Primo Piano

Corsa contro il tempo nel Mediterraneo

25 Maggio 2023 -
Milano - La nave Life support di Emergency in navigazione verso il peschereccio in avaria con a bordo 500 persone: «Ci vorranno almeno 10 ore e potremmo anche trovare persone in acqua che non ce l'hanno fatta» È corsa contro il tempo per salvare almeno 500 persone che stanno affondando in alto mare. Il più piccolo ha solo poche ore, è nato su quel barcone, stracarico, ora in balia delle onde. Il motore è fermo e sta imbarcando acqua. Lui è nato la scorsa notte, forse un parto anticipato dallo stress e dalla paura ma anche dalla speranza di iniziare una nuova vita. Lontano da quell'orrore libico, dai centri di detenzione, da cui sono riusciti a fuggire tutti quanti. A bordo ci sono molte donne incinte e tanti bambini. « Da ieri (martedì, ndr) Malta non sta rispondendo alle nostre comunicazioni scritte e i numeri delle autorità maltesi competenti risultano non funzionanti e non raggiungibili. Emergency ha inoltrato la sua richiesta anche alle autorità italiane: il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo ha risposto che il caso è di competenza maltese» spiega Emergency, che con la nave Life Support si sta dirigendo verso il barcone con 500 persone a bordo che sta imbarcando acqua. A lanciare l' Sos per l'ennesima carretta del mare in difficoltà in zona Sar maltese è stato Alarm Phone. Tra i migranti anche 45 donne, tra cui diverse in stato di gravidanza, e 56 bambini, uno nato la scorsa notte. La nave di Emergency li potrà raggiungere solo a notte fonda. «L'assenza di coordinamento da parte delle autorità - dice Albert Mayordomo, capomissione della Life Support - è una violazione del diritto del mare, così come dei diritti umani, gravissima. Ci sono 500 persone, probabilmente in fuga dagli abusi in Libia e da Paesi in guerra, che rischiano la vita in mare. Chiunque ha diritto a essere salvato, indipendentemente dai documenti e dalla nazionalità che possiede». A bordo, i soccorritori, i sanitari, i mediatori e i logisti si stanno preparando a gestire una situazione complessa, spiega Paolo Fusarini, comandante della nave: «Da quanto sappiamo potremmo trovare dei casi di persone incoscienti, di persone in acqua, di persone che non ce l'hanno fatta. Le condizioni meteo marittime a cui andiamo incontro sono poco favorevoli, con onde di un metro e mezzo, che renderanno ancora più complessa l'operazione». Da Emergency arriva la richiesta alle autorità marittime di assumere «immediatamente il coordinamento dei soccorsi, prima che diventi troppo tardi». «Sono in fuga dalla Libia da diversi giorni, e il motore si è fermato. Le autorità sono allertate: serve un immediato intervento di soccorso» rilancia su Twitter l'organizzazione Mediterranea saving humans. « Dove sono? - aggiunge - Alarm_phone ha perso il contatto (ieri mattina, ndr) L'ultima posizione ricevuta è all'interno della zona Sar di Malta, che si rifiuta di fornire informazioni. 500 persone non possono "sparire" così». L'ultima posizione ricevuta del barcone, con motore fermo e che sta imbarcando acqua risale quindi a ieri mattina. E anche l'aereo di ricognizione Sea Bird della Ong Sea Watch non ha più il contatto con l'imbarcazione da allora. Ma il peschereccio in pericolo e in attesa di essere soccorso non è l'unico barcone che nelle ultime 24 ore ha attraversato il Mediterraneo per raggiungere l'Euopa. Un altro peschereccio con a bordo altrettante persone è stato infatti soccorso la notte scorsa dalla Guardia costiera. Si è concluso ieri pomeriggio il trasferimento in banchina a Pozzallo, dei migranti messi in salvo dalla nave Diciotti. Sono in buone condizioni di salute e le nazionalità di provenienza sono in prevalenza Siria, Egitto, Pakistan e Bangladesh. In tutto, informa la Guardia costiera, sono risultati essere 222; tra cui 159 uomini, 6 donne e 57 minori, tra i quali una bimba molto piccola. Il salvataggio sarebbe avvenuto a circa 100 miglia nautiche al largo di capo Murro nel Siracusano dove e' stato soccorso un barcone con circa 500 migranti a bordo: si tratterebbe dello stesso di cui aveva riferito Alarm Phone. Oltre a Diciotti che ne ha presi a bordo 222, altre due motovedette hanno recuperato 240 migranti circa, dallo stesso barcone in avaria, e li hanno condotti ad Augusta. Nave Diciotti che ha atteso il trasbordo in rada a Pozzallo ed é ripartita per altra missione di salvataggio. Ci sarebbe infatti anche una terza imbarcazione in pericolo segnalata nel Mediterraneo, sempre lungo la rotta della Cirenaica con altri 700 migranti a bordo. Ma di questa non si sa ancora se è stata raggiunta o meno dalle autorità italiane o maltesi. Un'altra imbarcazione più piccola, segnalata sempre da Alarm phone, sarebbe stata intercettata da un mercantile. Ha a bordo 27 persone. «Sono in acque internazionali e lottano in condizioni meteorologiche avverse. Le autorità sono informate». L'organizzazione fa sapere di aver appreso che il centro di coordinamento di Roma (Mrcc), «ha incaricato la nave mercantile Long Beach di spostarsi sulla barca con a bordo 27 persone. Al momento non possiamo confermare queste informazioni, ma temiamo un respingimento verso la Libia. Ricordiamo alle autorità e alle navi mercantili che la Libia non è un porto sicuro!» sottolinea su Twitter Alarm phone. Intanto Lampedusa diventa la priorità del nuovo prefetto. «Il Governo mi ha dato mandato, su Lampedusa, di garantire il flusso il più veloce possibile. I migranti devono soltanto toccare terra e poi devono essere, entro breve tempo, trasferiti. Lampedusa dovrà essere tenuta il più possibile libera. Quella è la sua posizione geografica, ma dovrà essere libera» ha detto, presentandosi alla stampa, il neo prefetto di Agrigento Filippo Romano che ha ricordato che, sulla più grande delle isole Pelagie, presto (verosimilmente a fine mese, ndr) sorgerà un commissariato di polizia. «È una cosa fondamentale. I commissariati non sono mai in Comuni così piccoli. Ci sono però ragioni storiche che spiegano la localizzazione delle forze di polizia - ha spiegato - . Per esempio, a Cammarata c'è una compagnia dei carabinieri perché quella una volta era terra di abigeato, banditismo. Per tradizione è rimasta, ma in realtà, per fortuna, Cammarata oggi non ha questo enorme problema di criminalità. Ora c'è una ragione storica che ci impone di andare a Lampedusa». Intanto sono 46.656 i migranti arrivati in Italia, via mare, da inizio anno. Quasi tre volte tanto rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando sulle coste italiane erano arrivati 17.972 persone, sempre via mare. (Daniela Fassini - Avvenire)

Cappellani cinesi in Italia oggi all’Udienza generale con papa Francesco

24 Maggio 2023 - Città del Vaticano – Questa mattina, durante l’Udienza Generale, papa Francesco ha espresso “vicinanza ai nostri fratelli e sorelle in Cina, condividendo le loro gioie e le loro speranze” ed ha rivolto “un pensiero speciale a tutti coloro che soffrono, pastori e fedeli, affinché nella comunione e nella solidarietà della Chiesa universale possano sperimentare consolazione e incoraggiamento”. Il pensiero del Papa nella Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa cattolica in Cina, istituita nel 2007 da Benedetto XVI, in coincidenza con la festa della Vergine venerata nel santuario di Nostra Signora di Sheshan, a Shanghai. All’Udienza era presente una delegazione dei cappellani della comunità cinese in Italia. Domenica scorsa circa 300 cattolici cinesi in Italia si sono ritrovati, per una giornata di preghiera a Prato. (Raffaele Iaria)

Migrantes Palermo: è morto p. Natoli

24 Maggio 2023 - Palermo – “Il Signore ci ama sempre, sempre, sempre. Un bacione a tutti”. Sono state queste le ultime parole di padre Sergio Natoli della Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, assistente spirituale della Migrantes di Palermo, morto questa mattina. “Andate avanti”, il suo messaggio a chi ha creduto e crede nell’accoglienza degli stranieri e ai volontari dell’associazione, da lui voluta, “Arcobaleno dei Popoli”. Settantaquattro anni padre Natoli, prima di arrivare a Palermo, ha svolto diversi incarichi nella sua Congregazione. Nel capoluogo siciliano è stato sempre a fianco dei migranti promuovendo iniziative pastorali e culturali. Qui fonda l’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” molto attiva in progetti di integrazione e a fianco dei migranti soprattutto in condizioni svantaggiate. Una veglia di preghiera si terrà da oggi pomeriggio e fino a domani sera nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Palermo. I funerali avranno luogo venerdì 26 maggio presso la Parrocchia di San Nicolò da Tolentino con la Comunità Oblata di Maria Immacolata. Due anni fa padre Natoli aveva discusso una tesi di dottorato alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” di Palermo sul tema “l’immigrazione come Kairos  per una ricomprensione della cattolicità della chiesa particolare”. “Il servizio ai migranti non è vissuto nel rapporto con i migranti vedendo essi come destinatari nel servizio pastorale, bensì – ha detto in una intervista - come persone che camminano lungo la strada della vita. Io cerco di fare un tratto di strada con loro per aiutarli non tanto a essere persone passive ma persone attive, protagoniste nella costruzione di una città plurale per quelli che decidono di vivere e di stare qui a Palermo. Il mondo dei migranti va interpretato non unicamente come destinatari ma piuttosto come collaboratori di Cristo Gesù, come dice san Paolo, nell’ottica della missione che come battezzati tutti quanti siamo portati a vivere e a portare avanti. Il mio cammino pastorale si è mosso su questo binario. Lasciandomi illuminare continuamente dal cammino che lo Spirito Santo fa nella Chiesa, che è un cammino di grande novità, perché – come dice il Concilio – lo Spirito Santo guida e governa il corso dei secoli. Quindi non siamo noi a guidare il percorso dei migranti ma noi assieme a loro dobbiamo scoprire e capire come Dio attraverso il suo spirito guida e cammina il popolo dei migranti, assieme al popolo dei nativi e tutti nell’insieme formiamo il popolo di Dio”. “La scomparsa di padre Natoli ci addolora profondamente”, evidenzia mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes a nome di tutto l’organismo pastorale della Cei: “il suo impegno a fianco dei più poveri è stato sempre al centro del suo ministero pastorale. Ha lavorato e si è prodigato con iniziative significative – come la Festa dei Popoli -  per richiamare l’attenzione verso il mondo della mobilità. Ma non solo: tante le sue opere di solidarietà e di accoglienza. Lo affidiamo oggi al Signore della Vita e ricordiamo il bene profuso al prossimo e la sua ricca testimonianza”. (Raffaele Iaria)

Chiese in Europa: appello per la Giornata mondiale del rifugiato

24 Maggio 2023 -
Roma - Commemorazioni, preghiere e veglie per le persone che hanno perso la vita ai confini europei. E' uanto chiedono di organizzare, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 25 giugno prossimo,  la Conferenza delle chiese europee (KEK) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME. “In questo periodo fino a Pentecoste, pieno di speranza e di luce destinata a tutta l’umanità, siamo di nuovo profondamente rattristati dal fatto che la sofferenza, la disperazione e la morte continuano a colpire migliaia di nostri fratelli e sorelle ai confini esterni dell’Unione Europea e anche oltre”, si legge nella lettera: “Come chiese e come cristiani la nostra chiamata è quella di essere testimoni e servitori della risurrezione, oltre che essere promotori di vita nuova nella giustizia e nella pace per tutti, senza distinzione di etnia, nazionalità o religione. Sappiamo di essere parte di una comunità globale di cristiani nel ricordare insieme le persone colpite nelle rispettive regioni, e riflettendo sulle cause del loro spostamento. Vogliamo ricordare le vittime, sia quelle documentate sia quelle non documentate”. (R.I.)

Corridoi lavorativi: arrivati a Fiumicino i primi profughi afghani inseriti in questo progetto della Chiesa italiana

24 Maggio 2023 -
Roma - È arrivato ieri all’aeroporto di Fiumicino, con un volo di linea dal Pakistan, un primo gruppo di 9 rifugiati afghani, giunti grazie all’attivazione per la prima volta di un progetto pilota di “Corridoi lavorativi”. Insieme ci saranno anche le loro famiglie e altri profughi di nazionalità afghana. Promossi e realizzati dalla Conferenza episcopale italiana nell’ambito del progetto EU-Passworld co-finanziato dal fondo Amif, la sperimentazione è la prima a livello europeo e parte dalle positive esperienze dei corridoi umanitari, che hanno visto arrivare in Italia negli ultimi 3 anni oltre seimila persone. L’iniziativa si basa su una forma innovativa di collaborazione tra Caritas Italiana – che si occupa dell’individuazione di beneficiari con bisogno di protezione internazionale in Paesi di primo asilo nell’ambito dei protocolli già siglati di corridoi umanitari, del loro trasferimento in Italia e dell’accoglienza materiale  e Consorzio Communitas, che garantisce il contatto con le aziende, il tutoraggio aziendale, la formazione al lavoro e l’accompagnamento costante. Proprio il contatto con una azienda e l’inserimento lavorativo della persona rifugiata rappresenta una delle novità rilevanti della sperimentazione, perché assicura una sostenibilità nel tempo dell’accoglienza e una maggiore certezza di integrazione della persona rifugiata. I primi 9 beneficiari arrivati a Roma, insieme a 3 membri delle loro famiglie, saranno ora ospitati a Firenze e Milano. Si tratta di ingegneri civili, graphic designer, dentisti e di altri professionisti, ai quali si aggiungeranno a giugno un secondo gruppo di 6 beneficiari.

A Napoli i bastimenti in un’App

24 Maggio 2023 - Napoli - Il porto di Napoli è stato uno degli hub dell'emigrazione italiana fra il XIX e il XX secolo. Presso l'Archivio di Stato sono conservate le domande di passaporto dell'enorme flusso di migranti. Una WebApp ne identificherà i luoghi di partenza e di arrivo, i nomi e altri particolari. L'iniziativa verrà presentata oggi presso l'Archivio, mentre l'evocazione artistica dei flussi migratori e del doloroso distacco dalla terra natia sarà affidata all'installazione "Maresistere" di Roxy in the Box. La presentazione sarà introdotta da Candida Carrino, direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli e le conclusioni saranno affidate al presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca.

UNHCR su disposizioni in materia di asilo contenute del c.d. Decreto Cutro

23 Maggio 2023 - Roma - Dopo circa due settimane dall’approvazione definitiva del c.d. decreto Cutro (Dl n. 20/2023, convertito in Legge 5 maggio 2023 n. 50) è giunta nei giorni scorsi una nota tecnica dell’Unhcr in cui l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati commenta il testo sottolineandone i punti critici. Anzitutto si riconosce alle autorità italiane le difficoltà del caso, e anche lo sforzo compiuto “nell’individuare soluzioni per rispondere alla pressione migratoria e preservare l’integrità e l’efficienza del sistema di asilo, nell’interesse delle persone con bisogni di protezione internazionale”. Sulle procedure di frontiera e trattenimento dei migranti, l’Unhcr spiega che “possono essere esaminate in tempi più ristretti e in frontiera quelle domande di protezione internazionale che, in una fase iniziale di raccolta delle informazioni e registrazione, appaiano manifestamente infondate”. Mentre il trattenimento “sarà ammissibile nel caso di domande manifestamente infondate, per un periodo limitato, e in ogni caso non eccedente le quattro settimane, allo scopo di concludere l’esame della domanda, fatta salva l’applicabilità delle previste garanzie legali e procedurali”. Le Nazioni Unite esprimono anche "profonda preoccupazione" per l'eliminazione, con il decreto Cutro, dei servizi alla persona – come il supporto psicologico, l'informazione e l'orientamento legale, l'orientamento al territorio e la somministrazione di corsi di lingua italiana – e raccomanda la reintroduzione dei servizi. Infine l'Unhcr si sofferma anche sulle forme complementari di protezione, come la protezione speciale, eliminata proprio con il decreto Cutro: “Si ribadisce la necessità di garantire una forma di protezione complementare alle persone che, in caso di rientro nel proprio Paese, rischino una violazione dei propri diritti fondamentali, così come tutelati dal sistema di protezione dei diritti umani internazionale e regionale”. (Alessandro Pertici)

Viminale: da inizio anno sbarcate 46.656 migranti sulle coste italaine

23 Maggio 2023 -
Roma - Sono 46.656 le persone migranti sbarcate sulle coste italine da inizio anno. Di questi 7.380 sono di nazionalità ivoriana (16%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (5.996, 13%), Egitto (4.862, 10%), Bangladesh (4.519, 10%), Pakistan (4.018, 9%), Tunisia (3.300, 7%), Siria (2.663, 6%), Burkina Faso (2.015, 4%), Camerun (1.958, 4%), Mali (1.466, 3%) a cui si aggiungono 8.479 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Sempre secondo i dati del Viminale fino ad oggi sono stati 5.238 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Cei: mons. Palmieri eletto vice presidente per il Centro Italia

23 Maggio 2023 - Città del Vaticano - Mons. Gianpiero Palmieri, arcivescovo-Vescovo di Ascoli Piceno, è stato eletto vicepresidente della Cei per il Centro Italia. Ad eleggerlo i vescovi durente l'Assemblea Generale in corso nell'Aula del sinodo in Vaticano. Nato il 22 marzo 1966 a Taranto, mons. Palmieri ha frequentato l’Almo Collegio Capranica e ha conseguito la licenza in teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana. Il suo servizio pastorale si è esplicato attraverso diversi ministeri. Dal 1º settembre 2017 al 31 agosto 2018 è stato responsabile del servizio  per la formazione permanente del clero della diocesi di Roma. Il 18 maggio 2018 papa Francesco lo ha nominato vescovo titolare di Idassa e ausiliare di Roma per il settore Est, incaricato anche per la formazione permanente del diaconato. Il 24 giugno seguente ha ricevuto l’ordinazione episcopale. È stato nominato anche delegato per la carità, per la pastorale dei migranti (Migrantes)  dei rom e incaricato del Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Il 19 settembre 2020 la nomina a vicegerente della diocesi di Roma e il 29 ottobre 2021 a quella di vescovo di Ascoli Piceno, con dignità personale di arcivescovo. A mons. Palmieri gli auguri di un proficuo lavoro. (R.I.)

La solidarietà con i rifugiati è un’azione di pace

23 Maggio 2023 - Città del Vaticano – “C’è una cultura di pace tra la gente da generare e fortificare. Tante volte l’informazione così complessa spinge all’indifferenza, a essere spettatori della guerra ridotta a gioco. La solidarietà con i rifugiati – quelli ucraini, ma non solo – è un’azione di pace. I conflitti si moltiplicano. Penso al Sudan e al suo dramma umanitario. In un mondo come il nostro non possiamo prescindere da una visione globale. Seguire le vicende dolorose dei Paesi lontani, con la preghiera e l’informazione, è una forma di carità. Del resto la cultura della pace è un capitolo decisivo della cultura della vita, che trae ispirazione dalla fede”. Lo ha detto questa mattina il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana aprendo la seconda giornata dei lavori dell’assemblea dei vescovi italiani. Parlando del tema famiglia il porporato ha detto che la famiglia ha “una ricaduta diretta su un altro tema, che ormai si presenta come una drammatica tendenza negativa pluriennale: si tratta della crisi demografica". "E' tutto il Paese a soffrire una crisi - ha sottolineato - e questa ha a che vedere anche con l'accoglienza di migranti e la loro inevitabile integrazione nella nostra società. Accoglienza e natalità, ha ricordato Papa Francesco, non solo non si oppongono ma si completano e nascono dal desiderio di guardare al futuro". Secondo il presidnete della Cei "la questione demografica e tutte le questioni sociali meritano attenzione e politiche lungimiranti. È sbagliato contrapporre o separare valori etici e valori sociali: sono la stessa cultura della vita che sgorga dal Vangelo!". Papa Francesco, ha spiegato il card. Zuppi -  "ha ben chiarito come natalità e accoglienza siano nello stesso orizzonte di apertura al futuro: 'Non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia, ci rivelano quanta felicità c'è nella società'". Invece, "l'accoglienza della vita nascente si accompagna alle porte chiuse a rifugiati e migranti. È la triste società della paura". Per il presidente della Cei, "chiudere le porte a chi bussa è, alla fine, nella stessa logica di chi non fa spazio alla vita nella propria casa. Del resto abbiamo bisogno di migranti per vivere: li chiedono l'impresa, la famiglia, la società. Non seminiamo di ostacoli, con un'ombra punitiva, il loro percorso nel nostro Paese! C'è un livello di difficoltà burocratica che rende difficile il percorso d'inserimento, i ricongiungimenti familiari, il tempo lungo per ottenere i permessi di soggiorno, mentre si trascurano i riconoscimenti dei titoli di studio degli immigrati (che pure sono un valore per la nazione) o ancora si rimanda una decisione sullo ius culturae. Intanto la regolarizzazione del 2020 attende in parte di essere ancora espletata. Non è dare sicurezza, anzi – ha concòluso il card. Zuppi - esprime la nostra insicurezza". (Raffaele Iaria)  

Cei: papa Francesco regala ai vescovi un libro che racconta una storia vera di migrazione

23 Maggio 2023 - Città del Vaticano – Ad aprire ieri pomeriggio l’assemblea generale dei vescovi italiani in Vaticano è stato papa Francesco che ha dialogato con i presuli – con domande e risposte – su tanti temi di particolare attualità come quello dei migranti. Al termine il pontefice ha regalato loro il libro "Fratellino", edito da Feltrinelli. Si tratta di una storia vera: quella di  Ibrahima Balde, dalla Guinea ai Paesi Baschi. Un libro che ci porta in un altro mondo, con costumi, popoli, linguaggi e paesaggi diversi, che ci racconta una storia che pensiamo di conoscere ma che in realtà non riusciamo neanche a immaginare. È alla ricerca del fratello piccolo, partito con l'intenzione di raggiungere l'Europa e mai arrivatoci, che Ibrahima Balde lascia la Guinea, il lavoro di apprendista camionista, per intraprendere un viaggio che non aveva intenzione di fare, ma che è comune a migliaia di africani. Il romanzo è la cronaca, lucida ed essenziale, della vita di Ibrahima, da lui stesso raccontata, e trascritta dal poeta Amets Arzallus Antia. Una voce che ci fa conoscere, senza vittimismo ma in tutta la sua drammaticità, da chi l'ha vissuta in prima persona, cos'è la traversata del deserto, il traffico dei migranti, la prigionia, le torture, la polizia, il viaggio in mare, la morte. Una voce ferma, così chiara e profonda da diventare a tratti poetica, che ci racconta cosa significa conoscere la sete, la fame, la sofferenza. Esistono mille motivi e storie che portano una persona ad attraversare il Mediterraneo per cercare di raggiungere l'Europa. La disumanizzazione delle loro morti, espulsioni, vite illegali sembra necessaria per alimentare la nostra indifferenza. In realtà ognuna di queste vite è unica e pertanto universale e raccontarlo sottolinea proprio questo. (R.I.)

Cei: l’introduzione del card. Zuppi apre i lavori dell’Assemblea

23 Maggio 2023 - Roma - Dopo l'incontro di ieri con il Papa, oggi sarà l'introduzione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ad aprire i lavori dell'Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Sempre nella mattinata odierna i vescovi eleggeranno un vice presidente mentre nel pomeriggio si provvederà all'elezione dei rappresentanti della Cei alla XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi in programma dal 4 al 29 ottobre prossimi e poi, in un secondo periodo, nell'ottobre 2024. All'ordine del giorno anche una serie di adempimenti di carattere giuridicoamministrativo. La giornata di domani avrà invece al centro un focus sul tema principale dell'Assemblea - "In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento" -, quindi verrà dato spazio al confronto nei gruppi sinodali. L'attenzione a mettersi in ascolto di tutti e, in particolare, degli ultimi è esplicitata anche dalla scelta di consegnare ai vescovi una borsa "Made in carcere", realizzata con materiali di recupero: il segno concreto dell'impegno a offrire una seconda possibilità a persone in stato di detenzione e una nuova vita a tessuti e oggetti, all'insegna dell'inclusione sociale e della tutela dell'ambiente. Giovedì 25 maggio prima dell'incontro con il Papa in programma alle 11, il cardinale Zuppi alle 8.30 presiederà la concelebrazione eucaristica in San Pietro. Il 25 stesso e il 26 maggio, inoltre, all'Hotel Ergife si terrà l'assemblea nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale.  

Mons. Baturi: “Papa ha sottolineato urgenza di nuovo slancio di evangelizzazione”

23 Maggio 2023 -

Roma - “È stato un incontro importante perché a contatto con i problemi del Paese e della Chiesa. Il Papa ha sottolineato l’urgenza di un nuovo slancio di evangelizzazione che passa attraverso una testimonianza credibile”. Lo ha detto il Segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando le parole di Papa Francesco durante l’apertura dell’Assemblea generale dei vescovi italiani.

“L’incontro – ha raccontato mons. Baturi - è iniziato prima del previsto ed è durato a lungo. Questo significa che c’è una familiarità che con il Papa diventa dialogo, possibilità di fare domande con risposte sempre puntuali”.

“I vescovi – ha spiegato mons. Baturi a Tv2000 - sono chiamati ad avere compassione dell’uomo, ad averne cura soprattutto nelle situazioni di difficoltà e bisogno. È stato un incontro che ci ha incoraggiati a proseguire su questa strada che trova nel cammino sinodale un alveo privilegiato di confronto e lavoro”.

“Il Papa – ha concluso mons. Baturi - ci ha regalato un libro molto significativo ‘Fratellino’ che racconta la storia di un’emigrazione particolarmente tormentata nelle terre della Libia. Ce lo ha regalato affinché tutti noi, con il cuore, possiamo sentire i bisogni degli uomini soprattutto di coloro che soffrono. Questa è stata la cifra dell’ incontro: un’esortazione ad imparare a sentire con il cuore i bisogni dell’uomo che grida e chiede aiuto”.

I cattolici cinesi d’Italia in preghiera a Prato davanti alla Sacra Cintola. Il messaggio della Migrantes

22 Maggio 2023 - Prato - La Sacra Cintola di Maria, simbolo religioso e civile della città di Prato, e la Madonna di Sheshan, patrona della Cina, hanno unito nella preghiera i cinesi cattolici d’Italia. Ieri mattina nella cattedrale di Santo Stefano il vescovo, mons. Giovanni Nerbini, ha prresieduto  l’ostensione straordinaria della preziosa reliquia mariana davanti a quattrocento fedeli di nazionalità cinese, arrivati nella città toscana per partecipare al raduno promosso in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. "La conoscenza reciproca è fondamentale – ha detto mons. Nerbini – capire la cultura di un popolo, le sue abitudini, le sue tradizioni, che all’inizio possono sconcertare perché lontane e diverse dalle nostre, è fondamentale; perché solo attraverso la comprensione di ciò che di bello e di originale ogni etnia porta con sé, si può costruire il nostro futuro". A rappresentare l’amministrazione comunale di Prato era presente in cattedrale il vicesindaco Simone Faggi: "una iniziativa del genere aiuta a creare connessioni e la Chiesa cattolica pratese sta facendo un lavoro straordinario all’interno del Macrolotto zero, dove vive la maggior parte della popolazione cinese residente in città. Solo lavorando insieme, nella quotidianità, si possono creare quelle occasioni che rendono un gruppo di persone una comunità". L’ostensione è stata "straordinaria" perché la Sacra Cintola, che per la tradizione è appartenuta a Maria, viene mostrata soltanto cinque volte all’anno, secondo un calendario codificato da secoli. In determinate occasioni, e in accordo con il Comune, proprietario della reliquia insieme alla Diocesi, è possibile estrarre la reliquia dallo scrigno dove è custodita da secoli per mostrarla alla venerazione dei fedeli. L’ultima volta è stata nel 2020, durante la pandemia da Covid, per invocare la protezione della Madonna sulla città. Al termine della preghiera mariana, e dopo la tradizionale foto di rito davanti al sagrato della cattedrale, i partecipanti al raduno si sono mossi in processione recitando il rosario in cinese e in italiano. Un lungo serpentone colorato, aperto da un gruppo di donne in abiti tradizionali che si muovevano al ritmo di tamburi, è partito da piazza Duomo ed è arrivato a piedi fino alla parrocchia dell’Ascensione al Pino, nella periferia ovest della città, sede della comunità cattolica cinese di Prato e centro delle iniziative di questa due giorni di festa. Qui da oltre vent’anni i parrocchiani pratesi e quelli di nazionalità cinese convivono e lavorano insieme creando uno scambio non solo culturale, ma anche nella vita di fede. A testimonianza di questa unione c’è il grande impegno profuso dalla parrocchia nell’organizzazione dell’evento: c’è chi ha curato l’accoglienza, chi ha allestito il salone per il grande pranzo finale e chi, in particolare le parrocchiane, hanno preparato i dolci per tutti i partecipanti. La mattinata si è chiusa con una messa presieduta dal vescovo mons. Nerbini e concelebrata da oltre sessanta sacerdoti, in gran parte cinesi. Le preghiere e le invocazioni sono state recitate in italiano e in cinese.  Per il Comune di Prato era presente l’assessore Gabriele Bosi. "Questa per noi è una grandissima occasione per mostrare a tutti la vita cristiana della comunità cattolica di Prato – dichiara don Pietro Wang, cappellano della comunità pratese – farsi vedere, ribadire una presenza può essere occasione di evangelizzare e di ribadire la nostra volontà di vivere in fraternità con tutti, italiani e cinesi". In Italia sono presenti dieci comunità cattoliche cinesi, le più numerose sono quelle di Milano, Roma, Napoli e Prato, dove risiede la comunità orientale più popolosa d’Italia. In totale sono circa ottocento fedeli, "un numero piccolo di persone che però vivono la propria fede con grande speranza", sottolinea don Paolo Kong, cappellano della comunità di Napoli e coordinatore di tutte le comunità cinesi italiane. In un messaggio il direttore generale della Fondazione Migrantes., mons. Pierpaolo Felicolo, ha ringraziato il presule aretino per avere accolto l’invito ad ospitare e presenziare la liturgia per questo "importante appuntamento che vede riunita la comunità cinese in Italia. Come Direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e oggi come Direttore Generale della Fondazione Migrantes - ha scritto mons. Felicolo- ho avuto occasione di incontrare le vostre comunità attive e ricche di fede che vivono nel nostro Paese ricevendo ogni volta la conferma della vostra grande Fede e pensando al dono della vostra presenza in Italia. Una piccola comunità cattolica ma significativa seguita da 20 sacerdoti e 35 religiose ai quali va il nostro grazie per il lavoro che svolgono e per mantenere viva la fede dei connazionali". Un messaggio è giunto anche dal card. Pietro Parolini, segretario di Stato vaticano.La giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, che cade il 24 maggio, è stata istituita da Benedetto XVI nel 2007, per invocare l’unità dei cristiani e lo sviluppo della fede nel paese del Dragone. La ricorrenza si tiene in tutto il mondo e in Italia viene celebrata ogni anno in una città diversa, nel 2022 si è tenuta a Milano e questa volta a Prato, dove già era stata festeggiata undici anni fa. (R.I.)  

Cei: da oggi l’Assemblea generale

22 Maggio 2023 - Città del Vaticano - Da oggi al 25 maggio si terrà in Vaticano, presso l’Aula del Sinodo, la 77ª Assemblea generale della CEI che si aprirà e si concluderà con due interventi di Papa Francesco: lunedì 22, infatti, è in programma l’incontro riservato con i Vescovi e giovedì 25 quello aperto ai referenti del Cammino sinodale.  (Aula Paolo VI). Martedì 23, alle ore 9:00, il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, aprirà i lavori con la sua Introduzione. In mattinata i Vescovi eleggeranno un Vice Presidente della CEI, mentre nel pomeriggio si provvederà all’elezione dei rappresentanti della CEI alla XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi . All’ordine del giorno anche una serie di adempimenti di carattere giuridico-amministrativo. La giornata di mercoledì 24 sarà dedicata a un focus sul tema principale dell’Assemblea – “In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento” – e al confronto nei gruppi sinodali. L’attenzione a mettersi in ascolto di tutti e, in particolare, degli ultimi è esplicitata anche dalla scelta di consegnare ai Vescovi una borsa “Made in Carcere”, realizzata con materiali di recupero: il segno concreto dell’impegno a offrire una seconda possibilità a persone in stato di detenzione e una nuova vita a tessuti e oggetti, all’insegna dell’inclusione sociale e della tutela dell’ambiente. Giovedì 25, prima dell’incontro con papa Francesco il card. Zuppi presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro. Il 25 e 26 maggio, si svolgerà, infine, l’assemblea nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale.

Il cielo è già un po’ nostro

22 Maggio 2023 -
Città del Vaticano - Andare, partire, fare. Verbi di movimento che troviamo negli Atti degli apostoli e nel Vangelo di Marco, in questa domenica nella quale la Chiesa ricorda l’Ascensione del Signore. Verbi che Papa Francesco ripete dal primo giorno del suo pontificato, per una chiesa in movimento, non statica; una chiesa, una comunità in uscita, protesa verso l’altro, capace di raggiungere le periferie dell’esistenza. Fedele a quell’indicazione di Gesù di andare, di partire per annunciare a tutti i popoli il suo messaggio di salvezza. Quaranta giorni dalla Pasqua, da quel sepolcro trovato vuoto, la pietra accostata di lato, e dall’invito dato alle donne di avvisare gli undici di andare in quella Galilea dei pagani, mescolanza di popoli, dove tutto ebbe inizio. In questi quaranta giorni, novità di un evento che si fa storia, abbiamo incontrato i due discepoli sfiduciati andare verso Emmaus; ci siamo trovati davanti l’immagine del buon pastore. Quaranta giorni nei quali i Vangeli ci hanno mostrato una continua presenza di Gesù accanto agli apostoli. Marco scrive nel suo Vangelo che gli undici andarono in Galilea, “sul monte che Gesù aveva loro indicato”; là Gesù dice di “andare e fare discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Poi Gesù, leggiamo negli Atti, “fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. È un partire verso il Padre per restare, ci ricorda Papa Francesco nelle parole che pronuncia al Regina caeli, evidenziando due domande: “perché festeggiare la partenza di Gesù dalla terra? Sembrerebbe che il suo congedo sia un momento triste, non precisamente qualcosa di cui gioire”. Poi la seconda domanda: “cosa fa Gesù in cielo?” Con l’Ascensione “è accaduta una cosa nuova e bellissima” dice il vescovo di Roma parlando ai fedeli in piazza San Pietro: “Gesù ha portato la nostra umanità, la nostra carne in cielo – è la prima volta – cioè l’ha portata in Dio. Quell’umanità, che aveva preso in terra, non è rimasta qui”. Gesù risorto non era uno spirito, ma aveva il suo corpo umano, per questo, aggiunge Francesco, possiamo dire che “dal giorno dell’Ascensione Dio stesso è ‘cambiato’, da allora non è più solo spirito, ma per quanto ci ama reca in sé la nostra stessa carne, la nostra umanità. Il posto che ci spetta è dunque indicato, il nostro destino è lì”. Oggi festeggiamo “la conquista del cielo” dice il Papa: “Gesù che torna al Padre, ma con la nostra umanità. E così il cielo è già un po’ nostro. Gesù ha aperto la porta e il suo corpo è lì”. Poi ecco la seconda domanda che Francesco ha voluto proporre nel consueto incontro domenicale: cosa fa Gesù in cielo? “Lui sta per noi davanti al Padre, gli mostra continuamente la nostra umanità, mostra le piaghe. A me piace pensare che Gesù, davanti il Padre, prega così, facendogli vedere le piaghe: questo è quello che ho sofferto per gli uomini: fai qualcosa. Gli fa vedere il prezzo della redenzione, e il Padre si commuove. Questa è una cosa che mi piace pensare”. Significativo che il dialogo con gli undici avvenga in questo luogo di frontiera, la Galilea delle genti, il luogo dell’inizio; li ha convocati su una montagna, luogo simbolo nelle pagine della Bibbia. Il popolo di Israele raggiunse il Sinai il terzo mese dopo la partenza dall’Egitto. Sul monte Mosè riceve il Decalogo, le tavole della legge. Nell’Islam su un monte, l’Hira, Maometto ha la rivelazione, e riceve, dal messaggero celeste, la prima frase del Corano. Su un monte i discepoli assistono all’Ascensione di Gesù. “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” dice Gesù ai discepoli, “ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Il Signore “è sempre con noi, ci guarda, è sempre vivo per intercedere a nostro favore” dice Papa Francesco; intercede “nel luogo migliore, davanti al Padre suo e nostro” e ci aiuta “a non perdere la speranza, a non scoraggiarsi”. Nelle parole dopo la preghiera mariana, torna sulla situazione in Sudan – “non abituiamoci ai conflitti e alle violenze, non abituiamoci alla guerra” – ha un pensiero per l’Ucraina e soprattutto rinnova la vicinanza alle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dall’alluvione. (Fabio Zavattaro)

Cattolici Cinesi in Italia: domani e domenica a Prato l’incontro annuale

19 Maggio 2023 -
Prato – Prato si prepara ad accogliere il raduno delle comunità cattoliche cinesi presenti in Italia. L’occasione è la quattordicesima giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, che ogni anno si tiene in una diversa città italiana. La data dell’evento è sabato 20 e domenica 21 maggio ed è previsto un programma ricco di celebrazioni, tra queste l’ostensione straordinaria della Sacra Cintola della Madonna, la reliquia simbolo di Prato, che si terrà in cattedrale. All’incontro sono attesi centinaia di cinesi con i rispettivi cappellani provenienti da Milano, Roma, Napoli, Rimini, Reggio Emilia, Padova e Santa Croce sull’Arno, città dove esistono da tempo comunità cattoliche orientali. Poi saranno presenti i cinesi di Prato, una comunità composta da circa centocinquanta fedeli. Un numero piccolo se rapportato a quello dei residenti orientali, che secondo l’ufficio statistico del Comune è di circa 30mila persone, corrispondente al 15,3% della popolazione pratese.  “Sarà un grande momento di festa nella preghiera – spiega don Pietro Wang, cappellano della comunità cinese di Prato – che ci permetterà di rafforzare le relazioni tra le comunità presenti in Italia e inoltre sarà una grande opportunità di evangelizzazione verso i nostri connazionali che abitano qui”. “Siamo lieti di ospitare questa iniziativa che consideriamo come un ponte tra la numerosa comunità cinese che abita in città e la Chiesa pratese, da sempre aperta e disponibile al dialogo”, afferma mons. Daniele Scaccini, vicario generale della diocesi di Prato. “L’aver concesso l’ostensione straordinaria della Sacra Cintola di Maria dimostra non solo l’eccezionalità dell’evento – aggiunge mons. Scaccini – ma la volontà di condividere con altri fratelli e sorelle nella fede il simbolo e il bene più prezioso della città”. La giornata di preghiera per la Chiesa in Cina è stata istituita nel 2007 da papa Benedetto XVI e solitamente si celebra intorno al 24 maggio, giorno in cui i fedeli cattolici cinesi celebrano la festa della Beata Vergine Maria, patrona del Paese. Una ricorrenza che ogni anno in Cina vede migliaia di persone in pellegrinaggio al santuario di Sheshan, a Shangai. Proprio l’immagine della Madonna di Sheshan, posta sulla chiesa dell’Ascensione, sede della comunità cattolica cinese di Prato, accoglierà i partecipanti al raduno. Il programma. Sabato 20 maggio è prevista la recita del rosario e la celebrazione della messa presieduta dal vicario generale mons. Daniele Scaccini e a sera ci sarà la cena nei locali della parrocchia, seguita da un momento di festa. Domenica 21 maggio l’appuntamento è alle 8 nella in cattedrale per l’ostensione della Sacra Cintola mariana: si tratta di un evento straordinario perché la reliquia, custodita a Prato da oltre otto secoli, viene mostrata alla venerazione dei fedeli solo in cinque occasioni annuali. L’ultima ostensione straordinaria, fuori dagli appuntamenti canonici, si è tenuta il 19 marzo 2020 per invocare la protezione di Maria durante la pandemia da Covid. Sempre domenica 21 maggio, al termine della preghiera mariana le delegazioni delle comunità cinesi si muoveranno in processione da piazza Duomo in centro storico fino alla parrocchia dell’Ascensione, nella periferia ovest della città, recitando il rosario in cinese e in italiano. Alle 11 è in programma la celebrazione della messa nella chiesa dell’Ascensione, presieduta dal vescovo mons. Giovanni Nerbini. Per l'occasione il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo ha inviato al vescovo un messaggio di saluto che sarà letto durante la celebrazione eucaristica. Il primo nucleo della comunità cattolica cinese di Prato è nato più di trent’anni fa, insieme alla prima ondata migratoria. Inizialmente era costituita da battezzati provenienti dalla Cina, poi grazie alla presenza stabile di un cappellano e di suore cinesi, il numero dei fedeli è aumentato con l’inserimento di nuovi fedeli che hanno ricevuto i sacramenti dopo un cammino di catechesi. La sede si trova nella parrocchia dell’Ascensione, la più vicina alla zona di via Pistoiese, dove vive la maggior parte dei cinesi presenti a Prato. Dal 2020 il sacerdote incaricato di seguire la comunità è don Pietro Wang, 44 anni, originario di Hebei, la grande regione dove si trova la capitale Pechino e dove risiedono oltre un milione di cattolici. Ogni domenica alle 15,30 don Wang celebra una messa in lingua cinese e nel resto dei giorni compie un grande lavoro di collegamento con i suoi connazionali, non solo cattolici, presenti in città. Parla molto bene l’italiano e per le istituzioni cittadine e per molti cinesi di Prato è un punto di riferimento per ogni bisogno, dal rinnovo dei documenti, al rapporto con i medici dell’ospedale in caso di ricovero di un parente. Su richiesta e in accordo con l’Asl e il Comune, durante la pandemia ha aperto un canale WeChat, il social media più usato dai cinesi, attraverso il quale ha raggiunto oltre duemila connazionali per spiegare come funzionavano le vaccinazioni anti Covid. (R.I.)  

Agenzia delle Entrate: pubblicata una guida al codice fiscale per gli stranieri

19 Maggio 2023 -
Roma - Cos’è il codice fiscale? A cosa serve? Come ottenerlo? A queste e altre domande risponde la “Mini guida codice fiscale per stranieri”, realizzata dall’Agenzia delle Entrate. Il vademecum è disponibile online in 17 lingue: italiano, inglese, sloveno, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, cinese, rumeno, albanese, ucraino, russo, hindi, bengalese, tagalog, arabo e urdu.

Prato: domani il documentario “La zattera dei migranti”

19 Maggio 2023 - Prato - Ultimi giorni per visitare “Antigone, una storia africana”, la mostra fotografica di Carlo Cantini sullo spettacolo di Massimo Luconi allestita in San Domenico a Prato. Fino a domani, sabato 20 maggio, i visitatori potranno ammirare la mostra, promossa da Prato Cultura e curata da Carlo Palli, tratta dall'omonimo e premiato spettacolo del regista Luconi. In esposizione 32 immagini che raccontano l'originale progetto teatrale andato in scena al Fabbricone nel 2013 e che ha avuto un enorme successo a livello europeo, vincendo anche il festival di Casamance in Senegal. In occasione del finissage della mostra, domani alle 17,30 nel museo di San Domenico verrà proiettato il film documentario “La zattera dei migranti. Storie di profughi africani in palcoscenico”, per la regia di Massimo Luconi, una produzione General Video. Un documentario che racconta le storie di un gruppo di profughi richiedenti asilo, intersecate alla preparazione di uno spettacolo teatrale che Luconi ha preparato con loro nel 2017.

Reggio Calabria: domani la presentazione di “Armo” con storie di volontari e migranti

19 Maggio 2023 -
Reggio Calabria - Domani, sabato 20 maggio, si svolgerà la prima proiezione del docu-film  che racconta l’accoglienza dei migranti a Reggio Calabria dal 2014 ad oggi. Non si tratta semplicemente di un film che si limita a riproporre la cronaca degli sbarchi avvenuti a Reggio Calabria dal 2014 ad oggi. È qualcosa di più. Una narrazione fatta di immagini, volti, ma anche silenzi. Gesti ed espressioni dietro cui si nascondono tante storie di dolore e sofferenza, ma anche gioia. Dagli occhi pieni di lacrime di chi ha perso un genitore o un figlio, ai lievi sorrisi di chi finalmente ha realizzato un sogno insperato, dopo lunghi e rischiosi viaggi, iniziati molti mesi prima. “Armo, storie di volontari e migranti”, documentario a firma del regista reggino Antonio Melasi, è anche il racconto di una bella pagina fatta di accoglienza e amore.