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Reggio Calabria: una giornata dedicata alle migrazioni nell’Anno della Misericordia

 Reggio Calabria - Tra le iniziative  per celebrare l’anno Santo della Misericordia, particolare attenzione, nella diocesi di Reggio Calabria-Bova si è voluta dare alla giornata del 14 Dicembre: è di noto l’impegno che la Diocesi di Reggio Calabria - Bova, attraverso gli uffici pastorali di Caritas, Migrantes, Missionario e le Associazioni che aderiscono al Coordinamento Diocesano Sbarchi hanno profuso nello stare accanto ai circa 40.000 profughi sbarcati nella Città di Reggio Calabria.
Naturale la scelta di una giornata vissuta in alcuni luoghi dove la Diocesi è impegnata nelle azioni a favore di questi fratelli bisognosi.
Ecco l’importanza simbolica che ricopre la Tenda presso il porto di Reggio Calabria, Tenda attraverso la quale è passata la sofferenza dei 40.000 volti, bambini e bambine, donne, uomini, famiglie intere con le loro storie cariche di sofferenza di torture, abusi, violenze di ogni tipo ma anche un umanità che attraversata quella “Porta” conduce in se lo sguardo della Speranza nel senso pieno del termine.
Qui alle ore 12.00 del 14 dicembre l’Arcivescovo, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, presiederà una celebrazione, alla presenza di mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes che si troverà a Reggio Calabria per presenziare all’Inaugurazione  della Casa della “SS Annunziata” progetto di accoglienza sostenuto dalla CEI attraverso la Fondazione Migrantes.
La Casa è stata consegnata alla Diocesi ufficialmente il 31 Gennaio 2015 da parte del commissario Arcivescovile della congrega della SS. Annunziata, il geom. Antonino Baccillieri. La sua intuizione è stata quella di dare vita  a una realtà che potesse rispondere al bisogno dei giovani.
La Casa, data in gestione alla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, ufficialmente ha aperto le sue porte tra Luglio e Agosto: da allora ha ospitato a rotazione circa 40 profughi tra cui alcuni nuclei famigliari. 
Il 3 agosto è stata autorizzata al funzionamento da parte della Regione Calabria come struttura di accoglienza per Minori. Oggi ospita 12 minori stranieri non accompagnati tra cui due neonati.
Alle 15,30 una  tavola rotonda nella quale si affronterà il tema dell’Immigrazione da più prospettive. Parteciperanno:  Mons. Giuseppe Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova; mons. Gian Carlo Perego, Direttore della Fondazione Migrantes, Paolo Lambruschi, Caporedattore del quotidiano Avvenire; Danilo Feliciangeli e Chiara Bottazzi Referenti Caritas Italiana Grecia/Libano/Siria; Giovanni Ramonda Resp. Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII; Don. Antonino Pangallo, Direttore della Caritas Diocesi Reggio – Bova.
Alle 18,30 la Giornata si concluderà presso il lungomare di Reggio Calabria dove, a cura del servizio Antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, si svolgerà una fiaccolata contro lo sfruttamento sessuale delle donne. La Fiaccolata partirà da Piazza Garibaldi e attraverserà il viale Falcomatà. (Stefania Laganà)
 
 
 

Ismu: presentato oggi il Rapporto sulle Migrazioni

Milano - La Fondazione Ismu stima che al 1° gennaio 2015 la popolazione straniera in Italia ha raggiunto 5,8 milioni di presenze (regolari e non), con un aumento di 150mila unità (+2,7%) rispetto all’anno precedente in cui gli immigrati erano quasi 5,6 milioni. Nel corso dell’ultimo biennio le dinamiche del fenomeno migratorio presentano significative novità, sia a causa dei perduranti effetti che la crisi economica continua ad avere sul mercato del lavoro, sia a causa dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che stanno investendo le regioni del Medio Oriente. Il primo elemento di novità c- come emerge dal Rapporto sulle Migrazione della Fondazione presentato questa mattina a Milano -  è dato dall’elevato numero di migranti e di richiedenti protezione internazionale arrivati via mare nel nostro Paese che nel 2014 hanno raggiunto la cifra record di 170mila unità, contro le 43mila del 2013. Scenario che è ulteriormente cambiato nel corso del 2015: a causa della pericolosità della tratta Libia-Italia i flussi di migranti si sono diretti principalmente verso la Grecia che ha registrato, dal 1° gennaio fino al 20 novembre 2015, 715mila arrivi, contro i 143mila dell’Italia.
L’aumento degli arrivi ha determinato un cambiamento significativo anche dal punto di vista della composizione dei flussi che si riflette in un incremento rilevante di richiedenti asilo che nel 2014 sono cresciuti esponenzialmente arrivando a totalizzare 65mila domande (a queste vanno aggiunte le 61.545 domande presentate tra il 1° gennaio e il 10 ottobre 2015). Se da un lato cresce il numero di richiedenti asilo, dall’altro – spiega il rapporto - continuano a diminuire i flussi per lavoro (-84% dal 2010). Altro elemento di forte novità è il costante aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, in particolare tra i minori di 15 anni: nel biennio 2013-2014 sono 231mila gli stranieri che sono diventati italiani (130mila solo nel 2014, mentre nel 2012 erano poco più di 60mila). Cresce anche il numero degli italiani residenti all’estero (nel 2014 erano 5 milioni). Il fenomeno dell’irregolarità, pur registrando una leggera ripresa, rimane comunque a un livello fisiologico (l’incidenza è inferiore al 7%):  al 1° gennaio 2015 Ismu stima che non abbiano un valido titolo di soggiorno 404mila stranieri (contro i 350mila alla stessa data dell’anno precedente). Sul fronte lavorativo si registra un aumento dell’occupazione straniera: infatti dopo un lieve calo nel I trimestre 2015, il numero di occupati stranieri è tornato a crescere nel II trimestre, portando a un saldo positivo di 50mila unità rispetto allo stesso periodo del 2014. Gli stranieri hanno superato la soglia del 10% del totale degli occupati.
 

Missionari: oggi la giornata missionaria dei presbiteri

Roma – Oggi,  3 dicembre, memoria liturgica di San Francesco Saverio, Patrono delle missioni insieme a Santa Teresa del Bambino Gesù. Si celebra la Giornata missionaria dei presbiteri.  In questo giorno i sacerdoti e i religiosi sono chiamati a riscoprire la dimensione missionaria universale della loro consacrazione e a rinnovare il loro impegno per l'animazione missionaria delle comunità ecclesiali in cui operano. Per l’occasione la Pontificia Unione Missionaria propone ai sacerdoti e ai religiosi consacrati uno schema di veglia di preghiera. Si tratta di un’adorazione eucaristica che riprende alcuni contenuti del messaggio per la Giornata missionaria mondiale, appena trascorsa, uniti a riferimenti all’Anno Santo della Misericordia. Il testo può essere scaricato sul sito www.consacrati.missioitalia.it.
 

Comece-Cec-Ccme, comunità cristiane siano “spazi d’incontro” con le società che accolgono

Bruxelles - “Guardare oltre l’immediato della crisi umanitaria causata dal recente afflusso di migranti e rifugiati in Europa” è stato ieri il tema di un seminario di dialogo a Bruxelles della Commissione europea con la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), la Conferenza delle Chiese europee (Cec) e la Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme). Come riferisce il comunicato diffuso al termine della riunione, si è discusso di “modelli d’integrazione, buone pratiche e valori fondamentali che guidano l’integrazione nell’Ue”. Se “la prontezza delle autorità pubbliche e l’ospitalità di molte Chiese cristiane e comunità religiose” è stata una “testimonianza gratificante”, ora “la sfida maggiore è l’integrazione nel lungo periodo”. Saranno necessari “obiettivi politici chiari, risposte coordinate e sforzi concertati da parte dei migranti e delle società europee” e “una stretta collaborazione tra autorità pubbliche e società civile”. Esistono già buoni modelli d’integrazione, spesso nati “dall’esperienza delle Chiese”.
Ieri si è discusso anche di “come coltivare un’immagine pubblica più positiva di tutti i migranti e rifugiati in Europa”. Se le Chiese sono spesso il primo e più importante punto di contatto per queste persone, “comunità cristiane accoglienti” serviranno per sostenere chi arriva in Europa, ma anche come spazi “d’incontro tra migranti e rifugiati e le società che li accolgono” e “per affrontare i timori delle comunità riceventi”.
 

Camera dei Deputati: oggi la commemorazione della tragedia di Monongah

Roma – Oggi pomeriggio, nella Sala stampa della Camera dei Deputati la commemorazione del disastro minerario di Monongah, la più grande tragedia del mondo del lavoro e dell’emigrazione italiana. 362 le morti ufficiali. Tra queste 171 minatori italiani, provenienti, in maggioranza, dal Molise – 87 – e dalla Calabria con 30 morti solo da San Giovanni in Fiore. Alla commemorazione, promossa dall’Associazione Culturale “Monongah”, interverranno la parlamentare Nissoli, il presidente dell’Associazione Culturale “Monongah” Gianni Meffe, che illustrerà anche i principali obiettivi che l’Associazione si propone di realizzare e che riguardano “il recupero e la salvaguardia dei luoghi del disastro minerario e la conservazione della relativa documentazione”. Seguiranno gli interventi di del senatore Benedetto Della Vedova, sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale; il deputato Fabio Porta, il sen. Aldo Di Biagio, l’on. Danilo Leva, il  sen. Roberto Ruta, l’ex deputato Franco Narducci, attuale presidente dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati). La commemorazione potrà essere seguita in diretta streaming sul sito della Camera dei deputati www.camera.it.
 

Assisi: Papa Francesco accendere il presepe dedicato ai migranti

Assisi - Sarà Papa Francesco ad accendere, domenica 6 dicembre da Roma, l'albero di Natale e il Presepe nella piazza antistante la Basilica Inferiore di San Francesco in Assisi dedicati ai migranti. Per l'occasione verrà installata una barca di circa sette metri proveniente da Lampedusa che ha salvato nove tunisini e che rappresenta tutte le barche che portano i vivi in Europa e tutte le barche che affondano nel mare. Alle 17.00 si terrà la Santa Messa nella Basilica Inferiore di San Francesco  presieduta dal Prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gänswein. Al termine della celebrazione, alle 18.20, si terrà la cerimonia di accensione e benedizione aperta dal Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, durante la quale verranno consegnati ai bambini delle famiglie più bisognose i giocattoli offerti dalle Ferrovie dello Stato Italiane. Tra i presenti 31 profughi provenienti da Afghanistan, Camerun, Nigeria e Siria. Prima di questa cerimonia, alle 15.00, si terrà presso la sala stampa del Sacro Convento di Assisi, l'iniziativa "No hate speech" lanciata dall’Associazione Carta di Roma contro il linguaggio violento e discriminatorio. Per l'occasione verrà annunciata anche la nascita della rete "illuminare le periferie del mondo" che si propone l'obiettivo di far uscire dall'oscuramento mediatico temi, persone e periferie dimenticate o cancellate.
 

“Romania Andata e Ritorno: vita e lavoro nello sfruttamento”

Ragusa - Una mostra fotografica, un congresso e uno spettacolo teatrale per parlare della comunità romena impegnata nelle serre del ragusano. Questo è quanto messo in campo dalla Cooperativa Proxima, che organizza a Ragusa l’evento “Romania Andata e Ritorno: vita e lavoro nello sfruttamento” dal 2 al 5 dicembre 2015 presso Palazzo Cosentini a Ragusa Ibla. L’evento prevede un Congresso della durata di 4 giorni che si svilupperà attraverso momenti formativi, informativi e culturali incentrati sulla realtà della comunità migrante romena che vive e lavora nelle zone della Fascia Trasformata, dove si producono ortaggi in serra che raggiungono i mercati di tutta Italia. Saranno presenti rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità, diplomatici romeni, esperti accademici, giornalisti, autorità giudiziarie, esponenti sindacali, funzionari del privato sociale e dei Comuni interessati dal fenomeno. L’evento inaugura un’esposizione della durata di 20 giorni, attraverso la quale il visitatore verrà trasportato da una narrazione multimediale tra le storie di quelle famiglie romene che spinte da sogni tangibili decidono di lasciare il loro Paese per lavorare nelle serre delle campagne ragusane.
In aggiunta a questi momenti, il 4 dicembre è prevista la rappresentazione teatrale di “Sera Biserica” una pièce teatrale che racconta e denuncia, attraverso la storia di Zio (proprietario di una azienda agricola) e delle sue due braccianti Alina e Nicoleta, le situazioni di sfruttamento lavorativo, psicologico e sessuale a cui devono sottostare le donne rumene.
Quella della comunità rumena in provincia di Ragusa è una realtà che contraddistingue il territorio a partire dal 2007, con l’ingresso della Romania nell’Unione Europea. Oggi la comunità romena che vive in provincia di Ragusa supera le 7.000 presenze residenti e si stima possa arrivare anche a oltre 10.000 persone contando anche i non residenti. Il 90% proviene dalle regioni di Botoşani, Iaşi e Bacău, le quali vivono di un’economia agricola di sussistenza. Al contrario del lavoro familiare salariato, il lavoro nelle serre permette loro di migrare con l’intero nucleo familiare, anche se moltissime sono le donne che viaggiano da sole. Per risparmiare sul magro salario, che si aggira tra i 15 e i 25 euro giornalieri, accettano di vivere in abitazioni fatiscenti messe a disposizione dai datori di lavoro; case che spesso non rispettano i criteri minimi di abitabilità, quali acqua corrente, luce e servizi sanitari. Inoltre, trovandosi all’interno delle aziende, sono lontani dalle città e isolati tra di loro. Il lavoro nelle serre è pesante, le temperature al loro interno sono molto alte, si è a contatto con prodotti chimici, pesticidi e fitofarmaci, sprovvisti di qualsiasi tipo di protezione. Sono pochi i casi in cui i lavoratori vengono contrattualizzati ma, se perlomeno in passato veniva saldato l’intero importo del salario, dagli ultimi quattro anni, in nome della crisi, i datori di lavoro si limitano solo a corrispondere degli acconti settimanali, senza poi adempiere al pagamento completo. È chiaro lo sfruttamento lavorativo a cui si aggiungono anche forme di sfruttamento sessuale consumate su vari livelli, da fenomeni di molestie passando per le convivenze forzate fino ad arrivare a veri e proprio stupri. Nonostante tale fenomeno sia riconosciuto, spesso non vengono prese in considerazione le principali cause che favoriscono questi disagi: la vulnerabilità a cui è soggetta la comunità romena e il sistema che regge l’economia agricola.
(Vincenzo La Monica – Migrantes Ragusa)

Milano: scuole multietniche al concorso “il presepe più bello”

Milano - La Fom (Fondazione Oratori Milanesi) lancia la nuova edizione del Concorso presepi per la città e la diocesi di Milano. L’iniziativa è rivolta non solo alle famiglie e alle parrocchie ma anche alle scuole di ogni ordine e grado.
Il presepe è la forma d’arte “natalizia” che forse più ci “educa al pensiero di Cristo”, perché ci fa presente la sua intenzione di vivere in mezzo agli uomini. Per questo è una proposta che rivolgiamo a tutti. Ogni anno, in piena libertà, le scuole partecipano. Tra queste almeno il 40 per cento è una scuola pubblica. E molte di queste si trovano in quartieri con una forte presenza di immigrati, dunque “cittadini di altre fedi, senza che ciò crei problemi”, osserva don Samuele Marelli, direttore della Fom.
Per iscriversi al concorso occorre compilare on line sul sito della diocesi di Milano il modulo di iscrizione entro e non oltre domenica 13 dicembre 2015 e inviare nei termini indicati due foto della propria Natività. Gli iscritti al concorso riceveranno la visita di un commissario che valuterà la composizione secondo criteri che - oltre a esaminare il valore artistico, l’originalità, la proporzione, la coerenza, la luminosità - terrà in conto anche la valenza educativa, la storia e le relazioni che si sono create nella costruzione stessa del manufatto. Sarà considerato in particolare il coinvolgimento dei più giovani e del dialogo fra generazioni.
Oltre a famiglie, oratori, scuole, al concorso possono partecipare anche più in generale le “comunità”. In questa sezione specifica saranno valutati infatti anche presepi costruiti in ospedali, caserme, nei quartieri, persino nelle portinerie o negli spazi comuni dei condomini, purché in luoghi accessibili al pubblico.
Una commissione diocesana composta da educatori e intenditori di presepi stilerà la graduatoria finale sulla base di sopralluoghi effettuati e il materiale fotografico inviato. I primi tre classificati per ogni sezione riceveranno un premio durante la Festa dei presepi domenica 17 gennaio 2016, dalle ore 15.00 alle 17.00, presso la sede della Fondazione Oratori Milanesi in via S. Antonio 5, Milano.
 

Migrantes: domani a Londra la presentazione del “Rapporto Italiani nel Mondo”

Londra – Domani, 3 dicembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, si terrà la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2015 della Fondazione Migrantes. E’ questa una delle prime iniziative pubbliche del Comites di Londra dalla sua elezione nella primavera scorsa. Sarà presente, per la Fondazione Migrantes, Delfina Licata. All’incontro interverranno autorità civili e religiose delle istituzioni italiane, presenti nel Regno Unito e  Piero Bassetti, ex presidente dell’associazione delle Camere di Commercio nel Mondo, che presenterà il suo libro “Svegliamoci Italici”. “Sarà questa un’occasione per riflettere sull’emigrazione italiana, per capire meglio il fenomeno, le sue qualità e diversità, ma anche per riflettere sulle potenzialità dell’emigrazione italiana all’estero”, ha detto Pietro Molle, presidente del Comites Londra. “Capire il fenomeno, le sue componenti e, quindi, il tipo di bisogni ed opportunità che questo può generare, è il primo passo per poter costruire servizi più adatti ai bisogni dell’emigrazione più contemporanea, per poter riflettere sulle opportunità che l’emigrazione italiana può offrire sia alle comunità italiane all’estero sia al nostro Paese. Abbiamo voluto affiancare i dati statistici del Rapporto Migrantes ad una riflessione sul concetto di italianità proposta dal saggio di Bassetti, che è identità italiana non più e solo strettamente legata alla cittadinanza” conclude Molle.
 

Assisi: il vescovo apre le porte ai profughi

Assisi – Sulla scia di quanto sollecitato da Papa Francesco in tema di accoglienza: “Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi”, il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino mons. Domenico Sorrentino, si è subito attivato facendo allestire un alloggio dove, in questi giorni, sono arrivate due giovani donne nigeriane.
Si tratta di un appartamento situato all’interno del Vescovado, precisamente sopra la sala della Spogliazione, al quale il presule ha dato il nome di “appartamento di Gesù”. Le due donne avranno quindi i loro spazi ma condivideranno i pasti con il vescovo e le suore Carmelitane messaggere dello Spirito Santo che vivono e prestano servizio in Curia.
“Seguendo l’esempio di Papa Francesco – ha dichiarato mons. Sorrentino – come pastore ho sentito la necessità di aprire le porte della Curia in segno di accoglienza e di dare il buon esempio per testimoniare una Chiesa in uscita verso gli ultimi. Tale gesto,  fatto proprio nell’anno della Misericordia, vuole essere un segno di amore. Aprire il cuore a quanti vivono in condizioni disperate è un modo concreto per annunciare il Vangelo”.
Le due nigeriane, Sara di 26 anni e Stella di 30, erano arrivate in Italia già quattro mesi fa ed avevano trovato una prima ospitalità nelle strutture dell’Arci di Perugia. “Siamo felici di essere qui – hanno detto appena giunte in Vescovado -; nel nostro paese la situazione è difficile e le condizioni di vita precarie, per questo il nostro sogno è quello di rimanere in Italia e portare qui anche i nostri familiari”. Le due giovani hanno espresso parole di ringraziamento nei confronti del vescovo e parlando della visita del Pontefice in Africa hanno manifestato “grande apprezzamento per questo viaggio nella nostra terra martoriata da guerra e povertà. E’ una persona straordinaria sia per quello che dice e sia, soprattutto per quello che testimonia con la sua vita”.
 

Balcani: tragica rotta di donne e bambini

Milano - Aveva quattro anni anche l’ultima vittima della strage degli innocenti nell’Egeo. Una bambina siriana di 4 anni è annegata ieri mattina durante uno sbarco di migranti sull’isola greca di Kastellorizo e si aggiunge ai 90 minori annegati in ottobre (1 su 5 aveva meno di due anni) mentre cercavano di raggiungere la Grecia. Solo la settimana scorsa i minori morti sono stati nove.
Continua a registrarsi un calo degli sbarchi in Grecia, ma sale l’allarme per il numero di minori in arrivo, molti dei quali non accompagnati.
Secondo quanto segnalato dall’OIM (Organizzazione Internazionale per la Migrazione) e dall’Unicef, in giugno un migrante su sei era un minore, mentre in ottobre la proporzione è salita a uno su tre, con una media di uno su cinque nell’arco dell’anno. Lungo la rotta balcanica le autorità macedoni hanno registrato 15mila minori non accompagnati a partire dalla metà di giugno. E in Italia, segnala l’OIM, circa il 10% dei migranti che sbarcano sono minori, tre quarti dei quali non accompagnati. Da gennaio a ottobre, notano le due organizzazioni, oltre 23mila minori non accompagnati,  in prevalenza adolescenti maschi, hanno chiesto asilo in Svezia. In Italia si segnala quest’anno un aumento di arrivi adolescenti nigeriane preda di trafficanti.
Intanto l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha confermato che a novembre gli arrivi sono calati di un terzo rispetto a ottobre, riducendosi a 140mila. Dall’inizio dell’anno, sono
870mila i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo per arrivare in Europa, sbarcando soprattutto in Grecia e Italia. In novembre il numero è diminuito di oltre un terzo rispetto a ottobre,
e secondo il portavoce William Spindler, “è la prima volta dall’inizio del 2015 in cui si registra realmente una riduzione nei confronti del mese precedente”. Si è passati infatti da 220.535 nuovi arrivi a circa 140.000, con un calo pari al 36,5 per cento. “È una contrazione considerevole”, ha osservato il portavoce dell’agenzia Onu, “anche se le cifre restano comunque molto elevate”. Secondo Spindler, le cause andrebbero individuate nelle condizioni meteorologiche avverse, specie nell’Egeo, ma anche nel giro di vite intrapreso dalle autorità turche contro trafficanti e scafisti.
Dall’inizio dell’anno in territorio europeo, si sono registrati in tutto 3.515 decessi. I protagonisti del flusso sono ormai per oltre la metà bambini e donne. Il 52% dei migranti e rifugiati che arrivano in Europa sono donne e bambini, contro il 27 per cento di poco tempo fa. Sono ancora più a rischio con l’arrivo dell’inverno secondo l’Unicef.
Intanto si sono registrate ieri nuove proteste dei cosiddetti migranti economici al confine fra Macedonia e Grecia, dove la polizia di Skopjie è in allerta e sta rafforzando i cordoni.
A protestare in corrispondenza del valico di Gevgelija, dove è stato eretto un "muro" sono stati i migranti che non provengono dalle zone di guerra di Siria, Iraq e Afghanistan, ai quali soltanto le autorità macedoni consentono l’ingresso nel Paese. Ciò ha suscitato da giorni le proteste di iraniani, pachistani, curdi, bangladeshi, marocchini e altri Paesi di Africa e Asia, che a centinaia affollano la terra di nessuno al confine greco- macedone, scontrandosi ripetutamente con la polizia nel tentativo di entrare in Macedonia. Gli ultimi scontri si sono registrati sabato scorso con un bilancio di una ventina di agenti feriti. La recinzione, innalzata nella regione di Gevgelija al confine con la Grecia, è alta due metri e mezzo e lunga tre km. Le autorità non escludono di costruire barriere analoghe su altri tratti della frontiera, se sarà necessario. (Paolo Lambruschi – Avvenire)
 

Inps: circa 2milioni i lavoratori extra Ue in Italia

Roma - Sono 1,9 milioni i lavoratori extracomunitari in Italia: 1.582.049 sono lavoratori dipendenti : 297.082 autonomi e 25.521 parasubordinati. Il dato è contenuto nell’Osservatorio statistico 2014 dell’Inps che fotografa anche la loro busta paga media annua: 7.791,33 euro se lavora nel settore agricolo (7.684,40 nel 2013); 13.809,44 euro nel settore non agricolo (13.661,43 nel 2013); e 7.571,33 euro medi l’anno se lavoratore domestico (7.451,84 nel 2013).
La maggioranza dei lavoratori sono albanesi (264.324), seguiti dai marocchini (246.420), dai cinesi (197.363), dagli ucraini (167.589), dai filippini (111.013) e dai cittadini moldavi (104.338). Nel complesso queste sei nazioni, totalizzano più della metà del totale degli extracomunitari conosciuti all’Inps.
La maggior parte dei lavoratori sono giovani tra i 30 e i 39 anni (31,8%) mentre il 28,2% ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni e il 18,7% ha meno di 30 anni. Solo il 5,6% ha una età superiore ai 60. I maschi sono il 58,9% dei lavoratori presenti. Prevalentemente donne sono i cittadini di origine ucraina, moldava, peruviana, ecuadoregna e delle Filippine. I lavoratori extracomunitari si collocano per il 63,8% in Italia settentrionale, il 23,4% in Italia centrale e solo il 12,8% è
nell’Italia meridionale e nelle isole.
Assieme agli extracomunitari l’Inps ha fotografato anche la realtà dei lavoratori dell’Est presenti in Italia nel 2014: 790mila con una retribuzione media annua di 9.917,18 euro. Ma la busta paga più alta appartiene ai lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo con 13.403,82 euro (15.389,81 gli uomini e 11.061,30 le donne), i quali costituiscono il 54,8% del totale dei lavoratori dipendenti nati nei Paesi dell’Europa dell’Est. Esigua invece la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti del settore privato agricolo, 3.906 euro, con  poche differenze tra i due sessi. I lavoratori domestici costituiscono il 25,6% del totale dei lavoratori dipendenti e percepiscono una  retribuzione media annua di circa 7.mila euro.

“Comunicare le migrazioni, sfida per l’informazione”: un convegno dell’Ucsi Lazio

Roma - “Giubileo della misericordia: Comunicare le migrazioni, sfida per l’informazione”: Questo il tema di un convegno promosso, per il prossimo 10 dicembre dall’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) del Lazio presso la parrocchia di San Lorenzo in Lucina. In uno scenario che vede il giornalista interrogarsi su come raccontare delle migrazioni nel vecchio continente e dopo la nuova sfida all’accoglienza nella Chiesa lanciata da papa Francesco, l’iniziativa - spiegano i promotori -  intende rilanciare le tematiche del Giubileo della Misericordia, soltanto due giorni dopo l'apertura della prima Porta Santa a San Pietro.
All’incontro interverranno mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, Mostafa El Ayoubi, caporedattore del mensile “Confronti”, Matteo Bressan, analista presso il Nato Defense College Foundation e il presidente dell’Ucsi Lazio, Raffaele Luise. Modera l’incontro Fabio Bolzetta, giornalista di TV2000.
 
 

Bulgaria: migranti “risorsa per il Paese

Bucarest - Migliorare la situazione economica, sostenere le famiglie con figli con misure concrete, diminuire la mortalità e ampliare l’accesso al sistema sanitario. Sono alcune delle raccomandazioni che emergono dal rapporto sullo sviluppo demografico in Bulgaria fino al 2030, elaborato dall’Accademia delle scienze bulgara, e presentato nel palazzo del Consiglio dei ministri a Sofia. Secondo Mitko Dimitrov, presidente dell’Istituto economico, “vista l’irreversibilità dei processi demografici, invece di rifiutare i migranti, sarebbe meglio accoglierli come risorsa per il Paese e integrarli nella società”. A suo avviso, “è necessario trovare degli stimoli per far tornare anche una parte degli emigrati bulgari all’estero”. Particolare accento è stato posto sulle proposte di sostegno alle famiglie: facilitare l’accesso agli asili nido e alle scuole materne, applicare politiche di conciliazione lavoro-famiglia, e fare cambiamenti nel sistema sociale e previdenziale che incentivino la nascita di un secondo figlio. Il tasso di natalità della Bulgaria (9,4 per mille) è vicino alla media europea mentre il tasso di mortalità è il più alto nell’Ue: circa il 15 per mille.
 

Mons. Galantino: Natale è accoglienza

Roma - Incontro al Natale. Anche  quest’anno ci apprestiamo a celebrare – tanto nella liturgia, quanto nella vita – il “farsi uomo” di nostro Signore Gesù Cristo, la sua nascita come “figlio dell’uomo”, partecipe della nostra condizione umana e della nostra storia. Ma ci sono modi differenti di accostarsi a questo evento della fede, tanto caro anche alla semplice tradizione culturale. Ad esempio, è possibile limitarsi ad affastellare un altro Natale di “tradizione” (religiosa e non), sommandolo stancamente a quelli già trascorsi negli anni precedenti, secondo un rituale ripetitivo e “preconfezionato”, all’insegna dello stile «a Natale siamo tutti più buoni»..., tanto ci rifaremo da santo Stefano in poi! In quest’ottica, oltre a un riduttivo e sterile “scambio di auguri” natalizio, non ci si attende nulla di diverso da questa festa, che perde del tutto il senso dell’evento, per rivestire – nella migliore delle ipotesi – quello di mero ricordo di un fatto accaduto 2000 anni fa. Insomma, per dirla in breve: Natale? “No news!”.
Oppure, in tutt’altra prospettiva, è possibile disporsi con cuore aperto e attento a vivere questa festa centrandosi nel suo contenuto, cioè in ascolto sincero di quanto Dio vuole comunicarci nella nascita del suo Figlio, disponibili a farci sorprendere dalla sua iniziativa. In altre parole, credendo che questo evento sia attuale e che riguardi ciascuno di noi, che possa coinvolgerci personalmente, che possa rappresentare un’occasione di rinnovamento profondo della nostra esistenza, il nostro “rinascere” con Gesù per vivere della sua stessa vita. Quest’anno, in particolare, avremo la possibilità di vivere il Natale nell’alveo di un altro evento ecclesiale di particolare valore: il Giubileo straordinario della misericordia, che Papa Francesco ha fortemente voluto e proposto alla Chiesa intera. Un’occasione speciale, dunque, per maturare nella fede personale e comunitaria, nell’ottica da lui indicata. Incarnazione e misericordia, due fari convergenti che rendono chiaro il volto di Dio. Nel Natale siamo chiamati a riconoscere nella debolezza e fragilità del bambino Gesù, deposto in una mangiatoia, la forza e la determinazione dell’amore di Dio per l’umanità intera, nonostante le nostre chiusure e infedeltà. Un Dio, insieme padre e madre, che risponde ai nostri “no” col perdono e la misericordia. «Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia », ci ricorda Francesco nella Misericordiae vultus. «È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della Santissima Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato».
E il primo atto di misericordia che Dio compie verso di noi consiste proprio nel “farsi prossimo”, nel “farsi uno di noi”, nell’incarnazione del suo Figlio: ecco il mistero del Natale, «la via che unisce Dio e l’uomo» per eccellenza. La misericordia di Dio è dono gratuito, perché non lo abbiamo acquisito per meriti, né potremmo “acquistarlo” in alcun modo. Misericordia è anche solidarietà, perché nella nascita di Gesù riconosciamo una novità piena di speranza: non siamo più soli a dover percorrere il faticoso sentiero della nostra vita, a volte così arduo e accidentato, perché Dio, fattosi uomo, cammina con noi e condivide “dal basso” la vicenda umana. Misericordia è anche chiamata alla responsabilità, perché ricevere in Gesù bambino il dono della presenza di Dio che perdona e salva esige da ciascuno di noi l’impegno a “riflettere” e moltiplicare questa grazia in mezzo ai fratelli, traducendola in gesti concreti di perdono e riconciliazione. Sarà dunque un Natale autentico, questo, se sapremo riconoscere la misericordia ricevuta da Dio e ci impegneremo a diventarne  testimoni, ridonandola agli altri. Natale Ma misericordia significa anche accoglienza, e il Natale ne è l’esempio più luminoso. La nascita di un bambino, infatti, oltre all’amore che lo ha generato, racconta il fondamentale gesto d’accoglienza nei suoi confronti da parte dei genitori e della comunità tutta. Questo si è verificato anche per la nascita di Gesù, pur con modalità originali. Ma nel suo caso, è vero anche l’aspetto opposto: nello scegliere di “farsi uomo”, è Dio che in realtà accoglie noi, unendo per sempre a sé la nostra umanità. Dal Natale, dunque, vogliamo imparare cosa significhi misericordia e accoglienza, secondo la via che Gesù ci mostra con la sua vita. Dal Natale vogliamo attingere la forza per divenire testimoni credibili di questa “buona notizia”. È questo il Natale che ci auguriamo reciprocamente di poter vivere, per la gioia del mondo! E lasciatemelo dire! Se questo è il Natale, trovo pretestuosa e tristemente ideologica la scelta di chi, per “rispettare” altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo. (mons. Nunzio Galantino - Segretario generale della  Cei - "Vita Pastorale")
 

Papa in Africa: “noi, migranti grati per l’affetto e la vicinanza”

Roma - Gli africani cattolici che vivono in Italia – ma non solo – sono in festa in questi giorni per la visita di papa Francesco nel loro continente. Il primo dell’attuale Pontefice, che sin dal suo arrivo all’aeroporto di Nairobi in Kenya – ricorda il coordinatore Migrantes per la pastorale delle comunità cattoliche africane francofone in Italia, don Mathieu Malick Faye – ha ricevuto “la gioia” di un popolo che ha accolto un Papa, Francesco, che “fa molto parlare con le sue opere e le sue parole, sempre vicino ai poveri”. “E la Chiesa in Africa è – spiega il sacerdote – Chiesa delle periferie che accoglie il Papa che dice in uno dei suoi discorsi che ‘tra i poveri mi sento a casa’. Quando il Papa si sente a casa in Africa, immaginate la gioia degli africani che vivono in Italia e in tutto il mondo perché in Africa il senso dell’accoglienza è molto forte. Quando l’ospite si sente a casa sua in casa nostra, che bello! Che pace!”
Il Papa ha “incoraggiato la Chiesa africana” che lo “ha sentito” un “pastore” che “aspettavamo” e che “ci chiede di non perdere i valori africani, ma trasmetterli alle nuove generazioni. Sentiamo la vicinanza del Pontefice e la sua visita è venuta a fortificare la fede degli africani e a favorire unità, pace e giustizia in Africa senza dimenticare l’invito al dialogo tra le religioni”.
Oltre al gruppo dei francofoni nella Chiesa italiana, esiste un coordinatore delle comunità africane di lingua anglofona, don Robert Emeka Mgbeahurike, presenti soprattutto nelle grandi città. I due coordinatori accompagnano e seguono i circa 40 cappellani delle comunità cattoliche africane in Italia e che hanno un ruolo importante per questi gruppi che vivono la propria fede e la propria tradizione cristiana nelle proprie Chiese locali. Come tante altre comunità straniere in Italia gli africani hanno dato vita a una rete di centri pastorali in molte diocesi italiane. (Raffaele Iaria – Avvenire)
 

Savona: presentazione del progetto di accoglienza rifugiati

Savona - Caritas diocesana con Fondazione ComunitàServizi, Migrantes diocesana, Ufficio pastorale familiare e Centro missionario invitano alla presentazione del progetto “Un rifugiato a casa mia” in programma stasera, lunedì 30 novembre, alle 21 nel centro Città dei Papi in via dei Mille 4 a Savona. Il progetto nasce dai diversi appelli di Papa Francesco che invita i cristiani a farsi prossimi degli ultimi, i più vulnerabili, coloro che hanno alle spalle storie di migrazione forzata. Il progetto consiste nella sperimentazione di nuove forme di accoglienza e integrazione di richiedenti la protezione internazionale e di rifugiati all’interno di nuclei famigliari o in strutture parrocchiali o diocesane in cui sia garantito un accompagnamento della persona accolta da parte di alcune famiglie disponibili a questo servizio.
 

Palermo: presto un elenco di tutori per i minori stranieri non accompagnati

Palermo - Un elenco di professionisti disponibili ad assumere il ruolo di tutori dei minori stranieri non accompagnati. È questa una delle soluzioni pensate per garantire una tutela effettiva all’esercito invisibile di minori che arrivano sulle nostre coste. L’elenco, al quale sta lavorando l’Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale di Palermo, attingerà ai nominativi forniti dagli ordini professionali che hanno dato la propria disponibilità a collaborare, primo tra tutti quello degli avvocati che operano nel capoluogo dell’Isola.
“La questione dei Msna – ha ricordato il dott. Fabio Pilato, giudice tutelare del Tribunale di Palermo, nel corso di un recente convegno – è stata finora trattata in maniera emergenziale e, in assenza di una soluzione politica, è stata delegata agli organi giudiziari e amministrativi. Questo tipo di soluzione, però, non consente di utilizzare i necessari strumenti sociologici che permetterebbero, ad esempio, di indagare sulle realtà dalle quali provengono i minori”.
Quando arrivano dei minori, il giudice tutelare riceve una comunicazione con un elenco di nomi. A quel punto provvede a nominare il tutore nella persona del sindaco e dell’assessore comunale al ramo. Visti i numeri, però, e l’impossibilità che gli amministratori locali possano fare fronte alle incombenze legate a tale ufficio, si è reso necessario formare un albo di professionisti disponibili a prestare il mandato, ovviamente a titolo gratuito.
“La responsabilità della tutela resterà in capo alla pubblica amministrazione, con facoltà della stessa di delegare il compito ai professionisti. Aprire una tutela – ha sottolineato il dott. Pilato – è un atto molto significativo, specie quando si tratta di un minore. Il tutore, infatti, fa le veci del genitore e si fa carico di un intero progetto di vita del minore. Svolgendo il mio lavoro mi accorgo ogni giorno di quanto sia necessario porre l’essere umano al centro dell’attenzione e di come le norme debbano essere plasmate attorno ad esso. Oggi, invece, siamo ben lontani dal garantire la necessaria assistenza morale, materiale e affettiva ai minori. Ecco perché è necessario istituire un albo che permetta di dare una tutela sostanziale, avendo chiaro il problema sociale che affrontiamo. In caso contrario – ha concluso il magistrato – se continueremo a garantire una tutela meramente formale, i minori continueranno a scappare subito dopo il loro arrivo”. (Luca Insalaco)
 

Emigrazione Veneta e Bellunese nell’Agro Pontino

Mel - Sabato 5 dicembre alle ore 17.00 presso la Sala degli Affreschi a Mel, verrà presentato il libro di Giulio Alfieri “La Terra che non c'era". Bonifica, colonizzazione e popolamento dell'Agro Pontino: nuovi documenti e una ricostruzione inedita”. L'evento è organizzato dall'Associazione Bellunesi nel Mondo e dal Comune di Mel, in collaborazione con la Biblioteca dell'emigrazione “Dino Buzzati” e la Famiglia Ex emigranti Sinistra Piave. Il libro racconta gli avvenimenti che dagli inizi del ’900 agli anni ’30 portarono alla bonifica e alla colonizzazione delle Paludi Pontine. Dalla lotta alla malaria dei primi Governi del Regno d’Italia, alle leggi per la “bonifica integrale”, l’appoderamento e il popolamento del territorio nel periodo giolittiano. Poi l’epoca fascista; dagli obiettivi demografici e di lotta all’inurbamento nelle città industriali del “Discorso dell’Ascensione” di Mussolini, all’avvio della spettacolare e modernissima opera di bonificazione. Un lavoro rigoroso e attento alle fonti, ricco di riproduzioni fotografiche, che si caratterizza anche per la scoperta di documenti completamente sconosciuti e che cerca di ripercorrere i cambiamenti sociali e demografici avvenuti come conseguenza del popolamento di tutte le aree dell’Agro Pontino risanato. Una ricostruzione nuova e unica, confermata dal confronto con i dati del primo censimento della popolazione della nuova provincia di Littoria (Latina) del 1936.
 

Comece: convegno a Bruxelles sull’integrazione dei migranti

Bruxelles - Anche se i riflettori mediatici si sono spostati dalle migrazioni alla questione terrorismo, per i vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) la preoccupazione per quel “flusso senza precedenti di persone che cercano un futuro migliore in mezzo a noi” continua a essere di attualità. Per questo è in programma per domani, martedì 1 dicembre, a Bruxelles un dibattito sul tema dell’“integrazione dei migranti”: la preoccupazione infatti è quella di “guardare oltre l’orizzonte immediato della crisi umanitaria, per riflettere su come sia meglio integrare queste persone nelle società che le ospitano”, spiegano gli organizzatori del Segretariato Comece. A ragionare sul tema saranno persone che appartengono alla Chiesa cattolica in Paesi diversi d’Europa e che hanno esperienza nel settore: Martin Wilde, dell’Associazione tedesca degli imprenditori cattolici, Arun Alphonse, parroco a Kraainem, piccolo comune delle Fiandre, Sergio Barciela, responsabile per le migrazioni presso la Caritas spagnola, fra Damian Cichy, del Centro per i migranti Fu Shenfu a Varsavia. La prospettiva del confronto partirà dall’intervento pastorale della Chiesa per definire come l’esperienza maturata in questo settore possa essere modello per tutta la società. Numerosi analisti in queste ultime settimane hanno evidenziato che una delle cause del diffondersi del terrorismo in Europa sia la scarsa o mancante integrazione degli immigrati nella società europea.