Primo Piano

Mons. Galantino su strage a Berlino: “ogni violenza è ingiustificabile e inaccettabile”

Roma - “Si capisce la paura, lo scoraggiamento, la rassegnazione. Ma non è un segno d’incoscienza dire: non possiamo fare il loro gioco e dare a queste persone il potere di annientare qualsiasi voglia di vivere, di andare avanti, di cambiare”. Così il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, commenta “a caldo” – in un’intervista al “Corriere della Sera” – l’attentato avvenuto ieri sera a Berlino, con un camion che ha travolto la folla al mercatino di Natale in pieno centro.
“Ogni violenza è ingiustificabile e inaccettabile, tanto più per motivi religiosi”, rimarca il presule, sottolineando che “lo scontro di civiltà è ciò che si propongono i violenti”, mentre “al fondo c’è soltanto egoismo e sopraffazione. Guadagna chi ha interessi di potere o denaro, chi commercia in armi”.
“Dire che non bisogna farsi vincere dalla violenza e dalla paura – prosegue Galantino –  può essere una frase stupida e vuota, se non è seguita dall’ impegno di ciascuno a prendersi le proprie responsabilità. Ad essere tutti più uniti, più tolleranti. E guardarsi dalla violenza, anche nell’uso del linguaggio”.
Al riguardo, il segretario generale della Cei aggiunge che “la volgarità e l’aggressività del linguaggio alimentano un clima che incattivisce le persone e allontana gli sforzi di convivenza pacifica. Esiste anche un terrorismo del linguaggio, si uccide anche con la calunnia”.
 

Carta di Roma: presentato ieri il rapporto media e immigrazione

Roma - «Gli immigrati e l’immigrazione, più del Paese, hanno invaso i media, le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, ma anche la comunicazione sui social media, Fb e Twitter». Così il professor Ilvo Diamanti, docente di Analisi dell’opinione pubblica all’università di Urbino, commenta i risultati del rapporto "Notizie oltre i muri", realizzato dall’associazione Carta di Roma, che per 10 mesi del 2016 ha monitorato con minuziosa attenzione sei quotidiani nazionali: Corriere della Sera, il Giornale, Avvenire, l’Unità, la Repubblica e La Stampa.
Il dossier, presentato ieri alla Camera dei deputati, rivela come da gennaio a ottobre del 2016 le notizie dedicate al tema siano aumentate del 10% rispetto al medesimo periodo del 2015, toccando quota 1.622. Di converso, i toni allarmistici utilizzati in passato per descrivere il fenomeno sono andati scemando: gli analisti li hanno riscontrati nel 27% degli articoli (46% del 2015). Il tema più ricorrente è l’accoglienza (34% dei casi). Dopo vengono i racconti dei viaggi della speranza (24%), le questioni sociali e culturali (21%), il terrorismo (9%) e la criminalità (8%). Avvenire «è il quotidiano che dedica più attenzione al tema, con in media più di un titolo al giorno in prima pagina» (349 titoli in 10 mesi). Seguono La Stampa e il Giornale (306 e 268), la Repubblica (245), infine l’Unità (234) e il Corriere della Sera (220). Cinque quotidiani su sei raccontano storia di accoglienza, mentre il Giornale «sceglie di declinare questa dimensione caricandola di significati allarmistici». Fra i temi assenti, c’è quello dei corridoi umanitari: solo 12 "titoli/articoli", di cui 9 sul quotidiano Avvenire.

Istituti Italiani di Cultura: oggi la conferenza a Roma nel mondo

Roma - E’ in corso oggi a Roma, alla Farnesina, la Conferenza dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Ad aprire i lavori il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, seguito dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dal presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, dal presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, dal presidente dell'Associazione Priorità Cultura Francesco Rutelli, dal vice presidente della Fondazione Altagamma Paolo Zegna e dal graphic designer e art director, Giorgio Camuffo. Seguirà una sessione plenaria, introdotta daPhilippe Daverio, articolata in cinque panel, incentrati su aree della promozione integrata considerate strategiche per la loro capacità di creare interazioni più ampie: Cucina, Contemporaneo, Cinema, Design, Archeologia. Concluderà i lavori di questa sessione il segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni. Nel pomeriggio sessione dedicata alle strategie della Promozione integrata (Internazionalizzazione dei Musei, Internazionalizzazione dell’Università e Turismo Culturale) e sulle sue nuove prospettive. Concluderà i lavori il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca.
 

Papa Francesco: solidarietà ai migranti

Città del Vaticano - "Esprimo la mia solidarietà ai migranti del mondo e ringrazio coloro che li aiutano: accogliere l'altro è come accogliere Dio in persona!".
E’ quanto ha scritto ìeri papa Francesco in un tweet, in occasione della Giornata Mondiale dei Migranti.
 

Marliana: iniziative su “la fida dell’incontro”

Pistoia - La parrocchia di San Niccolò a Marliana (Pt) ha organizzato, nel periodo natalizio, una serie di iniziative che ricordano il dramma di tante persone in fuga dalle loro terre, che noi chiamiamo migranti. In collaborazione con il Centro Studi “G. Donati” e il Liceo Statale “N. Forteguerri” di Pistoia, la parrocchia si è fatta promotrice di un’importante iniziativa che vede l’esposizione della mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”, (realizzata con la collaborazione degli studenti dell’Università Cattolica e Statale di Milano e dell’Università di Bologna con il patrocinio della Fondazione Migrantes della CEI) nella sede del Liceo “Forteguerri” dal 19 al 23 dicembre e nella chiesa di San Niccolò a Marliana dal 24 dicembre 2016 al 2 gennaio 2017. 
La mostra, che da settembre sta girando tutta l’Italia, propone al visitatore di seguire i percorsi intrapresi dai migranti, immedesimandosi nella loro condizione umana prima che offrendo soluzioni a un problema molto complicato. Il problema dei migranti fa discutere, divide. La mostra lancia una provocazione: prova ad affrontare l’argomento non come un problema, ma guardando negli occhi le donne e gli uomini che emigrano. Cerca di condurre lo spettatore a chiedersi chi è quell’ “altro” che bussa alle porte delle nostre società, da quali terre arriva, perché ha deciso di lasciarle per venire dalle nostre parti. Ci rimanda alle parole pronunciate da Papa Francesco: “Non si amano i concetti, non si ama un’idea: si amano le persone. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore, cercavano la felicità”. La mostra non dà una lettura politica né offre soluzioni sociali o legislative, ma punta a provocare uno sguardo positivo sull’altro: “Tu sei un bene per me”, ripeteva la scorsa estate il Meeting per l’amicizia fra i popoli che ogni anno si svolge a Rimini, dove la mostra è stata allestita per la prima volta.
 

Camigliatello: migranti in parrocchia

Camigliatello - Quando arriviamo li troviamo seduti tra i banchi. Seguono la celebrazione in silenzio. Provengono tutti dalla Nigeria. Si chiamano Ogene, Festus, Promise, Ekene, Jude... e sono ospiti di un centro di accoglienza nel cuore della Sila, nei pressi di Camigliatello.
Ogni domenica si incamminano per andare a messa nella chiesa di San Roberto e Biagio situata alle spalle del corso principale del centro turistico calabrese. Ad accoglierli, ogni settimana, trovano il parroco fra Salvatore Verardi che ci racconta di come tutta la comunità sta lavorando per accogliere e far integrare questo bel gruppetto di fratelli cristiani provenienti dall'Africa. “Inizialmente i primi contatti furono per cibo, vestiti, coperte e qualche branda; abbiamo dato quello che avevamo e potevamo. Poi abbiamo dovuto far fronte ad alcuni piccoli episodi di insofferenza nei confronti di questi ragazzi ritenuti in qualche modo responsabili di far allontanare i turisti”, racconta al settimanale “Parola di Vita”  fra Salvatore, sottolineando come le “difficoltà di sviluppo del nostro territorio sono legate ad altre dinamiche e non certamente alla presenza di uno sparuto gruppetto di immigrati”. Oggi quel gruppetto di ragazzi contribuisce ad animare la messa domenicale preparando il canto finale in inglese.
“La cosa è nata spontaneamente” spiega ancora don Salvatore. “Le prime domeniche venivano a messa. Dopo qualche settimana abbiamo pensato di fargli leggere il Vangelo anche in inglese dopo che il sacerdote l'aveva proclamato. Poi ci hanno chiesto di poter collaborare in qualche attività della parrocchia e, vista la loro inclinazione al canto, li abbiamo indirizzati a preparare ed eseguire il canto finale. Si tratta di un modo per farli sentire parte della comunità, di integrarli, di farli sentire meno soli. C'è anche in progetto di iniziare a fare degli incontri settimanali nel salone parrocchiale per aiutarli nel migliorare la lingua e farli così meglio integrare nel tessuto sociale della nostra comunità, perchè ora, dopo la prima fase di accoglienza, siamo chiamati a far capire che sono nostri fratelli dei quali non dobbiamo avere paura”.

Germania: seconda edizione del Premio contro la xenofobia ed il razzismo

Francoforte - La Conferenza Episcopale Tedesca ha bandito per il 2017 la seconda edizione del Premio contro la xenofobia ed il razzismo. L’iniziativa vuole riconoscere ed incoraggiare l’impegno di tanti cristiani per una serena convivenza tra persone e gruppi di diversa provenienza. Le candidature e le proposte per il premio, 10 mila euro da distribuire tra i tre vincitori, vanno presentate entro il 3 marzo 2017 al Segretariato della Conferenza Episcopale (DBK). La consegna del Premio, promosso per la prima volta nel 2015 e assegnato ogni due anni, avrà luogo il 20 giugno 2017 nella Gedenkkirche Maria Regina Martyrum di Berlino, il luogo dove dal 1963 i cattolici tedeschi ricordano i cristiani uccisi per la loro fede dal nazionalsocialismo.
 

Papa Francesco: una preghiera per il dialogo nella Repubblica del Congo

Città del Vaticano - “Chiedo a tutti voi di pregare affinché il dialogo nella Repubblica Democratica del Congo si svolga con serenità per evitare qualsiasi tipo di violenza e per il bene di tutto il Paese”. Papa Francesco, ieri, dopo la preghiera mariana dell’Angelus, ha rivolto un pensiero alle trattative in corso nel paese africano tra le opposizioni e il partito del presidente Joseph Kabila. E parlando del Natale il pontefice ha chiesto di “entrare nel vero Natale quello di Gesù che ci si avvicina per ricevere la grazia di questa festa, che è una grazia di vicinanza, amore, umiltà e di tenerezza”. Il papa, infatti, ha esortato i cristiani di tutto il mondo a soffermarsi sulla gioia del mistero della nascita e a cercare, soprattutto in questa settimana, “qualche momento per fermarci, fare un po’ di silenzio, e immaginare la Madonna e san Giuseppe che stanno andando a Betlemme: il cammino, la fatica, ma anche la gioia, la commozione, e poi l’ansia di trovare un posto, la preoccupazione…, e così via. In questo ci aiuta molto il presepe”, ha aggiunto.
 

Il cardinale Parolin al CeIS per la messa di Natale

Roma -  Martedì 22 dicembre 2016 alle 18 il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, presiederà la messa di Natale nel Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi di Roma. Alla celebrazione, che si svolgerà nella sede centrale del CeIS in via Attilio Ambrosini, 129, parteciperanno i ragazzi delle comunità terapeutiche, le donne con bambini in difficoltà, i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture. Al termine della celebrazione il Segretario di Stato vaticano inaugurerà la Casa di Sara, struttura per accogliere donne vittime di violenza intitolata a Sara Di Pietrantronio, la 22enne romana barbaramente uccisa dall’ex fidanzato il 29 maggio scorso. All’evento saranno presenti, inoltre, Paolo Mazzotto, presidente della Fondazione Bnl, e Luisa Todini, presidente della Fondazione Poste Insieme Onlus, che hanno contribuito alla realizzazione della struttura. La Casa di Sara nasce per rispondere all’invito rivolto da Papa Francesco durante il Giubileo: “Che bello sarebbe che come un ricordo, diciamo, un ‘monumento’ di quest’Anno della misericordia, ci fosse in ogni diocesi un’opera strutturale di misericordia: un ospedale, una casa per anziani, per bambini abbandonati, una scuola dove non ci fosse, una casa per recuperare i tossicodipendenti… Tante cose che si possono fare…”. In quasi cinquant’anni di attività il CeIS ha accolto diverse volte il beato Paolo VI, san Giovanni Paolo II e proprio quest’anno Papa Francesco. Fondato da don Mario Picchi alla fine degli anni Sessanta, il Centro si è sviluppato notevolmente nel corso del tempo con numerose strutture sia a Roma che nella sua provincia: dalla comunità terapeutica per i tossicodipendenti alla cura dei giovani in doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici); dall'assistenza domiciliare ai malati di Aids e agli anziani, alle iniziative in favore di senza fissa dimora, immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico e donne vittime di violenza.
 

Migrantes: mercoledì due libri sui rom con i vescovi Di Tora e Lojudice

Roma - Mercoledì 21 dicembre alle ore 10.00 a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana (Piazza Pia, 3) saranno presentati due testi del poeta kosovaro Agim Saiti: “Io sono rom del mio Kosovo” e “Un mio ricordo. Un poeta Rom dal Kosovo” entrambi editi dalla Tau editrice nella collana “Testimonianze ed esperienze della migrazione” curato dalla Migrantes.
Alla presentazione interverranno, fra gli altri, Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni, Mons. Paolo Lojudice, membro della Commissione Episcopale per le Migrazioni; Paolo Ciani, della Comunità di Sant’Egidio. Concluderà Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
 

Migrantes Lamezia Terme: domani un “Natale multietnico”, un “dolce Natale”

Lamezia Terme – “Creare un momento di fraternità che ci riporta al cuore del messaggio natalizio, a Dio che si è fatto fratello di ognuno di noi e ci ha resi tutti fratelli”. Così suor Manuela Simoes, direttrice dell’Ufficio diocesano Migrantes di Lamezia Terme parla dell’iniziativa un “dolce Natale” che si svolgerà domani pomeriggio nella Chiesa della Pietà della città. Le principali comunità cristiane presenti porteranno i dolci tipici della tradizione natalizia dei loro Paesi. Seguirà un momento musicale, aperto dal coro dei bambini dell’Istituto “Manzoni – Augruso“, e piccoli cori delle comunità canteranno i canti natalizi nelle loro lingue. “I dolci, i canti, le tradizioni dei diversi Paesi, nelle loro differenze, annunciano uno stesso messaggio di amore e di pace che Cristo è venuto agli uomini. Facciamo Natale ogni giorno costruendo una città e una società aperte e accoglienti, ricercando ciò che ci unisce e ci rende fratelli”, dice sr. Simoes.
 

Italia: 570 richieste di asilo ogni milione di abitanti

Roma - Salgono le domande di asilo nell’Unione europea. Nel terzo trimestre sono arrivate a quota 360mila, con un aumento del 17% rispetto al trimestre precedente. Secondo i dati di Eurostat, in numeri assoluti la Germania è sempre in testa con 237.430 richieste (il 66% del totale), e l’Italia seconda con 34.560 (9,6%). Ma in base alla popolazione, la posizione dell’Italia in classifica cambia: in testa resta la Germania con 2.890 domande per milione di abitanti, seguita dalla Grecia (1.152) e da Malta (1.091), mentre l’Italia è solo settima, con 570 richieste. Nel terzo trimestre le domande di asilo in Italia sono aumentate del 28% e in Germania del 27%. In Francia sono 20mila (+12%). Nei Paesi più piccoli c’è stato un aumento consistente, anche se i numeri restano molto limitati. La Slovacchia da 10 richiedenti nel secondo trimestre è passata a 35 (+260%); la Slovenia da 115 a 265 (+131%). Ci sono invece alcuni Paesi dove le domande sono in calo: Ungheria (-73%), Polonia (-37%), Estonia (-28%), Austria (-22%) e Danimarca (-19%).
 

Fisc: Don Bianchi nuovo presidente. Uno sguardo ai giornali di emigrazione

Roma - Don Adriano Bianchi, direttore de “La Voce del Popolo, settimanale della diocesi di Brescia, è stato eletto presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici alla quale aderisce anche il periodico della Fondazione Migrantes “Migranti-press” e alcuni periodici in lingua italiana in Europa come “Il Corriere degli Italiani” in Svizzera, “Corriere d’Italia” e “WebGiornale.de” in Germania e “Nuovi Orizzonti” in Francia. L’elezione di don  Bianchi è avvenuta a Roma durante il Consiglio nazionale che ha rinnovato anche le altre cariche dell’esecutivo: Chiara Genisio (“Agenzia giornali diocesani”, Piemonte) vicepresidente vicario, don Enzo Gabrieli (“Parola di Vita”, Cosenza-Bisignano) vicepresidente, Mauro Ungaro (“Voce Isontina”, Gorizia) segretario e Carlo Cammoranesi (“L’Azione”, Fabriano-Matelica) tesoriere. Durante l’incontro il delegato per i giornali esteri, Raffaele Iaria, ha nuovamente chiesto una maggiore attenzione verso la stampa in lingua italiana per i nostri corregionali all’estero e che non sono “estranei” ai territori servizi dai giornali diocesani italiani. A don Adriano e al nuovo Consiglio esecutivo l’augurio della nostra testata.
 

MCI di Essen: p. Artur succede a don Adriano

Essen – Nei giorni scorsi, nella Chiesa St. Ignatius, dove aveva celebrato e predicato per quasi 20 anni, don Adriano ha celebrato la sua ultima liturgia eucaristica a Essen. Il giorno dopo era già in macchina alla volta della comunità salesiana di Bardolino (Verona), la sua nuova dimora in Italia, dove aiuterà nella parrocchia di Garda. È stata la messa del congedo dalla Missione, concelebrata con il rappresentante della diocesi Domkapitular mons. Michael Dörnemann, i missionari don Leon (Moers) e p. Natali (Lippstadt), il delegato nazionale p. Tobia Bassanelli i confratelli salesiani della sua comunità religiosa, il parroco, ed il suo successore alla guida della Missione, p. Artur Spallek. Tra i presenti il Console Generale di Colonia dr. Emilio Lolli e l’incaricata diocesana per le Comunità d’altra madre lingua signora Anja Funk. Un nuovo grazie a don Adriano e tanti cari auguri a p. Arturo. (T.B.)
 

Cosenza: il lavoro dell’ufficio Migrantes

Cosenza - Continua il lavoro di programmazione dell'Ufficio pastorale diocesano Migrantes di Cosenza-Bisignano. Martedì 29 novembre, alla presenza del Vicario Episcopale don Giacomo Tuoto, si è riunita per la prima volta, presso l'Ufficio diocesano nel palazzo arcivescovile, la Commissione diocesana Migrantes.
L'incontro ha visto la partecipazione, oltre dei membri dell'Equipe, di diversi rappresentanti delle comunità di migranti presenti in diocesi (Polacchi, Nigeriani, Latino- Americani, ecc), dei sacerdoti incaricati per il servizio pastorale in lingua alle comunità migranti (Africani-anglofoni, polacchi, spagnoli, ecc) e dei rappresentanti delle associazioni che lavorano con i migranti (Acli colf, Moci, Stella Cometa, ecc).
Il prossimo appuntamento, di cui daremo maggiori informazioni nelle prossime settimane, è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si svolgerà in diocesi il 15/16 Gennaio 2017. I partecipanti all'incontro si sono dichiarati disponibili con entusiasmo a rendere maggiormente visibile la celebrazione della Giornata stessa in tutto il territorio diocesano.
 

Torture e stupri: un dossier rivela la vergogna della Libia

Roma - Detenzioni arbitrarie, torture, violenze, stupri: per i migranti, la Libia è un vero e proprio inferno. Il report "Detained ad dehumanised" pubblicato nei giorni scorsi dalla Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) denuncia le gravi violazioni dei diritti umani che subiscono i migranti in Libia. Un Paese dove il livello di brutalità e abusi subiti è talmente grave che molti migranti intervistati in Italia rifiutano persino di ricordare quello che è successo.
«Noi dalla pelle nera, ci chiamano animali. E ci trattano da animali», racconta un ragazzo eritreo di 16 anni che ha trascorso quasi un mese e mezzo in un centro di detenzione. Chiunque in Libia abbia un minimo di potere lo usa a proprio vantaggio per sfruttare i migranti: trafficanti, miliziani e persino agenti di polizia o della guardia costiera, uomini del Dcim (il Dipartimento per il contrasto all’immigrazione illegale). Rapire i migranti e costringerli a pagare un riscatto è la formula più comune di estorsione. Cinquemila dinari libici – dopo 12 giorni di detenzione in un magazzino e botte – è il riscatto pagato da un uomo di origine bengalese per tornare in libertà dopo essere stato rapito all’aeroporto di Tripoli.
Il report delle Nazioni Unite punta il dito contro le condizioni di sovraffollamento dei centri di detenzione del Dcim, le scarse condizioni igieniche e le violenze quotidiane. Nemmeno la guardia costiera libica – con cui l’Europa ha avviato protocolli di addestramento – è esente da colpe. «Quando le imbarcazioni vengono intercettate – si legge nel report – i migranti vengono trasferiti nei centri di detenzione o in fattorie o in strutture private. Gli uomini sono costretti ai lavori forzati e, nel caso delle donne, subiscono abusi e violenze sessuali». Inoltre gli uomini della guardia costiera libica rivenderebbero ai trafficanti gli stessi gommini appena sequestrati.
Ma le forme di sfruttamento dei migranti non si limitano alle estorsioni. Molti hanno raccontato di essere stati costretti a lavori forzati nei campi, nell’edilizia o nella raccolta dei rifiuti, spesso sotto il controllo di guardie armate. Per le donne, la situazione è ancora più drammatica: sfuggire alle violenze sessuali è praticamente impossibile. Quanti sono passati dai centri di detenzione o dalle connection house raccontano una prassi comune: uomini armati o guardie che regolarmente prelevano le donne per alcune ore o per alcuni giorni per costringerle a vendersi.
Di fronte a questo quadro drammatico e alle oltre quattromila morti registrate nel Mediterraneo nel 2016, l’Unione europea ha stanziato 100 milioni di euro che verranno erogati a 14 Paesi tra quelli dove si registrano le maggiori partenze di migranti (nell’area del Sahel e del lago Chad) oltre che la Libia. Il progetto è stato presentato ieri e verrà attuato in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM) e ha come obiettivo quello di ridurre il numero di vittime lungo la rotta del Mediterraneo centrale e «rafforzare la governance sulle politiche migratorie». Anche Germania e Italia contribuiranno a questa iniziativa, rispettivamente con 48 milioni e 22 milioni di euro. (Ilaria Sesana – Avvenire)
 

Il Papa ai sindaci pro-rifugiati: “Grazie per la vostra opera”

Città del Vaticano - Papa Francesco ha scritto ieri  ai sindaci che hanno preso parte in Vaticano all’incontro organizzato il 9 e 10 dicembre scorsi dalla Pontificia Accademia delle scienze per ringraziarli del loro impegno a favore dei rifugiati. «Le esprimo la mia ammirazione e la mia gratitudine per il suo operato intelligente e coraggioso a favore dei nostri fratelli e sorelle rifugiati – si legge nella missiva –. La mia porta sarà sempre aperta per lei e per questa nuova rete». I sindaci, infatti, al termine del summit avevano sottoscritto un documento in cui si afferma che «i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle». La lettera, di carattere privato, non è stata divulgata dalla sala stampa della Santa Sede, ma resa nota sui loro siti da molti dei destinatari (a Roma Virginia Raggi con particolare enfasi). In serata è giunta la precisazione della sala stampa vaticana: «Si informa che il Papa ha inviato la stessa lettera di ringraziamento ed incoraggiamento a tutti i sindaci partecipanti al convegno sui rifugiati tenutosi gli scorsi venerdì e sabato alla Casina Pio IV. Ogni lettera è stata firmata personalmente dal Papa, ma il testo inviato è il medesimo per tutti i destinatari, tradotto nelle varie lingue». Nella missiva Francesco ringrazia per la partecipazione «al vertice organizzato nella mia casa dalla Pontificia Accademia delle Scienze, in risposta all’iniziativa da me intrapresa». «In entrambe le giornate ho seguito da vicino lo svolgimento dei lavori e sono consapevole dei notevoli successi che sono stati raggiunti. Apprezzo molto - ribadisce infine il Papa - la proposta che è stata avanzata di creare una rete dei sindaci». «Mentre chiedo al Signore di non abbandonarla mai, soprattutto in questo momento difficile, la accompagno con riconoscenza e affetto. Non si dimentichi di pregare per me o, se non prega, le chiedo che mi pensi bene e mi mandi 'buona onda'».
 

In piazza San Pietro la barca dei migranti

Città del Vaticani - Nei giorni scorsi è stato inaugurato il presepe realizzato in piazza San Pietro dall’artista maltese Manwel Grech, originario Di Gozo, Malta, che con il suo bozzetto ha superato la selezione che il governo del suo Paese ha organizzato per scegliere il migliore. Il presepe è largo 17 metri, profondo 12 e raggiunge l’altezza maggiore sulla sommità̀ di un mulino che tocca gli 8 metri. “In questa opera dovevo rappresentare il mio Paese. Una soddisfazione ma anche una grande responsabilità̀”, ha dichiarato al Sir l’artista. Si possono ammirare i tratti caratteristici del paesaggio maltese, oltre che una barca tipica “luzzu” e una croce di Malta riprodotta sul balconcino di un’abitazione costruita nel modo caratteristico dell’isola. La citazione della barca richiama il triste pensiero delle migrazioni che interessano anche Malta e hanno toccato l’animo del artista: “Qualcosa di duro da vedere questi bambini che spesso muoiono nel tragitto. È la loro speranza per una vita migliore”. 
 

Centro Astalli: “spariti dall’agenda europea sull’immigrazione i rifugiati”

Roma - Alla luce delle conclusioni del Consiglio Europeo che termina ufficialmente oggi il Centro Astalli esprime "profonda indignazione e seria preoccupazione per le politiche migratorie che l’Unione europea sta assumendo in aperta violazione di trattati e convenzioni internazionali su l’asilo e sui diritti umani". Davanti a crisi umanitarie senza precedenti in Medio Oriente e in Africa, l’Europa - si legge in una nota - vuole solo chiudere le frontiere e bloccare gli accessi dei migranti, senza distinzione alcuna a prescindere dalla tipologia di flussi e considerando tutte le migrazioni illegali". Davanti a situazioni gravissime nei paesi di transito come Turchia e Libia, c’è "un’assenza totale di interventi umanitari o previsione di canali legali d’ingresso da parte dell’UE. La strategia che continuano a mettere in atto - si legge nella nota - comunicandola paradossalmente come buona prassi, ripropone modalitàà e finalitàà del vergognoso accordo con la Turchia che ha come unico obiettivo di bloccare i siriani in fuga dalla guerra anche a scapito della loro incolumitàà".
 P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli sottolinea che: “Si continua pericolosamente ad associare cooperazione internazionale a respingimenti e rimpatri di migranti. Rimuovere le cause che generano le migrazioni non vuol dire impedire l’accesso a chi cerca protezione in Europa, ma significa lavorare ed investire risorse per creare le condizioni perchéé tutti possano vivere in contesti di pace, dignitàà e sicurezza”.
 

Mons. Chbeir ad ACS-Italia: i progetti sostenuti dai benefattori italiani aiutano i siriani a restare nella loro terra

Roma - “Abbiamo voluto questi progetti sia per gli sfollati interni sia per le famiglie locali. Ci preoccupiamo anche delle famiglie locali perché ci sono gravi problemi economici, connessi alla svalutazione della moneta. Basti pensare che le famiglie qui vivono, in media, con l’equivalente di 50 dollari al mese!”. Con queste parole Mons. Antoine Chbeir, vescovo maronita di Laocidea, città del nord-ovest della Siria, descrive e commenta i progetti che ACS-Italia ha presentato ai propri benefattori per la campagna di raccolta fondi natalizia. “Stiamo sostenendo le famiglie perché, per esempio, gli affitti delle case ora sono particolarmente elevati dato l’afflusso di rifugiati interni. La nostra gente non si può permettere questi costi.”. Le parole del prelato ci ricordano che non c’è solo una popolazione stremata dal conflitto, c’è anche un tessuto sociale prostrato da una grave crisi economico-monetaria.
 Mons. Chbeir spiega qual è lo spirito con il quale la Chiesa agisce nel contesto siriano: “Noi abbiamo a cuore tutto il popolo siriano, cristiani e non cristiani. In questo modo testimoniamo che i cristiani amano l’essere umano e non cercano il loro vantaggio.”. E di aiuti c’è veramente bisogno perchéé le prospettive per i prossimi mesi sono “scurissime”, e questo perché, secondo il prelato, “non si tratta prevalentemente di una guerra civile. È una guerra causata anche da foreign fighters europei, che sono avversi alla societàà occidentale e si identificano con l’ISIS. Essendo alimentata da questi terroristi provenienti dall’estero – conclude amaramente -, la guerra non finirà a breve.”.
 Il vescovo di Laodicea lancia infine un appello ai cattolici italiani, chiedendo “anzitutto preghiere affinchéé possiamo ottenere finalmente la pace. Con la pace non avremo più bisogno di aiuti perchéé potremo farcela da soli. Ora però c’è la guerra, e abbiamo bisogno di riscaldamento per le famiglie, di latte e pannolini per i bambini… Abbiamo bisogno anche di sostenere l’educazione dei giovani, perchéé attraverso l’educazione possiamo combattere il terrorismo.”. E tutto questo perchéé “i siriani possano rimanere nella loro terra, terra in cui c’è Damasco, dove San Paolo si è convertito, terra della Cattedrale di San Simeone lo Stilita, costruita vicino ad Aleppo.”. L’ultimo pensiero del vescovo va a tutti coloro i quali scelgono di rinunciare a qualche regalo meno necessario per dare una speranza ai fratelli siriani: “Tanti auguri per tutti i benefattori italiani. Vi portiamo nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.”.