Primo Piano

Migrantes Savona: proseguono i corsi di alfabetizzazione

Savona - Sono attive le lezioni alla scuola di alfabetizzazione della Migrantes alla Casa della mondialità di via Luigi Corsi. Sono circa 40 le persone interessate a frequentare i corsi, a questi però vanno aggiunti altri circa 40 ragazzi (provenienti principalmente dall’Africa) che sono ospitati nel Seminario Vescovile di Savona. “I livelli si differenziano molto fra di loro: abbiamo persone completamente analfabete e altre che invece devono solamente perfezionare l’italiano – spiegano i responsabili – fra questi due estremi ci sono tutte gli altri allievi con i loro diversi gradi di conoscenza della nostra lingua”. Per questo primo modulo, che si concluderà il 18 dicembre, sono previste un minimo di 42 ore di lezione per classe. I volontari sono 25 e grazie al loro servizio saranno create una dozzina di classi. Ogni studente iscritto avrà la possibilità di frequentare 4 ore settimanali di lezioni. Le iscrizioni rimarranno aperte fino a tutto novembre. La segreteria è aperta tutti i lunedì e i mercoledì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15 alle 17.
 

Lampedusa: oggi l’incontro “L’Europa comincia a Lampedusa”

Lampedusa – Questa mattina, nella Casa della Fraternità di Lampedusa, si terrà l'incontro-dibattito "L'Europa comincia a Lampedusa" con le terze classi del Liceo Scientifico "E. Majorana" a cui interverranno mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes ed il Sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Gli studenti, nel corso dell'incontro, presenteranno le loro riflessioni rispondendo alle domande “chi vive a Lampedusa da cosa può capire che l'Europa inizia qui?” e “cosa potrebbe voler dire la frase scritta su un lenzuolo esposto il 3 ottobre 2014 al Porto nuovo ‘noi non siamo europei?’". Sempre oggi, nel pomeriggio, alla Casa della Fraternità dalle ore 17, Germano Garatto animerà il laboratorio interculturale “Uno spazio per il rispetto” che rientra nel progetto “Il viaggio della vita” promosso dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con il liceo scientifico e la parrocchia di Lampedusa.  Il viaggio della vita, o forse più semplicemente il viaggio delle vite. Tante quelle che sono passate da Lampedusa. Tante le vite che Lampedusa sono riuscite a scrutarla solo da lontano prima di spegnersi definitivamente sul fondo del Mediterraneo. Tante ancora le vite per cui Lampedusa, ultimo lembo di un’Europa distratta, è scoglio di speranza.
Di queste “vite di passaggio”, i lampedusani sono stati testimoni ed in qualche caso salvatori. È proprio dalla necessità di fermarsi a riflettere su quanto avvenuto, in particolare dal 2011 ad oggi, e a ragionare su cosa e in come il fenomeno migratorio abbia condizionato l’isola, che nasce il progetto formativo voluto dalla Fondazione Migrantes in terra lampedusana. Un percorso di consapevolezza e ricerca di senso, realizzato grazie alle attività svolte in loco da Germano Garatto, collaboratore dell’organismo pastorale, che attraverso il lavoro di confronto ed incontro con le diverse realtà del territorio, cerca di cogliere quale sia stata, e quale sia ancora adesso, la percezione dei lampedusani rispetto a quanto accaduto: disorientamento, perplessità, rifiuto, banalizzazione, assuefazione. Un mix di sensazioni rispetto a cui è necessario però capire che direzione prendere, quale cammino ipotizzare cominciando dalle singole esistenze, comprendendo in che misura il viaggio dei migranti rischiara e dà senso al viaggio di ciascuno di noi. “Un percorso - spiegano i promotori - seppur non facile, di consapevolezza e ricerca di senso, che abbiamo deciso di sperimentare proprio a partire dagli studenti e dai giovani adulti ma anche dagli alunni dell’Istituto onnicomprensivo Luigi Pirandello. È in tale realtà che ormai per il terzo anno consecutivo muove i suoi passi questo progetto formativo”.
 

Lampedusa: il Direttore della Migrantes ricorda le vittime del mare e visita il cimitero dell’Isola

Lampedusa - Nella giornata in cui la Chiesa commemora tutti i fedeli Defunti, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego, ha voluto essere a Lampedusa per la celebrazione della S. Messa al cimitero dell'Isola. “Nel ricordo di tutti i defunti - ha detto nell'omelia - non possiamo dimenticare che tra le tombe delle persone a voi care qui sepolte ci sono quelle di alcune giovane persone senza nome morte tragicamente a poche miglia dalla costa dell'isola, in un viaggio senza speranza. Anche loro, senza nome, ma nostri fratelli e sorelle, vogliamo affidare alla misericordia di Dio, unitamente agli altri oltre 5.000 che sono morti tra lo scorso anno e quest'anno nello specchio di mare che ogni giorno voi vedete”. Al termine della celebrazione, accompagnato dal parroco di Lampedusa don Mimmo Zambito e dal canto del coro della Migrantes di Lampedusa e Messina, mons. Perego ha sostato sulle tombe dei migranti sepolti nel cimitero antico e nuovo dell'isola.  “Un pellegrinaggio per ricordare le nostre responsabilità- ha concluso Mons. Perego - di fronte a tanti fratelli e sorelle in fuga che hanno trovato il riposo e la pace eterna nell'isola, ma anche dei tanti fratelli che sono ancora in cammino”. (Raffaele Iaria)
 

Card. Montenegro: un pensiero per i fratelli immigrati morti

Agrigento - “Dopo aver celebrato ieri la solennità di tutti i Santi, oggi la Chiesa ci invita a ricordare e a pregare per i nostri fratelli defunti. Per quanti abbiamo conosciuto e ci sono cari, ai quali va il nostro affetto e la nostra gratitudine, e per quanti non abbiamo conosciuto e che nessuno ricorda, penso in questo momento ai molti fratelli immigrati sepolti nei cimiteri della nostra provincia e in Agrigento o a quanti sono coperti dalla sabbia del deserto o sono in fondo al mare, dei quali conosciamo solo la tragedia che li ha colpiti”. Lo ha detto il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, durante la Messa celebrata oggi per la commemorazione dei defunti, nel cimitero “Bonamorone”. Il Vangelo – ha detto il porporato - ci dice che “dobbiamo amare Cristo nel povero, nel carcerato, nell’affamato, nell’immigrato: costoro sono la porta che ci apre al Paradiso. Dio non ci chiede cose grandi, ma quelle piccole, quelle che possono sembrare insignificanti ma che invece, per Lui, hanno un grande valore”. (R.I.)
 

Vescovi Francia: incontro a Lourdes sul tema rifugiati e sull’accoglienza

Lourdes - Accogliere i migranti con uno “spirito d’amore”, quale segno di “giustizia” e di “pace”. E’ l’invito rivolto ai cattolici dal Consiglio nazionale della solidarietà, organismo della Conferenza episcopale francese. Nell’appello il Consiglio nazionale della solidarietà invita ogni diocesi a promuovere un “coordinamento concordato” delle iniziative “per mettere al servizio di ogni famiglia di esuli, accolti o già presenti sul territorio, una rete di competenze” per evitare il “sovrapporsi” o una “concorrenza” dei servizi. Da parte dell’organismo anche l’invito rivolto sempre alle comunità cattoliche, a “proseguire e sviluppare il loro impegno al servizio di tutti gli altri migranti e delle persone in situazione di precarietà”. Da domani all’8 novembre a Lourdes  il tema dei rifugiati sarà anche la centro dell’assemblea dei vescovi francesi.
 

Germania: commemorazione dei defunti e dei caduti italiani tumulati nel Cimitero di Amburgo

Amburgo - Domenica 8 novembre si terrà la commemorazione dei defunti e dei caduti italiani tumulati nel Cimitero di Öjendorf - Amburgo. Ne dà notizia il Consolato generale di Hannover indicando anche il programma che inizierà alle ore 11.00 con l’accoglienza degli invitati, la lettura dei messaggi da parte del Capo dello Stato Mattarella, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione e della Difesa. Seguirà la posa delle corone ed alle ore 12.00 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal responsabile della Missione Cattolica Italiana di Amburgo, don Pierluigi Vignola, presso l’altare dei caduti.
 
 

Padova: i migranti fanno i volontari per “restituire l’accoglienza”

Padova – “Costruire nuovi percorsi di conoscenza del contesto sociale in cui i migranti vengono accolti anche attraverso attività di carattere civile e servizi resi in qualità di volontari a favore della collettività”. È quanto si propone la convenzione firmata dal prefetto di Padova, Patrizia Impresa, e dai sindaci dei comuni di Villa Estense e Noventa Padovana, Paolo Oppio e Luigi Bisato, in accordo con i rappresentanti di Tangram e Sahra, le due cooperative che gestiscono l’accoglienza dei profughi nei due territori come scrive il sito del settimanale diocesano “La Difesa del Popolo” (www.difesadelpopolo.it. “Con questa convenzione – spiega il prefetto – i migranti che si trovano collocati presso questi due comuni e sono in attesa della definizione della procedura per il riconoscimento del diritto di asilo, potranno prestare in forma libera e gratuita, attività di volontariato, con finalità sociali, civili e culturali, sulla base di specifici progetti condivisi con le amministrazioni locali”. Già nei mesi scorsi riferisce il giornale - convenzioni di questo genere sono state firmate anche da altre amministrazioni.
 

Save the Children: in due mesi più di 80 bambini migranti annegati

Roma - A due mesi dalla tragica morte del piccolo Aylan Kurdi, oltre 80 bambini sono annegati cercando di raggiungere la Grecia inclusi i bambini che si ritiene abbiano perso la vita nei naufragi di oggi. Un numero destinato a crescere – avverte Save the Children - dato che sempre più rifugiati e migranti affrontano questo viaggio così pericoloso anche durante i mesi invernali.
“Il clima rigido rende l’attraversamento del Mediterraneo più rischioso e i bambini molte volte sono bagnati fradici e congelati quando vengono portati a riva e, siccome spesso non c’è riparo nei campi di transito, corrono seri rischi di ipotermia”, spiega una nota dell’associazione. Lo staff di Save the Children racconta di aver visto bambini “scossi dai brividi, con le  mani e le labbra blu e ci sono stati casi gravi che hanno richiesto un trattamento ospedaliero”. Sono migliaia le famiglie – spiega ancora l’associazione – che  stanno ancora cercando disperatamente di scappare dalla Siria e da altri paesi, nonostante alcuni stati europei stiano chiudendo le frontiere. Tra gennaio e ottobre 2015 più di mezzo milione di persone sono arrivate nelle isole greche. Ogni giorno in Grecia arrivano oltre 8.000 persone di cui il 23% bambini, spesso incapaci di nuotare e privi di giubbotti di salvataggio adeguati.
 

ICMC: “non ragionare in un’ottica di autodifesa”

Rimini - “Ci sono esempi di solidarietà spontanea verso i migranti, in Europa. Lo abbiamo visto in Islanda, in parte in Germania, Francia, Belgio. Persone che aprono le porte, non tante, ma che danno un grande messaggio di speranza”. Eppure, oggi, questi cittadini “non sanno più come gestire gli accolti, non hanno incentivi economici necessari a sostenere le spese per il sostegno che danno. Manca una risposta a livello governativo europeo a queste forme di solidarietà”. È il primo problema denunciato al convegno “Il coraggio di essere umani” in corso a Rimini da Johan Ketelers, Segretario generale ICMC (International Catholic Migration Commission). La seconda piaga riguarda gli stereotipi dietro cui si nasconde chi alza le barriere. Come l’idea che in Europa ci sia un’invasione. “Negli ultimi anni abbiamo accolto oltre un milione di persone, il 6% in rapporto alla popolazione, molto meno di Canada (20%) e Stati Uniti (13%)” prosegue Ketelers. “Il 25% degli elettori europei, oggi, è pronto a votare per politiche contrarie all’immigrazione, e la percentuale salirà al 30. Ketelers critica i 3 miliardi di euro alla Turchia, “ufficialmente per aiutare questa gente, nella pratica per fermare le frontiere”. Nel mondo sono 236mila i migranti. “Se pensiamo che dietro queste persone che si spostano per aiutare i familiari rimasti in patria, ce ne sono almeno altre due bisognose di sostegno - conclude il segretario ICMC -, arriviamo a quasi un miliardo di cittadini in situazioni di emergenza. Non è più possibile continuare a ragionare in un’ottica di autodifesa”. (SIR)
 

Quote a rilento: l’UE scrive ai 28

Bruxelles - Gli Stati membri sono lontanissimi dal raggiungere i loro impegni – finanziari, di personale, di ricollocamenti –. È uno scenario a dir poco sconfortante. Per questo i presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, hanno preso carta e penna e scritto una lettera alle 28 capitali per una chiara tirata di orecchi. “Si va a rilento, mentre dovremmo correre”, ha detto giorni fa Juncker. Il perché i due presidenti abbiano deciso di scrivere alle capitali, lo si capisce dal quadro desolante fotografato da un documento pubblicato ieri dalla Commissione. Partiamo dalla ridistribuzione di 160.000 richiedenti asilo da Italia e Grecia (in realtà 106.000, visto che 54.000 inizialmente previsti per l’Ungheria sono per ora 'congelati'). Al momento, 14 Stati membri su 24 (Gran Bretagna e Danimarca sono esentate grazie a una clausola del Trattato Ue) hanno offerto appena 1.375 posti, 86 sono i profughi trasferiti dall’Italia, nessuno dalla Grecia. Certo, i ricollocamenti hanno provocato dure polemiche che possono spiegare le reticenze di alcuni Paesi. Il problema è che queste ci sono anche in ambiti dove a parole sono tutti d’accordo. Ad esempio il personale destinato agli hotspot, i centri di registrazione e prelievo delle impronte in allestimento in Italia e in Grecia: dei 374 esperti promessi per l’Easo (ufficio Ue per l’asilo), ne sono arrivati solo 153 e dei 743 funzionari per Frontex (l’agenzia delle frontiere esterne Ue) solo 353. Drammatico il quadro dei fondi per migliorare le condizioni dei campi profughi fuori dall’Ue – che pure sono cruciali per ridurre gli afflussi verso l’Europa: per l’Africa Trust Fund sono arrivati appena 28,8 milioni contro 1,8 miliardi richiesto agli Stati membri (Bruxelles ha già versato altrettanto), per il Syria Trust fund 47,3 milioni contro i 500 milioni promessi (un altro mezzo miliardo sono fondi Ue). L’Italia, almeno, fa buona figura: per l’Africa è il primo contributore con 10 milioni, per la Siria il terzo con 6 milioni. (Giovanni Maria Del Re – Avvenire)
 

Padova: su “La Difesa del Popolo” una inchiesta sull’accoglienza dei migranti in diocesi

Padova – Il settimanale della diocesi di Padova “La Difesa del Popolo” dedica, nel numero in uscita questa settimana, alcune pagine al tema dei migranti e all'accoglienza. Il giornale da settembre scorso ha deciso di dedicare almeno  una pagina alla settimana,  all'interno della sezione attualità "Settegiorni",  al tema dei profughi e dell'accoglienza per creare cultura e sensibilità sul tema. Inoltre, le pagine dedicate alla diocesi approfondiranno, spesso, le esperienze che nascono nelle diverse parrocchie. Lunedì prossimo, sul sito del giornale – www.difesadelpopolo.it – alcuni servizi.
 
 

Germania: commemorazione dei defunti e dei caduti italiani tumulati nel Cimitero di guerra di Köln-Zollstock

Koln - Domenica 1 novembre si terrà la commemorazione dei defunti e dei caduti italiani tumulati nel Cimitero di guerra di Köln-Zollstock. Ne dà notizia il Consolato generale di Koln indicando anche il programma che inizierà alle ore 11.00 con la celebrazione eucaristica presieduta dal responsabile della Missione Cattolica Italiana di Colonia, padre Adam Nyk, nella chiesa degli italiani, St. Mariä Himmelfahrt, Köln, Marzellenstraße 26, nei pressi della stazione ferroviaria centrale (Hauptbahnhof).  Seguirà, alle ore 12.30, un corteo che procederà verso il cimitero di guerra italiano.  Alle ore 12.45 la benedizione delle tombe, la commemorazione e la posa delle corone.
 

Italiani nel mondo: su Rai Italia “Il Giubileo di Francesco”

Roma - Il Vangelo è ancora capace di dare senso agli uomini del nostro tempo? Può la Misericordia parlare a chi crede e a chi non crede? Dove va la Chiesa di Papa Francesco?
E' il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, a rispondere alle domande di Massimo Milone, nella prima puntata del “Il Giubileo di Francesco” , appuntamento mensile che, ogni ultimo sabato del mese, sarà realizzato da Rai Vaticano per Raiuno.
Si parte domani, sabato 31 ottobre, alle ore 11.00, durata 30 minuti. L’appuntamento sarà mensile, l’ultimo sabato del mese. E la domenica successiva, per l'estero, con Rai Italia, il programma sarà trasmesso, in replica,  nella rubrica “Cristianità”. “Il Vangelo è una risposta alle domande più profonde del cuore dell'uomo - dirà nell'intervista il Cardinale Parolin- è ancora capace di dare senso e gioia agli uomini. E la Chiesa, con un atteggiamento tenero e accogliente, di fronte alla crisi del senso di Dio, è chiamata a rendere ragione del Vangelo”. Papa Francesco che si appresta ad aprire, l'8 dicembre a Roma, il Giubileo della Misericordia, “vuole arrivare – dirà, tra l'altro, Parolin nell'intervista- fino ai più estremi confini della terra, laddove l'uomo soffre, piange, muore”. E Mosca? E la Cina? Difficile sapere se si avvererà questo desiderio - dice il Cardinale Parolin - ma Papa Francesco “guarda con amore anche a queste due grandi realtà”. Nella prima puntata Rai Vaticano torna a Lampedusa dove l'8 luglio 2013 Papa Francesco ha iniziato il suo Pontificato itinerante guardando alle periferie della Terra. La Misericordia, qui, ha il volto della Chiesa locale. Sacerdoti, religiose, volontari che sono da sempre “ospedale da campo”. E poi, sempre nella prima puntata, una finestra su Assisi, la terra di San Francesco. Nel 2016 saranno 800 anni da quando il Papa concesse a San Francesco l'indulgenza plenaria per tutti coloro che avessero varcato la Porziuncola. “Qui la Misericordia significa innanzitutto perdono”, dice, il Custode del Sacro Convento Padre Mauro Gambetti. “Qui c'è sempre una porta aperta per attrarre un mondo sempre più lontano da Dio ma sempre più alla ricerca del suo amore”. In ogni puntata de “Il Giubileo di Francesco”  la memoria  degli Anni Santi con  immagini inedite dalla Teca, che a Borgo S. Angelo, a Roma, conserva la storia dei Pontificati. Ed ancora storie, protagonisti, interviste a personaggi che racconteranno, in prima persona, cosa ha significato, nella loro vita, la Misericordia di Dio. Con l'Agenda degli eventi giubilari, le indicazioni che il Pontificio Consiglio per l'Evangelizzazione e la Diocesi di Roma , con il Vicario del Papa, Cardinal Agostino Vallini, offriranno a milioni di pellegrini, provenienti da tutto il mondo, per “vivere” il Giubileo. L'apertura delle Porte Sante, i pellegrinaggi, le opere di misericordia, i tre momenti attorno ai quali, per volontà di Papa Francesco, si articolerà l'Anno Giubilare che dovrà portare i cristiani ad essere sempre più coscienti che la “Misericordia è l'architrave che sorregge la vita della Chiesa”.
 
 

Prestigiosi riconoscimenti alla comunità lampedusana

Lampedusa - Il “Prix de la Fondation 2015” del Crans Montana Forum al Sindaco Giusy Nicolini e il “Sergio Vieira De Mello” al medico Pietro Bartòlo: due riconoscimenti conferiti, nei giorni scorsi, alla comunità di Lampedusa, che dal periodo della Primavera araba in poi ha acceso sul mondo della migrazione un faro di umanità e comprensione che l'Europa non ha dimenticato, anche se non riesce a fare propria, universalmente condivisa, la lezione che è venuta dal suo Sud estremo. Il confine dimenticato ha bussato al centro attraverso le figure di un sindaco, Giusy Nicolini, capace di organizzare l'accoglienza a Lampedusa e Linosa in un quadro istituzionale certo, e di un missionario per caso, Pietro Bartòlo, che nel silenzio del suo ambulatorio prova a suturare le ferite di donne e uomini partiti dal Sud del mondo alla ricerca di condizioni migliori di vita per sé e per i propri cari. La Nicolini ha ricevuto a Ginevra la prestigiosissima onorificenza, che vanta un “livre d’or” con ventisei nomi illustri. Le è stata consegnata da Alain Mérieux, presidente della Fondazione, durante il terzo e ultimo giorno di lavori della ventisettesima edizione del Crans Montana Forum. Giusy Nicolini non era presente alla consegna, perché impegnata nella “sua” Lampedusa, ma l’onorificenza è stata affidata alle mani di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e dell’ambasciatore dell’Italia in Svizzera, Cosimo Risi.
Prima di Giusy Nicolini, il Prix de la Fondation era stato concesso a pochi italiani, tra i quali Emma Bonino, e a svariati capi di Stato di tutto il mondo. Tra questi ultimi spicca anche il nome del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Per pura coincidenza al Sindaco di Lampedusa e Linosa è stato affidato lo stesso riconoscimento che vede, tra i precedenti premiati, Sergio Vieira De Mello, l’alto commissario delle Nazioni Unite a cui è intitolato il riconoscimento conferito al lampedusano Pietro Bartòlo in Polonia. Emozionata per l’onore ricevuto, Giusi Nicolini ha così commentato: “Penso all’alacre lavoro da sempre svolto sul campo dal dottor Pietro Bartòlo e al giusto riconoscimento che ha appena ricevuto e penso che l’attenzione che in questo ultimo periodo sta ricevendo Lampedusa sia la conferma del fatto che siamo sulla strada giusta. Ritengo anche io, e certo non per falsa modestia, di stare facendo soltanto il mio lavoro di sindaco e di comportarmi civilmente quale cittadina. Se questo è motivo per simili meriti, allora posso essere davvero orgogliosa di quello che i miei concittadini fanno ogni giorno nell’accogliere ed aiutare il prossimo. Come ha detto il Presidente Sergio Mattarella: Lampedusa può diventare il simbolo di una riscossa dell’Europa”.
Da Cracovia, attraverso il “Sergio Vieira De Mello” era giunto il medesimo monito alla casa comune europea, in quanto assegnato a un uomo che si è distinto tra “coloro che si adoperano - recita la motivazione - per la coesistenza e cooperazione pacifica tra società, religioni e culture”. Alla dodicesima cerimonia di assegnazione del premio indetto dalla Fondazione Villa Decius, a ricevere il premio erano presenti anche il direttore generale dell'Asp 6 di Palermo Antonino Candela e il promotore della candidatura di Pietro Bartòlo, l'Ambasciatore polacco in Italia Tomasz Orlowski che lo aveva conosciuto e visto all'opera nell'ambulatorio lampedusano.
Il premio a Bartòlo è anche un riconoscimento all'impegno dell'intero staff medico e paramedico che condivide fatiche e soddisfazioni di un mestiere che richiede sapienza e dedizione, ma soprattutto la voglia di comprendere e riparare le sofferenze degli altri superando quelle che a primo impatto sono barriere insormontabili, a partire dalla lingua. (Nino Arena)
 

Germania: oggi e domani la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

Berlino – Oggi e domani sarà presentato in Germania il “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes. Oggi la presentazione avverrà a Berlino con gli interventi di mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, Delfina Licata, curatrice del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes ed Edith Pichler dell’Università di Potsdam. Domani sera presso l'Istituto di cultura di Colonia con interventi del direttore dell’Istituto di Cultura italiana Lucio Izzo, del Console Emilio Lolli, di mons. Gian Carlo Perego sull'impegno culturale della Chiesa in Italia nei confronti degli italiani all'estero, di Delfina Licata sul quadro statistico e sociale di chi sono oggi, gli italiani che lasciano l'Italia e di Edith Pichler sulla specificità "tedesca" oltre a padre Tobia Bassanelli, delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania sugli italiani in Germania da 60 anni: dal loro arrivo al ruolo delle Missioni Cattoliche Italiane a loro fianco sul piano spirituale e sociale.
 

Mons. Perego: tragedia come Mattmark richiamano la tutela dei lavoratori migranti

Roma - “Il ricordo di queste morti in questo tempo di nuova emigrazione italiana, soprattutto giovanile, in Europa e nel mondo richiama profondamente anzitutto la necessità di una tutela dei lavoratori emigrati, qualunque sia la loro provenienza e origine”. E’ quanto ha detto il Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, intervenuto alla presentazione del libro di Toni Ricciardi “Morire a Mattmark. L'ultima tragedia dell'emigrazione italiana”, testo che ricostruisce nella sua complessità le vicende legate alla costruzione della diga svizzera, nel Canton Vallese, dove una valanga abbattutasi dal ghiacciaio dell’Allalin il 30 agosto 1965 travolse il cantiere allestito per la sua costruzione provocando la morte di 88 persone, 56 delle quali italiane. Il direttore della Migrantes richiama anche i dati sugli infortuni sul lavoro in Italia – nel 2013, l'ultima rilevazione disponibile registra 399 mila infortuni indennizzati e 692 morti; quasi 60 mila gli infortuni occorsi agli stranieri e 114 le morti – e le 700 salme di persone di origine straniera decedute sul lavoro ancora in attesa di rimpatrio. Ribadisce quindi la necessità di “ripartire dalle tragedie per la memoria ma anche per ridisegnare il nostro impegno sul fronte del lavoro” e richiama il capitolo su Mattmark presente nell'ultimo Rapporto Italiani nel mondo curato dalla Fondazione insieme all'attenzione dedicata quest'anno in particolare ai fenomeni di sfruttamento del lavoro migrante analizzati in particolare nel Rapporto Immigrazione presentato ad Expo Milano lo scorso mese di giugno. L'auspicio di mons. Perego è che tutte le tragedie dell'emigrazione italiana possano essere ricordate insieme nella Giornata istituita per il ricordo del sacrificio del Lavoro italiano nel mondo, l'8 agosto, data dell'incendio nella miniera di Marcinelle, in Belgio (262 morti, 136 italiani). Anche per l'ambasciatore svizzero in Italia, Giancarlo Kessler “è molto importante ricordare l'anniversario di una tragedia che non fu solo tale per le vittime, ma per gli eventi che si susseguirono”. Per l'ambasciatore ciò che mancò in quel frangente fu il rispetto e l'attenzione “per le componenti umane”, una lacuna da cui possiamo trarre un insegnamento per il futuro – dice, - così come dalla altre tragedie dell'emigrazione italiana che ebbero luogo in più Paesi. Toni Ricciardi, autore del testo e docente all'Università di Ginevra, ha evidenziato come fatti come quelli di Mattmark siano stati spesso tralasciati in Italia con l'avanzare di “una narrazione pubblica dominata dalla retorica del boom economico”, linea che oscurava gli aspetti più infelici della nostra emigrazione, recuperando solo quelli ritenuti rappresentativi di un'Italia completamente diversa da quella di oggi, e associati, per esempio, all'emigrazione transoceanica. Mattmark ci presenta invece parte della nostra storia, che per molti versi è ancora attuale e che, proprio per questo, spesso non vogliamo considerare.
 
 

Italiani nel Mondo: 50 anni della MCI di Zürichsee – Oberland

Zurigo - La comunità cattolica italiana di Zürichsee – Oberland è in festa. In questi giorni, infatti, ricorrono i primi cinquant’anni della Missione Cattolica Italiana. Una MCI che si è fatta vicina ai tanti emigrati italiani che dopoguerra hanno scelto la Svizzera e in particolare questa porzione di terra come luogo dove vivere e costruire la propria vita. Nei giorni scorsi l’evento è stato celebrato con una solenne liturgia eucaristica bilingue presieduta dal Vicario Generale della Diocesi, mons. Josef Annen insieme al delegato vescovile per i Migranti, mons. Luis Capilla, al decano Stefan Isenecke e al responsabile della Missione Cattolica Italiana don Placido Rebelo. Con loro anche diversi missionari italiani in Svizzera e rappresentati delle parrocchie svizzere vicine. A ricordo anche una targa scoperta e benedetta a termine della celebrazione. Il cinquantesimo della missione cattolica – ricorda in un messaggio il Direttore di Migrantes, mons. Gian Carlo Perego - cade in un anno giubilare straordinario, a ricordo del Concilio Vaticano II, e con l’invito a “costruire misericordia intorno a noi. Una felice coincidenza che, da una parte impegna la comunità a mettersi alla scuola del Concilio, continuando il cammino di riforma della Chiesa – di cui continuamente parla Papa Francesco – che impegna tutti i fedeli – presbiteri, consacrati e laici – e che chiede di ripensare non tanto le strutture, quanto il nostro stile di vita”. Perego ricorda i tanti che in questi cinquant’anni hanno contribuito a costruire “una storia di comunità che vorremmo sempre più fraterna”. (Raffaele Iaria)
 
 

ANCI: coinvolgere il maggior numero di comuni nell’accoglienza ai migranti

Torino –“Il lavoro che la Commissione Immigrazione e Politiche per l’Integrazione dell’ANCI sta svolgendo sui territori è orientato alla presentazione del nuovo bando Sprar, con lo scopo di coinvolgere nella rete il maggior numero possibile di nuovi Comuni, considerato che questa modalità di gestione del fenomeno rappresenta per Anci, il modello per permettere una accoglienza strutturata e dignitosa per chi arriva nel nostro Paese, senza creare tensioni sui territori che accolgono”. Questo quanto dichiarato dal delegato politico ANCI all’Immigrazione, Sindaco di Prato e Presidente di ANCI Toscana, Matteo Biffoni, nel corso della Commissione riunitasi a Torino, nell’ambito della XXXII Assemblea nazionale. L’incontro che ha visto la partecipazione dei Comuni della Regione Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta si inserisce nel ciclo di incontri territoriali organizzati dalle ANCI Regionali insieme all’ANCI Nazionale, volti a favorire la conoscenza del Sistema Sprar e i contenuti del bando, pubblicato il 7 ottobre il G.U., per l’ampliamento della rete. 
 

Grecia: cinque i bimbi migranti morti nell’Egeo

Atene - Il maltempo è cominciato fin dall’alba. Le onde sono incessanti, mentre i venti sferzano la costa dell’Egeo. A farne le spese sono state, ancora una volta, i “barconi della disperazione”, quelli su cui fuggono i profughi di guerre “lontane”. Uomini, donne, bambini. Proprio sette piccoli – oltre a due adulti – sono stati le vittime ieri, in tre successivi naufragi. Il primo è avvenuto al largo dell’isola di Samo. Là si è rovesciata una carretta del mare: un uomo e due bimbi sono stati ingoiati dalle acque. Gli altri 51 passeggeri sono stati, fortunatamente, salvati. Poche ore dopo, sempre vicino a Samo, un nuovo incidente è costato la vita a una piccola di cinque anni. Infine, si è rovesciato un barcone vicino a Lesbo: a morire stavolta è stato un bimbo di sei anni. Prima della fine della giornata, è stato scoperto il corpo di un altro minore. Mentre, intorno all’isolotto di Agathonissi, si cercano tre bimbi, caduti dalla barca.