Primo Piano

“Click day” e Decreto Flussi, il documento del Tavolo asilo e immigrazione al governo

8 Febbraio 2025 - Il Tavolo Asilo e Immigrazione ha inviato un documento sul Decreto flussi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con osservazioni e proposte frutto delle istanze degli enti del Terzo settore che operano nel settore dell'immigrazione, dell'accoglienza delle persone migranti e del contrasto alla tratta di esseri umani. Il documento sottolinea l’ormai anacronistico meccanismo di programmazione dei flussi in entrata e di allocazione delle quote di ingresso annuali, sempre più insufficienti per le reali esigenze di chi vuole fare ingresso in Italia per lavorare e chi ha necessità di assumere manodopera straniera. In particolare, lo strumento del click day, come si è visto già in occasione di quello del 5 febbraio, il primo del 2025 - in quattro minuti sono state raggiunte le 25 mila quote previste dal decreto -, rischia di essere una vera e propria lotteria ed esclude, formalmente, chi si trova già in Italia. Le organizzazioni riunite nel chiedono, in particolare:
  1. La possibilità di assumere direttamente lavoratori/lavoratrici in qualsiasi momento, al di fuori del sistema quote e senza limitazioni per nazionalità o settori produttivi;
  2. la creazione di nuovi canali di ingresso per lavoro: sponsorship e ricerca lavoro;
  3. l’introduzione di una clausola di salvaguardia che dia diritto ad avere un permesso di soggiorno per attesa occupazione nell’ipotesi in cui, per cause non imputabili a lavoratori/lavoratrici, dopo l’ingresso in Italia non si formalizzi il rapporto di lavoro;
  4. la possibilità di assumere lavoratori/lavoratrici già in Italia pur in condizione di soggiorno irregolare, attraverso misure di regolarizzazione su base individuale - non afferenti alla domanda di protezione internazionale - in presenza di un’offerta di lavoro regolare o di radicamento sul territorio nazionale;
  5. lo snellimento della procedura di ingresso e rilascio del permesso di soggiorno e il potenziamento dell’organico della Pubblica amministrazione interessata a tali procedure;
  6. la possibilità di convertire tutti i permessi di soggiorno in permessi per lavoro.

Leggi il documento integrale del Tavolo Asilo e Immigrazione.

Il lavoro della Guardia costiera di Lampedusa: “In mare un istante in più di attesa può decidere della vita o della morte”

7 Febbraio 2025 - «Nel mare non c’è la corsia d’emergenza, non puoi accendere le quattro frecce e aspettare, nel mare un istante in più di attesa può decidere della vita o della morte di un essere umano». Il tenente di vascello Flavio Verde, Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo e Comandante della 7^ Squadriglia della Guardia costiera di Lampedusa, pronuncia queste parole senza enfasi: come le donne e gli uomini che lavorano al suo fianco, è addestrato a non mettere il sentimento davanti alla professionalità. Eppure il filo intrecciato dell’emozione e dell’orgoglio costituisce la trama preziosa del loro impegno: «Alle persone che operano nel soccorso – afferma, infatti, il tenente di vascello Verde – può capitare di non dormire o di non mangiare per un’intera giornata e più, e alla fine essere felici per avere strappato alla morte bambini, donne incinte, uomini». L'incontro con la Guardia costiera di Lampedusa era nel programma della 4 giorni sull'isola della Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana, assieme al vescovo delegato, mons. Corrado Lorefice.
Una macchina rodata
Per soccorrere le migliaia di persone che ogni anno scelgono la rotta del Mediterraneo centrale è stata messa a punto una macchina i cui ingranaggi sono rodati da anni. Lampedusa del resto è più vicina all’Africa che all’Europa, le coste tunisine sono ad appena 113 chilometri, Pantelleria a 140, Malta a 176 e la Sicilia a 215. Gli equipaggi della Guardia costiera italiana che partono da Lampedusa si spingono anche nelle acque territoriali maltesi o tunisine per mettere in sicurezza donne e uomini in fuga. Per fare questo il tenente di vascello Verde può contare su un personale composto da 85 unità, sette navi delle "classi" 200 e 300 che oltre al soccorso devono garantire tutta una serie di altre attività.
Oltre i numeri
«Nel 2023 – spiega il comandante Verde – abbiamo soccorso 60mila migranti, nel 2024 sono stati 39.336 e nel primo mese di quest‘anno 2.728. Due anni fa abbiamo portato a termine 1.800 missioni, percorrendo 61.100 miglia nautiche, pari a tre volte le circonferenza della Terra. Non soccorriamo solo i migranti, ma vigiliamo su chi va per mare, dai pescatori ai diportisti. L’altro giorno, per fare un esempio, con la collaborazione dei Vigili del fuoco, abbiamo tratto in salvo un pescatore rimasto bloccato su una scogliera a 35 metri sopra il livello del mare nei pressi del Faro di Ponente. Loro si sono calati dall’alto e noi siamo intervenuti con una motovedetta. Alla fine lo abbiamo recuperato e consegnato al 118».
Il fattore umano
«Ci mettiamo in mare – prosegue il tenente Verde – dopo aver ricevuto l’allerta dal Centro operativo nazionale di Roma o dal Settore operativo regionale di Palermo, che raccolgono le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà. Spesso si tratta di barchini in ferro di circa 9 metri, stracarichi, che quando si fermano per un’avaria o perché è finito il carburante rischiano di affondare in poco tempo. La segnalazione può venire da un aereo di ricognizione del sistema di soccorso (Sar, Search and rescue) o anche da una nave mercantile o da un peschereccio che ha l’obbligo di prestare i primi soccorsi. A volte la segnalazione parte dal telefono satellitare di uno dei migranti: in quel caso la ricerca è più difficile, anche se cerchiamo di ricostruire le coordinate della loro posizione». «I nostri equipaggi – tiene a precisare il comandante – sono costituiti da sette persone, con un soccorritore marittimo che, quando agganciamo l’imbarcazione in difficoltà, deve essere pronto a tuffarsi per favorire il trasbordo delle persone attraverso una sorta di lettiga-salvagente. A bordo ci sono anche un medico e un infermiere del Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) e un mediatore culturale dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni). Sono figure fondamentali: l’equipe sanitaria tratta immediatamente i migranti raccolti e predispone il soccorso a terra, segnalando se ci sono casi particolari, emergenze o donne in stato di gravidanza; mentre il mediatore culturale riceve e fornisce indicazioni fondamentali per la riuscita dell’operazione di soccorso». Il collaudo della generosità Le motovedette sono collaudate per accogliere un centinaio di migranti accanto agli uomini e alle donne dell’equipaggio. Eppure non è raro vederle tornare in porto con molte più persone a bordo. «La legge del mare ci obbliga a salvare le vite e – osserva ancora il comandante Verde – in determinate condizioni, può accadere di doversi spingere un po' più in là. Non è solo la Guardia costiera ad agire così, ma tutte le forze armate, anche di altri paesi presenti a Lampedusa. Con tutti c’è un clima di collaborazione duraturo e forte. Al momento ci sono unità navali svedesi, danesi e lituane che, nell’ambito dell’operazione europea Frontex, partecipano all’operazione "Italy", mentre un nostra motovedetta tra qualche giorno dovrà raggiungere le acque greche». All’interno dell’imbarcazione di soccorso c’è un crocifisso: «Non è un caso se sta lì – dice il maresciallo Roberto Triolo – insieme ai giubbotti e alle cinture di salvataggio. Prima di partire per un’operazione di soccorso lo guardiamo e facciamo il segno della croce perché ci assista». (Nino Arena – Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela).

L’istinto di Lampedusa per l’accoglienza. Intervista a Pierangela Allegro

6 Febbraio 2025 - Nel fitto calendario di incontri organizzato dalla Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale siciliana, in “trasferta” a Lampedusa, non mancherà un momento di condivisione, fissato per la giornata di domani 7 febbraio, con i ragazzi del Centro diurno per il disagio psichico, la cui responsabilità, a partire dal 2021, è nelle mani della dottoressa Pierangela Allegro, tecnico della riabilitazione psichiatrica. Una giovane professionista, da sempre innamorata del suo lavoro e dei suoi pazienti, che nell’arcipelago delle Pelagie ha trovato la propria dimensione. Perché quello con Lampedusa potrebbe davvero essere definito un “amore a prima vista”, «sebbene fino a quel momento, pur essendo siciliana, e più precisamente palermitana, non fossi neanche consapevole di dove fosse collocata geograficamente l’isola».
L’attività del centro diurno
Una scoperta nella scoperta, dunque, per la dott.ssa Allegro, a cui è bastato poco per decidere di trasferirsi in pianta stabile a Lampedusa, «con cui si è creato un legame speciale, nonostante le difficoltà che possono esserci». Difficoltà che si accentuano nei mesi invernali, quando torna a prendere il sopravvento la dimensione più “selvaggia” dello “scoglio”, quella che Pierangela ama di più, al punto che «nel periodo estivo, oltre che dedicarmi al lavoro preferisco stare più a casa», come in una sorta di letargo a senso inverso. «Il Centro diurno semiresidenziale – spiega la dottoressa – esiste dal 2005, e in questi anni sono state prese in carico circa 500 persone. All’interno vengono svolte sia attività strutturate, di gruppo, sia attività singole per quegli utenti che hanno dei piani riabilitativi personalizzati. Parliamo di utenti con terapie farmacologiche anche abbastanza importanti che hanno bisogno di essere seguiti bene. Sul posto sarebbe necessaria la presenza di un’equipe multidisciplinare, composta da altri tecnici della riabilitazione, un medico specializzato in psichiatria, un infermiere e, lì dove necessario, anche un operatore socio-sanitario (OSS). Nei fatti, però, sono stabilmente presente sul posto solo io, che in alcuni giorni della settimana mi avvalgo del supporto di un medico specialista in psichiatria che svolge attività ambulatoriale».
La decisione di rientrare in Sicilia
Un impegno costante, dunque, quello profuso da Allegro, la cui decisione di prendere parte alla selezione pubblica indetta dall’Azienda sanitaria provinciale competente per l’individuazione di un tecnico della riabilitazione psichiatrica, «è stata figlia di alcune domande esistenziali che mi sono posta dopo il periodo del Covid. Ho lavorato per oltre 10 anni in Lombardia, all’ospedale “San Paolo” di Milano e, come ben sappiamo, nel nord Italia sia la prima che la seconda ondata della pandemia, nel 2020 e nel 2021, hanno avuto degli effetti disastrosi. Mi sono cominciata a interrogare su cosa effettivamente volessi dalla mia vita, se fossi disposta a stare ancora così lontano dalla mia famiglia… E mi sono risposta di no». Cogliendo quindi la possibilità di partecipare a questa selezione ha deciso di tornare «e oggi eccomi qui, a Lampedusa». Dove è riuscita a coniugare sia l’aspetto professionale che quello affettivo: «La mia compagna è lampedusana, gestisce un’attività di ristorazione e stiamo progettando di costruire qualcosa di importante insieme».
Lampedusa e la sua capacità di accoglienza
Sull’accoglienza, quella che in fondo lei stessa ha potuto sperimentare in prima persona, la dottoressa Allegro non ha dubbi: «Lo spirito di accoglienza dei lampedusani è qualcosa che non si trova da nessun’altra parte, è quasi un istinto» e per cercare di far capire meglio il suo pensiero, torna con la mente all’estate del 2023, quella degli arrivi che portarono l’hotspot di Contrada Imbriacola a non essere più sufficiente in termini di capienza: «Ricordo in particolare uno sbarco in cui arrivarono moltissime donne e bambini. La mia compagna ha subito organizzato un passaparola e nel giro di poche ore siamo stati letteralmente riempiti di vestiti e giochi per bambini e neonati. Così come sono rimasta sorpresa – continua Pierangela –, dalla compostezza e dall’ordine con cui, sempre in uno di quei giorni in cui l’hotspot non riusciva più a contenere i migranti, quest’ultimi si sono pacificamente spinti verso il centro del paese fino a raggiungere il sagrato della chiesa di San Gerlando, in attesa di ricevere un piatto di pasta». Scene non nuove alle latitudini lampedusane, che spesso, però, vengono oscurate da immagini, a senso unico, dal sapore di “invasione”. (Elena De Pasquale – Ufficio Migrantes Diocesi Messina Lipari S. Lucia del Mela). [caption id="attachment_53938" align="aligncenter" width="1024"]Pierangela Allegro Pierangela Allegro all'interno del Centro di cui è responsabile.[/caption]

La Fondazione Migrantes torna a Lampedusa, “cuore del Mediterraneo”

5 Febbraio 2025 - Dal 6 al 9 febbraio l’arcipelago delle Pelagie farà da cornice all’incontro della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana. Sono passati esattamente 14 anni, era il febbraio 2011, da quando Lampedusa, la più grande delle due isole che compongono l’arcipelago delle Pelagie, si ritrovò investita dall’ondata della "emergenza nord-Africa", così come fu ribattezzata dal governo italiano. Era l'effetto diretto della Primavera Araba, la grande rivoluzione dei giovani che nel 2010 interessò i Paesi del Maghreb. E così, nel giro di poco meno di un anno, migliaia e migliaia di giovani, spinti da un desiderio di libertà, abbandonarono le coste del Nord-Africa dirigendosi verso l’Italia alla ricerca di futuro e soprattutto di speranza. Quella speranza che, nonostante tutto, nonostante tutti, gli abitanti dell’isola di Lampedusa sono stati in grado di donare alle migliaia di migranti giunti sulle coste di quel fazzoletto di terra geograficamente più vicino all’Africa che all’Italia. Una testimonianza di coraggio e di prossimità che la Fondazione Migrantes ha deciso di raccontare a fianco dei lampedusani sulla spinta delle parole dell’allora parroco dell’isola, don Stefano Nastasi: «Certe cose non possono essere raccontate, devono essere vissute, qui accanto a noi, se non venite a vedere con i vostri occhi non lo potete capire».
Raccontare la speranza
La prima fase del progetto, intitolato “La Migrantes a Lampedusa. Raccontare la Speranza”, ha narrato un altro volto dell’Isola, cercando di captarne l’animo e il cuore, dando la parola a chi ne conosceva e ne conosce tuttora anche l’angolo più remoto. Le testimonianze sono state raccolte in un “Diario di Bordo” diventato non solo un contenitore di cronaca, ma anche di emozioni, di sentimenti, che gli isolani, grazie al rapporto instauratosi, hanno deciso di rivelare e raccontare. Mantenendo un filo conduttore con il tema centrale della missione lampedusana, ovvero “Raccontare la Speranza”, l’idea della Fondazione, sempre nel 2011, è stata quella di ritornare nel cuore del Mediterraneo per raccontare, ma soprattutto raccogliere, entro la “cornice” di un libro dal titolo “Sullo stesso barcone. Lampedusa e Linosa si raccontano”, i pensieri e le testimonianze degli isolani dopo la fase clou dell’emergenza. Il testo, in cui sono state raccolte oltre 40 testimonianze, è riuscito a far comprendere, a quanti hanno osservato i fatti di Lampedusa attraverso la tv, che le vicende vanno analizzate e considerate sotto diversi punti di osservazione: nel caso specifico quello della comunità lampedusana, che in tutte le sue componenti ha affrontato i giorni dell’emergenza con profondo spirito di collaborazione e condivisione delle sofferenze altrui. "Sullo stesso barcone" (copertina) Il “viaggio” editoriale attraverso le strade di Lampedusa e Linosa e la volontà di raccontare qualcosa di diverso oltre l’emergenza ci ha fatto ben presto comprendere anche le tante emergenze che caratterizzano la quotidianità degli isolani. Nasce così il progetto “Lampedusa e Linosa 365 giorni in rete”, un contenitore di articoli scritti di pugno dagli isolani. Una “finestra” aperta su un territorio poco conosciuto, o conosciuto solo in certe parti, i cui contorni sono stati disegnati esclusivamente dagli abitanti dell’Isola.
La voglia di una vita dignitosa: cuore pulsante del Mediterraneo
Ed arriviamo ad oggi, perché l’Ufficio Regionale per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana, grazie al supporto fornito dalla Fondazione Migrantes, ha deciso di tenere proprio nell’isola delle Pelagie il primo incontro del 2025 della Commissione composta dai direttori Migrantes delle diciotto Chiese di Sicilia, presieduta dal vescovo delegato S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e membro della Commissione Episcopale per le Migrazione della Conferenza Episcopale Italiana. L’evento, che rappresenta un momento centrale per quanti, in Sicilia, si occupano della pastorale migratoria, sarà una nuova occasione di studio, ascolto e riflessione delle diverse anime di un’Isola che continua comunque a rappresentare un punto di passaggio per quanti attraversano la rotta migratoria del Mediterraneo centrale per raggiungere i Paesi europei. Al netto, infatti, delle numerose evoluzioni normative che hanno interessato e interessano la materia delle migrazioni - caratterizzate da logiche securitarie mirate a rendere la categoria dei “migranti forzati”, ma non solo loro, un pericolo sociale da affrontare non con logiche di inclusione ma di esclusione - Lampedusa continua a essere testimone diretta di un fenomeno, quello migratorio, impossibile da contenere, perché animato dal desiderio che è essenza stessa del mondo: la voglia di vivere e sopravvivere. Cuore pulsante di un Mediterraneo, sempre meno “mare nostrum” e sempre più “mare mortuum”. (Elena De Pasquale - Ufficio Migrantes Diocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela)

Si riunisce a Lampedusa la Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana

4 Febbraio 2025 - Dal 6 al 9 febbraio si riunisce a Lampedusa la Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana, assieme al vescovo delegato, mons. Corrado Lorefice. Nel corso delle quattro giornate di presenza a Lampedusa, si darà voce alle diverse anime dell’Isola e si toccheranno alcuni luoghi simbolo, in un percorso di riflessione animato da intensi momenti di confronto. Troveranno spazio gli studenti delle scuole medie e superiori coinvolti nel progetto formativo “Il Viaggio della Vita”, sostenuto in questi anni dalla Fondazione Migrantes; il parroco don Carmelo Rizzo; le suore della comunità intercongregazionale e gli operatori pastorali della parrocchia di “San Gerlando”; don Stefano Nastasi, parroco a Lampedusa durante gli accadimenti relativi alla Primavera Araba e per la visita apostolica di Papa Francesco dell’8 luglio 2013; gli uomini e le donne di Guardia Costiera e Guardia di Finanza, tasselli fondamentali della macchina dei salvataggi e dei soccorsi in mare; i volontari, gli uomini e le donne del Poliambulatorio; i rappresentanti e le voci delle organizzazioni umanitarie e delle associazioni presenti sull’isola pelagica (aggiornato il 5 febbraio 2025).
Il programma completo
Mercoledì 5 febbraio ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. Giovedì 6 febbraio ore 16.00 - Incontro presso la sede della Guardia Costiera. ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. ore 19.00 - Incontro con la comunità parrocchiale. Venerdì 7 febbraio ore 09.00 - Incontro con gli studenti delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado I.C. “Luigi Pirandello”. ore 10.45 - Incontro con gli studenti delle terze classi della scuola secondaria di secondo grado liceo “Ettore Maiorana”. ore 12.30 - Incontro con gli operatori del Poliambulatorio e con gli utenti del Centro Diurno, persone con disagio psichico. ore 16.00 - Incontro della Commissione Regionale per le Migrazioni della C.E.Si. “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli” (Eb 13,2). ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. ore 21.00 - Incontro con Giacomo Sferlazzo. Artista, cantautore, cantastorie, attivista. Sabato 8 febbraio (Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone) ore 08.30 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando” ore 09.00 - Incontro con il direttore scientifico e gli operatori del progetto educativo “Il Viaggio della Vita”, finanziato dalla Fondazione Migrantes, per gli insegnanti e gli alunni dalle elementari al liceo. ore 10.15 - Percorso di preghiera e riflessione nei luoghi simbolo dell’Isola: Porta d’Europa, Molo Favaloro, Hot spot. ore 16.00 - Incontro presso la sede della Guardia di Finanza. ore 17.00 - Visita al Museo Archeologico delle Pelagie. ore 19.00 - Tavola rotonda aperta alla comunità civile “Lampedusa, il Mediterraneo e la profezia del Vangelo”. Con S.E. mons. Corrado Lorefice, don Stefano Nastasi (già parroco di Lampedusa) e don Carmelo Rizzo (parroco di Lampedusa). A concludere, preghiera interreligiosa per la pace Domenica 9 febbraio ore 08.30 - Visita al Santuario della Madonna di Porto Salvo. ore 09.45 - Visita al Cimitero, preghiera e testimonianze. ore 11.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”.

Per informazioni: migrantes.me@alice.it

“Dobbiamo fare di più per l’accompagnamento fraterno degli immigrati”. Due vescovi si appellano alle proprie diocesi

4 Febbraio 2025 - "L’accompagnamento dei fratelli e delle sorelle immigrati è qualcosa che ci interpella fortemente come Chiesa". Inizia così l'appello che il vescovo di Pistoia, S.E. mons. Fausto Tardelli ha voluto rivolgere a tutta la sua diocesi nel giorno della Festa della Presentazione del Signore. "Senza trascurare gli italiani - continua mons. Tardelli -, dobbiamo fare di più per l’accompagnamento fraterno degli immigrati, proprio in questo nostro tempo dove, paradossalmente, le situazioni di fragilità nel mondo anziché diminuire aumentano". Il presule, facendo riferimento al contesto dell'anno giubilare, ricorda anche che "come chiesa non possiamo risolvere un problema così grande come quello dell’immigrazione", ribandendo il ruolo di "supplenza nei confronti di uno Stato, di amministrazioni locali ma anche internazionali a cui di per sé competerebbe la risoluzione del problema migratorio e, particolarmente, la gestione dell’accoglienza di chi si trova nel nostro Paese". Ciononostante, il vescovo di Pistoia chiede "a tutti i parroci ma anche ai religiosi e alle religiose, come a tutti i laici di buona volontà, la disponibilità di ambienti da destinare all’accompagnamento di singoli o di piccoli gruppi di immigrati" e "la disponibilità di persone che, come volontari, si prestino per seguire questo servizio ai fratelli immigrati". L'appello segue di pochi giorni una nota del vescovo di san Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega sulla possibile apertura allo Scalo di San Marco Argentano di un Centro di accoglienza per migranti (CAS). Il tono e la preoccupazione pastorale sono simili. "Il Vangelo di Gesù Cristo – scrive mons. Rega –  ci apre all’accoglienza e anch’io, vorrei dirvi, a cuore aperto, non abbiate paura, perché chiunque accoglie lo straniero troverebbe nel testo biblico la giusta motivazione: ‘perché anche tu sei stato straniero’". Il vescovo di San Marco Argentano-Scalea vede anche in questa situazione una "possibile provocazione alla nostra fede e testimonianza cristiana".

“Per insegnare come si è fratelli”. All’IIS Carlo Jucci di Rieti, un’assemblea d’istituto dedicata all’immigrazione

4 Febbraio 2025 - Il 21 gennaio 2025, nella palestra del Liceo Classico Marco Terenzio Varrone, si è svolta l’assemblea d’istituto dell’IIS Carlo Jucci di Rieti, organizzata per riflettere sul tema dell’immigrazione. La mattinata è iniziata ascoltando Franca Palumbo (Ufficio Migrantes della diocesi di Rieti) e Antonella Liorni (Sai Il Samaritano), le quali hanno sensibilizzato la comunità studentesca sul fenomeno immigratorio ripercorrendo l’evoluzione che quest’ultimo ha avuto negli anni, soffermandosi soprattutto sulla questione del diritto d’asilo. Successivamente c'è stato un confronto con i ragazzi e le ragazze dell’associazione Il Samaritano: Jabbar Mohammed Hasan, Allou N'Goran Annemarie, Ullah Habib e Alassar Abdalrahman. Ciascuno ha raccontato la propria storia, le difficoltà che sono stati costretti ad affrontare e che stanno affrontando tutt’oggi: dall'apprendimento della lingua italiana fino a tutti i sacrifici che hanno dovuto fare e che ancora oggi stanno facendo, inclusa l'impossibilità prolungata di vedere i propri parenti. "Anche una semplice assemblea scolastica - hanno scirtto gli studenti e le studentesse nel loro resoconto dell'incontro - può essere fondamentale, come scrisse Pier Paolo Pasolini nella poesia Profezia (1964), nota anche come Alì dagli occhi azzurri: “Per insegnare come si è fratelli”, è necessario infatti che si parli dei fenomeni che caratterizzano il mondo di oggi, con l’auspicio che noi cittadini di domani, da questo dialogo, possiamo divenire più consapevoli e capaci di azioni più inclusive e umane nei confronti del prossimo".

“Intercultura: il passo dei giovani”. A Brescia, il III convegno Migrantes Lombardia

3 Febbraio 2025 - Nella giornata di Sabato 8 Febbraio 2025 l’Ufficio per i Migranti della Diocesi di Brescia organizza e ospita il III Convegno Migrantes Lombardia. Il convegno, intitolato “Intercultura: il passo dei giovani”, si svolgerà presso la Curia diocesana di Brescia (Sala dei Vescovi) e sarà dedicato alla particolare prospettiva dei giovani rispetto al tema dell’incontro di culture e delle migrazioni. Al mattino sono previsti gli interventi del coordinatore dell’area pastorale Mondialità della diocesi di Brescia, don Roberto Ferranti, e di S. Em. il card. Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Nel pomeriggio, una tavola rotonda dedicata al focus "oratorio e intercultura". Di seguito il programma dettagliato della giornata.
PROGRAMMA
Ore 9.30 Accoglienza e registrazione Ore 10.00 Saluti, mons. PIERANTONIO TREMOLADA, vescovo di Brescia. Riflessione Biblica, mons. FRANCO AGNESI, vescovo delegato CEL per la Pastorale Migranti. Intercultura: il passo dei giovani, visione del video reportage e descrizione del percorso realizzato nella Diocesi di Brescia, don ROBERTO FERRANTI, coordinatore area pastorale per la Mondialità, Diocesi di Brescia. Ore 11.00 Giovani e intercultura: un’alleanza per la pastorale e per la vita comunitaria, alla luce del Magistero di Papa Francesco, card. FABIO BAGGIO, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale Testimonianze, N’DIAWAR GUEYE e SIMONE ZENDRA, giovani bresciani. Ore 12.30 Pranzo Ore 14.00 Tavola rotonda – Parrocchia e Oratorio alla prova dell’Intercultura don MARCO MORI, Parroco S. Polo in Brescia, DANIEL MASSA, educatore all’oratorio di San Faustino in Brescia e MICHELE OTTONELLO, educatore all’oratorio della Beata Vergine Addolorata in San Siro a Milano. Modera don ANDREA ZANI, coordinatore delle Cappellanie etniche, Diocesi di Brescia. Seguono domande e dibattito con i relatori Ore 16.00 Conclusioni, don ALBERTO VITALI, direttore Migrantes Lombardia.

ISCRIZIONI INDISPENSABILI (entro il 4 Febbraio) cliccando al seguente link: https://forms.gle/2aWLJMVEpb3RkCHz6

Possibilità di parcheggio presso il Centro Pastorale Paolo VI (con accesso da Via Callegari 4bis, Brescia)

Per chi arriva con i mezzi pubblici, fermata della Metro Vittoria

Per info: migranti@diocesi.brescia.it   tel. 030.3722350

Carlo Stasolla, presidente di “Associazione 21 luglio”, nominato Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

3 Febbraio 2025 - Sabato 1 febbraio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Carlo Stasolla (59 anni, presidente di Associazione 21 luglio), Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. L'associazione presieduta da Stasolla è sostenuta tra gli altri anche dalla Fondazione Migrantes.
Nella stessa giornata il Presidente, motu proprio, ha infatti conferito 31 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a favorire il dialogo tra i popoli, contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell'inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo.
La motivazione che accompagna l'onorificenza per Stasolla è la seguente: “Per supportare persone e gruppi in condizione di estrema segregazione e discriminazione. Da molti anni con l’Associazione 21 luglio, tocca con mano le problematiche del disagio e delle discriminazioni diventando un punto di riferimento anche per organismi internazionali ed europei". La cerimonia di consegna delle onorificenze si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il 26 febbraio alle 11 e 30.

Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” 2025

2 Febbraio 2025 - Il tradizionale Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” organizzato dalla Fondazione Migrantes quest’anno si svolgerà dal 7 all’11 luglio 2025 a Roma presso “Villa Aurelia” (Via Leone XXII, 459). Qui le note organizzative.
A chi è rivolto?
Il Corso è rivolto ai direttori Migrantes regionali e diocesani e loro collaboratori; cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane; missionari per gli italiani all’estero; operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei rom, sinti e camminanti. Adesioni entro e non oltre il 31 maggio 2025.
Informazioni e adesioni
segreteria@migrantes.it

Una settimana di mobilitazione, preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani

1 Febbraio 2025 - Dal 2 febbraio prende il via una ricca settimana di iniziative - formazione, preghiera e riflessione - verso la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra ogni anno l’8 febbraio. In quel giorno la Chiesa ricorda santa Bakhita, donna e suora sudanese vittima di tratta e simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro questo fenomeno. “Ambasciatori di speranza. Insieme contro la tratta di persone”: questo il tema scelto per l’11ª edizione dell’appuntamento, istituito nel 2015 da Papa Francesco, che ne ha affidato la promozione all’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg) e all’Unione dei superiori generali (Usg) e il coordinamento a Talitha Kum, la rete internazionale anti-tratta che conta più di 6mila suore, amici e partner in tutto il mondo. In continuità con il Giubileo della speranza in corso, dunque, le iniziative a Roma prenderanno il via domenica 2 febbraio, con la partecipazione alla preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro insieme a Francesco. In particolare, la Fondazione Migrantes segnala l’appuntamento di martedì 4 alle 17.30, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, con una veglia ecumenica di preghiera in inglese e italiano. Gli organizzatori invitano tutti a dedicare un post sui social e condividerlo il 7 e l’8 febbraio usando gli hashtag ufficiali #PrayAgainstTrafficking, #iubilaeum2025.
La tratta è un fenomeno che, secondo i dati delle Nazioni Unite, colpisce a livello globale 50 milioni di persone. A soffrirne maggiormente le conseguenze, donne, bambini, migranti e rifugiati. Una vittima su tre è un bambino, mentre il 79% delle vittime dello sfruttamento sessuale a livello globale è costituito da donne e ragazze. Le persone costrette alla migrazione forzata sono circa 120 milioni. Guerre, conflitti, violenze, povertà e catastrofi ambientali li portano ad abbandonare le proprie case, rendendoli particolarmente vulnerabili alla tratta e allo sfruttamento, per la pericolosità delle rotte e perché spesso si fa ricorso a trafficanti o al mercato nero per spostarsi da un Paese all’altro. A questo si aggiunge anche lo sfruttamento online: un’altra forma di tratta, rimarcano gli organizzatori della Giornata.

(fonte: Romasette.it)

A Mestre, la “Casa di Amadou” ospita il Report sul diritto d’asilo

31 Gennaio 2025 - Anche quest’anno, la Casa di Amadou ospita a Mestre - sabato 1° febbraio, presso il Museo del '900 in Via Pasoli 11, a partire dalle ore 10.30 - la presentazione dell'ultima edizione del Report "Il Diritto d'Asilo" (Tau editrice), realizzato dalla Fondazione Migrantes.
Presenteranno il Report:
  • Cristina Molfetta, co-curatrice del Report.
  • Sarà Petenà, operatrice socio-legale dell’associazione "Casa di Amadou".
A seguire, ampio spazio al pubblico per le domande e per riflettere sui numerosi cambi sia a livello europeo che nazionale che nel 2024 si sono attuati ma che si dispiegheranno con più evidenza nel 2025 e nel 2026.
 

Albania, Tavolo Asilo e Immigrazione: tutte negative le richieste d’asilo, senza tutele legali

30 Gennaio 2025 - Al terzo giorno di monitoraggio dei centri italo-albanesi la delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) è ancora presente con i parlamentari del gruppo di contatto. Come prevedibile - denuncia il Tavolo in un comunicato - "gli esiti delle richieste d’asilo delle 43 persone trasportate presso il centro di Gjader in Albania sono state tutte negative perché ritenute 'manifestamente infondate'. Solo una persona non ha ricevuto il diniego, e sarà ascoltata in procedura ordinaria, poiché è stata riscontrata una vulnerabilità medica". La TAI già ieri aveva denunciate "gravi criticità procedurali". In particolare, i richiedenti asilo non hanno avuto concretamente né il tempo né la possibilità di nominare un/una avvocato/a per assisterli già nella fase dell’audizione davanti alla Commissione territoriale, né sono stati adeguatamente informati, in maniera indipendente, sul significato delle procedure di riconoscimento della protezione internazionale. "Siamo di fronte ad una procedura di fatto illegittima per l’assenza delle tutele previste dalla normativa in vigore". Adesso le persone avranno 7 giorni per rivolgersi al Tribunale e cercare giustizia, se i giudici della Corte d’appello di Roma convalideranno il fermo e quindi la procedura accelerata. Ma, ribadisce il TAI, "come faranno a nominare un/una avvocato/a di fiducia per fare il ricorso, visto che sono confinati fuori dall’Italia?".

Migranti: terza missione in Albania del Tavolo Asilo e Immigrazione e del Gruppo di Contatto Parlamentare

28 Gennaio 2025 - Prende il via in queste ore in Albania la terza missione del Tavolo Asilo e Immigrazione, la principale rete della società civile impegnata nella promozione e difesa dei diritti delle persone migranti, realizzata in collaborazione con il Gruppo di Contatto Parlamentare sull’immigrazione. In occasione del terzo trasferimento operato dal governo, il TAI sarà nuovamente in Albania per monitorare le procedure e le condizioni di accoglienza delle 49 persone migranti in arrivo a bordo della nave Cassiopea della Marina Militare. Nel corso dei due precedenti trasferimenti operati a ottobre e novembre scorsi il TAI aveva già denunciato le numerose violazioni del diritto internazionale e di quello nazionale, nonché dei diritti fondamentali delle persone che il governo italiano trasferisce forzosamente dal Mediterraneo centrale fino all'Albania: le organizzazioni del TAI hanno deciso oggi di tornare nei centri di Shëngjin e Gjadër  per monitorare il rispetto delle procedure e verificare le condizioni materiali di trattenimento. Il Governo sta nuovamente sperimentando il modello albanese con fini puramente propagandistici da un lato, e innalzando lo scontro con la magistratura dall’altro, senza attendere la pronuncia della Corte di Giustizia europea per proseguire le operazioni. Le organizzazioni del TAI denunciano inoltre l’assenza a bordo della nave della Marina di OIM, designato dal governo come la realtà preposta ad effettuare le procedure di screening. È fondamentale capire come e da chi sia stata realizzata la valutazione delle vulnerabilità, elemento intorno a cui sono emerse gravi criticità già nei primi due trasferimenti effettuati a fine 2024. È inoltre necessario garantire la tutela giuridica delle persone trasferite, che non è stata prontamente assicurata nei precedenti arrivi in Albania. Chiediamo al Governo chiarimenti su come le persone possano parlare con un avvocato di loro fiducia, sia in fase di preparazione che di audizione con la Commissione e poi anche in fase di eventuale convalida del trattenimento. Il trasferimento coatto verso l’Albania rappresenta un grave attacco ai principi fondamentali del diritto e della democrazia. Questo approccio non solo mette a rischio la tutela giuridica e la dignità di chi è costretto a subire queste scelte, ma rappresenta anche un pericoloso precedente. Per questo, come nei due precedenti casi, metteremo in campo ogni sforzo necessario per opporci a questa prova di forza ingiustificata e inaccettabile, per fare in modo che non vengano più trasferite persone in Albania e che i centri di trattenimento vengano definitivamente chiusi.
Per il Tavolo Asilo e Immigrazione: A Buon Diritto, ACLI, ActionAid Italia, Amnesty International Italia, ARCI, ASCS, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, Commissione Migrantes e GPIC Missionari Comboniani provincia italiana, CNCA, CoNNGI, Europasilo, Fondazione Migrantes, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Intersos, IRC Italia, Italiani Senza Cittadinanza, Medici del Mondo, Oxfam Italia, ReCoSol, RED Nova, Refugees Welcome Italia, Senza Confine, SIMM, UIL, UNIRE.

Giornata della memoria, “Sterminate la piaga gitana”: un libro per ricordare il Porajmos

27 Gennaio 2025 - "Quando il 27 gennaio 1945 Auschwitz-Birkenau fu liberato dai soldati dell'Armata Rossa, nello Zigeunerlager - dove migliaia di rom e sinti erano stati assassinati dalla fame, dalle malattie e fatti entrare con violenza nelle docce dove con lo ZiklonB, il gas in cristalli che li avvelenava in massa - di rom e sinti ne sopravvivevano solo 4. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del 1944 erano state, infatti, gasate circa 3.000 persone, tutte quelle che erano rimaste: donne, uomini e bambini". Il 27 gennaio si celebra a livello internazionale la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. È doloroso, ma necessario, ricordare che all’interno dei campi di sterminio, ad andare incontro alla morte furono anche oltre mezzo milione di Rom e sinti. Uomini e donne la cui memoria necessita di essere perpetrata di generazione in generazione. Carla Osella, sociologa e pedagogista, nel suo libro Sterminate la piaga gitana, pubblicato all’interno della collana “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni” (Tau Editrice) promossa dalla Fondazione Migrantes, ci ricorda quanto sia fondamentale la conoscenza del passato. L'intolleranza e le discriminazioni che ancora oggi permeano il nostro tessuto sociale nei confronti delle comunità rom e sinti riflettono, almeno in parte, l'ignoranza della loro storia. Le storie raccontate in questo libro sono una rappresentazione romanzata di vite reali vissute da donne e uomini sinti e rom, che l’Autrice ha conosciuto personalmente, durante l’epoca del genocidio - Porajmos (in lingua rom  vuol dire “grande divoramento” o “devastazione”) o Samudaripen (in lingua sinta) - e dei lager nazisti. La loro storia di morte non ha avuto grande risonanza. "La storia ci dice - come ricordò papa Francesco a Blaj, il 2 giugno 2019, durante il suo viaggio apostolico in Romani - che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo". "Sterminate la piaga gitana"

Inps e Fondazione Migrantes, pensioni da e per l’estero: l’Italia delle migrazioni plurime è una realtà

23 Gennaio 2025 - A Roma, il convegno di Inps e Fondazione Migrantes: “@Migrazione da fenomeno sociale a fattore identitario”. I dati previdenziali ci dicono come sta cambiando il nostro Paese. Serve un patto intergenerazionale. L’Inps nel 2023 ha pagato all’estero complessivamente oltre 310.000 pensioni, per un importo di circa 1,6 miliardi di euro, verso 160 Paesi. Si trova nelle parole di apertura del presidente dell’Inps, l’avvocato Gabriele Fava, il cuore del convegno, organizzato dall’Istituto nazionale della Previdenza sociale insieme alla Fondazione Migrantes, dal titolo “@Migrazione da fenomeno sociale a fattore identitario”, che si è svolto oggi, a Roma, presso Palazzo Wedekind. Fava, ha sottolineato come il tema dell’emigrazione “non possa e non debba essere analizzato solo mediante statistiche e dati numerici, perché dietro ci sono scelte personali. L’obiettivo prioritario, per l’Inps, è di consentire al lavoratore migrante di affrontare con serenità il trasferimento e l’inizio di una nuova attività lavorativa, tutela fondamentale per rendere effettivo il diritto alla libera circolazione dei lavoratori”. Sull’immigrazione, il presidente Fava ha aggiunto che “è possibile ed auspicabile un'integrazione qualificata. Quindi, laddove oggi registriamo una richiesta o un fabbisogno del tessuto produttivo, se manca manodopera qualificata, la andiamo a intercettare e a integrare nel tessuto produttivo, in modo chiaro e regolare”. A chi stiamo pagando le pensioni? Ci sono i pensionati Inps che decidono di emigrare all’estero. Ve ne sono due tipologie: i pensionati italiani di cui si è molto parlato (sempre più specialisti, e sempre più donne, ma il cui trend rispetto al 2019 è oggi negativo: -24%); e i pensionati stranieri, che fanno rientro nei Paesi di origine, che rispetto al 2019 segnano un incremento del 25%. E poi ci sono gli italiani che hanno deciso di restare da pensionati nei paesi che li hanno ospitati come lavoratori. Chi emigra oggi? E chi rientra? Come emerge dall’ultimo “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, l’unica Italia giovane, dinamica e in crescita, è quella che mette radici fuori dei confini nazionali. Dal 2006 a oggi la crescita della presenza italiana all’estero è raddoppiata. Il 45% della emigrazione “per espatrio” vede protagonisti giovani e giovani adulti tra i 18 e i 34 anni e il 23% di adulti dai 35 ai 49 anni. Dal 2006 la presenza all’estero delle donne italiane, in particolare, è più che raddoppiata (+106%). Ma il numero dei rientri non riequilibra le uscite. Tra coloro che sono rientrati, da più o meno tempo, e che continuano a rientrare, ci sono anche i pensionati grazie ai quali l’Italia riceve una sorta di “rimborso postumo” dai Paesi in cui questi suoi cittadini sono andati a vivere e lavorare per anni. La Svizzera, ad esempio, paga in Italia circa 2 miliardi di euro all’anno che corrispondono a circa 300 mila pensioni, un numero quasi uguale a quello del totale delle pensioni attualmente pagate dall’Italia in 160 paesi del mondo. La nuova Italia già esiste, ma chiede un patto intergenerazionale. Per la Fondazione Migrantes, i dati previdenziali dell’Inps confermano due evidenze emerse già dal proprio lavoro di ricerca e accompagnamento pastorale: che le migrazioni non sono perdita, ma guadagno a vari livelli; e che emerge la necessità di un “patto con i giovani” per una nuova Italia in cui ci sia più attenzione per le fragilità sistemiche e maggior impegno al loro superamento per poter scegliere e non essere costretti a emigrare.

 ➡ La sintesi degli interventi della giornata.

Il cordoglio della Fondazione Migrantes per la scomparsa di Antonella Mattei

23 Gennaio 2025 - La Fondazione Migrantes si unisce al dolore della mamma e della famiglia scalabriniana per la scomparsa di Antonella Mattei. “Una grande perdita per la comunità delle Scalabriniane e per i migranti”. Così al Sir le suore scalabriniane ricordano Antonella, 47 anni, laica scalabriniana, scomparsa oggi al Policlinico Agostino Gemelli di Roma dopo una malattia che non le ha dato scampo. Antonella “amava il mondo dei migranti ed è stata – spiegano le religiose – una delle grandi animatrici e protagoniste delle feste dei popoli della diocesi di Roma, oltre che protagonista di tanti momenti musicali con e per i migranti e con e per i giovani”. Domani 24 gennaio alle ore 14.30, presso la Parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, le esequie di Antonella (Antonia) Mattei. La parrocchia si trova in Via del Gran Paradiso, 27, Roma, fermata della metro B1- Ionio. [caption id="attachment_53101" align="aligncenter" width="692"]Antonella Mattei Antonella Mattei (foto: Stefano Romano)[/caption]

La Fisc (190 giornali) rinnova il suo sito web

22 Gennaio 2025 - Il sito della Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) si rinnova. Venerdì 24 gennaio 2025, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e giorno della celebrazione del Giubileo della Comunicazione, ci sarà il primo clic che porterà i soci della Federazione a un sito completamente rinnovato, progettato per rispondere alle sempre nuove esigenze di fruibilità e accessibilità. Il nuovo sito è stato realizzato grazie al progetto WebDiocesi, iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana per la comunicazione web delle Diocesi italiane. Il restyling del sito Fisc rappresenta un importante passo avanti nell’impegno della Federazione a comunicare con efficacia e prossimità sul territorio. La Federazione, che raccoglie 190 testate giornalistiche, si conferma il primo gruppo di giornali locali, certificato a livello nazionale. Una realtà unica nel panorama dell'informazione italiana. Fondata nel 1966, la Fisc continua a essere una voce autorevole e, grazie ai giornali associati, radicata nelle comunità, portando avanti una missione che unisce tradizione e innovazione. Da oltre un secolo, i nostri giornali raccontano la vita delle persone, delle parrocchie e delle Diocesi con passione e professionalità, diventando un punto di riferimento per le comunità locali. Questo restyling vuole essere un segno di continuità e di slancio verso il futuro, per essere sempre più al servizio della verità e della cultura del dialogo. Con il nuovo sito, la Fisc si propone non solo di essere uno strumento informativo aggiornato e accessibile, ma anche di rafforzare il legame con tutti, contribuendo a diffondere la Buona Notizia attraverso un’informazione autentica e vicina alle persone.

(fonte: Fisc.it)

Sito FISC  

A Torino, per parlare di “popoli in cammino senza diritto d’asilo”

21 Gennaio 2025 - Venerdì 24 gennaio alle ore 10, presso il Salone della Pastorale Migranti della diocesi di Torino, in via Cottolengo 22,  sarà presentato il Report 2024: “Il diritto di asilo. Popoli in cammino … senza diritto di asilo” (Tau Editrice), elaborato dalla Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei. Il Report raccoglie i dati e le norme aggiornate, ma anche le storie di chi è costretto a lasciare la propria terra e il valore dell’accoglienza. La riunione sarà introdotta da mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, e i contenuti del rapporto saranno illustrati da Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes), tra le curatrici del volume, antropologa culturale impegnata da tempo nella Cooperazione Internazionale. In video interverrà Anna Carfora, teologa e docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, che presenterà il suo contributo al rapporto, riguardante la cosiddetta "Teologia del Mediterraneo". Sono stati invitati i rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni operanti nel settore. Al momento hanno assicurato la loro presenza Abdullahi Ahmed, consigliere comunale di Torino, fondatore dell’associazione culturale  GenerAzione Ponte e ideatore del «Festival dell’Europa Solidale e del Mediterraneo» di Ventotene, e Uberto Moreggia, dirigente  del Servizio Stranieri e Promozione della Coesione Sociale del Comune di Torino. Per iscrizioni bit.ly/reportasilo24 e per informazioni segreteria@upmtorino.it

(fonte: Ufficio pastorale migranti dell'Arcidiocesi di Torino)

La cover de "Il Diritto d'Asilo - Report 2024" della Fondazione Migrantes