Primo Piano

Promuovere vuol dire mettere in luce la bellezza che è nell’altro

Modena - La chiesa di San Paolo a Modena ha accolto il secondo appuntamento del ciclo Dalla paura all’incontro, organizzato dalla Pastorale sociale diocesana e dal Servizio animazione missionaria della diocesi di Modena-Nonantola, con numerose sigle dell’associazionismo cattolico.
L’incontro, sul verbo «promuovere», uno dei «quattro verbi» indicati da papa Francesco in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, è stato tenuto da don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, che ha esordito sottolineando la necessità di empatia, per comunicare con l’altro.
«Dobbiamo smettere di pensare che le emozioni non siano importanti e passare dallo scontro al confronto: il confronto con l’altro e con le sue paure», ha detto don De Robertis, invitando a superare la divisione fra «cattivisti» e «buonisti» sul tema delle migrazioni e a comprendere come anche le emozioni che questo argomento suscita siano degne di analisi e di riflessione.
«La migrazione è un problema, perchè è il sintomo di un problema che c’è a monte: l’eccessiva disparità nel possesso delle risorse, le guerre, la fame – ha proseguito il direttore generale di Migrantes – . La migrazione è un problema soprattutto per la troppo cattiva accoglienza che viene fatta quando non si promuove la persona, ma la si spoglia della sua dignità». La dignità è un antidoto alla criminalità, sulla base dell’esperienza di Migrantes. «Sono convinto che la delinquenza che viene deprecata negli stranieri non sia il frutto di una differenza etnica, ma del degrado che queste persone sono costrette ad attraversare», ha detto don De Robertis, che ha proseguito illustrando come la Fondazione Migrantes sia nata per occuparsi degli italiani che emigravano all’estero e come anche oggi il numero di coloro che se ne vanno dall’Italia è superiore rispetto a quello di chi arriva.
Tuttavia, il Paese fatica ad affrontare il problema. «Noi abbiamo un grande numero di persone che arrivano, non hanno un titolo di studio, non sanno dove andare, non sanno cosa fare, sono parcheggiate da qualche parte. Non basta fare un’analisi di queste cose, bisogna promuovere, che significa riconoscere il valore fraterno di queste persone – ha detto – . La questione migratoria è soprattutto una questione di onore: dopo venti secoli di cristianesimo, non ci si dovrebbe vergognare di essere stranieri. Come vergognarsi di essere stranieri e pellegrini quando noi viviamo in un luogo provvisoriamente, ma la nostra patria non è qui, ma nei cieli». In questo contesto, anche una cosa apparentemente banale, come la possibilità di imparare la lingua, può essere un importante strumento di promozione. Tuttavia, se per lo Stato i migranti sono un problema da «Decreto sicurezza», ha sottolineato don De Robertis, accade spesso che per le comunità cristiane gli stranieri siano «un problema della Caritas», perché inquadrati nella categoria «poveri».
Il direttore generale di Migrantes ha ricordato come non si possa ridurre i migranti a «persone da sfamare», condividendo un episodio accaduto al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari. «Due donne nigeriane hanno visto che ero un prete e si sono avvicinate. Non mi hanno chiesto due euro, ma due bibbie in lingua inglese – ha detto don De Robertis – .Nessuno aveva pensato che quelle persone volessero pregare: per questo, abbiamo chiesto che due dei prefabbricati fossero destinati rispettivamente a cappella e a moschea». Anche questo è «promuovere», un verbo che don De Robertis declina così: «Promuovere vuol dire mettere in luce la bellezza che è nell’altro. Non fare vedere quanto siamo bravi noi, ma vedere quanto sono bravi gli altri». (Francesco Gherardi - Nostro Tempo)
 

“Non si tratta solo di migranti”: il tema della prossima GMMR

Città del vaticano - “Non si tratta solo di migranti”: questo il tema scelto da papa Francesco, per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 29 settembre 2019. Con questo tema il pontefice “intende sottolineare che i suoi ripetuti appelli a favore dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime della tratta devono essere compresi all’interno della sua profonda preoccupazione per tutti gli abitanti delle periferie esistenziali”, spiega il servizio Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede: “l’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato e il carcerato che bussa oggi alla nostra porta è Gesù stesso che chiede di essere incontrato e assistito”. Come lo stesso papa Francesco ha sottolineato nella sua omelia di venerdì 15 febbraio 2019 a Sacrofano per l’incontro “Liberi dalla paura” promosso da Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e Centro Astalli: “È davvero Lui [Gesù], anche se i nostri occhi fanno fatica a riconoscerLo: coi vestiti rotti, con i piedi sporchi, col volto deformato, il corpo piagato, incapace di parlare la nostra lingua”.
Al fine di favorire un’adeguata preparazione alla celebrazione di questa giornata, la Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale darà inizio in questo mese a una campagna di comunicazione che proporrà, a cadenza mensile, riflessioni, materiale informativo e sussidi multimediali, con l’intenzione di promuovere l’approfondimento del tema scelto dal pontefice  attraverso approcci diversificati. (R.Iaria)
 

Piemontesi all’estero: un app per leggere i settimanali cattolici della regione

Torino - Web, facebook, twitter, app, social network.  Tanti i modi di coniugare il settimanale cartaceo con i nuovi strumenti di comunicazione.  Per raggiungere sempre più lettori in ogni spazio e dimensione, intercettare i giovani, lavorare in rete usando tablet, pc, smarthphone, i settimanali diocesani  da tempo si sono uniti con AGd (Agenzia Giornali Diocesani). Il  Network dell’informazione locale.  La App Agd raccoglie per ora 11 settimanali diocesani piemontesi.  
Giornali di informazione locale di ispirazione cattolica, alcuni ultracentenari. Ogni settimana stampano 200mila copie,  raggiungono quasi un milione di lettori.  Il primo polo informativo di tutto il Piemonte. Sono parte della Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici. Gli utenti di tablet, smartphone, pc possono leggere il giornale, abbonarsi, richiedere copie arretrate, sfogliare speciali, guardare video.
La app Agd si  scarica gratuitamente sia da Apple store che da Google Play store. La prima settimana si possono leggere gratuitamente tutti gli undici settimanali: “La Fedeltà di Fossano”;
“Vita diocesana pinerolese” (quindicinale); “L’Azione e i giornali della diocesi novarese”; “La Guida” di Cuneo; “Il Corriere di Saluzzo”; “Il Risveglio popolare” di Ivrea; “La Gazzetta d’Alba”; “La Gazzetta d’Asti”; “Il Popolo” di Tortona e “Il Biellese” di Biella. Con l’app Agd  un pezzo di Piemonte in tutto il mondo.
Per info e contatti: agdnotizie@gmail.com
 

Fondazione Missio: al via Campagna social per il mese dei martiri

Roma - In occasione della celebrazione della 27^ Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri del 24 marzo, che ha come slogan “Per amore del mio popolo non tacerò”, la Fondazione Missi della Cei,  in collaborazione con la commissione di comunicatori dei Centri Missionari Diocesani, propone una Campagna di sensibilizzazione attraverso i social network (Facebook e Instagram).
La Campagna tocca quattro Paesi (Ucraina, RD Congo, Yemen, Venezuela) nei quali la popolazione subisce situazioni di oppressione. “Siamo invitati come cristiani - seguendo anche il tema della Giornata- a non tacere. Aderire alla Campagna è molto semplice”, si legge in una nota dell’Organismo pastorale.
Missio chiede di scaricare - di settimana in settimana- dall’home page di www.missioitalia.it il materiale disponibile e condividerlo sui  profili Facebook e Instagram personali e istituzionali. Ogni lunedì ci sarà la  copertina e il post; ogni mercoledì il video (trailer e versione completa su youtube) e gli approfondimenti legati al paese.
Si parte oggi, 1 marzo con uno speciale su mons. Oscar Romero, “El santo de America”, al quale è legata la  Giornata del 24 marzo.
“Uomo di grande umanità e dal cuore aperto per le vittime di qualsiasi schieramento (guerriglieri, poliziotti, sacerdoti, politici e civili inermi), - dice di lui il comboniano padre Giulio Albanese, direttore delle riviste di Missio - Romero accettò la morte in un atteggiamento di totale abbandono a Dio. E il suo sacrificio, il cosiddetto dies natalis dei martiri, si compì di fronte all’altare eucaristico, in mistica unione con il Cristo crocifisso e risorto”.
 

Mar Egeo: soccorsi 47 afghani su un gommone

Roma - La Guardia costiera turca ha soccorso 47 migranti afghani su un gommone che rischiava di affondare nel mar Egeo settentrionale, mentre cercava di raggiungere le coste delle isole greche. I mezzi di Ankara sono intervenuti dopo che era stato lanciato l’allarme dal natante, che aveva iniziato a imbarcare acqua al largo dell’isola di Gokceada, nella provincia nord-occidentale turca di Cannakale. A bordo c’erano anche 9 donne e 23 bambini.
 

Migrantes-Missio Emilia Romagna: un incontro di esperienze

Imola - Si è tenuto martedì a Imola un convegno dei sacerdoti e degli operatori Fidei donum dell’Emilia-Romagna. All’incontro, promosso congiuntamente dagli uffici regionali Missio e Migrantes, hanno partecipato sacerdoti e religiosi provenienti da tutto il mondo e a diverso titolo inseriti nella vita pastorale delle diocesi dell’Emilia-Romagna e anche sacerdoti rientrati in regione dopo un periodo di servizio all’estero. 
L’incontro è stato pensato per focalizzare l’attenzione sul valore profondamente ecclesiale di questo scambio, ma anche sugli aspetti problematici che emergono dalla esperienza concreta.
Hanno introdotto il dibattito Mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti, don Felice Tenero, formatore della Fondazione CUM e don Mathiew Malik Faye, coordinatore nazionale degli Africani francofoni. (A.C.)
 
 

Brevi video sul tema Migranti e diritti negati

Cosenza - Dalla Convenzione di Ginevra alla vera sfida dei nostri anni, cioè liberare dalla paura la “maggioranza silenziosa”. Il dipartimento di Scienze e politiche sociali (DISPES) dell’Università della Calabria ha presentato on line, su un’unica pagina web, i link a 17 brevi video (ognuno di appena qualche minuto) sul tema Migranti e diritti negati.
La serie, suddivisa in altrettanti argomenti sotto tre grandi voci, ripropone l’intervento di Mariacristina Molfetta della fondazione Migrantes al campo scuola “Legami a perdere” della rete Bambini, ragazzi e famiglie al Sud, che si è svolto nel luglio 2018 a Cetraro Marina (Cosenza).
Le tre voci principali che scandiscono le clip di questo essenziale “dossier” audiovideo sono: “Gli equivoci: come si forma una opinione pubblica e la si distorce”, “Retrospettiva della crisi del 2015: la UE divisa e il ruolo dell’Italia”  e “Quel che si può fare: accoglienza e dialogo. Le esperienze in campo”. Il montaggio è disponibile nella sezione Guide di www.vie di fuga.org.
 

Migranti: crolla la protezione umanitaria

Roma - Netta diminuzione della protezione umanitaria per via dell’autentico crollo nella seconda metà dell’anno scorso. Netta diminuzione della protezione sussidiaria, ma anche calo dello status di rifugiato. E impennata dei dinieghi.
I dati di riepilogo del Dipartimento Libertà civili e immigrazione sulle decisioni in materia di richieste d’asilo nel 2018 di qualche giorno fa,  rispetto al 2017 confermano quanto già anticipato da Vie di fuga all’inizio di gennaio.
Confermato anche il crollo dei richiedenti protezione (cioé delle persone in fuga che l’anno scorso hanno avuto la possibilità di arrivare in qualche modo in Italia per chiedere protezione): meno 59% rispetto al ’17. Fra questi, nell’anno le cittadinanze più numerose sono state nell’ordine quella pakistana e nigeriana (nel 2017 l’ordine di numerosità era invertito), seguite da quella bengalese, senegalese, ucraina, maliana, gambiana, salvadoregna, marocchina e ivoriana.
Nel calo quasi generale, si segnalano qui i netti aumenti delle provenienze dal Salvador (+ 23% rispetto al ’17, come abbiamo visto qui sopra l’ottava cittadinanza in termini assoluti), dalla Georgia (+ 97%), dall’Albania (+ 104%), dal Venezuela (+ 83%), dalla Tunisia (+ 105%), dall’India (+ 62%), dal Perù (+  359%), dalla Colombia (+ 121%) e dallo Sri Lanka (+ 40%): v. la tabella qui a fianco.
Intanto, il ricercatore dell’ISPI Matteo Villa ha pubblicato una sintetica analisi secondo cui, fra giugno 2018 e oggi, nel bilancio fra dinieghi e rimpatri eseguiti, sono stati spinti verso l’irregolarità quasi 40 mila migranti.
 

Papa Francesco: ogni povero è degno della nostra sollecitudine, a prescindere dalla religione, dalla etnia, o da qualsiasi altra condizione

Città del vaticano -  “Questo incontro riveste un carattere speciale, poiché si colloca nel 150° anniversario di fondazione del vostro sodalizio, che ebbe il suo inizio nel 1869 per iniziativa di alcuni giovani romani”. È il saluto del Papa ai soci del Circolo San Pietro, ricevuti in udienza in occasione del 150° anniversario di fondazione. “Essi – ha aggiunto il pontefice - erano animati dal desiderio di testimoniare sostegno concreto e fedeltà incondizionata al Pontefice Pio IX, in un tempo di incomprensioni tra Chiesa e Stato”. Tale fedeltà si manifestò mediante “gesti di solidarietà da svolgere in favore dei poveri di Roma; il Circolo divenne così la longa manus del Papa verso le fasce più indigenti della popolazione”. “Insieme con voi, lodo il Signore per il bene compiuto in questi 150 anni, con un pensiero di gratitudine per i soci di ieri e per quelli di oggi”, ha quindi detto papa Francesco aggiungendo che in questo lungo periodo della sua esistenza, “non sono mai venute meno nel vostro Circolo le linee programmatiche originarie, sintetizzate nei tre cardini: preghiera, azione, sacrificio. Esse sono state alla base della stupenda fioritura di attività nell’ambito della carità e dell’accoglienza agli ultimi. Da queste caratteristiche distintive dipenderanno la vitalità apostolica e il futuro della vostra associazione: vi incoraggio a seguirle con rinnovato entusiasmo”. Bergoglio invita quindi a “non dimenticare la forza e l’importanza della preghiera per voi e per tutti coloro che sono impegnati nel lavoro caritativo”, un lavoro che va “alimentato con soste oranti e di ascolto della parola di Dio”, perché “il segreto dell’efficacia di ogni vostro progetto è la fedeltà a Cristo e il rapporto con lui nella preghiera”. Occorre quindi ad essere pronti a soccorrere quanti vivono oggi in condizioni di disagio e di abbandono”, perché anche oggi il servizio per i poveri deve “essere espressione efficace e testimonianza viva dell’amore che la Chiesa, e in particolare la Santa Sede, riservano ai poveri e ai sofferenti”. Per Papa Francesco “ogni povero è degno della nostra sollecitudine, a prescindere dalla religione, dalla etnia, o da qualsiasi altra condizione”.
 

Papa Francesco: c’è la misericordia di Dio, ma anche la sua ira

Città del Vaticano - Fermarsi, prendere coscienza dei propri fallimenti, sapere che la fine può arrivare da un momento all’altro e non vivere ripetendo che la compassione di Dio è infinita: una giustificazione per fare quello che si vuole. Papa Francesco, nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, riferisce Vatican News, riprende “i consigli” contenuti nel Libro del Siracide ed esorta a cambiare il cuore, a convertirsi al Signore.
 “La saggezza è una cosa di tutti i giorni”: evidenzia il papa, nasce dalla riflessione sulla vita e dal fermarsi a pensare come si è vissuto. Viene nell’ascoltare i suggerimenti, come quelli del Siracide, che assomigliano alle indicazioni “di un padre ad un figlio, di un nonno al nipote”: “Non seguire il tuo istinto, la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. Tutti abbiamo passioni. Ma stai attento, domina le passioni. Prendile in mano, le passioni non sono cose cattive, sono, diciamo così, il “sangue” per portare avanti tante cose buone ma se tu non sei capace di dominare le tue passioni, saranno loro a dominarti. Fermati, fermati”.
L’accento del Papa è sulla relatività della vita. Cita il versetto di un salmo che recita: “Ieri sono passato - dice Francesco - e ho visto un uomo; oggi sono tornato e non c’era più”. Non si è eterni – sottolinea il Pontefice – non si può pensare di fare quel che si vuole, confidando nella misericordia infinita di Dio: “non essere così temerario, così azzardato da credere che tu te la caverai. ‘Ah, me la sono cavata fino a adesso, me la caverò…’. No. Te la sei cavata, sì, ma adesso non sai… Non dire: ‘La compassione di Dio è grande, mi perdonerà i molti peccati’, e così io vado avanti facendo quello che voglio. Non dire così. E il consiglio ultimo di questo padre, di questo ‘nonno’: ‘Non aspettare a convertirti al Signore’, non aspettare a convertirti, a cambiare vita, a perfezionare la tua vita, a togliere da te quell’erba cattiva, tutti ne abbiamo, toglierla… ‘Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore’”.
 “Non aspettare a convertirti”: è l’invito del Papa che esorta a non rimandare il cambiamento della propria vita, a toccare con mano i fallimenti e gli insuccessi che tutti hanno, a non spaventarsi ma ad essere più capaci di dominare quello che ci appassiona. “Facciamo – ha detto -  questo piccolo esame di coscienza ogni giorno, per convertirci al Signore: ‘Ma domani cercherò che questo non accada più’. Accadrà, forse, un po’ meno, ma sei riuscito a governare tu e non ad essere governato dalle tue passioni, dalle tante cose che succedono, perché nessuno di noi è sicuro di come finirà la propria vita e quando finirà. Questi 5 minuti alla fine della giornata ci aiuteranno, ci aiuteranno tanto a pensare e a non rimandare il cambiamento del cuore e la conversione al Signore. Che il Signore ci insegni con la sua saggezza ad andare su questa via”.
 

La luce del Re ha vinto le tenebre

Roma - È online il sussidio per il tempo di Quaresima e Pasqua. Curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale, il testo è disponibile sul sito dedicato ed è liberamente consultabile e scaricabile.

Pubblichiamo la presentazione del Segretario generale della CEI, Mons. Stefano Russo:

Nel canto dell’Exsultet risuona la gioia per la risurrezione gloriosa del Signore, che «fa risplendere sugli uomini la sua luce serena». È la luce di Cristo, che disperde «le tenebre del cuore e dello spirito» (all’accensione del cero pasquale), che «salva su tutta la terra i credenti dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi» (Exsultet).
I discepoli, che la sera di Pasqua «gioirono al vedere il Signore» (Gv 20,20), ci ricordano il paradosso della vita cristiana: la prova e il dolore non sono eliminate in questo mondo; le nostre notti infatti, anche se oscurate dalla sofferenza quotidiana, sono illuminate dalla risurrezione del Signore, che nel mistero della notte pasquale «sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti». Come scriveva san Paolo VI nell’esortazione apostolica Gaudete in Domino, «il cristiano, sottoposto alle difficoltà dell’esistenza comune, non è tuttavia ridotto a cercare la sua strada come a tastoni, né a vedere nella morte la fine delle proprie speranze […]. L’Exsultet pasquale canta un mistero realizzato al di là delle speranze profetiche: nell’annuncio gioioso della risurrezione, la pena stessa dell’uomo si trova trasfigurata, mentre la pienezza della gioia sgorga dalla vittoria del Crocifisso, dal suo Cuore trafitto, dal suo Corpo glorificato, e rischiara le tenebre delle anime: Et nox illuminatio mea in deliciis meis» (n. III).
Il Tempo di Quaresima e la cinquantina pasquale, da vivere e comprendere nella loro unità e reciproco rimando, ci conducono per mano attraverso il mistero della libertà dell’uomo, del peccato, dell’amore di Dio, della sua misericordia, della redenzione di Cristo, per farci sperimentare la bellezza del rimanere con il Signore e la luce trasfigurante della risurrezione. La celebrazione dei sacramenti pasquali ci immerge in questa realtà e ci dona la grazia della conversione, richiamata in modo particolare dall’itinerario tracciato dai Vangeli di questo anno C. La stessa celebrazione liturgica è infatti un’esperienza protesa alla conversione della vita tramite l’assimilazione del modo di pensare, di comportarsi e di essere del Signore Gesù.
Il sussidio proposto anche quest’anno dall’Ufficio Liturgico Nazionale intende offrirsi come un contributo per preparare le celebrazioni affinandone la qualità misterica e la bellezza, in profonda sintonia con le indicazioni dei libri liturgici e delle possibilità da essi offerte, per lasciarci condurre nel cuore del mistero. Il Santo Padre Francesco ci ricorda infatti che la via mistagogica è quella più «idonea per entrare nel mistero della liturgia, nell’incontro vivente col Signore crocifisso e risorto. Mistagogia significa scoprire la vita nuova che nel Popolo di Dio abbiamo ricevuto mediante i Sacramenti, e riscoprire continuamente la bellezza di rinnovarla» (Alla Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 14 febbraio 2019).
In linea  con le domande poste ai Padri sinodali dai giovani – che in realtà sono quelle di tutto il popolo di Dio – auspico che il sussidio possa aiutare a riscoprire una liturgia autentica, fresca, gioiosa, valorizzandone la bellezza e la nobiltà dei segni e dei gesti, per vivere, nella celebrazione e nella vita, la speranza, la gioia della vita nuova in Cristo e la capacità di testimoniarla agli altri, così come invita il diacono congedando l’assemblea nel Tempo Pasquale: Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto! (+ Stefano Russo - Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana)
 
 

Alessandria: domani incontro sulla protezione internazionale e il diritto di asilo

Alessandria – “Il diritto di Asilo e la protezione Internazionale in Europa e in Italia”. Questo il tema di  un  incontro che si svolgerà domani, dalle 15 alle 17, ad Alessandria presso la Sala conferenze dell’Enaip, in Piazza Santa Maria di Castello 9  su iniziativa dell’Associazione “Social Domus”. Si tratta del primo di una serie di eventi e conferenze di approfondimento sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza. A relazione Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes. “Riteniamo che il dibattito, attorno a temi attuali e non sempre compresi nella loro reale dimensione, possa stimolare un dialogo costruttivo, portando a soluzioni condivise”, spiegano i promotori.
 

“Sentinella, quanto resta della notte?”

Roma - “Nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi”. Con parole di Edith Stein – trucidata ad Auschwitz e, vent’anni fa, proclamata Santa e Patrona d’Europa – Papa Francesco ha concluso in Vaticano l’incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa. Se nelle tenebre degli abusi riconosce all’opera il mistero stesso del male, non esita a indicare misure e impegni per porvi fine. Sono altrettanti passi con cui chiama il popolo di Dio a farsi dell’aurora sentinella vigile e operosa. (d. Ivan Maffeis)
 

Diritti dei migranti: delegazione di Eurodeputati a Roma da domani

Roma - Una delegazione di eurodeputati della Sottocommissione Diritti dell’Uomo, sarà in visita in Italia da giovedì 28 febbraio a venerdì 1° marzo, per compiere una valutazione della situazione di migranti e rifugiati durante il viaggio fra i paesi d'origine e il paese d'arrivo.
A tal scopo, i deputati visiteranno alcuni centri di accoglienza e incontreranno autorità nazionali e rappresentanti internazionali.
Nella giornata di domani i deputati incontreranno i rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dell’Organizzazione Internazionale per i Migranti e dell’UNICEF. Si recheranno poi in visita presso il centro San Saba, coordinato dal Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia). Saranno poi ricevuti dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.
Nel pomeriggio i membri della delegazione incontreranno i rappresentanti di alcune ONG: MOAS (Migrant Offshore Aid Station), MSF, SOS-Méditerranée e Sea-Watch; successivamente, gli europarlamentari vedranno le associazioni di difesa dei diritti dei migranti: Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) Centro di Ascolto Diocesano per Stranieri (Advice Center for foreigners), Emergency, MEDU (Medici per i Diritti Umani), Save the Children.
Alla fine di questi incontri la delegazione incontrerà alcune autorità nazionali fra cui Marta Grande - Presidente della Commissione Affari esteri della Camera; Iolanda Di Stasio - Presidente della sottocommissione della Camera per i Diritti umani nel mondo; Vito Rosario Petrocelli – Presidente della Commissione Affari esteri e immigrazione del Senato; Stefania Pucciarelli - Presidente della Commissione Diritti umani del Senato.
La giornata di giovedì si concluderà con la visita presso la Comunità di Sant’Egidio.
Venerdì 1° marzo, la delegazione sarà ricevuta dal Vice Ministro per gli Affari esteri e la cooperazione Emanuela Del Re. In seguito la delegazione si sposterà a Pratica di Mare presso la sede della Guardia di Finanza per un briefing dell’International Coordination Centre per FRONTEX. La visita si concluderà con una conferenza stampa prevista venerdì 1° marzo alle ore 15.00 presso l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia nella Sala delle bandiere.
 
 

Amnesty: i 10 artisti in gara per il miglior brano sui diritti umani

Roma - Carmen Consoli con “Uomini topo”, Ghali con “Cara Italia”, Patrizia Laquidara con “Il cigno (the great Woman)”, Ermal Meta e Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, Francesca Michielin con“Bolivia”, Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote con “Salvagente”, i Punkreas con “U-soli”, i Radiodervish con “Nuovi schiavi”, Salmo con “90 min”, i Subsonica con “Punto critico”. Sono questi i dieci brani in lizza per il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, l’importante riconoscimento riservato a brani pubblicati da artisti italiani affermati nell'anno precedente che tocchino tematiche sui diritti umani.
Il riconoscimento, nato nel 2003 nell’ambito del festival ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, viene assegnato da una giuria di giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, studiosi, rappresentanti di festival, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà.
Nel frattempo è disponibile on line il bando per la 22a edizione del “Premio Amnesty International Italia Emergenti”, a cui possono partecipare tutti gli artisti emergenti che abbiano un brano legato al tema dei diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e con qualsiasi genere musicale. La scadenza è fissata per il 6 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno una ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l'artista vincitore alle semifinali della fase live.
 

Aire: oltre 5milioni gli italiani residenti all’estero

Roma - Gli italiani residenti all’estero sono 5.288.281, 173.812 in più rispetto all’anno scorso. Il dato è stato pubblicato nel decreto del Ministero dell’Interno che, di concerto con la Farnesina, ogni anno pubblica il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, sulla base dei dati dell'elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell'anno precedente.
La maggioranza dei nostri connazionali risiede in Europa: 2.874.225 quelli nell’elenco aggiornato (erano 2.770.175 l’anno scorso); segue l’America meridionale con 1.651.278 (erano 1.596.632), quindi l’America settentrionale e centrale, dove risiedono 470.697 connazionali (erano 451.186) e, infine, la ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide con 292.081 italiani residenti (erano 278.091). Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, portala la firma dei Ministri Salvini e Moavero Milanesi.
 

Napoli: l’abbraccio di Yacoubou ai due ragazzini che lo hanno aggredito

Napoli - Gli avevano spruzzato lo spray urticante negli occhi, ma poi hanno deciso di incontrare Yacoubou Ibrahim per chiedergli scusa.
L’aggressione è avvenuta a Napoli nel rione Sanità la settimana scorsa ed è stato l’uomo aggredito – che da subito aveva evitato di etichettare l’aggressione come razzista – a chiedere di poter incontrare i due ragazzini per chiacchierare con loro e poter ascoltare le loro ragioni. I due minori di 10 e 13 anni, rintracciati grazie alle immagini di videosorveglianza a disposizione delle forze dell’ordine, si sono presentati nella chiesa di San Severo fuori le mura a Capodimonte con un disegno tra le mani: «Scusaci, non siamo una baby gang» hanno spiegato i due e in tutta risposta Yacoubou li ha stretti in un abbraccio.
L’uomo che è tutt’altro che un migrante, come si è letto erroneamente in alcune cronache, vive in Italia dal 1991 ed è originario del Benin: lavora come mediatore linguistico in una delle sedi della Asl di Napoli e conosce piuttosto bene il rione Sanità, le persone che vi lavorano e il tessuto sociale di cui è composto. Ed è stato lì che lunedì 18 febbraio, poco dopo alle 19.30, Yacoubou tornando da lavoro è stato vittima di un’aggressione: stordito dallo spray urticante aveva realizzato soltanto che fossero stati alcuni ragazzini tra i 12 e i 15 anni che, come spesso accade aggrediscono in maniera repentina senza guardare in faccia a nessuno. «Mi hanno fatto girare – aveva raccontato Ibrahim in un’intervista a Fanpage – con l’inganno e mi hanno spruzzato dello spray urticante in volto». L’uomo aveva, quindi, provato a reagire e a rincorrere i suoi aggressori ma lo spray lo aveva stordito talmente tanto da farlo cadere a terra, privo di sensi. C’erano voluti diversi minuti prima che qualcuno si fermasse per prestargli soccorso, ma poi tutto era finito per il meglio: con Ibrahim trasportato e curato in ospedale. Qualche ora dopo l’aggressione Ibrahim aveva sporto denuncia, evidenziando però che secondo lui l’episodio dovesse essere ricollocato in una più generale mancanza di sicurezza che colpisce alcuni rioni della città partenopea, e non tanto un’aggressione razzista.
A distanza di una settimana dall’aggressione, le forze dell’ordine hanno rintracciato gli autori del gesto violento e Yacoubou Ibrahim, che di professione è un mediatore culturale, ha chiesto proprio una mediazione: un incontro con i ragazzini stessi per capire le loro ragioni: «Ho accettato le loro scuse perché li ho visti sinceramente pentiti, e mi hanno promesso che si impegneranno in piccole attività di volontariato sul territorio. Ritirerò la denuncia solo quando vedrò il loro effettivo impegno» ha commentato Ibrahim al termine dell’incontro possibile grazie all’impegno degli educatori di strada, del parroco e del presidente della Terza Municipalità dove si trova il rione Sanità. «Assieme agli educatori del territorio e ai parroci ci siamo messi alla ricerca di questi ragazzini, ci abbiano parlato, abbiamo ascoltato le loro famiglie, abbiamo coinvolto carabinieri e polizia. Oggi li abbiamo fatti incontrare, tutti attorno ad un tavolo – ha raccontato su Facebook Ivo Poggiani, alla guida della Terza Municipalità fornendo altri dettagli sulla fine della vicenda –. Vittima e “carnefici”.
Si sono scusati con Yacoubou, lo hanno abbracciato. E chi sono questi carnefici? 10 e 13 anni, scugnizzi del quartiere, ragazzi che hanno bisogno solo di un po’ di affetto e di una chance, che hanno bisogno di modelli positivi, di scuola, di spazi di aggregazione.
Iniziamo noi a non chiamarli baby gang, magari poi non ci diventano». (Ilaria Solaini – Avvenire)
 

Papa Francesco: digiuno, preghiera, elemosina per la Quaresima 2019

Città del Vaticano - Vivere da figli da Dio, da persone redente, per fare del bene anche al creato. No alla logica del tutto subito, dell’avere sempre di più, che abbandonando la legge di Dio, porta ad avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio. Tanto da tradursi in sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella «cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato». È un invito a diventare persone nuove, sentendoci pienamente parte della creazione, il filo rosso del Messaggio del Papa per la Quaresima 2019. Va in questo senso il titolo stesso della riflessione, tratto dalla Lettera ai Romani: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”. Vanno vissuti in questo senso anche i richiami ai comportamenti tipici del tempo che prepara la Pasqua.
«Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità».
 

Oggi sciopero fame di Rom e Sinti

Roma - Questo pomeriggio, davanti a Montecitorio, una delegazione della rete Kethane - Rom e sinti per l’Italia inizierà uno sciopero della fame contro “la violenza razzista. Una iniziativa per parte dopo alcuni episodi di intolleranza avvenuti nel nostro Paese e che vuole – si legge in una nota – “testimoniare la sofferenza dei Rom e Sinti in Italia. Per affermare il rifiuto del razzismo, del pregiudizio. Chiediamo – si legge ancora nel comunicato – ai rappresentanti del popolo italiano, del quale noi siamo parte, il rispetto dei principi costituzionali che ci rendono uguali di fronte ai diritti e ai doveri; chiediamo che sicurezza e giustizia abbiano lo stesso significato per tutti; chiediamo di applicare la Costituzione, riconoscendo e tutelando la minoranza rom e sinta come avviene per tutte le altre minoranze”.
 

MCI Mosca: domenica Giornata Comunitarie e incontro su Dostoevskij

Mosca – Domenica prossima, 3 marzo 2019, si svolgerà a Mosca la Giornata Comunitaria della Comunità cattolica italiana. “Lo scopo del nostro stare insieme vuole essere un aiuto per sostenere la nostra fede e, a Dio piacendo, per creare un luogo in cui favorire la  nascita di amicizie o approfondire quelle già esistenti”, dice il missionario, don Giampiero Caruso.
L’incontro, dopo la celebrazione della Messa verterà sul tema “Lettura della vita di Dostoevskij e delle sue opere sotto il profilo della misericordia”. Relatrice Giovanna Parravicini, Ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana, Specialista di Storia della Chiesa in Russia nel XX secolo e di Storia dell’arte bizantina e russa.