27 Gennaio 2026 – “Non possiamo rassegnarci alla logica della morte in cui la speranza prende forma della disperazione con le conseguenze tragiche che ben conosciamo e alle quali non potremo mai abituarci”. Così il card. Zuppi, presidente della Cei, ieri nel suo intervento introduttivo del Consiglio episcopale permanente a proposito dell’ennesimo naufragio nel Mediterraneo.
Sebbene anche quelle dei giorni scorsi sembrino vicende “ormai archiviate e non più al centro del dibattito nei tavoli istituzionali”, nella logica della non rassegnazione, da Agrigento, una delle diocesi italiane più coinvolte in queste tristi circostanze, arriva un appello firmato dal direttore dell’Ufficio Migrantes, don Aldo Sciabbarrasi.
L’appello è rivolto a tutti coloro che, in questo periodo stanno discutendo nelle sedi istituzionali di come fornire supporto e risorse economiche alle famiglie sfollate e ai tanti commercianti in grave difficoltà a causa del ciclone Harry: “Vi chiedo di non dimenticare anche i nostri fratelli e sorelle, i bambini che continuano a morire in mare a causa delle tempeste e del vento. È necessario mettere tutti sullo stesso piano di attenzione e di aiuto. Così come si cercano soluzioni per le famiglie che hanno perso case, attività commerciali, strade e certezze a causa del ciclone Harry, allo stesso modo dobbiamo trovare soluzioni affinché nessuno muoia più in mare solo perché cerca una vita migliore. Cercare felicità e serenità è un diritto di ogni essere umano”.
Don Sciabbarrasi termina il suo appello con “un sincero ringraziamento va a chi, ogni giorno, compie enormi sforzi per salvare quante più vite possibile”.


