proseguono i corsi di alfabetizzazione della Migrantes
MCI di Hannover: don Gianni Paganini rientra in Italia
Emergenza profughi al Parlamento Europe: Tusk e Juncker a Strasburgo
Centro Astalli: al via “La scrittura non va in esilio”
Il racconto “Ho freddo” di Jacopo Maria Genovese del Liceo Vittorio Veneto (Milano) è risultato vincitore tra gli oltre 150 elaborati pervenuti alla Fondazione Centro Astalli. Il racconto giudicato il migliore da una giuria di esperti formata da scrittori, giornalisti, rappresentanti di organizzazioni umanitarie, UNHCR, rifugiati e insegnanti, ha colpito per l’intensità con cui ha saputo raccontare la tragedia che tanti migranti, in fuga da guerre e persecuzioni, si trovano ad affrontare. Ad arricchire l’evento le coreografie e le musiche dei Bhangra Brothers, giovani amici indiani sikh, uniti dal desiderio di far conoscere le tradizioni e i colori del Punjab, regione indiana dalla quale provengono.
Rifugiati: un appello delle ACLI Ticino alle autorità
Card. Vegliò: i gitani vorrebbero trovare accoglienza e rispetto
Città del Vaticano - I gitani sono “ben consapevoli di essere figlie e figli amati dalla Chiesa che non fa distinzione di razza, cultura o lingua, ma allo stesso tempo vivono in una comunità sociale in cui vorrebbero trovare accoglienza e rispetto per la loro identità e dignità, senza discriminazioni e rigetto. Molti di loro vivono nelle periferie delle città, talvolta in condizioni di degrado”. E’ quanto ha detto questa mattina il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti salutando papa Francesco all’inizio dell’Udienza con circa 5000 gitani da tutto il mondo giunti a Roma nel 50mo anniversario dell’incontro tra Paolo VI e i rom a Pomezia. “Numerosi anziani e giovani, padri e madri, non hanno mai ricevuto istruzione o preparazione professionale e non hanno un lavoro, ma tutti desiderano assicurare ai loro figli un futuro migliore”, ha detto il porporato che con il dicastero da lui presieduto, in collaborazione cn la Fondazione Migrantes, la diocesi di Roma e la comunità di Sant’Egio ha promosso l’iniziativa. “Sono passati cinquant’anni, ma la memoria di quel giorno – ha detto il card. Vegliò - è sempre viva nel popolo gitano. Molte volte abbiamo potuto contemplare il valore e il significato dello straordinario gesto di Papa Montini e ricordare le sue affettuose parole rivolte ai nomadi: ‘Voi nella Chiesa non siete ai margini […] Voi siete nel cuore della Chiesa’. Il popolo gitano ha fatto tesoro di quelle parole e se oggi si stringe attorno a Lei, come ad un Amatissimo Padre, lo fa per esprimere la gioia di essere nel cuore della Chiesa e per ringraziare di tutto il bene da essa ricevuto. In cambio, questa vicinanza ha portato alla nascita di molte vocazioni: un vescovo e oltre 170 tra sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose che oggi servono la Chiesa nel mondo”. (Raffaele Iaria)
Migrantes: le parole di Papa Francesco all’udienza con rom sono un appello forte alla responsabilità
Associazione 21 Luglio: a Roma aumento di sgomberi dei campi rom
Pellegrinaggio rom: Papa Francesco incorona la Madonna degli Zingari
Papa Francesco ai gitani: “si volti pagina” per “sradicare pregiudizi secolari e reciproche diffidenze”
Pellegrinaggio rom: in corso l’incontro con papa Francesco in Vaticano
Pellegrinaggio Rom: sabato la Via Crucis al Colosseo con il card. Vallini
Card. Vegliò ai rom ricorda il 50° dell’incontro con Papa Paolo VI
Rimini: la Mostra dei presepi dal mondo
E’ una occasione di riflessione, conoscenza e interscambio religioso e culturale che viene proposto alla Città al fine di accrescere il sentimento di fraternità e abbattere le barriere di intolleranza che sempre più spesso si affacciano nella società civile. E’ inoltre una grande opportunità per conoscere la straordinaria ricchezza sociale e culturale nel mondo e condividere un messaggio di pace e unione fra i popoli .
Il tema della mostra di quest’anno è “Il Figlio, i figli”. Rimarrà aperta dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016 presso la sala dell’Arengo nel Palazzo del Podestà in Piazza Cavour dove una trentina di gruppi di immigrati allestiranno il loro presepe. Saranno poi esposti oltre 300 presepi provenienti da tutto il mondo. L’anno scorso la Mostra ha registrato circa 20.000 presenze, la visita guidata di una cinquantina di classi, molti gruppi di catechismo e famiglie.