Primo Piano

Francia: il “piano” della diocesi di Parigi per accogliere i rifugiati

Parigi - Un “piano” di azione a tre livelli per rispondere all’appello di Papa Francesco ad aprire le porte delle parrocchie ai rifugiati. Tutti sono coinvolti: parrocchie, diocesi e associazioni. A predisporlo è l’arcidiocesi di Parigi e a presentarlo è monsignor Renauld de Dinechin vescovo ausiliare di Parigi nonché responsabile della pastorale dei migranti. “Se è responsabilità dello Stato - scrive sul sito dell’arcidiocesi parigina il vescovo - organizzare alloggi di emergenza, c’è una cosa che lo Stato non ha la capacità di fare ed è quella di creare legami personali. Perché la comunità cristiana è esperta in relazioni umane”. Il piano chiama in causa le parrocchie: in ogni comunità, sarà predisposta una équipe che avrà il compito di capire come rispondere all’appello di Papa Francesco. L’équipe sarà composta da un tutor per accompagnare i rifugiati, da una persona che si occupa della sistemazione negli alloggi, da una persona che provvede al finanziamento del progetto. Ci sarà poi chi assicura il contatto costante con i servizi sociali e chi con la comunità parrocchiale. “Si tratta di una rete di amicizia attiva attorno alla famiglia rifugiata con il compito di accompagnarla nel suo percorso”. A livello diocesano, inoltre, è stata predisposta una “piattaforma” (http://www.paris.catholique.fr/-refugies-solidarite-.html) presso la cattedrale Notre Dame per coordinare le azioni delle parrocchie. Solo nell’ultima settimana si sono presentati 60 volontari per collaborare a questo coordinamento. Si tratta di un servizio di linea telefonica sempre aperta a disposizione di parrocchie, municipio e dell’“Oeuvre d’Orient”. Il piano prevede anche un livello di coinvolgimento delle associazioni, in particolare del “Secours catholique”. Le associazioni sono particolarmente attive per promuovere corsi di francese, servizio informazione amministrativa e giuridica; orientamento, perché spesso “i rifugiati che si trovano in strada non sanno a quale porta bussare”. Il cardinale arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois ha annunciato che tutti questi sforzi entreranno in un piano diocesano che sarà presentato il 12 ottobre. Accogliere i rifugiati - ha detto il cardinale - è una azione “seria ed esigente che richiede preparazione”.  (SIR)
 

Ragusa: due Centri polifunzionali per servizi a immigrati

Ragusa - “Questo territorio sta dimostrando di saper dare risposte concrete al disagio della popolazione straniera”. Sono le parole del sottosegretario all’Interno, con delega all’Immigrazione, Domenico Manzione, che si è recato a Ragusa e a Vittoria nella scorsa settimana per l’inaugurazione di due strutture a servizio di immigrati regolari e, di riflesso, anche dell’intera cittadinanza dei residenti. Le città di Ragusa e Vittoria si dotano contemporaneamente, infatti, di due Centri polifunzionali per servizi a immigrati regolari, in cui si svolgeranno attività promozionali, assistenziali, di orientamento e culturali. Le due strutture sono state finanziate nell’ambito del “Pon sicurezza per lo sviluppo obiettivo convergenza 2007-2013” predisposto dal Ministero dell'Interno e dimostrano, come indicato dai Sindaci delle due città, la capacità che ha il territorio ragusano di saper cogliere le occasioni di sviluppo, senza lasciarsi sfuggire risorse economiche importanti. L’organizzazione della struttura ragusana prevede il trasferimento nella nuova sede dei servizi amministrativi dello Sportello Unico Immigrazione e degli Uffici comunali (Servizi Sociali, Protezione Civile e Ufficio Casa). Altre aree della struttura sono state dedicate ai servizi sanitari con la presenza dell’Asp, della Croce Rossa italiana, di Medici senza Frontiere, Medu e Terre des hommes. È presente anche un’area per le Associazioni che si occuperanno di orientamento, accompagnamento e informazione rispetto ai servizi presenti sul territorio e che annovera, oltre alla presenza della diocesi di Ragusa, anche diverse cooperative, associazioni di legali e associazioni ONLUS del territorio. Non manca uno spazio dedicato alla formazione e mediazione interculturale, a cura dei Centri Territoriali Permanenti e dell’Università di Ragusa.
Il Comune di Vittoria ha analogamente trasferito nella nuova struttura gli Uffici dei Servizi Sociali. Accanto alla presenza istituzionale è prevista la creazione di laboratori, già dotati del necessario, in appoggio alle attività dei centri CAS e SPRAR del vittoriese e una sala per convegni. In risposta a una decina di contestatori, che reclamavano maggiore attenzione per le fasce disagiate italiane della popolazione, il sindaco di Vittoria ha ribadito che il Centro è aperto a tutti e disponibile per l’intera cittadinanza. A questo proposito è importante dire che entrambi gli edifici restituiscono all’intera collettività cittadina due spazi abbandonati al degrado. Il Ferrotel di Vittoria, ormai in preda all’incuria da anni, è stato “ricucito al tessuto urbano di Vittoria” come dichiarato anche dal sottosegretario Manzione. Particolarmente significativo anche quanto avvenuto a Ragusa. Lo spazio in cui sorge il nuovo Centro polifunzionale è stato, infatti, per diversi anni un Centro di Permanenza Temporanea in cui venivano ‘reclusi’ i migranti irregolari. Questa conversione è, quindi, anche la dimostrazione della conversione di un modo di pensare l’integrazione dei migranti su un territorio particolarmente interrogato dalla mobilità umana sui diversi versanti della prima e seconda accoglienza, del lavoro, della scuola e dell’interazione fra le diverse culture. (Vincenzo La Monica – Migrantes Ragusa)
 
 

Nuovo umanesimo: fragilità e cura, lavoro e società

Milano - Dopo Perugia (per il Centro Italia) e Napoli (per il Sud), sarà Milano a ospitare oggi la tappa “settentrionale” di avvicinamento al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale. Il terzo Laboratorio nazionale verso Firenze 2015 si svolgerà nell’aula Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
L’appuntamento metterà a fuoco due ambiti tematici: al mattino quello della fragilità e della cura, al pomeriggio quello del lavoro nei nodi della società attuale. Apriranno i lavori i saluti del Magnifico Rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, e dell’Assistente ecclesiastico generale, Mons. Claudio Giuliodori. L’introduzione sarà poi affidata a Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza e Vice Presidente del Comitato preparatorio del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale. Seguirà una tavola rotonda su “Nuovo umanesimo: fragilità e cura”, moderata da Francesco Botturi, prorettore e ordinario di Antropologia filosofica e di Filosofia morale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a cui prenderanno parte Gianpaolo Azzoni, ordinario di Filosofia del diritto (Università di Pavia), Donatella Cavanna, ordinario di Psicologia dinamica (Università di Genova), Adriano Pessina, ordinario di Filosofia morale (Università Cattolica del Sacro Cuore).
La riflessione del pomeriggio, che sarà dedicata al tema “Nuovo umanesimo: lavoro e società”, sarà introdotta da Mons. Paolo Martinelli, Vescovo ausiliare di Milano. Seguiranno alcuni “racconti” provocatori e due testimonianze provenienti dalle diocesi di Padova e Cuneo. Il laboratorio proseguirà con il dialogo fra Chiara Giaccardi (Università Cattolica del Sacro Cuore, membro della Giunta del Comitato preparatorio del Convegno di Firenze), Don Walter Magnoni della diocesi di Milano, e il filosofo dell’Università Cattolica Silvano Petrosino. A seguire la presentazione degli “Atti della 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani”, a cura di Mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e Presidente del Comitato Scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Concluderà la giornata Mons. Fabiano Longoni, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro.
 
 

Card. Bagnasco: di fronte alla “disperazione” dei migranti “non si può stare a guardare”

Firenze - Di fronte a persone che per fuggire alla “disperazione rischiano la vita, non si può né stare a guardare con fastidio – come l’Europa ha fatto per anni – né fare i sofisti”. A dirlo oggi è stato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo i lavori del Consiglio Permanente che si svolgeranno, fino al 2 ottobre, a Firenze...

Mustafa, Lai, Karim e gli altri lampedusani

Lampedusa - Da vent’anni Lampedusa è terra di approdo e di transito per migliaia di migranti che in Italia e in Europa cercano una vita migliore. Sull’isola, però, ci sono anche dei migranti che tornano periodicamente, ogni estate. Sono i venditori ambulanti che troviamo in spiaggia o dietro le bancarelle piazzate lungo la via principale del paese. Per i residenti e per gli habitué dell’isola questi commercianti stranieri sono ormai delle presenze familiari. Sorridenti, sempre garbati, gli ambulanti fanno la spola tra una spiaggia l’altra con il loro carico di oggetti, incuranti del sole cocente e dei modi non sempre cordiali che i villeggianti usano nei loro confronti.
Mustafa è africano, ma parla in dialetto come un siciliano di scoglio. In inverno lavora ad Agrigento, mentre in estate trasferisce sulle spiagge lampedusane la sua attività. “Amunì (andiamo)”, dice mentre si sposta da una spiaggia all’altra con l’andatura veloce della sua giovane età.  Anche Lai viene dall’altra sponda del Mediterraneo, ha i capelli brizzolati e un sorriso sempre stampato sulle labbra che sfodera anche se non compri nessuna delle sue chincaglierie. La più grande delle isole Pelagie è piazza abituale anche di un piccolo gruppo di asiatici.
I venditori che arrivano dal Pakistan si differenziano dagli altri per il genere di prodotti che trattano, prevalentemente rappresentati da stoffe e da capi di abbigliamento. Alcuni di loro si dividono tra le spiagge più affollate e la via Roma, dove prendono in affitto dei locali soltanto per i mesi estivi. Karim, ad esempio, frequenta l’isola ormai da tempo. In questi anni ha visto modificarsi l’economia lampedusana e con essa anche quella italiana. “Finora sono rimasto da maggio a settembre, ma non si vende più come prima. Dal prossimo anno, quindi, verrò soltanto per un mese – spiega -.  Preferisco dedicarmi alla bottega che gestisco nel mio paese”. Ogni estate, assieme ai tuffi e agli ombrelloni, torna anche il linciaggio nei confronti dei venditori ambulanti. Non manca mai qualche esponente politico che istighi la caccia ai “vu cumprà”, come vengono spregiativamente indicati i migranti. Si invocano controlli serrati, sanzioni esemplari, come se fossero loro la causa di tutti i mali dell’economia nostrana, la vera insidia per la sicurezza nazionale. Se riferisci di questa caccia alle streghe, Mustafa, Lai, Karim allargano le braccia sorridendo e poi riprendono il cammino, come se nulla fosse. Hanno ancora molta strada da fare per portare a casa la giornata. (Luca Insalaco)
 

Cremona: tre incontri sulle migrazioni

Cremona - Dopo l’apertura dell’anno pastorale con il convegno diocesano dello scorso 5 settembre in Cattedrale con il card. Angelo Scola, sempre sulla scia del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, il cammino della diocesi di Cremona prosegue, come anticipato dal Vescovo nelle linee pastorali, con un percorso di formazione per le comunità cristiane, articolato per tutto il mese di ottobre. Si tratta di una serie di incontri che intendono contribuire alla conoscenza del fenomeno della migrazione, così come si presenta oggi, nell’obiettivo di costruire una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione. Il percorso formativo si colloca in preparazione alla consueta “Settimana della Carità”, promossa in occasione della festa patronale di sant’Omobono, il padre dei poveri. La serie di incontri, organizzati a livello interzonale, si concentreranno sul tema “Educare all’altro. Nuove relazioni pastorali tra uguaglianza e differenza”. Saranno tre, in particolare, i focus scelti per la riflessione. Anzitutto si guarderà a “Il fenomeno migratorio nel mondo e in Italia: prospettive”. Tre le serate in agenda. Venerdì 2 ottobre in contemporanea a Cremona e a Caravaggio. Al Centro pastorale diocesano interverrà Meri Salati, responsabile del Settore immigrazione della Caritas ambrosiana; mentre al Centro di spiritualità del Santuario sarà presente mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. Il terzo appuntamento sarà venerdì 9 ottobre a Casalmaggiore, presso la parrocchia S. Stefano: interverrà Alessio Antonioli, operatore di Caritas cremonese e membro della Commissione immigrazione di Caritas Italiana. Tutte le serate avranno inizio alle 20.45. Il secondo versante focalizzerà l’attenzione “Verso una società inclusiva e una Chiesa fraterna.  Prospettive pastorali di integrazione e di evangelizzazione. Presentazione di esperienze in atto in diocesi e altrove”. Anche in questo caso appuntamento in contemporanea a Cremona e Caravaggio, venerdì 23 ottobre: nella Bergamasca interverrà Stefano Savoldi, responsabile Immigrazione della Caritas di Brescia; a Cremona relatore sarà Roberto Bernasconi , della Caritas di Como e membro della Commissione Immigrazione Lombarda. Venerdì 30 ottobre (sempre alle 20.45) presso la parrocchia di S. Stefano, a Casalmaggiore, sarà ospite Claudio Dagreti, vicedirettore della Caritas di Crema. Sempre il 30 ottobre è in calendario un ulteriore incontro, che chiude la rassegna riflettendo su “Il diritto internazionale, europeo e nazionale”. L’appuntamento è nel pomeriggio, alle 17.30, presso la sala Zanoni di via Vecchio Passeggio, a Cremona. L’evento è promosso in collaborazione con le Acli di Cremona.
Il percorso intende essere un’occasione di formazione, ma soprattutto di informazione sui fenomeni migratori, sfatando tanti falsi miti e analizzando le reali ricadute a livello locale. È rivolto in primo luogo agli operatori Caritas e S. Vincenzo e ai gruppi missionari e di volontariato.
 
 

Papa Francesco a bambini UNITALSI: “pregate per i piccoli migranti che tentano viaggi speranza”

Città del Vaticano – “Caro Damiano, cari bambini in missione di pace a Lourdes, ho saputo che la vostra missione di pace, quest'anno vi porta al Santuario di Lourdes, ai piedi della Madonna, per chiedere la sua protezione. Sono contento di questo vostro viaggio, favorito dall'UNITALSI, e voglio dirvi che vi accompagno con la preghiera: sentitemi accanto spiritualmente a ciascuno di voi, in particolare a voi piccoli ammalati. Dite con fiducia alla Madonna e al suo figlio Gesù le vostre attese, le vostre speranze, le vostre gioie le vostre sofferenze e confidate nell'aiuto del Signore e nel sostegno di Maria”. E' quanto scrive Papa Francesco in un messaggio inviato a Damiano un bambino di 8 anni di Roma che gli aveva scritto invitandolo a Lourdes per diventare con i bambini dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) ambasciatore di pace. Il bambino aveva chiesto a Francesco un videomessaggio. Il Papa gli ha risposto con una lettera personale che verrà letta oggi, 30 settembre, a Lourdes a margine della grande processione eucaristica al santuario francese in occasione del X Pellegrinaggio dei Bambini in Missione di Pace che si tiene nell'ambito del Pellegrinaggio Nazionale dell'associazione. “La vostra sia una missione di preghiera e di testimonianza: fate vedere agli adulti – scrive il pontefice - che i bambini sono capaci di pregare, di volere bene a Gesù, l'amico che non tradisce mai, di aiutarsi reciprocamente, di sperare in un futuro migliore. E in questo momento in cui vediamo tanti piccoli che tentano i viaggi della speranza il Papa vi chiede di pregare per loro la Madonna di Lourdes”. (Raffaele Iaria)
 
 

Mons. Moraglia: il cristiano deve essere “costruttore di ponti”

Mestre - “La sfida che, oggi, sta innanzi a ciascuno di noi consiste nel saper dialogare con tutti coloro con cui entriamo in rapporto e camminare insieme a loro per aprirci alla totalità del reale, così come il reale si pone: senza rifiuti pregiudiziali, ma anche senza sincretismi e relativismi. Sono questi atteggiamenti che, di fatto, non sono rispettosi né delle persone né delle comunità”. Lo ha detto ieri sera il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, durante l’omelia per la festa di San Michele, patrono della diocesi. Per il presule “stare in modo cristiano” oggi significa “aprirci alle altre culture senza smarrire la nostra, accogliere chi bussa alla nostra porta senza rinnegare se stessi, la propria storia, la propria cultura e quella del proprio territorio. Evitare i conflitti presuppone saper ‘comprendere’ le differenze, affinché diventino arricchimento”. Il cristiano, ha spiegato mons. Moraglia, deve essere “costruttore di ponti” e “promuovere relazioni interculturali profonde tra persone e gruppi” ed essere capace d’accoglienza nel “rispetto della legalità. In tal modo – ha detto - si rende la società civile il luogo privilegiato in cui la polis - la città - esercita l’importante e quotidiano dialogo interculturale, appunto senza chiusure, sincretismi o relativismi”. “Ciò di cui il mondo ha necessità per poter fronteggiare gli attuali grandi sconvolgimenti geopolitici - prima delle conoscenze scientifiche e delle competenze tecniche - è il dono della santità, che nasce da una fede coraggiosa e amica dell’uomo - ha poi aggiunto -. Il fenomeno migratorio è solo la punta dell’iceberg di questi sconvolgimenti epocali che, in alcun modo, possono esser abbracciati e governati con la sola forza del pensiero; si tratta, infatti, di avvenimenti che ci schiacciano e ci superano da ogni parte. Eppure, nonostante ciò, il cristiano - e con lui ogni uomo di buona volontà - è chiamato a farsene carico”. Descrizione: http://piwik1.glauco.it/piwik.php?idsite=9(R.I.)
 

Inps: 3 miliardi versati dagli immigrati e non riscossi.

Roma - Era già noto alle statistiche dell’economia come la popolazione immigrata in Italia contribuisca al bilancio dello Stato attraverso le tasse più di quanto riceva in termini di servizi. Un quadro al quale ieri l’Inps ha aggiunto un ulteriore elemento di riflessione.
Molti immigrati infatti hanno versato contributi previdenziali nella loro carriera lavorativa ma poi sono tornati nei loro Paesi o sono emigrati altrove senza ricevere nessuna pensione. Si tratta di “un regalo consistente” all’Italia, ha affermato il presidente dell’istituto Tito Boeri, presentando un rapporto su queste tema.
Le persone con cittadinanza non italiana che hanno oggi almeno 66 anni (l’età della pensione), con contribuzione Inps ma che non hanno ricevuto prestazioni previdenziali né rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448, pari al 21%); i contributi versati valgono oggi ben 3 miliardi di euro e “il fenomeno è in crescita”. Se questo fenomeno si verificasse nelle stesse proporzioni anche per gli stranieri che oggi lavorano si potrebbero aggiungere altri 12 miliardi di contributi dei quali i titolari non usufruiranno.
Attualmente gli immigrati versano 7-8 miliardi di contributi annui. Se anche solo il 5% di questa cifra non dà luogo a prestazioni, si ha un flusso di 375 milioni che restano nella previdenza italiana. “Gli immigrati ci danno risorse importanti” e le risorse drenate “potrebbero essere utilizzate per investire su politiche dell’integrazione”, suggerisce Boeri. (N.P.)
 

Italiani nel mondo: il 6 ottobre la presentazione del Rapporto Migrantes

Roma – Sarà presentato il prossimo 6 ottobre a Roma (Auditorium “V. Bachelet” The Church Palace - Domus Mariae – Via Aurelia 481), la decima edizione del Rapporto “Italiani nel Mondo 2015”, promosso dalla Fondazione Migrantes.
A questa edizione hanno collaborato 53 autori, dall’Italia e dall’estero. “Se la storia è davvero maestra di vita – si legge in apertura del volume – il vero fine dell’andare avanti nella riflessione sulle migrazioni è riuscire a far sì che ci sia un giorno in cui la decisione di partire per ogni migrante derivi da una scelta e non da un obbligo”.
Alla presentazione interverranno Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, il Direttore di Tv2000 Paolo Ruffini, la curatrice del Rapporto Delfina Licata, il docente di Demografia e Direttore L.S.A dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Alessandro Rosina, che parlerà del tema “Italiani nel mondo: demografia di un Paese in movimento”; il Direttore di AlmaLaurea Marina Timoteo che si soffermerà su “La mobilità dei giovani italiani per studio e formazione”, la docente di Geografia delle Migrazioni dell’Università “La Sapienza” di Roma Flavia Cristaldi che si soffermerà su “l’emigrazione dei mestieri tra tradizione e modernità e il  presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato Claudio Micheloni. L’incontro, moderato dal Direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, sarà concluso da Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
 
 

MCI Berlino: arriva don Mietek

Berlino – Dopo la scomparsa di don Chiudinelli la guida della Comunità italiana della Capitale Tedesca sarà affidata a don Mietek. “Assieme – dice il delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, padre Tobia Bassanelli -  siamo stati martedì 15 settembre ad un incontro con il responsabile della Kategoriale Seelsorge diocesana Hermann Fränkert-Fechter, presenti il responsabile del personale mons. Günther e l’Ausländerreferent p. Respondek”. L’avvio dell’impegno pastorale di don Mietek nella Missione di Berlino dovrebbe essere agli inizi di novembre. Per la Missione di Norimberga è previsto l’arrivo del parroco di Marina di Ravenna, don Stanislao Edward Maciak.
 

Comunicazione e misericordia: la profondità di un binomio

Roma - La profondità del binomio affidatoci per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali riluce nel viaggio del Papa appena concluso. Pellegrino di giustizia e di pace, Francesco si è fatto segno e strumento di misericordia e di speranza fra i piccoli, i poveri e gli esclusi, dei quali ha portato la voce ai grandi della Terra. Ha parlato con libertà e franchezza evangelica; si è lasciato incontrare per la dolcezza di un'umiltà resa autentica dallo spessore dei contenuti. Ripercorrere quanto ci ha donato nei giorni scorsi è la prima modalità con cui nutrire il cammino verso la Giornata che celebreremo domenica 8 maggio. (Ivan Maffeis)
 

Germania: in corso le settimane interculturali

Francoforte - Sono in corso in tutta la Germania le settimane interculturali, una tradizione che in settembre e inizi di ottobre segna la società civile tedesca da 40 anni. L’inaugurazione ufficiale da parte delle chiese è stata domenica 27 settembre 2015, con una celebrazione ecumenica nel Duomo di Mainz ed un ricevimento alla Staatkanzlei della Renania Palatinato, presenti il Presidente della Repubblica Joachim Gauk ed il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, il card. Reinhardt Marx.
 

Comunicazioni Sociali: “Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo” il tema della Giornata Mondiale

Città del Vaticano - “Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo”: questo il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali scelto da Papa Francesco e reso noto oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. La scelta del tema – spiega una nota del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali - di quest’anno è stata, “chiaramente, determinata dalla Celebrazione del Giubileo Straordinario della Misericordia e, senza dubbio, il Santo Padre ha voluto che la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali offrisse una occasione propizia per riflettere sulle sinergie profonde tra comunicazione e misericordia”. Nella Bolla di Indizione dell’Anno Giubilare, al numero 12, il Papa afferma che “La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona” e, allo stesso numero, il Papa aggiunge: “Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre”. Sembra “opportuno ricordare, a questo proposito, che ci situiamo nel contesto di una comunicazione che è momento costitutivo di una promozione della cultura dell’incontro”.
Il Papa in questa occasione fa riferimento al linguaggio e ai gesti della Chiesa, ma nella prospettiva indicata ogni uomo e donna di oggi, nella propria comunicazione, nell’andare all’incontro dell’altro o dell’altra, devono essere animati da una profonda dimensione di accoglienza, di disponibilità, di perdono. Il Tema evidenzia che una buona comunicazione “può aprire – spiega il Dicastero vaticano - uno spazio per il dialogo, per la comprensione reciproca e la riconciliazione, permettendo che in tal modo fioriscano incontri umani fecondi. In un momento in cui la nostra attenzione è spesso rivolta alla natura polarizzata e giudicante di molti commenti sui social network, il tema vuole concentrarsi sul potere delle parole e dei gesti per superare le incomprensioni, per guarire le memorie, per costruire la pace e l’armonia”. Ancora una volta, Papa Francesco, aiuta a “riscoprire che al cuore della comunicazione vi è soprattutto una profonda dimensione umana. Comunicazione che non è solo un’attuale o aggiornata tecnologia, ma una profonda relazione interpersonale”.
La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”, 1963), viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2016, l’8 maggio). Il Messaggio del Papa viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio).
 

Mons. Tomasi: in Europa nessuna invasione

Padova - “Oggi il mondo deve fare i conti con quasi 60 milioni di profughi e rifugiati”, numero impressionante, “che però tocca solo in minima parte l’Europa”; “non si può parlare di una reale situazione di crisi né tantomeno di un’invasione”. Lo ha detto, in un’intervista al settimanale diocesano “La Difesa del Popolo” di Padova e ripresa dal Sir -  mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’ONU. Anziché lamentarsi, afferma, i nostri Stati “dovrebbero ricordare le responsabilità gravissime che l’Occidente si è assunto scatenando o alimentando guerre che hanno destabilizzato” Libia e Siria, per non parlare dell’estrema povertà che grava su Eritrea o Sudan. Per quanto riguarda le tensioni sociali legate ai flussi migratori, mons. Tomasi avverte: “Qui entra in gioco la capacità della politica di gestire i grandi fenomeni. La storia ci insegna che le migrazioni, se ben gestite, si dimostrano nel medio-lungo periodo una ricchezza per tutti: per chi arriva, per i paesi di origine ma anche per quelli di destinazione. La Germania ha ben presente che il suo mercato del lavoro avrà nei prossimi anni assoluta necessità di forze giovani, e tutta l’Europa dovrebbe interrogarsi sulle possibili conseguenze della crisi demografica in atto invece di gridare all’invasione”. Sono le convenzioni sottoscritte a obbligare gli Stati ad “accogliere chiunque è in pericolo di vita a prescindere dalla sua religione”. “Accogliere – ha aggiunto mons. Tomasi - quanti magari non possono essere definiti rifugiati in termini tecnici, ma vivono comunque in situazioni disperate per eventi climatici estremi o per la povertà” è un obbligo anche “morale”. È giusto “porsi il problema di una distribuzione equa, così come deve essere chiaro a chi arriva che alcuni valori fondamentali per la cultura europea devono essere accettati”: democrazia, rispetto della donna, eguaglianza, tutela della libertà di pensiero e di religione. “Solo su queste basi è possibile immaginare una vera convivenza”. Fondamentale il ruolo delle comunità cristiane per “riaccendere quel sentimento di umanità che ha sempre caratterizzato l’Italia”. Nel contatto umano “i pregiudizi scompaiono. Quando si incontrano le famiglie, i loro figli, si toccano con mano i loro problemi... qualcosa scatta nel profondo del cuore. E questo è anche il senso dell’appello del Papa all’accoglienza: dare ospitalità a una famiglia è il segno concreto, efficace, immediato di una società che non vuole morire prigioniera delle sue paure ma è pronta a costruire un futuro migliore”. Tenendo però sempre a mente che “dobbiamo saperli accogliere, pensando anche al dopo, a un possibile ritorno”. “Il primo diritto di ogni persona - conclude - rimane sempre quello di vivere nel proprio paese”.
 

Bari: confronto con i sindaci dell’area metropolitana

Bari - Aumentare, attraverso un percorso condiviso, un modello di accoglienza “diffusa” per una migliore ridistribuzione dei richiedenti asilo sul territorio dell’area metropolitana di Bari. E’ stata questa la finalità dell’incontro che si è tenuto alla Prefettura di Bari, presieduto dal Prefetto Carmela Pagano, con i sindaci. La riunione è stata convocata dopo il recente incontro con i prefetti della regione, nello scorso 22 settembre, e a seguito delle intese raggiunte nel tavolo di coordinamento regionale per l’immigrazione, secondo il modello di governance territoriale delineato dal Governo.
I sindaci hanno pienamente condiviso il nuovo modello di accoglienza proposto, realizzabile in conformità delle linee guida del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).
Il rappresentante dell’ANCI regionale si è impegnato a tenere incontri di coordinamento dei comuni per sviluppare sia soluzioni immediatamente spendibili per il collocamento dei richiedenti asilo sia per soddisfare esigenze di medio-lungo periodo, da sottoporre alla prefettura. La fase realizzativa potrà, quindi, essere assicurata attraverso protocolli inter istituzionali.
 

Nuovi sbarchi: da USA e Germania ulteriori risorse per accogliere

Roma - Circa 5.800 migranti sono sbarcati al Pireo, provenienti dalle isole greche nel Mar Egeo. Il traghetto “Ariadna” è arrivato nel porto di Atene con 1.300 persone a bordo, seguito dall’ “Eleftheros Venizelos” con altri 2.500 migranti. Le due navi erano partite dal Mitilene, sull’isola di Lesbos. Oggi è atteso anche un terzo traghetto, il “Terra Jet”, con circa 2.000 persone a bordo.
Numeri costanti che non accennano a diminuire. Dall’inizio della crisi dei rifugiati, più di quattro mesi fa, circa 200 mila persone hanno attraversato la Serbia al fine di raggiungere l’Europa occidentale. Lo ha affermato il direttore del centro di asilo serbo, Rados Djurovic, alla televisione di stato, aggiungendo che attualmente arrivano circa 1.000 migranti al giorno provenienti dalla Grecia e dalla Macedonia, che poi proseguono il loro viaggio attraverso la Croazia e l’Ungheria verso l’Austria. E dopo che Budapest ha chiuso le frontiere, con una recinzione lunga 175 chilometri, ha informato il Ministero degli Interni di Zagabria, circa 77 mila rifugiati hanno continuato il viaggio verso la Germania e altri paesi passando per la Croazia. Solo domenica sono stati circa 5 mila. Anche gli Stati Uniti, il giorno dopo l’arrivederci di Papa Francesco, hanno annunciato di voler incrementare gli sforzi in favore dei profughi siriani. Gli Usa aumentano il numero di persone che potranno essere accolte nei prossimi due anni, indicando la cifra di 100 mila persone. Lo ha annunciato il Presidente Barack Obama in un tweet, sottolineando che “abbiamo offerto più di 5,4 miliardi di dollari in aiuti umanitari per aiutare a centrare i bisogni di coloro che sono stati colpiti dal conflitto in Siria”. Dal canto suo il governo della Germania intende accantonare 5 miliardi di euro provenienti da entrate extra del 2015, per contribuire a coprire i costi di gestione della crisi dei migranti nel 2016 senza incidere sul bilancio previsto per l’anno prossimo. È quanto riporta una bozza di bilancio supplementare di cui l’agenzia Reuters ha ottenuto una copia, in cui il governo afferma di volere inserire in un fondo speciale le entrate provenienti dalle tasse e dalle aste sulle frequenze di telefonia mobile. (N.S)
 

Reggio Calabria: Mons. Morosini celebra al circo Lidia Togni

Reggio Calabria - “Devo dirvi che è per me emozionante questo momento, perché è la prima volta che celebro in un circo, sotto questo immenso tendone dove fra qualche ora si esibiranno acrobati, funamboli, clown, giocolieri, addestratori di animali domestici e feroci come i leoni bianchi di cui si sente già il ruggito”. Con parole come queste ha esordito l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Morosini, giunto puntualmente alle ore 12.00 di ieri, al Tempietto sul lungomare di Reggio Calabria, dove da giorni si è installato al completo il “Villaggio Lidia Togni”.  Veramente già prima di mezzogiorno c’era un gran fermento di gente, specialmente di bambini, al circo perché qualche tempo prima di mezzogiorno lo “zoo” poteva essere visitato gratuitamente dal pubblico. E’ stata questa una buona occasione perché alla celebrazione eucaristica, assieme agli artisti e gestori del circo, fosse presente anche un notevole numero di Reggini.
La messa ha registrato un bella partecipazione attiva dei presenti, non esclusi i circensi, cui è stata assegnata la proclamazione di una lettura, la preghiera dei fedeli e la presentazione dei doni da parte dei due fratellini, Vinicio Junior e Giorgia, il cui papà, organizzatore dell’evento, si chiama pure Vinicio, figlio di Lidia Togni.
Merita un accenno l’omelia dell’arcivescovo che, agganciandosi al saluto iniziale e prendendo spunto dalle letture bibliche del giorno, ha sviluppato a braccio tre pensieri, rivolti direttamente ai gestori e operatori del circo, ma bene appropriati per ogni credente.
Primo: Questa immensa tenda, teatro della fatica quotidiana dei circensi, ci richiama la provvisorietà; i circensi sono in mobilità perpetua, come gli israeliti nel deserto dei quali ci parla la prima lettura; gli uni e gli altri, gli israeliti del deserto e i circensi delle carovane, non conoscono una sede stabile, il loro lavoro e la loro dimora si montano e smontano in continuità, sono un richiamo forte  al ripetuto monito biblico che non abbiamo in questa terra una cittadinanza permanente, siamo tutti “stranieri e pellegrini…alla ricerca di una patria migliore, quella celeste” (Eb 11, 13-16).
Secondo: Il circo è costituito da una molteplicità di attori, non sono come un violinista che si può esibire da solo; un circo con un solo artista non attira, la città non si muove solo per lui. Nel circo c’è un gioco di squadra perfettamente organizzato e concatenato, si lavora gli uni con gli altri e tutti insieme per gli altri, lanciando un unico messaggio. Il messaggio, da parte loro, giunge anche a noi, perché anche noi isolatamente non concluderemo mai niente, non faremo alcun servizio ai fratelli, procederemo per vie diverse da quelle indicate, con la sua parola e il suo esempio, dal Maestro, che si è fatto presente in mezzo a noi come colui che serve.
Terzo: Lo spettacolo non lo si improvvisa, non lo si inventa sul momento: è frutto di un lavorio lungo e faticoso; e non fatto una volta per sempre, perché c’è bisogno di un continuo allenamento e aggiornamento. Essi, i circensi, ci insegnano che la vita per tutti è impegno, fatica, disciplina, rinuncia e dominio di se stessi; e in tutto questo il credente guarda al crocifisso, che troneggia anche su questo altare. Auguri dunque ai circensi, conclude mons. Morosini, e diciamo anche grazie perché ci offrono non solo distensione e divertimento, ma una lezione di vita.
Con Mons. Morosini concelebrava il Direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, Padre Bruno Mioli e il diacono Mario Casile, addetto in diocesi alla pastorale dei circensi e fieranti nell’ambito della Migrantes. Ormai al circo egli è di casa, conosce tanti circensi personalmente e le loro famiglie, con occhio attento soprattutto ai loro figli; egli approfitterà di questi giorni per avviare o riprendere il percorso di catechesi per portarli a quella maturità di fede che consenta loro di iniziare o completare anche l’iniziazione cristiana; se non qui a Reggio, in altra piazza dove prossimamente sosteranno e troveranno altro operatore pastorale che, su indicazione scritta del percorso già svolto, lo porteranno avanti fino a quando i ragazzi saranno preparati anche per la ricezione dei sacramenti.
Al termine della celebrazione un breve ringraziamento ufficiale da parte di Vinicio Togni e risposta altrettanto breve del Vescovo, che ha concluso: “In bocca al lupo”. Sennonché, coincidenza curiosa, questo scambio di parole e di auguri è stato accompagnato dal ruggito profondo, cavernoso di un leone che era già stato portato nell’area del tendone, destando in tutti un certo brivido e qualche commento esilarante:  meglio cadere nella bocca del lupo che dentro le fauci del leone; un clima divertito che si è protratto fino all’ultimo scatto delle foto di gruppo. E’ la prima volta per il nostro vescovo questa sua presenza nel circo; si terrà care queste foto, anche quelle che lo ritraggono  fra due “pagliacci”, tutti abbigliati a modo loro. (B.Mioli)
 
 

GMM: giovedì la presentazione del messaggio di Papa Francesco

Città del Vaticano – “Migranti e Rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”. Questo il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo. Il testo del messaggio del Pontefice sarà presentato giovedì 1° ottobre nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede nel corso di una conferenza stampa alla quale interverranno il Card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e Mons. Joseph Kalathiparambil, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
 

Migrantes: riparte la rubrica “IsolamenteAccogliente”

Roma – E’ ripartita, sul sito deIla Fondazione Migrantes – www.migrantes.it – la rubrica “IsolamenteAccogliente”. Si tratta di una finestra aperta per raccontare la realtà di una regione, la Sicilia, che a motivo della sua posizione geografica, è chiamata a svolgere un ruolo unico per quanto riguarda l’accoglienza dei flussi migratori che partono dalla sponda sud del Mediterraneo. Il progetto, strutturato e coordinato dall’Ufficio Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, vuole consegnare una diversa chiave di lettura, dando voce a quanti nei diversi contesti dell’Isola sono interpellati, ciascuno per la propria parte, da questo fenomeno.