20 Gennaio 2025 - Nella sua Introduzione ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente (Roma, 20-22 gennaio 2025), il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha toccato anche il tema dell'immigrazione: "Nonostante la riduzione degli sbarchi (secondo i dati recenti, nel 2024 sono sbarcati sulle coste italiane 66.317 migranti, il 58% in meno rispetto ai 157.651 arrivati nel 2023), rimane elevato il numero di vittime di naufragio (circa 1.700 morti in mare, 1 ogni 40 arrivi, superiore ai morti nella rotta del Mediterraneo occidentale che è di 1 ogni 36).
È evidente la necessità di non indebolire la cultura dei diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati, offrendo regole di diritti e doveri sicuri, flussi e canali che permettano l’ingresso dei necessari lavoratori, che non sono mai solo braccia, ma persone che richiedono politiche lungimiranti di integrazione".
"L’esperienza dei corridoi umanitari e lavorativi - ha aggiunto il presidente della Cei - è da valorizzare perché garantisce dignità e sicurezza a chi fugge da situazioni drammatiche. Le Diocesi italiane, con il loro impegno, sono un faro di accoglienza per oltre 146.000 persone di origine straniera. Accanto ai corridoi umanitari, lavorativi e universitari sono un esempio concreto di come sia possibile conciliare il diritto a migrare con l’integrazione e lo sviluppo locale.
Negli ultimi anni, tra le molteplici esperienze di accoglienza, si è sviluppato un nuovo approccio che tiene insieme la richiesta di sicurezza, il desiderio di solidarietà e l’esigenza di andare incontro ai bisogni delle persone migranti.
Insomma: liberi di partire, liberi di restare e liberi di tornare, uscendo finalmente da una logica esclusivamente di sicurezza, questione evidentemente decisiva, per rafforzare la cooperazione, in particolare con l’Africa. Guardare al futuro con speranza non significa, allora, ignorare le difficoltà del presente, ma riconoscere i fili d’erba nelle crepe, il bene che può emergere anche nelle situazioni più difficili".
[caption id="attachment_52960" align="aligncenter" width="834"] (foto: Christian Gennari/Siciliani)[/caption]
20 Gennaio 2025 - Venerdì 21 febbraio 2025, nell’approssimarsi del secondo anniversario della tragica strage di Cutro, l'Associazione Cattolica Esercenti Cinema – Sale della Comunità (ACEC-SdC) ha organizzato la proiezione del documentario Cutro Calabria Italia del regista Mimmo Calopresti, che si terrà in contemporanea in oltre 50 Sale della Comunità. L'evento è patrocinato dalla Fondazione Migrantes.
Il film - come suggerisce lo stesso Calopresti - si prefigge il compito di «ricordare e mai dimenticare: solo così riusciamo a dare un senso ad una tragedia come quella avvenuta a Cutro. Ricordare chi non c’è più, raccontare le storie di chi era su quel barcone che si è sbriciolato sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Raccontare tutta quella gente che si è data da fare per dare una mano ai superstiti, che si è mobilitata per giorni per ricostruire e recuperare i brandelli di vita che arrivavano da quel mare che ha ululato per giorni e notti».
La proiezione del documentario sarà accompagnata dagli interventi – in diretta in tutte le Sale della Comunità collegate in simulcast – di Mimmo Calopresti, del sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, e del vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò. Al termine della visione, grazie alla trasmissione simultanea, gli spettatori presenti nelle sale collegate potranno dialogare e porre domande al regista e agli ospiti intervenuti.
17 Gennaio 2025 - Verrà presentato il 25 gennaio alle 18.30 a Roma, presso la biblioteca delle donne Goliarda Sapienza, in via Fontanellato 69, il volume Sulle ali del cambiamento - Narrazioni femminili dell'emigrazione italiana contemporanea, scritto da Loredana Cornero e realizzato in collaborazione con la Fondazione Migrantes. Il libro esplora il tema dell’emigrazione italiana al femminile, offrendo una riflessione profonda e articolata sul viaggio, la transizione e il cambiamento, attraverso la voce e le esperienze di donne che hanno scelto di lasciare l'Italia per costruire una nuova vita all'estero.
In un contesto in cui l’emigrazione italiana continua a crescere, con quasi 6 milioni di connazionali che vivono oggi all’estero, Sulle ali del cambiamento si sofferma in particolare su un dato significativo: il 48,2% degli emigrati italiani sono donne, un numero che ha registrato un forte aumento dal 2006 a oggi.
Il cuore del libro è rappresentato dalle storie di dieci donne che hanno deciso di raccontarsi senza filtri. Ciascuna di loro, con esperienze e vissuti diversi, descrive la propria scelta di emigrare, l'amore per il Paese d'origine e l'inserimento nelle nuove realtà in cui vivono. Ogni storia riflette una diversa sfida, ma tutte hanno in comune la forza e la resilienza di chi, nonostante le difficoltà, ha saputo cogliere il cambiamento come opportunità.
Attraverso la collaborazione con la Fondazione Migrantes e grazie alla prospettiva intersezionale adottata dall’autrice, il libro restituisce un quadro complesso e articolato dell’emigrazione femminile italiana contemporanea.
17 Gennaio 2025 - Ha preso il via il 16 gennaio un ciclo di quattro incontri online, "Dialoghi su società, ambiente e giustizia", i temi proposti dal Giubileo, per provare a costruire un futuro più accogliente. Questi momenti sono pensati in vista della terza edizione della Cattedra dell'Accoglienza, che si terrà dal 25 al 28 marzo 2025,
Dopo il primo incontro, che è stato dedicato alle origini storiche del Giubileo universale, il ciclo prosegue con i seguenti appuntamenti:
29 gennaio 2025 | 18:00 – 19:00 Disuguaglianza e povertà assoluta: custodire l’altrə.
13 febbraio 2025 | 18:00 – 19:00 Ecologia Integrale.
27 febbraio 2025 | 18:00 – 19:00 Giustizia e diritti umani/ambientali esigibili.
16 Gennaio 2025 - Al termine dell’udienza di mercoledì 15 gennaio in Aula Paolo VI, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, il Papa ha assistito, divertito, a un’esibizione del Circo Rony Roller, come aveva fatto il mercoledì precedente con gli artisti di CircAfrica. I fedeli presenti in Aula Paolo VI hanno applaudito a più riprese, mostrando di gradire lo spettacolo a sorpresa sopra i gradini del palco, con la partecipazione di un cane che ha ripreso, da protagonista, una palla da tennis lanciata dal Santo Padre. Alla fine, alcuni bimbi sono saliti fino alla postazione papale e Francesco, distribuendo loro caramelle, ha commentato a braccio: “Loro sono i padroni”. Durante i saluti ai fedeli di lingua italiana e prima della foto corale sul palco, il Papa ha ringraziato i circensi: “Il lavoro del circo è un lavoro umano, un lavoro d’arte, un lavoro di tanto sforzo. Quando torneranno, gli diamo un bell’applauso!”.
16 Gennaio 2025 - Sabato 18 Gennaio 2025, dalle ore 16.30, a Bergamo (Sala Ferruccio Galmozzi - Via Torquato Tasso 4), il Gruppo nazionale dei giovani del Movimento cristiano dei lavoratori (MCL) promuove un'evento pensato per trattare il tema della "fuga dei talenti" verso l'estero: "Simposio sulle rotte del talento: fuga e futuro".
Il convegno, introdotto da Francesco Spizzirri, delegato Nazionale dei giovani del Movimento Cristiano Lavoratori, vedrà la partecipazione di Stefano Remuzzi, direttore della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Bergamo, Delfina Licata, curatrice del "Rapporto Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes, e dell’avv.to Francesco Pellò, associato dello studio legale “Toffoletto-De Luca-Tamajo e Soci”.
L’obiettivo è quello di approfondire e richiamare l’attenzione sulla grave situazione del lavoro dei giovani in Italia, sempre più costretti ad emigrare all’estero privando l’Italia di prezioso capitale umano.
L'evento è a ingresso gratuito, aperto a tutta la cittadinanza.
Info: 0302807812 - segreteria@mclbrescia.it
16 Gennaio 2025 - Lunedi 20 gennaio, alle ore 18, il Consolato Generale d'Italia a Londra, con il coordinamento dell'on. Raffaele Fantetti e la collaborazione del Comites di Londra, ha organizzato la presentazione del “Rapporto Italiani nel Mondo - RIM 2024” a cura della Fondazione Migrantes.
La partecipazione è libera e gratuita. Per questioni organizzative, dato il limitato numero di posti, si richiede di segnalare la propria presenza con una email a segreteria@comiteslondra.info.
15 Gennaio 2025 - L'editoriale firmato da S.E. mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, pubblicato sull'ultimo numero di Migranti Press.
Quello tra Africa e Italia è un lungo rapporto che ha nei secoli molte testimonianze di scambi artistici, culturali, economici e sociali.
Per limitarci al tempo che va dall’Unità d’Italia a oggi, pensiamo alle relazioni intense con il Marocco, la Tunisia, la Libia e l’Egitto, dove l’emigrazione italiana ha avuto un’importanza fondamentale, con anche alcuni aspetti drammatici. Pensiamo anche alla presenza missionaria italiana, che ha coniugato evangelizzazione e promozione umana praticamente in tutti i Paesi africani. Pensiamo all’esperienza coloniale in Libia, in Etiopia, Eritrea e Somalia. Pensiamo all’importanza del Pia no Mattei del dopoguerra. Fino ad arrivare ad oggi, con l’arrivo in Italia, soprattutto dalla metà degli anni ’70 in poi, dei primi africani, la maggioranza dei quali proveniente da soli due Paesi (Marocco e Tunisia), che hanno una relazione storica con l’Italia, soprattutto con la Sicilia.
Spesso si dimenticano la storia passata e presente di sfruttamento dell’Africa da parte del nostro Paese, la grande risorsa che rappresentano i lavoratori africani in molte aziende, la situazione drammatica delle persone che hanno perso tutto a causa delle guerre. Ai conflitti si aggiungono i cambiamenti climatici che vedono le persone trovare la sola speranza di vita nel viaggio, nella migrazione da una parte e, dall’altra, in un condono del debito estero e in progetti di cooperazione che creino le condizioni, negli anni, per un ritorno.
In questo contesto, un interrogativo grave pone l’efficacia di quello che il governo italiano ha definito “Piano Mattei”, che però per onestà intellettuale andrebbe chiamato “Piano Meloni”, per non confonderlo con il vero Piano Mattei.
Il Piano Mattei, infatti, nacque dalla condivisione di un gruppo multidisciplinare di intellettuali cattolici e della sinistra democratica, aggregati intorno all’Università Cattolica di Milano. L’ateneo milanese, infatti, già prima della fine della Seconda guerra mondiale, aveva iniziato a studiare i temi della cooperazione internazionale, della tutela dello sviluppo economico delle nazioni più sfavorite e dell’equa partecipazione di tutti i popoli ai beni della terra, stimolato anche dal radiomessaggio del 1942 di Pio XII, che sottolineava l’interdipendenza tra i popoli, coinvolgendo docenti di diverse Università. Tra i protagonisti di quella riflessione ricordiamo tra gli altri Ezio Vanoni, Marcello Boldrini, Francesco Vito, Amintore Fanfani, Pasquale Saraceno e Giorgio La Pira.
Queste idee incontrarono poi le capacità tecniche e organizzative di Enrico Mattei. Il Piano che prese il suo nome nasceva a partire da un’azienda di Stato, l’Agip – poi trasformata in Eni – che sarà poi un volano nella distribuzione degli idrocarburi. Si poggiava sull’idea di una mutualità non tra persone, ma tra popoli, i popoli dell’Africa, chiamati a costruire progetti i cui utili sarebbero stati divisi alla pari, “senza speculazione privata”, con un convinto appoggio al diritto di ogni popolo di perseguire il proprio riscatto politico, economico e sociale.
È da questo “capitale culturale”, che aveva generato anche il Codice di Camaldoli, con il contributo di Giuseppe Lazzati e Giuseppe Dossetti, che nacque il Piano Mattei. Un piano che si poggiava sull’esperienza della cooperazione in Italia, nata soprattutto dal movimento cattolico e socialista, riconosciuta dalla nostra Costituzione all’art. 45, che recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.
La cooperazione così intesa è uno strumento di democrazia dal basso, e in questo senso ha preparato la democrazia e costruisce democrazia.
Ci domandiamo: la cooperazione internazionale realizzata dal nostro Paese con il nuovo Piano Mattei/Meloni in nove Paesi africani (Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Costa d’Avorio, Mozambico, Repubblica del Congo, Etiopia e Kenya) conserva queste caratteristiche di funzione sociale, di mutuo aiuto, cioè di collaborazione alla pari, “senza fini di speculazione privata”?
In ordine all’efficacia del Piano attuale, bisogna anche chiedersi quale valore aggiunto possano avere le poche risorse messe a disposizione – si parla di 600 milioni di euro per il 2025 – a fronte di un continente che necessiterebbe di 500 miliardi di dollari, per garantire accesso all’energia a tutta la popolazione, e di 438 miliardi di dollari per investimenti entro il 2030.
L’attuale Piano, tra l’altro, non fa alcun riferimento al Piano europeo sull’Africa, che dal 2009 opera con le risorse e la collaborazione di tutti gli Stati e un fondo di 150 miliardi di euro, a fronte dei 5 e mezzo in tre anni del nuovo “Piano Meloni”.
Per concludere: se le politiche sull’immigrazione e le politiche sulla cooperazione non camminano insieme, contrapponendo il diritto di migrare con il diritto di rimanere nella propria terra e non tutelando entrambi, si annullano, aggravando la situazione dei migranti e dei Paesi d’origine.
15 Gennaio 2025 - Il 16 gennaio 2025, presso la sala conferenze della Casa Madre dei Saveriani di Parma, è stato presentato il report "Il diritto di asilo – Popoli in cammino… senza diritto d’asilo". Numeri, storie e dinamiche che riguardano il diritto d’asilo in Italia e in Europa, per riflettere sulle sfide enormi che rifugiati e richiedenti asilo affrontano ogni giorno.
All'incontro, aperto da Nicola Colasuonno - padre Saveriano e direttore Ufficio Pastorale dei Migranti di Parma - sono intervenute le curatrici del volume Chiara Marchetti (Ciac) e Maria Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes), e l’avvocato Livio Neri (Asgi).
Ogni anno, il report della Fondazione Migrantes, offre uno spunto per capire cosa succede davvero ai confini dell’Europa e dentro le nostre frontiere, quando si parla di asilo e protezione internazionale. Quest’anno, il focus è sulla crescente difficoltà di accesso al diritto d’asilo, sulle politiche migratorie che non sempre sono a misura di umanità e su come le persone che cercano protezione si trovano a dover affrontare barriere sempre più alte.
14 Gennaio 2025 - Torna Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina il tema della cittadinanza, di nuovo alla ribalta dopo le dichiarazioni della premier Meloni nella conferenza stampa di inizio anno. Una questione che riguarda, e unisce, chi arriva in Italia come chi ha scelto di lasciarla o ha una discendenza italiana; e che la Fondazione Migrantes ha toccato sia con il Rapporto Immigrazione, curato insieme a Caritas italiana, sia con il Rapporto Italiani nel Mondo, entrambi ripresi nel numero in uscita.
In evidenza, la riflessione del presidente della Fondazione Migrantes, S.E. mons Gian Carlo Perego, sul cosiddetto “Piano Mattei” per l’Africa; una sintesi del percorso sinodale e sull’Assemblea sinodale italiana, a cura di mons. Valentino Bulgarelli; le interviste ad Amir Issaa, Luigi Dal Cin, Klaus Colanero; il nostro saluto alle “suore giostraie” di Ostia, oltre alle nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).
13 Gennaio 2025 - 13 Gennaio 2025 - Gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo peloritano, appartenenti alla Comunità ortodossa etiope Tewahedo di Messina, e che hanno trovato accoglienza nella Chiesa di Sant’Elia, Rettoria consegnata all’Ufficio diocesano Migrantes, per un momento di preghiera settimanale, hanno potuto vivere due giorni di festa in occasione del Natale ortodosso.
Ogni giovedì pomeriggio, infatti viene preparato un programma che all’ascolto della Sacra Scrittura alterna la preghiera, le testimonianze dei giovani e i canti liturgici dalle trascinanti melodie.
Mentre Venerdì 10 e sabato 11 gennaio, con il sostegno della Migrantes diocesana, è stato invitato un sacerdote ortodosso della Comunità etiope di Roma. Un momento tanto atteso dai giovani che, subito dopo il Natale ortodosso, hanno avuto la possibilità di potersi confessare e finalmente celebrare una liturgia con la presidenza di un ministro sacro. Una liturgia ricca di segni che ha visto la presenza di tanti fedeli. Tra gli invitati Padre Giovanni Amante, parroco della Chiesa Ortodossa San Giacomo Maggiore di Messina, e il Papàs Antonio Cucinotta, parroco della Chiesa di S. Maria del Graffeo per i fedeli di rito greco.
La giornata si è conclusa con l’agape fraterna. Tante le pietanze da degustare, preparate dai giovani universitari con la collaborazione dei messinesi, di origine etiope, che da sempre sostengono queste iniziative, come Roberto Brunetto, presidente dell’Associazione Axum, e la signora Aialnesh Bedulu che con la sua materna attenzione è un punto di riferimento per i giovani etiopi presenti in città.
[caption id="attachment_52622" align="aligncenter" width="1024"] (foto: Rosario Zona)[/caption]
13 Gennaio 2025 - 13 Gennaio 2025 - Lunedì 13 gennaio alle ore 18 presso il Salone Ducale del comune di Aosta verranno presentati il Rapporto Italiani nel mondo 2024 e il Rapporto Immigrazione 2024, curati come ogni anno dalla Fondazione Migrantes della CEI.
All'incontro, promosso dalla Fondazione Chanoux, parteciperanno:
Gianni Nuti, Sindaco di Aosta.
S.E. Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta
Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
Delfina Licata, curatrice "Rapporto Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes.
Andrea Gatto, responsabile Migrantes della Diocesi di Aosta.
Michela Ceccarelli, Comitato scientifico della "Fondation Chanoux".
11 Gennaio 2025 - In questo momento storico la formazione sui temi migratori è sempre più importante, sia per agire con competenza, sia per saper prendere posizione quando sono in discussione i diritti delle persone in movimento.
Per questo la Fondazione Migrantes promuove l’avvio del Master in Diritto delle Migrazioni, che si terrà all’Università degli Studi di Bergamo, con lezioni anche a distanza: le iscrizioni chiudono il 17 febbraio e il Master inizierà l’11 aprile. Le lezioni si svolgeranno di venerdì e di sabato per permettere la partecipazione alle persone che lavorano.
Il Master di II livello in Diritto delle migrazioni è realizzato in collaborazione con OIM (International Organization for Migration), ICMC (International Catholic Migration Commission) e CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati), per rispondere alla crescente domanda delle competenze professionali necessarie.
Trattandosi di un Master di II livello, per iscriversi e conseguire il diploma universitario, è necessario essere in possesso di una laurea quadriennale o magistrale in
qualsiasi disciplina. Per chi non ha una laurea magistrale, è possibile iscriversi come “uditori”, e conseguire un attestato universitario.
Per informazioni dettagliate: https://sdm.unibg.it/corso/diritto-migrazioni/
9 Gennaio 2025 - L’Inps e la Fondazione Migrantes promuovono e organizzano il convegno “@Migrazione da fenomeno sociale a fattore identitario” che si terrà il 23 gennaio 2025 alle ore 9:00 presso Palazzo Wedekind (Piazza Colonna, 366) a Roma.
L’incontro sarà un’occasione per approfondire i temi dei flussi migratori con particolare riferimento alle conseguenze in ambito pensionistico, anche in considerazione dell’impatto della tecnologia nella nuova società digitale.
Si potrà assistere all'evento anche in streaming.
Il programma
9.00
Welcome Coffee
9.30
APERTURA LAVORI
SALUTI ISTITUZIONALI
Gabriele Fava, Presidente INPS.
Introduzione
Paolo Pagliaro, Direttore Agenzia 9Colonne.
INTERVENTI
Delfina Licata, Sociologa delle migrazioni - Fondazione Migrantes.
“L’altra Italia: transnazionalità, interculturalità, complessità”. Dati generali sui movimenti migratori dall’Italia all’estero. Focus su giovani e donne.
Prof. Toni Ricciardi, Storico delle migrazioni, Université de Genève e Fondazione Migrantes.
“Tornare in Italia: il rientro come “rimborso” postumo per un territorio sempre più spopolato”. Riflessioni sul tema dei rientri dal punto di visto storico e sociologico.
Susanna Thomas, Direzione Centrale Pensioni INPS.
“I pensionati che emigrano all’estero: sempre meno italiani e sempre più stranieri”.
Massimo Colitti, Dirigente Area Pensioni in regime internazionale e pagamento delle pensioni all’estero INPS.
“Pensioni pagate all’estero e pensioni in regime internazionale: facciamo chiarezza”.
CONCLUSIONI
Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale Fondazione Migrantes.
11.30
TAVOLA ROTONDA
L'Italia che vogliamo: giovane, dinamica e inclusiva
L’impatto della tecnologia nel mondo del lavoro, nelle nuove migrazioni, in particolare dei giovani e delle donne: uno sguardo al futuro e i possibili effetti sul territorio e sulle pensioni.
INTERVENGONO:
S.E. mons. Gian Carlo Perego, Presidente Fondazione Migrantes.
Valeria Vittimberga, Direttore Generale INPS.
Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie - MAECI.
Vito La Monica, Direttore Centrale Pensioni INPS.
Giustina Orientale Caputo, Professoressa associata di Sociologia del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università Federico II di Napoli.
8 Gennaio 2025 - «Noi siamo i nuovi Magi, tutti cercatori di futuro, di luce che non finisce, di speranza per la vita, di luce vera che non deluda». L'arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi ha presieduto nella Cattedrale bolognese la cosiddetta "Messa dei Popoli", in occasione della solennità dell'Epifania. Il rito quest'anno è stato caratterizzato dai sacramenti della vita cristiana, che il Cardinale ha conferito a cinque studenti universitari di nazionalità cinese.
Il culmine delle celebrazioni natalizie viene vissuto da decenni a Bologna, come in altre diocesi, con la partecipazione delle comunità Migrantes, che fondono voci, lingue e culture diverse nella gioia dell'unica fede. Si è trattato a tutti gli effetti del primo pellegrinaggio giubilare dopo la solenne apertura dell'Anno Santo, avvenuta domenica 29 a Bologna. La celebrazione è stata organizzata dall'Ufficio Diocesano Migrantes, che attraverso le comunità e i gruppi di immigrati cattolici, offre una cura pastorale a persone e famiglie provenienti da tutto il mondo, mostrando così la ricchezza del nome cattolico: africani francofoni e anglofoni, eritrei, bangladesi, cinesi, filippini, latinoamericani ispanofoni, brasiliani, polacchi, romeni, cingalesi, tamil, ucraini, indiani siro-malabaresi, swahili, arabi.
Durante la celebrazione hanno ricevuto si sacramenti al termine di un percorso di catecumenato cinque giovani cinesi, che come tanti altri studenti internazionali hanno scelto Bologna per un periodo di studio, che è diventato anche occasione di ricerca spirituale e di incontro con Cristo.
Il rito battesimale era stato preceduto dal canto delle Litanie dei Santi. Anche queste sono diventate un viaggio spirituale attraverso i nomi di martiri, di ragazzi, uomini e donne, che da ogni parte della terra sono stati testimoni della fede e dell'amore di Dio. Al momento dell'offertorio si è rinnovato quasi visivamente il mistero della prima Epifania. Dopo i nuovi battezzati e cresimati che hanno portato all'altare il pane e il vino per l'Eucarestia, i rappresentanti di gruppi e comunità hanno portato al Vescovo i doni destinati alle opere di carità. I sacerdoti delle comunità Migrantes hanno offerto al Vescovo una nuova mitra per il Giubileo. Il Cardinale ha invitato le comunità a essere unite nella fede e nel servizio del Vangelo. «Ci ha portato tutti qui, nella casa del Signore, per essere noi tutti la sua casa, la sua famiglia, senza confini, fratelli e sorelle tutti. Che gioia vederlo, sentirlo, viverlo. E ciascuno di noi si ricordi di vivere ovunque come un fratello o una sorella di Gesù e quindi di tutti. Una famiglia davvero universale, cattolica. Amiamo questa casa, le nostre comunità. Facciamole crescere invitando altri che, come noi, cercano speranza, luce, futuro, che qualche volta non ne hanno più. E noi possiamo essere un pochino di quella stella che gli dice «vieni, c'è luce, ti porto la luce, l'amore di Gesù». Siamo e restiamo diversi, - ha proseguito il Cardinale - ma per noi la diversità non è un problema, anzi è un dono, una ricchezza, ci dà forza. E la Chiesa, con questo suo unico cuore, aiuta tutti a essere se stessi, insieme e non divisi, una ricchezza gli uni per gli altri.
7 Gennaio 2025 - Alcuni quotidiani nazionali stanno riportando la storia di Naima Jamal, resa nota da un comunicato di "Refugees in Libya", rilanciato ieri dalla ong Mediterranea. Il comunicato include la foto che ripubblichiamo e un video in cui si vede la ragazza torturata. Secondo "Refugees in Libya" e Mediterranea, il video è stato mandato alla famiglia.
Il caso di Naima, una ventenne etiope, descrive le dinamiche che colpiscono le persone migranti imprigionate, vittime della moderna tratta degli schiavi in Libia. Le famiglie delle vittime sono sotto ricatto da parte da parte di trafficanti di esseri umani, con richieste per ottenere il loro rilascio che crescono di settimana in settimana.
La Libia, come riporta il nostro Report "Il Diritto d'Asilo" 2024, è tornata ad essere il primo Paese costiero di partenza per la traversata del Mediterraneo centrale: alla fine di luglio 2024 erano quasi 20 mila gli arrivi contro poco più di 12 mila dalla Tunisia, nel 2023 primo Paese per questo indicatore.
A tale proposito, va ricordato che a luglio 2023 è stato siglato un accordo tra Europa e Tunisia che, analogamente a quello stipulato nel 2016 con la Turchia, o al memorandum d’intesa tra Italia e Libia firmato nel 2017 e rinnovato nel 2022, si inserisce in una strategia di esternalizzazione delle frontiere europee e di aiuti economici condizionali alla gestione dei flussi migratori. Si tratta però di contesti fortemente problematici in termini di rispetto dei diritti umani, con politiche ostili nei confronti dei migranti e un alto numero di violenze, detenzioni e soprusi, come costantemente denunciato da più fonti.
27 Dicembre 2024 - Lunedì 6 gennaio, nel giorno dell'Epifania, si terra a Rimini la seconda edizione de "In viaggio con i Re Magi", una parata multiculturale organizzata e promossa anche dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Rimini.
Un evento all'insegna dell'inclusione e della tradizione natalizia con 400 figuranti in abiti storici, 200 musicisti e rappresentanti di diverse comunità internazionali. La manifestazione si terrà nuovamente nel centro storico di Rimini e vedrà la partecipazione di cittadini provenienti da diverse nazioni, tra cui Perù, Senegal, Albania, Filippine, Argentina e Cina, oltre ai riminesi.
Organizzato da Made Officina Creativa in collaborazione con il Comune, la Diocesi, l'Associazione Ponte dei Miracoli Rimini, l'Associazione Il Brillio, l'evento inizierà dal Ponte di Tiberio e si snoderà per le vie del centro fino al Tempio Malatestiano.
Tra i protagonisti dell'evento vi sono i cori Cappella musicale malatestiana, il coro di CL, il Corone e l'Einstein Youth OrcheStar and Choir, che porterà 100 giovani musicisti ad animare la tappa finale. La narrazione sarà affidata a Raymond Bahati, attore e musicista originario del Congo.
In piazza Cavour sarà esposta una riproduzione del dipinto "Adorazione dei Magi" conservato nell'Abbazia di Scolca, nella frazione di San Fortunato, affiancata da altre opere ispirate alla stessa tematica.
23 Dicembre 2024 - "Per un Natale di pace e disarmato". Questo è l'augurio al centro del messaggio, pubblicato sul settimanale diocesano La Voce di Ferrara, di mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes.
A Natale il Bambino che nasce è il "Principe della pace", con il quale "la pace non avrà fine". Non possiamo negare, invece, che la situazione di guerra attorno a noi genera incertezza, paura, confusione e chiude ancora di più il nostro cuore e non solo i nostri confini. A Natale gli angeli cantano "la pace in terra agli uomini che il Signore ama", un canto che risuonerà ancora in tutte le nostre chiese. E sono tutti gli uomini e le donne i destinatari. Ma molti uomini e donne, in molte parti del mondo - dalla vicina Ucraina, al Myanmar, al Sud Sudan - vivono in situazione di guerra di conflitto, di violenza e sognano la pace. Anche a Betlemme, nella Terra Santa dove Gesù nacque, c'è guerra. Il canto del Gloria a Natale è soprattutto per loro. Infatti, "I conflitti armati a cui si assiste attualmente - ha denunciato papa Francesco nel suo messaggio al G20 - non sono solo responsabili di un numero significativo di morti, di sfollamenti di massa e di degrado ambientale, ma contribuiscono anche ad aumentare le carestie e la povertà, sia direttamente nelle aree colpite sia indirettamente nei Paesi che si trovano a centinaia o migliaia di chilometri di distanza dalle zone di conflitto, in particolare attraverso l'interruzione delle catene di approvvigionamento. Le guerre continuano ad esercitare una notevole pressione sulle economie nazionali, soprattutto a causa dell'esorbitante quantità di denaro spesa per armi e armamenti". E per questa "esorbitante quantità di denaro spesa per armi e armamenti", il Natale è una provocazione anche per noi, per la nostra cultura di difesa armata, per la crescita della spesa degli armamenti anche nel nostro Paese, per il moltiplicarsi di armi nelle nostre case che generano sempre più violenze, per le parole armate di odio che attraversano i quartieri e le città. Il Natale richiama la pace come condizione di vita, ma anche la costruzione di una cultura della pace, di parole e di scelte di pace nella vita quotidiana, sociale, culturale e politica. Un Natale disarmato, è un Natale dove cresce la gioia, la serenità, la fiducia, il dialogo, il rispetto, valori che generano comunità, risanano la città aperta delle relazioni e la città nascosta dei social. La Vita che nasce a Natale è avvolta da canti di pace. Il Figlio che nasce a Natale, Gesù Cristo, è il Re della pace. Che questa pace entri nelle nostre case, nelle nostre comunità, nella nostra città come dono di questo Natale e trasformi la nostra vita e ciascuno di noi in "artigiani di pace". Buon Natale a tutti.
S.E. mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Presidente della Fondazione Migrantes
[caption id="attachment_51892" align="aligncenter" width="671"]Guido Reni, "Adorazione dei pastori".[/caption]
20 Dicembre 2024 - L'Ufficio Interdiocesano Migrantes di Modena e Carpi ha organizzato e realizzato un incontro dedicato al tema della pace nell'ambito del programma del "Post" Festival della Migrazione.
All'evento, dal titolo "Frammenti di guerra. Percorsi di pace dal basso", moderato da Estefano Tamburrini del settimanale diocesano Nostro Tempo, sono intervenuti Katiusca Camargo (Venezuela, associazione "Unendo Voluntades"), padre Ibrahim Faltas (custodia Terra Santa), Daoud Nassar ("Tent of Nations") e Rufì Cerdan (direttore Caritas Valencia)
Di particolare e drammatica attualità le testimonianze dalla Terra Santa di p. Faltas e di Nassar.
Padre Faltas, che da 36 anni vive in Terra Santa, e ha vissuto la prima e la seconda Intifada e altri momenti sanguinosi del conflitto israelo-palestinese, ha dichiarato di non avere "mai visto una situazione del genere. La Chiesa è molto preoccupata, il Santo Padre è molto preoccupato". P. Faltas ha inoltre ricordato che l'Italia "è sempre stata vicina e sensibile al problema della terra Santa", e l'ha descritta come "la coscienza del mondo". Ha chiuso il suo intervento con un appello: "Due stati e due popoli sono l'unica soluzione per avere la pace. Chiedo al popolo italiano di tornare come pellegrini".
Daoud Nassar è un esempio di resistenza pacifica: un cristiano palestinese che ha fondato Tent of Nations col motto “ci rifiutiamo di essere nemici e di cadere nella logica dello scontro”. “Dal 1991 - ha spiegato Nassar - abbiamo intrapreso una battaglia legale per evitare la confisca delle terre da parte degli israeliani". Una battaglia lunga 33 anni. "Ma non non ci arrendiamo perché siamo persone di speranza, e persone che credono nella giustizia". Le alternative sono la violenza, sedersi a piangere, oppure abbandonare. "Noi non vogliamo arrenderci e abbandonare - ha detto Nassar -. Le nostre pene, il nostro dolore, sono incanalati in modo costruttivo per resistere. Siamo testimoni di ciò che sta accadendo qui".
20 Dicembre 2024 - Nella Giornata internazionale della solidarietà umana, il Comune di Salerno ha consegnato il Premio Solidarietà 2024 ad Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, nonché direttore regionale Migrantes per la Campania. Il Premio va a un cittadino salernitano per la sua dedizione gratuita all'accoglienza dei migranti e dei senza fissa dimora.
Le motivazioni
"Sin dagli anni giovanili, ispirato dall'esempio dei genitori Elio e Velia, Antonio si è dedicato con costanza e passione al servizio di accoglienza dei migranti e dei senza fissa dimora presenti sul nostro territorio. Animato da una profonda fede e da grande umiltà, ha scelto di essere accanto agli ultimi, coordinando il servizio mensa parrocchiale, accogliendo chi vive in strada durante le notti più difficili, partecipando al servizio di unità di strada e offrendo sostegno spirituale alle comunità migranti di fede cristiana. Sempre aperto al dialogo interreligioso, costruisce relazioni autentiche e profonde con persone di ogni credo. Mosso da una forte spinta all'impegno sociale, mette in campo azioni volte a rispondere al bisogno dell'altro, tessendo reti tra le realtà operanti sul territorio cittadino e non solo, senza che vi sia la ricerca di una ricompensa esterna. Antonio è anche promotore e coordinatore della Festa dei Popoli della nostra città, contribuendo attivamente a diffondere una cultura di accoglienza e interculturalità. Noto e stimato professionista, riesce a coniugare il suo impegno lavorativo con un'azione solidale esemplare, incarnando i valori di altruismo e responsabilità che rendono la nostra comunità più unita e inclusiva".
[caption id="attachment_51898" align="aligncenter" width="1024"] (foto: liratv.it)[/caption]