Primo Piano

Papa Francesco: senza amore e servizio la Chiesa non va avanti

Città del Vaticano - Gesù con l'Eucaristia ci insegna l’amore, con la lavanda dei piedi ci insegna il servizio, e ci dice che un servo non è mai più grande di quello che lo invia, del padrone. Queste tre cose sono il fondamento della Chiesa. Così Papa Francesco, riferisce Vatican News, nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando il Vangelo del giorno, nel quale Giovanni riporta le parole di Gesù dopo la lavanda dei piedi.

Nell’Ultima Cena Gesù si congeda dai discepoli, spiega il Papa, con un discorso lungo e bello, riportato da Giovanni e “fa due gesti che sono istituzioni”. Due gesti per i discepoli e per la Chiesa che verrà,  “che sono il fondamento, per così dire, della sua dottrina”. Gesù “dà da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue”, cioè istituisce l’Eucaristia, e fa la lavanda dei piedi. “Da questi gesti nascono i due comandamenti – spiega Francesco - che faranno crescere la Chiesa se noi siamo fedeli”.

Il primo è il comandamento dell’amore: non più solo “amare il prossimo come me stesso” ma un passo in più: “amare il prossimo come io vi ho amato”.

“L’amore senza limiti. Senza questo, la Chiesa non va avanti, la Chiesa non respira”: “Senza l’amore, non cresce, si trasforma in una istituzione vuota, di apparenze, di gesti senza fecondità. Andare nel suo corpo: Gesù dice come noi dobbiamo amare, fino alla fine”.

Amatevi come io vi ho amato e poi il secondo nuovo comandamento, chiarisce papa Francesco, che nasce dalla lavanda dei piedi: “servite gli uni gli altri”. Lavatevi i piedi gli uni agli altri, come io ho lavato a voi i piedi. Due nuovi comandamenti e un’avvertenza: “voi potete servire, ma inviati da me, mandati da me. Voi non siete più grandi di me”. Gesù chiarisce infatti: “un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato”. Questa è l’umiltà semplice e vera, non “l’umiltà finta”: “La consapevolezza che Lui è più grande di tutti noi, e noi siamo servi, e non possiamo oltrepassare Gesù, non possiamo usare Gesù. Lui è il Signore, non noi. Questo è il testamento del Signore. Si dà da mangiare e bere, e ci dice: amatevi così. Lava i piedi, e ci dice: servitevi così, ma state attenti, un servo mai è più grande di quello che lo invia, del padrone. Sono parole e gesti contundenti: è il fondamento della Chiesa. Se noi andiamo avanti con queste tre cose, non sbaglieremo mai”.

I martiri e tanti santi, prosegue il Pontefice, sono andati avanti così: “con questa consapevolezza di essere servi”. E poi Gesù inserisce con un’altra avvertenza: “Io conosco quelli che ho scelto” e dice: “Ma so che uno di voi mi tradirà”. Per questo Papa Francesco conclude consigliando a tutti, in un momento di silenzio, di lasciarsi guardare dal Signore: “È lasciare che lo sguardo di Gesù entri in me. Sentiremo tante cose: sentiremo amore, sentiremo forse nulla… saremo bloccati lì, sentiremo vergogna. Ma lasciare sempre che lo sguardo di Gesù venga. Lo stesso sguardo con il quale guardava a cena, quella sera, i suoi. Signore tu conosci, tu sai tutto”.

Come Pietro a Tiberiade: “Tu conosci, tu sai tutto. Tu sai che ti amo, sai cosa c’è dentro il mio cuore”. Amore fino alla fine, è il congedo del Papa, servizio, “e usiamo una parola un po’ militare ma che ci serve: subordinazione, cioè Lui è il più grande, io sono il servo, nessuno può passargli davanti”.

 

Unhcr: ampliare opportunità lavoro per rifugiati

Ginevra - Ampliare le opportunità di occupazione per i rifugiati è l’obiettivo del “piano di azione innovativo” lanciato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd). Si tratta dell’indicazione di un cammino da seguire per “assicurare che il potenziale economico dei rifugiati venga utilizzato al meglio, contribuendo alla loro inclusione sociale e offrendo una situazione vantaggiosa per tutti: per i rifugiati, per i datori di lavoro, e per le comunità ospitanti”, ha affermato Volker Türk, dell’Alto commissariato Onu.
Oltre all’impegno per far coincidere competenze e bisogni dei datori di lavoro, si prevede formazione in tema di diritti lavorativi dei rifugiati e di certezze legali sulla durata del soggiorno dei lavoratori rifugiati; l’elaborazione di un modello di impiego sostenibile per i rifugiati stessi, che contempli l’opportunità di una preparazione nel luogo di lavoro per l’inclusione. (OR)
 

Unaie: riunito il consiglio direttivo

Roma - Si è svolto, nei giorni scorsi, sotto la presidenza di Ilaria Del Bianco, il Direttivo dell’Unaie (Unione Nazionale Associazioni di Immigrati ed Emigranti) per l’esame di un nutrito ordine del giorno. Durante l’incontro Luigi Papais ha relazionato sui lavori e le attività svolte dal FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani nel Mondo), che ha recentemente approvato i bilanci 2017-2018 e nominato il nuovo portavoce nella persona di Rino Giuliani.
Per quanto riguarda l’Unaie, una volta che sarà formato il nuovo Governo, sono previsti una serie di incontri con le istituzioni e i neo eletti parlamentari. L’Unaie, spiega una nota, si attiverà per il lavoro delle Commissioni interne, con particolare riferimento a un concorso per le scuole affidato alla presidente del Circolo Abruzzesi di Belluno, Lia Di Menco.
 

Papa Francesco: il 7 luglio a Bari per una giornata di preghiera per il Medio Oriente

Città del Vaticano -  Il prossimo 7 luglio Papa Francesco sarà a Bari, finestra sull’Oriente che custodisce le Reliquie di San Nicola, per una giornata di riflessione e preghiera sulla situazione drammatica del Medio Oriente che affligge “tanti fratelli e sorelle nella fede”. A tale incontro ecumenico per la pace – spiega il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede dando l’annuncio – “Egli intende invitare i Capi di Chiese e Comunità cristiane di quella regione. Fin da ora Papa Francesco esorta a preparare questo evento con la preghiera”.
 

Migrantes: concluso il convegno degli operatori impegnati nella pastorale con rom e sinti

Migrantes: concluso il convegno degli operatori impegnati nella pastorale con rom e sinti

Frascati - Con una celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo ausiliare di Roma e segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei, mons. Paolo Lojudice e arricchiti da canti della tradizione di rom e sinti, si è concluso a Frascati (Roma) l’incontro degli operatori Migrantes impegnati nella pastorale con i rom e i sinti. Il presule, nel suo intervento prima delle conclusioni, ha ribadito - partendo dal primo incontro di un pontefice con questo popolo, Paolo VI nel 1965 a Pomezia -  che l’impegno della Chiesa è quello di “superare i pregiudizi accogliendo le persone rom e sinte come porzione del popolo di Dio” .Il presule, dopo aver ricordato i vari incontri di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco con i rom - ha parlato anche della sua esperienza pastorale accanto a queste persone sia da parroco che da direttore spirituale al Seminario Maggiore di Roma. Un esperienza “forte”, quest’ultima, che ha coinvolto alcuni seminaristi in attività pastorali nei campi rom di Roma conoscendo quindi la realtà  e che ha portato alla formazione, anche, di un coordinamento pastorale diocesano, con il contributo della Migrantes locale e che conta circa 40 volontari presenti con diverse attività nei campi rom della città “per aiutarli nella loro vita quotidiana” e accompagnarli nell’esperienza di fede. Avvicinarsi a questo mondo vuol dire anche aiutarli a “riappropriarsi della loro identità ma anche relazionarsi all’esterno”, ha sottolineato.

E concludendo i lavori – apertisi con un saluto del presidente della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora – il direttore generale dell’organismo pastorale della Cei, don Gianni de Robertis ha evidenziato  l’urgenza di una maggiore presenza  della Chiesa nella pastorale con i rom e i sinti. Una Chiesa “tra le genti” impegnata nella difesa della dignità umana di ognuno e nella valorizzazione di ogni uomo e donna”.  

Nella prima giornata di incontro diverse esperienze: dalle piccole sorelle di Gesù, alla Comunità di Sant’Egidio, alla scuola con i rom “A scuola con Ceferino” a Cagliari, finanziata anche dalla Fondazione Migrantes. Dedicata al primo beato nomade la scuola prevede quattro ore settimanali di lavoro individualizzato e finalizzato al recupero delle competenze di base di quindici bambini della scuola primaria nel tentativo di “ridurre, almeno in parte, le differenze” con gli altri alunni in ingresso nella Scuola Secondaria. “E’ un lavoro – hanno spiegato gli operatori – in rete, dove dialogo, confronto e conoscenza stanno creando ponti tra noi, le istituzioni e le famiglie del campo”. “Vivere insieme riconoscendo la diversità dell’altro – dice  sr. Angela Gabriella di Gesù impegnata in questa pastorale sin dal 1987 – resta una sfida”: lo stare con i Rom e si Sinti è “stimolo ad approfondire la mia vita di fede e nutre la mia preghiera. La Parola di Dio letta, ascoltata, pregata, con i piedi al campo, assume un gusto e una consistenza particolare”. “Essere loro vicini, camminare con loro, ascoltarli”, ha sottolineato Susanna Placidi della Comunità di Sant’Egidio. Molte anche le testimonianze di coloro che da oltre 40 anni vivono o hanno vissuto tra i rom portando la loro esperienza: "in mezzo a loro c'è la Chiesa", ha detto mons. Piero Gabella, già direttore dell'Ufficio per la pastorale dei rom e sinti della Fondazione Migrantes.

8Xmille: la mappa delle opere della Chiesa Cattolica

Roma - Il primo passo per scoprire le opere della Chiesa italiana nel territorio in cui viviamo è la Mappa 8xmille. È online (sui siti web www.sovvenire.it e www.8xmille.it) con circa 16 mila realizzazioni finora inserite, in continuo aggiornamento, e tuttavia ben lontane ancora dal coprire tutti gli interventi finora resi possibili dai fedeli attraverso la quota dell’Irpef. È l’Italia dell’8xmille vista da vicino, con dettaglio per comune, provincia, diocesi e regione. Un’operazione trasparenza in tempo reale, che 'geolocalizza' la solidarietà: le mense per i poveri e le case famiglia, le opere dei sacerdoti e i restauri di chiese e santuari che tramandano fede e cultura, gli oratori e i progetti per gli anziani. E ancora le fondazioni ecclesiali anti-usura, il riutilizzo nelle diocesi per il bene comune dei beni confiscati ai clan mafiosi, fino alla formazione dei catechisti e ai seminari. Ogni opera è segnalata con il dettaglio dei fondi, oltre che eventuali approfondimenti foto e video. Sullo sfondo la rendicontazione annuale, a partire dalle tre grandi voci di impiego: culto e pastorale (361 milioni di euro nel 2017), sostentamento dei sacerdoti (350 milioni) e progetti caritativi in Italia e nel Terzo mondo (275 milioni). Il primo ambito comprende anche i fondi per le nuove chiese e gli spazi parrocchiali, per la tutela dei beni artistici e per la pastorale giovanile. Tra gli interventi caritativi, oltre all’accoglienza, vanno ricordati anche piani formativo-occupazionali nazionali per i giovani come il 'Progetto Policoro', che ha creato in questi anni centinaia di cooperative e oltre 3 mila posti di lavoro. A fare da filo rosso, i fondi per il sostentamento dei sacerdoti. Proprio i nostri ministri dei sacramenti infatti, affidati ai fedeli attraverso la firma per una remunerazione decorosa (che va da circa 870 euro al mese fino ai 1.354 per un vescovo ai limiti della pensione), sono promotori di fraternità sul territorio, annunciatori del Vangelo in Parola e opere. In questa mappa nazionale riassumiamo i contributi 8xmille ricevuti lo scorso anno da ogni regione ecclesiastica, con alcuni esempi di interventi tra i tanti sostenuti grazie alle firme. (Laura Delsere)
 

Papa Francesco: mai prigionieri delle parole o chiusi allo Spirito Santo

Città del Vaticano - Nella storia dell’uomo “sempre ci saranno resistenze allo Spirito Santo”, opposizioni alle novità e ai “cambiamenti”. Nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta, questa mattina Papa Francesco, riferisce Vatican News, riflette sull’odierna liturgia, soffermandosi sugli atteggiamenti diversi che l’uomo adotta dinanzi alle novità del Signore, che “sempre ci viene incontro con qualcosa di nuovo” e di “originale”.
Nel Vangelo di Giovanni, ben si mette a fuoco la chiusura dei dottori della legge, un atteggiamento che poi diviene “rigidità”. Si tratta di uomini capaci di mettere al centro solo loro stessi, inerti all’opera dello Spirito Santo e insensibili alle novità. Il Pontefice sottolinea, in modo particolare, la loro completa incapacità di “discernere i segni dei tempi”, il loro essere schiavi delle parole e delle idee: “Tornano sulla stessa domanda, sono incapaci di uscire da quel mondo chiuso, sono prigionieri delle idee. Hanno ricevuto la legge che era vita ma l’hanno ‘distillata’, l’hanno trasformata in ideologia e così girano, girano e sono incapaci di uscire e qualsiasi novità per loro è una minaccia”.
Ben diversa, invece, dovrebbe essere la caratura dei figli di Dio, che pur avendo magari un’iniziale reticenza, sono liberi e capaci di mettere al centro lo Spirito Santo. L’esempio dei primi discepoli, raccontato nella Prima Lettura, evidenzia la loro docilità al nuovo e l’attitudine a seminare la Parola di Dio anche fuori dal consueto schema del “si è sempre fatto così”. Loro, rimarca Papa Bergoglio, “sono rimasti docili allo Spirito Santo per fare una cosa che era più di una rivoluzione”, “un cambiamento forte”, e al centro “c’era lo Spirito Santo: non la legge, lo Spirito Santo”: “E la Chiesa era una Chiesa in movimento, una Chiesa che andava oltre se stessa. Non era un gruppo chiuso di eletti, una Chiesa missionaria: anzi, l’equilibrio della Chiesa, per così dire, è proprio nella mobilità, nella fedeltà allo Spirito Santo. Qualcuno diceva che l’equilibrio della Chiesa assomiglia all’equilibrio della bicicletta: è ferma e va bene quando è in moto; se tu la lasci ferma, cade. Un esempio buono”.
Chiusura e apertura: due poli contrapposti che descrivono come l’uomo possa reagire dinanzi al soffio dello Spirito Santo. Il secondo, conclude Papa Francesco, è proprio “dei discepoli, degli apostoli”: la resistenza iniziale non è solo umana, ma è anche “una garanzia che non si lasciano ingannare da qualsiasi cosa e poi con la preghiera e il discernimento trovano la strada”: Sempre ci saranno resistenze allo Spirito Santo, sempre, sempre fino alla fine del mondo. Che il Signore ci dia la grazia di saper resistere a quello che dobbiamo resistere, quello che viene dal maligno, quello che ci toglie la libertà e sappiamo aprirci alle novità, ma soltanto quelle che vengono da Dio, con la forza dello Spirito Santo e ci dia la grazia di discernere i segni del tempo per prendere le decisioni che noi dovremo prendere in quel momento”.(B.C.)
 

Firma “8xmille” la condivisione come alle origini

Roma - La firma dell’8xmille è un diritto da esercitare e una scelta di grande valore ecclesiale, a sostegno della missione della Chiesa in Italia. Anche i titolari del modello 730 possono fare la differenza, dando man forte a progetti di condivisione fraterna. Specie perché con il crescente ricorso a precompilati, invio telematico o la fine dell’obbligo di consegna della dichiarazione (già in vigore, ad esempio, per il modello Cu, l’ex Cud), sarà sempre più importante decidere personalmente di partecipare, senza relegare la firma ad un optional. Dallo scorso 15 aprile questo modello fiscale precompilato è a disposizione dei contribuenti via web (www.agenziaentrate.gov.it ) in una particolare sezione, a cui si è ammessi attraverso il codice Pin rilasciato dalla stessa Agenzia delle entrate.
Secondo una recente indagine GFK Eurisko, il consenso alla Chiesa attraverso l’8xmille va ben oltre i fedeli. Solo metà di chi firma si definisce praticante (53,4%), mentre il 32,7% è piuttosto lontano dalle pratiche religiose o decisamente distante dalla Chiesa, nel cui operato però esprime apprezzamento e fiducia. Così nel 2017 alla Chiesa cattolica sono stati assegnati 986 milioni di euro. Ripartiti nelle tre grandi voci: culto e pastorale (36,6%, con 361 milioni di euro), sostentamento dei sacerdoti con 350 milioni di euro (35,5%) e progetti caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo con 275 milioni di euro (27,9%).
Nel trentennale del documento Cei 'Sovvenire alle necessità della Chiesa' del 1988, vale ricordare che chi firma riconferma non solo la fiducia nell’azione pastorale e caritativa delle diocesi, ma testimonia la condivisione delle risorse quale pilastro della vita cristiana, come nelle comunità delle origini.
E’ possibile accedere alla propria dichiarazione precompilata anche attraverso il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che presta assistenza fiscale, tramite Caf o professionista abilitato. Basterà autorizzarli con una delega. Firmare è facile. Cambiano però le condizioni, a seconda di come si decida di presentare il modello. Tre le possibilità. La prima è l’invio diretto online all’Agenzia delle entrate: il contribuente compilerà in questo caso anche il modello 730-1 (quello con la scelta 8xmille). Troverà anche l’opzione, da selezionare con un flag, per non esprimere alcuna scelta.
Seconda modalità: presentare la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta. Qui oltre alla delega per l’accesso al 730 precompilato, andrà consegnato il modello 730-1 in busta chiusa, con la dicitura «Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef». Va scritta per intero, anche se si sceglie di firmare solo l’8xmille. Quindi vanno aggiunti cognome, nome e codice fiscale del dichiarante. La scheda va consegnata anche se il contribuente non esprime alcuna scelta. In caso di dichiarazione in forma congiunta, i rispettivi modelli 730-1 devono essere inseriti dai coniugi in due buste distinte, riportando su ciascuna i dati di chi esprime la scelta.
Infine – terza possibilità – chi si rivolge ad un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 7301 in busta chiusa, con le stesse indicazioni (dicitura, codice fiscale e dati anagrafici). Va ricordato che chi riceve il precompilato non è obbligato ad utilizzarlo. Può infatti presentare la dichiarazione con modalità ordinarie, utilizzando i modelli 730 o Redditi (ex Unico). Precompilato e ordinario vanno consegnati via web dal prossimo 2 maggio fino al 23 luglio.
Il termine è invece anticipato al 7 luglio per chi si avvale del sostituto d’imposta. Sono circa 14 milioni i contribuenti che nella dichiarazione 2016 (l’ultima disponibile) hanno scelto di assegnare l’8xmille alla Chiesa cattolica, valore in continua crescita rispetto ad una platea che nel 2000 si fermava a 11,4 milioni, seppure allora con percentuali all’87,2%, scese oggi al 79, 9% perché i titolari di modello Cu (ex Cud) non sono più obbligati a consegnarlo. (Laura Delsere)
 


 

Svizzera: XX.ma Festa Internazionale di Primavere sul tema “Saltare muri, osare fraternità”

Zurigo - “Saltare muri, osare fraternità. Come?” era il tema della XXma Festa internazionale di Primavera in Svizzera. Promossa dalle Missionarie Secolari Scalabriniane, ha riunito dal 20 al 22 aprile 2018 all’IBZ Scalabrini di Solothurn (CH) persone dalle più diverse provenienze, età, estrazioni sociali. Anche quest’anno, i circa 350 partecipanti di 40 nazionalità hanno dato vita ad un incontro che ha messo al centro la riflessione su uno dei temi più complessi e urgenti del nostro tempo: il “come” di relazioni nuove nell’estrema eterogeneità (culturale, sociale, esperienziale …) delle società odierne.
Durante il forum della giornata di sabato ci hanno aiutato Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, sociologi e docenti all’Università Cattolica di Milano, noti per la loro ricerca ed apertura a temi cari a Papa Francesco, tra i quali le periferie, le società dello scarto, la globalizzazione. Parlando dei numerosi e nuovi muri, che sembrano smentire speranze suscitate con il crollo della storica “cortina di ferro”, hanno messo l’accento sulle divisioni più forti: quelle che ci attraversano interiormente. I limiti, i contorni sono costitutivi e garantiscono incontri veri tra persone, evitando amalgami o rapporti di forza; tuttavia, senza continue, nuove aperture si può morire di asfissia, rinchiusi tra pareti rassicuranti ma escludenti. Al forum hanno partecipato voci diverse: Samad Qajumi, ex ministro afgano rifugiato in Svizzera, Giulia, giovane di Milano, John, giovane eritreo in fuga dalla dittatura del suo paese. Rispondendo a quest’ultimo, che faceva presente la difficile speranza dei rifugiati (la Svizzera sta avviando procedure di rifiuto ed espulsione degli eritrei), Mauro Magatti ha affermato tra l’altro: “La vostra fatica, il vostro sacrificio è il vostro capitale!”. Capitale umano prezioso nello smarrimento del nostro tempo, al quale migranti e rifugiati possono apportare un contributo importante, una ricchezza autenticamente umana, non solo forza lavoro.
Nei gruppi di vita seguiti al forum, in cui si intrecciavano lingue, storie, esperienze diverse, sono stati ripresi questi temi, con una nuova consapevolezza: difficoltà e ferite della propria storia possono diventare occasione di nuova profondità, da cui osare passi di incontro “saltando muri”. La conferma di questa ardita affermazione è venuta dai presenti: migranti italiani della prima ora; persone che hanno vissuto sotto regimi dittatoriali nell’Europa dell’Est come in America Latina; rifugiati dall’Eritrea, dal Togo, dall’Irak, dalla Siria; tedeschi, svizzeri e italiani che non hanno vissuto l’emigrazione e si interrogano sul futuro comune … Un futuro reso già presente dai volti diversi dei numerosi e vivacissimi bambini, attratti semplicemente dal volto dell’altro.
La ricerca, le esperienze, le attese e le diversità presenti sono state celebrate nell’Eucaristia, presieduta dal parroco della cattedrale, Thomas Ruckstuhl, concelebrata da p. Gabriele Bortolamai cs, che ha seguito fin dagli inizi questi incontri internazionali e da don Saverio Viola, direttore della Missione Cattolica Italiana di Solothurn. Nell’immergerci sempre di nuovo nella Pasqua di Gesù, che ha attraversato e abbattuto ogni muro di separazione, è possibile attingere il coraggio di saltare i muri dentro e fuori di noi per una convivenza di pace in ogni ambiente e situazione. (M. Guidotti)
 
 
 
 
 
 

Migranti: si torna a morire nel Mediterraneo

Milano - Dopo mesi col contatore degli sbarchi fermo a poco più di 6mila arrivi dall’inizio dell’anno, l’80 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, è di nuovo emergenza umanitaria nel Mediterraneo. Sono oltre 1.400 le persone soccorse nelle ultime 48 ore dalle navi della Guardia costiera e di tre Organizzazioni non governative (la Aquarius di Sos Mediterranee, la Astral di Open Arms e la Sea Watch) presenti in zona Sar ( Search and rescue). Due i naufragi con 11 persone disperse (e quindi morte in mare). L’ultimo ieri mattina, sempre al largo delle coste libiche. Un barcone carico di migranti si è ribaltato ma, fortunatamente, tutte le persone cadute in acqua sono state immediatamente soccorse dalla nave della Guardia costiera italiana e della Ong spagnola Open Arms. Alla fine dell’operazione concitata sono state tratte in salvo 63 persone. Inizialmente si temeva per una donna annegata, le successive verifiche hanno però escluso che vi fossero vittime. Durante i soccorsi, raccontano le Ong, i migranti si sono gettati in mare urlando 'No Libia'. «Le barche in legno di due piani, come quelle da cui abbiamo tratto in salvo le persone, sono molto pericolose perché possono ribaltarsi con facilità», ha scritto su Twitter Medici senza frontiere.
 

Migrantes: da domani a Frascati l’incontro degli operatori della pastorale con i Rom e Sinti

Roma – Si svolgerà il 24 e 25 aprile a Frascati il convegno degli operatori impegnati nella pastorale con i Rom e Sinti della Fondazione Migrantes. L’incontro si aprirà con i saluti del Direttore generale della Fondazione, don Giovanni De Robertis seguiti da momenti di incontro, testimonianze ed esperienze nel nostro Paese. La prima giornata si concluderà con un momento di festa e uno spettacolo teatrale  sul tema “Una voce oltre l’impossibile”.
Mercoledì dopo la preghiera iniziale una relazione  sul tema “La strada fatta…e quella da fare: la Chiesa e il popolo Rom” affidata a mons. Paolo Lojudice, Segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio. I lavori saranno conclusi da Direttore Migrantes, don Gianni De Robertis.
 

Miur: diminuisce la presenza straniera nelle scuole italiane

Milano - Il prossimo anno ci saranno circa 21mila studenti in meno tra i banchi, -90mila nell' ultimo triennio arriva, ripreso questa mattina dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, dall' ultimo monitoraggio del Miur sulla presenza straniera in classe. Che continua ad aumentare (è arrivata a quota 826mila unità, pari al 9,4% del totale) a differenza degli studenti italiani che diminuiscono ancora. E non può essere la tendenza in atto alla stabilizzazione - sottolinea il paper - a farci pensare “che l' accoglienza e i processi di inclusione scolastica dei giovani di origine migratoria siano un fatto ormai compiuto”. Tanto più che nel 61% dei casi stiamo parlando di bambini e bambine nate in Italia (dalla prima generazione siamo ormai passati alla seconda). I contorni dell' emergenza si fanno nitidi, scrive il quotidiano -  quando si passa ad esaminare i tassi di scolarità di italiani e stranieri. Che sono analoghi solo nelle fasce d' età 6-13 (intorno al 100%) e 14-16 anni (più o meno al 90 per cento). Prima e dopo la forbice si allarga. Si pensi, ad esempio, alla scuola dell' infanzia. Dove i tassi di iscrizione sono del 77% per i bimbi tra 3 e i 5 anni con cittadinanza non italiana e del 96% dei loro coetanei italiani. Secondo il report l’abbandono scolastico degli studenti stranieri è pari al 32,8 per cento contro il 13,8 della media nazionale. Addirittura, spiega ancora il quotidiano,  al 35,1% se ci si concentra sulla componente maschile contro il 30,5% delle ragazze. “Non è che chi resta sui banchi fino al diploma se la passi meglio. Come testimonia la scarsa regolarità del percorso scolastico dei minori arrivati dall' estero. Che si può riassumere in due numeri: gli studenti italiani in ritardo sono il 10%, quelli stranieri il 31,3”.
 
 

ACLI: studenti italiani e stranieri impegnati in una gara di cucina

Roma –Oggi, presso l'Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti a Roma un contest culinario che ha visto coinvolti, in squadre miste, 16 studenti dell'Istituto e 16 immigrati, nell'ambito dei percorsi di inclusione attiva previsti dal progetto "Il Cibo che serve", promosso dalle ACLI provinciali di Roma e finanziato dalla Regione Lazio, che punta al recupero e alla ridistribuzione, attraverso il circuito della solidarietà, del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza, ma, allo stesso tempo, promuove l'inclusione attiva anche mediante azioni che favoriscono in maniera concreta percorsi d'integrazione.
Il contest, infatti, rappresenta l'evento conclusivo di un percorso di formazione e professionalizzazione sulla cucina mediterranea della durata di 30 ore partito a febbraio 2018 e che ha visto i ragazzi del Gioberti coinvolti quali tutor dei corsisti stranieri.
Gli studenti e gli immigrati hanno partecipato a questa gara in "stile masterchef", divisi in 8 squadre da 4 componenti ciascuna (2 studenti, 2 immigrati) sfidandosi a colpi di ricette, con particolare attenzione al cibo di recupero e alla lotta agli sprechi.
 

Sicilia: incontro interdiocesano sul tema dell’accoglienza

Agrigento - “Come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme”. È la gioiosa esperienza che nei giorni scorsi hanno vissuto i diaconi e le loro spose accogliendo ad Agrigento, presso il Seminario arcivescovile, i diaconi provenienti dalle diocesi di Caltanissetta, Nicosia e Piazza Armerina per una giornata di formazione e di fraternità attorno al tema: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, tratto dal messaggio per la 104° giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
La relazione è stata tenuta dall’arcivescovo di Agrigento card. Francesco Montenegro il quale ha coniugato il verbo ”accogliere” con l’esperienza vissuta sulla propria carne a Lampedusa e nei vari centri di accoglienza della Diocesi facendo un racconto appassionato di storie e di volti che fuggono dalla guerra e dalla fame e tendono la mano alla nostra società spesso indifferente se non ostile.
L’arcivescovo Montenegro più volte ha citato Papa Francesco ricordando come, nel descrivere i tratti del ministero dei presbiteri e dei diaconi, il pontefice usi la categoria della tenerezza, quella di Dio verso l’uomo e quella che il credente è chiamato ad avere nei confronti dei fratelli, specialmente i più fragili. Durante la celebrazione eucaristica si è tradotto in preghiera l’impegno per il diacono di essere segno di Cristo servo, di essere “ministro della soglia” con il cuore rivolto verso Dio ma il volto, le mani e i piedi rivolti ai fratelli che bussano alla nostra porta e chiedono dignità e accoglienza. L’esperienza vissuta della gioia e nella fraternità conferma la ricchezza dei momenti di formazione che riaccendono e rinsaldano le ragioni del proprio ministero e aiutano a vivere un progetto di Chiesa che guarda oltre i confini diocesani e cammina insieme verso la meta comune. (T. e B. Comparetto – L’Amico del Popolo)
 

Nicaragua: la preoccupazione di Papa Francesco

Città del Vaticano – Papa Francesco è “preoccupato” per quanto sta accadendo in questi giorni in Nicaragua, dove, “in seguito a una protesta sociale, si sono verificati scontri, che hanno causato anche alcune vittime”. Il pontefice, ieri al termine della  preghiera del Regina Coeli in piazza san Pietro, ha voluto esprimere la sua “vicinanza nella preghiera a quell’amato Paese” ed unirsi ai Vescovi “nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità”.
 

Lucca: partito il progetto “Migration Help Desk (Ludem)”

Lucca - Dalla settimana scorsa è attivo a Lucca il progetto Lucca Migration Help Desk (Ludem) che si propone di rafforzare, in prefettura e in questura, i servizi dedicati ai cittadini dei paesi terzi. Il prefetto Maria Laura Simonetti ha ricevuto gli operatori del progetto ai quali ha espresso il proprio apprezzamento, per l’iniziativa che non mancherà di contribuire al miglioramento del sistema di accoglienza sul territorio. Ludem impegna operatori legali e mediatori qualificati a facilitare la comunicazione e l’ascolto dei bisogni dei migranti attraverso l’impiego di numerose lingue e idiomi stranieri. È a disposizione anche un servizio, su chiamata con preavviso, che permette di scegliere la mediazione in oltre 40 idiomi diversi. Il progetto sarà operativo fino alla primavera 2019.
 

Migrantes: a maggio la presentazione della storia dell’organismo pastorale CEI

Roma - In occasione dei 30 anni della Fondazione Migrantes e degli oltre 50 dell’UCEI, l’11 maggio prossimo si terrà presso la sede della Fondazione Migrantes (via Aurelia 796, Roma) la presentazione dell’opera in cinque volumi di Simone Varisco sulla storia della pastorale migratoria UCEI/Migrantes, intitolata “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti”. L’articolazione in cinque volumi segue la scansione dei settori pastorali tradizionalmente di competenza dell’UCEI/Migrantes: emigrazione italiana all’estero, rom e sinti, circensi e gente dello spettacolo viaggiante, immigrazione straniera e profughi in Italia. Precede i volumi un testo istituzionale. Un cammino attraverso cinquant’anni di pastorale, dai documenti d’archivio ai tweet di Papa Francesco, che attinge alla memoria storica e al magistero pontificio e della Chiesa in Italia. Ciò allo scopo di evidenziare il carattere di coralità che per tradizione appartiene non soltanto all’operato dell’UCEI prima e della Fondazione Migrantes poi, ma anche all’approccio dell’intera Chiesa alle diverse forme della mobilità umana.
 

Migrantes: a Frascati l’incontro degli operatori della pastorale con i Rom e Sinti

Roma – Si svolgerà il 24 e 25 aprile a Frascati il convegno degli operatori impegnati nella pastorale con i Rom e Sinti della Fondazione Migrantes. L’incontro si aprirà con i saluti del direttore generale della Fondazione, don Gianni De Robertis seguiti da momenti di incontro, testimonianze ed esperienze nel nostro Paese. La prima giornata si concluderà con un momento di festa e uno spettacolo teatrale  sul tema “Una voce oltre l’impossibile”.
Mercoledì dopo la preghiera iniziale una relazione  sul tema “La strada fatta…e quella da fare: la Chiesa e il popolo Rom” affidata a mons. Paolo Lojudice, Segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio. I lavori saranno conclusi da Direttore Migrantes, don Giovanni De Robertis.
 

Foligno: iniziative del progetto “Cittadini del Mondo”


Foligno - La Settimana Giovani Idee per il Territorio promossa dalla Diocesi di Foligno nell'ambito del Progetto Cittadini del Mondo continua con due appuntamenti che vogliono far suscitare una riflessione negli studenti, alla cittadinanza sui temi dell'identità e della custodia del creato.
Lunedì 23 aprile 2018 alle ore 17 presso lo Spazio ZUT ex Cinema Vittoria esposizione a tutta la cittadinanza di elaborati fotografici realizzati dagli studenti nell’ambito del laboratorio di fotografia curato da Chiara Corica dell’associazione Bande à part. Gli obiettivi didattici e le finalità educative di questa attività sono stati molteplici, primo fra tutti stimolare nei bambini/ragazzi la capacità di osservazione del mondo e degli altri: uno sguardo della realtà, sulla realtà da punti di vista altri, liberi e creativi, in cui le differenze e le diversità diventano ricchezza comune.
Martedì 24 aprile 2018 alle ore 10 presso la sala conferenza di Palazzo Trinci (piazza della Repubblica - Foligno) incontro dal titolo “Ambiente, Legalità, Salute” con don Marco Ricci parroco nella città di Ercolano presso la parrocchia S. Cuore di Gesù, la più vasta della diocesi di Napoli per estensione territoriale, alle falde del Vesuvio, nel cuore dell'omonimo Parco Nazionale. Presidente dell'Associazione "Salute Ambiente Vesuvio" e grazie alle sue denunce sono stati rinvenuti rifiuti tossici interrati nel Parco Nazionale dalla camorra negli anni '80-'90; ancora oggi, con l'aiuto dei volontari dell'associazione, svolge una costante azione di denuncia e sensibilizzazione sulla salvaguardia del creato. Ha ricevuto nel 2017 il premio 'Luisa Minazzi - Ambientalista dell’Anno' istituito da Legambiente. Il convegno sarà introdotto da una riflessione sull'enciclica Laudato sì di Papa Francesco a cura del prof. Fausto Gentili direttore dell'Officina della Memoria.