Primo Piano

Migrantes: dignità per ogni persona

Roma - La Giornata Internazionale dei Migranti, voluta dalle Nazioni Unite, deve rappresentare una occasione di “riflessione e di ricordo” del lavoro dei migranti e delle loro famiglie. Lo ribadisce la Fondazione Migrantes in una nota nella quale si sottolinea il ruolo dei lavoratori stranieri soprattutto in alcuni settori al servizio delle persone e in difesa della loro dignità. Non bisogna inoltre dimenticare l’agricoltura e il Terzo settore. Spesso – dice il direttore generale don Giovanni De Robertis nell’ambito dello sfruttamento lavorativo “si nascondono piaghe che riguardano il contratto, la retribuzione, il diritto al riposo settimanale soprattutto nel comparto agricolo e dei servizi, insomma i diritti fondamentali dei lavoratori”. De Robertis ricorda anche che la Giornata, celebrata ieri, ricorre a pochi giorni dall’approvazione, dopo diversi mesi di trattative, del Global Migration Compact condiviso da 164 Paesi del Mondo. “Dispiace molto la mancata adesione del nostro Paese”, aggiunge evidenziando l’importanza di questo documento, in 23 punti, che aiuta a “evitare sofferenze” e a una maggiore “tutela dei minori migranti e in particolare dei minori stranieri non accompagnati”.
In Italia, secondo il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, la popolazione immigrata in età da lavoro è pari, nel 2017, a 4.100.826 persone, delle quali il 59,3% sono occupate e il 30,6% inattive. In particolare, gli occupati stranieri risultano 2.430.409, aumentati rispetto al primo semestre 2016 di circa l’1%. Di questi, 1.635.300 sono di nazionalità non-UE (67,3% degli occupati stranieri) e 795.100 lavoratori comunitari, il 32,7% degli occupati stranieri. (Raffaele Iaria)
 

Oxfam: a breve 12 mila persone vulnerabili finiranno in strada

Roma - Circa 12mila persone con protezione umanitaria finiranno in strada nelle prossime settimane. Lo afferma l’Oxfam che in un nuovo report diffuso oggi, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dei migranti, attraverso le testimonianze di chi da un giorno all’altro si sta vedendo negare il diritto all’accoglienza e all’integrazione, fotografa le conseguenze della riforma del sistema di accoglienza per 120 mila migranti vulnerabili nei prossimi 2 anni. “A subire le conseguenze più gravi – spiega l’organizzazione – sono neo-maggiorenni, madri con bimbi piccoli, persone in fuga dall’orrore di guerre, persecuzioni e torture che saranno semplicemente tagliate fuori dal sistema di accoglienza”. Vittime della disumanità delle politiche migratorie adottate dall’Italia e dall’Europa.
“Su 18mila permessi per protezione umanitaria concessi da gennaio a settembre nel nostro paese, solo una minoranza potrà continuare a seguire un percorso di integrazione virtuoso all’interno dei centri Sprar – ha detto Giulia Capitani, policy advisor per la crisi migratoria di Oxfam Italia – Le Prefetture di tutta Italia nei giorni scorsi hanno inviato agli enti gestori dei Centri di accoglienza straordinaria disposizioni per la cessazione immediata dell’accoglienza dei titolari di protezione umanitaria”.
Per Alessandro Bechini, direttore dei programmi in Italia di Oxfam, la nuova legge “non aumenterà la sicurezza, né produrrà un risparmio per le casse dello Stato. Buttando in strada migliaia di persone si pongono le basi per un drammatico incremento del conflitto sociale, della marginalità, del risentimento, della povertà. Si darà nuova linfa al lavoro nero e alla criminalità organizzata”. Allo stesso tempo l’aumento del disagio “avrà un enorme impatto sui bilanci comunali, stimato da Anci in ben 280 milioni euro annui”. Di qui l’appello a “riconsiderare l’approccio definito nella riforma, che di fatto nega i diritti delle persone più deboli, tradendo lo spirito della nostra Costituzione, della Dichiarazione universale dei diritti umani, per la quale si sono accese migliaia di fiaccole in tutta Italia solo qualche giorno fa”. Per un’Europa che accoglie, si può sostenere la campagna Welcoming Europe . (Sir) 
 

Card. Turkson: “accogliere i migranti è un dovere e una possibilità”

Città del Vaticano -  “Accogliere i migranti è un dovere e una possibilità”. Il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha risposto in questi termini alle domande dei giornalisti, durante la conferenza stampa di presentazione del messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio prossimo sul tema: “La buona politica è al servizio della pace”.
“Accogliere i migranti è un dovere, perché è una manifestazione di carità – ha spiegato il cardinale entrando nel dettaglio – ma nello stesso tempo è una possibilità, perché ci vuole un discernimento, ciascuno secondo le sue possibilità”. “Come ci ricorda Papa Francesco con i suoi quattro verbi – accogliere, accompagnare, promuovere e integrare – il discernimento non deve mancare mai”, ha affermato Turkson a proposito del “discernimento delle possibilità della persona o del Paese che accoglie”. “Il Papa – ha aggiunto mons. Bruno Marie Duffé, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale – parla sempre di due diritti: il diritto di migrare, e di chiedere protezione, e il diritto di restare nei propri Paesi d’origine”. Di qui la necessità di chiedersi “come sviluppare la cooperazione con i rispettivi Paesi per proteggere le persone che sono costrette a migrare, specialmente in un contesto di guerra o di disastri ambientali” e di dare corpo, nello stesso tempo, ad “un nuovo concetto di cooperazione allo sviluppo, in una prospettiva di pace”.
 
 

Cgil –Cisl –Uil: per una corretta integrazione dare centralità a diritti umani e dignità lavoro

18 dicembre 2018 Roma - “Quest’anno la Giornata internazionale dei migranti coincide con i settant’anni della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu. I principi enunciati di uguaglianza, libertà, dignità di tutti gli individui, il diritto al lavoro, all’istruzione indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica, contenuti in esso, costituiscono valori fondanti per la costruzione di un percorso civile di convivenza sociale tra diverse culture, in linea anche con i principi contenuti nella Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 1990, purtroppo mai ratificata da uno Stato membro della Ue”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil. La Giornata internazionale del migrante, proseguono le tre Confederazioni “è un’ulteriore occasione di riflessione sulla governance del fenomeno migratorio che riteniamo sia necessario affrontare proponendo necessarie politiche di integrazione ed inclusione sociale e il rispetto dei diritti umani ponendo al centro l’individuo e il lavoro, combattendo gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati”. "È illusorio governare il fenomeno migratorio, per sua natura globale, alzando muri e impedendo la libera circolazione delle persone. Noi crediamo fermamente  - sottolineano Cgil, Cisl, Uil - che sia uno sbaglio non aver ancora ratificato il documento sul Global Compact a Marrakesh col quale si promuove una gestione sicura, ordinata e regolare dei flussi migratori internazionali rispondendo ad un approccio di condivisione delle responsabilità nel rispetto dei diritti umani”. Secondo le tre sigle sindacali “è pericoloso e poco lungimirante per il nostro Paese la scelta di isolarsi dalla comunità internazionale e ridurre a dibattito interno la gestione del fenomeno migratorio, con provvedimenti sbagliati come quelli contenuti nella conversione in legge del Decreto Sicurezza, che alimentano il conflitto nella società, scaricando le sofferenze sui più deboli”.  "Continueremo a batterci affinché il rispetto dei diritti umani costituiscano le fondamenta delle politiche migratorie e affinché vengano affermati i valori della solidarietà, dell’inclusione e dell’integrazione. Inoltre, chiediamo che si realizzi la coesione sociale attraverso una programmazione di flussi regolari d’ingresso in base ad una corretta lettura dei fabbisogni del mercato del lavoro e attraverso il coinvolgimento delle parti sociali. Soltanto così - concludono Cgil, Cisl, Uil - si potrà contrastare la piaga del lavoro sommerso, spesso sfruttato, che toglie dignità e rende schiavi i più deboli e colloca ai margini della società molti lavoratori immigrati. Dobbiamo porre le basi per costruire una società futura più umana, più solidale e più sicura”.



 

#Migrandi: la campagna di Acli Roma e Confcooperative

Roma - “In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti, che si celebra oggi, vogliamo lanciare la campagna social #migranDi, per ribadire la nostra vicinanza alle tante persone che per fuggire da guerre e povertà sono costrette ad abbandonare le proprie terre d’origine e affrontare lunghissimi viaggi fra tremende difficoltà e spesso rischiando la propria vita. Una campagna che vuole superare le divisioni per valorizzare la consapevolezza su un tema che si lega ai più profondi valori umani e che quindi riguarda tutti noi”. È quanto dichiarano congiuntamente Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, e Marco Marcocci, presidente di Confcooperative Roma: “Abbiamo scelto – aggiungono Borzì e Marcocci – di coniugare il termine ‘migranti’ con il termine ‘grandi’ perché grandi sono le sofferenze che questi nostri fratelli sono costretti a vivere, spesso già dalla più tenera età, e grandi sono, quindi, anche nostre responsabilità per costruire un futuro di pace e fratellanza per tutti i popoli della Terra come ‘grande’ è la distanza che dobbiamo riuscire colmare per garantire ad ogni singola persona la possibilità di vivere una vita dignitosa. Una riflessione che richiama alla memoria l’esperienza dei nostri avi, che nel secolo scorso, aggiungono Borzì e Marcocci hanno attraversato ogni latitudine per scappare da povertà e stenti e trovare luoghi di serenità per sé ed i propri cari”.
“Proprio in questo periodo – conclude la nota – che ci conduce al Natale, in cui i credenti celebrano la Natività, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare tutti i bambini che hanno perso la vita in questi anni e le famiglie che vengono smembrate durante i viaggi che purtroppo vedono molto spesso la Speranza trasformarsi da obiettivo a miraggio”.
 

Vaticano: Monda all’ “Osservatore Romano” e Tornielli direttore editoriale

Città del Vaticano – E’ Andrea Monda il nuovo direttore responsabile dell’ “Osservatore Romano”. Andrea Tornielli invece è stato chiamato alla direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione. La nomina questa mattina da parte di Papa Francesco. Il Papa ha conferito anche il titolo di direttore emerito de “L’Osservatore Romano” a Giovanni Maria Vian che lo ha guidato fino ad oggi.
Andrea Monda e Andrea Tornielli, giornalisti scrittori sono capaci di parlare a tutte le generazioni, ha detto Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la Comunicazione: le nomine del direttore editoriale e  del nuovo direttore de ‘L’Osservatore Romano’  “sono – ha aggiunto - due passi importanti nel processo di riforma dei media  vaticani che mi è stato affidato pochi mesi fa dal Santo Padre con la nomina a Prefetto del dicastero della Comunicazione”.
A Monda e Tornielli l’augurio di un proficuo lavoro da parte della nostra testata e della fondazione Migrantes.
 

Papa Francesco: la pace “si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia”

Città del Vaticano – “Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza”. Lo scrive Papa Francesco nel suo messaggio pe la prossima Giornata Mondiale della pace che si celebra il 1 gennaio.  Il tema scelto dal pontefice è: “La buona politica è al servizio della pace”  e nel messaggio ribadisce che la pace “si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate”. “La pace – scrive il papa nel messaggio diffuso e presentato questa mattina, conclude Papa Francesco - è “frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria: la pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza; la pace con l’altro osando l’incontro e ascoltando il messaggio che porta con sé e la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire”. (R. Iaria)
 

Migrantes Asti: varie iniziative nel mese di dicembre

Asti – Sono varie le iniziative promosse in questo mese dall’Ufficio Migrantes di Asti. Lunedì scorso, 10 dicembre, nel salone del Seminario Vescovile la presentazione del XXVII Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes “Un nuovo linguaggio per le migrazioni”. Sabato 15 dicembre, spettacolo teatrale “Madri”, atto unico di e con la regia di Riccardo Fassone. Un’opera che presenta in parallelo la figura di Maria di Nazareth e quella di Mariam, una donna costretta ad abbandonare il suo paese a causa della guerra. Un testo dal forte impatto emotivo e di scottante attualità che invita a riflettere sul tema dell’accoglienza attraverso lo sguardo delle madri. Sabato prossimo, 22 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Ghiare, Castello di Annone una messa di Natale presieduta da Mons. Marco Prastaro per i rifugiati e i richiedenti asilo accolti nella diocesi di Asti. La celebrazione sarà preceduta dalle Confessioni in lingua inglese e francese. A seguire, momento conviviale e scambio di auguri presso i locali della parrocchia.
 
 

Locri: “Insieme si può” destinato ai migranti

Locri – E’ stato presentato a Locri il progetto “Insieme si può” destinato ai migranti”. “Presentiamo il progetto in questo contesto prenatalizio - ha detto il vescovo di Locri-Gerace, Mons. Francesco Oliva -  che diviene occasione utile anche per augurare a tutti un Santo Natale. Col Natale Dio intende raggiungere ogni uomo, ciascuno di noi. A contatto col Suo Mistero, possiamo vivere l’esperienza del vero amore, quello che non crea steccati, muri, divisione, ma vuole incontrare tutti. Gesù nasce profugo in un paese non suo: la sua famiglia è di Nazareth, ma il Natale avviene a Betlemme. E subito dopo per l’arroganza e la prepotenza di Erode la santa Famiglia è costretta a fuggire in esilio, in Egitto, per mettere al sicuro il bambino”. Possa questo progetto – ha auspicato Mons. Oliva - essere una “piccola ‘goccia’ che dà conforto a chi dopo la prima accoglienza ha bisogno di essere integrato nella comunità per una vita dignitosa e autenticamente umana”.
 

Migrantes: più tutela e difesa della dignità dei lavoratori migranti

Roma - Da circa 30 anni la data del 18 dicembre ricorda quella in cui, nel 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva adottato la Convenzione Internazionale per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie.
Una data importante e significativa e che ogni anno riporta all’attenzione il tema della tratta e dello sfruttamento dei lavoratori immigrati in Italia e non solo. 
La Fondazione Migrantes in questa giornata sottolinea il ruolo dei lavoratori stranieri soprattutto in alcuni settori a servizio delle persone e in difesa della loro dignità. Ma anche nel settore agricolo e del terzo settore. E’ importante – spiega il Direttore generale dell’Organismo pastorale della CEI  don Giovanni De Robertis – che questa giornata non passi “inosservata” ma sia una giornata di “riflessione e di ricordo” di questo mondo del lavoro perché, spesso,  nell’ambito dello sfruttamento lavorativo “si nascondono pieghe che riguardano il contratto, la retribuzione, il diritto al riposo settimanale soprattutto nel comparto agricolo e dei servizi, insomma i diritti fondamentali dei lavoratori”.
 La Giornata quest’anno ricorre a pochi giorni dall’approvazione, dopo diversi mesi di trattative, del Global Migration Compact condiviso da 164 paesi del Mondo. “Dispiace molto la mancata adesione del nostro Paese”, aggiunge don De Robertis evidenziando l’importanza di questo documento, in 23 punti, che aiuta a “evitare sofferenze” e a una maggiore “tutela dei minori migranti e in particolare dei minori stranieri non accompagnati”.
Facciamo nostro – conclude il direttore generale della Fondazione Migrantes – l’auspicio di Papa Francesco dopo la preghiera mariana dell’Angelus di domenica scorsa affinché la comunità internazionale, “grazie anche a questo strumento, possa operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese, e affido questa intenzione alle vostre preghiere”.
“La dignità della persona umana va difesa sempre, in ogni circostanza”, come ha ribadito ieri il Presidente dei vescovi italiani, il Card. Bassetti.
 
 

Ue: “trasformare i flussi da sfida comune a opportunità condivisa”

Bruxelles -  “La storia dell’umanità è una storia di migrazione. Per migliaia di anni le persone sono emigrate da un luogo all’altro, per una serie di motivi, e continuano a farlo: oggi ci sono 258 milioni di migranti internazionali in tutto il mondo”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante per la politica estera in occasione della Giornata internazionale dei migranti che si celebra oggi, 18 dicembre.
“L’Unione europea ribadisce – in tale occasione – il suo impegno costante per proteggere i diritti umani dei migranti, per prevenire pericolosi viaggi irregolari e assicurare invece opportunità per percorsi legali e sicuri”. Per fare questo, “stiamo lavorando con tutti i nostri partner in tutto il mondo: Paesi di origine, transito e destinazione e organizzazioni internazionali”. La migrazione “richiede alleanze cooperative globali: nessun Paese può affrontare la migrazione da solo, né in Europa né altrove nel mondo. Questo è il messaggio principale del Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare, che fornirà il quadro globale per migliorare la gestione della migrazione. Lavorando insieme, nello spirito di una responsabilità condivisa, possiamo trasformare la migrazione da una sfida comune in un’opportunità condivisa”.
 
 

Vicenza: il 18 giornata su “Decreto Sicurezza, quali conseguenze?”

Vicenza – “Decreto Sicurezza, quali conseguenze”?. Sarà questo il tema di un incontro Dibattito che si svolgerà a Vicenza domani, 18 dicembre. Interverranno Franco Balzi, sindaco di Santorso, su “Accoglienza diffusa, quale futuro?”; Mario Faggionato dei Giuristi democratici su  “Quali diritti?”,  don Enrico Pajarin della Caritas su “Quale solidarietà?”. Seguiranno alcune testimonianze di persone che nella Provincia di Vicenza sono impegnati in Buone Pratiche.
L’incontro sarà moderato da  Luciano Carpo dell’Ufficio Migrantes diocesano che promuove l’incontro insieme a Casa per la Pace, Giuristi democratici, Caritas diocesana e  Ufficio di Pastorale sociale e  del lavoro.
 

Comunità cattoliche straniere in Italia: la preparazione al Natale

Roma - In tutte le comunità ecclesiali da ieri la Novena di Natale con il coinvolgimento dei fedeli che si preparano al grande evento del Natale. Queste iniziativa coinvolgono anche le varie comunità etniche presenti nel nostro Paese. A Roma inizio della novena per la comunità cattolica filippina. Da ieri anche per la comunità cattolica albanese di Saluzzo inizio della novena in preparazione al Natale. L’ufficio diocesano Migrantes ha promosso, presso il Santuario della Consolata di Saluzzo, una celebrazione eucaristica presieduta dal delegato nazionale della pastorale per gli albanesi cattolici in Italia, don Pasquale Ferraro. Momenti analoghi anche nella diocesi di Cuneo con il coinvolgimento delle comunità etniche.
 

Migrantes Salerno: celebrazione e lettera alla comunità etniche

Salerno - “Carissimi fratelli e sorelle migranti, carissime Comunità Cristiane di Migranti, ci apprestiamo a vivere il Santo Natale, la grande festa della nostra fede, quella dei semplici. Quest’anno vogliamo riflettere sul presepe, una rappresentazione della Natività che non ha confini.
In tutte le parti del mondo, i cristiani raccontano attraverso il presepe l’evento della nascita di Gesù, il figlio di Dio”. Così inizia una lettera inviata dal direttore Migrantes della diocesi di Salerno-campagna-Acerno, Antonio Bonifacio. Ieri proprio nel duomo di Salerno una celebrazione eucaristica natalizia, con la partecipazione delle diverse comunità cristiane, “come la nostra tradizione vuole oramai da diversi anni”, dice Bonifacio spiegando che “ogni cristiano rappresenta Gesù, Maria, Giuseppe e il luogo della nascita con le proprie simbologie culturali, connotando il luogo in cui Gesù venne al mondo con le caratteristiche del proprio territorio. In questo modo di vivere il Natale, ciascuno racconta e ricorda le proprie origini, la propria storia, la propria casa. Si esprime, così, quello – scrive nella lettera il direttore Migrantes - che ciascuno porta nel proprio cuore, cioè la fede nel Cristo che nasce per la salvezza di tutti e per la propria terra; pensieri e sentimenti che accompagnano tutti noi, durante il viaggio”.  In occasione di questo Natale, la preghiera va a “Gesù che non nasce a casa propria,  che non nasce in una locanda al caldo e nelle comodità,  che nasce durante il Viaggio di Maria e Giuseppe,  che non nasce accolto dalla popolazione,  che nasce in un luogo di fortuna,  che nasce accolto da persone umili. Vogliamo affidargli i tanti migranti che nel mondo saranno, in questo giorno, lontani dalla propria terra, dalla propria famiglia, dalla propria comunità parrocchiale, affinché trovino nei fratelli cristiani, nei paesi di arrivo, l’accoglienza evangelica”. Da qui l’impegno “ad aprire le nostre porte e le nostre braccia al fratello che arriva a noi da lontano perché si senta accolto, si senta ospitato, si senta atteso”.
 

La morte di Antonio Megalizzi ci testimonia che un’altra Unione è possibile

di Ivan Maffeis Roma - Cerco pensieri e parole per offrire ai uno spunto d’omelia in questa terza domenica del cammino d’Avvento. L’invito alla gioia che ne attraversa le letture si sovrappone con il viso sorridente e luminoso di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista trentino rimasto vittima dell’attentato terrorista di martedì 11 dicembre ai mercatini di Natale di Strasburgo. Davanti a volti come il suo diventa subito chiaro l’appello che Papa Francesco ha più volte ripetuto, scontentando chi presume di possedere verità: “Abbiamo bisogno di ascoltare i giovani, senza esclusioni. Ognuno di loro ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa!”.
Quante cose ci affida Antonio; quante cose rimbalzano con intensità nei brevi anni della sua vita: la famiglia, lo studio, gli affetti; la volontà di andare oltre per conoscere, capire e incontrare; la passione per la radio, la politica, il giornalismo.
Quanti luoghi comuni contribuisce a spazzar via, quante analisi affonda, quasi le nuove generazioni fossero semplicemente sedute, ripiegate e spente.
Chi con violenza assurda e omicida ha voluto spezzare l’esistenza di Antonio ha ottenuto l’effetto contrario: la morte di questo giovane ha dato risonanza planetaria a un patrimonio di valori e progetti, di cultura locale e universale, di impegno civile aperto e propositivo. Mentre il mondo adulto trova nella crisi finanziaria, economica, sociale e politica dell’Europa un motivo per prenderne le distanze, Megalizzi ci testimonia che un’altra Unione è possibile, se non ci si limita a intervenire sugli effetti e non sulle cause.
Un’Unione non sopra gli Stati, né a prescindere dagli Stati, ma Casa comune proprio grazie alla capacità di valorizzare l’identità storica, culturale e morale dei popoli del Vecchio Continente e di costruirsi sul rispetto della dignità di ogni essere umano.
“Il tuo sorriso, Antonio, ha saputo toccare tanti cuori e varcare confini impensati – ha detto il vescovo di Trento, Lauro Tisi – è stato motore di relazioni e testimonianza della bellezza della vita, anche in queste drammatiche ore in cui ti abbiamo conosciuto più da vicino. Per questo ti diciamo un profondo grazie”.
 
 

Sant’Egidio: riconoscere il contributo dei lavoratori immigrati all’economia e allo sviluppo dell’Italia

Roma - In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con i Migranti, che si celebra domani e che ricorda la data in cui, nel 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione Internazionale per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, la Comunità di Sant'Egidio evidenzia il contributo di oltre 5 milioni di immigrati che lavorano in Italia, all'economia e allo sviluppo del nostro Paese. 
I lavoratori di origine straniera - di cui circa la metà sono donne – svolgono – si legge in una nota -  “un ruolo essenziale principalmente nel settore della cura e l'assistenza alle persone fragili (anziani, bambini, persone con disabilità), e nel settore agricolo, i cui prodotti rappresentano una delle eccellenze italiane nel mondo”.  la comunità di Sant'Egidio auspica che questo “decisivo contributo ottenga il giusto riconoscimento, nell'ottica di offrire risposte ragionate alla questione delle migrazioni, che non cedano all'emotività ma tengano conto della necessità di gestire un fenomeno strutturale con misure di medio e lungo termine.  Anche per questo prosegue il proprio impegno non solo per la realizzazione di vie legali e sicure di immigrazione come i corridoi umanitari, ma per promuovere l'integrazione e l'inclusione attraverso  le scuole di lingua e cultura italiana e corsi di formazione al lavoro e di qualificazione professionale dei migranti.
 
 

Alleanza delle Cooperative, File, Fisc e Uspi scrivono al Presidente del Consiglio

Roma - “Chiediamo al Presidente un ripensamento urgente del Governo rispetto ai tagli indiscriminati di risorse del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione”, si legge nella lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, da Alleanza delle Cooperative, File, Fisc e Uspi:  “tagli sono previsti in un emendamento all’interno della Legge di Bilancio in discussione e approvazione al Senato. I tagli annunciati avranno effetto dal 2019, con ripercussioni pesantissime su diversi giornali cooperativi e delle altre realtà no profit, e su tutto l’indotto. Crediamo che il Governo e lo Stato debbano invece essere parte attiva e vigile per la promozione e  la tutela del fondamentale diritto ad un informazione plurale, in coerenza con l’art.21 della Costituzione, e non mortificare il pluralismo con tagli così pesanti e repentini. Chiediamo dunque che venga ritirato l’emendamento riferito ai tagli all’editoria e che vanga avviato con urgenza un Tavolo di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla Legislazione attuale, ogni possibile miglioramento sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’’innovazione”. “Confidiamo – si legge ancora nel testo -  nell’impegno del Presidente del Consiglio di rinviare i tempi di applicazione di ipotesi di tagli dei Fondi al 2020 per creare le condizioni rapide per un confronto serrato sul merito dei cambiamenti da proporre alla  attuale Legge che potrebbe vederci tutti, parte pubblica, cooperative, privati,  impegnati per costruire nel 2019 soluzioni adeguate ed innovative di sostegno all’intera filiera editoriale. Siamo per un sostegno al pluralismo chiaro e trasparente, ma occorre un lavoro serio e di insieme per evitare conseguenze disastrose sul settore”.
 

CEI: auguri a Papa Francesco

Card. Gualtiero Bassetti – Mons. Stefano Russo Roma - Santità, nel giorno del Suo compleanno la pagina del Vangelo – con il racconto della genealogia di Gesù – ci offre lo spunto per rivolgerLe un pensiero affettuoso. Con il Suo magistero e la Sua personalità, infatti, Lei ci interroga e provoca a essere una Chiesa immersa nella storia, Chiesa capace di non scandalizzarsi delle contraddizioni e dei ritardi, Chiesa attenta a riconoscere i segni dello Spirito ovunque si manifestino.
Lei, Santità, ci aiuta ad aprire sui poveri gli occhi e il cuore, spingendoci a farci loro prossimo con la comprensione benevola e creativa della carità.
Lei ci riporta alla freschezza liberante di una Parola che si è fatta carne e chiede di essere annunciata nella sua conformità con i fatti.
Beatissimo Padre, in questo giorno di festa Le auguriamo di sentire la riconoscenza di tutta la nostra Chiesa e di sperimentare – come riflesso della Sua testimonianza – le ricchezze inestimabili che la Grazia suscita in questo nostro tempo.
 
 

Papa Francesco: “il piccolo Gesù ci ricorda che metà dei profughi sono bambini incolpevoli”

Città del Vaticano – “La Santa Famiglia di Nazareth visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”.
Ricevendo in udienza nei giorni scorsi nella Sala Clementina i promotori, gli organizzatori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, che ha avuto luogo sabato nell'Aula Paolo VI, promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione pontificia Scholas Occurrentes e della Fondazione salesiana Missioni Don Bosco, Papa Francesco ha sottolineato che “il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità”.
Quest'anno, in particolare, ha proseguito Papa Francesco il Natale, “ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo - migranti, profughi e rifugiati - in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici”. “Per lasciare tutto - casa, parenti, patria - e affrontare l'ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante!”, ha sottolineato il Pontefice: “quando l'ira violenta di Erode si abbatté sul territorio di Betlemme - ha ricordato -, la Santa Famiglia di Nazareth visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”. “A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza”, ha aggiunto Francesco.
 

Card. Bassetti: “la dignità della persona umana va difesa sempre, in ogni circostanza”

Roma – “Non si può difendere la famiglia e la vita nascente, dimenticandosi dei poveri e dei migranti fino a sviluppare, in alcuni casi, un sentimento xenofobo; al tempo stesso, non ci si può impegnare per i poveri e i migranti e poi essere a favore dell’utero in affitto o dell’industria della vita che mercifica il corpo umano”. A dirlo oggi al “Il Fatto Quotidiano” il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una lunga intervista. Per il porporato “la dignità della persona umana è incalpestabile e va difesa sempre, in ogni circostanza”.