Primo Piano

Papa Francesco: i cristiani siano gioiosi, no a faccia da veglia funebre

Città del Vaticano - Avere un volto da persone redente, perdonate, non da "veglia funebre”. Ruota attorno alla gioia che scaturisce dal perdono dei peccati e dalla vicinanza del Signore, l’omelia di Papa Francesco stamani alla Messa a Casa Santa Marta, riferisce la Radio vaticana. Sia la Prima Lettura sia il Vangelo (Lc 1,39-45) parlano di quella gioia profonda che viene da dentro, non la gioia di una festa. Tutta la Liturgia dà questo messaggio di gioia: “sii gioioso, sii gioiosa”.
Tre gli aspetti di questa gioia individuati dal Papa. Prima di tutto si tratta di una gioia che nasce dal perdono: “Il Signore ha revocato la tua condanna”. Il Papa, dunque, invita a rallegrarsi e a non fare una vita tiepida, proprio perché sappiamo che siamo stati perdonati: “Questa è la radice propria della gioia cristiana”. Basti pensare alla gioia di un carcerato quando gli viene commutata la pena o ai malati, ai paralitici guariti nel Vangelo. Bisogna, quindi, essere coscienti della redenzione che ci ha portato Gesù: Un filosofo criticava i cristiani, lui si diceva agnostico o ateo, non sono sicuro, ma criticava i cristiani e diceva questo: “Ma quelli - i cristiani - dicono di avere un Redentore; io ci crederò, crederò nel Redentore quando loro avranno la faccia di redenti, gioiosi per essere redenti”. Ma se tu hai faccia di veglia funebre, ma come possono credere che tu sei un redento, che i tuoi peccati sono stati perdonati? Questo è il primo punto, il primo messaggio della liturgia di oggi: tu sei un perdonato, ognuno di noi è un perdonato”.
“Dio è il Dio del perdono”, dice il Papa esortando, quindi, a ricevere questo perdono e ad andare avanti con gioia, perché il Signore perdonerà poi anche le cose che per debolezza tutti facciamo.
 Il secondo invito è ad essere gioiosi, anche perché il Signore “cammina con noi”  fin dal momento in cui chiamò Abramo, “è in mezzo a noi”, alle nostre prove, difficoltà, gioie, a tutto. Francesco esorta, quindi, durante la giornata a rivolgere “qualche parola al Signore che è accanto a noi”, alla nostra vita. Quindi, il terzo aspetto è quello di non lasciarsi “cadere le braccia” nelle sventure: “Quel pessimismo della vita non è cristiano. Nasce da una radice che non sa che è stata perdonata, nasce da una radice che non ha sentito mai le carezze di Dio. E il Vangelo, possiamo dire, ci fa vedere questa gioia: ‘Maria gioiosa si alzò e andò in fretta’, anche la gioia ci porta in fretta, sempre, perché la grazia dello Spirito Santo non conosce la lentezza, non conosce… Lo Spirito Santo sempre va in fretta, sempre ci spinge: andare avanti, avanti, avanti come il vento nella vela, nella barca…”Si tratta, in sintesi, di quella gioia che fa sussultare il bimbo nel grembo di Elisabetta all’incontro con Maria: “Ma questa è la gioia che la Chiesa ci dice: per favore siamo cristiani gioiosi, facciamo tutto lo sforzo per far vedere che noi crediamo di essere redenti, che il Signore ci ha perdonato tutto e se noi faremo qualche scivolata Lui perdonerà pure perché è il Dio del perdono, che il Signore è in mezzo a noi e che non ci lascerà cadere le braccia. Questo è il messaggio di oggi: ‘Alzati’. Quell’alzati di Gesù, ai malati: ‘Alzati vai, grida di gioia, rallegrati, esulta e acclama con tutto il cuore’”.
 

Papa Francesco ai peruviani: “ho un grande desiderio di incontrarmi con voi”

Città del Vaticano - Papa Francesco, in un video messaggio, rivolge “un saluto grande” ai “fratelli del nord del Perù”, che incontrerà a Trujillo il prossimo 20 gennaio, e che verranno all’incontro con le loro “immagini, i petroni, la Vergine”.
“Ho un grande desiderio di incontrarmi con voi, per lodare Dio, per ringraziare Dio per la vostra storia di santità… Il Perù ha tanti santi!”, sottolinea: “Vi saluto con tutto il cuore, vi benedico e vi chiedo di pregare per me”, chiedendo poi alla Vergine una custodia speciale per i fedeli peruviani.
Intanto la Conferenza episcopale peruviana (Cep) ha reso noto il video dell’inno ufficiale della visita di papa Francesco in Perù, intitolato “Con Francisco a caminar”. L’inno, riferisce oggi il Sir,  è stato composto dal musicista Oscar Quiñones Enciso e interpretato dalla sorella Elizabeth; è stato scelto tra 120 proposte pervenute alla Cep in occasione del concorso indetto dalla Chiesa peruviana.
 

Peruviani in Italia in preghiera per il loro Paese

Roma – “Il Perù è un popolo credente e la Chiesa gode di molta credibilità istituzionale. È presente dove lo Stato manca”. A dirlo in una nota è il coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale per dei peruviani e dei cattolici latino americani in Italia, p. Emerson Campos Aguilar alla luce degli eventi che sta vivendo il Perù.  La società peruviana continua a “nutrire un affetto e un rispetto sincero per ciò che la Chiesa rappresenta nella sua storia, nella sua cultura e nei suoi valori più profondi”, aggiunge p. Emerson citando alcuni santi peruviani come  Rosa da Lima, Martino da Porres, Toribio da Mogrovejo. Il coordinatore nazionale chiede una preghiera per un Perù “migliore, libero e in pace. La nostra preghiera farà tanto bene”.
 

Minori stranieri non accompagnati: presentata la campagna “Mai più soli”

Roma - È stata presentata nella Casa delle Letterature di Roma, la campagna “Mai più soli”, creata dall’associazione “Refugees Welcome Italia” per promuovere l’accoglienza di ragazzi stranieri neo maggiorenni. I minori stranieri non accompagnati sono ragazzi minorenni che si trovano nel territorio italiano senza l’assistenza e la rappresentanza dei genitori. In Italia, nel giugno 2017, erano più di 17mila quelli accolti nelle strutture di accoglienza. Si tratta per lo più di adolescenti tra i 15 e i 17 anni, arrivati da soli in Italia e provenienti principalmente da Paesi africani quali Gambia, Egitto, Albania, Eritrea, Somalia e Nigeria, ma anche da Bangladesh e Mali. La campagna coinvolge una rete sociale composta da società civile, realtà del terzo settore, servizi sociali territoriali, tribunali per minorenni e garanti regionali per l’infanzia. E si rivolge a tutte quelle persone, siano esse coppie, singoli cittadini o famiglie che dispongono di una camera libera e risiedono in Veneto, Lazio, Umbria, Campania e Calabria. Coloro che decideranno di aprire le porte della propria casa, per un periodo di almeno sei mesi, verranno accompagnati e seguiti durante tutto il percorso, oltre a ricevere un piccolo rimborso spese. “Mai più soli” fa parte dell’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”, finanziata da numerose fondazioni italiane allo scopo di promuovere in Italia percorsi di inclusione per minori non accompagnati e giovani stranieri.
 
 

Italiani all’estero: oggi e domani a Roma la Conferenza dei Direttori degli Istituti italiani di Cultura

Roma – Si svolgerà oggi e domani a Roma la Conferenza dei Direttori degli Istituti italiani di Cultura nel mondo. La giornata, oggi, si aprirà con i saluti istituzionali: sono previsti gli interventi del ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini e della ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca,  Valeria Fedeli e del presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi. Seguirà una sessione plenaria sul tema  “Cantiere Italia: progetti, percorsi, idee”. Nel corso di questa sessione si alterneranno interventi di esperti del settore culturale, partner istituzionali della promozione culturale e direttori di IIC. Domani le conclusioni del Segretario Generale della Farnesina, Elisabetta Belloni. 
 
 

Mci Krefeld: nei giorni scorsi la visita di mons. Antonazzo

Nei giorni scorsi  il vescovo Gerardo Antonazzo ha visitato la Missione cattolica Italiana di Krefeld. Erano 40 anni che la Mci non riceceva la visita di un vescovo italiano che ha tenuto con la comunità una catechesi e ha celebrato con loro una Santa Messa nella base Militare di Brums di Elsdorf e nella base Militare di Geilenkirchen. Inoltre il presule, nella chiesa delle Missione Cattolica Italiana ha impartito il sacramento della Cresima a 40 giovani.
“Durante la celebrazione della Santa Messa abbiamo potuto percepire gioia, commozione, felicità ed anche lacrime”, dice il missionario padre Gabriel: “per tutti noi questi giorni sono stati e saranno indimenticabili perche’ colmi di crescita spirituale ed una immensa  fraternita’ sia tra di noi che con il Vescovo Mons. Gerardo che ci ha trasmesso la Sua grande Paternita’”.
 

“Storie di semola” della Migrantes segnalato dal Premio Luzi

Milano - Descrive sapori e profumi con la leggerezza della scoperta. Il tascabile “Storie di semola e semplicità”, scritto da Damiano Meo e pubblicato dall’editrice Tau nella collana “Testimonianze e esperienze delle Migrazioni” della Fondazione Migrantes, è stato segnalato come opera meritevole di attenzione nella sezione di narrativa edita del “Premio Internazionale Mario Luzi”, patrocinato dal Senato della Repubblica, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo (MiBACT) e da altri enti. Lo stesso libello a settembre ha vinto il premio “Books for Peace” ad Aprilia e ha partecipato al festival BookCity di Milano. In un condensato di  pagine, il testo affronta il fenomeno migratorio italiano ed europeo attraverso prospettive multiple: la cucina, le ibridazioni, la lingua e i dati. Come scrive l’autore nell’introduzione: “si può viaggiare rimanendo ancorati al proprio microsistema, in cui spezie, colori, modi di fare e parole nuove o storpiate ci parlano di umanità sconosciute e/o ignorate. Bisogna spesso partire dal basso per migliorare il proprio contesto socio-affettivo. E gli incontri, cauti ed al contempo genuini, innescano dialoghi e conoscenza. Quest’ultimi due fattori, credo, siano elementi rasserenanti in un clima ansiogeno, che, appiccicoso, imbratta chiunque; spesso centrato su generalizzazioni inadeguate, le stesse che non fanno bene, alzano muri, creano divisioni, edificano prigioni intellettuali ed emotive. Nessuno è cattivo per sua natura; la parola latina “captivus”, da cui deriva il corrispettivo italiano “cattivo”, significa infatti “prigioniero”. Quindi sono le mura che spesso ci si costruisce attorno a disumanizzare la persona. E la ricerca della persona, quell’essenza bizzarra e magnifica, deve passare da una quotidianità in cui ciascuno può dare il proprio contributo positivo, vivace e sano”. Ed ecco come viene descritta una festività condivisa in maniera pacifica e costruttiva: “il venticinque dicembre non è Natale, a casa di Yasmina. Né addobbi, né albero, né pargoletto e  mangiatoia: un giorno come qualsiasi altro, per un musulmano, seppur di Sicilia. Eppure, a ben guardare, non è proprio così. S’intravede, infatti, uno sbiadito alone di festività: in una credenza socchiusa, un panettone farcito. È un regalo. E sbuca quasi fiero, come se sapesse di poter accomunare mondi con leggerezza: la levità di un piacere, di un sapore. Dunque, è la mattina di un quasi Natale. Sono le undici: appena in tempo per una tarda colazione. Sul tavolo due piattini e due tazzine. E di là, in cucina, gorgheggia la caffettiera. Nessun buon risveglio è tale, infatti, senza un qahwa, un caffè, che sia zuccherato o amaro non importa, ma mai senza una parola di apprezzamento o di preoccupazione, di sollievo o nervosismo: le solite chiacchiere insomma, a dolcificare il cosmopolita infuso. E sono insolite oggi, mangiucchiando farina nera e dattero, tra leggenda e memoria”. Così il dialogo è sinonimo di incontro e quest’ultimo, a sua volta, è catalizzatore di sintonie e strumento di pace.
 

Papa Francesco: artisti del circo oggi in Udienza

Città del Vaticano – “Vorrei ringraziare il circo cubano per questo spettacolo”. Così papa Francesco al termine dell’Udienza generale di questa mattina nell’Aula Paolo VI dopo aver assistito, divertendosi, ad alcune performance degli artisti del Circo di Cuba, presenti a Roma con il loro spettacolo fino al 7 gennaio. Prima dei saluti in lingua italiana, i circensi de L’Avana, per la prima volta in Italia, hanno offerto un saggio della loro arte che mette insieme danza, folklore e arti circensi, vestiti nei loro sgargianti costumi tradizionali. Al termine del saggio, uno degli artisti, ha voluto augurare buon compleanno al papa (81 anni lo scorso 17 dicembre), intonando un brano con la tromba.
 

Da ospite a cuoco, Sefir e la Casa della carità

Milano - Da ospite della Casa della carità a cuoco della mensa. È la storia di Sefir, tunisino accolto nella struttura fondata da don Virginio Colmegna all’estrema periferia nord di Milano, un’intuizione voluta dal cardinal Martini come suo lascito alla città. «Vai alla Casa della carità, loro ti daranno una mano». Sefir ci è arrivato seguendo le parole di un volontario di un centro d’ascolto parrocchiale. In un momento di difficoltà aveva bisogno di qualcuno che lo seguisse passo dopo passo, che lo aiutasse con i documenti e nella ricerca di un lavoro. Oggi Sefir lavora come cuoco per la cooperativa che gestisce la mensa della Casa.
«All’inizio facevo fatica, era tutto nuovo – racconta tra pentole e fornelli –. Poi ho fatto amicizia con Peppe, responsabile della tutela legale. Ho capito che qui c’erano persone pronte ad aiutarmi senza giudicarmi». La svolta arriva con una proposta: «Mi hanno chiesto di dare una mano nel bar che la Casa aveva in gestione all’Idroscalo. Ero volontario, poi il responsabile si è incuriosito e mi ha proposto un’assunzione nella cucina della Casa della carità. Dalla cuoca ho imparato i segreti delle ricette italiane». Il contratto con la cooperativa Camst, oltre a garantire il rinnovo del permesso di soggiorno, ha reso possibile affittare un monolocale e di lasciare il suo posto ad altri in difficoltà. Tra poco sarà il 25 dicembre, anche in questo la Casa della carità prosegue l’intuizione di Martini: «C’è attenzione per tutte le feste religiose. Per me, che sono musulmano, è bellissimo a Natale vedere che qui siamo tutti uniti». (S.Pasta)
 

Savona: tante fedi per il presepe multietnico in Duomo

Savona – Domani, 22 dicembre, alle 10, nel Duomo di Savona, sarà inaugurato il presepe multietnico, iniziativa promossa dalla scuola primaria “Colombo” in collaborazione con altri plessi scolastici e con la diocesi di Savona-Noli e la Cattedrale di N.S. Assunta. Circa 400 fra bambini e ragazzi delle scuole di Savona e provincia che hanno aderito al progetto interculturale “Francesco e Kàmil”, accolti dal rettore del Duomo don Giovanni Margara, incontreranno in Cattedrale il vescovo, Mons. Calogero Marino, don Giuseppe Noberasco, delegato episcopale per il dialogo ecumenico e interreligioso, il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, e rappresentanti di altre fedi, cristiane e non: padre Gheorghita Andronic, parroco della chiesa ortodossa rumena, la professoressa Tina Politano per la chiesa evangelica, il presidente della Comunità islamica ligure Zahoor Ahmad Zargar, la monanca Hamsananda per l’Unione italiana induisti e alcuni delegati buddisti. Anche la Comunità ebraica ligure ha aderito all’iniziativa anche se, per precedenti impegni, non potrà essere presente con i suoi rappresentanti. Le insegnanti responsabili e coordinatrici del progetto sono Francesca Ottonelli, delle primarie “Colombo” e Beatrice Conni della scuola dell’infanzia “Regina Margherita - N.S. della Neve”. La rappresentazione di quest’anno ha come titolo “Il Presepe: un abbraccio di colori” e sarà esposta nel Duomo di Savona, presso la Cappella della Natività, fino a domenica 7 gennaio.
 

88 giorni nelle farm australiane vincitore della categoria corto documentari a “Il Cinematografo” International Film Festival

Sangano - Due nuovi riconoscimenti per il video-reportage “88 giorni nelle farm australiane” promosso da Fondazione Migrantes e allegato allo studio-ricerca “Giovani Italiani in Australia: un viaggio da temporaneo a permanente” sulla recente emigrazione di giovani italiani.
“88 giorni nelle farm australiane” vince la sezione documentari a Sangano in provincia di Torino. Questa era la terza e ultima parte del festival “Il Cinematografo”. La premiazione si è svolta lo scorso 17 dicembre a Sangano presso la sala polivalente Agorà.
“Il Cinematografo” è un festival internazionale di cinema dedicato a Giuseppe Filippi, personaggio chiave nella diffusione del cinema in Italia. Il festival, suddiviso in tre tappe, ha visto la sua conclusione domenica dopo le serate di Montanera (Cuneo) e di Bene Vagienna (Cuneo). “Il Cinematografo” nasce da un’idea di Giancarlo Baudena, un regista che ha a cuore la creazione di film che parlano alla memoria e all’anima. Visionando più di 400 lavori sono stati selezionati dei film corti e lunghi di diversa nazionalità nelle categorie: animazione corti, finzione corti, finzione/documentari/animazione (realizzati dagli istituti scolastici) e  documentari corti. I film sono stati scelti dall’Associazione “Cercando il Cinema” e oltre agli italiani sono stati selezionati film che arrivano da Argentina, Australia, Columbia, Germania, Moldavia, Polonia e Spagna. In questo contesto si inserisce la proiezione del documentario “88 giorni nelle farm australiane” opera dei ricercatori Michele Grigoletti e Silvia Pianelli, con la regia di Matteo Maffesanti – dell’equipe di “Australia Solo Andata” – che racconta il viaggio tra sogni, speranze e pensieri di migliani di giovani italiani che ogni anno lavorano la terra australiana.  Il corto “88 giorni nelle farm australiane” ha vinto la categoria “Corto documentari” sia nella tappa di Montanera (Cuneo) lo scorso 13 luglio che nella tappa finale a Sangano (Torino). 88 giorni nelle farm australiane è un viaggio tra sogni, speranze e pensieri dei giovani italiani in Australia. Il titolo è ispirato al numero di giorni necessari per l’ottenimento del secondo visto vacanza-lavoro. Il documentario vuole dare voce alle migliaia di giovani italiani che ogni anno lavorano la terra australiana, raccogliendone le storie e svelandone la verità.
 

Commissione Ue: “Europa vuole rimanere il continente di solidarietà, tolleranza e apertura”

Bruxelles – Ieri,  in occasione della Giornata internazionale dei migranti, cinque commissari dell’Ue, insieme al primo Vice Presidente Frans Timmermans e all’Alto rappresentante Federica Mogherini hanno voluto ricordare che l’Europa, è costruita sulla migrazione” di “milioni di persone fuggite da persecuzioni, guerre o dittature”. E il fatto che l’Ue consenta ai propri cittadini “di viaggiare liberamente, studiare e lavorare in altri Paesi, rende l’Europa uno dei posti più ricchi del mondo in termini di cultura, economia, opportunità e libertà”.
“Proteggere e sostenere i diritti e le libertà fondamentali di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status, è sempre stato e sarà sempre la nostra priorità”, si afferma nel testo che ribadisce l’impegno “dentro e fuori l’Ue” a lavorare innanzitutto per “salvare vite, fornire protezione, offrire percorsi legali e sicuri per la migrazione e affrontare le cause profonde che costringono le persone a lasciare le loro case”, ma anche per “combattere le reti criminali”. I commissari Ue parlano di “responsabilità condivisa nei confronti delle persone in movimento” e della necessità di un’azione “su scala globale”, con “impegno e la coerente attuazione degli accordi internazionali da parte di tutti”. L’Europa vuole “rimanere il continente della solidarietà, tolleranza e apertura”. Per chi è accolto “desideriamo ciò che vogliamo per gli europei: crescere e contribuire a un futuro migliore per il nostro continente”.
 
 

Circo: Papa Francesco regale 400 biglietti ai bambini

Città del Vaticano - Per ringraziare della festa per il suo 81mo compleanno Papa Francesco ha voluto, lui per primo, fare un regalo ai bambini: quattrocento biglietti gratuiti per assistere allo spettacolo del circo Rony Roller, allestito in via di Torrevecchia a Roma. «Per noi è una gioia accogliere i bambini meno fortunati e le loro famiglie, aiutandoli a trovare un sorriso perché c’è davvero bisogno di gioia vissuta insieme» confida Alberto Vassallo, direttore del circo, ricordando, riporta l’Osservatore Romano,  che l’11 gennaio l’invito sarà rivolto a duemila emarginati che vivono per le strade della città. Due giocolieri e il simpaticissimo clown Mirko hanno offerto un’anteprima dello spettacolo, portando un momento di divertimento in aula Paolo VI proprio durante la festa del Papa. E coinvolgendo nei loro numeri anche Francesco, che si è lasciato andare a più di una risata.
 

Oltre cinquemila migranti morti nel 2017

Roma – Il Missing Migrant Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha reso noto che le morti di migranti di cui si è avuta conoscenza nel 2017 sono 5323. Di questi circa 3300 nel Mediterraneo. In media sono scomparsi Mediterraneo dieci migranti al giorno. E l’Oim che ricorda che è il quarto anno consecutivo che si raggiunge tale cifra. Inoltre, dalla tragedia di Lampedusa nell’ottobre 2013 — in cui morirono più di 360 persone — le vite stroncate sono state più di 15.000, pari a oltre la metà dei profughi morti nel mondo negli ultimi quattro anni.
 

Papa Francesco: “Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo”

Città del Vaticano - “Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo”. E’ il tweet pubblicato ieri da Papa Francesco sul suo account Twitter @Pontifex in occasione della  Giornata Internazionale dei Migranti promossa dalle Nazioni Unite. Intanto papa Francesco celebrerà il prossimo 14 gennaio, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato,  nella Basilica di San Pietro una solenne liturgia eucaristica
 

Milano: Capodanno al Circo

Peschiera Borromeo - Avvolta nell’atmosfera circense, si terrà il 31 dicembre 2017, dalle ore 21.00 alle 2.00, al Piccolo Circo dei Sogni in via Carducci a Peschiera Borromeo la cena di capodanno. Considerato il successo della prima edizione, il titolare Paride Orfei, ha deciso di accogliere anche quest’anno le celebrazioni per il 2018, con nuove sorprese. In attesa del brindisi di mezzanotte, i partecipanti potranno gustare le appetitose pietanze servite per cena, intervallate da spettacoli di diversa natura.
Ad animare la serata saranno, ovviamente, le esibizioni degli artisti del circo, tra i quali figurano acrobati, acrobati aerei, equilibristi, contorsionisti, giocolieri. Ma l’intrattenimento non si esaurisce qui: nel frattempo il duo canoro di Laura e Fabrizio e il mago Dylan, con i suoi trucchi e le suggestive ombre cinesi, allieteranno i commensali, accompagnandoli verso il countdown. Arte circense, magia, musica dal vivo: questi quindi gli ingredienti per la riuscita di una festa sensazionale.
 
 

Como: divieto di distribuzione cibo per i senza tetto

Como - «Vietato distribuire le colazioni ai senzatetto». Questo, in sintesi, è il decreto notificato domenica mattina a Como al gruppo di volontari che, da ben 7 anni, alle prime ore del giorno porta generi di conforto (bevande calde, pane, brioches donate da alcuni fornai e pasticcieri della città) a chi dorme per strada. «Vietato distribuire le colazioni ai senzatetto » perché è un' azione «contraria all' ordinanza del sindaco Mario Landriscina per la tutela della vivibilità e il decoro del centro urbano»: così spiega il 'Gruppo Colazioni' in una lettera aperta resa nota ieri. Infatti dallo scorso fine settimana, e per un periodo di 45 giorni, nella Ztl della città murata e nelle vie limitrofe, compresi i portici della basilica del Santissimo Crocifisso e quelli dell' ex chiesa di San Francesco, vige il provvedimento sindacale che vieta «di bivaccare e di mendicare». «Abbiamo scelto uno strumento amministrativo già adottato in altre città - spiega il sindaco Mario Landriscina, di Forza Italia -. Durante questo periodo di avvicinamento alle festività il numero di questuanti, ma anche di venditori abusivi, aumenta, viste le numerose iniziative e il grande afflusso di persone». Dunque niente cappuccino e brioche per chi dorme per strada... E per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative da 50 fino a 300 euro, oltre - si legge nell' ordinanza - alla «confisca dei mezzi utilizzati per commettere la violazione». Difatti già domenica la Polizia Locale «ha redatto una decina di verbali e sequestrato sei fra cappelli e cartoni usati dai questuanti per chiedere l'elemosina», informano dal Comune. La distribuzione delle colazioni, invece, rientra nella categoria del «bivacco». Domenica mattina i volontari avevano raggiunto i senzatetto sotto il porticato di San Francesco, da cui sono stati allontanati. «Gli agenti - afferma la vice-sindaco Alessandra Locatelli - sono intervenuti su segnalazione di un cittadino». Ma «a continuare a mandare via i poveri non si elimina la povertà, la si amplifica, la si fa diventare un nemico da combattere - riflettono i volontari del 'Gruppo Colazioni' che nel frattempo, con l' aiuto di una parrocchia della città, hanno trovato un' alternativa -. Vorremmo che il Natale fosse occasione per la ricerca di un' umanità più dignitosa». «Dio è nato in mezzo noi povero, profugo ed emarginato - aggiunge il Direttore di Caritas Como, Roberto Bernasconi - e ricordandolo invitiamo il Sindaco a fare un passo indietro. Con queste logiche anche Gesù oggi sarebbe fuori legge...». Senza contare che il Natale rischia di essere «ridotto a fatto meramente commerciale - sottolinea ancora il direttore Caritas -, mentre dovrebbe richiamarci a guardare agli ultimi. Penso alle famiglie in affanno, ai giovani senza prospettive, ai carcerati dimenticati. La risposta non è scacciare i poveri, ma affrontare le povertà a partire dal riconoscere anche le situazioni di illegalità, come il racket presente dietro alcuni mendicanti». (Enrica Lattanzi – Avvenire)
 
 

Centro Astalli: inaugurati i locali ristrutturati della mensa

Roma - Un impianto di areazione a norma, docce e uffici ristrutturati: sono stati inaugurati oggi a Roma da Mons. Angelo De Donatis, vicario di Roma, i nuovi locali della mensa per richiedenti asilo e rifugiati del Centro Astalli dove ogni giorno passano in media circa 300 persone. Nel 2016 sono stati almeno 20.000 i richiedenti asilo e rifugiati che hanno usufruito dei servizi in via degli Astalli 14a, un importante punto di riferimento nella capitale che offre gratuitamente pasti, docce, ambulatorio medico e orientamento socio-legale. “Qui tutto ebbe inizio 30 anni fa dall’intuizione di padre Arrupe – ha detto padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli -. Questo luogo è diventato casa per tante persone, forse quasi un milione in più di trent’anni. Un luogo nel cuore della nostra città, un luogo semplice, poco visibile e sottoterra che diviene casa per una persona straniera”. Non è secondario, ha precisato padre Ripamonti, “che questa mensa si trovi nel cuore di Roma, capitale del nostro Paese. È un seme di umanità che va curato e difeso perché è baluardo contro la disumanizzazione e la criminalizzazione dell’azione umanitaria, è baluardo contro ogni forma di intolleranza più o meno manifesta”.  Una rifugiata del Camerun, Sussy Ntoko, ha raccontato la storia della sua difficile fuga da sola, lasciando la figlia da una sorella in Nigeria, perché le loro vite erano in pericolo: “La destinazione non mi importava. dovevo solo trovare un posto sicuro – ha detto -. La mia prima casa in Italia è questo posto. Qui ci sono i miei amici, il mio medico, il mio avvocato. Ho capito che per un rifugiato in un Paese straniero la cosa più importante è sapere che c’è qualcuno che ti conosce e ti riconosce”. 
 
 

CISL: mercoledì incontro su “Il nuovo volto dell’integrazione”

Roma – ‘Il nuovo volto dell’integrazione. Accoglienza, Ius soli, Cittadinanza, Lavoro, Zero caporalato’: è questo lo slogan dell’iniziativa organizzata da Cisl, Fai Cisl, Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche ed Anolf a Roma (presso l’Auditorium Parco della Musica, via Pietro De Coubertin, 30), mercoledì 20 dicembre a partire dalle 14.30 incontro, presieduto e coordinato dal Presidente Nazionale Anolf Cisl, Mohamed Saady, dopo il saluto del Segretario Generale della Cisl Lazio, Paolo Terrinoni e la relazione introduttiva del Segretario Generale Fai Cisl, Luigi Sbarra, vedrà gli interventi del Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, del Ministro dell’Interno, Marco Minniti, di Don Aldo Buonaiuto, Comunità Papa Giovanni XXIII. Chiuderà i lavori la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. Nel corso della manifestazione sono previste le testimonianze di lavoratrici e lavoratori immigrati.  
 

Papa Francesco: Giuseppe, esempio di uomo che non prende nulla per sé

Città del Vaticano- Nei problemi, nelle angosce, nelle oscurità, impariamo da San Giuseppe che conosce “come camminare nel buio”, “come si ascolta la voce di Dio”, “come si va avanti in silenzio”. Così Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, commentando l’odierno Vangelo di Matteo: Gesù - si spiega - nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.
Il Pontefice - riferisce la Radio Vaticano - ripropone le emozioni di Giuseppe, quando in Maria incominciarono ad essere “visibili” i segni della maternità, una volta tornata dalla casa di Elisabetta: parla dei “dubbi” dell’uomo, del suo “dolore”, dalla sua “sofferenza”, mentre tutt’intorno cominciavano a mormorare “le chiacchierone del paese”. Egli “non capì” ma sapeva che Maria era “una donna di Dio”: decise così “di lasciarla in silenzio”, non accusandola “pubblicamente”, finché non “intervenne il Signore”, con un angelo in sogno, che gli spiegò come il bambino “generato in lei” venisse “dallo Spirito Santo”. E così “credette e obbedì”.
Giuseppe lottava dentro; in quella lotta, la voce di Dio: “Ma alzati – quell’‘alzati’, tante volte, all’inizio di una missione, nella Bibbia: ‘Alzati!’ – prendi Maria, portala a casa tua. Fatti carico della situazione: prendi in mano questa situazione, e vai avanti”. Giuseppe non è andato dagli amici a confortarsi, non è andato dallo psichiatra perché interpretasse il sogno… no: credette. E’ andato avanti. Ha preso in mano la situazione. Ma cosa doveva prendere in mano, Giuseppe? Qual era la situazione? Di quale cosa Giuseppe doveva farsi carico? Di due cose. Della paternità e del mistero.
Giuseppe - aggiunge il Papa - dovette quindi “farsi carico” della paternità. E ciò s’intuisce già nella “genealogia di Gesù”, in cui si spiega come “si pensava fosse il figlio di Giuseppe”: Lui si è fatto carico di una paternità che non era sua: veniva dal Padre. E ha portato avanti la paternità con quello che significa: non solo sostenere Maria e il bambino, ma anche far crescere il bambino, insegnargli il mestiere, portarlo alla maturità di uomo. “Fatti carico della paternità che non è tua, è di Dio”. E questo, senza dire una parola. Nel Vangelo non c’è alcuna parola detta da Giuseppe. L’uomo del silenzio, dell’obbedienza silenziosa.
È anche l’uomo che “prende in mano” il mistero: come spiegato nella prima Lettura, è il mistero “di ricondurre il popolo a Dio”, il mistero “della ri-Creazione” che, come dice la Liturgia, è “più meravigliosa della Creazione”. Giuseppe prende in mano questo mistero e aiuta: con il suo silenzio, con il suo lavoro fino al momento che Dio lo chiama a sé. Di quest’uomo che si è fatto carico della paternità e del mistero, si dice che era l’ombra del Padre: l’ombra di Dio Padre. E se Gesù uomo ha imparato a dire “papà”, “padre”, al suo Padre che conosceva come Dio, lo ha imparato dalla vita, dalla testimonianza di Giuseppe: l’uomo che custodisce, l’uomo che fa crescere, l’uomo che porta avanti ogni paternità e ogni mistero, ma non prende nulla per sé. Costui, conclude Francesco, è il “grande Giuseppe”, del quale Dio aveva bisogno per portare avanti “il mistero della ri-conduzione del popolo verso la nuova Creazione”.