Primo Piano

Cgie: un anno fa la Svizzera approvava la legge per agevolare la naturalizzazione dei giovani immigrati

Roma - Il 12 febbraio del 2017 il popolo svizzero ha approvato una modifica costituzionale, che ha consentito ai giovani stranieri, la cui famiglia vive in Svizzera da generazioni e sono ben integrati, di potersi naturalizzare con procedure agevolate. Promotrice dell’iniziativa parlamentare è stata Ada Marra, una giovane parlamentare con la doppia cittadinanza italo-svizzera. Figlia di operai salentini emigrati in Svizzera, Ada Marra è rimasta legata al suo mondo di provenienza e segue – si legge in una nota del Cgie - con “immutati interessi le vicende politiche e sociali riguardanti le minoranze presenti in Svizzera”. La revisione costituzionale a livello federale e la modifica della legge sulla nazionalità, che prevede l’uniformità delle procedure per acquisire la cittadinanza svizzera, ha aperto – scrive il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone -  una breccia nella continua discussione sull’immigrazione, diventata appannaggio da un ventennio delle forze conservative. Dall’anno scorso l’immigrazione in Svizzera è stata trattata e discussa dall’opinione pubblica diversamente, perché si sono costruiti i presupposti affinché in futuro l’argomento venga considerato nella giusta dimensione e fuori dagli schemi ideologici, che hanno contraddistinto l’ultimo ventennio”. A differenza dell’Italia, che nella passata legislatura ha “evitato di procedere su uno dei tanti principi per il riconoscimento della cittadinanza ai giovani immigrati – aggiunge - un anno fa la Svizzera, che fa valere ben 26 costituzioni cantonali, è riuscita ad adeguarsi ai tempi e alla sua storia, agevolando le naturalizzazione dei suoi figli di origine straniera, che de facto sono svizzeri per cultura e formazione, riconoscendo la natura della sua composizione sociale e dell’alta percentuale di cittadini immigrati, fonte del successo economico e culturale”.
 

Peruviani in Italia: domenica delle Palme pellegrinaggio in Vaticano per ringraziare il Papa per il viaggio in Perù

Roma - Il prossimo 25 marzo, Domenica delle Palme, la comunità peruviana in Italia parteciperà alla liturgia eucaristica presieduta da Papa Francesco e successivamente all’Angelus per “rinnovare la nostra fede in Dio insieme al nostro Padre e Papa Francesco” e ringraziarlo per la recente visita in Perù. Si tratta – dice il coordinatore nazionale Migrantes Don Emerson Anguilar per la pastorale con i peruviani in Italia – di un “pellegrinaggio, un Incontro di Fede per poter diventare un'isola di Misericordia in questo mare di indifferenza, tempo opportuno, tempo Favorevole”.
 

Italiani all’estero: presentazione del libro e web documentary “Italiani del Belgio”

Roma - Italiani d’Europa: l’integrazione europea vista dagli occhi degli italiani all’estero. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e gli Autori del progetto “Italiani d’Europa” presentano oggi pomeriggio il libro e il web documentary realizzato in collaborazione con National Geographic Italia”: “Italiani del Belgio” presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Piazzale della Farnesina 1, Roma).
“Italiani d’Europa” racconta la storia presente e passata della comunità italiana in Paesi europei chiave, con una serie di libri fotografici, web documentary multimediali e reportage tradizionali sul magazine di National Geographic. Il progetto nasce come espansione di “Italians and the UK”, libro e web documentary pubblicati nel luglio 2016 (italiansandtheuk.it). “Italiani del Belgio” compone il primo capitolo della nuova serie, cui prossimamente seguirà “Italiani di Germania”.
Alla presentazione intervengono: Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Esteri; Frank Carruet, ambasciatore del Regno del Belgio in Italia; Luigi Maria Vignali, direttore generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie, MAECI; Marco Cattaneo, direttore National Geographic Italia; Lorenzo Colantoni, autore, testi e video; Riccardo Venturi, autore, foto.
 

Papa Francesco ai giovani: “non abbiate paura di incontrate i migranti”

Città del Vaticano - “Non abbiate paura di incontrare i migranti, fateli entrare nel vostro cuore”. E’ quanto ha detto oggi Papa Francesco che nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ha ricevuto i partecipanti alla Giornata mondiale di riflessione contro la Tratta di Persone. Per il Papa  “l’incontro con l’altro porta naturalmente a un cambiamento, ma non bisogna avere paura di questo cambiamento. Sarà sempre per il meglio”. “La Chiesa – ha aggiunto rispondendo alle domande - deve promuovere e creare spazi di incontro, per questo motivo ho chiesto di aprire le parrocchie all’accoglienza”. “Bisogna – ha detto ancora - riconoscere il grande impegno in risposta al mio appello, grazie! Chiedo a voi qui presenti oggi di operare a favore dell’apertura all’altro, soprattutto quando è ferito nella propria dignità. Fatevi promotori di iniziative che le vostre parrocchie possano ospitare. Aiutate la Chiesa a creare spazi di condivisione di esperienze e integrazione di fede e di vita”. “Anche i social network rappresentano, soprattutto per i ragazzi, un’opportunità di incontro che può apparire sconfinata”: “la scelta è nel cuore. Se scegli male, stai attento, il risultato sarà molto brutto. Il tuo cuore diventerà liquido, portato per l’aria e per il vento, e non consistente. L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci”.
 
 

Nazioni Unite: prima bozza del Global Compact per le migrazioni

New York - La prima bozza del Global Compact per le migrazioni  (GCM), il documento delle Nazioni Unite per la regolazione a livello internazionale delle migrazioni è stata presentata, lo scorso 5 febbraio in un incontro informale e riservato presieduto da H.E. Jürg Lauber, rappresentante permanente della Svizzera, e da H.E. Juan José Gómez Camacho, rappresentante permanente del Messico, che sono stati, riferisce oggi il Sir in una corrispondenza da New York,  tra i facilitatori della conferenza intergovernativa di Puerto Vallarta, dove sono stati raccolti tutti gli interventi e i suggerimenti degli Stati membri.
Il documento suddiviso in quattro sezioni presenta un preambolo, dove sono esplicitate le comuni sfide e responsabilità dei 193 Paesi aderenti al Patto. Seguono 10 principi guida che costituiscono le fondamenta del progetto e una terza sezione che spiega la struttura cooperativa del piano e i 22 obiettivi, declinati in impegni attuabili dagli Stati, secondo quanto previsto dalla Dichiarazione di New York del settembre 2017. Il documento termina con gli strumenti d’implementazione del patto e i meccanismi di revisione e verifica. Ora si apre la fase dei negoziati governativi che proseguirà fino a luglio 2018, mentre in settembre è programmata l’approvazione definitiva del trattato. La bozza zero è stata accolta favorevolmente dalla missione permanente della Santa Sede presso l’Onu. Il nunzio apostolico monsignor Bernardito Auza ha dichiarato che il processo avrà successo se sarà improntato sulle virtù della “prudenza” e della “generosità” e non “sulla competizione tra il diritto degli Stati a controllare i propri confini e la responsabilità di rispettare e proteggere i diritti umani”. Ha poi ricordato, riferisce ancora l’agenzia, che “l’integrazione è un processo a doppio senso, che implica diritti e doveri reciproci tra coloro che accolgono e sono chiamati a promuovere lo sviluppo umano integrale di coloro che sono accolti; e questi ultimi, a loro volta, devono conformarsi alle leggi del Paese che li ospita”. L’auspicio di Papa Francesco, precisa il nunzio, è che questo processo conduca a risultati in grado di rispondere alle sfide di “una comunità mondiale sempre più interdipendente e con un maggiore bisogno di solidarietà e assistenza reciproca”.
 
 

Papa Francesco: pazienza non è rassegnazione, è dialogare con i propri limiti

Città del Vaticano - "Chiediamo al Signore la virtù della pazienza" propria di chi è in cammino e porta sulle proprie spalle difficoltà e prove, come molti dei fratelli cristiani perseguitati in Medio Oriente. Così Papa Francesco, riferisce Vatican News, celebrando la Messa a Casa Santa Marta questa mattina.
“La vostra fede, messa alla prova, produce pazienza”. E’ quanto scrive San Giacomo Apostolo nella Prima lettura di oggi da cui il Papa sviluppa la sua riflessione.
Ma cosa significa essere pazienti nella vita e davanti alle prove? Certo non è facile capirlo, osserva il pontefice, che subito distingue la pazienza cristiana dalla "rassegnazione" e dall'atteggiamento della "sconfitta", mostrandola invece come la “virtù” di “chi è in cammino”, non di chi è “fermo” e “chiuso”: “E quando si va in cammino capitano tante cose che non sempre sono buone. A me dice tanto sulla pazienza come virtù in cammino, l’atteggiamento dei genitori quando viene un figlio ammalato o disabile, nasce così. ‘Ma grazie a Dio che è vivo!’: questi sono i pazienti. E portano tutta la vita quel figlio con amore, fino alla fine. E non è facile portare per anni e anni e anni un figlio disabile, un figlio ammalato… Ma la gioia di avere quel figlio dà loro la forza di portare avanti e questo è pazienza, non è rassegnazione: cioè, è la virtù che viene quando uno è in cammino.
Ancora, cosa può insegnarci l’etimologia della parola “pazienza”, si chiede il Papa? Il significato porta con sè il senso di responsabilità, perché il “paziente", fa notare, "non lascia la sofferenza, la porta su”, e lo fa “con gioia, letizia, ‘perfetta letizia’, dice l’apostolo”: “La pazienza significa ‘portare su’ e non affidare a un altro che porti il problema, che porti la difficoltà: ‘La porto io, questa è la mia difficoltà, è il mio problema. Mi fa soffrire? Eh, certo! Ma lo porto’. Portare su. E anche la pazienza è la sapienza di saper dialogare con il limite. Ci sono tanti limiti nella vita ma l’impaziente non li vuole, li ignora perché non sa dialogare con i limiti. C’è qualche fantasia di onnipotenza o di pigrizia, non sappiamo… Ma non sa”.
Ma la pazienza di cui parla San Giacomo, non è un "consiglio per i cristiani", precisa a questo punto Francesco. "Se guardiamo alla storia della Salvezza", nota, "possiamo vedere  “la pazienza di Dio, nostro Padre”, che ha condotto e portato avanti il suo “popolo testardo” ogni volta che “faceva un idolo e andava da una parte all’altra”. E pazienza è anche quella che il Padre ha con "ognuno di noi", “accompagnandoci” e “ aspettando i nostri tempi” . Dio che ha anche inviato suo Figlio perchè "entrasse in pazienza", "prendesse la sua missione" e si offrisse "con decisione" alla Passione: “E qui penso ai nostri fratelli perseguitati nel Medio Oriente, cacciati via per essere cristiani… E loro ci tengono di (ad) essere cristiani: sono entrati in pazienza come il Signore è entrato in pazienza. Con queste idee, forse, possiamo oggi pregare, pregare per il nostro popolo: ‘Signore, dà al tuo popolo pazienza per portare su le prove’. E anche pregare per noi. Tante volte siamo impazienti: quando una cosa non va, sgridiamo… ‘Ma, fermati un po’, pensa alla pazienza di Dio Padre, entra in pazienza come Gesù’. E’ una bella virtù la pazienza, chiediamola al Signore”.
 
 
 

Mirkoeilcane a Sanremo “Migranti? Sfido chiunque a vivere lo stesso con la propria famiglia”

Roma - “Non stiamo parlando, come spesso si fa, di chi deve gestire cosa, chi fa l'errore, perché si parte, perché si viene qua, perché dovrebbero tornare là. Qui si parla di persone che muoiono. Invito chiunque a riportare la stessa identica situazione ai propri familiari, alla cosa più vicina che si ha nella vita”. Lo ha detto Mirkoeilcane, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito al suo brano 'Stiamo tutti bene' con cui ha vinto il Premio della critica 'Mia Martini' al Festival di Sanremo e con il quale ha affrontato il dramma dei migranti.
“Ad immaginare una situazione simile, non lo farà nessuno, - ha aggiunto il cantante - ma io, per esempio, l’ho fatto e mi rendo conto che sarebbe una condizione di vita che non si potrebbe riuscire a vivere nemmeno con la fantasia”.
“Il testo – ha concluso Mirkoeilcane - è frutto della mia fantasia ma la storia è frutto di una chiacchierata fatta con una persona che questo viaggio lo ha fatto veramente e ha deciso di raccontarmelo. Mi ha fatto passare una serata molto complicata. Mi ha fatto vedere come stava seduto, mi ha spiegato quanti erano, che cosa succedeva, che cosa gli dicevano. Questo mi ha creato un disequilibrio dentro che ho potuto sfogare solo mettendomi seduto a scrivere”.
 
 
 

Mons. Galantino: “migranti non sono vergogna”

Roma – “Oggi nelle televisioni italiane ci si vergogna di mandare in onda servizi sui migranti. Siamo in campagna elettorale e sappiamo tutti che il tema dell’immigrazione è diventato in maniera vergognosa merce elettorale”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino...

Rom: in Italia il primo Istituto europeo di arte e cultura

Roma - Sarà presentato a Roma, presso la sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri, il prossimo 14 febbraio, l’istituto europeo di cultura rom, inaugurato a Berlino l’8 giugno scorso. L’iniziativa è promossa da ERIAC,  dal Consiglio d’Europa, dal Programma Internazionale Culturale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Federale Tedesca, da Open society Foundations, da Alliance for ERIAC in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziale (UNAR) e l’associazione Upre Roma. L’istituto ha l’obiettivo di “stabilire la presenza artistica e culturale di dodici milioni di rom in Europa” destinata a “mostrare la vera immagine dei rom”.
 

Bce: “limitato l’impatto dei rifugiati sul mercato del lavoro”

Francoforte – La Banca centrale europea smonta una ricorrente fake news sui migranti. Non è vero che gli stranieri hanno portato via il lavoro ai cittadini dei paesi ospiti. «La crisi dei rifugiati ha portato a un notevole aumento dei flussi di immigrazione verso la Germania, l`Italia e l`Austria, ma l`impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato» sottolinea la Bce nel Bollettino economico. Nei maggiori paesi dell`area dell`euro, prosegue il Bollettino, gli immigrati hanno un`età media inferiore e un livello di istruzione medio lievemente inferiore rispetto ai cittadini dei paesi ospiti. In tali paesi, la quota di cittadini stranieri in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) è più ampia di quella dei cittadini dei paesi stessi. Questo, precisa la Bce, suggerisce inoltre che l`aumento del numero di lavoratori più anziani all`interno della popolazione in età lavorativa sarebbe stato ancor più pronunciato senza i recenti flussi migratori.

 

Le mille facce della schiavitù moderna

Roma - Una schiavitù moderna, con mille facce e problematiche diverse. “Tratta” può infatti voler dire prostituzione, abusi sessuali, caporalato, lavoro minorile, bambini soldato, matrimoni forzati, traffico di organi. Lo schiavismo moderno non conosce confini né età. È un fenomeno globale, come dimostra l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e della Walk Free Foundation, secondo il quale nel mondo ci sono oltre quaranta milioni di schiavi a tutti gli effetti. Solo negli ultimi cinque anni 89 milioni di persone hanno subito esperienze di schiavismo, per periodi variabili da pochi giorni fino all’intero quinquennio.
Cifre scioccanti, diffuse oggi, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani che vuole mettere al centro delle agende politiche internazionali la lotta contro questa terribile piaga. Una piaga che a volte riguarda i cosiddetti “invisibili”. quelle persone, tra cui tantissimi minori non accompagnati, delle quali si perdono le tracce e che spesso cadono appunto nelle mani dei trafficanti. Questo preoccupante fenomeno ha riguardato, solo in Italia, ben dodicimila immigrati negli ultimi due anni.
La data di oggi non è casuale: l’8 febbraio del 1947 moriva a Schio, in provincia di Vicenza, Giuseppina Bakhita, religiosa sudanese, appartenente alla Congregazione delle Figlie della Carità, dichiarata santa da Giovanni Paolo II nel 2000. Rapita all’età di sette anni dai mercanti di schiavi arabi, per il trauma subito dimenticò il proprio nome e quello dei propri familiari. Venduta più volte dai mercanti di schiavi nei mercati di El Obeid e di Khartoum, Bakhita conobbe terribili umiliazioni, sofferenze fisiche e morali.
La tratta è oggi più che mai un fenomeno globale, che coinvolge tutti i paesi, ma specialmente quelli poveri. Nel 2017 per la prima volta le telecamere, quelle della Cnn, sono riuscite a immortalare un’asta di schiavi in Libia, riaccendendo i riflettori su una delle peggiori crisi del pianeta. Questi schiavi erano migranti, costretti a pagare per il viaggio in Europa.
E sempre nel 2017 un’inchiesta giornalistica della Reuters ha rivelato che le forze di sicurezza navale e la polizia di frontiera thailandesi collaborano sistematicamente con gruppi di trafficanti di uomini per vendere i profughi rohingya soccorsi in mare. Dopo l’arrivo in Thailandia, le donne sono mandate in sposa al miglior offerente, mentre gli uomini usati come manodopera gratuita nelle piantagioni o sui pescherecci.
Storie molto simili hanno luogo in America latina. Diversi rapporti internazionali denunciano che quasi due milioni di sudamericani sono costretti a lavori forzati. Secondo l’Onu, i due paesi con le percentuali più alte di schiavi sono la Repubblica Dominicana e Haiti. Il narcotraffico è una delle principali cause della tratta nella regione. (Osservatore Romano)

Tv2000-InBlu Radio compiono 20 anni

Roma - Tv2000 e InBlu Radio compiono 20 anni. Era il 1998 quando la Conferenza episcopale italiana diede vita alla prima messa in onda delle due emittenti. Oggi Tv2000, nella fascia della mattina, è la 9° rete nazionale mentre inBlu Radio è un network che raggruppa un centinaio di emittenti che diffondono il segnale in tutta Italia. “Grazie al lavoro di una squadra giovane e affiatata - sottolinea il direttore di rete, Paolo Ruffini - quel che venti anni fa poteva sembrare a qualcuno una scommessa azzardata, oggi è una realtà. È una alternativa di senso. È una tv che non ha perso la memoria, ma non ha paura di misurarsi con il proprio tempo. È una comunità di radio. È una galassia social. È un’offerta multimediale di qualità in un universo spesso senza qualità”.
Dal 9 febbraio 1998 al 13 settembre 2009 il canale televisivo si è chiamato 'Sat2000' in riferimento al fatto che trasmetteva solo via satellite, anche se alcuni programmi erano visibili in analogico grazie a degli accordi con emittenti locali. Nel giugno del 2009 viene avviato un graduale restyling al canale, terminato tre mesi dopo (settembre 2009) con la ridenominazione della rete in Tv2000. Il primo direttore (dal 1998 al 2005) è stato Emmanuele Milano, già direttore di Rai 1 e successivamente di Telemontecarlo. A seguire fino al 2014, la rete è stata diretta da Dino Boffo mentre l'informazione da Stefano De Martis. Dalla primavera del 2014 il nuovo direttore delle due emittenti è Paolo Ruffini, e il direttore dell'informazione, Lucio Brunelli. La carica di direttore generale è stata affidata a Lorenzo Serra mentre quella di amministratore delegato a Massimo Porfiri che dal 2018 riunisce le due cariche.
InBlu Radio, con qualche giorno di anticipo rispetto alla tv grazie al contributo di uno dei fondatori Franco Mugerli, il 26 gennaio 1998 iniziava a trasmettere i primi programmi con il nome ‘Blusat2000’. Era un’ agenzia radiofonica promossa dalla Cei per offrire servizi di informazione, programmi musicali e di intrattenimento alle emittenti radiofoniche presenti su tutto il territorio nazionale. Venivano ritrasmessi i radiogiornali in lingua italiana di Radio Vaticana, alcuni eventi e le celebrazioni pontificie. L’informazione, l’approfondimento, la musica, la cultura, il sociale, gli eventi del Papa sono i cardini di una radio che nel tempo si è strutturata divenendo una realtà importante nel panorama radiofonico.
Nel corso degli anni le due emittenti hanno allargato l’orizzonte anche al web con siti, App e social. Tv2000 solo nell’ultimo anno è stata vista in streaming da oltre 33 milioni di utenti unici, registrando 88 milioni di visualizzazioni su YouTube. Sono invece 255 mila i fan su Facebook e oltre 30 mila i follower su Twitter. Tra le novità la presenza dell’emittente su ‘News Republic’ e ‘Paper.li’ e sul fronte dei contenuti aggregati, innovativa l’esperienza di web storytelling del sito Tv2000 WebDoc. 
 
 

Migrazioni: da 18 associazioni cattoliche 7 proposte alla politica per una nuova “agenda”

Roma - Riforma della legge sulla cittadinanza, nuove modalità di ingresso in Italia, regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”, abrogazione del reato di clandestinità, ampliamento della rete Sprar, valorizzazione e diffusione delle buone pratiche, effettiva partecipazione alla vita democratica. Sono i sette punti del documento programmatico elaborato da 18 tra enti e associazioni cattolici impegnati a vario titolo nell’ambito delle migrazioni che, in vista delle elezioni del 4 marzo, verrà sottoposto ai candidati al Parlamento. Una sorta di “agenda” presentata oggi alla stampa presso l’Istituto Sturzo di Roma. I firmatari del testo sono Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo sviluppo (Ascs onlus), Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro missionario francescano onlus (Ordine dei Frati minori conventuali), Cnca, Comboniani, Comunità Sant’Egidio, Conferenza Istituti missionari italiani, Fcei, Federazione Salesiani per il sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù operaia cristiana (Gioc), Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi, Uisg. 
Il documento, che da oggi è possibile sottoscrivere inviando un’e-mail a agendamigrazioni@gmail.com, verrà presentato ai candidati al Parlamento.
Già fissati i primi due appuntamenti sul territorio: il 20 febbraio a Milano nella sede Acli e il 26 febbraio a Catania.
 

Migrantes: mercoledì 21 febbraio 2018 la presentazione del “Rapporto Asilo 2018”

Roma - All’interno della cornice dei suoi studi che trattano specificatamente la mobilità umana, la Fondazione Migrantes dedica, per il secondo anno consecutivo, un’analisi specifica al mondo dei richiedenti asilo facendosi guidare e interrogare dal Messaggio di papa Francesco per la 104^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (celebrata il 14 Gennaio 2018), che ha proposto quattro verbi molto significativi “Accogliere, Proteggere, Promuovere ed Integrare”.
Il Diritto d’asilo - Report 2018 prova a chiedersi quanto l’accogliere, il proteggere, il promuovere e l’integrare siano già delle esigenze attuali per i governi europei e italiani, non solo nella teoria, ma anche e soprattutto nelle pratica delle politiche che stanno realizzando, e quanto lo siano allo stesso tempo per la società civile italiana ed europea.
Si mostra l’evidenza e si dà testimonianza di alcune prassi e progettualità che già all’interno e all’esterno della Chiesa stanno andando verso una direzione non solo di accoglienza e protezione, ma anche di incontro, di conoscenza e di scambio. 
L’approfondimento del presente volume è dedicato per questo all’accoglienza in famiglia, una pratica e una progettualità che rispetto ai richiedenti asilo e rifugiati ha una storia quasi decennale in Italia, iniziata dal basso, dalla volontà e dall’intuizione di pochi, come spesso accade in questo campo. Questa forma di accoglienza ha le potenzialità per diventare molto più diffusa e per far crescere nuove possibilità di incontro e di relazione: può aumentare cioè quegli spazi di comprensione e solidarietà, invece che di chiusura e contrapposizione, di cui hanno così tanto bisogno sia il nostro paese che l’Europa.
Il volume “Il diritto d'asilo- Report 2018 Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare”  sarà presentato a Ferrara (Sala Estense, P.tta Municipale, 14) mercoledì 21 febbraio 2018 (ore 9,30-12,30). Interverranno, per i saluti istituzionali,  Mons. Giancarlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara, Michele Campanaro, Prefetto di Ferrara e Giancarlo Pallini, Questore di Ferrara.
Seguirà una Tavola rotonda sul tema “Le sfide in Italia e in Europa, l’accoglienza in famiglia e le prove di comunità interculturali” moderata da Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti alla quale interverranno Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, autori di saggi dello stesso volume mentre il Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Don Gianni De Robertis trarrà le conclusioni.
Durante il convegno sono previste anche alcune testimonianze.
 

Messina: domani veglia di preghiera contro la Tratta di persone

Messina – Domani, venerdì 9 febbraio 2018, in occasione della IV Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di persone, si terrà una Veglia di preghiera, alle ore 19, presso la parrocchia di “S. Caterina Vergine e Martire” (via Garibaldi - Messina), presieduta da mons. Cesare Di Pietro, vicario generale della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. L’evento è promosso dalle religiose dell’USMI, dai religiosi del CISM, dall’Ufficio diocesano Migrantes e dalla Caritas diocesana. La Giornata avrà come filo conduttore il tema “Migrazione senza Tratta. Si alla Libertà! No alla Schiavitù!”. In un mondo in via di rapida globalizzazione, la lotta alla tratta di esseri umani sarà efficace solo se comprenderemo i suoi legami con i diversi flussi migratori e il contesto politico e sociale internazionale in continua evoluzione in cui essi hanno luogo, si legge in una nota: “il fenomeno del traffico di migranti e della tratta di persone – un tempo ben distinti – si sovrappongono e si confondono l’uno con l’altro. Spesso un percorso iniziato come migrazione irregolare può infatti trasformarsi in sfruttamento e riduzione in schiavitù, una volta che la persona giunge nel paese di destinazione e la condizione di vulnerabilità la porta a cadere in circuiti di assoggettamento. Per questo oggi è più che mai necessario mettere in atto tutte le misure che consentano una adeguata e precoce identificazione delle vittime e che favoriscano così una pronta assistenza e protezione a persone estremamente vulnerabili”.
 

Sr. Bonetti su “Vita Pastorale”: serve “una forte presa di coscienza” sulla tratta

Roma - “Purtroppo, ci sono ancora troppe comunità diocesane, parrocchiali e congregazione religiose che non si sono lasciate coinvolgere in questa iniziativa”. A lanciare il grido d’allarme, sul numero di febbraio di “Vita Pastorale”, è suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, responsabile USMI dell’Ufficio tratta di persone, in occasione della terza Giornata mondiale contro la tratta delle persone, che si celebra oggi, 8 febbraio, memoria di santa Giuseppina Bakhita. Riferendosi al tema della Giornata di quest’anno – “Migrazione senza tratta. Sì alla libertà! No alla tratta!” – suor Bonetti fa notare come “si considerano i due fenomeni della tratta e delle migrazioni, con un’attenzione particolare alla sorte dei bambini, che sono la preda più ambita”.
La religiosa conclude con un auspicio: “Possa la Giornata ecclesiale e mondiale contro la tratta di persone coinvolgere tutte le diocesi, parrocchie, congregazioni, scuole, associazioni e mass media, affinché ne scaturisca una forte presa di coscienza nel combattere e richiedere l’abolizione di tutte le forme di schiavitù odierne, con un accento sulla schiavitù sessuale molto visibile sulle nostre strade piene di giovani, donne immigrate e sfruttate. Terribile vergogna per un Paese che si dice civile e cristiano”.
 

MSF: oggi la presentazione del Rapporto “Fuori Campo” su migranti e rifugiati in Italia

Roma – Questa mattina, alle ore 11, presso Porta Futuro in via Galvani 108, Medici Senza Frontiere (MSF) presenta la seconda edizione del rapporto “FUORI CAMPO. Insediamenti informali: marginalità sociale, ostacoli all'accesso alle cure e ai beni essenziali per migranti e rifugiati”. Con questa indagine Medici senza Frontiere accende i riflettori sui circa 10.000, tra richiedenti asilo e rifugiati in Italia, che pur essendo regolarmente presenti sul territorio italiano, si trovano al di fuori del sistema di accoglienza e vivono ai margini, in condizioni di “estrema vulnerabilità, nelle nostre città o aree rurali”. Sulla sfida quotidiana dei migranti in transito a Ventimiglia, l’organizzazione presenterà un approfondimento specifico nell’indagine "Mal di Frontiera".  Al centro delle ricerche non ci sono solo numeri, ma anche le storie dei migranti raccontate dalla macchina fotografica di Alessandro Penso, World Press Photo. Alla presentazione interverranno Gabriele Eminente, direttore generale MSF; Giuseppe De Mola, advocacy officer MSF, curatore del rapporto “Fuori Campo”; Silvia Mancini, advocacy officer MSF, curatrice del rapporto “Mal di Frontiera” e Ahmad Al Rousan, mediatore culturale MSF.
 

Italiani all’estero: oltre 4 milioni gli elettori

Roma - Il prossimo 4 marzo gli italiani residenti all’estero eleggeranno 12 deputati e 6 senatori. È poca cosa, rispetto al totale dei parlamentari, rispettivamente 630 a Montecitorio e 315 a Palazzo Madama. Nel caso di un risultato incerto, però, potrebbero fare la differenza. Ieri la Farnesina, che gestisce assieme al Viminale il voto dei nostri connazionali fuori dai confini italiani, ha comunicato i numeri relativi a questi elettori. Si deve distinguere tra chi è residente a lungo termine all’estero (che si è perciò iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero o Aire) e chi invece si trova fuori dall’Italia per un periodo breve (non inferiore, però, ai tre mesi).
Questi ultimi sono 30.848. O, più precisamente, questi sono i connazionali all’estero che hanno esercitato, entro il 31 gennaio, una specifica opzione, decidendo di non rientrare nei loro comuni italiani per votare. Londra si conferma la circoscrizione con il maggior numero di elettori temporanei (oltre 4mila) seguita da Bruxelles, Parigi, Madrid e L’Aja. Ben più consistenti sono i numeri degli italiani iscritti all’Aire: sono 4.282.990 (700mila in più rispetto al 2013).
 

Gorizia: i numeri dell’accoglienza diocesana per i richiedenti asilo

Gorizia - Dopo la chiusura della “Galleria Bombi”, rispondendo ad un invito delle Istituzioni pubbliche del territorio, la Chiesa di Gorizia si è fatta carico (a proprie spese) dell’ospitalità notturna presso la tensostruttura allestita presso l’Istituto “Contavalle” in via Garzarolli e presso la sede “Caritas” di piazza San Francesco di numerosi richiedenti asilo che non trovano accoglienza nelle strutture “in convenzione” (“San Giuseppe”, “Nazareno” e “Faidutti”). La distribuzione serale dei pasti – riferisce il settimanale diocesano “Voce Isontina” - viene curata dai volontari e si svolge da alcune settimane nei locali della parrocchia di San Rocco a Gorizia.
I dati giornalieri possono essere visionati sul sito diocesano alla pagina http://www.gorizia.chiesacattolica.it/i-dati-dellaccoglienza-deirichiedenti-asilo/