Primo Piano
Srilankesi in Italia: ieri a Padova il 26° raduno nazionale
Migrantes Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola: torna la “Festa dei Popoli 2024″
Fano - Torna la quarta edizione della “Festa dei Popoli 2024 – Colori diversi per una unica tenda” in programma a Fano sabato 25 maggio, ma che abbraccia una serie di attività a corollario nel mese di maggio. Questa iniziativa è promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola con la collaborazione della Caritas diocesana. Si parte venerdì 3 maggio con l’incontro insieme all’avvocato immigrazionista Paola Graziosi dal titolo "Minori Stranieri non Accompagnati: il sistema di accoglienza funziona? Criticità e opportunità legislative” nella Sala della Cultura. Si prosegue sabato 11 maggio dalle 15 alle 19 all’Istituto Don Orione con un laboratorio per un gruppo misto di 15 partecipanti dai 12 ai 18 anni a cura della regista Laura Fratini, ispirato al libro “Nel Mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda. Sabato 18 maggio invece si svolgerà il “2° Memorial Barbara Zenobi” che prevede il torno di calcetto ai campi Palextra e il torneo di beach volley ai campi di Lido Verde in collaborazione con il Csi e l’associazione "Allarghiamo gli Orizzonti”.
Il momento clou è previsto per sabato 25 maggio dalle 15,30 alle 23 con il momento conclusivo della Festa dei Popoli 2024 alla tensostruttura del Lido. Alle 15,30 c’è l’apertura degli stand delle comunità etniche che vedrà l’esposizione di tessuti e prodotti insieme all’organizzazione di attività per immergersi dentro usanze e tradizioni culturali. Dopo le premiazioni dei tornei sportivi e il saluto istituzionale del vescovo mons. Andrea ndreozzi, ci sarà il momento di confronto dal titolo “Minori Stranieri Non Accompagnati” con le testimonianze di Mohamed Kenawi, regista del docufilm “Il Sogno dei Minori”, Lassina Doumbia minore non accompagnato e oggi mediatore Culturale e Mamadou Kovassi, la cui storia è presente nel film “Io Capitano” di Matteo Garrone. Dalle 19 si cenerà con la gastronomia etnica e a seguire canti e danze a cura delle comunità etniche. “La ‘Festa dei Popoli’ si pone l’obiettivo di favorire una cultura basata sull’incontro attraverso la relazione, la conoscenza e lo scambio culturale, coinvolgendo i cittadini e le comunità etniche del nostro territorio – spiega Don Alessandro Messina, direttore ufficio Migrantes -. Particolari destinatari sono bambini e giovani, principali attori del fenomeno della integrazione interculturale, dell’accoglienza delle diversità di cui l’altro è portatore”.
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Migrantes Roma: le comunità etniche per la pace
Roma - L’Ave Maria recitato in lingue diverse, intervallato da canti devozionali della tradizione ucraina, rumena, filippina, latino-americana, nigeriana. Sarà molto suggestivo il “Rosario per la pace” promosso dall’equipe pastorale Migrantes all’interno dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, in programma domenica 5 maggio, dalle ore 17, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica. A guidare la recita del Rosario sarà don Pietro Guerini, parroco della basilica e direttore dell’Ufficio diocesano. «Ma verranno coinvolti laici, sacerdoti, religiose e religiosi dell’equipe che animeranno il Rosario», anticipa il sacerdote, che coglie l’occasione per presentare il nuovo gruppo di lavoro. «L’equipe è stata costituita di recente – spiega – ed è composta da persone che hanno una particolare formazione ed esperienza accreditati nel lavoro con i migranti. Il loro compito è quello di proporre iniziative di carattere formativo e spirituale, come appunto il Rosario di domenica prossima, ma anche fornire accompagnamento ai parroci e ai consigli pastorali affinché vi sia un vero processo di integrazione nel territorio diocesano». Sono circa 120 le etnie presenti a Roma, che rappresentano tutti e cinque i continenti e quasi tutti i Paesi del mondo. «Questo Rosario – prosegue don Guerini – nasce da una esigenza emersa in termini molto pressanti e intensi soprattutto da parte di alcune comunità etniche, provenienti da zone dove ci sono conflitti. L’esigenza, cioè, di condividere insieme la preghiera perché sia lenita la sofferenza». In tanti, tra i migranti che vivono a Roma, hanno perso parenti e amici a causa delle guerre o vengono da Paesi attualmente coinvolti in conflitti. «Testi biblici e brani tratti da discorsi di Papa Francesco accompagneranno la meditazione di ogni Mistero del Rosario – annuncia il sacerdote –. Questo percorso di preghiera vuole essere un’accorata invocazione del mondo riunito a Roma per il mondo che soffre la violenza della guerra. L’invocazione a Maria e al Signore aiuti un processo di pace che parte anche da noi». (Giulia Rocchi)
MCI Germania: da sabato il pellegrinaggio a Lourdes
Rimanere, verbo di movimento
Srilankesi in Italia: festa della Vergine della Rivelazione a Laurentina
26 Aprile 2024 - Roma - Anche quest’anno il 25 aprile la comunità cattolica dello Sri Lanka a Roma ha celebrato la festa della Vergine della Rivelazione presso il santuario mariano a Laurentina a Roma. La Santa Messa è stata presieduta da Mons. Neville Joe Perera, coordinatore nazionale per gli immigrati srilankesi in Italia e concelebrata da numerosi sacerdoti. “Dopo la messa molti di voi daranno in dono una rosa o un mazzo di fiori alla Vergine della Rivelazione, vi chiedo di donare anche il vostro cuore” ha detto Mons. Perera. In conclusione ha ricordato ai fedeli il valore e l’importanza della preghiera del S. Rosario come "potente strumento di protezione e di amore delle famiglie". Centinaia di srilankesi che vivono e lavorano a Roma hanno partecipare a questo momento di preghiera, ringraziando la Vergine della Rivelazione per le tante grazie ricevute. (Riccardo Nelumdeniya)
Italiani nel Mondo: il Santo Crocifisso di Leporano negli USA
Sophia e Migrantes unite per l’Earth Day: il 18 e il 19 aprile la presentazione del fumetto “In fuga”
Vescovi cattolici e leader cristiani del regno Unito: “richiedenti asilo usati come football politico”
Parlamento europeo: approvata la nuova direttiva in materia di prevenzione e lotta contro la tratta di esseri umani e protezione delle vittime
- rafforzare il coordinamento tra le autorità antitratta e quelle in materia di asilo, in modo che le vittime che necessitano anche di protezione internazionale ricevano un sostegno e una protezione adeguati e che il loro diritto di asilo sia rispettato;
- criminalizzare l'uso dei servizi forniti da una vittima della tratta, qualora l'utente sappia che la vittima è sfruttata, al fine di ridurre la domanda di sfruttamento;
- introdurre sanzioni per le imprese condannate per tratta, ad esempio escludendole dalle procedure di appalto e dall’ottenimento di aiuti pubblici o sovvenzioni; garantire che i pubblici ministeri possano scegliere di non perseguire le vittime per atti criminali che sono stati costretti a commettere e che le vittime ricevano sostegno indipendentemente dal fatto che collaborino o meno con le indagini;
- fornire sostegno alle vittime, compreso l'accesso a rifugi e alloggi sicuri, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili; garantire i diritti delle persone con disabilità e un adeguato sostegno, compresa la nomina di tutori o rappresentanti, ai minori non accompagnati; e a
- consentire ai giudici di considerare la diffusione non consensuale di immagini o video sessuali come una circostanza aggravante nell'emettere sentenze.