Stoccolma - La presenza italiana in Svezia conta oggi, secondo i dati del Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes, circa 12mila persone. Una presenza antica quella degli italiani in Svezia...
Primo Piano
Halloween? Dalla fine del raccolto all’inizio dei mostri di cioccolato
Milano - Manifesti di discoteche reclutano adepti per la notte brava, mentre genitori riempiono carrelli di dolciumi e maschere. Dai balconi penzolano scheletri e i bimbi colorano sagome di pipistrelli e streghe. Si assiste ai preparativi...
Migrantes Torino: parte “Benvenuti Abc”, dizionario digitale multilingua per accogliere i migranti
Torino - E’ stato presentato ieri a Torino il progetto di PubCoder e Fondazione Migrantes “Benvenuti ABC”, un’iniziativa che ha unito innovazione, tecnologia, creatività e volontariato al servizio dell’altro in un applicazione.
A presentarlo Paolo Giovine, fondatore e presidente di PubCoder, e Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino moderati l’incontro Luca Rolandi, giornalista del settimanale diocesano La voce e il tempo.
Quando nell’ottobre 2015 è arrivata in Germania la prima ondata di migranti siriani, Anna Karina Birkenstock, illustratrice e volontaria nei campi profughi, ha deciso di utilizzare il linguaggio universale delle illustrazioni e la tecnologia di PubCoder per costruire uno strumento di dialogo con i tanti bambini rifugiati. Lei e suo marito, Caspar Armster, hanno individuato 150 parole di uso quotidiano, hanno chiesto a 25 illustratori di disegnarle ed hanno creato un libro digitale con audio in doppia lingua inglese e tedesco, Das Wilkommens ABC, che i volontari possono utilizzare con il proprio smartphone. Un’iniziativa di enorme successo, che PubCoder ha deciso di replicare in Italia lanciando nel marzo scorso, in occasione della Bologna Children’s Book Fair, un appello a illustratori e creativi per creare un dizionario illustrato digitale interattivo in lingua italiana, inglese e araba per smartphone, tablet e pc. Benvenuti ABC rappresenta probabilmente una delle più importanti opere collaborative mai realizzate: hanno aderito 120 illustratori realizzando 190 tavole, tra loro moltissime firme note al pubblico internazionale; e, insieme a loro, altri professionisti che si sono messi a disposizione per leggere e tradurre le parole e per creare i suoni. Intuitivo, facile da usare e scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play Store, attraverso l’applicazione gratuita Edook, il dizionario è pensato per la prima accoglienza, per stabilire un dialogo, per strappare un sorriso; verrà utilizzato dai volontari in Italia grazie alla collaborazione con Fondazione Migrantes, che ha aderito all’iniziativa sin dal primo momento.
“L’Italia accoglie ogni anno un numero crescente di migranti, e, tra loro, tantissimi bambini; costruiranno, insieme ai nostri figli, il futuro di questo paese. Siamo felici e riconoscenti per la straordinaria risposta del mondo creativo, ma non sorpresi: sono tantissime le persone che ogni giorno si dedicano all’accoglienza e all’integrazione, volontariamente. Grazie a Fondazione Migrantes, che ha sposato dall’inizio l’iniziativa con incredibile entusiasmo, Benvenuti ABC verrà diffuso nei centri di accoglienza italiani e ovunque possa servire, a partire dalle scuole dove ogni giorno si realizza, concretamente, l’integrazione” afferma Paolo Giovine, fondatore e Presidente di PubCoder. “A noi interessa la tecnologia quando è utile alle persone. Benvenuti ABC rappresenta una tappa, ci sono tantissime cose da fare, il momento è adesso.”
“Mettere a disposizione dell’altro il proprio sapere. Migrantes ha il privilegio di toccare con mano la volontà delle persone di farsi coinvolgere nelle tante occasioni e modalità di accoglienza”, afferma Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino. “Dalle famiglie, che aprono la loro porta per accogliere un rifugiato, alle comunità parrocchiali, che nel solo territorio della Diocesi di Torino in un anno sono state in grado di ospitare gratuitamente 255 persone con titolo di protezione internazionale, sino alla bella e utile iniziativa di Benvenuti ABC che ha visto in pochi mesi collaborare professionisti lontani dal mondo dell’accoglienza, come i 120 illustratori che hanno trovato del tempo da condividere e che hanno messo a disposizione della comunità il loro talento. Sempre più è indispensabile sensibilizzare la società sui temi legati all’accoglienza e all’aiuto dell’altro: dovremmo creare più occasioni concrete e precise, come questa di Benvenuti ABC, perché ciascuno, avvalendosi delle proprie capacità e possibilità, possa contribuire a rendere migliore il nostro Paese. C’è ancora molto da lavorare, poiché sono ancora tante le fatiche e paure che registriamo sui nostri territori, ma non mancano i segnali positivi da cui partire”.
A presentarlo Paolo Giovine, fondatore e presidente di PubCoder, e Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino moderati l’incontro Luca Rolandi, giornalista del settimanale diocesano La voce e il tempo.
Quando nell’ottobre 2015 è arrivata in Germania la prima ondata di migranti siriani, Anna Karina Birkenstock, illustratrice e volontaria nei campi profughi, ha deciso di utilizzare il linguaggio universale delle illustrazioni e la tecnologia di PubCoder per costruire uno strumento di dialogo con i tanti bambini rifugiati. Lei e suo marito, Caspar Armster, hanno individuato 150 parole di uso quotidiano, hanno chiesto a 25 illustratori di disegnarle ed hanno creato un libro digitale con audio in doppia lingua inglese e tedesco, Das Wilkommens ABC, che i volontari possono utilizzare con il proprio smartphone. Un’iniziativa di enorme successo, che PubCoder ha deciso di replicare in Italia lanciando nel marzo scorso, in occasione della Bologna Children’s Book Fair, un appello a illustratori e creativi per creare un dizionario illustrato digitale interattivo in lingua italiana, inglese e araba per smartphone, tablet e pc. Benvenuti ABC rappresenta probabilmente una delle più importanti opere collaborative mai realizzate: hanno aderito 120 illustratori realizzando 190 tavole, tra loro moltissime firme note al pubblico internazionale; e, insieme a loro, altri professionisti che si sono messi a disposizione per leggere e tradurre le parole e per creare i suoni. Intuitivo, facile da usare e scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play Store, attraverso l’applicazione gratuita Edook, il dizionario è pensato per la prima accoglienza, per stabilire un dialogo, per strappare un sorriso; verrà utilizzato dai volontari in Italia grazie alla collaborazione con Fondazione Migrantes, che ha aderito all’iniziativa sin dal primo momento.
“L’Italia accoglie ogni anno un numero crescente di migranti, e, tra loro, tantissimi bambini; costruiranno, insieme ai nostri figli, il futuro di questo paese. Siamo felici e riconoscenti per la straordinaria risposta del mondo creativo, ma non sorpresi: sono tantissime le persone che ogni giorno si dedicano all’accoglienza e all’integrazione, volontariamente. Grazie a Fondazione Migrantes, che ha sposato dall’inizio l’iniziativa con incredibile entusiasmo, Benvenuti ABC verrà diffuso nei centri di accoglienza italiani e ovunque possa servire, a partire dalle scuole dove ogni giorno si realizza, concretamente, l’integrazione” afferma Paolo Giovine, fondatore e Presidente di PubCoder. “A noi interessa la tecnologia quando è utile alle persone. Benvenuti ABC rappresenta una tappa, ci sono tantissime cose da fare, il momento è adesso.”
“Mettere a disposizione dell’altro il proprio sapere. Migrantes ha il privilegio di toccare con mano la volontà delle persone di farsi coinvolgere nelle tante occasioni e modalità di accoglienza”, afferma Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino. “Dalle famiglie, che aprono la loro porta per accogliere un rifugiato, alle comunità parrocchiali, che nel solo territorio della Diocesi di Torino in un anno sono state in grado di ospitare gratuitamente 255 persone con titolo di protezione internazionale, sino alla bella e utile iniziativa di Benvenuti ABC che ha visto in pochi mesi collaborare professionisti lontani dal mondo dell’accoglienza, come i 120 illustratori che hanno trovato del tempo da condividere e che hanno messo a disposizione della comunità il loro talento. Sempre più è indispensabile sensibilizzare la società sui temi legati all’accoglienza e all’aiuto dell’altro: dovremmo creare più occasioni concrete e precise, come questa di Benvenuti ABC, perché ciascuno, avvalendosi delle proprie capacità e possibilità, possa contribuire a rendere migliore il nostro Paese. C’è ancora molto da lavorare, poiché sono ancora tante le fatiche e paure che registriamo sui nostri territori, ma non mancano i segnali positivi da cui partire”.
MCI Germania: è morto Mons. Luigi Franzoi
Sporminore (Trento) – Il 25 ottobre scorso il Vescovo di Trento Mons. Lauro Tisi ha presieduto la Messa esequiale di Mons. Luigi Franzoi nella sua chiesa parrocchiale di Sporminore gremita di fedeli e con molti sacerdoti concelebranti. Don Luigi, classe 1928, è morto il 23 ottobre, giornata missionaria mondiale. Ed il Vescovo nella sua vibrante omelia, dopo aver definito don Luigi un “giusto”, non ha esitato a vederci un segno della Provvidenza divina perché la cifra pastorale del suo sacerdozio è stata la missionarietà. Prima in Germania ( 33 anni) e poi nella fondazione e sostegno di un gemellaggio socio-pastorale con la chiesa in Madagascar ( 30 anni) per il suo lavoro di evangelizzazione e di aiuto alle necessità locali ed alla formazione. Ciò che è stato anche confermato da una riconoscente lettera del Vescovo locale e dalla applaudita testimonianza di una suora orsolina attiva in quel paese e, per la sua parte, da un breve intervento di Mons. Silvano Ridolfi, pure ex-missionario di Germania, che ha sottolineato per scienza ed esperienza personali lo zelo apostolico di don Luigi nella Missione di Saarlouis da lui fondata nel 1961 e diretta fino al 1977 proseguendo poi ancora come parroco a St. Margareta e St. Martin in Perl-Besch fino al 1994. Ha ringraziato quindi la famiglia, la comunità e la diocesi per aver dato alla Chiesa “ in uscita” ottimi sacerdoti come don Luigi.
Erano presenti al rito anche il salesiano don Pio Visentin, già delegato nazionale in Germania e don Marcello Bortolini già missionario a Ludwigshafen, Brema e Duesseldorf. Rientrato a Sporminore, don Luigi ha continuato in diverse attività pastorali al servizio della parrocchia soprattutto nella cura regolare e premurosa degli ammalati. Il 28 agosto scorso aveva inviato una serena e-mail ad un gruppo di amici, tra cui la delegazione delle Missioni cattoliche italiane in Germania e il sottoscritto, per “congedarsi “ da coloro con i quali aveva fatto “ una parte impegnata del mio pellegrinaggio terreno” perché era “rientrato due giorni fa da un ricovero in ospedale con una chiara sentenza: ancora qualche giorno, qualche settimana…di vita. SIA FATTA la volontà di DIO…” E il male incurabile lo ha portato velocemente alla morte vissuta in modo esemplare. Il Vescovo ha reso infatti presente a tutti che negli ultimi momenti ha bisbigliato: “attendo il mio Signore!” (S.R.)
Erano presenti al rito anche il salesiano don Pio Visentin, già delegato nazionale in Germania e don Marcello Bortolini già missionario a Ludwigshafen, Brema e Duesseldorf. Rientrato a Sporminore, don Luigi ha continuato in diverse attività pastorali al servizio della parrocchia soprattutto nella cura regolare e premurosa degli ammalati. Il 28 agosto scorso aveva inviato una serena e-mail ad un gruppo di amici, tra cui la delegazione delle Missioni cattoliche italiane in Germania e il sottoscritto, per “congedarsi “ da coloro con i quali aveva fatto “ una parte impegnata del mio pellegrinaggio terreno” perché era “rientrato due giorni fa da un ricovero in ospedale con una chiara sentenza: ancora qualche giorno, qualche settimana…di vita. SIA FATTA la volontà di DIO…” E il male incurabile lo ha portato velocemente alla morte vissuta in modo esemplare. Il Vescovo ha reso infatti presente a tutti che negli ultimi momenti ha bisbigliato: “attendo il mio Signore!” (S.R.)
Ancora naufragi: 151 migranti morti
Milano - Ancora morti e naufragi nel canale di Sicilia. Non si ferma l’ondata di orrore che sta attraversando il Mediterraneo.
Di fronte alle coste della Libia, la scorsa notte, una petroliera ha recuperato i corpi senza vita di 97 migranti. Fra loro anche tre donne e un bambino. Tutti annegati mercoledì mentre tentavano di attraversare il canale di Sicilia su un gommone stracarico che si è ribaltato a causa del maltempo. La
notizia è stata diffusa dal quotidiano Libya Observer. La stessa petroliera è riuscita a trarre in salvo altre 29 persone che sono poi state affidate alla Guardia costiera libica. Il gommone con a bordo 126 persone era partito nella mattinata di mercoledì da Garabulli, località a circa 50 chilometri a Est di Tripoli. Sempre per le cattive condizioni meteo e il mare molto mosso, in aggiunta alle pessime condizioni delle barche, hanno provocato il secondo naufragio, dove hanno perso la vita almeno altre 51 persone.
A raccontare la tragedia, i superstiti sbarcati ieri al porto commerciale di Augusta. In totale 339 migranti e un cadavere, prevalentemente subsahariani, recuperati da tre gommoni e accompagnati dal mercantile danese Maersk Edward. In particolare si tratta di 284 uomini, 25 donne e 31 minori non accompagnati. Alcuni sono stati trasferiti all’ospedale di Lentini per curare le ustioni e anche molte donne in stato interessante. Ma la conta dei morti, purtroppo non finisce qui.
A Reggio Calabria, ieri mattina, è approdata la nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere con a bordo i cadaveri di 12 migranti recuperati da un gommone alla deriva a 26 miglia dalla costa libica. Un anno horribilis di morti in mare. Come ha confermato l’agenzia Onu per i rifugiati - l’ACNUR - presentando gli ultimi dati aggiornati sull’esodo infinito e sulle tragiche traversate in mare. Nel 2016, sono infatti già 3.800 (erano 3.771 in tutto il 2015) le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee.
I morti in mare «non sono numeri ma volti» ha ricordato la presidente della Camera, Laura Boldrini. «Nel 2016 nel Mediterraneo è morto il numero più alto di sempre di uomini, donne e bambini, oltre 3.700 persone, tra cui 600 bambini: due al giorno sono morti nel nostro mare. E di questi uomini dobbiamo parlare restituendo loro un volto, una dignità, non si tratta solo di numeri e statistiche» ha detto Boldrini, aprendo il seminario del Gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della Nato a Montecitorio. Si tratta di «numeri agghiaccianti», ha sottolineato Boldrini, aggiungendo che «è necessario un controllo delle frontiere ma non può avvenire senza che i Paesi più stabili se ne occupino direttamente anziché delegare le proprie responsabilità di accoglienza ad altri».
Intanto sono in tutto 933 le persone soccorse solo nella giornata di ieri, in 8 distinte operazioni. Durante gli interventi, avvenuti in condizioni meteorologiche difficili e in ulteriore peggioramento, sono stati recuperati anche tre cadaveri. Sono invece 29mila le persone soccorse da EunavforMed, la missione europea volta a contrastare i trafficanti di esseri umani e gli scafisti. «La priorità in mare è sempre quella di salvare chi è in difficoltà – ha spiegato l’ammiraglio Enrico Credendino, alla guida della missione europea, alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera – il 10% delle persone soccorse erano in gravi difficoltà, su imbarcazioni o gommoni sul punto di affondare e che senza di noi sarebbero morte. Il problema è che di fatto nessuno di loro sa nuotare, affogano appena in acqua». Credendino ha anche aggiornato il bilancio dell’operazione: duecento interventi di soccorso, 337 imbarcazioni neutralizzate e 96 scafisti consegnati alle autorità giudiziarie. (Daniela Fassini – Avvenire)
Di fronte alle coste della Libia, la scorsa notte, una petroliera ha recuperato i corpi senza vita di 97 migranti. Fra loro anche tre donne e un bambino. Tutti annegati mercoledì mentre tentavano di attraversare il canale di Sicilia su un gommone stracarico che si è ribaltato a causa del maltempo. La
notizia è stata diffusa dal quotidiano Libya Observer. La stessa petroliera è riuscita a trarre in salvo altre 29 persone che sono poi state affidate alla Guardia costiera libica. Il gommone con a bordo 126 persone era partito nella mattinata di mercoledì da Garabulli, località a circa 50 chilometri a Est di Tripoli. Sempre per le cattive condizioni meteo e il mare molto mosso, in aggiunta alle pessime condizioni delle barche, hanno provocato il secondo naufragio, dove hanno perso la vita almeno altre 51 persone.
A raccontare la tragedia, i superstiti sbarcati ieri al porto commerciale di Augusta. In totale 339 migranti e un cadavere, prevalentemente subsahariani, recuperati da tre gommoni e accompagnati dal mercantile danese Maersk Edward. In particolare si tratta di 284 uomini, 25 donne e 31 minori non accompagnati. Alcuni sono stati trasferiti all’ospedale di Lentini per curare le ustioni e anche molte donne in stato interessante. Ma la conta dei morti, purtroppo non finisce qui.
A Reggio Calabria, ieri mattina, è approdata la nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere con a bordo i cadaveri di 12 migranti recuperati da un gommone alla deriva a 26 miglia dalla costa libica. Un anno horribilis di morti in mare. Come ha confermato l’agenzia Onu per i rifugiati - l’ACNUR - presentando gli ultimi dati aggiornati sull’esodo infinito e sulle tragiche traversate in mare. Nel 2016, sono infatti già 3.800 (erano 3.771 in tutto il 2015) le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee.
I morti in mare «non sono numeri ma volti» ha ricordato la presidente della Camera, Laura Boldrini. «Nel 2016 nel Mediterraneo è morto il numero più alto di sempre di uomini, donne e bambini, oltre 3.700 persone, tra cui 600 bambini: due al giorno sono morti nel nostro mare. E di questi uomini dobbiamo parlare restituendo loro un volto, una dignità, non si tratta solo di numeri e statistiche» ha detto Boldrini, aprendo il seminario del Gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della Nato a Montecitorio. Si tratta di «numeri agghiaccianti», ha sottolineato Boldrini, aggiungendo che «è necessario un controllo delle frontiere ma non può avvenire senza che i Paesi più stabili se ne occupino direttamente anziché delegare le proprie responsabilità di accoglienza ad altri».
Intanto sono in tutto 933 le persone soccorse solo nella giornata di ieri, in 8 distinte operazioni. Durante gli interventi, avvenuti in condizioni meteorologiche difficili e in ulteriore peggioramento, sono stati recuperati anche tre cadaveri. Sono invece 29mila le persone soccorse da EunavforMed, la missione europea volta a contrastare i trafficanti di esseri umani e gli scafisti. «La priorità in mare è sempre quella di salvare chi è in difficoltà – ha spiegato l’ammiraglio Enrico Credendino, alla guida della missione europea, alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera – il 10% delle persone soccorse erano in gravi difficoltà, su imbarcazioni o gommoni sul punto di affondare e che senza di noi sarebbero morte. Il problema è che di fatto nessuno di loro sa nuotare, affogano appena in acqua». Credendino ha anche aggiornato il bilancio dell’operazione: duecento interventi di soccorso, 337 imbarcazioni neutralizzate e 96 scafisti consegnati alle autorità giudiziarie. (Daniela Fassini – Avvenire)
Papa Francesco: “Contro la tratta di esseri umani serve un impegno concertato”
Roma - Un nuovo appello «contro la tratta di esseri umani e a sostegno delle vittime» è stato lanciato ieri da Papa Francesco. Lo ha fatto ricevendo in udienza i membri del "Santa Marta Group" in occasione della Conferenza promossa contro il traffico degli esseri umani. Il Pontefice ha sottolineato come il Gruppo Santa Marta, che riunisce autorità ecclesiastiche e civili, «sta dando un contributo importante per contrastare la piaga sociale della tratta di persone, legata a nuove forme di
schiavitù, le cui vittime sono uomini e donne, spesso minorenni, sfruttati approfittando della loro povertà ed emarginazione». E ha rinnovato l’invito ad «un impegno concertato, fattivo e costante, sia per eliminare le cause di questo complesso fenomeno, sia per incontrare, assistere e accompagnare le persone che cadono nei lacci della tratta». Infatti «il numero di queste vittime - ci dicono le organizzazioni internazionali - cresce, purtroppo, ogni anno». E «sono i più indifesi, ai quali viene rubata la dignità, l’integrità fisica e psichica, persino la vita».
«Cari amici, vi ringrazio e vi incoraggio a proseguire in questo impegno», ha infine detto Papa Francesco. «Il Signore – ha aggiunto – saprà ricompensare quanto è fatto a questi piccoli della società di oggi». E attualizzando il messaggio evangelico ha concluso: «Lui ha detto: “Avevo fame… avevo sete…” e mi hai aiutato; oggi potrebbe dire anche: “Ero abusato, sfruttato, schiavizzato…” e mi hai soccorso». Le parole di Bergoglio
schiavitù, le cui vittime sono uomini e donne, spesso minorenni, sfruttati approfittando della loro povertà ed emarginazione». E ha rinnovato l’invito ad «un impegno concertato, fattivo e costante, sia per eliminare le cause di questo complesso fenomeno, sia per incontrare, assistere e accompagnare le persone che cadono nei lacci della tratta». Infatti «il numero di queste vittime - ci dicono le organizzazioni internazionali - cresce, purtroppo, ogni anno». E «sono i più indifesi, ai quali viene rubata la dignità, l’integrità fisica e psichica, persino la vita».
«Cari amici, vi ringrazio e vi incoraggio a proseguire in questo impegno», ha infine detto Papa Francesco. «Il Signore – ha aggiunto – saprà ricompensare quanto è fatto a questi piccoli della società di oggi». E attualizzando il messaggio evangelico ha concluso: «Lui ha detto: “Avevo fame… avevo sete…” e mi hai aiutato; oggi potrebbe dire anche: “Ero abusato, sfruttato, schiavizzato…” e mi hai soccorso». Le parole di Bergoglio
Salute migranti: un convegno a Montecitorio il 7 novembre
Roma - “Il diritto alla salute delle popolazioni migranti in Italia”. Questo il tema di un convegno che si svolgerà il prossimo 7 novembre, alle ore 14,30, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio con l’obiettivo di fare un punto della situazione – politico e sociale – sulle condizioni di salute delle popolazioni migranti in Italia.
Ai lavori, introdotti da Paola Binetti, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate, interverranno, tra gli altri, il presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Guerino Di Tora che si soffermerà su “L’impegno della Chiesa italiana nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati e dei migranti”, Angelino Alfano, ministro dell’Interno su “L’impegno italiano nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati e dei migranti”; Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate su “Alcuni problemi emergenti sotto il profilo sanitario”; Massimo Ciccozzi, responsabile Unità di Filogenesi epidemiologia molecolare ed evoluzione microbica presso il Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss e docente di Statistica medica ed Epidemiologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma sul tema “Epidemiologia molecolare delle malattie infettive nelle popolazioni migranti”; Silvia Angeletti, responsabile Unità operativa complessa e dell’Unità di ricerca di Patologia e Microbiologia Clinica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, membro del Comitato infezioni ospedaliere (“Ruolo della sorveglianza microbiologica nelle popolazioni migranti”); Maurizio Lo Palco, direttore sanitario del Cara di Castelnuovo di Porto (“Strategie di accoglienza ed assistenza sanitaria ai migranti nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto”); Mario Affronti, direttore regionale Migrantes in Sicilia (“Strategie di accoglienza ed assistenza sanitaria ai migranti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in Sicilia. La gestione dell’emergenza”). Concluderà i lavori Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute.
Ai lavori, introdotti da Paola Binetti, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate, interverranno, tra gli altri, il presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Guerino Di Tora che si soffermerà su “L’impegno della Chiesa italiana nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati e dei migranti”, Angelino Alfano, ministro dell’Interno su “L’impegno italiano nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati e dei migranti”; Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate su “Alcuni problemi emergenti sotto il profilo sanitario”; Massimo Ciccozzi, responsabile Unità di Filogenesi epidemiologia molecolare ed evoluzione microbica presso il Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss e docente di Statistica medica ed Epidemiologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma sul tema “Epidemiologia molecolare delle malattie infettive nelle popolazioni migranti”; Silvia Angeletti, responsabile Unità operativa complessa e dell’Unità di ricerca di Patologia e Microbiologia Clinica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, membro del Comitato infezioni ospedaliere (“Ruolo della sorveglianza microbiologica nelle popolazioni migranti”); Maurizio Lo Palco, direttore sanitario del Cara di Castelnuovo di Porto (“Strategie di accoglienza ed assistenza sanitaria ai migranti nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto”); Mario Affronti, direttore regionale Migrantes in Sicilia (“Strategie di accoglienza ed assistenza sanitaria ai migranti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in Sicilia. La gestione dell’emergenza”). Concluderà i lavori Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute.
Modena: un incontro su “l’accoglienza cristiana oggi” con il monaco di Bose Ludwig Monti
Modena - “L’accoglienza cristiana oggi”, intesa come dimensione attorno alla quale si gioca la nostra condizione di esseri umani: è il tema attorno al quale s’interrogherà Ludwig Monti, monaco di Bose, oggi alle 18.30 nella chiesa di San Giovanni Battista, a Modena, dinanzi alla Croce di Lampedusa, realizzata con pezzi di legno dei barconi che hanno trasportato i migranti attraverso il Mediterraneo.
“È ormai evidente a chiunque sia dotato di un minimo d’intelligenza e di sensibilità – spiega la diocesi in una nota – che sulla capacità di accoglienza si gioca la nostra condizione di esseri umani o al contrario il nostro scivolare sempre più in quella barbarie bestiale che vediamo affiorare qua e là, spesso amplificata ad arte dai mass media. ‘Ero straniero, e mi avete accolto, ospitato’ (Mt 25,35). Queste parole di Gesù Cristo non cessano di interrogare i suoi discepoli e le sue discepole, i cristiani: uomini e donne che su questa terra sono costitutivamente ‘stranieri e pellegrini’ (Eb 11,13; 1Pt 2,11); uomini e donne per i quali ‘ogni terra straniera è patria e ogni patria è terra straniera’ (A Diogneto); uomini e donne chiamati ad accogliere e ad accettare di essere accolti, qui e ora, per compiere con umanità e intelligenza il cammino del duro mestiere di vivere. Solo chi sa praticare l’arte dell’accoglienza, infatti, è veramente cristiano, veramente umano”.
“È ormai evidente a chiunque sia dotato di un minimo d’intelligenza e di sensibilità – spiega la diocesi in una nota – che sulla capacità di accoglienza si gioca la nostra condizione di esseri umani o al contrario il nostro scivolare sempre più in quella barbarie bestiale che vediamo affiorare qua e là, spesso amplificata ad arte dai mass media. ‘Ero straniero, e mi avete accolto, ospitato’ (Mt 25,35). Queste parole di Gesù Cristo non cessano di interrogare i suoi discepoli e le sue discepole, i cristiani: uomini e donne che su questa terra sono costitutivamente ‘stranieri e pellegrini’ (Eb 11,13; 1Pt 2,11); uomini e donne per i quali ‘ogni terra straniera è patria e ogni patria è terra straniera’ (A Diogneto); uomini e donne chiamati ad accogliere e ad accettare di essere accolti, qui e ora, per compiere con umanità e intelligenza il cammino del duro mestiere di vivere. Solo chi sa praticare l’arte dell’accoglienza, infatti, è veramente cristiano, veramente umano”.
Card. Bagnasco: aiutare le comunità a non avere paura
Roma – Lavorare su ordine pubblico e politiche per l’impiego. Lo chiede alle istituzioni il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, intervistato da InBlu Radio a commento delle recenti proteste anti-immigrati a Goro. “L’ordine pubblico è importante – spiega l’arcivescovo di Genova - perché vengano rispettati i diritti di tutti, di chi è accolto e di chi accoglie. Il lavoro, d’altro canto, è sempre più scarso ma sempre più necessario se vogliamo sicurezza sociale e una prospettiva d’integrazione, non solo di prima accoglienza”.
Il cardinale Bagnasco riconosce “le difficoltà oggettive” delle realtà locali, “le paure della nostra gente, delle comunità residenti, per il lavoro che manca, anzi, che diminuisce”. “Ma la Chiesa italiana – sottolinea - seguendo le indicazioni e l’esempio del Santo Padre, fa di tutto per usare la fantasia della carità per trovare nuove ulteriori soluzioni di accoglienza e d’integrazione degli immigrati, perché da sola la prima accoglienza non basta”.
“Il fenomeno cresce e le risposte, è evidente, non bastano mai, ma – aggiunge - vedo da parte delle nelle comunità cristiane una tensione interiore che tiene conto di tutto”.
Lo sforzo chiesto dal cardinale per far fronte alle tensioni sociali che derivano dall’immigrazione è inoltre “aiutare la gente, le nostre comunità, a non avere paura a priori, a mettersi in atteggiamento interiore più sereno, propositivo, senza nascondere i problemi”.
Il cardinale Bagnasco riconosce “le difficoltà oggettive” delle realtà locali, “le paure della nostra gente, delle comunità residenti, per il lavoro che manca, anzi, che diminuisce”. “Ma la Chiesa italiana – sottolinea - seguendo le indicazioni e l’esempio del Santo Padre, fa di tutto per usare la fantasia della carità per trovare nuove ulteriori soluzioni di accoglienza e d’integrazione degli immigrati, perché da sola la prima accoglienza non basta”.
“Il fenomeno cresce e le risposte, è evidente, non bastano mai, ma – aggiunge - vedo da parte delle nelle comunità cristiane una tensione interiore che tiene conto di tutto”.
Lo sforzo chiesto dal cardinale per far fronte alle tensioni sociali che derivano dall’immigrazione è inoltre “aiutare la gente, le nostre comunità, a non avere paura a priori, a mettersi in atteggiamento interiore più sereno, propositivo, senza nascondere i problemi”.
Cittadinanza: associazioni e sindacati dal presidente Grasso
Roma - Sul disegno di legge di riforma della cittadinanza arriva l’impegno del presidente del Senato Piero Grasso per una rapida calendarizzazione. Approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati ormai un anno fa, nell’ottobre 2015, il progetto è fermo da tempo. L’intenzione della maggioranza è quella di rinviare a dopo il 4 dicembre l’esame del disegno di legge È quanto emerge dall’incontro col presidente del Senato avuto ieri mattina da una delegazione delle organizzazioni sociali e sindacali promotrici della Campagna «L’Italia sono anch’io», assieme a rappresentanti giovani di "Italiani senza cittadinanza". Tra le oltre venti sigle del cartello ci sono anche Acli, Arci, Caritas, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Sant’Egidio, Emmaus, Fcei, Legambiente, Libera, Migrantes, Tavola Della Pace, Ugl, Uil, Uisp. Pietro Grasso ha garantito il proprio impegno a sostenere una rapida calendarizzazione del ddl di riforma della legge n.91/92. Grasso ha assicurato il suo personale impegno affinché la legge venga approvata entro la legislatura, sottolineando come senta il tema vicino alle sue convinzioni, tanto da consideralo alla stregua di una «battaglia personale». Ma l’approvazione non sembra un obiettivo a portata di mano. La senatrice Doris Lo Moro, relatrice del ddl in commissione Affari Costituzionali, ha ribadito che al momento non ci sono le condizioni per una rapida calendarizzazione della discussione e che l’intenzione della maggioranza è quella di rinviare tutto a dopo il referendum. Preoccupate le organizzazioni della campagna L’Italia sono anch’io: «A più di un anno dal primo sì della Camera, non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione. La nostra preoccupazione per il destino di questa legge e delle centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze, bambini e bambine di origine straniera, è fortissima. Sono circa 800 mila gli italiani, in gran parte ragazzi, che aspettano l’approvazione della legge per sentirsi cittadini senza se e senza ma. Facciamo appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché dia seguito all’impegno che ha preso più volte di introdurre lo Ius Soli». (Luca Liverani – Avvenire)
Minori stranieri: sì della Camera alla legge
Roma – C’è una legge, finalmente, a tutela dei minori stranieri che arrivano in Italia. Centinaia, che ogni giorno affrontano il mare, da mesi.
Quasi ventimila soltanto quest’anno. Venticinquemila tra il 2014 e il 2015. E la legge italiana è anche la prima in Europa di questo genere: uno strumento che offre regole, che scandisce principi, in un Continente dove ancora non ne esistono. Come se quei bambini, quei ragazzi, non esistessero.
Il testo, approvato in prima lettura dalla Camera – con 333 voti a favore, 11 contrari e 16 astenuti – prevede misure concrete per intervenire in quella che è diventata una vera emergenza. Si parte dall’identificazione dei piccoli: tutta la procedura deve avvenire entro 10 giorni.
Gli stessi minori non possono essere trattenuti nelle strutture di prima accoglienza oltre i 30 giorni (oggi se ne prevedono 60) e, ciò che è più importante, devono essere inseriti in strutture dedicate, non insieme agli altri migranti. Nella fase di seconda accoglienza, poi, si sancisce che tutti i minori non accompagnati possano accedere al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).
Altro punto chiave della legge è il principio che ogni minore non accompagnato debba avere un tutor personale che lo prenda in carico e lo segua passo passo.
Un ruolo che finora è stato svolto dal sindaco della città, dove i minorenni sono ospitati, oppure dall’assessore ai servizi sociali. Per questo motivo verrà istituito un albo per i tutor volontari a cui potranno iscriversi privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza. La legge prevede anche un incentivo all’affidamento familiare di questi ragazzi, che dovrà essere una scelta prioritaria rispetto all’accoglienza in comunità.
Infine, la copertura economica. O meglio, l’istituzione di un Fondo ad hoc che per quest’anno prevede lo stanziamento di 170 milioni di euro, per l’anno prossimo idem, per il 2018 di 120 milioni. E la creazione del primo Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati presso il ministero del Lavoro: un registro delle presenze, senza il quale finora è stato impossibile gestire il flusso e le situazioni dei più piccoli. (V.D.)
Quasi ventimila soltanto quest’anno. Venticinquemila tra il 2014 e il 2015. E la legge italiana è anche la prima in Europa di questo genere: uno strumento che offre regole, che scandisce principi, in un Continente dove ancora non ne esistono. Come se quei bambini, quei ragazzi, non esistessero.
Il testo, approvato in prima lettura dalla Camera – con 333 voti a favore, 11 contrari e 16 astenuti – prevede misure concrete per intervenire in quella che è diventata una vera emergenza. Si parte dall’identificazione dei piccoli: tutta la procedura deve avvenire entro 10 giorni.
Gli stessi minori non possono essere trattenuti nelle strutture di prima accoglienza oltre i 30 giorni (oggi se ne prevedono 60) e, ciò che è più importante, devono essere inseriti in strutture dedicate, non insieme agli altri migranti. Nella fase di seconda accoglienza, poi, si sancisce che tutti i minori non accompagnati possano accedere al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).
Altro punto chiave della legge è il principio che ogni minore non accompagnato debba avere un tutor personale che lo prenda in carico e lo segua passo passo.
Un ruolo che finora è stato svolto dal sindaco della città, dove i minorenni sono ospitati, oppure dall’assessore ai servizi sociali. Per questo motivo verrà istituito un albo per i tutor volontari a cui potranno iscriversi privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza. La legge prevede anche un incentivo all’affidamento familiare di questi ragazzi, che dovrà essere una scelta prioritaria rispetto all’accoglienza in comunità.
Infine, la copertura economica. O meglio, l’istituzione di un Fondo ad hoc che per quest’anno prevede lo stanziamento di 170 milioni di euro, per l’anno prossimo idem, per il 2018 di 120 milioni. E la creazione del primo Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati presso il ministero del Lavoro: un registro delle presenze, senza il quale finora è stato impossibile gestire il flusso e le situazioni dei più piccoli. (V.D.)
Migranti: altri 13 morti in mare. In 10 giorni sono 55
Roma - Non si arresta il numero delle vittime delle traversate di migranti nel Canale di Sicilia. Ieri sono stati recuperati al largo delle coste libiche 13 cadaveri ed il bilancio sale a 55 negli ultimi 10 giorni. Sempre ieri sono state salvate circa 500 persone che erano a bordo di quattro gommoni diretti verso l’Italia. Alle operazioni di soccorso, coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, hanno preso parte un pattugliatore maltese inserito nel dispositivo Frontex e due navi delle Ong Medici Senza Frontiere e Jugend Rettet, che affiancano il dispositivo Ue.
Da Calais a Goro: cambia il mondo ma la politica per ora resta al palo
Roma - Succede a Calais. Ma accade anche a Goro (Ferrara) o ad Aquilinia (Trieste). Così come ieri era avvenuto lungo i confini dei Paesi balcanici, quindi in Ungheria e Croazia, poi al Brennero: arrivano i migranti richiedenti asilo, fuggono da fame e guerra, ma trovano porte chiuse, confini serrati o, al più, una “giungla”. I rifugiati devono stare semmai in una bidonville lontano dal centro delle nostre città: occhio non vede, cuore non duole… E laddove una parrocchia o un ente locale mette a disposizione una struttura per l’accoglienza, si ergono barricate o partono gesti intimidatori.
Certo, l’arrivo in massa di bambini, donne, uomini, anziani dall’Africa e dal Medio Oriente sulle coste europee costituisce un problema difficile da gestire, che presenta un conto economico non indifferente e, soprattutto, solleva leciti timori tra i residenti dei Paesi ospitanti. Ma nel retrobottega il problema è un altro: chi e secondo quali regole decide come rispondere a questa “emergenza strutturale”? Con quali criteri gli Stati membri dell’Ue intendono regolare i flussi in arrivo? Oppure si pensa di respingere i migranti con la forza, come qualche leader nazionalista lascia intendere? E, ancora: è possibile che in sede Ue la stracitata “solidarietà” – che ciascuno invoca solo pro domo sua e quando c’è da attingere ai golosi fondi strutturali – acquisti forma anche sul fronte migratorio?
Tante domande che, in fin dei conti, possono confluire in un unico interrogativo: in un mondo globale, con sfide che passano sopra i confini nazionali e vanno oltre i poteri degli Stati, non sarebbe utile attrezzarsi con una governance su più livelli, rispettosa del criterio di sussidiarietà e al contempo capace di guidare i cambiamenti epocali in atto?
Ciò vale per il nodo-migrazioni, ma ugualmente potrebbe riguardare la risposta alla situazione di guerra in Siria o all’instabilità politica della Libia (due Paesi che, non a caso, sono all’origine di vasti flussi migratori verso l’Europa). Vale pure per la politica economica (il miniparlamento regionale della Vallonia sta bloccando l’accordo commerciale Ue-Canada negoziato in sette anni), per la politica energetica, la difesa dell’ambiente, la tutela della salute dei cittadini, la ricerca scientifica, la cooperazione internazionale…
È talmente evidente che ogni azione, o inazione, a livello statale ha ricadute sui vicini, che abbiamo imparato a preoccuparci per il Brexit, a seguire le trattative per il governo spagnolo e gli esiti delle votazioni in Svizzera, a chiederci se Marine Le Pen potrà essere il prossimo Presidente della Repubblica francese, a domandarci se Turchia e Russia siano vicini di casa da temere o meno. Tremiamo al pensiero che la Grecia possa andare in default causando pesanti ricadute sull’intera Eurozona (e quindi sulle nostre tasche); inquietano le sensibili opinioni pubbliche l’Isis, il terrorismo internazionale o gli eserciti del male, come Boko Haram; gridiamo allo scandalo se qualcuno adombra (magari solo per motivi elettorali) una possibile invasione di “idraulici polacchi” concorrenti rispetto al posto di lavoro dei nostri figli. Siamo talmente interdipendenti, anche oltre gli spazi continentali, che il presidente statunitense Obama si interessa del referendum costituzionale in Italia o delle dotazioni militari delle repubbliche baltiche.Il mondo si trasforma, nuove frontiere geopolitiche, economiche e sociali avanzano: cambierà anche la politica? E cambierà il rapporto tra cittadini e democrazia politica? (Gianni Borsa – Sir)
Certo, l’arrivo in massa di bambini, donne, uomini, anziani dall’Africa e dal Medio Oriente sulle coste europee costituisce un problema difficile da gestire, che presenta un conto economico non indifferente e, soprattutto, solleva leciti timori tra i residenti dei Paesi ospitanti. Ma nel retrobottega il problema è un altro: chi e secondo quali regole decide come rispondere a questa “emergenza strutturale”? Con quali criteri gli Stati membri dell’Ue intendono regolare i flussi in arrivo? Oppure si pensa di respingere i migranti con la forza, come qualche leader nazionalista lascia intendere? E, ancora: è possibile che in sede Ue la stracitata “solidarietà” – che ciascuno invoca solo pro domo sua e quando c’è da attingere ai golosi fondi strutturali – acquisti forma anche sul fronte migratorio?
Tante domande che, in fin dei conti, possono confluire in un unico interrogativo: in un mondo globale, con sfide che passano sopra i confini nazionali e vanno oltre i poteri degli Stati, non sarebbe utile attrezzarsi con una governance su più livelli, rispettosa del criterio di sussidiarietà e al contempo capace di guidare i cambiamenti epocali in atto?
Ciò vale per il nodo-migrazioni, ma ugualmente potrebbe riguardare la risposta alla situazione di guerra in Siria o all’instabilità politica della Libia (due Paesi che, non a caso, sono all’origine di vasti flussi migratori verso l’Europa). Vale pure per la politica economica (il miniparlamento regionale della Vallonia sta bloccando l’accordo commerciale Ue-Canada negoziato in sette anni), per la politica energetica, la difesa dell’ambiente, la tutela della salute dei cittadini, la ricerca scientifica, la cooperazione internazionale…
È talmente evidente che ogni azione, o inazione, a livello statale ha ricadute sui vicini, che abbiamo imparato a preoccuparci per il Brexit, a seguire le trattative per il governo spagnolo e gli esiti delle votazioni in Svizzera, a chiederci se Marine Le Pen potrà essere il prossimo Presidente della Repubblica francese, a domandarci se Turchia e Russia siano vicini di casa da temere o meno. Tremiamo al pensiero che la Grecia possa andare in default causando pesanti ricadute sull’intera Eurozona (e quindi sulle nostre tasche); inquietano le sensibili opinioni pubbliche l’Isis, il terrorismo internazionale o gli eserciti del male, come Boko Haram; gridiamo allo scandalo se qualcuno adombra (magari solo per motivi elettorali) una possibile invasione di “idraulici polacchi” concorrenti rispetto al posto di lavoro dei nostri figli. Siamo talmente interdipendenti, anche oltre gli spazi continentali, che il presidente statunitense Obama si interessa del referendum costituzionale in Italia o delle dotazioni militari delle repubbliche baltiche.Il mondo si trasforma, nuove frontiere geopolitiche, economiche e sociali avanzano: cambierà anche la politica? E cambierà il rapporto tra cittadini e democrazia politica? (Gianni Borsa – Sir)
Rai3: “Fuori Tg” sul Rapporto Italiani nel Mondo Migrantes
Roma – Quando si afferma che l’Italia non è un Paese per giovani, non si scade nel luogo comune: uno degli effetti della crisi economica è la fuga dei giovani italiani all’estero. In molti casi, si tratta di laureati che cercano altrove le opportunità che l’Italia non sa più offrire. Un capitale umano qualificato che regaliamo all’estero. E non è più, come in passato, un fenomeno soprattutto meridionale.
Se ne parla oggi a “Fuori Tg”, lo spazio di approfondimento del Tg3 in diretta tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 13.40 su Rai3, a cura di Massimo Angius. Ospiti della puntata monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, e Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica di Milano. Conduce in studio Maria Rosaria De Medici.
Se ne parla oggi a “Fuori Tg”, lo spazio di approfondimento del Tg3 in diretta tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 13.40 su Rai3, a cura di Massimo Angius. Ospiti della puntata monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, e Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica di Milano. Conduce in studio Maria Rosaria De Medici.
Papa Francesco racconta una storia di accoglienza che “cambia il cuore”
Città Del Vaticano – Una storia che cambia il cuore. Così Papa Francesco, questa mattina, parlando a braccio durante l’udienza generale in Piazza San Pietro, ha raccontato la storia di una signora, un tassista molto nervoso a causa del traffico cittadino e di un rifugiato scalzo che puzzava e che voleva recarsi in Vaticano per passare attraverso la Porta Santa.
“Alcuni giorni fa - ha detto - un rifugiato cercava la strada e una signora si avvicinò e gli chiese: ‘Lei cerca qualcosa?’”. “Vorrei entrare a San Pietro e passare la porta santa”, risponde. Allora - ha continuato il Pontefice – “la signora chiamò un taxi, ma quel rifugiato puzzava ed era senza scarpe, e l’autista quasi non voleva che salisse. Alla fine lo lasciò salire e nel percorso questi raccontò, su richiesta del tassista, la sua storia di dolore, di guerra, di fame e spiegò perché era fuggito. Una volta arrivati qui a San Pietro la signora voleva pagare ma il tassista non volle nulla e la ringraziò perché mi ha fatto sentire una storia che mi ha cambiato il cuore’”. (R.I.)
“Alcuni giorni fa - ha detto - un rifugiato cercava la strada e una signora si avvicinò e gli chiese: ‘Lei cerca qualcosa?’”. “Vorrei entrare a San Pietro e passare la porta santa”, risponde. Allora - ha continuato il Pontefice – “la signora chiamò un taxi, ma quel rifugiato puzzava ed era senza scarpe, e l’autista quasi non voleva che salisse. Alla fine lo lasciò salire e nel percorso questi raccontò, su richiesta del tassista, la sua storia di dolore, di guerra, di fame e spiegò perché era fuggito. Una volta arrivati qui a San Pietro la signora voleva pagare ma il tassista non volle nulla e la ringraziò perché mi ha fatto sentire una storia che mi ha cambiato il cuore’”. (R.I.)
Fisc giornali esteri: Iaria riconfermato delegato
Roma – Raffaele Iaria, redattore di questo giornale, è stato riconfermato delegato per i giornali esteri aderenti alla Fisc, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici.
Responsabile della comunicazione della Fondazione Migrantes e redattore, oltre che di questa testata anche del mensile “Migranti-press” è stato votato dai rappresentanti dei cinque giornali per guidare la delegazione per i prossimi tre anni.
Alla delegazione Fisc – Giornali Esteri aderiscono il settimanale “Corriere degli Italiani” (Svizzera), il mensile “Corriere d’Italia” (Germania e Scandinavia) – che ha anche una versione online al sito www.corritalia.de - il mensile “Migranti press” (Fondazione Migrantes) che ha anche un quotidiano online al sito www.migrantesonline.it , il bimestrale “Nuovi Orizzonti Europa” (Belgio, Francia, Lussemburgo) e il settimanale on line “Webgiornale.de” edito in Germania.
Responsabile della comunicazione della Fondazione Migrantes e redattore, oltre che di questa testata anche del mensile “Migranti-press” è stato votato dai rappresentanti dei cinque giornali per guidare la delegazione per i prossimi tre anni.
Alla delegazione Fisc – Giornali Esteri aderiscono il settimanale “Corriere degli Italiani” (Svizzera), il mensile “Corriere d’Italia” (Germania e Scandinavia) – che ha anche una versione online al sito www.corritalia.de - il mensile “Migranti press” (Fondazione Migrantes) che ha anche un quotidiano online al sito www.migrantesonline.it , il bimestrale “Nuovi Orizzonti Europa” (Belgio, Francia, Lussemburgo) e il settimanale on line “Webgiornale.de” edito in Germania.
Papa Francesco: urgente l’impegno dei cristiani nell’accoglienza
Città del vaticano - Le diocesi, le parrocchie, gli istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti, come i singoli cristiani, “tutti siamo chiamati ad accogliere i fratelli e le sorelle che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e da condizioni di vita disumane. Tutti insieme siamo una grande forza di sostegno per quanti hanno perso patria, famiglia, lavoro e dignità”. A dirlo questa mattina Papa Francesco durante l’udienza generale in Piazza san Pietro. Per il pontefice “oggi, il contesto di crisi economica favorisce purtroppo l'emergere di atteggiamenti di chiusura e di non accoglienza. Ma la chiusura non è – ha detto - una soluzione, anzi, finisce per favorire i traffici criminali. L’unica via di soluzione è quella della solidarietà”. Il Papa ha quindi aggiunto che in alcune parti del mondo “sorgono muri e barriere. Sembra a volte che l’opera silenziosa di molti uomini e donne che, in diversi modi, si prodigano per aiutare e assistere i profughi e i migranti sia oscurata dal rumore di altri che danno voce a un istintivo egoismo”. L’impegno dei cristiani in questo campo è “urgente oggi come in passato”. Nella sua catechesi sul tema “Accogliere lo straniero e vestire chi è nudo”, il pontefice si è chiesto: “vestire chi è nudo, che cosa vuol dire se non restituire dignità a chi l’ha perduta?”. Il pensiero di Francesco è andato alle donne vittime della tratta “gettate sulle strade, o agli altri, troppi modi di usare il corpo umano come merce, persino dei minori. E così pure non avere un lavoro, una casa, un salario giusto, o essere discriminati per la razza o per la fede, sono tutte forme di ‘nudità’, di fronte alle quali come cristiani siamo chiamati ad essere attenti, vigilanti e pronti ad agire”. Da qui l’esortazione a non cadere “nella trappola di rinchiuderci in noi stessi, indifferenti alle necessità dei fratelli e preoccupati solo dei nostri interessi. È proprio nella misura in cui ci apriamo agli altri che la vita diventa feconda, le società riacquistano la pace e le persone recuperano la loro piena dignità”. (Raffaele Iaria)
Migrantes: un fatto preoccupante il rifiuto all’ospitalità di 12 donne e 8 bambini
Roma - “Dodici donne e otto bambini, donne sole e con i propri figli hanno trovato all’arrivo al comune di Gorino nel ferrarese – meno di 4mila abitanti, 1,6% di immigrati – la strada sbarrata e, soprattutto, le porte chiuse dell’ostello dove dovevano essere ospitati. È un episodio preoccupante, che avviene in una terra dove la solidarietà era sempre stata un elemento fondamentale anche perché dimostra una cattiva informazione sulle storie e le tragedie di chi sbarca; preoccupante infine perché dimostra l’incapacità delle istituzioni di preparare una comunità all’accoglienza, continuando ad improvvisare gli arrivi”. A dirlo il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego, commentando la protesta degli abitanti di Gorino, scesi in strada per impedire l’accesso in paese a 12 donne e 8 bambini, che il prefetto di Ferrara aveva destinato all’ostello del paese.
“L’episodio – ha aggiunto Mons. Perego – è un segnale che dimostra come l’aria di chiusura e di ‘muri’ che si respira in altri Paesi europei sta arrivando anche nelle nostre città e nei nostri paesi, al punto tale che una Valle, con una delle oasi naturali del Po a protezione di flora e fauna, oggi arriva a non essere in grado di fare un gesto di ospitalità per proteggere donne e bambini in fuga da guerre, disastri ambientali e violenze. La nostra democrazia come la nostra sicurezza non si può difendere rifiutando il diritto all’ospitalità. In quelle famiglie in cammino ritroviamo in modi diversi la storia di fuga della famiglia di Nazareth”. (R. Iaria)
“L’episodio – ha aggiunto Mons. Perego – è un segnale che dimostra come l’aria di chiusura e di ‘muri’ che si respira in altri Paesi europei sta arrivando anche nelle nostre città e nei nostri paesi, al punto tale che una Valle, con una delle oasi naturali del Po a protezione di flora e fauna, oggi arriva a non essere in grado di fare un gesto di ospitalità per proteggere donne e bambini in fuga da guerre, disastri ambientali e violenze. La nostra democrazia come la nostra sicurezza non si può difendere rifiutando il diritto all’ospitalità. In quelle famiglie in cammino ritroviamo in modi diversi la storia di fuga della famiglia di Nazareth”. (R. Iaria)
Sicilia: Caritas e Migrantes insieme per presentare il volto misericordioso e accogliente della chiesa
Cefalù - "Caritas e Migrantes: insieme per la promozione della dignità dei migranti nell'Anno giubilare della Misericordia" è il tema trattato nel corso del IV Convegno regionale celebrato a Cefalù il 14 e 15 ottobre 2016. Ad organizzarlo gli Uffici regionale per la Carità e per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana.
"Insieme abbiamo voluto presentare il volto misericordioso e accogliente della Chiesa - ha detto don Enzo Cosentino, direttore dell'Ufficio CESi per la Carità - a partire da quattro parole che Papa Francesco ci ha consegnato parlando di immigrazione a Prato, nel novembre 2015. Queste parole sono: rispetto, accoglienza. inclusione e integrazione. Il rispetto che la Chiesa ci chiede è quello delle culture, delle tradizioni dei nostri fratelli ai quali occorre chiedere che facciano lo stesso nei nostri confronti. L'accoglienza è per i cristiani un dovere - prosegue don Cosentino - che ci viene imposto già dalle Beatitudini. Nel povero, infatti, vediamo il volto sofferente di Cristo. Inclusione vuol dire creare situazioni di equità e di pari opportunità, base essenziale per arrivare all'integrazione all'interno delle nostre comunità cristiana".
"All'inizio, prima ancora della risposta ai vari bisogni, deve esserci la consapevolezza piena dell'importanza del riconoscimento della dignità e della libertà dell'individuo. Prima ancora di essere un bisognoso - ha detto Mario Affronti, direttore dell'Ufficio regionale per le Migrazioni (Migrantes) -, chi chiede il nostro aiuto è un uomo, una persona. Le parole inclusione e integrazione riguardano innanzitutto la Chiesa di Sicilia e, in essa, non solo noi addetti ai lavori, ma tutti". Il richiamo è a quella che il vescovo mons. Carmelo Cuttitta, presidente della Segreteria pastorale della CESi e segretario della Conferenza Episcopale Siciliana definisce "una pastorale di insieme che non si ritrova solo nei grandi intendimenti ma anche nella quotidiana fatica della testimonianza". "Nel Convegno degli Organismi pastorali regionali (Campofelice di Roccella, 18 - 21 novembre 2013) sul tema "Insieme per annunciare la speranza" - aggiunge Affronti - abbiamo riflettuto sul fatto che non possiamo annunciare il Vangelo senza una lettura attenta della dimensione che viviamo, consapevoli che un'evangelizzazione efficace deve tenere conto della cultura del nostro tempo, ma anche delle peculiarità della nostra terra. Si è parlato di esodo etnico-culturale: apertura alle diverse culture presenti sul nostro territorio con un movimento che va dalle diocesi alla regione, dall'ufficio alle parrocchie e ai movimenti, dal tempio al territorio".
Dopo il saluto del vescovo della diocesi di Cefalù, mons. Vincenzo Manzella, a don Enzo Cosentino e Mario Affronti la presentazione del tema e l'apertura dei lavori. Il rapporto tra "Papa Francesco, i migranti e noi" è stato approfondito nell'intervento di Giuseppe Savagnone, che ha riletto il cosiddetto "sogno di Papa Francesco" contestualizzandolo all'interno di una rilettura storicizzata della Teologia della liberazione. L'arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel suo intervento "Ero forestiero. Come Cristo così la Chiesa" ha ribadito la necessità "vivere la povertà come servizio in opposizione al potere: occorre fondare il volto della Chiesa a partire da Cristo - ha detto -, guardando a Lui e su Lui conformandoci, possiamo comprendere come deve essere il rapporto che la Chiesa deve avere con i poveri”.
Il cammino dall'accoglienza all'integrazione all'interno delle Chiese di Sicilia è stato oggetto di un intervento a due voci firmata da Santino Tornesi, dell'Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Messina, e da Valerio Landri, della Caritas dell’arcidiocesi di Agrigento. Nel corso della prima giornata di convegno anche un intenso momento di preghiera in memoria e suffragio di tutti i migranti morti nei viaggi della speranza. A presiedere la celebrazione il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, delegato CESi sia per la Carità che per le Migrazioni.
Il secondo giorno è stato quello delle cifre che descrivono "una realtà che ha assoluto bisogno di una interpretazione". Don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, ha presentato "Dati, ragioni del fenomeno e le problematiche dell'accoglienza", mentre Cristina Molfetta, antropologa culturale della Migrantes di Torino, ha presentato il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016.
Don Sergio Natoli, dell’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Palermo, ha sintetizzato in assemblea quanto emerso dai gruppi di lavoro che, nell’ambito del IV Convegno regionale “Caritas e Migrantes: insieme per la promozione della dignità dei migranti nell’anno giubilare”, hanno approfondito i temi proposti dai relatori. Nell’intervento sono state presentate le criticità, ma anche le risorse del fare pastorale dedicata agli ultimi e, in particolare, ai migranti. Dai partecipanti anche alcune proposte concrete.
A concludere la due giorni che ha riunito gli Uffici Caritas e Migrantes delle diciotto diocesi di Sicilia, insieme con quanti sono impegnanti a vari livelli e a vari titoli nell'accoglienza e nella pastorale dei migranti, è stato l'intervento del vescovo Mogavero, il quale ha ripercorso alcuni passaggi significativi dei lavori, offrendo uno sguardo d’insieme, ma ha innanzitutto proposto raccomandazioni e impegni: le linee pastorali che possono segnare il cammino della Chiesa siciliana.
"Insieme abbiamo voluto presentare il volto misericordioso e accogliente della Chiesa - ha detto don Enzo Cosentino, direttore dell'Ufficio CESi per la Carità - a partire da quattro parole che Papa Francesco ci ha consegnato parlando di immigrazione a Prato, nel novembre 2015. Queste parole sono: rispetto, accoglienza. inclusione e integrazione. Il rispetto che la Chiesa ci chiede è quello delle culture, delle tradizioni dei nostri fratelli ai quali occorre chiedere che facciano lo stesso nei nostri confronti. L'accoglienza è per i cristiani un dovere - prosegue don Cosentino - che ci viene imposto già dalle Beatitudini. Nel povero, infatti, vediamo il volto sofferente di Cristo. Inclusione vuol dire creare situazioni di equità e di pari opportunità, base essenziale per arrivare all'integrazione all'interno delle nostre comunità cristiana".
"All'inizio, prima ancora della risposta ai vari bisogni, deve esserci la consapevolezza piena dell'importanza del riconoscimento della dignità e della libertà dell'individuo. Prima ancora di essere un bisognoso - ha detto Mario Affronti, direttore dell'Ufficio regionale per le Migrazioni (Migrantes) -, chi chiede il nostro aiuto è un uomo, una persona. Le parole inclusione e integrazione riguardano innanzitutto la Chiesa di Sicilia e, in essa, non solo noi addetti ai lavori, ma tutti". Il richiamo è a quella che il vescovo mons. Carmelo Cuttitta, presidente della Segreteria pastorale della CESi e segretario della Conferenza Episcopale Siciliana definisce "una pastorale di insieme che non si ritrova solo nei grandi intendimenti ma anche nella quotidiana fatica della testimonianza". "Nel Convegno degli Organismi pastorali regionali (Campofelice di Roccella, 18 - 21 novembre 2013) sul tema "Insieme per annunciare la speranza" - aggiunge Affronti - abbiamo riflettuto sul fatto che non possiamo annunciare il Vangelo senza una lettura attenta della dimensione che viviamo, consapevoli che un'evangelizzazione efficace deve tenere conto della cultura del nostro tempo, ma anche delle peculiarità della nostra terra. Si è parlato di esodo etnico-culturale: apertura alle diverse culture presenti sul nostro territorio con un movimento che va dalle diocesi alla regione, dall'ufficio alle parrocchie e ai movimenti, dal tempio al territorio".
Dopo il saluto del vescovo della diocesi di Cefalù, mons. Vincenzo Manzella, a don Enzo Cosentino e Mario Affronti la presentazione del tema e l'apertura dei lavori. Il rapporto tra "Papa Francesco, i migranti e noi" è stato approfondito nell'intervento di Giuseppe Savagnone, che ha riletto il cosiddetto "sogno di Papa Francesco" contestualizzandolo all'interno di una rilettura storicizzata della Teologia della liberazione. L'arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel suo intervento "Ero forestiero. Come Cristo così la Chiesa" ha ribadito la necessità "vivere la povertà come servizio in opposizione al potere: occorre fondare il volto della Chiesa a partire da Cristo - ha detto -, guardando a Lui e su Lui conformandoci, possiamo comprendere come deve essere il rapporto che la Chiesa deve avere con i poveri”.
Il cammino dall'accoglienza all'integrazione all'interno delle Chiese di Sicilia è stato oggetto di un intervento a due voci firmata da Santino Tornesi, dell'Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Messina, e da Valerio Landri, della Caritas dell’arcidiocesi di Agrigento. Nel corso della prima giornata di convegno anche un intenso momento di preghiera in memoria e suffragio di tutti i migranti morti nei viaggi della speranza. A presiedere la celebrazione il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, delegato CESi sia per la Carità che per le Migrazioni.
Il secondo giorno è stato quello delle cifre che descrivono "una realtà che ha assoluto bisogno di una interpretazione". Don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, ha presentato "Dati, ragioni del fenomeno e le problematiche dell'accoglienza", mentre Cristina Molfetta, antropologa culturale della Migrantes di Torino, ha presentato il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016.
Don Sergio Natoli, dell’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Palermo, ha sintetizzato in assemblea quanto emerso dai gruppi di lavoro che, nell’ambito del IV Convegno regionale “Caritas e Migrantes: insieme per la promozione della dignità dei migranti nell’anno giubilare”, hanno approfondito i temi proposti dai relatori. Nell’intervento sono state presentate le criticità, ma anche le risorse del fare pastorale dedicata agli ultimi e, in particolare, ai migranti. Dai partecipanti anche alcune proposte concrete.
A concludere la due giorni che ha riunito gli Uffici Caritas e Migrantes delle diciotto diocesi di Sicilia, insieme con quanti sono impegnanti a vari livelli e a vari titoli nell'accoglienza e nella pastorale dei migranti, è stato l'intervento del vescovo Mogavero, il quale ha ripercorso alcuni passaggi significativi dei lavori, offrendo uno sguardo d’insieme, ma ha innanzitutto proposto raccomandazioni e impegni: le linee pastorali che possono segnare il cammino della Chiesa siciliana.
Migranti: oggi la presentazione del volume “I sogni non svaniscono all’alba”
Roma - Dedicato a quanti ogni giorno s’impegnano, anche a rischio della vita, per consegnare un messaggio di fiducia alle nuove generazioni affinché non accettino il mondo così com’è, il nuovo romanzo di Gianni Manghetti «I sogni non svaniscono all’alba» (Primamedia editore, pp. 192, euro 14) viene presentato oggi alle 19.45 nella chiesa Madonna dei Monti nell’omonima piazza a Roma.
Il giornalista Luigi Accattoli introduce il dibattito con monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, il gesuita padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, Roberto Natale, portavoce della Presidente della Camera Laura Boldrini e la professoressa Lorenza Parretti.
Il giornalista Luigi Accattoli introduce il dibattito con monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, il gesuita padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, Roberto Natale, portavoce della Presidente della Camera Laura Boldrini e la professoressa Lorenza Parretti.