Primo Piano

“Verso un’Europa migrante”: sei incontri a Vicenza

Vicenza - Creare momenti di dialogo e confronto sul tema delle migrazioni e comprendere a fondo le ragioni che spingono migliaia di persone a spostarsi dai propri Paesi d’origine, ma anche promuovere una visione comunitaria del fenomeno migratorio. Sono gli obiettivi di “Verso un’Europa migrante”, un ciclo di sei incontri che si terrà a Vicenza nei prossimi mesi e che sarà rivolto a tutta la cittadinanza. Una rassegna che si pone in continuità con l’esperienza biennale di “Verso una città migrante”, iniziata nel 2017.
Il primo appuntamento è in programma per il 22 gennaio alle 20.30 al Centro Culturale San Paolo di viale Ferrarin con padre Camillo Ripamonti, presidente dell’associazione Centro Astalli di Roma, e Simone Varisco della Fondazione Migrantes. I due ospiti tratteranno i dati e i numeri del fenomeno migratorio in un’ottica che va oltre i pregiudizi fornendo un’analisi realistica e puntale della situazione in Italia e in Europa.
La seconda data della rassegna, poi, è prevista per il 18 febbraio alle 20.30 al Centro dei Ferrovieri di via Rismondo con l’incontro dal titolo “Un’invasione che non si ferma”. Fabio Butera, giornalista che collabora con La Repubblica e autore del reportage sul caso della nave Trenton, incontrerà Nello Scavo, inviato di  Avvenire che lo scorso ottobre è stato inviato a bordo della Missione Mediterranea.
Il Polo giovani B55, in Contrà Barche, invece, farà da cornice al terzo appuntamento in calendario per il 18 marzo. Sempre a partire dalle 20.30 Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale e vincitrice del premio “Anna Lindh Foundation Award” con il reportage “La barca senza nome”, spiegherà cosa c’è da sapere oggi sull’immigrazione.
“La quotidiana storia di un medico a Lampedusa” è il titolo del quarto appuntamento, che si terrà il 15 aprile nella Sala dell’Arco del Palazzo delle Opere Sociali di Piazza Duomo (ore 20.30). Ospite della serata il dottor Pietro Bartolo, direttore del Presidio Sanitario e Poliambulatorio di Lampedusa, che dall’inizio degli anni Novanta ha curato migliaia di uomini, donne e bambini sbarcati sull’isola. Bartolo è stato anche uno dei protagonisti del docufilm di Gianfranco Rosi “Fuocoammare” (vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino).
Si continua il 6 maggio nella sede del Centro e Documentazione e Studi di Presenza Donna, in contra’ Mure Pallamaio. Alle 20.30 Laura Silvia Battaglia, giornalista e documentarista specializzata in Medio Oriente e zone di conflitto, condurrà l’incontro “Yemen, una guerra con armamenti italiani”.
L’ultimo appuntamento il 13 maggio negli spazi di Porto Burci (Contra’ dei Burci, 27) alle 20.30.
La rassegna, organizzata con il patrocinio del Comune di Vicenza, è promossa da Non Dalla Guerra, Centro Astalli Vicenza, Centro Culturale San Paolo-Vicenza, Cittadini per Costituzione, Cooperativa Pari Passo, Incursioni di Pace-Rete Progetto Pace Vicenza, Migrantes, Movimento dei Focolari Veneto, Pax Christi, Presenza Donna.
 
 

Regno Unito: oggi il voto sulla Brexit

Londra - La Camera dei Comuni di Londra è chiamata oggi a votare l’accordo stabilito tra governo britannico e Ue per il divorzio dall’Unione, fissato al 29 marzo. La premier May ieri ha fatto appello ai deputati, perché, ha spiegato, c’è il rischio reale di un “no deal” o, addirittura, di non poter attuare il Brexit che gli elettori inglesi hanno chiesto con il referendum del 2016.
Ieri da Bruxelles è arrivato una sorta di sostegno alla May mediante una lettera, molto conciliante, firmata dai rappresentanti delle istituzioni comunitarie.
 
 

Card. Bassetti: grazie alla popolazione di Torre Melissa, “sui poveri non ci è dato di dividerci”

Roma – Si è aperto oggi pomeriggio a Roma il Consiglio Permanente della CEI con una introduzione del presidente, il card. Gualtiero Bassetti che nel suo intervento ha voluto dire grazie agli abitanti di Torre Melissa in Calabria che nei giorni scorsi, in una notte fredda, hanno accolto 51 migranti arrivati sulle coste calabresi rispondendo alle loro grida di aiuto.
“Mentre sul migrante e sulla persona fragile – ha detto il porporato -  stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale che – come sostiene Papa Francesco – ‘enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza’, la piccola comunità sulla costa crotonese ha scritto una pagina di segno contrario”. A fronte di quella cinquantina di profughi abbandonati in balìa delle onde, sindaco, forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini “hanno – ha aggiunto il porporato - saputo esprimere una solidarietà corale. Sui poveri non ci è dato di dividerci, né di agire per approssimazione: la stessa posizione geografica del nostro Paese e, ancor più, la nostra storia e la nostra cultura, ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo come in Europa”. (Raffaele Iaria)
 

ISMU: tra gli sbarcati è record di minori non accompagnati

Milano - Ad aumentare in termini relativi, nonostante il calo in numeri assoluti, è la quota di minori non accompagnati che nel 2018 sono stati 3.536 e hanno costituito il 15% di tutti gli sbarcati, l’incidenza più alta del quinquennio considerato. Lo riferisce oggi un Report dell’ISMU. Tale componente infatti è andata crescendo negli anni: i giovani giunti soli sulle nostre coste costituivano l’8% nel 2014 e 2015, per poi diventare il 13-14% nei due anni successivi.
 

ISMU: nel 2018 sbarchi diminuiti dell’80%

Milano - Il drastico rallentamento degli sbarchi, che prosegue dall’estate del 2017, ha determinato il più basso numero di migranti giunti in modo non autorizzato sulle coste italiane: nel 2018 appena concluso infatti sono stati poco più di 23mila i migranti sbarcati in Italia, l’80% in meno rispetto all’anno 2017. Il dato, inferiore anche a quello registrato nel 2013, modifica lo scenario dopo quattro anni di arrivi a sei cifre – tra i 120 e i 180mila dal 2014 al 2017. Tra i cambiamenti – riferisce oggi l’ISMU - anche le nazionalità degli sbarcati: per un terzo i migranti provengono da Tunisia (oltre 5mila persone) e da Eritrea (3.300), al terzo posto gli iracheni con 1.744 sbarcati. “Sebbene la Libia sia ancora il principale paese di partenza dal continente africano, è diminuito – si legge nel Report -  sensibilmente il suo peso percentuale in favore di altre zone tra cui in particolare la Tunisia: nel 2018 è partito dalla Libia il 54% dei migranti giunti in Italia via mare, mentre l’anno precedente la percentuale era del 90%”.
 

Mons. Pizziolo: “accoglienza e legalità devono convivere”

Roma - “Accoglienza e legalità devono convivere. E l'episodio accaduto nel crotonese dove dei cittadini hanno salvato dei migranti lo testimonia. Questa credo sia la strada giusta. Valori come la legalità e la solidarietà devono agire in maniera collegata, non è facile ma questa è la sfida che ci attende”. Lo ha detto il neo presidente della Caritas Italiana mons. Corrado Pizziolo, vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000.
“La questione dell'accoglienza dei migranti - ha aggiunto il presidente - è molto complessa. Bisogna riconoscere che sul fronte dell'accoglienza l'Italia non è stata aiutata dagli altri Paesi e questo ha provocato in tante persone una reazione di chiusura e rifiuto. Dobbiamo anche riconoscere che alcune paure sono state enfatizzate. Bisogna comunque fare i conti con questa situazione. Il tema dell'accoglienza credo che imponga a tutti una riflessione e un modo di agire. È un problema che non ci siamo inventati noi italiani ma riguarda anche altre aree del mondo ed è inevitabile. Bisogna affrontarlo con equilibrio e ragionevolezza senza slogan predefiniti 'tutti dentro, tutti fuori' che non servono a niente. Serve dialogo, realismo ma anche coraggio e speranza”.
Per mons. l’immigrazione “è sicuramente una delle emergenze attuali ma non è l'unica. E non è l'unica emergenza di cui la Caritas si interessa. Le povertà molteplici in Italia riguardano nella stragrande maggioranza gli italiani. Non ci facciamo abbagliare da quello che appare di più”.
 

Tv2000: oggi il documentario “In viaggio con Mohamed’

Roma - Su Tv2000 un documentario su l’integrazione e il ritorno alle proprie radici: “In viaggio con Mohamed’” in onda oggi, 14 gennaio, in seconda serata.
Mohamed Echafi ha 30 anni ed è un nuovo cittadino italiano. La sua storia comincia a Khourigba in Marocco dove è partita una linea lunga e drammatica che lo ha condotto a Roma sognando una nuova vita. Qui Mohamed conosce lo scrittore Eraldo Affinati, che ha fondato insieme alla moglie Luce la Penny Wirton, scuola di lingua italiana per stranieri in cui Mohamed più che allievo si sente membro di una nuova famiglia. Dall’officina dove lavora e dal quartiere dove si è stabilito si snodano incontri e relazioni con altri migranti dal destino ancora incerto le cui storie riattivano la sua memoria. È un fidanzamento ufficiale a offrirgli l'occasione di tornare a casa: intraprende così un viaggio a ritroso in compagnia di Affinati che gli permette di capire chi è e cosa diventerà da grande.
 

Gli eroi di Torre Melissa

Catanzaro – “Un uomo senza sogni, senza utopie, senza ideali, sarebbe un mostruoso animale, un cinghiale laureato in matematica pura”.
L’11 gennaio, giorno in cui un po’ tutti ricordavano il cantautore Fabrizio De Andrè nel ventennale della sua morte, nelle cronache trovava spazio un’altra vicenda che le parole dell’artista genovese, in qualche modo, cingevano a mo’ di cornice: il racconto dei 51 curdi arrivati in barca a vela sulle coste calabresi, al largo di Crotone, naufragati a pochi metri dalla riva e salvati nella notte dagli abitanti del luogo, accorsi alle gride d’aiuto e d’angoscia. Una scena eccezionale, in un periodo storico nel quale indifferenza ed egoismo si avviano a regnare. Invece, nella storia scritta dai cittadini di Torre Melissa, c’è il seme di una speranza che, da tenue fiammella qual è, resiste senza spegnersi. È il segno di un’umanità che non muore, che riarde quando sembra sul punto di estinguersi. È un principio da tenere vivo, se si vuol continuare ad avere il privilegio di essere chiamati uomini.
Ciò significa spalancare le frontiere a chiunque, compresi i trafficanti di carne umana che speculano sulla pelle dei migranti? Tutt’altro: vuol dire, semplicemente, prendere consapevolezza del fatto che aiutare il prossimo non è questione che possa essere ingabbiata da norme e codicilli. E come un’altra storia recente dimostra (e ci si riferisce al caso dei 49 per più di due settimane lasciati a bordo della Sea Watch da un’Europa indolente), qualunque sia la strategia che si ritiene più opportuna per affrontare le migrazioni, non è possibile tenere in ostaggio la vita di decine di disperati, tra cui donne e bambini.
Riferimenti e modelli non mancano: in Giappone, paese tradizionalmente diffidente nei confronti dell’immigrazione straniera, il governo conservatore ha presentato e fatto approvare un pacchetto di misure per favorire l’ingresso – nell’arco di un quinquennio – di mezzo milione di stranieri, provenienti principalmente dall’Asia sudorientale, fissando sì dei rigidi paletti per la loro permanenza, ma anche iscrivendo a bilancio una serie di interventi per il loro inserimento sociale. In Germania, Paese più vicino a noi, l’esecutivo ha investito nella stessa direzione, programmando la formazione professionale dei migranti per agevolarne poi l’inserimento nel mondo produttivo. Solo due esempi, indicativi però di una tendenza: disingolfare i canali dell’asilo, regolamentare i flussi, diluire timori diffusi ad arte (e molte volte ingiustificati) nel mare grande della solidarietà. Soprattutto, è il simbolo di una necessità: fermare la rabbia, quella che eleva il rancore a forma di espressione, divenendo strumento di compressione degli spazi di una società indotta ad agitarsi, dividersi, insultare, finendo con l’essere insofferente all’adempimento dei propri doveri ed incapace di ottenere l’effettivo rispetto dei propri diritti.
Indubbiamente, il nostro è tempo di paure, di dubbi fondati sul vecchio che non c’è più e sul nuovo che ancora non si vede, ma è pure tempo di fermenti e sfide da raccogliere, come scriveva Cesare Pavese: “Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò”. (Mons. Vincenzo Bertolone – Presidente Conferenza Episcopale Calabra)
 
 
 
 

Lunapark: il vescovo di Chiavari celebra tra le giostre

Chiavari – Mettere al centro Gesù, il suo amore, per dare un senso vero e pieno alla propria vita. E’ questo il messaggio che il vescovo di Chiavari, Mons. Alberto Tanasini, ha lasciato agli operatori delle giostre di Chiavari e Sestri Levante incontrati ieri e per i quali ha celebrato la Santa Messa del tempo di Natale. Il presule ha incontrato le famiglie dei lunaparkisti che fino a metà mese resteranno nell’area della Colmata a mare di Chiavari e Sestri Levante. Il presule, affiancato da  don Enzo Frisino, parroco di San Paolo in Pilae e assistente ecclesiastico dei lunaparkisti dell’ufficio Migrantes diocesano, ha ricevuto, dai rappresentanti dei lunaparkisti, una targa ricordo per ringraziarlo della vicinanza della diocesi. Il luna park rimarrà aperto, con tutte le attrazioni, fino alla fiera  di Sant'Antonio del 20 gennaio. (R.I.)
 

Papa Francesco: dal 31 maggio al 2 giugno visita in Romania

Città del Vaticano –  Papa Francesco visiterà la Romania dal 31 maggio al 2 giugno prossimo. L’annuncio oggi sul bollettino della sala Stampa della Santa Sede.
“Accogliendo l’invito del Presidente, delle Autorità dello Stato e della Chiesa Cattolica della Romania – dice il direttore “ad interim” della Sala Stampa, Alessandro Gisotti -  Sua Santità Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico nel Paese dal 31 maggio al 2 giugno 2019, per visitare le città di Bucarest, Iaşi e Blaj e il Santuario mariano di Șumuleu Ciuc”.
 Il programma del viaggio sarà pubblicato nelle prossime settimane.
In Italia, secondo i dati del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, risiedono  1.190.091 (684.130 donne) cittadini rumeni mentre gli italiani in Romania, secondo i dati del Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes, gli italiani che vivono in Romani sono 6477. Di questi 2061 sono donne. (R.Iaria)

 

 

Liberi dalla paura: a Sacrofano il meeting delle famiglie accoglienti

Roma - Dare voce a quell’Italia che, come ha detto Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede lo scorso 7 gennaio, “nella fedeltà alle proprie tradizioni, mantiene vivo quello spirito di fraterna solidarietà che l’ha lungamente contraddistinta”. Così Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Centro Astalli dei Gesuiti attraverso i rispettivi responsabili don Giovanni De Robertis, don Francesco Soddu e padre Camillo Ripamonti, presentano in una nota  il Meeting delle realtà di accoglienza sul tema “Liberi dalla paura” che si terrà a Sacrofano, in provincia di Roma, dal 15 al 17 febbraio 2019. Famiglie, parrocchie, associazioni, realtà diverse che hanno scelto di ospitare e/o integrare i migranti presenti nel nostro paese si incontreranno per condividere esperienze e testimonianze.
“Con questo momento vogliamo anzitutto dire grazie, sostenere e incoraggiare, i tanti  che continuano, spesso gratuitamente e di tasca propria, a tenere vivo questo spirito di accoglienza e solidarietà – spiega don Giovanni De Robertis -. Oggi in Italia quello che sarebbe compito dello Stato molto spesso è svolto gratuitamente dal volontariato. E spesso con l’aggravio di essere guardati con sospetto, di coprire oscuri interessi o addirittura insultati – aggiunge il direttore della Fondazione Migrantes -. E’ incredibile, ma oggi chi è impegnato nell’aiuto e nell’accoglienza di uno straniero, dunque di un essere umano, viene visto in talune circostanze con diffidenza, quasi stesse a compiere un reato. A volte neanche la morte di donne e bambini periti lungo i viaggi della speranza verso le nostre coste fa notizia. Si ha la percezione che interessi solo il numero di quelli che raggiungono le nostre coste e non che dietro a quei numeri ci sono delle persone. Quello delle migrazioni, specie se forzate sono un fenomeno che deve far riflettere – aggiunge De Robertis -. Una questione che va affrontata con politiche serie, come ha cercato di iniziare a fare il Global Compact per migrazioni sicure, legali e ordinate che si è tenuto a Marrakech lo scorso dicembre e a cui paradossalmente non hanno partecipato proprio alcuni di quei paesi che  dicono di voler combattere le migrazioni illegali. Ma di fronte all’uomo ferito, bisognoso, l’unico atteggiamento possibile, quello che ci insegna tutto il Vangelo, è aprirgli il cuore e dargli una mano, fare a lui quello che vorremmo fosse fatto a noi nelle sue condizioni”.
Con il Meeting di Sacrofano “vogliamo ancora lanciare un messaggio di fiducia all’Italia. Incontrare da vicino i migranti, conoscerli, dare loro una mano, non è quella realtà tragica e perdente che viene spesso dipinta. Al contrario nella stragrande maggioranza dei casi è una esperienza arricchente, capace di suscitare nuove energie di vita.  La loro presenza – sottolinea De Robertis -  non impoverisce l’Italia, ma ci arricchisce, come, per dirla con una immagine a tutti familiare, ci ha mostrato la squadra italiana di volley femminile”.
 
Il meeting è aperto a tutte quelle realtà che nel nostro paese sono impegnate nell’accoglienza o integrazione dei migranti. L’iscrizione va fatta entro la fine del mese di gennaio. Per l’iscrizione o avere maggiori informazioni si può contattare la Fondazione Migrantes (06.6617901) o la Caritas italiana (06.66177210) oppure andare nei siti internet www.caritasitaliana.it e www.migrantes.it
 

Chiavari: il Natale dei migranti

Chiavari – “Rallegratevi, il Signore è vicino”. Nella domenica Gaudete, il vescovo diocesano di Chiavari, Mons. Albero Tanasini, ha incontrato le comunità dei migranti presenti in diocesi, rinnovando loro questo invito. Una rappresentanza delle diverse culture presenti sul territorio, si è radunata in Cattedrale per l’Eucaristia e ha proseguito il momento di incontro e festa nei locali del seminario.
La messa di Natale del vescovo per le comunità di migranti è un momento raccolto e familiare, in cui ciascuno porta le proprie esperienze, anche attraverso espressioni e tradizioni differenti, spiega la diocesi.
Mons. Tanasini ha proposto un momento della riflessione, prendendo spunto dal Vangelo. La terza d’Avvento è la domenica della gioia perché il Signore è vicino. Non solo perché il Natale è ormai imminente. Si è fatto prossimo in tutte le circostanze della vita, anche quelle più difficili. Da qui l’invito del vescovo a vivere la vita quotidiana, nella giustizia, nell’amore reciproco.
L’accoglienza e l’integrazione passa anche attraverso alcuni luoghi di incontro, nelle parrocchie. A Rapallo con le comunità Tamil, Filippini e dell’est Europeo, a Chiavari e Lavagna con i sudamericani.
 
 

Calabria: 51 migranti soccorsi a Melissa

Crotone - 51 migranti di etnia curda sono stati soccorsi lungo la costa nella frazione Torre del Comune di Melissa, nel crotonese, dove sono giunti a bordo di una imbarcazione a vela. La barca si è incagliata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel. Le urla dei migranti hanno svegliato alcuni dei residenti della zona. Il sindaco di Melissa Gino Murgi e diversi cittadini si sono immediatamente prodigati per trarre in salvo le persone. È stata anche utilizzata l’imbarcazione di salvataggio in dotazione all’hotel per il periodo estivo per portare al sicuro le sei donne e i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo. L’hotel ha poi messo a disposizione la sua struttura per soccorrere le persone e permettere loro di potersi asciugare e cambiarsi usando stufe, phon e coperte. Sul posto sono giunte le forze di polizia per gli adempimenti di rito.
 

CEI: da lunedì il Consiglio Permanente

Roma - Da lunedì 14 a mercoledì 16 gennaio si svolgerà a Roma la sessione invernale del Consiglio Permanente. Dopo l’Introduzione del Presidente CEI, il Card. Gualtiero Bassetti i lavori prevedono una riflessione sugli Orientamenti pastorali del decennio che volge al termine. In questi anni, a far da filo conduttore è stata la prospettiva educativa: si tratta ora di avviare – spiega una nota - un bilancio e di individuare con quale struttura e quali contenuti prospettare l’itinerario futuro, finalizzato a costruire condivisione di sguardo e d’impegno tra le Chiesa in Italia.
Il Consiglio della prossima settimana affronterà, quindi, l’approvazione di un Regolamento per il Servizio nazionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, costituito presso la CEI; provvederà alla nomina del suo Presidente e di un coordinatore, a cui la Presidenza affiancherà una segreteria stabile, in cui laiche e laici, presbiteri e religiosi esperti siano a disposizione dei Vescovi diocesani. Al riguardo, i vescovi saranno chiamati a esprimersi anche circa i servizi regionali e l’individuazione in ogni diocesi di uno o più referenti, da avviare a un percorso di formazione specifica.
 

Olanda: continua la mobilitazione per la famiglia armena

L’Aja - Continua la mobilitazione della chiesa protestante di Bethel all’Aja, per fermare il rimpatrio di una famiglia armena, colpita da un provvedimento di espulsione dopo ben otto anni già vissuti nel paese. Da oltre due mesi, era il 25 ottobre quando tutto ha avuto inizio, la famiglia Tamrazyan si è rifugiata nel tempio, approfittando di una legge olandese che vieta alle autorità di pubblica sicurezza di entrare in un luogo di culto mentre è in corso un servizio religioso. Da allora è iniziata una no stop di riti che non ha ancora visto la fine, mentre la famiglia è ospitata nei locali del tempio. Intanto, il ministro della giustizia, Mark Harbers, ha informato nei giorni scorsi di non aver intenzione di usare alcuna discrezionalità o deroga per concedere i permessi di soggiorno alla famiglia. Decisione che se possibile ha rafforzato ancora di più lo spirito di comunità dei partecipanti, pubblico e officianti. La chiesa «non può accettare il rifiuto e continuerà a dare rifugio alla famiglia», ha affermato Theo Hettema, presidente del Consiglio della Chiesa riformata nei Paesi Bassi, come riferisce l’Osservatore Romano. Seicentocinquanta pastori e predicatori olandesi e stranieri, appartenenti ad almeno venti denominazioni differenti, si sono già alternati alla conduzione dei riti e ora anche la Comunione mondiale delle Chiese riformate (World Communion of Reformed Churches, Wcrc) prende netta posizione sulla vicenda. Al riguardo, nei giorni scorsi, Philip Vinod Peacock, segretario esecutivo per la giustizia e testimonianza del Wcrc, e Hanns Lessing, segretario esecutivo del Wcrc per la comunione e la teologia, hanno condotto il culto alla chiesa Bethel. «La Chiesa protestante dell’Aja - si legge in una dichiarazione riportata sul sito web - rispetta gli ordini del tribunale, ma si trova di fronte a un dilemma: la scelta tra rispettare il governo e proteggere i diritti di un minore. Lo scopo dell’asilo ecclesiastico è quello di creare riposo e sicurezza per la famiglia e di offrire loro un poco di respiro. Periodo nel quale invitiamo i politici - conclude il messaggio - a discutere con noi il destino della famiglia».
 

Papa Francesco: la fede vince lo spirito del mondo che divide

Città del Vaticano - Per amare Dio concretamente, bisogna amare i fratelli, cioè pregare per loro, simpatici e antipatici, anche per il “nemico”, non dare spazio a sentimenti di gelosia e invidia, e non fare “chiacchere” che distruggono le persone.  È una forte esortazione all’amore, quella che il Papa rivolge stamani -  riferisce Vatican News - nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. A dare la forza di amare così, è la fede che vince lo spirito del mondo, che è bugiardo e divide.
La riflessione di Francesco si snoda a partire dalla Prima Lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 4,19 - 5,4) proposta dalla Liturgia di oggi. L’apostolo Giovanni parla, infatti, di “mondanità”. Quando dice che: “coloro che sono generati da Dio, sono capaci di vincere il mondo”, sta parlando della “lotta di tutti i giorni” contro lo spirito del mondo, che è “bugiardo”, è uno “spirito di apparenze, senza consistenza”, mentre “lo Spirito di Dio è veritiero”. “Lo spirito del mondo è lo spirito della vanità, delle cose che non hanno forza, che non hanno fondamento e che cadranno”, sottolinea Francesco. Come i dolci che si offrono a Carnevale, le crêpes - chiamate in dialetto “le bugie” - non sono consistenti, ma “piene di aria”, così è lo spirito del mondo: “pieno di aria” ed inganna perché è “figlio del padre della menzogna”.
L’apostolo ci offre la via della concretezza dello Spirito di Dio, che “non va per le fantasie”: il dire e il fare sono la stessa cosa. “Se tu hai lo Spirito di Dio” – ricorda il Papa – farai le cose buone. E l’apostolo Giovanni dice una cosa “quotidiana”: “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio, che non vede”. “Se tu non sei capace di amare una cosa che vedi, come mai amerai una che non vedi? Quella è la fantasia”, evidenzia Francesco, esortando ad amare “questo che vedi, che puoi toccare, che è reale. E non le fantasie che tu non vedi”: “se tu non sei capace di amare Dio nel concreto, non è vero che tu ami Dio. E lo spirito del mondo è uno spirito di divisione e quando si immischia nella famiglia, nella comunità, nella società sempre crea delle divisioni: sempre. E le divisioni crescono e viene l’odio e la guerra … Giovanni va oltre e dice: ‘Se uno dice io amo Dio e odia suo fratello, è un bugiardo’, cioè un figlio dello spirito del mondo, che è pura bugia, pura apparenza. E questa è una cosa sulla quale ci farà bene riflettere: io amo Dio? Ma, andiamo alla pietra di paragone e vediamo come tu ami il tuo fratello: vediamo come tu lo ami”.
Papa Francesco si sofferma, dunque, sui tre segnali che indicano che non si ama il fratello. Sorridere lo si può fare in tanti modi: anche nel circo i pagliacci sorridono e tante volte piangono nel cuore. Prima di tutto, quindi, il Papa esorta a pregare per il prossimo, anche per quella persona che “mi è antipatica” e che so che “non mi vuole bene”, anche per colui che “mi odia”, anche per “il nemico”, come Gesù ha detto. Se non prego, è un segnale che non amo: “il primo segnale, domanda che tutti dobbiamo fare: io prego per le persone? Per tutte, concrete, quelle che mi sono simpatiche e quelle che mi sono antipatiche, quelle che sono amiche e quelle che non sono amiche. Primo. Secondo segnale: quando io sento dentro sentimenti di gelosia, di invidia e mi viene la voglia di augurargli del male o non … è un segnale che tu non ami. Fermati lì. Non lasciare crescere questi sentimenti: sono pericolosi. Non lasciarli crescere. E poi, il segnale più quotidiano che io non amo il prossimo e pertanto non posso dire che amo Dio, è il chiacchiericcio. Mettiamoci nel cuore e nella testa, chiaramente: se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona. Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina, con tante caramelle … Perché è bello, è ‘dolce’ chiacchierare, sembra una cosa bella; ma distrugge. E questo è il segnale che tu non ami”.
Se una persona smette di chiacchierare nella sua vita, “io direi che è molto vicina a Dio”, perché - spiega papa Francesco - non chiacchierare “custodisce il prossimo, custodisce Dio nel prossimo”: e  lo spirito del mondo si vince con questo spirito di fede: credere che Dio sia nel mio fratello, nella mia sorella. La vittoria che ha vinto il mondo è la nostra fede. Soltanto con tante fede si può andare su questa strada, non con pensieri umani di buon senso … no, no: non servono. Aiutano, ma non servono per questa lotta. Soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia. Il Signore, con questo brano della Prima Lettera di San Giovanni Apostolo ci chiede concretezza nell’amore. Amare Dio: ma se tu non ami il fratello, non puoi amare Dio. E se tu dici di amare tuo fratello ma in verità non lo ami, lo odi, tu sei un bugiardo”.
 

“Dove Bisogna Stare”: il film-documentario sulla società civile che accoglie

Roma - “Dove Bisogna Stare” il film-documentario diretto da Daniele Gaglianone, scritto con Stefano Collizzoli, prodotto da ZaLab in collaborazione con Medici Senza Frontiere (Msf), dopo essere stato presentato alla 36ma edizione del Torino Film Festival, uscirà nelle sale cinematografiche dal prossimo 17 gennaio, con un tour di proiezioni “evento” organizzate in tutto il territorio nazionale. La tournée di proiezioni sarà accompagnata da presentazioni degli autori e delle protagoniste del film e da discussioni e dibattiti, grazie anche alla partnership con Msf.
Il film sarà a Torino presso il Cinema Massimo, a Roma presso l’Apollo 11 e a Milano al Cinema Beltrade. Sono previste altre proiezioni su tutto il territorio nazionale e molte se ne stanno aggiungendo.
Dove Bisogna Stare” segue quattro donne italiane che hanno deciso di impegnarsi spontaneamente e gratuitamente nella cura e nell’accoglienza di persone migranti. Georgia, ventiseienne, faceva la segretaria. Un giorno stava andando a comprarsi le scarpe; ha trovato di fronte alla stazione della sua città, Como, un accampamento improvvisato con un centinaio di migranti: era la frontiera svizzera che si era chiusa. Ha pensato di fermarsi a dare una mano. Poi ha pensato di spendere una settimana delle sue ferie per dare una mano un po’ più sostanziosa. È ancora lì. Lorena, una psicoterapeuta in pensione a Pordenone; Elena, che lavora a Bussoleno e vive ad Oulx, fra i monti dell’alta Valsusa, e Jessica, studentessa a Cosenza, sono persone molto diverse; sono di età differenti, e vengono da mondi differenti. A tutte però è successa la stessa cosa: si sono trovate di fronte, concretamente, a una situazione di marginalità e di esclusione e non si sono voltate dall’altra parte. Sono rimaste lì, dove sentivano che bisognava stare.
 

Migrantes-Caritas-Astalli: dal 15 al 17 febbraio il meeting delle realtà di accoglienza

Roma - Dal primo pomeriggio di venerdì 15 febbraio a domenica 17 si svolgerà a Sacrofano (Roma) il meeting delle realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”: famiglie, parrocchie, associazioni, realtà diverse che hanno scelto di ospitare e/o integrare i migranti presenti nel nostro paese. A promuovere l’iniziativa sono la Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana e il Centro Astalli.
“Vogliamo dare voce a quell’Italia che ‘nella fedeltà alle proprie tradizioni, mantiene vivo quello spirto di fraterna solidarietà che l’ha lungamente contraddistinta”, come ha detto Papa Francesco al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede lo scorso 7 gennaio”, si legge in una nota a firma dei responsabili dei tre enti don Giovanni De Robertis, don Francesco Soddu e padre Camillo Ripamonti.  7/01/2019).
Chi desidera maggiori informazioni o parteciparvi, può rivolgersi alle segreterie di Caritas italiana (06.66177210) o della Fondazione Migrantes (06.6617901) entro la fine del mese di gennaio.
 

Caritas italiana: il nuovo Presidente “ad interim” è Mons. Corrado Pizziolo

Roma - È monsignor Corrado Pizziolo, vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, il nuovo Presidente “ad interim” di Caritas italiana, della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali.
Caritas italiana, attraverso il suo direttore Mons. Francesco Soddu e tutti gli operatori, dà il benvenuto a Mons. Pizziolo nel suo nuovo incarico, “con l’impegno a condividere con nuovo slancio un tratto di strada a servizio della comunità ecclesiale”. La prossima assemblea della CEI che sarà chiamata a eleggere il nuovo Presidente della Commissione Episcopale – e quindi di Caritas Italiana –, si svolgerà il 20-23 maggio 2019.
 
 

Sea Watch: “contenti per soluzione europea ma troppi 20 giorni per accordarsi”

Roma - “Siamo contenti che si sia riusciti ad arrivare a una soluzione europea, anche se questo ha preso molto tempo e dimostra che sia necessario organizzarsi per avere una soluzione redistributiva immediata. Non è possibile che lo scarico sia condizionale al raggiungimento di un accordo tra Stati membri”. Lo ha affermato al Sir Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, dopo lo sbarco a Malta delle 49 persone di Sea Watch e Sea Eye, autorizzato dopo lunghissimi giorni di trattative.
“Siamo contenti di poter finalmente liberare le persone che sono imprigionate da quasi 20 giorni a bordo. Ci rendiamo conto dello sforzo di Malta che non può farsi carico degli sbarchi di tutte le navi soccorse anche al di fuori della propria area Sar. Crediamo che sia responsabilità degli Stati membri trovare un accordo sulla redistribuzione, ma non è possibile aspettare 20 giorni per uno sbarco perché non riescono ad accordarsi”. I migranti verranno redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l’Italia.