10 Aprile 2024 - Venezia - Da oggi al 14 aprile si terrà la 17ª edizione di “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con Fondazione di Venezia e Comune, con il sostegno di Marsilio e Fondazione Musei Civici e la direzione di Flavio Gregori. Quest’anno la manifestazione avrà come focus speciale il viaggio, declinato in molte varianti: la ricerca di altri mondi, i commerci, il viaggio fantastico, la migrazione, con un tributo alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo. All’inaugurazione la statunitense Fiona McCrae riceverà il premio Cesare De Michelis per l’editoria innovativa. Tra gli ospiti, oltre a Ibrahima Lo, ci saranno il poeta, scrittore e giornalista Julio Llamazares (Spagna), Wang Anyi, tra le più importanti scrittrici cinesi, Kapka Kassabova (Bulgaria-Gran Bretagna), la giornalista franco-bosniaca Slaðana Nina Perkoviæ, Maylis de Kerangal e molti altri ed altre.
Primo Piano
Cei: a scuola di futuro con i fondi dell’8X1000
10 Aprile 2024 - Roma - La formazione – scolastica e professionale – come volano di sviluppo. Nella riunione del 22 e 23 marzo, il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato diversi progetti che puntano alla costruzione di scuole e all’educazione per le varie fasce d’età, oltre che alla sanità e alla promozione sociale. Con i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, saranno realizzati 53 nuovi interventi, per i quali sono stati stanziati € 8.033.319 così suddivisi: € 5.136.346 per 28 progetti in Africa, € 1.271.777 per 12 progetti in America Latina; € 1.569.286 per 12 progetti in Asia, € 55.910 per 1 progetto in Medio Oriente.
Tra gli interventi più significativi, nove sono in Africa: in Congo Brazaville, le suore Missionarie dello Spirito Santo costruiranno una nuova scuola per gli alunni della primaria “Eugénie Caps “ a Pointe Noire. In Costa d’Avorio, la Fondazione Marista per la Solidarietà Onlus completerà il polo scolastico “St. Marcellin Champagnat” così da poter accogliere 450 studenti della diocesi di Bouake. In Madagascar, le Piccole Suore Apostole della Redenzione costruiranno la scuola “Padre Arturo D’Onofrio” per assicurare un’educazione di qualità, ridurre la dispersione scolastica e l’analfabetismo a Lopary, nella diocesi di Farafangana (situata nel sud-est dell’isola a 900 km dalla capitale) dove la maggior parte della popolazione è dedita all’agricoltura, il turismo è inesistente e numerosissimi bambini vivono in villaggi isolati. In Nigeria, gli Spiritani invece potenzieranno la formazione professionale dell’Holy Ghost Model College di Imuwen con l’avvio di laboratori di informatica, edilizia, meccanica, idraulica, arte e artigianato, mentre nella Repubblica Democratica del Congo i Lasalliani promuoveranno formazione professionale per le giovani donne (circa 200) migliorando la loro istruzione e favorendo opportunità di occupazione e sostentamento. Lo stesso avverrà in Sud Sudan grazie al progetto della Fondazione Avsi che offrirà educazione di qualità ai giovani della diocesi di Rumbek, attraverso la fornitura di materiale didattico e di attrezzature professionali, l’allestimento di un laboratorio tecnologico, l’organizzazione di workshop con i rappresentanti delle realtà imprenditoriali locali. In Egitto, la Caritas locale organizzerà corsi di alfabetizzazione e librerie di comunità per aiutare 1350 ragazze a partecipare attivamente alla vita sociale e, al contempo, allestirà degli asili per i bambini di 3 ai 6 anni. In Ciad, poi, la Caritas della diocesi di Doba sosterrà numerose famiglie di agricoltori offrendo formazione e avviando un’azienda pilota per assicurare una maggiore produttività e rigenerare i terreni in una zona ampiamente sfruttata da parte di compagnie straniere che vi estraggono il petrolio. In Etiopia, il Vicariato Apostolico di Hawassa equipaggerà l’unità di terapia intensiva neonatale e le sale operatorie del Centro sanitario Bushulo, attivo in città da circa 40 anni e attualmente primo ospedale del sud del Paese dedicato alla salute materna, infantile e pediatrica per un territorio che conta 19 milioni di abitanti.
Dei 12 progetti finanziati nel Continente latino-americano, grande rilevanza assume quello promosso in Bolivia dal Vicariato Apostolico di Pando che ristrutturerà il Centro de Educacion Especial Sagrada Familia che offre percorsi riabilitativi e educativi a bambini, circa 115, con varie disabilità e costruirà per loro anche uno spazio polivalente, in particolare per svolgere attività sportive. Ad Haiti la diocesi di Jacmel avvierà un intervento a favore di un migliaio di giovani che abitano nella zona povera de “La Montagne”: saranno forniti 600 kit alimentari e sanitari, organizzati incontri di sensibilizzazione sull’utilizzo dell’acqua e corsi professionalizzanti. In Brasile, invece, l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo amplierà i programmi di formazione e certificazione delle competenze per migranti e rifugiati assistiti presso il Centro pastorale per i migranti fondato nel 1980 a Cuiabá.
Nel Continente asiatico, uno dei progetti vedrà la luce a Timor Est dove le Suore della Divina Volontà realizzeranno un Centro sociale a Maumeta (Aileu), nella diocesi di Dili, in un contesto rurale, povero, con pochissime infrastrutture, difficile da raggiungere per la presenza di strade non asfaltate che le condizioni climatiche rendono poco praticabili e pericolose. In 8 città – Karachi, Lahore, Sargodha, Faisalabad, Islamabad, Sialkot, Quetta e Gojra – del Pakistan, infine, grazie ai fondi dell’8xmille, si favorirà l’integrazione delle comunità cristiane e il dialogo interreligioso attraverso la promozione di iniziative ad hoc e soprattutto il sostegno alla formazione di 230 studenti cristiani che frequentano la scuola superiore e l’università, di 455 bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni delle “scuole di pace” (centri gratuiti che aiutano quanti sono a rischio analfabetismo e le loro famiglie nell’inserimento scolastico) e di 450 volontari della Comunità di S. Egidio.
(Foto Conferenza Episcopale Italiana)
(Foto Conferenza Episcopale Italiana)
Viminale: da inizio anno sbarcate 15.774 persone migranti sulle coste italiane
10 Aprile 2024 -
Roma - Sono 15.774 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 2.927 sono di nazionalità bengalese (19%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.230, 14%), Tunisia (1.745, 11%), Guinea (1.437, 9%), Egitto (956, 6%), Pakistan (637, 4%), Mali (539, 3%), Gambia (461, 3%), Sudan (449, 3%), Costa d’Avorio (383, 3%) a cui si aggiungono 4.010 persone (25%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Da Lagos scatti di luce sulla Laguna
10 Aprile 2024 - Venezia - In occasione di “Incroci di civiltà”, dopodomani alle 15, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, lo scrittore nigeriano Emmanuel Iduma converserà con Lucio De Capitani e, in collegamento da New York, con la scrittrice etiope Maaza Mengiste. Iduma, oltre a essere uno scrittore, è un esperto d’arte – per quanto questa definizione gli stia stretta –, autore di A Stranger’s Pose e de Lo sguardo di uno sconosciuto, libro di memorie di viaggio, in cui racconta l’Africa settentrionale, da Dakar a Douala, Bamako, Benin, Khartoum, fino a Casablanca.
In occasione del festival presenterà La forma della luce. Riflessioni sulla fotografia. Una narrazione fotografica tra Lagos e un’inedita visione di Venezia, pubblicata dalla casa editrice veneziana wetlands che con questo testo lancia la nuova collana “afterwords”, dedicata agli scrittori emergenti del Global South.
In questo libro Iduma offre uno sguardo inedito sul mondo occidentale, partendo da semplici ma importanti domande: cosa vede un intellettuale nigeriano dell’ultima generazione quando arriva a Venezia? Quali cose lo impressionano, e quali lo lasciano indifferente? Quali sono i suoi pensieri nell’incontro con le persone e la cultura occidentale? Lo sguardo di Iduma è attento, la prosa è chiara e il racconto trasporta il lettore verso un mondo di ricordi e relazioni che corre lungo il filo di immagini di Lagos e Venezia, senza meta d’arrivo, senza «lista pronta di persone da intervistare e nemmeno di domande da fare», ma con un suo percorso. Il libro è infatti corredato da fotografie dell’autore e altri fotografi africani contemporanei e ha la prefazione di Maaza Mengiste, curatrice di questo progetto editoriale, che ha come obiettivo quello di muoversi tra residenze creative e nuove prospettive saggistiche che si intreccino con l’immaginario di Venezia, celebrandone la bellezza e la complessità attraverso gli occhi di alcuni dei più talentuosi autori africani e della diaspora.
Scrivendo di afterwords nella prefazione de La forma della luce, Mengiste spiega: «Verso la fine del 2022, io e Luca Cosentino abbiamo cominciato a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se avessimo invitato alcuni dei più interessanti scrittori africani e della diaspora a trascorrere un periodo di residenza a Venezia e a registrare le loro impressioni su questa città surreale e illusoria. Come ne uscirebbe Venezia? In quale modo questi scrittori potrebbero aiutare tutti noi a riscoprire questo luogo meraviglioso e, contestualmente, a rivelare qualcosa dei loro mondi? Ed è stato così che, all’interno della casa editrice veneziana wetlands, è nata questa collana».
Cuore di “afterwords” saranno proprio le residenze letterarie che gli scrittori condurranno a Venezia, creando spazi di esplorazione e confluenza con il territorio. L’obiettivo è quello di innescare uno scambio culturale internazionale tra Venezia e il mondo letterario, non solo per creare nuova letteratura ma per stimolare nuove prospettive non occidentali su questioni sociali e ambientali che caratterizzano la società contemporanea (Eugenio Giannetta)
Italiani a Londra: sindaco propone uni schema stile Erasmus per attirare giovani italiani
10 Aprile 2024 - Roma - “Lavoriamo a uno schema di mobilità per i giovani, oltre allo schema Erasmus: e con un governo laburista potremo fare anche di più. Quegli italiani che vengono qui e poi tornano in Italia si sono innamorati di Londra, poi magari diventano amministratori delegati di aziende e manager di venture capital: e vogliono investire a Londra”. E' quanto dice oggi sul Corriere della Sera il sindaco di Londra, Sadiq Khann. Il promo cittadino londinese ha scritto una lettera aperta indirizzata al milione di cittadini europei che vivono nella capitale britannica sottolineando che difenderà sempre “i valori europei di apertura e tolleranza”. “Sono molto grato ai londinesi che vengono dalla Ue, dei quali 130 mila sono italiani: siete rimasti qui, anche se è stato orribile per voi negli anni dopo la Brexit, vi hanno fatti sentire non più benvenuti". Il sindaco afferma di volerm mettere su uno "schema sul modello Erasmus per far venire qui gli studenti italiani”. E dell’innalzamento del salario minimo per avere un visto di lavoro ad oltre 38 mila sterline l’anno (circa 45 mila euro) dice: “E’ ridicolo, è autolesionismo. Noi abbiamo ristoranti di alta qualità, lavori nella City, lavori nelle industrie creative dove non pagano quei salari, mentre abbiamo carenza di lavoratori. Dobbiamo organizzare a livello regionale liste di settori in cui c’è carenza di manodopera, dove non si applica quel salario. A Londra abbiamo una carenza di personale negli hotel, nei ristoranti, nella musica: dunque dobbiamo far sì che abbiamo una immigrazione sotto controllo, rafforzare i controlli alle frontiere, ma abbiamo bisogno di talenti e dobbiamo assicurarci di averli”.
Colombia e Panama: Human Rights Watch denuncia, “governi non fanno abbastanza per proteggere i migranti che attraversano la giungla del Darién”
9 Aprile 2024 -
Roma - Colombia e Panama non riescono a proteggere e assistere le centinaia di migliaia di migranti e richiedenti asilo che transitano nella giungla del Darién. Lo dichiara, in un ampio rapporto, l’ong Human Rights Watch. Il documento di 120 pagine, intitolato “Abbandonati nella giungla: protezione e assistenza per migranti e richiedenti asilo nel passo del Darién”, è il secondo di una serie di rapporti di Human Rights Watch sulla migrazione attraverso la pericolosissima giungla che fa da confine tra Colombia e Panama. Human Rights Watch, riferisce l'agenzia SIR, ha individuato carenze specifiche negli sforzi per proteggere e assistere queste persone – comprese quelle più a rischio, come i bambini non accompagnati – e per indagare sugli abusi commessi contro di loro. “Qualunque sia la ragione del loro viaggio, i migranti e i richiedenti asilo che attraversano il Darién hanno diritto a condizioni minime di sicurezza e al pieno rispetto dei loro diritti umani durante il viaggio”, ha dichiarato Juanita Goebertus, direttore della Divisione Americhe di Human Rights Watch. Colombia e Panama possono e devono fare di più per proteggere questi diritti e quelli delle comunità locali che hanno subito anni di negligenza da parte dello Stato”.
Human Rights Watch ha visitato il Darién Gap quattro volte tra aprile 2022 e giugno 2023, e ha intervistato quasi 300 persone, tra cui migranti e richiedenti asilo, vittime di gravi abusi, operatori umanitari e autorità colombiane e panamensi. Tra gennaio 2022 e marzo 2024, i ricercatori hanno anche condotto interviste telefoniche e virtuali. Hanno inoltre analizzato dati e rapporti dei governi colombiano, panamense e statunitense, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle organizzazioni internazionali, regionali e locali per i diritti umani e umanitarie e delle cliniche legali. Hanno ripetutamente inviato richieste di informazioni alle autorità colombiane e panamensi, che nella maggior parte dei casi hanno risposto.
Consiglio d’Europa: “raddoppiare gli sforzi per difendere i diritti e la dignità dei rom”
9 Aprile 2024 - Bruxelles - “Raddoppiare gli sforzi per difendere i diritti e la dignità dei rom, promuovere la coesione sociale e costruire società inclusive in cui la diversità sia celebrata e rispettata”: questo chiede Gudrun Mosler-Törnström, relatrice permanente sui diritti umani per il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa nella giornata internazionale dei rom che si è celebrata ieri. Sono proprio gli enti locali e regionali a svolgere “un ruolo cruciale” nell’affrontare le sfide con cui questa fetta della popolazione si trova confrontata: discriminazione, emarginazione e disparità socioeconomiche. Perché gli enti locali possono “favorire ambienti inclusivi e promuovere la piena integrazione delle comunità rom nelle società locali”. “La discriminazione subita dai rom e dai viaggianti in Europa e la portata delle violazioni dei diritti umani che subiscono sono scioccanti e richiedono un’azione ferma”, aveva affermato alla vigilia della giornata il neo-commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, entrato in carica il 1° aprile scorso. Sono circa 10-12 milioni i rom e nomadi che vivono in Europa, vittime di un “diffuso antiziganismo” che ha radici in secoli di violenza, stigmatizzazione e disuguaglianza. O’Flaherty aveva denunciato, ad esempio, che “i rom in fuga dalla guerra della Russia contro l’Ucraina sono stati discriminati nel tentativo di accedere a rifugi e altre forme di assistenza”. C’è molto da fare, aveva aggiunto O’Flaherty: “Utilizzerò al massimo il mio mandato per sostenere i rom nel rivendicare e godere dei diritti umani”.
Le rimesse degli immigrati: con la frenata del Pil calano i soldi mandati all’estero
9 Aprile 2024 - Milano - Il rallentamento economico dell'Italia nel 2023 ha condizionato anche le rimesse dei lavoratori immigrati nel nostro Paese inviate all'estero: secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia si è di fronte a una stagnazione (-0,4%) dopo la crescita dell'anno precedente. Si calcola che il flusso delle rimesse dall'Italia sia sceso a 8,1 miliardi di euro contro gli 8,2 miliardi del 2022.
La mobilità internazionale del lavoro, cresciuta considerevolmente negli ultimi decenni, si è riflessa in un aumento del valore assoluto dei flussi di rimesse, vale a dire quella parte di reddito risparmiata da un cittadino straniero e inviata alla propria famiglia nel Paese di origine. E ancora, negli ultimi tre mesi del 2023, di pari passo con la frenata del Pil italiano, le rimesse sono scese del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Le rimesse in uscita dall'Italia sono dieci volte maggiori di quelle in entrata: il saldo delle rimesse è negativo per circa 5 miliardi di euro all'anno in media dal 2010.
Va ricordato che il saldo delle rimesse del nostro Paese era diventato negativo già dalla metà degli anni '90, quando l'ammontare delle rimesse in uscita, inviate da un numero via via crescente di lavoratori immigrati, aveva superato quello declinante delle rimesse in entrata, lascito di un passato di emigrazione dell'Italia. In altre parole, i Paesi avanzati sono in genere caratterizzati da saldi di rimesse negativi mentre prevale l'opposto per i Paesi in via di sviluppo.
Dai dati della Banca d'Italia si vede che i primi Paesi beneficiari delle rimesse nel 2023 si sono riconfermati, a partire da Bangladesh, Pakistan, Filippine e Marocco, che hanno ricevuto rispettivamente il 14,3%, l'8,3%, il 7,3% e il 6,9% del flusso.
Sempre nel 2023 sono cresciute le rimesse dirette in Georgia (dal 4,8% al 5,6%) e in Sri-Lanka di un punto percentuale arrivando a 3,9%. Mentre sono calate quelle verso la Romania e il Senegal (5,5% e 4,1%). Allargando lo sguardo alla mappa mondiale e in particolare ai continenti, si può osservare come siano diminuiti soprattutto i flussi verso i Paesi dell'Africa sub-sahariana (-7,8 per cento) e dell'Unione europea (-4,7 per cento), in larga parte compensati dall'aumento dei flussi verso l'America centrale e l'America latina (+4,9 per cento) e, in minor misura, verso i Paesi dell'Asia e del Nord Africa - Vicino Oriente (+0,9 e +0,8 per cento, rispettivamente).
Tutte le maggiori regioni italiane, fatta eccezione per la Toscana, hanno registrato una crescita sostanzialmente nulla o negativa delle rimesse verso l'estero rispetto al 2022. Quasi la metà delle rimesse è provenuta dalle tre regioni più importanti in termini di flussi: Lombardia (22,6%), Lazio (14,8%) ed Emilia-Romagna (10,4%).
Le maggiori variazioni positive si sono registrate nelle province di Milano e Napoli verso Sri-Lanka e Georgia, mentre quelle più negative nelle province di Napoli e Roma verso il Bangladesh. (Ilaria Solaini)
Trame Migranti: domani la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo a Messina
8 Aprile 2024 - Messina - Si svolgerà domani, martedì 9 aprile, alle ore 15.00, presso l'Aula A203 del Dipartimento Cospecs a Messina, il Seminario promosso dalla rete “Trame migranti”, composta dal Dipartimento Cospecs-UniMe e da associazioni che sul territorio lavorano con le persone coinvolte nella mobilità umana, in cui verrà affrontato il tema dell’emigrazione italiana a partire dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. Apriranno i lavori Andrea Nucita e Tiziana Tarsia dell'Università di Messina - Dip. Cospecs, che presenteranno l’esperienza della rete “Trame Migranti” e il contributo delle diverse anime che la compongo nella co-produzione della conoscenza e nella condivisione delle buone prassi. A seguire, Delfina Licata , sociologa e responsabile della redazione del Rapporto Italiani nel Mondo che presenterà l'edizione 2023. Un volume giunto alla sua diciottesima edizione con la partecipazione di autrici e autori che, dall’Italia e dall’estero, hanno lavorato a diversi saggi articolati in quattro sezioni e dedicati ai temi della mobilità e del ritorno. Partendo dall’analisi di un'Italia sempre più fragile a causa della longevità e dello spopolamento dei suoi territori, si è cercato di capire se, nonostante la strutturalità della mobilità italiana del passato e di oggi, il ritorno ha ancora un impatto importante dal punto di vista quantitativo e qualitativo.
Dopo la presentazione del volume interverrà Sabina Licursi dell'Università della Calabria, per consegnare gli aspetti più rilevanti della ricerca sul campo che ha curato assieme al collega Domenico Cersosimo. Un lavoro, contenuto nel libro "Lento pede. Vivere nell’Italia estrema", che offre ampi spunti di riflessione sia sul versante scientifico che su quello delle policy multilivello delle aree interne. I lavori si concluderanno con la relazione di Francesca Frisone dell'Università di Messina - Dip. Scipog, dal titolo "Emigrazione di ritorno e sviluppo: il caso siciliano in prospettiva storica". I lavori saranno moderati da Luigi Chiara, professore ordinario di Storia contemporanea dell' Università di Messina - Dip. Scipog.
Dopo la presentazione del volume interverrà Sabina Licursi dell'Università della Calabria, per consegnare gli aspetti più rilevanti della ricerca sul campo che ha curato assieme al collega Domenico Cersosimo. Un lavoro, contenuto nel libro "Lento pede. Vivere nell’Italia estrema", che offre ampi spunti di riflessione sia sul versante scientifico che su quello delle policy multilivello delle aree interne. I lavori si concluderanno con la relazione di Francesca Frisone dell'Università di Messina - Dip. Scipog, dal titolo "Emigrazione di ritorno e sviluppo: il caso siciliano in prospettiva storica". I lavori saranno moderati da Luigi Chiara, professore ordinario di Storia contemporanea dell' Università di Messina - Dip. Scipog. Studenti Internazionali: a Pisa l’incontro con mons. Felicolo e gli ospiti dell’Associazione Malatesta
8 Aprile 2024 - Pisa - L’Associazione Sante Malatesta ETS è attiva a Pisa da 25 anni (fondata nel 1999) nell’aiuto a studenti universitari stranieri provenienti da Paesi in difficoltà iscritti presso l’ateneo pisano. La finalità principale è quella di accompagnarli al raggiungimento della laurea di primo o di secondo livello (magistrale) o in corsi di specializzazione post laurea, facilitando la loro integrazione nel contesto cittadino. L’associazione opera con un centro di ascolto aperto settimanalmente (il mercoledì pomeriggio) in cui si incontrano e si conoscono gli studenti in difficoltà. Prese in carico le richieste, la settimana successiva dopo un consulto dei volontari, si danno le risposte fornendo gli aiuti necessari compatibilmente con le possibilità. I servizi offerti sono fondamentalmente nell’ambito dell’assistenza al percorso di studio: supporto nell’iscrizione all’università e nelle pratiche di richiesta di borse di studio, rapporti con le ambasciate, i consolati e la questura per i permessi di soggiorno, aiuto nella ricerca di un alloggio, tutoraggio negli studi e nell’apprendimento della lingua italiana, supporto nell’acquisto di libri, computer, spese di redazione della tesi di laurea. Si aggiungono aiuti nell’ambito sanitario e dell’assistenza psicologica. Da qualche anno si è aggiunta l’offerta e la gestione di circa 30 posti letto in quattro diverse strutture cittadine e un centro di distribuzione di generi alimentari. Da pochi mesi una convenzione con l’Università di Pisa ha permesso di ospitare temporaneamente in un ostello cittadino 34 studenti universitari per lo più del primo anno per un periodo limitato che consentisse loro l’inserimento nella vita cittadina. Gli studenti aiutati in vario modo sono circa 300 ogni anno.
La Fondazione Migrantes da alcuni anni fornisce alla Sante Malatesta fondi per l’erogazione di borse di studio a studenti meritevoli seguiti dall’associazione. All’interno di tale rapporto quest’anno è nata la possibilità della visita a Pisa del direttore generale mons. Pierpaolo Felicolo per conoscere più da vicino l’Associazione, il contesto cittadino e diocesano in cui opera e gli studenti universitari stranieri aiutati con le loro storie, culture, esperienze e aspettative. Il 4 e 5 aprile scorso la visita di mons. Felicolo ha dato la possibilità di tale conoscenza, consentendo anche ai volontari e agli studenti della Sante Malatesta di approfondire la realtà della fondazione Migrantes.
Il 4 aprile nel primo pomeriggio c’è stato l’incontro in arcivescovado di mons. Felicolo con l’arcivescovo di Pisa mons. Giovanni Paolo Benotto. All’incontro era presente anche il cappellano universitario p. Giuseppe Trotta e Giulio Raimondi socio della Sante Malatesta. La Sante Malatesta ha sede a Pisa nella parrocchia universitaria di San Frediano che dal 2014 è stata affidata ai Padri Gesuiti: con loro sta iniziando un più stretto legame di collaborazione. Con la diocesi di Pisa la Sante Malatesta è in relazione dalla fondazione, e con alcune parrocchie il legame è particolarmente stretto.
Nel tardo pomeriggio del 4 aprile c’è stato un incontro con alcuni soci, il direttivo e i volontari dell’associazione Sante Malatesta per un confronto. Don Felicolo ha inquadrato l’agire e la missione di Migrantes nel contesto della chiesa italiana con ampie considerazioni sullo stato della mobilità delle persone (italiane e straniere). I rappresentanti della Sante Malatesta hanno tratteggiato la storia dell’associazione, il servizio di assistenza offerto, il modus operandi. Il 5 aprile don Felicolo ha visitato due delle residenze gestite dall’associazione incontrando, insieme ad alcuni volontari, degli studenti che l’associazione sostiene ospitandoli in esse. La mattina c’è stato un incontro con gli studenti ospitati in un una residenza in città affittata da parte della Sante Malatesta ad un privato. Era presente anche la volontaria e socia Paola Quagliani In un clima molto familiare ed amichevole c’è stata una presentazione degli studenti della loro provenienza, del loro percorso di studio, dei motivi che li hanno portati in Italia e a Pisa, delle loro aspettative, problematiche e successi universitari. C’erano studenti dal Camerun, Iran, Bangladesh, Etiopia iscritti a facoltà come tecnologie farmaceutiche, informatica, gestione dell’innovazione, scienze infermieristiche. È emersa la problematica dei permessi di soggiorno e della legalizzazione dei documenti necessari all’iscrizione universitaria come uno dei temi più sentiti dagli studenti. Nel pomeriggio c’è stata la visita ad una casa poco fuori città (a Ghezzano) gestita dalla Sante Malatesta, di proprietà della parrocchia della Santissima Trinità. Erano presenti oltre agli studenti il parroco don Alessio Lenzarini, e i soci e volontari Tunia Pini e Roberto Mirandola. Gli studenti provenienti da Camerun, Etiopia, Pakistan, India, Bangladesh e Gabon anche qui si sono presentati, aprendo una discussione sui motivi della scelta dell’Italia come luogo di studio: la qualità della formazione offerta dall’ateneo pisano è emersa come il motivo predominante. Nella discussione è stato sottolineato l’arricchimento, non sempre palesato e riconosciuto, che gli studenti stranieri portano nel contesto sociale italiano. Gli studenti incontrati frequentano facoltà di psicologia, ingegneria nucleare, ingegneria aerospaziale, ingegneria energetica, scienze della pace, informatica, economia e management. L’associazione ringrazia la Fondazione Migrantes ed in particolare don Pierpaolo Felicolo per la bella possibilità di incontro, dialogo e confronto che ci è stata donata. (Giulio Raimondi - Associazione Sante Malatesta)
Viminale: da inizio anno sbarcate 15.048 persone sulle coste italiane
8 Aprile 2024 -
Roma - Sono 15.048 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato, aggiornato a questa mattina, del ministero degli Interni. Di questi 2.775 sono di nazionalità bengalese (18%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.086, 14%), Tunisia (1.599, 11%), Guinea (1.056, 7%), Egitto (923, 6%), Pakistan (632, 4%), Mali (428, 3%), Sudan (378, 3%), Gambia (368, 2%), Eritrea (341, 2%) a cui si aggiungono 4.462 persone (30%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. I minori sono 1.703.
Comunità latino americana di Roma: è morta sr. Nunes
8 Aprile 2024 - Roma - Si è spenta sabato in tarda serata, all'età di 80 anni, a Bassano del Grappa, sr. Teresa Nunes, religiosa delle Suore di Carità meglio note come Suore di Maria Bambina. Sr. Nunes ha vissuto molti anni a Roma ed è stata tra le fondatrici, nel 2003, della Missione Cattolica Latino Americana presso la Chiesa “Santa Maria della Luce” collaborando con l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma. Nel 2010 è stata anche tra le fondatrici del centro di ascolto, che si identifica come servizio di accoglienza presso la chiesa Santa Maria della Luce e parte integrante della Missione latino-americana. “È stato organizzato – spiegava sr. Teresa - per andare incontro ai bisogni dei latino-americani di tutte le etnie, tenendo conto che nella Chiesa di Roma ci sono centri di ascolto per persone di altre nazioni. Il servizio è portato avanti grazie alla collaborazione di suore di vari Istituti religiosi che con amore, sensibilità, grande disponibilità e tanta passione missionaria offrono con assiduità un tempo prezioso”. Il centro accoglieva persone migranti, provenienti dall’America Latina.
I funerali si svolgeranno mercoledì pomeriggio a Bassano del Grappa e la sua salma sarà tumulata nel cimitero cittadino.
La Migrantes esprime la vicinanza alla famiglia, alle religiose della sua congregazione e alla Missione Cattolica latino americana di Roma.
Rom e sinti: l’azione incisiva della Migrantes di Reggio Calabria-Bova
8 Aprile 2024 - Reggio Calabria - In Italia la presenza delle minoranze Rom, Sinti e Camminanti ha origini ben radicate e, in Europa, la loro storia è segnata da tentativi di rispetto e di valorizzazione della loro cultura, ma anche da esperienze di esclusione e di repressione. Il Consiglio d’Europa stima che nel Vecchio Continente vivano tra i 10 e i 12 milioni di Rom, di cui circa 6 milioni nella sola Unione Europea. In base alle stime ufficiali, in Italia i Rom residenti sarebbero circa 150.000, di cui metà cittadini italiani e metà cittadini dell’area europea. Abitano per lo più le periferie delle città, dedicandosi all’artigianato, allo spettacolo viaggiante e al piccolo commercio, ma tentando anche qualche forma di integrazione.
In Calabria la presenza dei Rom è attestata a partire dalla fine del 1300. All’epoca erano seminomadi e si spostavano sul territorio offrendo servizi itineranti ai contadini. A reggio Calabria gruppi consistenti di Rom sono arrivati intorno alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso. Oggi sono tutti cittadini italiani che, a causa della crisi del mondo rurale e dello sviluppo dell’urbanizzazione, sono stati costretti a sedentarizzarsi, con programmi abitativi sia di equa dislocazione sul territorio e nei condomini insieme ai non- Rom, sia di concentramento. L’azione della Chiesa reggina, in particolare attraverso il Centro “Migrantes”, la Caritas, alcuni Istituti religiosi e movimenti ecclesiali, ha cercato sempre di muoversi nella direzione della promozione dei diritti fondamentali della persona e della costruzione di percorsi condivisi con le istituzioni (comune, scuole, ospedali...) per una sinergia di orientamenti e di prassi. Motivo ispiratore è il Vangelo, che in epoca moderna i Papi hanno richiamato e attualizzato con particolare sollecitudine pastorale. Ad esempio, il 26 settembre 1965, Paolo VI si recò a visitare il campo di Pomezia, accompagnato da alcuni Padri Conciliari, e disse: «Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa, [che] ama i poveri, i sofferenti, i piccoli, i diseredati, gli abbandonati». E così segnò una tappa importante nella pastorale della Chiesa per le minoranze zigane e rese loro manifesta la sollecitudine della Chiesa, nel cui seno non ci devono essere ineguaglianze riguardo all’etnia, alla nazione o alla condizione sociale. Poi, Papa Giovanni Paolo II, il 12 marzo 2000, con un gesto intensamente evangelico di coraggio e di umiltà, chiese perdono per le colpe commesse in passato dalla Chiesa nei confronti di tutte le minoranze gitane. Tre anni prima, il 7 maggio 1997, aveva elevato alla gloria degli altari un martire gitano, lo spagnolo Ceferino Giménez Malla. L’undici giugno 2011, Benedetto XVI ricevette i rappresentanti di diverse etnie Rom e disse: «La vostra storia è complessa e, in alcuni periodi, dolorosa. (…) Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!». Infine, il 26 ottobre 2015, ricevendo in Udienza oltre cinquemila rappresentanti Rom, Sinti e Camminanti, Papa Francesco ha ribadito la prospettiva pastorale della Chiesa con queste parole: «Vorrei che anche per il vostro popolo si desse inizio a una nuova storia. Che si volti pagina! È arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia».
L’annuale Giornata internazionale di Rom, Sinti e Camminanti dovrebbe provocare una riflessione, indirizzare nuove iniziative, mettere a fuoco la dimensione integrale della persona. Quindi, non solo l’attenzione alla questione sociale, sanitaria, occupazionale e abitativa, ma anche alla dimensione spirituale e al patrimonio di fede e di cultura di queste minoranze (p. Gabriele Bentoglio - Direttore Centro diocesano Migrantes Reggio Calabria-Bova)
Rom e sinti: si celebra oggi la Giornata internazionale
8 Aprile 2024 - Roma - Si celebra oggi, 8 aprile, la 54esima Giornata internazionale dei rom, sinti e caminanti, istituita in ricordo dell’8 aprile del 1971, quando a Londra si riunì il primo Congresso Internazionale delle popolazioni rom. E' una giornata di riflessione per guardare con occhi diversi e conoscere meglio questo popolo ancora molto discriminato. Nel mondo oggi sono circa 37 milioni i rom, sinti e caminanti. La maggioranza vive in Europa.
Sul tema della Giornata e sull'importanza della conoscenza di questo popolo si è soffermato oggi, nell'edizione delle 12 di TG2000 il direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
https://youtu.be/j18Ev6h5mow?si=4iB85XImheDRDspA
Santa Sede: nel documento “Dignitas infinita” si ribadisce il rispetto dei diritti dei migranti
8 Aprile 2024 - Città del Vaticano – E’ stato diffuso e presentato oggi poco il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede “Dignitas infinita” che ha richiesto cinque anni di lavoro e include i grandi temi del pontificato di papa Francesco. Tra questi il tema dei migranti la cui “vita è messa a rischio perché non hanno più i mezzi per creare una famiglia, per lavorare o per nutrirsi”. I migranti – si legge nel documento - sono “tra le prime vittime delle molteplici forme di povertà. Non solo la loro dignità viene negata nei loro Paesi,quanto la loro stessa vita è messa a rischio perché non hanno più i mezzi per creare una famiglia, per lavorare o per nutrirsi. Una volta poi che sono arrivati in Paesi che dovrebbero essere in grado di accoglierli, ‘vengono considerati non abbastanza degni di
partecipare alla vita sociale come qualsiasi altro, e si dimentica che possiedono la stessa intrinseca dignità di qualunque persona [...] Non si dirà mai che non sono umani, però in pratica, con le decisioni e il modo di trattarli, si manifesta che li si considera di minor valore, meno importanti, meno umani’”. Per questo è “sempre urgente ricordare che ‘ogni migrante è una persona umana che, in
quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione’. La loro accoglienza è un modo importante e significativo di difendere ‘l’inalienabile dignità di ogni persona umana al di là dell’origine, del colore o della religione’”. Nel documento viene posto anche il tema della tratta delle persone che “deve anch’essa venire annoverata quale violazione grave della dignità umana”. “Non costituisce una novità, ma il suo sviluppo – si legge - assume dimensioni tragiche che sono sotto gli occhi di tutti, ragione per cui Papa Francesco l’ha denunciata in termini particolarmente forti”. (Raffaele Iaria
Un mare di porti lontani: una tournée in Italia e nel mondo
8 Aprile 2024 - Firenze - E’ partita da Firenze la tournée internazionale di "Un mare di porti lontani". Il film è stato presentato nei giorni scorsi a Firenze dall' ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio e dall'arcivescovo Gian Carlo Perego presidente della Fondazione Migrantes. Sulla nave umanitaria Open Arms e sugli aerei di Pilotes volontaires, il regista del Film Daffra ha filmato interviste, perlustrazioni e salvataggi da Carrara a Siracusa. In una intervista Pietro Bartolo, il medico che a Lampedusa curò 350mila sbarcati, dice: «Si parla ancora di “emergenza sbarchi” quando invece da decenni c’è un fenomeno strutturale». Un mare di porti lontani sarà proiettato in decine di città tra le quali Milano, Roma, Parigi, Città del Messico e Tijuana, centro nevralgico della emigrazione sudamericana. Le prossime proiezioni saranno a Firenze il 9 aprile, h 21, La Fiaba, il 22 aprile, ore 19 allo Spazio Alfieri e il 2 maggio, alle 21 ad Antella. Seguiranno l'11 aprile h 21, Pontassieve; 18 aprile h 21, Ferrara, Cinema Santo Spirito; il 19 aprile, ore 21, S. Casciano al cinema everest e il 4 maggio a Greve in Chianti.
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Foto Lorenzo Prodezza[/caption]
Foto Lorenzo Prodezza[/caption] In Cristo la vita vince sempre
8 Aprile 2024 -
Città del Vaticano - Ancora un invito a pregare per la pace in questa seconda domenica di Pasqua. Pace, dunque, “giusta e duratura, in particolare per la martoriata Ucraina e per la Palestina e Israele” chiede Papa Francesco nelle parole che pronuncia dopo la preghiera mariana del Regina coeli. Come già nel messaggio Urbi et Orbi di Pasqua e mercoledì scorso all’udienza generale in cui chiedeva di evitare ogni “irresponsabile tentativo” di allargare il conflitto. Pace nello Spirito del Signore perché “illumini e sostenga quanti lavorano per diminuire la tensione e favorire gesti che rendano possibili i negoziati. Che il Signore dia ai dirigenti la capacità di fermarsi un po’ per trattare, per negoziare”.
Pace è anche la prima parola che Gesù pronuncia quando incontra gli apostoli chiusi nel Cenacolo, “per timore dei giudei” come leggiamo nel Vangelo di Giovanni. Le porte chiuse per timore di essere indicati come seguaci del Cristo. Paura, le porte chiuse, incapaci di comprendere e vivere quell’evento che ha sconvolto le loro persone. Manca Tommaso in quel primo incontro, e così Gesù torna ancora in quella sala dalle porte chiuse. Torna proprio per l’apostolo che Giovanni chiama anche Didimo e che si era manifestato incredulo quando gli hanno raccontato l’incontro con Gesù: “se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, non credo”.
Tommaso è un po’ tutti noi con le nostre difficoltà e i nostri problemi nel credere, con quel bisogno di un passo in più per essere ancora più vicini al Signore. Così Tommaso vuole toccare per credere, e Gesù lo invita a toccare, a mettere le mani sulle sue ferite: “non essere incredulo, ma credente”.
Questa seconda domenica di Pasqua è anche la festa della Divina Misericordia, per volere di Giovanni Paolo II che accolse il messaggio di santa Faustina Kowalska a unire la Chiesa e a fare dell’umanità una famiglia sola, una unità nuova “perché fondata non sulle risorse umane, ma sulla Divina misericordia”. Mi piace ricordare come il termine misericordia lo troviamo già nelle parole che Giovanni XXIII pronuncia aprendo i lavori del Concilio: la Chiesa “preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore”. E torna, prima di Papa Francesco, con le parole di Paolo VI che nel Credo del popolo di Dio, solenne professione di fede, alla quale lavorò l’amico filosofo Jacques Maritain, troviamo l’invito a riscoprire le parole antiche e sempre nuove, come misericordia: “andranno alla vita eterna coloro che hanno risposto all’amore e alla misericordia di Dio…”. Come non ricordare che Giovanni Paolo II alla misericordia dedicherà, due anni dopo la sua elezione, l’enciclica Dives in misericordia. Benedetto XVI, infine, parlando a Erfurt nell’ex convento agostiniano di Martin Lutero, ripropone l’interrogativo che non dava pace all’iniziatore della Riforma: “come posso avere un Dio misericordioso”. Domanda che sembra non preoccupare i cristiani, affermava.
Ma torniamo al brano del Vangelo. Papa Francesco si sofferma sulle parole avere la vita, e spiega che diverse sono le vie per ottenerla: “c’è chi riduce l’esistenza a una corsa frenetica per godere e possedere tante cose: mangiare e bere, divertirsi, accumulare soldi e roba”. Ma è una strada che “non sazia il cuore”, perché “seguendo le strade del piacere e del potere non si trova la felicità” e non abbiamo risposte a altri aspetti quali “l’amore, le esperienze inevitabili del dolore, del limite e della morte”. La “pienezza di vita”, ci dice il Vangelo, “si realizza in Gesù”. Gli apostoli erano “spaventati e scoraggiati”, dice il Papa, e incontrano Gesù nel “momento di vita più tragico” chiusi nel Cenacolo per paura. Il Signore “per prima cosa mostra le sue piaghe: erano i segni della sofferenza e del dolore, potevano suscitare sensi di colpa, eppure con Gesù diventano i canali della misericordia e del perdono”. In lui, dice il Papa, “la vita vince, sempre, la morte e il peccato sono sconfitti”, basta “lasciarsi toccare dalla sua grazia e guidare dal suo esempio, e sperimentare la gioia di amare come Lui”. (Fabio Zavattaro)
Gli artisti del Circo M. Orfei alla Santa Messa di Pasqua a Palmi con mons. Alberti
5 Aprile 2024 - Oppido - Il circo è vita e crea comunità, da sempre. I circensi con i loro spettacoli offrono divertimento e allegria a grandi e bambini, essi stessi si nutrono dei sorrisi della gente nonostante le difficoltà dovute ai continui spostamenti. Pur essendo itineranti, però, i circensi coltivano una grande fede e non si sentono abbandonati dalla Chiesa, sanno di esserne parte e nonostante non frequentano stabilmente una parrocchia partecipano appena possibile alla Messa e a degli incontri di catechesi per prepararsi ad accostarsi ai Sacramenti.
È il caso degli artisti del Circo M. Orfei, presente presso il Centro Commerciale Porto degli Ulivi di Oppido Mamertina fino al 14 aprile, che hanno intrapreso un percorso pastorale di preparazione ai Sacramenti in prosecuzione a quello seguito nella precedente location a Reggio Calabria. Gli incontri di catechesi, curati dall'attenzione del Vescovo di Oppido Mamerina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti e dalla dedizione del Diac. Michele Vomera, Direttore diocesano Migrantes, si tengono direttamente presso il circo, sotto il tendone, proprio nel luogo in cui prima di esibirsi ci si affida al Signore.
A suggellare l’ iniziativa, nella domenica di Pasqua, il gruppo dei circensi ha partecipato alla Santa Messa presieduta dal Vescovo presso la Concattedrale di San Nicola a Palmi, un momento molto intenso e sentito dai presenti che racchiude tutto il senso della fraternità cristiana. Successivamente mons. Alberti ha incontrato gli artisti, accompagnati da don Michele Vomera e Sr. Maria Pacifico, presso l’ Episcopio, invitandoli a continuare ad allenarsi come nella vita di tutti i giorni per il circo anche nella fede proseguendo il percorso pastorale intrapreso. Come ricordo della giornata i ragazzi hanno ricevuto in dono dal Vescovo e da Don Michele, il Vangelo, segno della buona novella nel giorno in cui la “buona notizia” è la Resurrezione di Cristo, e delle uova di Pasqua come simbolo di vicinanza e condivisione. (Lina Maiolo)
(Foto Diocesi Oppido Mamertina-Palmi)
(Foto Diocesi Oppido Mamertina-Palmi)
Un mare di porti lontani: presentato ieri un film sul salvataggio dei migranti
5 Aprile 2024 - Firenze - E stato presentato ieri a Firenze il film "Un mare di porti lontani – Omaggio di verità a chi tende le braccia ai naufraghi del Mediterraneo" del regista Marco Daffra e che presenta testimonianze di capitani, marinai, medici, infermieri, macchinisti, interpreti e mediatori culturali. A presentarlo Marco Tarquinio, già direttore di Avvenire, mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comavcchio e presidente della Fondazione Migrantes, e Valentina Brinis, portavoce Open Arms. Nel 2023 Marco Daffra e la sua cinepresa hanno navigato da Carrara a Siracusa per più di mille chilometri sulla nave Open Arms. Daffra è poi volato in ricognizione di naufraghi con Pilotes Volontaires. Il regista ha infine intervistato tanti protagonisti a Lampedusa, centro nevralgico degli sbarchi di migranti, come testimonia il monumento “Porta di Lampedusa – Porta d’Europa”. E' stata anche presentata la lunga tournée in Italia e all’estero di dibattiti e proiezioni pubbliche del film. Per esempio a Roma, Vienna, Zurigo, Ginevra, Parigi, Bruxelles; ed anche a Bogotà, Città del Messico, Guadalajara e Tijuana, centro nevralgico della emigrazione sudamericana, ossia in città di paesi dove il tema delle migrazioni è molto sentito. A Firenze il film tornerà il 22 aprile, sempre allo Spazio Alfieri, alle ore 19.
Refugees welcome: il 13 aprile si inaugura a Roma la mostra-evento “Artists 4 Refugees”
5 Aprile 2024 - Roma - Dalla generosità di 13 artisti nasce la mostra-evento “Artists 4 Refugees” per sostenere, attraverso l’arte, i progetti di Refugees Welcome Italia dedicati alle persone rifugiate. L’appuntamento è per sabato 13 aprile dalle ore 11 alle 19 a Roma presso lo Studio 420, sede dello studio degli artisti e luogo dove la creatività è assoluta protagonista. Enrico Becerra, Consuelo Bei Macias, Stefano Bolcato, Silvia Codignola, Giovanna D’Alessandro, Flavia Dodi, Federico Gemma, Cosimo Gomez, Kelly Medford, Caterina Pecchioli, Monica Sarandrea, Fabrizio Sartori, Luis Serrano sono i nomi degli gli artisti che hanno deciso di mettere la loro arte al servizio di una società più aperta e inclusiva. Attraverso il ricavato delle vendite, infatti, saranno sostenuti i progetti e le attività di accoglienza in famiglia dei rifugiati portate avanti da Refugees Welcome Italia. La giornata sarà anche un momento per conoscere più da vicino l’operato di Refugees Welcome. Alle ore 12.00 ci sarà una presentazione dell’associazione grazie alla voce delle testimonianze dirette di rifugiati, mentori e persone coinvolte nei progetti di accoglienza dell’associazione, che potranno raccontare in prima persona come sostenere una rete di relazioni sociali creando relazioni significative possa avere un impatto positivo sulla vita di rifugiati nel favorire il raggiungimento di una piena autonomia. “L’arte possiede un linguaggio e una forza capace di arrivare ovunque perché è espressione di inclusione e di cambiamento sociale. Siamo onorati del sostegno ricevuto dagli artisti di Spazio 420 che hanno scelto di supportare attraverso le loro opere future storie di accoglienza”, dichiara Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia. Alla fine della presentazione è previsto un aperitivo con vini offerti da Casale del Giglio.