«Anche uno solo di questi bambini». La Giornata del migrante e del rifugiato a Villalba (RM)

1 Ottobre 2026 – Domenica 27 settembre 2026, la Chiesa tutta ha celebrato la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Come ogni anno è stata una occasione per ricordare che siamo tutti pellegrini su questa terra e abbiamo il compito di sostenerci gli uni gli altri in questo cammino. Per noi cristiani, guardare i migranti e i rifugiati che incontriamo in modo ricorrente in tutti i nostri contesti vitali, significa prima di tutto guardare il volto di Cristo.

Il tema che papa Leone XIV ha scelto per il suo messaggio di questa giornata, “anche uno solo di questi bambini” (Mt 18,10) porta la riflessione a questo sguardo da cristiano di fronte alla grande questione delle migrazioni. Un messaggio in effetti molto eloquente in questo senso. Ci riporta direttamente al riferimento a quanto indica il Signore nel Vangelo, fissando l’attenzione ai bambini coinvolti drammaticamente nelle vicende delle migrazioni, nella varietà di cause, di forme e di contesti.

Anche nella nostra chiesa particolare di Tivoli e di Palestrina, l’ufficio pastorale ha promosso per questa celebrazione una triplice tavola: di riflessione, di preghiera e di convivialità. Tutto è iniziato, infatti, nel pomeriggio con una Tavola rotonda intorno al messaggio del Santo Padre con particolare approfondimento su: “La seconda generazione e i bambini migranti. Percorsi di integrazione socioculturali ed ecclesiali”. Relatori esperti sul fenomeno migratorio e sull’educazione sono intervenuti per alimentare la condivisione di esperienze e testimonianza delle famiglie dei migranti di vari gruppi etnici che hanno partecipato numerosi.

Da questa tavola è emersa la necessità di promuovere una cultura dell’incontro per costruire un’armonia nelle nostre comunità e la nostra società. L’importanza, poi, di promuovere l’apprendimento della lingua italiana per gli immigrati, e dell’impiego della figura di mediatori culturali, una necessità spesso trascurata o puramente ignorata.

La seconda tavola è stata quella della preghiera liturgica della Santa Messa. Pregare e cantare nelle varie lingue dei presenti ha permesso di vivere quella realtà dell’unico popolo di Dio che siamo in Cristo. Questa gioia del banchetto eucaristico si è prolungata in una ricca e conviviale cena multietnica, le terza tavola.

La celebrazione di questa Giornata mondiale del migrante e del rifugiato ci ha permesso ancora di più di sentire che davvero la presenza di così tanti migranti in mezzo a noi è certo una sfida ma anche una grande e preziosa risorsa. Possa ogni nostra comunità parrocchiale scoprire e valorizzare anche questa perla preziosa che ci offre il Signore. (Denis Kibangu Malonda)

(fonte: diocesitivoliepalestrina.it)

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