Primo Piano

Circo: domani a Roma la Festa dell’arte circense italiana

Roma - Sarà il Circo Americano ad ospitare, domani, 30 gennaio, a Roma la festa del Circo italiano su iniziativa dell’Ente Nazionale Circhi. Sarà una serata dedicata ai protagonisti del Circo e all’arte circense, premiando le eccellenze del settore con l’istituzione del Premio “Pista tricolore”: “Viva il Circo, la festa dell’arte circense italiana”, questo il titolo dell’evento, sarà l’occasione per “assistere ad uno spettacolo di alto livello intorno alla classica e affascinante pista di segatura, e insieme per consegnare il meritato riconoscimento ad alcuni dei migliori artisti nelle diverse discipline e a personalità che hanno dimostrato il loro affetto e sostegno verso il Circo”. Il Circo italiano ha una storia antica e prestigiosa, molti dei pionieri sette e ottocenteschi di questa forma d’arte sono nostri connazionali, che hanno contribuito in maniera determinante alla diffusione e allo sviluppo del Circo nelle varie nazioni di tutto il mondo, ricorda l’Ente Nazionale Circhi. E, ancora oggi, sono italiani molti dei più apprezzati artisti circensi. Nella classifica del Festival di Monte Carlo, la più importante manifestazione di Circo classico, l’Italia è al terzo posto per numero di premi vinti.
Il Circo Americano, della Famiglia Togni, che ospiterà l’iniziativa, è il più grande circo del mondo a 3 piste: una “città viaggiante” composta da 50 animali di 4 specie diverse e oltre cento persone, tra artisti, tecnici e personale specializzato nell’installazione dell’enorme tensostruttura di duemila metri quadrati che ospita 2000 posti a sedere. (Raffaele Iaria)
 

Tratta

Roma - Cristo “cammina, soffre in tanti volti che soffrono per l’indifferenza soddisfatta e anestetizzante della nostra società, società che consuma e che si consuma, che ignora e si ignora nel dolore dei suoi fratelli”. Papa Francesco lo ha ricordato qualche giorno fa, a Panama, durante la Via Crucis celebrata in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Il Calvario di Gesù, ha detto, “si prolunga nelle donne maltrattate, sfruttate e abbandonate, spogliate e ignorate nella loro dignità”, ma anche “nel dolore nascosto e che fa indignare di quanti, invece di solidarietà, da parte di una società piena di abbondanza, trovano rifiuto, dolore e miseria, e per di più vengono indicati e trattati come portatori e responsabili di ogni male sociale”.
Alla vigilia della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani e in vista del Meeting delle realtà di accoglienza, abbiamo scelto di dare voce a chi ogni giorno è in prima linea nel combattere il traffico di persone e nell’offrire ospitalità. Per ribadire che l’incontro e la conoscenza sono gli strumenti per sconfiggere paure e chiusure. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)
 
 

Garante infanzia scrive a Conte e Salvini: “sbarcare i minorenni e assicurare un’adeguata accoglienza” ai migranti della Sea Watch

Roma - “La condizione di vulnerabilità delle persone di minore età deve essere tutelata immediatamente e adeguatamente nel rispetto della legge interna e delle norme internazionali alla luce del principio del superiore interesse del minore. Per questo i minorenni presenti sulla Sea Watch vanno fatti sbarcare”. Così Filomena Albano, garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), in una nota nella quale ha comunicato che “a proposito dei diritti dei minorenni presenti a bordo della nave Sea Watch 3, ormeggiata in acque italiane, ho inviato una segnalazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno ai sensi dell’art. 3 della legge 112/2011, istitutiva dell’Autorità. Nota della quale ho informato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i presidenti di Senato e Camera”. La legge italiana, ribadisce l’Agia, prevede che il respingimento non possa avvenire “in alcun caso”. Le fonti internazionali, europee e interne stabiliscono poi per le persone di minore età il diritto a un’adeguata accoglienza in Italia. “Questo – prosegue Albano – significa attivare le procedure previste dalla legge 47/2017 sui minori stranieri non accompagnati. E quindi valutare caso per caso come realizzare il superiore interesse del minore attraverso l’identificazione, un colloquio conoscitivo e la nomina di un tutore”. Adeguata accoglienza che trova realizzazione anche attraverso ricongiungimento, affidamento familiare e inclusione.
 

Sea Watch: oltre cinquanta organizzazioni scrivono a Conte

Roma - “È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto”. Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, da oltre 50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori. Tra queste A buon diritto onlus, Acli, ActionAid, Aismi, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Cnca, Centro Astalli, Cir, Cittadinanzattiva, Comunità Sant’Egidio, Emergency, InterSos, Legambiente, Medici senza frontiere, Oxfam Italia, Salesiani per il sociale, Save the Children Italia, Sos Villaggi dei bambini Onlus e Terre des Hommes.
Nella lettera, si chiede al premier Conte che si dia seguito oggi stesso alla richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che “le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione Europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela dei minori di 18 anni rendono lo sbarco un atto dovuto, sinora ritardato senza comprensibili motivi”. La richiesta a Conte è di intervenire immediatamente ed “esercitare quanto nelle Sue responsabilità per far sì che questo ulteriore penoso episodio si concluda oggi stesso con lo sbarco di tutti e l’opportuna e immediata presa in carico dei minori loro malgrado coinvolti. Si tratta di persone che hanno già subito violenze e privazioni durante il viaggio, la loro sofferenza si è prolungata sin troppo ed è responsabilità delle Istituzioni italiane porvi fine”. (Sir)
 
 

Migranti: oltre 7.000 firme per l’appello “Non siamo pesci”

Roma - Oltre 7.000 le firme ricevute nel fine settimana per “Non siamo pesci”, l’appello promosso da Luigi Manconi e Sandro Veronesi con il collettivo #corpi. Tra gli altri sottoscrivono l’appello anche Elena Ferrante, Christian De Sica, Lawrence Ferlinghetti, Ficarra e Picone, Corrado Formigli, Luciana Littizzetto, Michele Serra, Dario Marianelli…Nell’appello si chiede di “istituire subito una commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo e di realizzare una missione in Libia”. Si chiede inoltre al governo di “offrire un porto sicuro in Italia alla Sea Watch, che sabato scorso ha salvato 47 persone ripristinando il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, e soprattutto del senso della giustizia. A cominciare con il consentire alle navi militari e alle Ong che salvano le vite in mare di poter intervenire”. Si vuole ricordare a tutti gli Stati europei “che la redistribuzione dei migranti si fa a terra e non in mare”. “Per chi non può e non vuole essere complice delle stragi nel Mediterraneo” l’appuntamento è oggi pomeriggio a Piazza Montecitorio.
 
 

La vecchia e la nuova emigrazione si incontrano: presentato il Rapporto Italiani del Mondo 2018 a Charleroi

Charleroi - Le Acli del Belgio e la Filef Nuova Emigrazione Belgio, in collaborazione con la Fondazione Migrantes hanno presentato il 26 Gennaio a Charleroi, presso il centro socio-culturale “sala Europa” il Rapporto Italiani nel Mondo 2018.
Michele Ottati, presidente della Acli del Belgio ha aperto l’iniziativa ringraziando tutti gli ospiti presenti e introdotto il tema della giornata ricordando come la ripartenza in maniera massiccia della nuova emigrazione italiana, mette il mondo associativo italiano all’estero davanti ad una nuova sfida, per cui bisogna attrezzarsi. Ha ricordato che le Acli e la Filef  Nuova Emigrazione hanno lanciato a Dicembre 2018 un questionario conoscitivo sulla nuova emigrazione italiana arrivata in Belgio dopo il 2014. I risultati saranno fondamentali per cercare di dare aiuto e supporto alla nuova emigrazione da parte delle nostre associazioni.
Quindi, ha  preso la parola il Console  Generale Michelut, che ha salutato i presenti anche a nome dei lavoratori del consolato generale. Michelut  ha ribadito l’importanza del rapporto redatto dalla Fondazione Migrantes per la rete consolare, per affrontare al meglio le sfide che la nuova emigrazione impone anche alle istituzioni italiane all’ estero.
Sono stati trasmessi quindi i saluti di Delfina Licata della Fondazione Migrantes  insieme al video di presentazione del rapporto.
Durante l’incontro l’intervento di Don Gregorio Aiello, Sacerdote della Missione Cattolica Italiana di Genk. Don Gregorio ha condiviso la sua esperienza vissuta in prima linea, raccontando di emigrati che si ritrovano in serie difficoltà durante il loro percorso migratorio e si rivolgono alla Missione Cattolica. Bisogna “sviluppare un sentimento di simpatia per chi sembra diverso da noi” ha detto il sacerdote che ha ricordato come il mondo della cultura, del sociale e della politica devono impegnarsi nell’accoglienza e che  l’emigrazione e l’immigrazione sono facce della stessa medaglia. Ha terminato il suo intervento con le parole di Mons. Giancarlo Perego, già direttore generale della Migrantes e oggi arcivescovo di Ferrara-Comacchio: “chi è accolto è grato e vuole ricambiare”.
Nell’intervento sulla nuova emigrazione in Belgio, Alessandro Mazzola e Elsa Mescoli dell’Università di Liegi hanno sinteticamente condiviso con i partecipanti, i principali punti del loro contributo al Rapporto Italiani nel Mondo, sottolineando la mancanza di fonti aggiornate diverse dal dato AIRE, che complica molto lo svolgimento di studi approfonditi.
E’ seguito l’intervento Marco Grispigni, della Filef Nuova Emigrazione Belgio, che ha ricordato lo sforzo comune con le Acli per svolgere il nuovo questionario conoscitivo sulla nuova emigrazione in Belgio, l’esclusione di fatto degli emigrati italiani che dovessero tornar in Italia dal reddito di cittadinanza e che non bisogna mai dimenticarsi che le migrazioni non accadono a caso, non sono fenomeni naturali ancorché frequenti nella storia umana, ma sono figlie di squilibri economici e di sviluppo, e che da li dovremmo partire per affrontare in maniera organica il tema migratorio.
Hanno chiuso la mattina gli interventi di Giorgio Dalmol, che ha ricordato ai giovani presenti l’importanza che le rimesse degli emigrati hanno svolto nello sviluppo dell’Italia e di come poco ci si ricordi di questo nelle odierne discussioni sull’emigrazione e ha ribadito che una dei segnali della poca importanza che l’Italia da alla sua emigrazione sta nel fatto che la Rai è l’unica televisione statale a oscurare ancora moltissimi dei suoi programmi, impedendo la visione dall’estero; Enzo Monaco da Liegi, che ha ripercorso le tappe fondamentali della nostra emigrazione in Belgio nel dopoguerra e Salvatore Cacciatore, presidente del Comites di Charleroi.
Al convegno anche un intervento di Brunella Rallo, fondatrice del blog “Mamme di Cervelli in fuga” , che ha spiegato i motivi per cui ha tentato la strada del blog e ha raccontato molte testimonianze dirette di mamme con figli emigrati, che hanno creato molta commozione nel pubblico che ha partecipato all’iniziativa e che ha sollecitato la risposta istintiva di Sara, italiana emigrata nata a Trento 24 anni fa e di origine marocchina, che ha ringraziato Brunella per questa idea di creare una rete di mamme di emigrati.
I lavori sono stati conclusi da Michele Ottati, che nel ringraziare nuovamente gli intervenuti, ha ribadito che la sinergia tra le Acli e Filef Nuova Emigrazione sui temi della nuova emigrazione, continuerà e si rafforzeranno in futuro. (Pietro Lunetto)



 

GMG Panama: è arrivato il Papa e il clima è subito cambiato

Panama - È sbarcato il Papa a Panama e il clima è subito cambiato. Non che non fosse caldo prima, sotto tutti i punti di vista. Già da un paio d’ore prima che le ruote dell’aereo toccassero terra, in città si percepiva il fermento dell’attesa che traspariva anche dai discorsi: non conosco lo spagnolo, ma la parola “Papa” era sulla bocca di tutti.
Ovviamente anche il Papa è sceso stanco dall’aereo: il fuso orario è impegnativo per chiunque. Ma è sempre bello vedere come il suo volto, man mano attraversa le ali di folla ai lati della strada, si illumina e si carica sempre di più. È un’immagine da ricuperare: il passaggio del Papa richiama quello di Gesù tra la folla o quello di Pietro che con Giovanni va al tempio. Ma dovrebbe essere il passaggio di ogni cristiano nella storia.
Offrire ciò che si ha nel cuore, il vangelo. Ricevere ciò che è donato. È questo lo scambio che rende fecondo il cuore e la vita di tutti.
Due note stanno caratterizzando queste ore. Da una parte la delusione delle famiglie che avevano dato la disponibilità ad accogliere pellegrini e non ne hanno avuti perché non sono arrivati. Questo ci ricorda quanto siamo stati attesi e desiderati. Si arriva a una sorta di “disperazione”: ogni domenica, per due anni, in parrocchia hanno sentito dire del bisogno che si aprissero le case per l’accoglienza dei pellegrini. Certo, il passaggio di questi giorni è una “migrazione rapida”, meno problematica di quella di cui si parla quotidianamente.
Ma un cuore che accoglie è diventato per noi una notizia: possibile? La seconda nota è l’incontro per strada con i giovani del Venezuela: le loro guance si rigano di lacrime. Per quanto la storia produca sempre tragedie, non è abitudine vedere giovani che piangono alla GMG. Nelle loro parole e nei loro occhi c’è il dramma e la preoccupazione di un popolo, anche se molti sono qui già da qualche anno (a proposito di migrazioni…). Li portiamo nel cuore sapendo che la carezza di una preghiera è tutto ciò che abbiamo. E che in questo momento possiamo offrire. (don Michele Falabretti – Sir)
 
 

Centro La Pira: oggi l’incontro “Nessuno escluso”

Firenze – Oggi pomeriggio, alle 15,30 si terrà, nella Sala Teatina del Centro Studenti Internazionali “Giorgio La Pira di Firenze l’evento-lancio di presentazione del Progetto “CON TE - CONnecting Teens”, promosso dall’Associazione Volontari del Centro Internazionale Studenti «Giorgio La Pira», in partenariato con la cooperativa sociale Arca.
Il progetto è risultato vincitore di «Nessuno Escluso», bando per l’inclusione socio-culturale di giovani italiani e stranieri, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, in collaborazione con la Fondazione «Il Cuore si scioglie» Onlus.
«CON TE» si rivolge ai ragazzi ospiti di due Comunità per minori, «Casa Sassuolo» e «Il Mandorlo», poste nell’area metropolitana del Comune di Firenze, e vuole offrire un percorso integrativo di formazione articolato su attività didattiche (quali il potenziamento in lingua italiana, la formazione alla cittadinanza attiva e l’approfondimento informatico) e attività di tipo ricreativo, come la scuola calcio, la musicoterapia e la danza terapia. L’obiettivo è quello di potenziare le capacità espressive dei minori coinvolti e di offrire maggiori strumenti per la loro integrazione.
Al convegno, aperto al pubblico, saranno presenti Chiara Mannoni, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Sara Funaro, Assessora al Comune di Firenze, oltre alle persone coinvolte, che illustreranno le attività progettuali.
 

GMG: nel 2022 in Portogallo

Roma – Si è conclusa ieri a Panama la XXXIV edizione della Giornata Mondiale della Gioventù. La prossima si svolgerà in Portogallo a Lisbona, nel 2022. A annunciarlo ieri, a nome di Papa Francesco, il card. Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita al termine della Messa conclusiva al Campo San Juan Pablo II con la partecipazione di 700mila giovani. La giornata, quindi, ritorna in Europa. Le città del Vecchio Continente che in questi anni hanno ospitato i giovani di tutto il mondo per questo appuntamento sono state  Roma, Santiago de Compostela, Częstochowa, Parigi, Colonia, Madrid e Cracovia. Nelle Americhe la GMG si è svolta a  Buenos Aires, Denver, Toronto e Rio de Janeiro oltre a Panama mentre si è svolta a Manila, nelle Filippine, nel gennaio 1995. In Oceania, invece, la GMG è stata organizzata a Sydney, in Australia, nel 2008. (R. Iaria) 
 

Migrantes Campania su Migranti in strada e spostamenti in altri territori

Napoli - Papa Francesco nel messaggio della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018 "sottolineava l'importanza di offrire a migranti e rifugiati una prima sistemazione adeguata e decorosa" e di garantire la sicurezza personale e l'accesso ai servizi di base.
L'applicazione del decreto sicurezza costringe numerosi migranti, sebbene titolari del permesso di soggiorno per motivi umanitari, ad abbandonare le strutture e a interrompere forzatamente i percorsi di integrazione,(scuola, lavoro, amicizie).
Nonostante la loro vulnerabilità sono costretti a vivere in strada e quindi avendo diritto a stare in Italia non possono beneficiare dell'accoglienza di secondo livello.
Quanto sta accadendo mette in serio pericolo la vita di migranti esposti ai pericoli e rischi della strada, facendoli diventare invisibili sebbene non clandestini, creando nuove povertà.
Siamo certi che coloro che hanno ruoli di responsabilità per la gestione del fenomeno migratorio e dell'accoglienza metteranno al centro il valore della persona, nella sua dignità e tutela.
Vogliamo esortare le Istituzioni affinché prestino la massima attenzione per garantire a tutte le persone coinvolte la continuità dei percorsi di integrazione avviati (scuola, lavoro, famiglia), anche con la comunità locale, per garantire che nessun migrante sia lasciato in strada.
Vogliamo invitare tutti a non voltare lo sguardo, a prestare la propria vicinanza a queste persone in difficoltà, a rispondere con responsabilità, generosità, alacrità e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie disponibilità, a coloro che bussano alla nostra porta (Mons. Antonio De Luca, Vescovo Delegato Migrantes Campania - Antonio Bonifacio, Direttore Migrantes Campania)
 

Papa Francesco: imparare dalle pagine nere della storia per non tornare mai più a commettere gli stessi errori

 
Roma - “Abbiamo bisogno di mantenere vivo il ricordo del passato, delle tragedie passate, e imparare dalle pagine nere della storia per non tornare mai più a commettere gli stessi errori”. È l’appello di papa Francesco ieri,  nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto. “Continuiamo a sforzarci, senza sosta, di coltivare la giustizia, di far crescere la concordia e sostenere l’integrazione, per essere strumenti di pace e costruttori di un mondo migliore”, ha proseguito il papa durante la visita alla Casa Hogar del Buen Samaritano, penultima tappa pubblica del suo viaggio a Panama per la GMG, conclusasi ieri.
 

Sea Watch: i 47 migranti ancora a bordo

Roma - Dopo 10 notti in mare non si è ancora risolta l’odissea dei 47 migranti – tra cui 13 minori – a bordo della Sea Watch 3, la nave che da 4 giorni è ancorata al largo di Siracusa ma alla quale non è stato ancora consentito l’attracco in un porto sicuro del Mediterraneo. Ieri sulla nave ancorata al largo di Siracusa sono saliti alcuni parlamentari  insieme ad una mediatrice culturale, un avvocato e uno psichiatra per far visita e sincerarsi delle condizioni dei 47 migranti a bordo. La Guardia Costiera ha rifornito i migranti di viveri e vestiti inviati dalla Prefettura, oggi la Procura potrebbe ordinare un’ispezione a bordo per valutare le condizioni igieniche al fine di un’eventuale sequestro.
 

Porrajamos: per non dimenticare

Roma – Si celebra oggi la Giornata della Memoria per ricordare lo sterminio del popolo ebraico, la persecuzione dei cittadini ebrei, la deportazione, la prigionia e la morte di cittadini italiani nei campi di concentramento. Insieme a loro 500mila rom e sinti. Per loro oggi è il giorno del Porrajmos, divoramento...

GMG Panama: è arrivato il Papa e il clima è subito cambiato

Panama - È sbarcato il Papa a Panama e il clima è subito cambiato. Non che non fosse caldo prima, sotto tutti i punti di vista. Già da un paio d’ore prima che le ruote dell’aereo toccassero terra, in città si percepiva il fermento dell’attesa che traspariva anche dai discorsi: non conosco lo spagnolo, ma la parola “Papa” era sulla bocca di tutti.
Ovviamente anche il Papa è sceso stanco dall’aereo: il fuso orario è impegnativo per chiunque. Ma è sempre bello vedere come il suo volto, man mano attraversa le ali di folla ai lati della strada, si illumina e si carica sempre di più. È un’immagine da ricuperare: il passaggio del Papa richiama quello di Gesù tra la folla o quello di Pietro che con Giovanni va al tempio. Ma dovrebbe essere il passaggio di ogni cristiano nella storia.
Offrire ciò che si ha nel cuore, il vangelo. Ricevere ciò che è donato. È questo lo scambio che rende fecondo il cuore e la vita di tutti.
Due note stanno caratterizzando queste ore. Da una parte la delusione delle famiglie che avevano dato la disponibilità ad accogliere pellegrini e non ne hanno avuti perché non sono arrivati. Questo ci ricorda quanto siamo stati attesi e desiderati. Si arriva a una sorta di “disperazione”: ogni domenica, per due anni, in parrocchia hanno sentito dire del bisogno che si aprissero le case per l’accoglienza dei pellegrini. Certo, il passaggio di questi giorni è una “migrazione rapida”, meno problematica di quella di cui si parla quotidianamente.
Ma un cuore che accoglie è diventato per noi una notizia: possibile? La seconda nota è l’incontro per strada con i giovani del Venezuela: le loro guance si rigano di lacrime. Per quanto la storia produca sempre tragedie, non è abitudine vedere giovani che piangono alla Gmg. Nelle loro parole e nei loro occhi c’è il dramma e la preoccupazione di un popolo, anche se molti sono qui già da qualche anno (a proposito di migrazioni…). Li portiamo nel cuore sapendo che la carezza di una preghiera è tutto ciò che abbiamo. E che in questo momento possiamo offrire. (don Michele Falabretti – Sir)
 
 

Decreto Salvini: oggi a Bari presidio cittadino

Bari - Impugnare la “legge Salvini” sulla sicurezza davanti alla Corte Costituzionale e stanziare fondi straordinari per garantire salute, istruzione e assistenza agli immigrati residenti in Puglia. È quanto chiedono in una lettera aperta al presidente della giunta regionale pugliese, Michele Emiliano, gli organizzatori di un presidio cittadino che si tiene oggi pomeriggio davanti al Teatro Piccinni di Bari. Oltre cinquanta associazioni – tra cui Acli Bari-Bat, Cisl Bari, Comunità di Sant’Egidio Bari, Forum Terzo Settore Puglia, Libera Bari-Bat, Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Puglia – esprimono “grande preoccupazione” per gli effetti che la “legge Salvini” sta creando “in danno di una fascia di persone che stanno diventando dei ‘fantasmi’”. La Puglia “si è dotata sin dal 2009 di una legge (la n.32) che costituisce un pilastro basilare ai fini della promozione della integrazione e della tutela dei diritti umani fondamentali – scrivono – e la legge Salvini va ad incidere fortemente sulla previsione di quelle norme regionali”. Perciò, le associazioni invitano Emiliano “a voler prevedere lo stanziamento di fondi” per portare a soluzione “tutte quelle problematiche concrete che stanno sorgendo” e “ad assumere con urgenza ogni altra iniziativa, a cominciare dall’impugnazione della legge 132/2018 davanti alla Corte Costituzionale, a tutela della sfera della competenze regionali lese”. (Sir)
 

Migrantes: per non dimenticare

Domenica la Giornata della Memoria e il ricordo del Porrajmos Roma - Domenica, 27 gennaio, Giorno della Memoria: in questo giorno, insieme alla vittime ebree non possiamo dimenticare 500mila rom e sinti che hanno perso la vita nei campi di concentramento in un tempo in cui crescono le discriminazioni e le divisioni. Per i rom e sinti domenica è il giorno del Porrajmos, divoramento. Questo evento tragico non può oggi essere dimenticato: un popolo, quello rom e sinto, non ancora riconosciuto in Italia come minoranza, e continua a soffrire a causa di sgomberi che portano spesso all’esclusione  da percorsi di partecipazione e di cittadinanza. La Giornata della Memoria ci aiuta a riflettere su questa minoranza mettendo al centro le persone.
É di qualche anno fa lo studio di suor Carla Osella, pubblicato dalla Fondazione Migrantes sul genocidio dei rom e sinti (“Rom e Sinti: Il genocidio dimenticato”, Tau editrice): un viaggio nei luoghi del genocidio Rom e Sinto, per non dimenticare “un popolo che vive e soffre nelle nostre città, non sempre riconosciuto nella sua storia e nel suo cammino”, dice oggi la Fondazione Migrantes.
 
 

Castelnuovo di Porto: l’Autorità Garante per l’infanzia scrive al Ministero degli Interni

Roma - L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha scritto al Dipartimento libertà civili e immigrazione del Ministero dell’Interno per conoscere in quali strutture saranno accolti i minorenni interessati dalle operazioni di trasferimento dal centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto. “Ho evidenziato, nell’occasione, le particolari cautele che vanno assicurate alle persone minorenni coinvolte” spiega la Garante Filomena Albano.
“Pur in presenza di provvedimenti legittimamente adottati dall’amministrazione - prosegue l’Autorità garante - deve essere garantito il rispetto dei diritti previsti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Tra essi il diritto all’unità familiare, il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza sociale e il diritto all’istruzione ed educazione. “Quest’ultimo assume oggi una particolare valenza – aggiunge – perché se ne celebra la prima giornata internazionale”.  
“Non sono norme astratte – sottolinea la Garante – ma principi che devono essere concretamente attuati: il diritto all’istruzione si traduce nel diritto alla continuità scolastica, il diritto alla vita e alla sopravvivenza è anche diritto al mantenimento delle relazioni personali, così come il diritto al benessere comprende il diritto a continuare attività sportive, in modo da non interrompere percorsi già avviati.