Ancora naufragi, morti e torture in Libia. Mons. Perego: in questa Pasqua di guerra i migranti “sono i nuovi crocifissi”.

2 Aprile 2026 – Sono 19 i morti dell’ultimo naufragio a largo di Lampedusa, avvenuto nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile. I 58 superstiti, tra i quali alcuni in gravi condizioni, sono stati trasferiti sull’isola, all’hotspot di contrada Imbriacola.

“Ancora morti nel Mediterraneo. Ancora il Mediterraneo, in questa Pasqua di guerra, è insanguinato. Ogni settimana”. Così mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e presidente della Fondazione Migrantes, interpellato dall’agenzia Adnkronos.

“Le vittime – continua mons. Perego – sono ormai oltre 700 solo nei primi tre mesi del 2026, più del doppio dello scorso anno. E nonostante questo dramma, il Governo continua a navigare nell’indifferenza e l’Europa è sempre più disinteressata. Addirittura si fermano le navi delle Ong o le si manda a sbarcare a 1.000 miglia di distanza: un’assurdità che impedisce i soccorsi. E ai morti si uniscono le immagini e i racconti drammatici dei migranti in Libia: i nuovi crocifissi!”.

“Senza corridoi umanitari, senza soccorsi – osserva mons. Perego – la dignità delle persone in fuga è ferita. Nel frattempo, arrivano anche i nuovi profughi dalla Palestina e dall’Iran, per i quali non si è pensato un canale umanitario europeo e una protezione temporanea in Europa”.

bambina prega davanti alla croce costruita con i resti del barcone naufragato a Cutro
Una bambina prega davanti alla croce costruita con i resti del barcone naufragato a Cutro (foto: SIR)

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