Primo Piano

Cisl: “Strage di Pylos in Grecia ha indignato tutti”

21 Giugno 2023 - Roma - La giornata mondiale del rifugiato si è celebrata "nel segno del lutto e dell’indignazione per il drammatico naufragio di Pylos, in Grecia, dove quache giorno fa centinaia di migranti sono morti in mare e in circostanze ancora tutte da chiarire. Ancora una strage nel Mar Mediterraneo che evidenzia quanto l’azione politica dell’Unione Europea, allo stato attuale, non sia in grado di affrontare l’emergenza degli sbarchi, come ha riconosciuto la stessa Commissaria Ue agli Affari Interni, Ylva Johansson”. E’ quanto sottolinea la Cisl in una nota. “Il rapporto annuale dell’Unhcr evidenzia che nel 2022 sono 110 milioni le persone costrette alla fuga dai propri Paesi. Le ragioni sono riconducibili prevalentemente alle guerre in atto, quella in Ucraina ne è un esempio sotto ai nostri occhi, oltre agli effetti nefasti delle carestie e dei cambiamenti climatici. In questo contesto, nel rispetto dei principi fondanti dell’Unione, deve essere comunque garantito il diritto di tutti i rifugiati ad essere protetti, che passa anche dal dovere di organizzare un efficace sistema coordinato di salvataggio in mare per evitare che accadano altre simili tragedie. E’ innegabile che la gestione delle migrazioni richieda risposte complesse in ambito europeo, internazionale e delle singole nazioni, ad esempio attraverso politiche di sostegno e sviluppo economico verso i Paesi di provenienza. Ma per evitare altre morti in mare, consapevoli del carattere strutturale del fenomeno migratorio, è fondamentale che si mettano in atto, tra le altre azioni, politiche efficaci che favoriscano vie legali d’ingresso per tagliare i ponti alle bande criminali che sfruttano la disperazione di rifugiati e migranti”.  

Save the Children: domani comvegno sui minori non accompagnati

21 Giugno 2023 - Roma - A fine aprile 2023, i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia erano 20.681, di cui 4 mila bambine e bambini fino ai 14 anni. Solo quest’anno, fino a metà giugno, sono stati 6 mila i minori senza genitori e figure adulte di riferimento arrivati in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo: sebbene negli ultimi anni l’incidenza dei minori stranieri non accompagnati sugli arrivi via mare sia diminuita (15,8% nel 2021, 11,5% nel 2022, 11,1% nel 2023), in termini assoluti bambini e adolescenti arrivati nel corso dell’anno sono più del doppio di quanti erano arrivati nello stesso periodo lo scorso anno (erano 2.505 il 13 giugno del 2022). Sono i dati forniti da Save the Children, che dà anche il via ad una campagna di sensibilizzazione sui social per far conoscere al pubblico la situazione in cui vivono i minori stranieri non accompagnati, stretti tra spinta alla realizzazione dei propri sogni e difficoltà quotidiane. Save the Children promuove anche il convegno dal titolo “Proteggere e sostenere i percorsi di crescita: quale accoglienza per i minori stranieri non accompagnati?”, che si svolgerà domani, giovedì 22 giugno a Roma. All’evento interverranno, tra gli altri: Rosanna Rabuano, vice capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno; Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci Immigrazione e Politiche per l’Integrazione; Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr per Italia, Santa Sede e San Marino; Nicola dell’Arciprete, coordinatore in Italia per l’Ufficio Regionale Unicef Europa e Asia centrale; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Fondazione Migrantes; Syed Hasnain, presidente Unire.

Nella Giornata mondiale del rifugiato le storie di chi ha avuto la possibilità di ricominciare a vivere

21 Giugno 2023 - Roma - I lunghi capelli neri volteggiano nell'aria, accompagnando il suo allenamento. Mahdia, occhi color onice e sguardo determinato, inizia a praticare taekwondo all'età di 12 anni. Ma in Afghanistan, dove è nata, le arti marziali sono considerate uno sport unicamente maschile. Lei però persevera e, di nascosto, aiutata dalla madre e dalle sorelle, continua ad allenarsi fino a vincere i campionati regionali. Ad agosto 2021, nel Paese i talebani tornano al potere e privano le donne di molti diritti. Mahdia e le sue sorelle fuggono da Kabul e, grazie all'Unhcr (Alto Commissariato Onu per i rifugiati), arrivano in Italia. Oggi Mahdia fa parte del Programma olimpico per rifugiati, e sogna di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024. «Spero che un giorno tutte le donne nel mondo - dice - possano avere i loro diritti fondamentali e la libertà». E la parola "libertà" le strappa un sorriso. Lo stesso sorriso che attraversa il volto di Divine, una vita da rifugiata sin dall'età di 5 anni. Nata nella Repubblica Democratica del Congo, è cresciuta in un campo profughi in Zambia. «Lì ho visto persone ammalarsi e morire di Ebola», racconta. Un'esperienza che la segna per sempre. Decide, allora, di studiare medicina, ma l'Università non ha posto per i rifugiati come lei: «Quando ho provato a iscrivermi, ho compreso la cruda realtà: io non ero come gli altri». Fortunatamente, grazie ai programmi Dafi e Unicore promossi dall'Unhcr e che offrono a studenti rifugiati o rimpatriati meritevoli la possibilità di conseguire un diploma di laurea nel loro Paese d'asilo o d'origine, Divine corona il suo sogno: diventa una dottoressa. «Chi mi guarda - afferma con semplicità mista a coraggio - deve pensare che non esistono limiti». E poi c'è Ayman che racconta la sua storia in una lingua mista tra arabo, francese e italiano. Una lingua che riannoda i fili di una vita nata e vissuta in Siria fino all'esplosione del conflitto interno, nel 2011. Una vita divenuta fuga in Libia, dove però le difficoltà sono aumentate, insieme all'insicurezza e alla violenza. Una vita approdata, infine, in Italia, grazie ai corridori umanitari dell'Unhcr. Insieme ad Ayman ci sono anche la moglie Mouna e il figlio Omar, affetto da leucemia. E quando sei malato, l'esistenza da rifugiato è irta di ostacoli, tra medicine introvabili e molto costose. Poi l'arrivo a Milano e l'inizio di una vita più serena. Soprattutto per Omar che, per la prima volta, ha messo piede in una scuola. E quando ha visto tutti gli altri bambini pronti ad accoglierlo, è scoppiato a piangere. Oggi, invece, Omar ride, ride mentre insegna a suo padre a contare in italiano, ride perché si sente al sicuro, ride perché ha finalmente una speranza di futuro. Non a caso, la Giornata mondiale del rifugiato (celebrata ieri, ndr) - istituita dall'Onu il 4 dicembre 2000 per il cinquantennale della Convenzione di Ginevra che, nel 1951, ha definito lo status di rifugiato - quest'anno ha per tema "La speranza lontano da casa". «Più di 100 milioni di persone che vivono in Paesi sconvolti da conflitti, persecuzioni, fame e caos climatico sono state costrette a fuggire dalle loro case», afferma il segretario generale dell'Onu, António Guterres, in un messaggio. Tra loro, ci sono oltre 8 milioni di persone fuggite dall'Ucraina dal febbraio 2022. Senza dimenticare i rifugiati che cercano una vita migliore solcando il mare a bordo di barconi e andando incontro a un destino tragico: secondo l'Unicef, solo lungo la rotta del Mediterraneo centrale dal 2014 ad oggi hanno perso la vita oltre 21.000 persone. «Questi non sono numeri su una pagina - sottolinea Guterres -. Si tratta di donne, bambini e uomini che intraprendono viaggi difficili, spesso affrontando violenze, sfruttamento, discriminazioni e abusi». Di qui, l'appello a «proteggere e sostenere i rifugiati», affinché possano «ricostruire le loro vite in modo dignitoso». Il che include «un'istruzione di qualità, un lavoro dignitoso, l'assistenza sanitaria, l'alloggio e la protezione sociale». Ma soprattutto, conclude Guterres, «abbiamo bisogno di una volontà politica molto più forte di fare la pace, in modo che i rifugiati possano tornare in sicurezza alle loro case», mettendo a frutto «la speranza che portano nel cuore». (Isabella Piro - Osservatore Romano).  

Mons. Savino: basta approcci ideologici sul tema migratorio

20 Giugno 2023 - Roma - "Il tempo che viviamo, sebbene complesso, esige da ciascuno di noi un supplemento di coraggio, vedo in giro poco coraggio e una malattia generata da una sorta di narcisismo patologico in cui ognuno pensa a sé ma sappiamo che fine ha fatto Narciso". Lo ha detto mons. Francesco Savino, vice presidente della Conferenza episcopale italiana e delegato Migrante della Conferenza Episcopale Calabra  intervenendo, questa mattina,  alla celebrazione della Giornata mondiale del Rifugiato, promossa dall'Unhcr all'auditorium Antonianum.ì di Roma. "Dobbiamo - ha aggiunto - svegliare le istituzioni, svegliarci noi chiesa di più per una cultura della corresponsabilità, questo fenomeno delle migrazioni non può essere considerato sempre con un approccio ideologico e di slogan, non viviamo più l'epoca dell'emergenza, il problema è strutturale".

Vescovi irlandesi: “accoglienza per prevenire il razzismo”

20 Giugno 2023 -
Roma - “Lasciare la gente a dormire in tenda o per strada è una crudeltà davanti ai nostri occhi, non è un’opzione in un Paese che è uno dei più ricchi del mondo. Possiamo fare molto meglio”. Lo si legge nel messaggio che i vescovi irlandesi hanno scritto in occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi e che serve a ricordare “la nostra responsabilità di prenderci cura di coloro che si recano in Irlanda in cerca di sicurezza, riparo e dignità”. Centomila sarebbero i rifugiati giunti nel Paese dal 24 febbraio 2022; “negli ultimi tempi questo problema è diventato molto delicato e richiede riflessione, consultazione, pianificazione e duro lavoro”. I vescovi ringraziano le comunità parrocchiali e religiose per i grandi sforzi di accoglienza messi in campo e rilevano il fatto che il governo abbia annunciato di essere ora in grado di offrire alloggio a tutti i richiedenti protezione internazionale. Tuttavia, affermano, “abbiamo la responsabilità di chiedere conto a chi detiene l’autorità”, affinché sia “preparato a sostenere i nuovi arrivati in termini di assistenza sanitaria e medica, nonché di alloggio e istruzione”, in collaborazione e in dialogo con le comunità locali. Per tutti la sfida è evitare “che visioni e azioni estremiste possano emergere provocando paura e razzismo, e minando la nostra cultura dell’accoglienza”. Per altro, ricordano i vescovi, come popolo “sappiamo bene cosa vuol dire dover lasciare la propria patria e cercare un riparo e una vita migliore”.

Lampedusa: porta d’Europa illuminata di blu

20 Giugno 2023 - Lampedusa - La Porta d'Europa di Lampedusa, nel decennale del naufragio del 3 ottobre 2013, è stata illuminata di blu. A farlo, per sensibilizzare nei confronti dei rifugiati, ma anche di chi nel Mediterraneo ha perso la vita, è stato il Comitato 3 ottobre in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa. "Sono 110 milioni le persone costrette alla fuga (dato Unchr). Numeri in costante aumento, ma sono storie e ogni storia è una vita. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, come Comitato 3 ottobre, vogliamo porre l'attenzione su quelle persone, che non rientrano nella conta dei 110 milioni. Ossia di coloro che fuggite dai propri Paesi di origine non sono mai arrivati, uomini, donne e bambini che hanno perso la vita nel Mediterraneo o lungo le tante rotte che portano in Europa - ha detto Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, - . Sono meritorie le tante iniziative proposte nel corso degli anni, ultima l'istituzione di una giornata di 'lutto universale' per le vittime dell'immigrazione. Però, per poter parlare di lutto è necessario non solo avere un corpo, ma che quel corpo abbia un'identità".

Papa Francesco: accogliere i tanti rifugiati senza scuse e indugi

20 Giugno 2023 - Città del Vaticano -  "Pensando a Cristo presente in tanti disperati che fuggono da conflitti e cambiamenti climatici, occorre far fronte al problema dell'accoglienza, senza scuse e indugi. Affrontiamolo insieme, perché le conseguenze si ripercuotono su tutti. #WithRefugees". Lo dice il Papa in un tweet per la Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi.

Mattarella: non ignorare il dramma dei rifugiati

20 Giugno 2023 -
Roma - Per superare "definitivamente la gestione emergenziale" del fenomeno migratorio  con "un’azione di respiro europeo ed internazionale è indifferibile intervenire sulle cause profonde che spingono un così gran numero di esseri umani bisognosi ad abbandonare i loro Paesi. Essi meritano opportunità alternative ai rischiosi viaggi che, spinti dalle circostanze, intraprendono in condizioni anche proibitive". Lo ha scritto oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio per la Giornata Mondiale del Rifugiato e nel quale ricorda che "circa 100 milioni di uomini, donne e bambini, in tutti i continenti, sono costrette a lasciare le proprie case per trovare protezione contro la persecuzione, gli abusi, le violenze. Il senso di umanità e il rispetto per i più alti valori iscritti nella Costituzione repubblicana impongono di non ignorare il loro dramma". Nel celebrare  la Giornata Mondiale del Rifugiato è "opportuno - scrive il capo dello Stato - ribadire che le iniziative di assistenza a queste persone – e in particolare ai rifugiati che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità – devono essere accompagnate dalla ricerca di un’indispensabile e urgentissima soluzione strutturale di lungo periodo". Da sempre l’Italia - aggiunge Mattarella -  è "in prima linea nell’adempiere all’alto dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza, secondo quanto previsto dalla Costituzione per coloro ai quali venga impedito nel proprio paese l’effettivo esercizio dei diritti e delle libertà democratiche. Nella consapevolezza delle numerose sfide che ci vedono protagonisti a difesa dei rifugiati, desidero ringraziare l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, con il quale l’Italia intrattiene intensi vincoli di collaborazione". Il presidente della Repubblica ringrazia il personale delle varie Amministrazioni dello Stato e tutti gli operatori della protezione internazionale e dell’accoglienza che, "con grande professionalità e profondo spirito umanitario, si adoperano quotidianamente per alleviare le sofferenze dei rifugiati e garantire loro l’accesso ai servizi essenziali". (Raffaele Iaria)
 

Migranti morti in mare: una preghiera ecumenica con il card. Zuppi

20 Giugno 2023 - Roma - Si terrà giovedì 22 giugno alle ore 18.30 a Roma, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, la veglia ecumenica di preghiera “Morire di speranza” in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa. Sarà presieduta dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. “Il terribile naufragio al largo delle coste greche è l’ultimo tragico avvenimento che ha travolto centinaia di vite di migranti, tra cui tanti bambini – si legge in una nota -. Un dramma che ci chiede di non restare indifferenti alle morti in mare e alle sofferenze di tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria terra, in cerca di salvezza dalla guerra, l’instabilità politica, la povertà, le catastrofi legate ai cambiamenti climatici”. Parteciperanno rifugiati e profughi, parenti delle vittime, insieme a rappresentanti delle diverse comunità religiose presenti a Roma, con i loro fedeli. Saranno ricordate le storie, i nomi, i volti di chi ha perso la vita nei viaggi della speranza. La celebrazione è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Simn-Scalabrini Migration International Network, Acli, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Acse.

Msna: 100mila dal 2014 ad oggi arrivati in Italia

20 Giugno 2023 -

Roma - Arriva duro, senza ammissione di repliche, il giudizio della commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunjia Mikatovic. Direttamente da Lampedusa. «Sono colpita dall’allarmante livello di tolleranza nei confronti delle gravi violazioni dei diritti umani dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti che si è sviluppato in tutta Europa». Non solo: «Le notizie di violazioni dei diritti umani dei rifugiati - aggiunge - sono così frequenti che difficilmente vengono registrate nella coscienza pubblica». In altre parole, il destino dei milioni di rifugiati accolti nel nostro Continente pare esser trattato come polvere da nascondere sotto al tappeto. Con queste dichiarazioni, si apre oggi la Giornata mondiale del rifugiato. Ancora segnata, come ricorda il presidente dell’Anci Antonio Decaro, dal «sapore amaro della tragedia» consumatasi al largo delle coste del Peloponneso. Le celebrazioni, che tingeranno di blu i monumenti di 16 città in tutta Italia, serviranno a puntare la lente d’ingrandimento sulle condizioni delle persone rifugiate in tutto il mondo: ben 35 milioni nel 2022, secondo i dati Acnur-Unhcr. n Italia è allarmante la condizione dei bambini. Secondo Unicef, sono oltre 100mila i minori stranieri non accompagnati giunti nel Paese via mare dal 2014. Seimila solo quest’anno. Ma il numero è persino «parziale», perché non tiene conto né dei rifugiati dall’Ucraina né di quanti arrivano dalle frontiere terrestri senza essere sistematicamente registrati. Rotta balcanica in primis. «Si tratta di bambini e adolescenti spesso in fuga da conflitti e violenze - si legge in una nota -. Questi dati sono probabilmente destinati a salire nei prossimi mesi, data l’incidenza di conflitti, crisi e disastri climatici che affliggono molti dei principali Paesi d’origine».

Coldiretti: intesa per sviluppo in Africa

19 Giugno 2023 - Roma - Coldiretti, la più grande organizzazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana, entra a far parte della Fondazione E4Impact per promuovere un'agricoltura sostenibile e responsabile in Africa e fornire una alternativa concreta al fenomeno delle migrazioni.  Coldiretti estende il proprio impegno a livello internazionale, sostenendo l'imprenditoria agricola in Africa attraverso la Fondazione E4Impact, organizzazione che promuove lo sviluppo del continente africano tramite programmi di imprenditoria a forte impatto sociale. La collaborazione è finalizzata a rafforzare la cooperazione con i paesi in via di sviluppo, promuovendo progetti di formazione e il trasferimento di know-how ai giovani imprenditori dei paesi emergenti. E4Impact collaborerà con Coldiretti per fornire formazione e supporto tecnico agli imprenditori agricoli africani, con l'obiettivo di migliorare la loro produttività e competitività sui mercati locali ed internazionali, perseguendo l'obiettivo comune di creare una rete di imprenditori agricoli e di promuovere lo sviluppo sostenibile del continente africano. “È sempre stimolante accogliere un nuovo partner nella nostra missione per promuovere l'imprenditoria sociale e sostenibile in Africa. L'ingresso di Coldiretti rappresenta per noi un'opportunità unica di accedere alla sua esperienza e competenza nel settore agricolo, che ci aiuterà a sostenere l'imprenditoria agricola sostenibile in Africa” ha dichiarato Letizia Moratti, Presidente della Fondazione E4Impact. “Siamo convinti che la partnership tra Fondazione E4Impact e Coldiretti possa portare a risultati tangibili e positivi per le comunità locali africane e per il futuro sostenibile del continente". “L’obiettivo è esportare un modello di sviluppo che punti sulla valorizzazione delle realtà locali, sfruttando le potenzialità dell’impresa familiare e sostenendo così i piccoli produttori del Sud del mondo, minacciati dalla distorsione nei sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti che favorisce l’accaparramento delle terre e provoca la fuga dalle campagne verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza e l’emarginazione” ha sottolineato il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini nel sottolineare che “è importante favorire filiere di prodotti locali destinati a soddisfare il fabbisogno alimentare del territorio anche attraverso la creazione di mercati contadini a chilometri zero secondo il modello promosso da Campagna".

Mons. Felicolo: studio della lingua e formazione per i cappellani etnici

19 Giugno 2023 - Bologna – “Il ruolo e il compito del cappellano etnico in Italia nella sinodalità” è stato il tema al centro dell’incontro nazionale dei cappellani africani di lingua francofona che si è svolto a Bologna nella parrocchia di Sant’Antonio di Savena. Ad introdurla il coordinatore nazionale Migrantes dei cattolici africani francofoni in Italia, don Luis Gabriele Tsamba che ha rivolto una parola di benvenuto al direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Durante l’incontro ci si è soffermati sul lavoro fatto nelle cappellanie in Italia. Nella sua relazione mons. Felicolo si è soffermato sull'importanza dello studio della lingua italiana, sull'integrazione dei membri delle comunità e sulla formazione dei cappellani. Ha ricordato l'importanza della padronanza della lingua italiana. Ogni cappellano deve sapersi esprimere bene in italiano per fare da cinghia di trasmissione tra la sua comunità di cui è responsabile e la diocesi in cui esercita. A tal fine, mons. Felicolo ha presentato un libro che potrebbe aiutare nell'apprendimento della lingua. È attraverso il linguaggio che il cappellano e i membri della comunità di cui è responsabile possono integrarsi nel corpo sociale. Il direttore della Migrantes ha poi insistito sulla sensibilizzazione nelle varie comunità sul diritto alla salute. I membri delle comunità, anche se sprovvisti di permesso di soggiorno, come chiunque risieda sul territorio italiano, hanno diritto ad essere curati. Non si deve aver paura di andare in ospedale in caso di necessità. E poi la formazione organizzata per i cappellani. Da qui l’esortazione a partecipare al corso di formazione della Migrantes che si svolgerà dal 3 al 7 luglio a Roma. A tal fine, è stato consegnato ai sacerdoti un modulo di registrazione con i dettagli sul luogo e sul costo della formazione. Il direttore si è detto favorevole ad aiutare finanziariamente coloro che potrebbero avere difficoltà con il costo della formazione. Al termine del suo intervento si è aperto il dibattito. I cappellani hanno condiviso le difficoltà che incontrano nell'esercizio della loro unzione. Hanno anche espresso perplessità sul tema dell’integrazione sottolineando che il termine appropriato nella Chiesa è quello di comunione, che si fonda sull'accoglienza delle differenze e sull'accoglienza reciproca.  Durante l’incontro anche il saluto del direttore regionale Migrantes e del parroco don di Sant’Antonio di Savena che ha presentato un gruppo di giovani migranti accolti in parrocchia che provengono da quasi tutte le parti del mondo. L’incontro si è concluso con una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Felicolo.  

Papa Francesco: si faccia tutto il possibile per prevenire simili tragedie

19 Giugno 2023 - Città del Vaticano - Domani, 20 giugno, ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite: "con grande tristezza e tanto dolore penso alle vittime del gravissimo naufragio avvenuto nei giorni scorsi al largo delle coste della Grecia. E sembra che il mare fosse calmo. Rinnovo la mia preghiera per quanti hanno perso la vita e imploro che sempre si faccia tutto il possibile per prevenire simili tragedie". Lo ha detto ieri papa Francesco al termine dell'Angelus recitato davanti a migliaia di fedeli.

Mons. Lorefice: “nessuno può dirsi cristiano se non si indigna e non si impegna ad una urgente conversione delle scelte politiche migratorie

19 Giugno 2023 - 17.6.2023 - Palermo - La linea rigorista dei nostri governi nazionali e della comunità europea è una industria di morte di innocenti che condanniamo a morire due volte. Una politica che non previene le stragi ma le determina consapevolmente tradisce la costitutiva missione della costruzione della polis umana. Se le nostre città europee perdono il dovere umano di accogliere quanti sono disposti ad affrontare la morte pur di fuggire dalla disperazione e dalla morte, non avranno altro futuro se non quello di nuove città di Babele in preda all’empietà e alla violenza. I cuori che si raffreddano diventano insensibili, indifferenti, sospettosi, e violenti. Non soccorrere chi rischia la vita, non salvare esseri umani – 750 persone, membri della famiglia umana – è un crimine. Non educare all’accoglienza significa formare alla violenza. Ci indigniamo come cittadini e come cristiani e chiediamo prontamente scelte concrete per una politica migratoria libera da populismi e da interessi di parte, intelligente, accogliente e inclusiva. Non aprire vie legali di approdo dei migranti e di redistribuzione solidale nei paesi europei, equivale a un sostegno diretto e consapevole alle industrie mafiose internazionali che hanno messo le mani sull’affare migrazioni da povertà economica e conflitti bellici determinati e fomentati ipocritamente da noi occidentali. Significa ‘consacrare’ respingimenti, naufragi e reclusione nei tanti lager dei paesi di frontiera – in primis della Libia – lager di cui tutti abbiamo consapevolezza grazie alle testimonianze di quanti vi sono tristemente rinchiusi o alle immagini inviate dai reporter. Chiediamo occhi ancora capaci di lacrime, parole audaci per chiedere la proclamazione del lutto universale e vesti di penitenza per una conversione mentale e politica. È una possibilità ancora aperta, perché la via dell’umano non è mai preclusa. So quante energie positive si trovano nei nostri paesi e come tante persone sono pronte a contribuire a questo cambiamento. L’Europa è nata come la terra dei diritti, del rispetto, dell’integrazione tra diversi. Oggi può scegliere di tradire la sua vocazione e la sua origine, condannandosi al non senso e all’estinzione culturale, sociale, economica anche, ovvero rimanere fedele alla parola che l’ha fondata: “Sono un uomo. E nulla di ciò che è umano ritengo sia estraneo è lontano da me” (Terenzio).

Mons. Corrado Lorefice

Arcivescovo di Palermo e presidente della

Commissione Migrantes della Conferenza Episcopale Siciliana

   

Tragedia migranti: ieri a Padova suono delle campane per richiamare alla preghiera

19 Giugno 2023 - Padova - Di fronte all'ennesimo dramma dei migranti consumatosi al largo delle coste greche, che ha registrato decine e decine di vittime e centinaia di persone ancora disperse, tra cui molti bambini, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, richiama  i fedeli alla preghiera per le vittime di questa tragedia, per i superstiti, per le famiglie che ancora attendono notizie e perché queste tragedie non si ripetano più- Per questo jha chisto ieri un'intenzione di preghiera durante le messe ed ha invitato  i parroci a suonare le campane,  alle ore 19, per richiamare a un momento di silenzio e preghiera per queste vittime.  

Frontex: +158% arrivi sulla rotta Med centrale in 5 mesi

16 Giugno 2023 - Bruxelles -  La rotta del Mediterraneo centrale è il percorso più seguito dagli immigrati arrivati in Europa nei primi cinque mesi dell'anno. Lo ha reso noto Frontex, precisando che tra gennaio e maggio gli arrivi sono stati oltre 50.300, il 158% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a circa la metà degli arrivi totali. Complessivamente gli arrivi di migranti in Europa attraverso le varie rotte seguite sono cresciuti del 12%, segnala Frontex, proprio in ragione dell'aumento del flusso registrato sulla rotta del Mediterraneo centrale che porta soprattutto in Italia. (ansa).

Tratta esseri umani: pubblicato il rapporto di Talita Kum

16 Giugno 2023 - Roma - In occasione della Giornata Internazionale contro il lavoro minorile e in vista della  Giornata mondiale contro la tratta di persone, Talitha Kum, fondato nel 2009 dall’Unione Internazionale delle Superiori Generali (UISG), ha pubblicato il rapporto annuale di attività. Ricco di dati, storie, testimonianze e analisi critiche ripercorre le attività dell’ultimo anno di Talitha Kum e si propone come uno strumento di lavoro per tutte le persone impegnate contro la tratta. Il report nel 2022 mostra una "significativa crescita quantitativa e qualitativa nelle aree della prevenzione, della cura delle vittime, accesso alla giustizia e networking". Talitha Kum è cresciuta, fino a diventare una rete di reti che raggiunge 560.606 persone in tutto il mondo. Si tratta di un aumento del 40% rispetto al 2021. Di queste 506.606 persone, 34.463 sono vittime e sopravvissuti, 442.276 sono coinvolte in azione di prevenzione, mentre 83.867 in quelle di networking, formazione e capacity-building. A fronte di questa crescita nelle attività, c’è stata invece una lieve diminuzione dei membri attivi e dei collaboratori che nel 2022 sono stati 5445 (circa 554 in meno dell’anno precedente, equivalente ad un  9 per cento in meno), si evidenzia nel Rapporto. Un altro aspetto delle attività di Talitha Kum è la sua collaborazione con  altre religioni o gruppi interreligiosi.  “L'anno appena trascorso è stato uno dei più impegnativi mai vissuti, a causa dello sviluppo di molte crisi legate tra loro, come l'impatto della pandemia da Covid-19, i conflitti in corso in molti Paesi (Myanmar, Sri Lanka, Siria, Burkina Faso, Venezuela, etc.), la guerra in Ucraina, che ha causato sofferenze a milioni di persone, senza dimenticare le devastanti catastrofi naturali, conseguenze dei cambiamenti climatici. Tutte queste crisi hanno un impatto diretto sulla tratta di esseri umani a livello internazionale. Inoltre, riflettendo sulle sfide della transizione della leadership e sulla complessità dei tempi in cui viviamo, possiamo osservare come la rete di Talitha Kum rimanga comunque impegnata nella sua missione, in cammino al fianco di ogni essere umano, sempre attiva nel prendersi cura delle persone ferite dallo sfruttamento e nell’intraprendere azioni concrete per contrastare la tratta di esseri umani. Nonostante le sfide che abbiamo osservato, i membri di Talitha Kum continuano a rispondere alla nostra Chiamata all'Azione, curando, portando sollievo, fornendo strumenti e lasciandosi coinvolgere nelle vite delle vittime e dei sopravvissuti, nonché delle popolazioni a rischio di tratta e sfruttamento.“ ha dichiarato Suor Abby Avelino, MM, Coordinatrice internazionale di Talitha Kum.  

Papa Francesco sul naufragio nell’Egeo: “tanto tanto dolore”

16 Giugno 2023 - Roma - "Tanto tanto dolore". Così Papa Francesco, questa mattina, all'uscita dall'ospedale Gemelli dopo un intervent chirurgico e un periodo di convalescenza, parlando del naufragio dei migranti nell'Egeo ai microfoni di Rai News 24. Il Papa, quindi, dopo la sosta a Santa Maria Maggiore all’uscita del Policlinico Gemelli, è rientrato in Vaticano. Riprende dunque l’attività ordinaria , dopo i 10 giorni di ricovero. All’uscita del Gemelli, ha ringraziato i giornalisti per il loro lavoro e alla domanda sulla sua salute ha risposto, come è ormai consueto: “Sono vivo”. Prima di fare rientro in Vaticano si è fermato per una breve visita privata alle suore dell’Istituto Maria Santissima Bambina, riunite per il loro capitolo generale. La Sala Stampa della Santa Sede ha spiegato che la preghiera mariana dell'Angelus di domenica e le udienze dei prossimi giorni sono confermati, salvo l’udienza generale di mercoledì 21 giugno, che è annullata  “per salvaguardare il recupero post operatorio del Santo Padre”. (Raffaele Iaria)

Desertificazione quasi globale: “sono 168 i Paesi senz’acqua”

16 Giugno 2023 -

Londra -  Di sete non soffre solo l’Africa. La mancanza di acqua è un problema per almeno 168 Paesi del mondo. Stima che negli anni a venire è destinata ad aumentare fino a diventare di portata globale. È questo lo scenario che fa da cornice alla Giornata Onu contro la desertificazione e la siccità che si celebra domani. Sono quasi trent’anni che le Nazioni Unite invitano la comunità internazionale a prendere consapevolezza dei rischi causati dal prosciugamento delle risorse idriche del pianeta. Era il 17 giugno del 1994 quando l’Assemblea generale Onu adottò la Convenzione sulla prevenzione della desertificazione. L’unico trattato legalmente vincolate in materia per le 197 parti che lo hanno sottoscritto. L’urgenza di sottrarre la terra all’aridità che compromette la qualità e l’abbondanza dei raccolti, oltre all’equilibrio degli ecosistemi, è oggi ancor più grave. Fiumi prosciugati, laghi bassi, campi spaccati dal sole interessano ormai tutte le aree geografiche. È stato stimato che la siccità, in aumento del 29% dal 2000, rende inutilizzabili ogni anno 12 milioni di ettari di terreni coltivabili. Non è necessario aspettare l’estate per rendersi conto di quanto grande sia la portata di questo dramma che, ovvio, incide soprattutto sulle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, spesso costrette a migrare per sopravvivere alle carestie. La mancanza di acqua penalizza in particolare le donne che vivono in queste zone. A loro è dedicata, non a caso, la giornata di domani. Sono le ragazze che si preoccupano di andare a cercare l’acqua e di portarla al villaggio. Le donne, ancora, non possiedono la terra ma rappresentano il 50% della forza lavoro impiegata nei campi agricoli. La verifica sull’avanzamento del deserto e degli sforzi compiuti per contrastarlo è oggetto, ogni due anni, di una conferenza delle parti (Cop). L’ultima, la 15esima, si è tenuta l’anno scorso in Costa d’Avorio. Secondo Alain-Richard Donwahi, che è il presidente di Cop15, la siccità è un effetto del cambiamento climatico che «troppo a lungo stato è stata relegata solo all’Africa». È chiaro che adesso non è più così. «Non c'è più tempo, dobbiamo agire», ha sollecitato, per evitare che abbia «un impatto significativo sulla sicurezza alimentare». Mondiale, non regionale. Cosa rischiamo? Le perdite agricole causate dalla mancanza di acqua potrebbero aumentare di cinque volte in 70 anni. Entro il 2050 le persone che potrebbero essere costrette a migrare sono 200 milioni. (Angela Napoletano - Avvenire)

Migrantes Andria: tre giorni di iniziative tra spettacoli, bici e degustazioni per la Giornata del Rifugiato

16 Giugno 2023 - Roma - In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2023, la Comunità Migrantesliberi, in collaborazione con il Comune di Andria (ente capofila del Progetto Sai), la Casa Accoglienza "S. Maria Goretti" e l'Ufficio Migrantes della diocesi di Andria, ha programmato diversi momenti di condivisione in chiave culturale, sociale e culinaria. Il primo dal titolo "Speranza e Solidarietà per un mondo più accogliente" si svolgerà venerdì 16 giugno 2023, alle 18.30, in piazza Murri, per una biciclettata aperta a tutta cittadinanza e alla Pubblica Amministrazione. Sosta presso la sede SAI di via Lagnone S. Croce, 279, per visitare il bene confiscato alla criminalità organizzata intitolato al magistrato Rosario Livatino (1952-1990), vittima della mafia. Martedì 20 giugno, alle 17, nella stessa sede, open day con degustazione di piatti tipici dal mondo e condivisione di alcuni racconti di vita. Infine, venerdì 23 giugno, alle 21, nella Casa Accoglienza "S.M. Goretti" della diocesi, va in scena lo spettacolo "ISMAEL, il viaggio dalla Siria". Monologo di teatro contemporaneo di Massimigliano Frateschi, ispirato alla storia vera di Adnan, un ragazzo scappato dalla Siria e tutt'ora rifugiato in qualche parte d'Europa. "Ismael è un ragazzo iperattivo, sempre sorridente nonostante il bagaglio emotivo del suo viaggio. Ha imparato la lingua italiana e le preghiere quando era bambino, insegnateli dalla madre, ormai scomparsa e che premeditava la fuga di suo figlio in un altro paese sin dalla nascita. Quando Ismael arriva all'ufficio Immigrazione, dopo aver attraversato due deserti, sei nazioni e aver perso le tracce del fratello maggiore, scomparso durante una loro permanenza in un carcere, si commuove e con sarcasmo e ironia ci racconta la sua storia".