Primo Piano

Papa Francesco: digiunare con coerenza, per aiutare gli altri

Città del Vaticano - Digiunare con coerenza, non per farsi vedere, disprezzando gli altri o fra litigi e alterchi. Nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta, questa mattina, Papa Francesco ha messo in guardia dal digiuno incoerente esortando a chiederci come ci comportiamo con gli altri. E’ proprio la Prima Lettura, tratta dal Libro del profeta Isaia (Is 58,1-9a), a mettere in evidenza quale sia il digiuno che vuole il Signore: “Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo”.  Il digiuno è uno dei compiti della Quaresima, ricorda il pontefice secondo quanto riferisce Vatican News. “Se non puoi fare un digiuno totale, quello che fa sentire la fame fino alle ossa”, “fa un digiuno umile, ma vero”, chiede il Papa. E’ Isaia a mettere in evidenza tante incoerenze nella pratica della virtù: curare i propri affari, i soldi, mentre il digiuno è “un po’ spogliarsi”; angariare gli operai magari ringraziando il Signore di poter digiunare: “poveretti” – sottolinea Francesco – devono digiunare perché non hanno da mangiare “e tu li disprezzi anche”. Fare penitenza in pace: “non puoi – ammonisce – da una parte parlare con Dio e dall’altra parlare con il diavolo” perché è incorrente.
 “Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto vostro chiasso”, cioè noi digiuniamo, noi siamo cattolici, pratichiamo; io appartengo a quella associazione, noi digiuniamo sempre, facciamo penitenza. Ma digiunate con coerenza o fate la penitenza incoerentemente come dice il Signore, con rumore, perché tutti la vedano, e dicano: “Ma che persona giusta, che uomo giusto, che donna giusta …”. Questo è un trucco; è truccare la virtù”. Bisogna truccarsi ma sul serio, col sorriso, cioè per non far vedere che si sta facendo penitenza. Digiuna "per aiutare gli altri, ma sempre con il sorriso”, esorta. Il digiuno consiste anche nell’umiliarsi e questo si realizza pensando ai propri peccati e chiedendo perdono al Signore. “Ma se questo peccato che io ho fatto venisse a sapersi, venisse sui giornali, che vergogna!” - “Ecco, vergognati!”, dice il Papa invitando anche a togliere le catene inique. Io penso a tante domestiche che guadagnano il pane con il loro lavoro: umiliate, disprezzate … Mai ho potuto dimenticare una volta che andai a casa di un amico da bambino. Ho visto la mamma dare uno schiaffo alla domestica. 81 anni … Non ho dimenticato quello. “No, Padre, io non do mai uno schiaffo” – “Ma come li tratti? Come persone o come schiavi? Le paghi il giusto, le dai le vacanze, è una persona o è un animale che ti aiuta casa tua?”.
Soltanto pensate questo. Nelle nostre case, nelle nostre istituzioni, ce ne sono. Come mi comporto io con la domestica che ho in casa, con le domestiche che sono in casa?
Quindi, un altro esempio nato dalla sua esperienza personale. Parlando con un signore molto colto che sfruttava le domestiche, il Papa gli ha fatto capire che si trattava di un peccato grave perché sono “come noi, immagine di Dio” mentre lui sosteneva che era “gente inferiore”. Il digiuno che il Signore vuole – come ricorda ancora la Prima Lettura - consiste anche nel “dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti”. “Oggi - nota Francesco - si discute se diamo il tetto o no a quelli che vengono a chiederlo”. E, in conclusione, esorta a “fare penitenza”, a “sentire un po’ la fame”, a “pregare di più” durante la Quaresima e a chiedersi come ci si comporta con gli altri: Il mio digiuno arriva per aiutare gli altri? Se non arriva, è finto, è incoerente e ti porta sulla strada di una doppia vita. Faccio finta di essere cristiano, giusto … come i farisei, come i sadducei. Ma, da dentro, non lo sono. Chiede umilmente la grazia della coerenza. La coerenza. Se io non posso fare uno cosa, non la faccio. Ma non farla incoerentemente. Fare soltanto quello che io posso fare, ma con coerenza cristiana. Che il Signore ci dia questa grazia.
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Ambasciata del Canada: la sesta edizione del Premio per l’innovazione

Roma - E’ giunta alla sesta edizione l’iniziativa dell’Ambasciata del Canada in Italia: il Premio Canada-Italia per l’Innovazione. L’iniziativa,  nata nel 2013 con l’obiettivo di rafforzare i legami tra i due paesi nei campi della Scienza, Tecnologia, Innovazione e Scienze Sociali è rivolto a ricercatori, accademici, esperti, startupper e innovatori italiani interessati a sviluppare e approfondire le proprie ricerche con partner, colleghi e omologhi canadesi.
L’appello alle candidature, in questa sesta edizione, è concentrato su progetti e ricerche in ambiti prioritari per il Governo del Canada, con un focus sulle scienze sociali, sulle grandi sfide del futuro e sul tema dell’uguaglianza di genere..
Il premio consiste nel sostegno a un viaggio in Canada nel corso del quale i vincitori avranno l’opportunità di approfondire la conoscenza del team canadese partner del progetto e di sviluppare il piano d’azione della collaborazione.
Il Premio, nelle scorse edizioni, ha riscosso un notevole successo, fa sapere l’Ambasciata: sono state ricevute numerose domande, provenienti da tutta Italia e caratterizzate da un alto livello scientifico-accademico.  Questo è per il Canada “motivo d’orgoglio e incentivo a impegnarsi ancora di più nello scambio tra i due paesi nei campi delle Scienze, delle Tecnologie, dell’Innovazione e delle Scienze Sociali al fine di incentivare lo sviluppo economico e la prosperità delle nostre, reciproche società”.
La data di scadenza per presentare le domande è il 2 aprile 2018. I vincitori verranno resi noti il 15 maggio 2018. Tutte le informazioni e il bando per partecipare sono reperibili sul sito dell’Ambasciata del Canada, alla pagina seguente  http://www.canadainternational.gc.ca/italy-italie/highlights-faits/2018/innovation_2018.aspx?lang=it​
 
 

Salesiani: “M’interesso di te” a sostegno dei minori stranieri invisibili

Roma - Nel 2017 sono arrivati in Italia 13.418 minori stranieri non accompagnati (dati min. Interno - settembre 2017). Una parte di questi, una volta identificati, diventano “irreperibili” quindi non sono più rintracciabili nelle strutture in cui sono stati accolti. Minori invisibili che vivono “in precarie condizioni igieniche, con difficoltà a procurarsi cibo e vestiti e che trascorrono la notte in alloggi di fortuna”. Sono passati dai 1.754 del 2012 ai 6.561 di fine 2016 e rappresentano un quarto dei minori accolti all’interno strutture di accoglienza. A queste cifre vanno aggiunti i msna che non vengono intercettati alla frontiera o nei luoghi di sbarco.
Si tratta di circa 5000 ragazzi invisibili che gravitano attorno alle stazioni centrali delle aree metropolitane italiane e che ogni giorno rischiano di essere coinvolti in attività criminali o in circuiti di sfruttamento sessuale.
Il progetto “M’interesso di te” è stato pensato - spiega una nota dei Salesiani per il sociale - per contenere questo fenomeno, ricostruendo un rapporto di fiducia con questi ragazzi, condividendo i loro bisogni e tentando di reinserirli nel circuito di accoglienza”. Le attività, sostenute grazie al fondo beneficenza di “Intesa San Paolo”, si svolgono a Torino, Napoli e Catania nei quartieri limitrofi alle grandi stazioni. Una rete composta da educatori di strada, psicologi e volontari che garantiscono subito a ciascun ragazzo intercettato, sostegno e protezione. In una seconda fase, viene offerta loro la possibilità di seguire un corso di lingua italiana, di ricevere assistenza legale per l’iter di riconoscimento, di acquisire competenze professionali e inserirsi nel mondo del lavoro.
«Con il progetto si cercherà, secondo lo stile educativo salesiano, di valorizzare il protagonismo dei giovani, affiancandoli ma non forzandoli nell’assumere la decisione di uscire dall’anonimato, dello stare fuori dai sistemi di accoglienza e protezione dei msna» – spiega Don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale. «La scommessa da vincere è che i ragazzi decidano di rientrare nelle strutture di accoglienza, accrescano la fiducia in loro stessi e riescano ad affrontare la propria storia».
 

Enna: spari contro la canonica che ospita i profughi

Enna - Un colpo con un fucile a pallettoni contro l’associazione Don Bosco 2000 e la Chiesa locale, in campo per l’accoglienza dei migranti. È stato esploso la scorsa notte contro la casa canonica interparrocchiale che, a Pietraperzia, in provincia di Enna, il vescovo di Piazza Armerina, meno di dieci giorni fa, ha messo a disposizione di 21 persone fuggite da Paesi in guerra. È stato sparato dalla strada che costeggia l’edificio e ha perforato la finestra ed una porta interna. Nessuno è stato colpito, ma la paura è tanta, tra i migranti così come tra gli operatori.
Un gesto che rischia di gettare ombre sul buon cuore della gente che abita il paese.
«È un fatto davvero efferato, che ci sconvolge e ci ferisce - dice il vescovo, monsignor Rosario Gisana - ma non si può attribuire quanto accaduto ai cittadini: è gente eccezionale. La loro generosità e la loro apertura sono testimoniate dai loro atteggiamenti di accoglienza, di apertura, di rispetto e di immediata interazione: nei giorni scorsi tantissimi si sono messi a disposizione per attività di integrazione e hanno incontrato i giovani». «Questo gesto violento ed intimidatorio - dice Agostino Sella, presidente della Don Bosco 2000 - ci lascia senza parole ed è probabilmente frutto del clima generato da chi usa il tema della migrazione come terreno discontro politico: oggi è facile strumentalizzare l’accoglienza ». In un’assemblea pubblica con il vescovo e il sindaco, infatti, il giorno prima dell’arrivo dei giovani migranti, si era fatta sentire con forza la voce di un comitato che di accoglienza in paese proprio non voleva sentir parlare. Oggi, raccogliendo i cocci del vetro perforato dallo sparo, il presidente dell’associazione ribadisce: «Noi continuiamo nella nostra opera di accoglienza». Già ieri pomeriggio le locali associazioni sportive si sono riunite per progettare iniziative e attività di integrazione con gli ospiti della struttura.(Chiara Ippolito - Avvenire)
 

Ministero Interno: “successo” per la seconda missione umanitaria dalla Libia

Roma - Sono 73 donne, 59 uomini e 18 minori le persone giunte ieri sera all’aeroporto di Pratica di Mare. Si tratta della seconda missione umanitaria nell’ambito dell’intesa tra i Ministeri dell’Interno ed Esteri, la Conferenza Episcopale Italiana e Alto Commissariato per i Rifugiati, che ha consentito – si legge in una  nota del Viminale - l’arrivo legalmente nel nostro Paese di 150 persone in condizione di “vulnerabilità e in possesso dei requisiti per essere accolti come rifugiati”. La selezione delle persone, che hanno viaggiato con un charter noleggiato dall’Alto Commissariato per i Rifugiati, è stata fatta dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite direttamente nei centri di accoglienza libici e successivamente identificate ed autorizzate dall’Ambasciata italiana a Tripoli. I rifugiati – scrive il Viminale -  hanno “vissuto a lungo in difficili condizioni di detenzione e sono di nazionalità eritrea, somala, etiope e sud sudanese”. Da oggi sono accolte in centri messi a disposizione dalla CEI “confermando una politica di accoglienza attraverso canali legali di coloro che sono in effettivo stato di bisogno”.
 

Card. Betori: deficit culturale alla radice delle attuali xenofobie

Firenze – “Alla radice degli attuali fenomeni di xenofobia verso profughi e migranti c’è un deficit culturale e una spinta a far prevalere in ogni contesto le ragioni della divisione su quelle del confronto e del dialogo, i diritti dell’individuo sulle esigenze delle relazioni e la crescita comunitaria”. A dirloo, questa mattina a Firenze il card. Giuseppe Betori consegnando al sindaco della città Dario Nardella il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace che si è celebrata lo scorso 1 gennaio.
Il porporato, riferisce l’Ansa, parlando degli strumenti di sostegno allo sviluppo umano dei migranti e dei rifugiati, ha sottolineato “l’importanza di assicurare ai bambini e ai giovani l’accesso a tutti i livelli di istruzione: in questo modo essi non solo potranno coltivare e mettere a frutto le proprie capacità , ma saranno anche maggiormente in grado di andare incontro agli altri, coltivando uno spirito di dialogo anziché di chiusura o di scontro. La Bibbia insegna che Dio ‘ama lo straniero e gli dà  pane e vestito’”. Secondo Betori le parole del Pontefice “mettono in evidenza quanto sia inadeguata la distinzione che spesso si fa nel dibattito pubblico, ma anche nelle legislazioni, tra quanti sono costretti a lasciare il proprio paese a causa di guerre e persecuzioni e quanti invece lo lasciano a motivo di condizioni economiche di povertà , la prima causa capace di aprire le porte alla condizione di rifugiato per motivi umanitari e la seconda invece tale da ricacciare nelle condizioni disumane da cui si proviene”. In entrambi i casi è in gioco la dignità  della persona umana.
 

Persone scomparse: incide l’immigrazione

Roma - Un fenomeno in crescita quello delle persone scomparse. Sono 52.990 dal 1974 al 31 dicembre 2017 (9.380 sono italiani e 43.610 stranieri). È quanto emerge dalla XVIII relazione semestrale presentata a Roma al Viminale dal sottosegretario all’Interno Domenico Manzione e dal Commissario straordinario per le persone scomparse uscente Vittorio Piscitelli. Presente anche il nuovo Commissario straordinario Mario Papa.
«E’ un dato strutturale in crescita perché legato, nel nostro paese, al dramma dell'immigrazione» ha sottolineato il sottosegretario ricordando che l’ufficio del Commissario straordinario, istituito il 31 luglio 2007, è un modello italiano che opera anche sul fronte internazionale.
In questi dieci anni di attività della struttura, ha spiegato il Commissario, lo sforzo più grande è stato quello di stimolare la consapevolezza nelle istituzioni, nelle prefetture e Forze dell’ordine della necessità di occuparsi” del problema degli scomparsi non solo come dato ma innanzitutto come “fattore umano”. Soddisfacenti i risultati, concretizzati nell’emanazione, nel novembre del 2012, della legge 203, con il consolidamento dei piani provinciali delle prefetture, grazie ai quali sono state rintracciate il 70% delle persone scomparse.
Tra le buone pratiche anche a livello internazionale c’è il Registro nazionale dei cadaveri non identificati (RI.SC). Il sistema, al quale si è ispirato anche il Messico, permette un confronto incrociato tra schede ante mortem, compilate dalle Forze dell’ordine sulla base della denuncia di scomparsa e quelle post mortem, redatte dai consulenti tecnici e medici legali che effettuano l’autopsia sui corpi rinvenuti. Dall'inizio dell'anno 562 persone scomparse si aggiungono al totale di 52.990 ancora da ritrovare in Italia. Il dato inquadra il fenomeno dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2017 e testimonia, nonostante i 158.229  ritrovamenti, un fenomeno in aumento anche per l'incidenza dei flussi migratori, con le tante persone straniere che vengono in Italia di passaggio verso altre destinazioni. Se scomposto in base a fattori come nazionalità, età e genere, il dato, spiega la relazione, mostra che le persone scomparse sono nella maggior parte dei casi non italiane (82% stranieri, 8719 scomparsi in più nel 2017 rispetto al 2016, rispetto al 18% di italiani); soprattutto minorenni (72%, 7.986 in più nel 2017, solo il 3% sono over 65); in prevalenza uomini (77%, più 7.913 nel 2017 a fronte del 23% di donne, più 1.412). Tra i minori il 94% sono stranieri non accompagnati, (più 7.748 nel 2017 rispetto al 2016), "solo" il 6% sono italiani. L'esiguo 3% degli scomparsi dai 65 anni in su evidenzia invece che si tratta di una categoria fragile, quasi sempre persone con alzheimer o patologie neurodegenerative.
Per quanto riguarda il rapporto tra denunce (in aumento) e ritrovamenti, mentre per i cittadini italiani rimane stabile intorno al 92%, per quelli stranieri la forbice si allarga, con 100.922 scomparsi nel 2017 a fronte dei 57.312 ritrovati. A livello territoriale, è la Sicilia ad avere il primato di persone scomparse non ancora ritrovate (14.238), dato correlato ai flussi migratori che arrivano con gli sbarchi. I flussi migratori via Mediterraneo incidono anche sui dati relativi ai cadaveri non identificati. A fronte degli 863 censiti sul territorio nazionale al 31 dicembre 2017 sono 1.637 quelli raccolti dal mare, ma il dato è in aggiornamento in relazione allo sviluppo delle attività di riconoscimento ancora in corso, si legge sul sito del ministero degli Interni.
 

Centro Astalli: evacuazione e vie legali siano sistematiche

Roma - Il Centro Astalli esprime “cordoglio” per le vittime dell’ incidente stradale in Libia, nella zona di Bani Walid, 230 chilometri a sudest della capitale Tripoli (almeno 19 i morti) e “ribadisce l’urgenza di attivare stabilmente vie legali d’accesso per i migranti che, attraversando la Libia prima e cercando di attraversare il Mediterraneo poi, rischiano la vita, alimentando il traffico di esseri umani”. Il Centro Astalli accoglie “con soddisfazione” la notizia di una seconda evacuazione umanitaria dalla Libia: 150 migranti subsahariani, in maggioranza eritrei e quasi la metà donne, in una operazione condotta dal governo italiano e dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati insieme alla CEI. Secondo P. Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli  è “importante ribadire l’urgenza di trasformare questo tipo di operazioni in azioni sistematiche per porre fine al trattamento disumano e degradante che tanti migranti ci raccontano di subire nei centri di detenzione in Libia. Al contempo è prioritario stabilire vie d’ingresso legali in Europa che evitino a tanti migranti di morire di viaggio, non avendo alternative ai trafficanti”.
 
 

Premio alla nascita: adesso l’Inps lo riconosce a tutte le donne straniere

Roma - Tutte le mamme straniere con qualsiasi permesso di soggiorno hanno diritto al premio alla nascita, varato con la legge di stabilità del 2016. L’Inps finora aveva erogato il contributo di 800 euro solo alle madri italiane, a quelle comunitarie e a quelle con il permesso di soggiorno di lungo periodo. "Le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte saranno oggetto di riesame", scrive ora l’ente previdenziale in una circolare di qualche giorno fa (la circolare n. 661 del 13 febbraio 2018). Il riesame della domanda sarà effettuato – scrive l’Inps -  su istanza della richiedente da presentarsi alla Struttura territoriale competente utilizzando l’apposito modello predisposto dall’Istituto. La struttura “territorialmente competente” valuterà la sussistenza dei requisiti “sia con riferimento alla regolare presenza in Italia sia con riferimento agli altri requisiti giuridico-fattuali richiesti dalla legge”. Il Tribunale di Bergamo (il 30 novembre 2017) e quello di Milano (il 13 dicembre scorso) avevano dato ragione ad alcune donne straniere che si erano viste respinte la domanda inoltrata all'Inps. (R.I.)
 

Libia: si ribalta camion stracolmo di profughi

Milano - Almeno 19 migranti, tra cui un bambino, sono morti ed almeno altri 49 sono rimasti feriti (tra cui 10 bambini) in un incidente stradale, accaduto ieri mattina in Libia, a Bani Walid, 230 chilometri a sudest di Tripoli. Lo ha precisato l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Le vittime erano a bordo di un camion che trasportava circa 300 migranti provenienti soprattutto dall’Eritrea e dalla Somalia e diretti verso la costa del Paese per attraversare illegalmente il Mediterraneo alla volta dell’Italia. Non si conosce ancora la dinamica della tragedia.
 

Migranti: ieri sera 150 persone arrivate in sicurezza dalla Libia

Roma - Sono arrivati ieri sera dalla Libia altri 150 profughi. Un aereo li ha portati a Pratica di Mare, dove ad attenderli c’erano rappresentati della Caritas Italiana  insieme a rappresentati del Governo italiano e delle Nazioni Unite. Seconda evacuzione umanitaria in meno di due mesi dalla Libia nel quadro degli accordi tra Conferenza episcopale italiana e Governo per l’apertura di canali sicuri di ingresso. “Tanti giovani e bambini hanno potuto assaporare la libertà dopo mesi o anni di torture ed ingiustizie subite lungo le rotte migratorie. L’Italia sta dimostrando al mondo intero che le vie legali e sicure sono possibili e praticabili, soprattutto quando sono il frutto di uno sforzo congiunto tra istituzioni e organismi nazionali e internazionali”, si legge in una nota.
La Caritas Italiana ha chiesto al Ministero degli Esteri l’emissione dei visti di ingresso per queste 150 persone. I visti sono stati prontamente rilasciati così da poter dare il via all’operazione. “Un ringraziamento va, dunque, alla Farnesina, al Ministero dell’Interno e all’Unhcr che hanno assicurato il buon esito dell’evacuazione. Il prezioso supporto logistico di Caritas di Roma ed il qualificato lavoro degli operatori delle Caritas diocesane di Aversa, Benevento e Palestrina, hanno permesso a Caritas Italiana di svolgere tutte le attività collegate alle operazioni di sbarco”. Da oggi i profughi sono attesi in diverse città italiane. (R.Iaria)
 
 

Migranti: tre morti in un naufragio in Turchia

Roma – Almeno tre morti dopo il naufragio di un gommone sul fiume Evros (Merin in turco), che segna il confine con la Grecia. Sono infatti tre i corpi recuperati: 2 sono bambini, non ancora identificati ma di età  stimata in circa 4 e 12 anni, e una insegnante di 37 anni di nazionalità  turca. A dirlo oggi è stata la protezione civile di Ankara.

Scalabriniane: attacchi razzisti contro migranti venezuelani in Brasile

Roma - “Gli attacchi razzisti contro i migranti venezuelani a Roraima, in Brasile, impongono un'attenzione particolare da parte delle istituzioni e della comunità internazionale. Ogni frontiera del mondo, infatti, si sta trasformando in una delicato luogo dove invece del confronto e dell'accoglienza l'odio interetnico vuol essere padrone”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie Scalabriniane, Congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa di accoglienza ai migranti. “Lo scorso 8 febbraio un incendio doloso ha colpito una famiglia di venezuelani, tra cui un bimbo di 4 anni – ha aggiunto – sembra un simile fatto di cronaca avvenuto qualche giorno prima a Boa Vista. Negli ultimi mesi molte famiglie venezuelane stanno cercando di fuggire da una dura crisi politica, economica ed umanitaria. La risposta delle istituzioni brasiliane non è ancora sufficiente e si stanno generando timori senza fondamento nella comunità di Roraima, la città di confine dove vengono a chiedere aiuto. C'è bisogno di interventi coordinati legati all'integrazione e all'analisi delle maggiori vulnerabilità, oltre che ad accogliere l’esortazione di papa Francesco a non avere paura, ad aprirci verso l’altro, affinando lo sguardo che mi fa vedere l’altro non come invasore, ma come persona”. Diverse comunità (da quelle accademiche, alle Caritas, alle attività pastorali) hanno firmato un documento dove ripudiano questi atti xenofobi. Tra loro, l’Istituto di migrazione e diritti umani, delle suore scalabriniane con sede a Brasilia.
 

Reggio Emilia-Guastalla: messa missionaria con don Giovanni de Robertis

Reggio Emilia - Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, Papa Francesco ha invitato i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. In particolare la giornata sarà dedicata alle popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Sono previste varie iniziative in tutte le diocesi italiane. Nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla giovedì 22 febbraio alle ore 21 santa Messa missionaria in San Girolamo (Reggio Emilia) presieduta da don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes mentre il giorno successivo la diocesi invita tutti al digiuno e alla preghiera e le parrocchie a organizzare momenti di preghiera comunitari. In serata, alle 19, a Reggio Emilia in Santo Stefano, la Veglia di preghiera ecumenica.
 

Migrantes Modena-Nonantola aderisce all’Agenda Migrazioni proposta da 18 associazioni cattoliche

Modena - L'ufficio Migrantes della diocesi  di Modena-Nonantola  “condivide” le proposte di alcune associazioni cattoliche in tema di migrazioni e rivolge “un appello ai candidati alle elezioni politiche che si presentano a Modena”. Sette i punti del documento programmatico  elaborato dai 18 tra enti e associazioni cattolici impegnati a vario titolo nell’ambito delle migrazioni che, in vista delle elezioni del 4 marzo, è sottoposto ai candidati al Parlamento: riforma della legge sulla cittadinanza, nuove modalità di ingresso in Italia, regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”, abrogazione del reato di clandestinità, ampliamento della rete Sprar, valorizzazione e diffusione delle buone pratiche, effettiva partecipazione alla vita democratica”. I firmatari del testo sono: Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo sviluppo (Ascs onlus), Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro missionario francescano onlus (Ordine dei Frati minori conventuali), Cnca, Comboniani, Comunità Sant’Egidio, Conferenza Istituti missionari italiani, Fcei, Federazione Salesiani per il sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù operaia cristiana (Gioc), Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Pax Christi, Uisg. Il documento verrà presentato ai candidati al Parlamento, dopo la presentazione di Roma, il 20 febbraio a Milano nella sede Acli e il 26 febbraio a Catania.
 

Milano: da oggi la festa dei clown

Milano - Maschere, carri allegorici, circo di strada e non solo. Il Carnevale ambrosiano e il Milano Clown Festival vanno di nuovo a braccetto: da oggi a sabato, in 23 tra piazze e vie della città, si svolgeranno 142 appuntamenti, tutti a ingresso libero che coinvolgeranno 80 artisti di nove Paesi da tutto il mondo, ma anche tanti singoli cittadini milanesi. Si tratta di spettacoli, eventi, concerti proiezioni, presentazioni di libri e incontri dedicati ai bambini. Il tema della manifestazione, giunta alla sua 13esima edizione, è La corda seria-la corda pazza: anche quest’anno l’ideatore e direttore del festival, Maurizio Accattato, insieme ai suoi Pic ( Pronto intervento Clown) saranno presenti nelle strade di Milano per dare ai passanti un abbraccio, uno sguardo benevolo, un sorriso sincero e per fare qualche acrobazia.
Si incomincia oggi alle 11 nella Casa della Carità con uno show per gli ospiti della struttura e per i più piccoli all’insegna del ' Very very social- day'. Alle ore 14 partirà la parata in via Padova ( perché si vuole portare la gioia soprattutto nelle periferie) con gli artisti e il Pic Bus, l’autobus bianco lungo dodici metri alla testa del corteo che raggiungerà l’Ospedale dei bambini Buzzi, dove la Compagnia spagnola Siclown porterà il suo spettacolo, per la gioia dei piccoli pazienti nei reparti. Tra i luoghi della festa, dove saranno allestiti tendoni e banchetti, anche i Giardini Mendel in viale Restelli (di fronte al Palazzo della Regione), piazza Duomo, il cavalcavia Bussa, piazza Minniti, il nuovo Teatro del Buratto-Munari in zona Maciachini, il Teatro Sassetti, l’Isola Pepe Verde, l’Osteria al 9, Pub 24, Zona Kappa, Sacro Volto, il sagrato di Santa Maria della Fontana, Nordest Caffé e l’asilo La Giocomotiva.
Da domani a sabato le compagnie in concorso si esibiranno per aggiudicarsi i tre premi del festival: il premio della Giuria (che quest’anno sarà composta da alcuni esponenti dei teatri milanesi), il premio Giuria dei Bambini Don Eugenio Bussa, intitolato all’indimenticato educatore del quartiere Isola, e infine il premio del Pubblico, consegnato allo spettacolo più apprezzato dagli spettatori. Tra gli artisti, la compagnia belga di clown-street performers Duo Abbraccio, gli spagnoli di AsSircopatas, Kicirke e Siclown, il duo serbo Alice in Wonderland, gli acrobati con strutture aeree Elabö dalla Germania con un gioco di scacchi gigante tra terra e cielo, e gli italiani Duo Edera con le loro evoluzioni sulle corde. (Fulvio Fulvi – Avvenire)
 
 

Straniero senza biglietto, una bufala

Roma - La bufala stavolta prende il Frecciarossa. Ieri ha spopolato su Facebook la foto di un migrante, seduto in uno scompartimento ferroviario di fronte a una capotreno col biglietto in mano, e come didascalia un’accusa sommaria: quest’immigrato ha un bel telefonino però non ha pagato, «ci prendono per il... e noi li tolleriamo».
Basta un post, inviato da un pendolare che viaggiava sullo stesso convoglio Roma- Milano, per scatenare il prevedibile putiferio: 120.000 «mi piace» in pochissimo tempo e oltre 75mila commenti, molti dei quali violenti. Solo che... era tutto falso; da opportune e dirette verifiche, infatti, si è appreso che il giovane al centro della vicenda era provvisto di regolare documento di viaggio e aveva semmai soltanto sbagliato posto.
«Effettivamente il ragazzo ha mostrato in un primo momento un biglietto per una tratta diversa – ha spiegato Trenitalia – e non è stato in grado di comunicare in italiano né con un inglese piuttosto stentato». Però in seguito «il passeggero ha estratto il biglietto corretto e valido proprio per quella tratta: un ticket di tariffa standard. Semplicemente, aveva sbagliato posto. Chiarito il malinteso, è stato regolarmente accompagnato nella carrozza e nel sedile corrispondente al suo biglietto». Ma anche la fake news ha continuato il viaggio...
 

590mila micro-imprese degli stranieri in Italia

Milano - Ventimila attività avviate in un anno, con un ritmo di crescita cinque volte superiore alla media. Gli immigrati rappresentano ormai una buona fetta della piccola imprenditoria italiana, il 9,6%. Le loro imprese hanno toccato quota 590mila: nel corso del 2017 il loro numero è cresciuto del 3,4% (il 42% dell’intero saldo annuale delle imprese), contro lo 0,75% fatto registrare dalle realtà italiane.
In alcune regioni - come Toscana, Veneto, Liguria, Marche - senza il contributo di questa componente, il saldo del 2017 sarebbe stato negativo. In Piemonte e in Emilia-Romagna l’apporto dell’imprenditoria straniera ha invece attenuato la forte contrazione di quella autoctona, pur non riuscendo a ribaltare il segno negativo del saldo complessivo. L’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio testimonia una grande vitalità delle imprese guidate da persone nate all’estero. In Italia ci sono 5 milioni di immigrati residenti: le nazionalità più rappresentate sono la Romania (23%) seguita da Albania e Marocco rispettivamente con l’8,9% e l’8,3%. Quasi la metà di loro ha un’occupazione: il 47,8% per l’esattezza vale a dire 2,4 milioni di persone. I dati della Fondazione Leone Moressa evidenziano un paradosso tutto italiano: il tasso di occupazione è maggiore tra gli stranieri (59,5%) rispetto agli italiani (57%) nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Gli stranieri occupano prevalentemente posizioni non qualificate. Il valore aggiunto del loro lavoro rappresenta l’8,9% del Pil italiano con una particolare incidenza (circa il 17%) nell’ambito della ristorazione e degli alberghi, dell’agricoltura e delle costruzioni. I contribuenti nati all’estero sono 3,5 milioni e versano 7,2 miliardi di Irpef e 11,5 miliardi di contributi l’anno.
Alla luce di questi dati statistici l’indagine di Unioncamere conferma che le imprese di stranieri sono presenti nel commercio al dettaglio (circa 162mila imprese, il 19% di tutte le aziende del settore), nei lavori di costruzione specializzati (109mila, il 21% del totale) e nei servizi di ristorazione (poco più di 43mila unità, pari all’11% dell’intero comparto). In termini relativi, però, l’attività a maggior concentrazione di imprese di stranieri è quella delle telecomunicazioni dove le 3.627 aziende a guida straniera rappresentano il 33,6% degli operatori del settore. A breve distanza segue la confezione di articoli di abbigliamento, in cui le 16.141 realtà guidate da stranieri pesano per il 30% sul totale del comparto. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori stranieri è storicamente la Lombardia con 114mila unità, seguita a lunga distanza dal Lazio (77mila) e dalla Toscana (55mila). Guardando alla dinamica del 2017, l’area a maggior tasso di crescita delle iniziative di stranieri è stata la Campania (6,1%) seguita dalle Marche (4,5%). La provincia 'regina' per concentrazione di imprenditoria straniera resta saldamente Prato, dove il 27,8% delle imprese è a guida straniera. A oltre dieci punti di distanza seguono Trieste (16%) e Firenze (15,8%).
Tra i paesi di provenienza degli imprenditori stranieri (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare), quello più rappresentato è il Marocco, con 68.259 imprese individuali esistenti alla fine dello scorso anno. Sul podio la Cina (52.075 imprese) e la Romania (con 49.317). Dall’analisi sul territorio emerge infine che alcune nazionalità hanno eletto delle vere e proprie “patrie” imprenditoriali in alcune province: è il caso dell’Egitto che concentra in provincia di Milano quasi la metà di tutte le sue imprese in Italia o della comunità cinese che nel capoluogo lombardo ha l’11% delle sue attività, o del Bangladesh che ha il suo quartier generale a Roma. Nella capitale si trova la comunità imprenditoriale rumena più estesa. A Napoli ha sede quasi il 20% della comunità imprenditoriale pachistana. (Cinzia Arena )
 
 

L’emigrazione nei libri di scuola

Roma - Esce in questi giorni il volume “L’emigrazione nei libri di scuola per l’Italia e per gli italiani all’estero. Ideologie, pedagogie, rappresentazioni, cronache editoriali” edito da Tau per la collana realizzata insieme alla Fondazione Migrantes. Si tratta della prima storia dell’emigrazione italiana raccontata attraverso i libri di scuola con oltre 300 illustrazioni a colori e in bianco e nero. Uno studio sulla produzione scolastica destinata alle scuole italiane all’estero, rivolta ai discendenti italiani che nei vari paesi d’elezione frequentavano le scuole italiane, governative e private. Questo studio, grazie all’intreccio tra fonti a stampa e fonti archivistiche, recupera dall’oblio tale produzione e per la prima volta ne offre una trattazione ampia e approfondita.
 

A Ferrara “Mareplurale”

Ferrara – “MarePlurale” è il nome del fotomosaico composto da 4624 fotografie, che verrà esposto al pubblico nel Salone d’Onore del Palazzo Municipale di Ferrara dal 19 al 26 febbraio.
Il progetto, ideato e coordinato dal fotografo Elio Germani, è il risultato di un laboratorio fotografico partecipato che vede protagonisti come fotografi gli/le ospiti delle strutture d’accoglienza a Trieste, vale a dire ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà e Caritas, tra settembre 2016 e gennaio 2017, grazie anche alla collaborazione con il Trieste Film Festival di Alpe Adria Cinema.
Insomma, un’opera collettiva che è al tempo stesso un omaggio all’origine multietnica di Trieste e alle vittime delle traversate nel Mediterraneo.
Si tratta di un progetto collettivo che ha permesso di creare interazioni tra nuovi arrivati, residenti, turisti e semplici passanti, recuperando così lo spirito storicamente aperto e cosmopolita della città protagonista.