Primo Piano

Don De Robertis: guardare in faccia la realtà migratoria

Roma - Dalla proposta “certamente deriva un messaggio di paura e di chiusura. È il rifiuto di guardare la realtà del mondo in cui noi viviamo, che è una realtà tragica, dove a tanti esseri umani è negata non dico una vita dignitosa, ma la stessa possibilità di vivere, a causa delle guerre che purtroppo sono in crescita: come dice spesso Papa Francesco, assistiamo a una vera e propria ‘terza Guerra Mondiale a pezzi’ anche a causa del commercio delle armi che invece è sempre più fiorente, della fame e di disastri ambientali. Quindi è un messaggio proprio di rifiuto di guardare la realtà e anche l’illusione di potersi salvare da soli”. Così il neo Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Roberti dopo  la lettera che Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno indirizzato al premier Paolo Gentiloni per ribadire l’esigenza di proteggere le frontiere esterne dell’Ue. Sono proposte che – spiega  - non hanno nessuna ricaduta possibile, che negano anche le acquisizioni delle dichiarazioni dei diritti dell’uomo. Io penso che bisognerebbe proprio incontrare, vedere questa umanità scalza, incapace anche di reggersi in piedi, questi bambini… Ecco, io penso che quello che manca è proprio a volte guardare negli occhi questi nostri fratelli. E poi non sono problemi insormontabili: quello che colpisce è l’incapacità dell’Europa di affrontare insieme certamente questa fatica, questa sfida; ma accogliere un milione di profughi in un continente di 550 milioni di persone – il continente più ricco della terra – non sarebbe un’impresa impossibile se ci fosse una unità di intenti”. Don De Robertis ricorda le parole di un ragazzo afghano che diceva “Noi ammiriamo l’Europa: un continente dove anche i cani hanno diritti”. E “la delusione poi arrivando in Europa di accorgersi che quei diritti, che sono segnati sulla carta, sono soltanto verbali. Quindi manca forse la consapevolezza di quei valori e di quelle certezze che hanno portato a scrivere quei diritti. E un certo tipo di politica che avvelena soltanto i popoli, certamente non aiuta a recuperare queste radici e questi valori”. Per il Direttore Migrantes “non si può pensare che l’Italia debba affrontare da sola questa emergenza. Ripeto: emergenza che non sarebbe tale se fosse affrontata insieme, dalla comunità europea. Fra l’altro noi sappiamo che la grandissima parte di questi richiedenti asilo poi lascia il territorio italiano, solo che ciò viene fatto – purtroppo – dovendosi affidare alla criminalità, pagando alti prezzi, non solo economici ma anche umani. Quindi bisogna guardare la realtà così com’è, non chiudere gli occhi e cercare le soluzioni più adeguate e rispettose della dignità umana”.  (R.I.)
 
 

Il Vangelo della Domenica

1Re 3,5.7-12; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52 Roma - Un tesoro, una perla, una rete. A seguire, i verbi e le azioni connesse: cercare, trovare, nascondere, vendere, comprare; gettare (la rete), tirare (a riva), raccogliere (i pesci buoni) e buttare (i cattivi); separare (i buoni dai cattivi) e scagliare (nella fornace). Azioni indicate anche in altre pagine (correre in cerca e caricarsi sulle spalle la pecora perduta); più diretto è san Paolo: “Siete stati comprati a caro prezzo”; “Ho lasciato perdere tutte queste cose per guadagnare questo”.
Gli oggetti (tesoro, perla, pesci) si trovano e si acquistano; le persone si incontrano e si uniscono, come nelle nozze fra lo sposo e la sposa. Per noi il Signore è il tesoro da acquistare; è la perla per cui lasciare tutto pur di averla (viene in mente il grido di Andrea: “Abbiamo trovato il Messia!”). Penso però anche al rovescio, dalla parte di Dio. Per il Signore noi siamo la Sposa, la pecora perduta, la perla, il tesoro. Per noi lui ha dato tutto se stesso, fino alla morte di croce. In verità è Dio che ci cerca e ci trova, prima che noi potessimo volerlo e scoprirlo.
La felicità è quella di sentirsi cercati e trovati: amati. Da questa coscienza nasce l’impulso a spartire lo stesso amore, a raccontare la stessa buona notizia. L’evangelizzazione è la trasmissione della passione del cuore verso lo stesso tesoro nascosto dentro ciascuno. Noi iniziamo col farci ritrovare da Gesù e continuiamo a cercarlo e a scoprirlo negli altri.
Il gesto ampio e largo del pescatore nello gettare la rete è come quello del seminatore; assomiglia ad un abbraccio totale, includente. È il segno eloquente del desiderio di condividere la sua vita con tutti gli uomini.
Resta sullo sfondo la prospettiva seria del giudizio finale e il rischio della fornace. In modo esigente e insieme appagante veniamo impigliati nel mistero della vita e della salvezza, tutti raccolti nella stessa rete. Questo è anche il nostro compito verso l’umanità, sino alla fine del mondo, un compito di misericordia e di accoglienza. (Angelo Sceppacerca)
 
 

P. Baggio: i migranti spesso vulnerabili

Montepaone - "Solo per il fatto di essere stranieri, tutti i migranti sono di fatto vulnerabili". A dirlo il sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Integrale, p. Fabio Baggio, intervenendo alla Summer School su "Mobilità umana e giustizia globale" promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con la Fondazione Migrantes, lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI), la Fondazione ISMU e l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS), nata per rispondere alle questioni legate alla mobilità umana comprendendo anche tutti gli aspetti concernenti la giustizia. I migranti - ha aggiunto P. Baggio - sono "spesso trascurati, discriminati ed emarginati. E tra loro i fanciulli costituiscono il gruppo più̀ vulnerabile".
Giunta quest’anno alla sua ottava edizione con il titolo "Bambine, bambini e adolescenti nei processi migratori", la settimana di studio ha focalizzato l’attenzione sulle problematiche riguardanti i minori coinvolti nei fenomeni migratori, traendo spunto dal Messaggio di Papa Francesco  per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017: "Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce". (R.I.)
 
 

Ambrosini: immigrati “non sono un fardello”

Roma - Gli immigrati “non sono un fardello per l’Italia, predatori di risorse scarse” perché “se si guarda il rapporto tra ciò che versano in termini di contributi e ciò che incassano o fruiscono in termini di servizi il saldo è largamente positivo per il nostro Paese, neanche tenendo conto dei costi dell’accoglienza dei rifugiati”. Maurizio Ambrosini, docente di sociologia delle migrazioni all’Università degli Studi di Milano, da anni cita le cifre ricordate dal presidente dell’Inps Tito Boeri. “Gli immigrati sono vantaggiosi per il sistema a livello nazionale, per le casse dello Stato e per l’Inps”, conferma in un’intervista al Sir (www.agensir.it)
 

Modena: attentato incendiario contro il centro di accoglienza Porta Aperta

Modena – Ieri sera, intorno alle ore 20, due bottiglie di benzina sono state lanciate contro la struttura di Porta Aperta a Modena. “Fortunatamente solo una delle due bottiglie ha preso fuoco, per cui non si sono avuti danni a persone o cose”, si legge sul sito del Centro che da la notizia. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco ed una volante della Polizia di Stato.  Al momento sono ignoti gli autori del gesto “anche se, grazie alle telecamere di videosorveglianza, gli agenti di Polizia potranno risalire alle fattezze degli autori”, si legge ancora nella nota dove si ricorda che il Centro è stato oggetto, negli ultimi anni, di diverse “provocazioni a sfondo razzista che, però, si sono concretizzate solamente con l'esposizione di cartelli contro l'attività di accoglienza dei migranti svolta da Porta Aperta”.
“Qualunque sia la motivazione di questo gesto esecrabile – affermano i responsabili del Centro – non potrà sicuramente fermare il nostro servizio di accoglienza nei confronti dei poveri, dei migranti, degli ultimi”.
 
 

Zanfrini: una marcia in più nelle seconde generazioni di migranti

Montepaone Lido - Nella cornice del Mar Jonio a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, si sta svolgendo la VIII Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale” che quest’anno si concentra sui minori migranti, tema scelto da Papa Francesco per la Giornata dedicata ai Migranti e Rifugiati 2017. La quarta giornata di studio si è aperta con la relazione del direttore della Summer School, Laura Zanfrini, Ordinario di Sociologia delle Migrazioni e della Convivenza interetnica, Facoltà di Scienze politiche e Sociali, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
L’intervento, dal titolo “Cittadini di un mondo globale perché le seconde generazioni hanno una  marcia in più”, dopo una panoramica sullo spazio psico-sociale che esse occupano e nel quale vivono, sui rischi di cattive interpretazioni e letture di questa realtà, sul “banco di prova” della scuola quale strumento integrativo, si è concentrato sull’apporto unico e ineludibile che esse rappresentano. Le seconde generazioni, soggetto e oggetto di recenti dibattiti parlamentari, mostrano, infatti, diverse marce in più: da un vantaggio competitivo collegato al bilinguismo e al possesso di competenze interculturali alla condizione di doppia appartenenza e alla familiarità con campi d’azione transnazionali, dalla capacità di integrare e negoziare elementi mutuati dalla cultura globale con altri mutuati dai contesti di residenza e da quelli d’origine dei genitori alla capacità di gestione dei rischi, della precarietà, dell’incertezza; all’attitudine alla mobilità e alla reversibilità. Non solo, esse recano in sé la possibilità di sperimentare in forma anticipata e intensa le trasformazioni indotte dalla globalizzazione, l’affiliazione a reti transnazionali, l’international exposure, la possibilità di attingere a differenti repertori culturali, come pure un vantaggio competitivo dovuto alla facilità di integrarsi negli ambienti urbani caratterizzati dalla cosiddetta “super-diversity”, in settori professionali altamente internazionalizzati, in ambienti di vita e di lavoro cosmopoliti. Infine queste nuove generazioni di cittadini sono portatori di un’opportunità di agire come “active creative agents”, ovvero come attori auto-riflessivi coinvolti in pratiche di cittadinanza attiva per la promozione del bene comune e il rafforzamento della democrazia.
Ciò che occorre, però, e che la bagarre politica non ha colto ancora, è una azione molteplice e sinergica. Nello specifico la professoressa Zanfrini individua come necessario: investire nell’educazione pre-scolare, secondo la logica dell’empowerment individuale e con finalità di sostegno ai compiti genitoriali; investire sull’innovazione dei curricoli e la formazione dei docenti, secondo la linea strategica dell’approccio interculturale; accrescere la qualità complessiva dell’occupazione e vigilare che ogni lavoro rispetti i requisiti di dignità e decenza; investire sull’educazione alla cittadinanza, attraverso una pluralità di azioni educative, formali e non formali; investire sul riconoscimento dei saperi informali e non formali e sulla costruzione di ambienti di lavoro inclusivi e supportare le persone nel trasformare le competenze interculturali in asset strategici; imparare a gestire e a mettere a frutto la “diversity transition” nei luoghi di lavoro e negli altri setting organizzativi, anche attraverso specifici interventi formativi;  incoraggiare il coinvolgimento delle giovani generazioni, figli di migranti, nella vita civile, culturale e politica delle comunità in cui vivono, attraverso la partecipazione a percorsi di formazione, alle realtà associative del territorio, alle organizzazioni di volontariato, ai luoghi in cui si promuove e si diffonde cultura; promuovere, infine, una corretta informazione/educazione in campo religioso e una maggiore consapevolezza del ruolo positivo che la religione può svolgere a sostegno dei processi di integrazione e della convivenza interetnica. (G.B.)
 
 
 

Bellunesi nel Mondo: sabato l’Assemblea generale

Belluno - Cittadinanza, assistenza, diritto al voto, progettualità. Sono alcune delle tematiche che verranno affrontate in occasione della 52.ma Assemblea generale dell’Associazione dei Bellunesi nel Mondo, in programma sabato 22 luglio, a partire dalle ore 15.00, presso la sala “Bianchi” del capoluogo bellunese. Numerosi gli interventi programmati. Tra questi Saverio Sanvido, coordinatore delle Famiglie Bellunesi della Svizzera; Silvana Brandalise, presidente della Famiglia Bellunese di Cordoba (Argentina); Cristina Stievano, Gil Karlos Ferri, Paola Demattè, Renzo Andrich, membri della community di Bellunoradici.net; Dino Bridda, direttore responsabile della rivista “Bellunesi nel mondo”. Punto focale dell’Assemblea sarà la relazione del presidente Oscar De Bona, oltre alla relazione del tesoriere Angelo Paganin. I soci dovranno infatti approvare il bilancio consuntivo 2016 e preventivo 2017.
 

Un ponte sul Mediterraneo

Roma - Dal 10 al 14 agosto prossimi, 200 giovani si ritroveranno a Santa Maria di Leuca (diocesi di Ugento) per l’incontro annuale organizzato dalla Fondazione «Terre del Capo di Leuca», in partnership con Migrantes, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv e istituzioni locali. Il meeting del 2017 verterà sul tema: «Mediterraneo: un porto di fraternità». Un evento che culminerà con la firma della «#Cartadileuca.1».
Nel pomeriggio del 10 agosto, i 200 ragazzi provenienti dai Paesi del Mediterraneo arriveranno via mare presso il porto dei pescatori, alla presenza del presidente della Regione Puglia e della Provincia di Lecce e del prefetto di Lecce. In serata sul piazzale della basilica si terrà una preghiera universale per la pace a cura della Comunità di Sant’Egidio: a presiederla sarà il cardinale Ernest Simoni. Per l’occasione, in vari punti del lungomare di Leuca, si terranno alcuni concerti di gruppi giovanili.
Nei giorni successivi interverranno, presso la cascata monumentale di Leuca, Maurizio Raeli di «Ciheam Bari», Ada Fiore di «Kalopolis», Vincenzo Mercenelli dell’Accademia mediterranea di economia civile (11 agosto); Gianfranco Cattai di «Focsiv Italia», Massimo Pazzini dello «Studium biblicum francescanum» di Gerusalemme, alcuni rappresentanti della Fondazione Migrantes (12 agosto). La notte tra il 13 e il 14, all’1.30, a partire dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano si snoderà il pellegrinaggio che giungerà di nuovo al Santuario di Leuca, dove, al termine della celebrazione eucaristica, sarà firmata la Carta di Leuca, che vuole essere un invito a non lasciare soli quanti raggiungono i nostri mari in cerca di una vita migliore.
 

Don De Robertis: rinvio ius soli incomprensibile

Roma -  “Ci sono delle cose difficilmente comprensibili. Sono il sintomo dell’avvelenamento che c’è oggi su questi temi. Stiamo parlando di bambini nati e cresciuti in Italia”. Lo ha detto il neo eletto direttore generale della Fondazione Migrantes della CEI, don Gianni De Robertis, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito al rinvio dell’approvazione della legge sullo Ius soli. “Il futuro di questo Paese – ha aggiunto De Robertis - è fatto anche di questi cittadini che non dobbiamo tenere ai margini se vogliamo costruire un’Italia dove si vive l’armonia, la comunione e una certa efficienza. Queste persone sono italiani. Non vedo l’interesse a tenere ai margini questa gente. Da sempre il nostro Paese è stato formato da persone e popoli diversi. Purtroppo ci sono calcoli politici e si guarda alla pancia dell’elettorato che viene avvelenato dalla sistematica disinformazione”. Il direttore generale della Fondazione Migrantes ha anche affrontato la questione accoglienza dei migranti e le conseguenti politiche europee: “Accogliere non significa lasciare entrare e far vagare nel nulla queste persone, come purtroppo spesso accade. E’ penoso vedere quella che noi chiamiamo accoglienza con persone che non sanno dove andare e cosa fare, parcheggiate in questi grandi centri”. “Colpisce – ha concluso De Robertis - l’inadeguatezza della classe politica europea. Un continente di 550 milioni di abitanti, dove c’è più ricchezza nel mondo, non dovrebbe andare in crisi per un milioni di richiedenti asilo”.
 
 

Migrazioni: la governance internazionale sul fenomeno dei minori

Montepaone Lido - Nella cornice del Mar Jonio a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, si sta svolgendo la VIII Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale” che quest’anno si concentra sui minori migranti, tema scelto da Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tra gli interventi quello di Stefania Congia, Dirigente Divisione II - Politiche di Integrazione sociale e lavorativa dei migranti e tutela dei minori stranieri del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha messo l’accento sulla governance internazionale del fenomeno: il mondo è in crisi per il paradigma di sviluppo che esso ha immaginato e che non è più perseguibile. La divaricazione tra occidente e resto del mondo ha cambiato il panorama umano mondiale dove 1 bambino su 10 nasce in una situazione di possibilità di futuro, il resto o fatica molto o non arriverà mai ad un futuro. Parole e azioni come il “resettlement”, la cooperazione allo sviluppo devono integrarsi in un “sistema” che prevenga in radice il disagio di questi minori. Occorre partire dal bisogno del singolo, con risposte che siano però comuni, da Trento a Lampedusa, come uno Stato sarebbe chiamato a fare. Il sistema di tutela italiano, d’altro canto, è notevole, ma è d’obbligo continuare a lavorare per prospettive a lungo termine. (Gabriele Beltrami)
 

Avvenire: da oggi le storie di giovani stranieri nati in Italia

Milano -  Sono tanti, spesso amici dei nostri figli. Abitano vicino a noi, frequentano le nostre scuole, giocano a calcio e pallavolo. Molti di loro hanno vissuto esperienze di integrazione formidabili come gli oratori estivi, i campeggi, le vacanze comunitarie. Sono 800mila giovani, e giovanissimi. Italiani per tutti, ma non per la legge. Non ancora, almeno. Da oggi, per dimostrare che “lorosono come noi” il quotidiano “Avvenire” ha deciso di pubblicare quotidianamente alcune storie di questi giovani, nati e cresciuti nel nostro Paese.
 

Mons. Perego: la Chiesa ha fatto e sta continuando a fare la sua parte nell’accoglienza con i Msna

Montepaone Lido - Nella cornice del Mar Jonio a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, si sta svolgendo la VIII Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale”, promossa dall’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Migrantes e gli Scalabriniani.  I minori migranti è il tema scelto per la edizione di quest’anno, basandosi su quanto Papa Francesco ha additato alla comunità ecclesiale e non solo nella Giornata Mondiale per i Migranti e i Rifugiati celebratasi lo scorso mese di Gennaio. Mons. Gian Carlo  Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e direttore pro-tempore della Fondazione Migrantes, ha aperto ieri la seconda giornata dei lavori offrendo ai partecipanti una panoramica sulla realtà dei minori in migrazione a partire dal’800, periodo questo nel quale, infatti, si assiste alla partenza di minori non accompagnati che emigravano e si trovavano a compiere lavori umili o ad essere, come scriveva Giuseppe Mazzini, “dispersi per le strade di Londra”. Tale porzione della migrazione minorile, spesso costretta a vivere in periferia “senza poter ridere, piangere o giocare”, negli ultimi anni ha raggiunto cifre alte, con un picco per l’Italia nel 2016 quando si sono raggiunti i 26.000 minori non accompagnati. La rete di case-famiglia o dell'affido non è stata in grado di gestire e sostenere questa presenza e anche per questo, ha ricordato Mons. Perego, “la Chiesa ha fatto e sta continuando a fare la sua parte: la Fondazione Migrantes, in particolare, ha investito forze e risorse nella tutela di 1000 ragazzi nel Siracusano e nella preparazione dei tutor a Catania, accompagnando i minori anche una volta lasciata l'isola: ciò ha garantito un loro percorso curato con attenzione. Ma non basta: le sfide che questa porzione di infanzia in cammino impone davanti a noi sono anche di ordine politico. La tutela, infatti, da uno ‘step’ emergenziale iniziale deve accompagnare e dare garanzie di futuro, di un posto tra i cittadini di questa vecchia Europa” .
 

Papa Francesco: “superare ogni forma di razzismo”

Città del Vaticano – “Bisogna superare tutte le forme di razzismo, di intolleranza e di strumentalizzazione della persona umana”. Con questo tweet Papa Francesco è intervenuto ieri nella giornata dedicata a Nelson Mandela e indetta dall’Onu, per rendere omaggio, nell’anniversario della nascita (di cui l’anno prossimo ricorre il centenario), al contributo dato dall’ex presidente sudafricano a una cultura di pace e libertà. In Italia la giornata dedicata a Mandela è stata celebrata con un approccio globale dall’ambasciata del Sud Africa, con una tavola rotonda rivolta a sottolineare i necessari progressi nella lotta alla povertà, alla fame e alla malattia in Africa.
 

Venezuela: un milione dalla Farnesina per gli italiani in stato di bisogno

Roma - Predisporre un piano straordinario di un milione di euro per i connazionali che vivono in Venezuela che si trovano in stato di bisogno. A dirlo, ieri, il Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, alla Camera dei deputati parlando della situazione che vive oggi il Venezuela. "Ai nostri connazionali che hanno testa e cuore in Italia e piedi in Venezuela ribadisco che il governo c'è", ha detto Alfano ricordando che "il continuo aggravarsi della crisi economica incide sempre di più sulla sicurezza degli italiani in Venezuela" e che "il governo non li ha mai abbandonati e non lo farà".


 

Migrazioni: in corso la Summer School in Calabria

Montepaone Lido - Nella cornice del Mar Jonio a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, si sta svolgendo la VIII Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale”, promossa dall’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Migrantes e gli Scalabriniani. Quest’anno la scuola si concentra sui minori migranti, tema scelto da Papa Francesco per la Giornata dedicata ai Migranti e Rifugiati 2017. Vari i temi che si stanno alternando e differenti gli approcci. L’analisi della psicologia ha aperto le giornate di studi: Giulio Valtolina della Fondazione ISMU ha evidenziato le sofferenze vissute dagli orfani della migrazione, i “children left behind" come sono definiti. In essi emerge “un’ignoranza emotiva” che può insinuarsi come una assenza di capacità di esprimere emozioni, soprattutto quando subentra l'idealizzazione di un genitore, frutto della assenza costante della figura di un padre o di una madre. (G.B.)
 
 

Calabria: un borsello ritrovato senegalese ringraziato

Soverato – “Chi critica aspramente gli extracomunitari sappia che proprio uno di loro mi ha ritrovato il borsello, che avevo accidentalmente smarrito, con tutto dentro (ma proprio tutto, compresi pochi spiccioli) lasciandolo poi ai carabinieri”. Francesco Gioffré è un giovane studente con la passione per il giornalismo che vive a Soverato, perla turistica dello Jonio catanzarese che in passato, quando gli sbarchi non erano organizzati e i migranti arrivavano in barconi di fortuna e non in navi della Marina militare o delle organizzazioni non governative, è stato più volte terra promessa e d’approdo.
Ai profughi curdi giunti nella vicina Badolato nel 1997 a bordo della carretta del mare "Ararat" è dedicato il mediometraggio Il volo di Wim Wenders. L’opera, tra l’altro primo film-fiction girato in
3D, fu patrocinata dall’Alto commissariato delle Nazioni  Unite per i rifugiati (UNHCR).
Francesco trasforma la sua storia in un pezzo di cronaca, raccontandolo sul proprio profilo Facebook, contento d’avere ritrovato il borsello smarrito di ritorno dalla spiaggia ma soprattutto felice di potere raccontare un altro volto, bello, della quotidianità dei numerosi migranti che vivono nelle nostre città. «Fortunatamente, non ho perso nulla, ringraziando il cielo che mi ha mandato questo ragazzo che non finirò mai di ringraziare», aggiunge il giovane calabrese sigillando il post con una domanda che accomuna e fa riflettere: «Non so se altri, al pari di questo ragazzo senegalese, avrebbero fatto altrettanto». (Domenico Marino-Avvenire)
 

Mons. Lojudice: no alla chiusura degli ambulatori di Medicina Solidale

Roma - “Un servizio di assistenza ai poveri e migranti di Roma, completamente gratuito, non può essere chiuso. Ci auguriamo che questo non avvenga ma si faccia di tutto per cercare delle soluzioni migliori affinchè questo servizio possa continuare”. A dirlo a www.migrantesonline.it è il vescovo delegato della pastorale Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio, mons. Paolo Lojudice, commentando, secondo alcune indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa,  la probabile chiusura dell’ambulatorio di “Medicina Solidale" che da 15 anni assiste gratuitamente centinaia di poveri e migranti che vivono a Roma. La Regione Lazio e il Policlinico di Tor Vergata avrebbero intenzione di non sostenere più l’ambulatorio. “Sarebbe – dice mons. Lojudice – un atto non accettabile per chi, spesso vive per strada o in estrema povertà e che aveva come luogo di riferimento per le cure e l''assistenza medica i centri di Medicina Solidale  a titolo gratuito dislocati in 5 ambulatori in varie zone della città”. Da qui l’auspicio che gli organi preposti “collaborino insieme” affinché gli ambulatori continuino a funzionare “non facendo mancare, quindi, quel sostegno, per molti, ad una assistenza medica  necessaria e quotidiana”.

L’Istituto di Medicina Solidale Onlus (IMES) si è costituita nel 2003 a Roma e dal 2004 opera in diverse aree della periferia romana per contrastare le malattia della povertà e migliorare l’accesso alla salute delle persone socialmente svantaggiate. (R.Iaria)

CGIE: prosegue il confronto con Ministero del Lavoro sulla nuova emigrazione italiana

Roma - Nell'ultima sezione dei lavori del Comitato di Presidenza del CGIE, che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, l'incontro con il Direttore Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Tatiana Esposito, incaricata dal Ministro Poletti di intrattenere le relazioni con il CGIE in vista dell'istituzione di un tavolo di lavoro congiunto finalizzato a programmare interventi di orientamento per i nuovi migranti italiani.
Si tratta dei seguiti dell'incontro realizzato alla Camera dei Deputati nell'ambito dell'Assemblea plenaria del CGIE svoltasi lo scorso 28 marzo alla quale aveva partecipato direttamente il Ministro Giuliano Poletti. Durante l'incontro il Segretario generale Michele Schiavone e i componenti del CdP Rodolfo Ricci e Gianluca Lodetti hanno illustrato l'ipotesi di lavoro proposta dal CGIE, riepilogando i dati dei flussi di nuova emigrazione rilevati negli ultimi anni ed offrendo una comparazione tra i dati Istat e quelli di alcuni paesi meta dei nuovi flussi, in particolare Germania e Gran Bretagna, ma anche della proiezione dell'OCSE, secondo cui l'Italia figura all'ottavo posto tra i paesi erogatori di flussi emigratori ed è seconda soltanto alla Polonia, in Europa.
Un'azione di orientamento nei diversi paesi di arrivo dei giovani connazionali che possa avvalersi della presenza associativa, delle strutture dei patronati e dei Comites, pur con funzioni diversificate, costituisce – si legge in una nota del Cgie -  uno degli obiettivi, insieme all'approntamento di paralleli strumenti di consultazione telematica che possano informare le persone sulle normative di ingresso nei diversi paesi, sulla ricerca di lavoro, sulla conoscenza delle normative locali in tema di welfare, delle prestazioni assicurative e sanitarie, come anche, in particolare per le famiglie con figli al seguito, delle possibilità di inserimento scolastico e professionale, di studio della lingua, ecc., senza dimenticare l'opportunità di servizi di orientamento al rientro e al reinserimento professionale per coloro che intendono tornare in Italia dopo un'esperienza trascorsa all'estero.
E' stato anche ricordato il ruolo di fondamentale interlocutore istituzionale dell'emigrazione che ha ricoperto il Ministero del Lavoro in passato anche nell'ambito della formazione professionale all'estero e ai suoi positivi risvolti per il sostegno del sistema paese attraverso la valorizzazione della risorsa interculturale delle ultime generazioni. Un ruolo che va recuperato, in uno scenario di crescente mobilità e, spesso, di precarietà delle persone, come quello che stiamo vivendo, rispetto al quale non si può lasciare solo al mercato il destino delle persone in movimento.
Anche perchè i consistenti flussi di nuova mobilità implicano conseguenze significative sia sotto il profilo demografico sia per lo sviluppo futuro del nostro paese. Nei prossimi mesi, anche con il contributo della VII° Commissione tematica del CGIE (Nuove migrazioni e generazioni nuove), continuerà il lavoro di interlocuzione e di messa a punto dei possibili interventi.
 

Viminale: dall’inizio dell’anno arrivati 93mila migranti

Roma - 93.292 migranti sino sbarcati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno, il 16,79% in più  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando erano arrivati 79.877 migranti.
Il dato aggiornato a ieri è stato fornito oggi dal Ministero dell’Interno che segnala anche i porti con il maggior numero di arrivi: Augusta (13.097), Catania (11.204), Pozzallo (8.264), Reggio Calabria (7.106), Vibo  Valentia (5.804), Palermo (5.786), Trapani (5.591), Lampedusa (5.288), Salerno (5.065), Crotone (4.887). La nazionalità dei migranti – sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco – sono Nigeria (14.552, 16%), Bangladesh (8.269, 9%), Guinea (7.872, 8%), Costa d’Avorio (7.473, 8%), Gambia (5.106, 6%), Senegal (4.966, 5%), Mali (4.899, 5%), Eritrea (4.553, 5%), Marocco (4.194, %) e Sudan (4.172, 4%) a cui si aggiungono 27.236 persone (29%) provenienti da altri Stati.
Secondo i dati, sono in calo i minori stranieri non accompagnati, passati dai 25.846 dell’intero 2016 ai 9.761 dei primi mesi del 2017. Nel 2014 erano stati 13.026 e 12.360 nel 2015.
La Lombardia è la regione con pi+ migranti accolti (13%) seguita da Campania (9%), Veneto, Emilia Romagna e Lazio (8%), Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia (8%).
 

Il mondo del circo in piazza oggi

Roma - “Chiediamo lo stralcio del circo dal disegno di legge 2287-bis, perché non risolve nessuno dei problemi del settore ma, anzi, lo uccide definitivamente. Il circo presenta infatti problematiche che travalicano ampiamente il provvedimento architettato e concepito solo all'interno del ministero per i beni e le attività culturali, e a quanto pare solo con la logica di accontentare il mondo animalista”. Così Antonio Buccioni, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi che ha promosso oggi la manifestazione in piazza del Pantheon a Roma a pochi giorni dalla discussione del Ddl 2287 bis  al Senato e che prevede l’eliminazione degli animali dal circo.
“Sono rimaste fuori dal Ddl tutte le urgenze per le quali il mondo del circo attende da decenni una risposta: la mancanza di piazze attrezzate e i ridicoli finanziamenti al settore, solo per citare i più macroscopici” ribadisce Buccioni e aggiunge: “Quello che il ministro Franceschini vorrebbe rifilarci è un provvedimento grottesco, che dovrebbe normare sul circo mentre non solo non migliora nessun problema ma lo peggiora e affronta il tema degli animali in maniera ideologica, dicendo no a tutte le specie che si esibiscono nei circhi, dagli animali domestici ai cavalli (che potranno invece continuare ad essere utilizzati nei maneggi, nei Palii e in tanti altri luoghi) agli esotici. E' una pazzia, oltre che una punizione che colpisce solo una categoria, la nostra”.
E in merito alla graduale eliminazione degli animali dal circo, Buccioni dichiara: “Abbiamo voluminose relazioni di etologi italiani e stranieri che concludono che il Ddl 2287-bis sul circo è “una sommatoria di posizioni ideologiche e di natura etica senza alcun supporto scientifico”.
Se il Ddl dovesse diventare legge gli animali allontanati dai circhi dovrebbero essere messi in centri di recupero. Ad oggi sono meno di 2000 gli animali in Italia, la maggior parte nati in cattività. E l’Ente Circhi attraverso il suo rappresentante Antonio Buccioni dichiara: “Una cosa è certa: per quanto ci riguarda si può già archiviare la tematica relativa ai lager per animali, i cosiddetti centri di recupero, con relative fonti di finanziamento pubblico, perché noi, se dovesse diventare legge il divieto totalitarista e razzista contenuto nel Ddl, andremo in esilio con tutti i nostri animali, fino all'ultimo di essi. In attesa che torni a spirare anche nel nostro Paese un vento di libertà, di tutela e garanzia della libertà di espressione artistica”.
Sostegno all’Ente Nazionale Circhi arriva anche dal Forum Nuovi Circhi – FNAS che include 12 compagnie del Circo Contemporaneo italiano: “Ci auguriamo che si possa ricondurre la discussione in atto all’interno di un contesto costruttivo, considerando la storia secolare delle persone del circo e la loro condizione sociale, oltre che culturale e ridimensionando gli eccessi persecutori di certa stampa e opinione pubblica, che in modo miope si accanisce contro il circo con animali, finendo per determinare percorsi normativi altrettanto miopi e antidemocratici. Al contempo ci auguriamo che il mondo del Circo Tradizionale sia in grado di avviare una riflessione al proprio interno che porti a valorizzare le eccellenze artistiche nel rapporto con gli animali e a ridimensionare alcune forme di mera esibizione dell’esotico, che appartengono ad altri tempi e che sono la causa principale delle battaglie animaliste”.