Primo Piano

Anci: un piano di accoglienza da presentare al Governo

Torino - Sui migranti l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) “presenterà al governo un Piano di accoglienza più razionale”. Lo ha detto il Presidente Piero Fassino, nel suo discorso di apertura dell’Assemblea nazionale dell’associazione dei Comuni apertasi ieri a Torino. Un piano “incentrato su un forte potenziamento del Servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – ha spiegato Fassino – e capace di coinvolgere la totalità dei Comuni italiani e per questa via capace di rendere più ordinata, sicura e gestibile l’accoglienza e l’integrazione di profughi e migranti”.
 

Rogo al campo rom di Torino: per il giudice “fu odio etnico”

Torino – “Normali cittadini” protagonisti di “atti di disumana violenza”. Un improvvisato Klu Klux Klan che una sera decide di vendicare uno stupro mai avvenuto, mettendo al rogo un intero accampamento rom. Accadde il 10 dicembre 2011 a Torino, sulla spinta di “un atavico e mai sopito odio etnico nei confronti degli zingari”. Lo scrive il giudice Paola Trovati nel motivare le 7 condanne disposte a luglio. L’incendio divampò al termine di una manifestazione di protesta contro la presunta violenza subita da una ragazzina torinese la quale, però, si era inventata tutto per nascondere ai genitori la scappatella con il fidanzatino. La giudice Trovati aveva inflitto pene comprese fra i sei anni e mezzo e i tre anni di carcere applicando - come richiesto dalla procura - l’aggravante dell’odio etnico e razziale. Poi riconobbe indennizzi a quattro abitanti del campo, al Comune di Torino e alle associazioni Idea Rom, Asgi ed European Roma rights centre foundation. Dopo una fiaccolata, un gruppo di persone entrò nel campo per devastare e incendiare casupole, baracche, roulotte. I nomadi scapparono, mentre i dimostranti rimasti fuori incitavano e applaudivano gli assalitori. Il giudice osserva che “buona parte dei facinorosi” che parteciparono alla manifestazione “apparteneva al gruppo dei 'Bravi ragazzi', tifosi della Juventus”. Questo “ebbe l’effetto di surriscaldare ulteriormente gli animi” anche se - precisa il magistrato – “non si può isolare questo gruppo violento dal contesto, al fine di ritenerlo l’unico responsabile di quanto accadde”. Il giudice rimprovera anche le forze dell’ordine, “presenti in numero risibile”. A tal punto che il tenente dei carabinieri Steven Noccioletti cercò di “impedire con coraggio e lucidità il tragico epilogo”, arrivando ad affrontare “praticamente da solo i manifestanti inferociti”. (Nello Scavo – Avvenire)
 

Italiani nel mondo: le storie del “Messaggero di San’Antonio”

Padova - Guida ai falsi miti per gli italiani a Londra, il vero volto del colonialismo tricolore in Eritrea e il pane italiano nel cuore di Berlino. Sono queste alcune storie degli italiani nel mondo che l’edizione italiana per l’estero del “Messaggero di sant’Antonio”, diretto da fra Fabio Scarsato, ha scelto per il numero di novembre. Londra nuovo Eldorado per gli italiani? Sembrerebbe proprio di sì considerando che, su 600mila nostri connazionali che vivono in Gran Bretagna, circa la metà hanno scelto come dimora proprio la capitale, verso cui sono volati (letteralmente) circa 57mila italiani partiti dal nostro paese nell’ultimo anno. Ma, come dice il proverbio, non è tutto oro quel che luccica. E così Sagida Syed ha raccolto tutto ciò che c'è da sapere, soprattutto di negativo o critico, prima di trasferirsi a Londra. L’articolo “Londra non è tutt’oro” sfata alcuni miti della meta top dei giovani italiani nel mondo, dal costo degli immobili al reperimento di un lavoro stabile, dalla violenza in aumento al disagio sociale, problematiche che vanno aumentando con la crescita dell’emigrazione. Non per non partire più, ma per partire preparati.
Nicoletta Masetto firma “Colonialismo italiano memoria negata”, riflessione sul colonialismo tricolore in Eritrea. Il recente libro L’Africa non è nera di Paola Pastacaldi (Mursia, aprile 2015) è l’occasione per intervistare la giornalista-scrittrice che, sollecitata dal “Messaggero”, spiega il vero volto dell’epopea coloniale nostrana nel paese africano. “Quello italiano è stato un colonialismo come tutti gli altri: duro, feroce, non certo salvapopoli”, racconta. Soprattutto, è un colonialismo di cui non tutti in Italia sono ancora consapevoli, mentre l’Eritrea, secondo l’ultimo rapporto Onu sui diritti umani negati, sprofonda nella peggiore dittatura oggi al mondo.
Toni più leggeri nell’articolo “Il pane di Alfredo” di Andrea D'Addio, che racconta una storia tutta italiana che arriva dalla Germania. È quella del 34enne Alfredo Sironi, comasco, che dopo la laurea in storia ha scelto di lasciare l’Italia per aprire un panificio di alta qualità a Berlino, nel cuore del quartiere multietnico di Kreuzberg. Quello che un paio d’anni fa sembrava un azzardo si è rivelato un caso imprenditoriale di successo, che oggi vanta lusinghiere recensioni perfino sul “New York Times” e “Tagesspiegel”. Anche se il giovane panettiere non ha ancora messo via la valigia…
 

Reggio Calabria: migrazione valore non negoziabile per l’uomo

Reggio Calabria - La migrazione è un valore “non negoziabile”, per l'uomo. Un diritto del quale non se ne può fare a meno. Di questo si è discusso lo scorso 24 ottobre nella sala parrocchiale di San Filippo e Giacomo a Reggio Calabria, nel corso di una tavola rotonda pensata dalle tre comunità Scalabriniane presenti nel Sud Italia, per riflettere sulla figura di madre Assunta Marchetti, beatificata il 25 ottobre dello scorso anno. Nel corso del convegno ”Emigrazioni ieri, immigrazioni oggi”, le missionarie scalabriniane – che dalla loro fondazione si occupano dei migranti nel mondo – hanno voluto parlare dei valori etici che sono alla base dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni sociali e giuridiche. A intervenire, le consigliere generali suor Elizabeth Pedernal e suor Etra Modica, suor Lina Guzzo, responsabile missionaria del “Centro Ascolto Migrantes G.B. Scalabrini” di Reggio Calabria, suor Milva Caro, superiora della Provincia di San Giuseppe. Al termine dell'incontro la messa presieduta dall’arcivescovo emerito di Reggio Calabria-Bova, mons. Vittorio Mondello: a lui, 23 anni fa, si deve l'accoglienza della prima comunità di suore scalabriniane a Reggio Calabria.
 

“Quando i miei vennero in Germania”: una iniziativa del “Corriere d’Italia”

Francoforte - In occasione del 60° dell’accordo italo-tedesco siglato a Roma il 20 novembre 1955 per l’invio di manodopera italiana in Germania, il “Corriere d’Italia”, mensile delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, lancia l’iniziativa “Quando i miei vennero in Germania”. Nel 1995, in occasione del 40°, il giornale aveva invitato le prime generazioni a raccontare i tempi dell’arrivo in Germania, le difficoltà incontrate, i problemi o l’accoglienza avuta.  Oggi l’invito a scrivere è rivolto alle nuove generazioni: come loro hanno vissuto l’arrivo in Germania al seguito dei genitori, o come l’hanno sentita raccontare in casa se nati in Germania, o come hanno trascorso nei primi anni l’impatto con l’asilo e con la scuola, o in generale con la società tedesca. Potete scrivere in italiano o in tedesco. I lavori verranno pubblicati in un inserto nel mese di dicembre e tutti i contributi verranno raccolti in un libro, che sarà pubblicati il prossimo anno, in occasione dei 65 anni del Corriere d’Italia. I lavori vanno inviati a Corriere d’Italia - Mainzer Landstr. 164; D-60327 Frankfurt oppure tramite email a: redazione this is not part of the email@I don't like SPAM corritalia.de con oggetto “La mia storia”
 

INAS e ente previdenziale rumeno: accordo per assistere i cittadini

Roma - Assistere al meglio i moltissimi cittadini che lasciano la Romania per lavorare e vivere in Italia, così come gli italiani che si spostano in quel Paese, per tutto quello che riguarda pratiche e procedure legate ai sistemi previdenziali dei due Stati e ai regolamenti comunitari: è questo l’obiettivo dell’intesa siglata a Roma tra Inas Cisl e Casa nazionale di pensioni pubbliche (Cnpp), ente rumeno che si occupa delle prestazioni pensionistiche e di altre indennità sociali.
“La collaborazione a livello internazionale su questi temi per noi è essenziale: per questo l’accordo con l’INAS è stato approvato anche dal Governo rumeno con un apposito memorandum”, ha detto la Presidente della Cnpp, Ileana Ciutan.
“Questa iniziativa per noi rappresenta un modo di fare socialità in un momento in cui l’Europa sperimenta tante difficoltà in tema di integrazione”, ha commentato il Presidente dell’INAS Cisl, Antonino Sorgi. “L’intesa, ha spiegato Cesare Insinsola, responsabile dell’INAS Romania, nasce dalla conoscenza delle criticità in questo ambito, soprattutto quando si considerano le situazioni più periferiche”.
 
 

Migrantes Savona: proseguono i corsi di alfabetizzazione della Migrantes

Savona - Sono attive le lezioni alla scuola di alfabetizzazione della Migrantes della diocesi di Savona-Noli alla Casa della mondialità di via Luigi Corsi. Sono circa 40 le persone interessate a frequentare i corsi, a questi però vanno aggiunti altri, circa 40 ragazzi (provenienti principalmente dall’Africa) che sono ospitati nel Seminario Vescovile di Savona. “I livelli si differenziano molto fra di loro: abbiamo persone completamente analfabete e altre che invece devono solamente perfezionare l’italiano – spiegano i responsabili – fra questi due estremi ci sono tutte gli altri allievi con i loro diversi gradi di conoscenza della nostra lingua”. Per questo primo modulo, che si concluderà il 18 dicembre, sono previste un minimo di 42 ore di lezione per classe. I volontari sono 25 e grazie al loro servizio saranno create una dozzina di classi. Ogni studente iscritto avrà la possibilità di frequentare 4 ore settimanali di lezioni. Le iscrizioni rimarranno aperte fino a tutto novembre. La segreteria è aperta tutti i lunedì e i mercoledì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15 alle 17.
 

MCI di Hannover: don Gianni Paganini rientra in Italia

Hannover - Con una concelebrazione eucaristica, domenica 18 ottobre 2015 don Gianni Paganini si è congedato dopo 17 anni di servizio dalla Comunità italiana di Hannover. Vi era giunto il primo febbraio del 1998, con alle spalle un esperienza in alcune altre Missioni Cattoliche  Italiane (cappellano a Dortmund dal suo arrivo in Germania, l’1.8.1982, poi parroco a Offenbach/Dreieich, a Krefeld/Mönchengladbach ed a Berlino). Per parecchi anni è stato Delegato Zonale (Lega Anseatica) e membro del Consiglio di Delegazione. Andrà – riferisce il delegato nazionale delle MCI in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli, al suo paese natio, a Orzivecchi (BS), dai suoi familiari.
 

Emergenza profughi al Parlamento Europe: Tusk e Juncker a Strasburgo

Strasburgo - L’ennesimo dibattito sull’emergenza migratoria è il punto più importante nell’agenda odierna della plenaria dell’Europarlamento, riunito a Strasburgo fino al 29 ottobre. In emiciclo sono presenti oggi il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e quello della Commissione Jean-Claude Juncker. In particolare si affrontano i flussi di rifugiati sulla rotta dei Balcani occidentali e la cooperazione con la Turchia. Inoltre sarà presentato il prossimo vertice di La Valletta dell’11-12 novembre, che riunirà i leader europei e africani per “ricercare soluzioni comuni alle sfide della migrazione”. Nel calendario della plenaria figurano, ancora, le dichiarazioni del capo della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, sulla situazione in Israele e Palestina e sul Sudan meridionale; la discussione sul bilancio Ue per il 2016; la presentazione del programma di lavoro della Commissione per il prossimo anno; una “semplificazione legislativa” per incoraggiare i “novel food” (alghe, funghi, insetti…) nel rispetto della salute e della sicurezza alimentare. Tornano in aula il caso Wolkswagen e la riforma elettorale per la designazione degli eurodeputati. Giovedì mattina sarà infine indicato il vincitore del Premio Sakharov per la libertà di pensiero 2015. (Sir Europa)
 

Centro Astalli: al via “La scrittura non va in esilio”

Roma - 800 studenti delle scuole superiori di varie città italiane partecipano all’incontro pubblico “La scrittura non va in esilio” promosso dal Centro Astalli che si svolgerà giovedì 29 ottobre. L’evento sarà l’occasione per premiare gli studenti vincitori della nona edizione del concorso letterario "La scrittura non va in esilio" per le scuole medie superiori e della prima edizione del concorso letterario “Scriviamo a colori” per le scuole medie inferiori, realizzati dal Centro Astalli nell'ambito dei progetti per le scuole Finestre e Incontri sul diritto d'asilo e il dialogo interreligioso attraverso i quali ogni anno testimoni di altre religioni e rifugiati incontrano circa 12.000 studenti. Interverranno all’evento il rapper Kaligola, Pupi Avati, Igiaba Scego, Massimo Wertmüller, Giovanni Maria Bellu, Michele La Ginestra. A premiare i vincitori, oltre a loro, ci saranno P. Camillo Ripamonti (Presidente Centro Astalli), P. Giovanni La Manna (rettore dell’Istituto Massimo), Flavia Cristiano (Direttrice del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali). Giovanni Anversa (giornalista Rai) presenterà l’evento durante il quale verrà presentato in anteprima il video “Ho freddo”, tratto dal racconto del primo classificato del concorso letterario “La scrittura non va in esilio” a cui l’attore Valerio Mastrandrea ha partecipato.
Il racconto “Ho freddo” di Jacopo Maria Genovese del Liceo Vittorio Veneto (Milano) è risultato vincitore tra gli oltre 150 elaborati pervenuti alla Fondazione Centro Astalli. Il racconto giudicato il migliore da una giuria di esperti formata da scrittori, giornalisti, rappresentanti di organizzazioni umanitarie, UNHCR, rifugiati e insegnanti, ha colpito per l’intensità con cui ha saputo raccontare la tragedia che tanti migranti, in fuga da guerre e persecuzioni, si trovano ad affrontare. Ad arricchire l’evento le coreografie e le musiche dei Bhangra Brothers, giovani amici indiani sikh, uniti dal desiderio di far conoscere le tradizioni e i colori del Punjab, regione indiana dalla quale provengono.
 

Rifugiati: un appello delle ACLI Ticino alle autorità

Lugano - Le ACLI Ticino e il Circolo ACLI di Lugano hanno promosso il 24-25 ottobre scorso a Lugano un Convegno sulla tragedia dei migranti alle nostre porte. Durante il fine settimana, circa 200 persone hanno ascoltato testimonianze di rifugiati e le iniziative realizzate dal Cantone e dalle associazioni private attive nel territorio ticinese, come Croce Rossa, la Diocesi di Lugano, SOS Ticino, Amnesty International e Terre des Hommes. Al termine dei lavori è stato approvato un appello alla Confederazione affinché si promuovano corridoi umanitari per e attraverso la Svizzera, per liberare i migranti dalle vessazioni delle bande criminali dei passatori. Al Cantone si chiede di facilitare il ricongiungimento fra membri della stessa famiglia e l'accoglienza dei minorenni non accompagnati. Infine, ad ogni Comune, si chiede di “promuovere la collaborazione con le iniziative della cittadinanza, di associazioni e privati, per realizzare l'azione della Diocesi in favore dell'accoglienza di famiglie presso ogni Parrocchia ticinese”.
 

Card. Vegliò: i gitani vorrebbero trovare accoglienza e rispetto

Città del Vaticano - I gitani sono “ben consapevoli di essere figlie e figli amati dalla Chiesa che non fa distinzione di razza, cultura o lingua, ma allo stesso tempo vivono in una comunità sociale in cui vorrebbero trovare accoglienza e rispetto per la loro identità e dignità, senza discriminazioni e rigetto. Molti di loro vivono nelle periferie delle città, talvolta in condizioni di degrado”. E’ quanto ha detto questa mattina il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti salutando papa Francesco all’inizio dell’Udienza con circa 5000 gitani da tutto il mondo giunti a Roma nel 50mo anniversario dell’incontro tra Paolo VI e i rom a Pomezia.  “Numerosi anziani e giovani, padri e madri, non hanno mai ricevuto istruzione o preparazione professionale e non hanno un lavoro, ma tutti desiderano assicurare ai loro figli un futuro migliore”, ha detto il porporato che con il dicastero da lui presieduto, in collaborazione cn la Fondazione Migrantes, la diocesi di Roma e la comunità di Sant’Egio ha promosso l’iniziativa.  “Sono passati cinquant’anni, ma la memoria di quel giorno – ha detto il card. Vegliò -  è sempre viva nel popolo gitano. Molte volte abbiamo potuto contemplare il valore e il significato dello straordinario gesto di Papa Montini e ricordare le sue affettuose parole rivolte ai nomadi: ‘Voi nella Chiesa non siete ai margini […] Voi siete nel cuore della Chiesa’.  Il popolo gitano ha fatto tesoro di quelle parole e se oggi si stringe attorno a Lei, come ad un Amatissimo Padre, lo fa per esprimere la gioia di essere nel cuore della Chiesa e per ringraziare di tutto il bene da essa ricevuto. In cambio, questa vicinanza ha portato alla nascita di molte vocazioni: un vescovo e oltre 170 tra sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose che oggi servono la Chiesa nel mondo”. (Raffaele Iaria)

 

Migrantes: le parole di Papa Francesco all’udienza con rom sono un appello forte alla responsabilità

Roma - Il pellegrinaggio dei gitani provenienti da molte nazionali del mondo, dall'India fino al Messico, dall'Irlanda, alla Svezia, alla Slovacchia, dopo la tappa al Colosseo per la Via Crucis e il ricordo delle discriminazioni e delle violenze nei confronti dei rom, la tappa al Divino Amore, il santuario che ha richiamato la fede mariana del popolo rom, ha vissuto la sua terza tappa a S. Pietro, con l'udienza speciale di Papa Francesco e la visita alla Basilica questa mattina. Lo ricorda in una nota Mons. Gian Carlo Perego, Direttore della Fondazione Migrantes, uno degli enti organizzatori del pellegrinaggio dei popoli rom. "E' stata una festa dei popoli rom con Papa Francesco. Commozione, lacrime, festa si sono alternate nell'udienza di quasi 7000 rom con il Papa in sala Nervi", ha detto il sacerdote sottolineando che il Papa nel suo discorso ha lanciato un "forte appello alla responsabilità. Alla responsabilità dei rom, perché non diano motivo con i loro gesti ad aumentare la discriminazione nei loro confronti; alla responsabilità delle istituzioni, perché non lascino ai margini delle città le persone e le famiglie rom, soprattutto i piccoli, ma a renderli partecipi alla vita della città; alla responsabilità della Chiesa, che vive nelle diverse parrocchie di Roma e dell'Europa, perché senta una preferenza particolare alle persone rom". "Per la Chiesa italiana, che si prepara a vivere il Convegno ecclesiale di Firenze - ha detto mons. Perego - le parole del Papa sono un invito alle nostre comunità a camminare con la gente, a 'uscire', a incontrare le persone e le famiglie, senza escludere nessuno, considerando con una particolare predilezione nella pastorale i ragazzi e i giovani rom, quasi la metà dei 180.000 rom che vivono in Italia e che costituiscono - come ha ricordato il Papa - il presente e il futuro di questo popolo", conclude il Direttore della Fondazione Migrantes.
 

Associazione 21 Luglio: a Roma aumento di sgomberi dei campi rom

Roma - Dall’annuncio del Giubileo, lo scorso 13 marzo, gli sgomberi forzati dei campi nomadi a Roma sono triplicati, passando da una media di 2,8 sgomberi al mese nei tre mesi precedenti l’annuncio a una media mensile di 10 sgomberi forzati dal 13 marzo 2015 a oggi. Dal 13 marzo, infatti, sono stati realizzati 70 sgomberi forzati che hanno coinvolto circa 1.150 persone per una spesa stimata di 1,5 milioni di euro. A denunciarlo oggi è l’Associazione “21 luglio” nel giorno in cui Papa Francesco ha incontrato 5000 nomadi, provenienti da tutto il mondo, in occasione del pellegrinaggio mondiale a 50 anni dall’incontro di Papa Paolo VI a Pomezia con il mondo gitano. L’Associazione “21 Luglio” auspica che le parole di oggi di Papa Francesco rappresentino “uno stimolo decisivo per le autorità di Roma Capitale al fine di voltare una volta per tutte la pagina delle politiche dell’esclusione e della discriminazione nei confronti dei rom, che oggi continuano a trovare compimento nella ghettizzazione di tali comunità nei cosiddetti ‘villaggi attrezzati’ e nell’attuazione sistematica di sgomberi forzati”. L’Associazione ha lanciato un appello #PeccatoCapitale, che ha raccolto finora 1.200 firme. Un appello che chiede alle autorità capitoline di fermare le azioni di sgombero nel periodo del Giubileo della Misericordia e di avviare con urgenza un tavolo di concertazione per individuare alternative possibili agli sgomberi.
 

Pellegrinaggio rom: Papa Francesco incorona la Madonna degli Zingari

Città del Vaticano – Si è concluso con l’incoronazione della statua di Maria, venerata come Madonna degli Zingari, l’incontro di Papa Francesco con il popolo gitano riunito in Vaticano per il pellegrinaggio in occasione del 50mo anniversario dell’incontro di Papa Paolo VI con i nomadi a Pomezia. Il gesto ricorda quello compiuto da Papa Montini 50 anni fa. 
 

Papa Francesco ai gitani: “si volti pagina” per “sradicare pregiudizi secolari e reciproche diffidenze”

Città del Vaticano - “Vorrei che anche per il vostro popolo si desse inizio a una nuova storia. Che si volti pagina! È arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia. Nessuno si deve sentire isolato e nessuno è autorizzato a calpestare la dignità e i diritti degli altri”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco incontrando nell’Aula Paolo VI circa 5000 rom e sinti presenti a Roma per il pellegrinaggio mondiale in occasione del 50mo anniversario dell’incontro con Paolo VI  a Pomezia, il 26 settembre 1965 promosso dal Pontificio Consiglio per i Migranti e Itineranti in collaborazione con la Fondazione “Migrantes”, l’Ufficio “Migrantes” della diocesi di Roma e la Comunità di Sant’Egidio. Dopo aver ricordato le parole del Beato Paolo VI Papa Bergoglio ha sottolineato che quelle  parole spronarono la Chiesa “all’impegno pastorale con il vostro popolo, incoraggiando allo stesso tempo anche voi ad avere fiducia in essa. Da quel giorno fino ad oggi, siamo stati testimoni – ha detto - di grandi cambiamenti sia nel campo dell’evangelizzazione sia in quello della promozione umana, sociale e culturale della vostra comunità”. Francesco ha ricordato anche come nel popolo gitano  un “segno forte di fede e crescita spirituale” è il numero “sempre in aumento di vocazioni sacerdotali, diaconali e di vita consacrata”. In aula era infatti presente, fra gli altri, il Vescovo mons. Devprasad Ganava, “figlio di questo popolo”: “a voi, cari consacrati, i vostri fratelli e sorelle guardano con fiducia e con speranza per il ruolo che ricoprite e per tutto ciò che potete fare nel processo di riconciliazione all’interno della società e della Chiesa. Voi siete un tramite tra due culture e, per questo, vi si chiede di essere sempre testimoni di trasparenza evangelica per favorire la nascita, la crescita e la cura di nuove vocazioni. Sappiate essere accompagnatori non solo nel cammino spirituale, ma anche nell’ordinarietà della vita quotidiana con tutte le sue fatiche, gioie e preoccupazioni”. Papa Bergoglio dice di conoscere le difficoltà del popolo nomade: “visitando alcune parrocchie romane, nelle periferie della città, ho avuto modo di sentire i vostri problemi, le vostre inquietudini, e ho constatato che interpellano non soltanto la Chiesa, ma anche le autorità locali. Ho potuto vedere le condizioni precarie in cui vivono molti di voi, dovute alla trascuratezza e alla mancanza di lavoro e dei necessari mezzi di sussistenza. Ciò contrasta col diritto di ogni persona ad una vita dignitosa, a un lavoro dignitoso, all’istruzione e all’assistenza sanitaria. L’ordine morale e quello sociale impongono che ogni essere umano possa godere dei diritti fondamentali e debba rispondere ai propri doveri. Su questa base è possibile costruire una convivenza pacifica, in cui le diverse culture e tradizioni custodiscono i rispettivi valori in atteggiamento non di chiusura e contrapposizione, ma di dialogo e integrazione. Non vogliamo più assistere a tragedie familiari in cui i bambini muoiono di freddo o tra le fiamme, o diventano oggetti in mano a persone depravate, i giovani e le donne sono coinvolti nel traffico di droga o di esseri umani. E questo perché spesso cadiamo nell’indifferenza e nell’incapacità di accettare costumi e modi di vita diversi dai nostri”. Il papa ha quindi invitato a permettere che il Vangelo della misericordia “scuota le nostre coscienze” si aprino “i nostri cuori e le nostre mani ai più bisognosi e ai più emarginati, partendo da chi ci sta più vicino”. Da qui l’esortazione a “voi per primi, nelle città di oggi in cui si respira tanto individualismo, ad impegnarvi a costruire periferie più umane, legami di fraternità e condivisione; avete questa responsabilità, è anche compito vostro. E potete farlo se siete anzitutto buoni cristiani, evitando tutto ciò che non è degno di questo nome: falsità, truffe, imbrogli, liti. Avete l’esempio del beato Zeffirino Giménez Malla, figlio del vostro popolo, che si distinse per le sue virtù, per umiltà e onestà, e per la grande devozione alla Madonna, una devozione che lo portò al martirio e ad essere conosciuto come ‘Martire del Rosario’. Ve lo ripropongo oggi come modello di vita e di religiosità, anche per i vincoli culturali ed etnici che vi legano a lui”. Il pontefice ha quindi invitato i nomadi a non dare ai mezzi di comunicazione e all’opinione pubblica occasioni per “parlare male di voi. Voi stessi siete i protagonisti del vostro presente e del vostro futuro. Come tutti i cittadini, potete contribuire al benessere e al progresso della società rispettandone le leggi, adempiendo ai vostri doveri e integrandovi anche attraverso l’emancipazione delle nuove generazioni”. “Vedo – ha poi proseguito - qui in Aula molti giovani e bambini: sono il futuro del vostro popolo ma anche della società in cui vivono. I bambini sono il vostro tesoro più prezioso. La vostra cultura oggi è in fase di mutazione, lo sviluppo tecnologico rende i vostri ragazzi sempre più consapevoli delle proprie potenzialità e della loro dignità, e loro stessi sentono la necessità di lavorare per la promozione umana personale e del vostro popolo. Questo esige che sia loro assicurata un’adeguata scolarizzazione”.  L’istruzione è “sicuramente – ha poi aggiunto -  la base per un sano sviluppo della persona. È noto che lo scarso livello di scolarizzazione di molti dei vostri giovani rappresenta oggi il principale ostacolo per l’accesso al mondo del lavoro. I vostri figli hanno il diritto di andare a scuola, non impediteglielo! È importante che la spinta verso una maggiore istruzione parta dalla famiglia, dai genitori, dai nonni; è compito degli adulti assicurarsi che i ragazzi frequentino la scuola. L’accesso all’istruzione permette ai vostri giovani di diventare cittadini attivi, di partecipare alla vita politica, sociale ed economica nei rispettivi Paesi”. Alle istituzioni civili – ha proseguito - è chiesto “l’impegno di garantire adeguati percorsi formativi per i giovani gitani, dando la possibilità anche alle famiglie che vivono in condizioni più disagiate di beneficiare di un adeguato inserimento scolastico e lavorativo. Il processo di integrazione pone alla società la sfida di conoscere la cultura, la storia e i valori delle popolazioni gitane”. Il Papa aveva aperto il suo saluto con una espressione nella loro lingua, il 
romani’: "O Del si tumentsa!", "il Signore sia con voi". (Raffaele Iaria)
 

Pellegrinaggio rom: in corso l’incontro con papa Francesco in Vaticano

Città del Vaticano - E’ iniziato con il saluto del Presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti e degli Itineranti, il card. Antonio Maria Vegliò, l’incontro di Papa Francesco con il popolo gitano in pellegrinaggio a Roma. In aula, prima dell’intervento del Papa,  costumi, danze e
musica. Calore ed applausi per il pontefice che ha salutato molti dei pellegrini. Lo spettacolo, davanti al Papa, è stato aperto da una danza dei bambini
rom di Mazara del Vallo.
 (R.I.)
 

Pellegrinaggio Rom: sabato la Via Crucis al Colosseo con il card. Vallini

Roma - Sabato sera, 24 ottobre, il Colosseo si è riempito di canti e preghiere delle popolazioni rom e sinti. Una processione di migliaia di persone che ha celebrato la Via Crucis presieduta dal cardinale Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma, alla presenza del vescovo Guerino Di Tora, presidente della commissione per le Migrazioni della Cei e presidente della Fondazione Migrantes, e di monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes. “Prega per noi, Notre-Dame de gitan”, canta in francese una donna rom, e ancora “Jesus est la rocher de ma vie” intona spontaneamente un’altra parte della folla battendo le mani. “Voi siete nel cuore della Chiesa” recita il programma della serata, riprendendo le parole dell’incontro di Paolo VI a Pomezia con il mondo dei Caminanti. Parole ripetute sabato, a cinquant’anni di distanza. La croce è stata portata a turno da un rappresentante di una diversa nazionalità: spagnola, portoghese, francese, inglese, americana. Rom e sinti sono arrivati da ogni parte del mondo, in attesa di incontrare oggi Papa Francesco. Le preghiere hanno ricordato gli ultimi e i piccoli, i malati e gli immigrati, gli uomini in carcere. “Le preghiere dei sinti sono fatte di parole povere”, racconta Davide Gabrieli, un pellegrino proveniente da Bressanone. Le orazioni sono state lette in molte lingue; rom e sinti sono un popolo di viaggiatori, ma legato da un unica cultura: “Abbiamo molte lingue, ma tra di noi parliamo il sinto. Così riusciamo tutti a comunicare”, ha raccontato ancora Gabrieli, che ha cantato l’inno dei gitani e oggi canterà per Francesco. Suo padre per primo si esibì per Paolo VI, che gli donò il violino, e la fede, così come la musica, si è tramandata di padre in figlio. La musica per il popolo dei Caminanti è un elemento fondamentale:  ieri, dopo la Messa al santuario del Divino Amore presieduta dal Cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti, si è tenuto un concerto di musica gitana. Nonostante le difficoltà che spesso devono affrontare le popolazioni rom, questa grande riunione è motivo di gioia: “Questo incontro mondiale è molto bello perché ci incontriamo e parliamo tra di noi grazie alla fede nella Chiesa” conclude Gabrieli. “Gesù conosce e capisce le sofferenze dei gitani” ha detto a tutti i presenti il cardinale  Vallini. “Siamo in un luogo di sangue, di fede, di paradiso – ha dichiarato -: qui migliaia di uomini e di donne, di giovani e di bambini non hanno avuto paura di dare il loro sangue per dire che Gesù è il signore della vita”. I gitani, ha continuato Vallini, percorrono la strada del dolore e spesso sono emarginati e disprezzati: “Questo vostro pellegrinaggio e l’incontro con Papa Francesco è un pellegrinaggio di fede che partendo dalla croce di Gesù vuole confermare il nostro essere cristiani». Quindi un messaggio di speranza: “Un mondo diverso è possibile – ha affermato il porporato – ma lo sarà soltanto quando ciascuno di noi farà vincere la risurrezione, e anche noi saremo capaci di portare la nostra croce sapendo che non saremo sconfitti ma la porteremo con amore per la forza della vita nuova, la vita cristiana”. Un messaggio che deve arrivare a tutti: “Ditelo ai vostri figli, nei vostri campi, nelle vostre banlieu, dovunque vivete in mezzo alle città degli uomini. Voi siete la Chiesa di Cristo, popolo santo di Dio che semina amore”. Il cardinale ha poi concluso invocando la Vergine Maria: “Ci aiuti ogni giorno a vivere con fierezza la gioia di essere figli di Dio e fratelli del mondo intero”. (Vanessa Ricciardi – RomaSette)
 
 

Card. Vegliò ai rom ricorda il 50° dell’incontro con Papa Paolo VI

Roma - Il 26 settembre di 50 anni fa Papa Paolo VI incontrava a Pomezia il popolo rom. A mezzo secolo da quell’evento da venerdì è in corso a Roma un pellegrinaggio mondiale del popolo gitano che ieri mattina si è ritrovato al Santuario del Divino Amore per una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti e gli Itineranti, promotore del pellegrinaggio in collaborazione, fra gli altri, della Fondazione Migrantes. Pellegrinaggio che si concluderà questa mattina con una udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano con Papa Francesco. “Sono particolarmente lieto – ha detto il porporato - che abbiate voluto essere presenti in così gran numero all’incontro con Papa Francesco per commemorare insieme lo storico evento di cinquant’anni fa quando a Pomezia il Beato Paolo VI incontrò il popolo nomade, il vostro popolo, i vostri nonni, padri e madri, forse anche qualcuno di voi”. Tra questi mons. Mario Riboldi. P. Kristian Van der Linden e la Maria Severino, presenti al campo di Pomezia  a sentire dalla “viva voce” di Paolo VI queste “memorabili” parole: “nomadi carissimi qui siete bene accolti, qui siete attesi, salutati, festeggiati. Qui fate un’esperienza nuova: trovate qualcuno che vi vuole bene, vi stima, vi apprezza, vi assiste”. In quel giorno è – ha aggiunto - iniziata la vostra nuova avventura con la Chiesa e il pellegrinaggio di questi giorni ne è una tappa”. “Nelle strade che percorrete ogni giorno – ha detto ancora il Presidente del dicastero vaticano - Cristo vi accompagna con il suo amore, sia nei momenti di gioia ed esultanza, sia in quelli di dolore, tristezza e sofferenza poiché, come dice l’autore della lettera agli Ebrei, ‘Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, rivestito lui stesso della debolezza’”. Riprendendo le letture del giorno il card. Vegliò ha invitato ad essere “pronti a rispondere” alla chiamata di Cristo,  “a lasciare ogni peso, a superare ogni ostacolo che possa impedire la nostra corsa verso Gesù e verso il prossimo. Solo Gesù può donarci la capacità di riconoscere il bene e il male e aiutarci a rimuovere qualsiasi forma di cecità dei nostri rapporti: diffidenze, pregiudizi, ritrosie, ostilità e rifiuto”. “Ognuno di noi – ha concluso - torni da questo pellegrinaggio rinnovato nella fede, nella speranza e nella carità” . (Raffaele Iaria)
 

Rimini: la Mostra dei presepi dal mondo

Rimini - Per il tredicesimo anno consecutivo la Caritas  e la Migrantes della diocesi di Rimini e le principali comunità di immigrati promuovono la Mostra dei presepi dal mondo.
E’ una occasione di riflessione, conoscenza e interscambio religioso e culturale che viene proposto alla Città al fine di accrescere il sentimento di fraternità e abbattere le barriere di intolleranza che sempre più spesso si affacciano nella società civile. E’ inoltre una grande opportunità per conoscere la straordinaria ricchezza sociale e culturale nel mondo e condividere un messaggio di pace e unione fra i popoli .
Il tema della mostra di quest’anno è “Il Figlio, i figli”. Rimarrà aperta dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016 presso la sala dell’Arengo nel Palazzo del Podestà in Piazza Cavour dove una trentina di gruppi di immigrati allestiranno il loro presepe. Saranno poi esposti oltre 300 presepi provenienti da tutto il mondo. L’anno scorso la Mostra ha registrato circa 20.000 presenze, la visita guidata di una cinquantina di classi, molti gruppi di catechismo e famiglie.