L’allarme del Parlamento Ue sulla situazione dei diritti fondamentali in Europa

30 Aprile 2026 – Mercoledì 29 aprile 2026, il Parlamento europeo ha approvato un rapporto che traccia un bilancio “preoccupante” sullo stato dei diritti fondamentali nell’Unione per il periodo 2024-2025. Il documento è stato adottato con 328 voti favorevoli, 199 contrari e 98 astenuti.

I deputati chiedono che i valori sanciti dall’articolo 2 del trattato Ue e dalla Carta dei diritti fondamentali siano rispettati in tutte le politiche dell’Ue e pienamente applicati dagli Stati membri.

Questo perché essi ravvisano una pressione crescente portata al sistema dei valori dell’Unione dalla violazione dei diritti fondamentali, dai segnali di arretramento democratico, dalle interferenze politiche sul sistema giudiziario, dalla riduzione dello spazio concesso alla voce dei cittadini, dalle minacce alla libertà dei media e alla sicurezza dei giornalisti, nonché gli attacchi ai diritti delle donne e all’uguaglianza delle persone LGBTIQ+.

In particolare, i deputati esprimono preoccupazione per il fatto che le interpretazioni nazionali divergenti della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue ne determinino un’applicazione disomogenea e inadeguata.

Il Parlamento invita gli Stati membri ad allinearsi pienamente agli obblighi internazionali in materia di diritti umani e a garantire che l’attuazione del patto dell’Ue su migrazione e asilo – a questo tema sono espressamente dedicati i paragrafi da 46 a 52 del Rapporto – sia conforme agli obblighi in materia di diritti fondamentali e al principio di non respingimento.

I deputati condannano le violazioni, tra cui i maltrattamenti nei confronti dei migranti e la violenza alle frontiere esterne dell’Unione, e chiedono operazioni coordinate di ricerca e soccorso, nonché un rapido sbarco. Sottolineano inoltre il divieto assoluto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti.

La relatrice del Rapporto, Anna Strolenberg (Verdi/EFA, NL), ha dichiarato: «In tutta Europa, i diritti fondamentali di tutti i gruppi vulnerabili sono sotto pressione, mentre, allo stesso tempo, chi difende i diritti umani viene messo a tacere o addirittura criminalizzato. Chi si batte per gli altri dovrebbe essere protetto, non punito. I diritti fondamentali devono rimanere non negoziabili. Questa relazione non è astratta, riguarda vite reali e chiarisce ciò che deve essere fatto. La domanda è se la Commissione e gli Stati membri abbiano la volontà politica di farlo». (fonte: Parlamento europeo)

Parlamento Europa
(Foto: Parlamento europeo)

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