Primo Piano

60.mo Anniversario Trattato Italia-Germania sulla manodopera: iniziative in Germania

Stoccarda  - 60 anni fa, il il 20 dicembre 1955, i rappresentanti della Repubblica Federale Tedesca e della Repubblica Italiana firmarono a Roma il primo accordo per l’invio di manodopera italiana in Germania. Le ACLI Germania e Italia, in collaborazione con l’Accademia cattolica della Diocesi di Rottenburg-Stuttgart, la KAB Germania (il Movimento dei cattolici tedeschi)e la Fondazione Migrantes, ricorderanno questo evento con una iniziativa che vede due appuntamenti. Questa sera con una cerimonia commemorativa con la presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Berlino Pietro Benassi, il  Primo Ministro del Land Baden-Württemberg Wienfried Kretschmann e il Vescovo della Diocesi di Rottenburg_Stuttgart  mons. Gebhard Fürst, Mons. Gian Carlo Perego della Fondazione Migrantes e Gianni Bottalico Presidente ACLI FAI – Italia. Domani con un Simposio in cui si cercherà di esaminare il fenomeno dell’emigrazione italiana verso la Germania nell’ambito della libera circolazione in Europa.
 

MCI Lucerna: il 25° Giubileo di don Mimmo Basile

Lucerna -Una folla delle grandi occasioni, più di mille persone, ha riempito la chiesa parrocchiale di santa Maria in Emmenbrücke, Lucerna (Svizzera) per il 25° anniversario dell’ordinazione di don Mimmo Basile, missionario parroco della Missione Cattolica di lingua italiana nel Canton Lucerna. Grande festa tra gli emigrati molti dei quali calabresi. Venivano da Amaroni, Girifalco, da Vallefiorita, da Paola, da Fuscaldo, eccetera eccetera. Don Mimmo Basile, originario di Satriano, Provincia di Catanzaro, era stato ordinato sacerdote proprio nella Parrocchia di Satriano da Monsignor Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro Squillace. Alla cerimonia c’erano i rappresentanti delle autorità cantonali, della Migrantenseelsorge, di tutte le Associazioni italiane a livello nazionale e cantonali, numerosi confratelli parroci, le delegazioni ecumeniche e persino l’Imam e il Presidente della moschea di Emmenbrücke. La solenne celebrazione accompagnata dal coro italiano veniva aperta dai saluti in italiano e in tedesco della presidente del consiglio pastorale della medesima missione cantonale. La liturgia veniva animata da numerosi gruppi giovanili delle diverse sedi. Appositamente dalla Calabria, veniva monsignor Gregorio Montillo, vicario episcopale della diocesi di Catanzaro-Squillace, Chiesa di provenienza di don Mimmo Basile. Nella seguita predica, monsignor Montillo con la simpatica e applaudita consegna di tre rose, ringraziava per il dono del sacerdozio la mamma e la famiglia di don Mimmo, che l’han dato alla Chiesa, la comunità parrocchiale che l’ha accolto e con lui collaborato, ed il Signore per la sua chiamata al sacerdozio. Dopo il concilio Vaticano II, il sacerdote è visto come ministro della parola di cui si sente portato prima di essere lui stesso portatore verso gli altri, meta della parola e la santificazione personale e quella dei fedeli. Ecco allora l’importanza di vigilare su se stesso e sul gregge. Nel ricordo del convegno di Firenze è di fondamentale importanza un accenno all’umanità del prete, che evangelizza anche attraverso quello che è e quello che ha. Il sacerdote inoltre, è l’uomo di profonda fede ed innamorato della Chiesa, che si concretizza nella sua parrocchia. L’augurio è perciò di camminare insieme sulla stessa strada sostenendo e incoraggiano i più deboli, mettendo cosi in atto la misericordia giubilare. Con grande generosità i fedeli tutti, per questa circostanza, hanno contribuito per il progetto missionario „Farmacia Salus sostenuto dalla parrocchia (un progetto della diocesi di Njombe in Tanzania, Africa. Si tratta di un progetto che mira a realizzare una struttura sanitaria importante. Infatti si possono salvare la vita di molte persone, perché questa nuova struttura rappresenterebbe per tutta la regione il più importante luogo di riferimento per tutte le questioni, che riguardano l’ambito medico). La sentita cerimonia terminava con i vivi ringraziamenti del giubilare ai presenti tutti. Il bel tempo ha poi favorito lo svolgersi dell’aperitivo sul piazzale antistante alla chiesa, offerto dalla comunità parrocchiale di lingua tedesca. Una sala di circa 600 persone stracolma, attendeva il pranzo frugale offerto a tutti coloro che si erano per tempo annunciati. Il Centro Papa Giovanni (inaugurato nel 2011) è davvero un orgoglio della comunità cattolica italiana, che con entusiasmo e competenza l’aveva completato, lavorando in spirito di volontariato per la capiente struttura. Anche qui erano presenti calabresi, campani, siciliani, bergamaschi, veneti, ticinesi, e inoltre i responsabili delle strutture ecclesiali cantonali, il pastore protestante e l’imam islamico. Il comune di Satriano era rappresentato dall’assessore Teodoro Basile che ha recapitato una lettera augurale del sindaco Michele Drosi. Monsignor Montillo, vicario episcopale, ha portato i saluti e la vicinanza della diocesi di Catanzaro Squillace e un messaggio personale di Monsignor Antonio Cantisani, che conosce molto bene don Mimmo dai tempi del Liceo, e lo aveva consacrato sacerdote 25 anni fa. Sul palcoscenico si sono susseguite originali e coinvolgenti produzioni di bambini, giovani ed adulti di tutte le associazioni italiane presenti nel Canton Lucerna. Un plauso va ai tanti volontari che hanno cucinato e servito con sorprendente competenza il gustoso pranzo offerto dalla Missione Cattolica di Lingua Italiana. Don Mimmo, ricordando le tappe del suo ministero, ringraziava sia in italiano che in tedesco i numerosissimi convenuti per gli auguri, i doni, le attenzioni e le preghiere, lodando Dio per il grande dono del sacerdozio.
 
 
 

Bologna: gli studenti internazionali richiedenti asilo potranno iscriversi all’Alma Mater

Bologna - Accogliendo un invito della Commissione Europea, il Senato Accademico dell’Università ha approvato una misura che permette l’iscrizione degli studenti richiedenti protezione internazionale, con esonero totale dei contributi per l’anno accademico 2015/2016.
Gli studenti internazionali richiedenti asilo potranno iscriversi ai corsi singoli dell’Università di Bologna e beneficiare dell’esonero totale dei contributi per l’anno accademico 2015/2016. È la misura approvata oggi dal Senato Accademico dell’Alma Mater a favore degli studenti rifugiati politici, richiedenti protezione internazionale o umanitaria. “Questa decisione - spiega Alessandra Scagliarini, prorettore per le relazioni internazionali dell’Università di Bologna - accoglie l’invito della Commissione Europea a sviluppare forme di integrazione per gli studenti costretti a interrompere il proprio percorso formativo perché perseguitati o in fuga da zone di guerra”.
Grazie al nuovo provvedimento, quindi, potranno iscriversi ai corsi singoli dell’Alma Mater non più solo gli studenti con un permesso di soggiorno per “Asilo Politico” o “Asilo Umanitario”, ma anche quelli in possesso di un permesso per “Attesa Asilo Politico” o per analoghe finalità, presentando il solo titolo di studio (o una sua certificazione). Nella stessa occasione, il Senato Accademico ha anche approvato l’istituzione di cinque borse di studio del valore di 8.000 euro da destinare a studenti che hanno ottenuto protezione internazionale o umanitaria e che si immatricoleranno all’Università di Bologna nell’anno accademico 2016/2017. A partire dal prossimo gennaio, le undici Scuole dell’Ateneo saranno al lavoro per facilitare l’accesso degli studenti richiedenti asilo alle singole attività formative dell’Università, mentre l’International Desk dell’Area Relazioni Internazionali organizzerà una serie di attività di orientamento. Ai nuovi studenti sarà fornita inoltre la possibilità di iscriversi gratuitamente ai corsi di italiano del Centro Linguistico di Ateneo.
 
 

I numeri sulla mobilità umana in Provincia di Ragusa

Ragusa - Più emigranti che immigrati in Provincia di Ragusa, anche se il fenomeno dei cittadini stranieri sul territorio rimane di assoluta rilevanza. Questa, in sintesi, l’analisi effettuata da Caritas e Migrantes della diocesi di Ragusa, che hanno presentato il 14 dicembre, alla presenza del Vescovo Carmelo Cuttitta, i dati sulla mobilità umana in Provincia.
Sono quasi 26.500 i cittadini ragusani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e rappresentano il 9% della popolazione provinciale. Di contro gli stranieri residenti sono 24.000, con un’incidenza sulla popolazione del 7,5% valore tra i più alti nel Meridione di Italia. Entrambi questi dati sono da considerare al ribasso perché non tengono conto dei numerosi ragusani, soprattutto giovani, che si trovano all’estero senza aver comunicato un cambio di residenza  e degli altrettanto numerosi stranieri, soprattutto comunitari, che si trovano sul territorio senza registrarsi all’anagrafe dei residenti. Per quanto riguarda la comunità straniera, colpisce soprattutto il dato dei Comuni di Acate e Santa Croce Camerina, dove la presenza degli stranieri supera il 20% della popolazione, raggiungendo il 26% ad Acate. In entrambi i comuni si registra una forte presenza di lavoratori agricoli, soprattutto rumeni, che hanno sostituito, anche se non interamente, le comunità maghrebine. Importante anche la presenza dei minori, che sono quasi 5.500 e che incidono favorevolmente sul processo di invecchiamento che sta colpendo anche la provincia iblea. Tra le cause di questo processo c’è anche quello della scarsa natalità, un fenomeno che sembra riguardare anche le coppie straniere, le cui nuove nascite, nel 2014, hanno fatto registrare per la prima volta un calo. Sono 362 i nuovi nati da genitori stranieri su un totale di 2.853 nascite. Rappresentano il 13% del totale. Se a queste si aggiungono anche le nascite da coppie con almeno un componente straniero, raggiungiamo la percentuale del 17% segno che la condizione di multiculturalità è una componente molto forte, una componente che si riverbera in maniera diretta nella scuola, dove gli alunni stranieri sono quasi 3.500 e rappresentano il 7% del totale degli alunni. Purtroppo rimane tra le più alte d’Italia la percentuale di alunni stranieri che non completa il proprio percorso scolastico con successo, anche se, in caso di conseguimento della maturità, gli stranieri ottengono risultati mediamente migliori degli italiani. I due uffici diocesani hanno anche proposto un focus sul Comune di Ragusa, evidenziando il fenomeno dello svuotamento del centro storico, abbandonato dagli italiani andati a vivere in periferia e riempitosi di stranieri andati a vivere nelle vecchie case in affitto a poco prezzo. Un’ultima analisi ha riguardato le attività del Progetto Presidio in favore dei lavoratori agricoli che vivono tra Marina di Acate e Scoglitti e che ha incontrato circa 600 persone per cui ha svolto attività di aiuto amministrativo, legale e sanitario. Riguardo allo sfruttamento del lavoro che si verifica nelle serre della zona, molto chiare sono risuonate le parole del Vescovo Cuttitta, che ha parlato di una Chiesa dalla porte aperte che tutela innanzitutto la dignità umana e lavorativa delle persone. (Vincenzo La Monica – Migrantes Ragusa)
 
 

I migranti vulnerabili arriveranno in aereo: i primi 72 dal Libano

Rimini - La Comunità Papa Giovanni XXIII plaude alla sottoscrizione dell'accordo che porterà in Italia oltre 1000 persone vulnerabili da Libano, Etiopia e Marocco. I voli partiranno non appena sbrigate le pratiche burocratiche. Rappresentanti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, della Comunità di Sant'Egidio, del Viminale e della Farnesina hanno concordato la concessione dei visti, con costi che saranno interamente a carico delle due associazioni grazie ai ricavati dell'8 per mille. Nel campo profughi di Tel Abbas, nel nord del Libano a pochi chilometri dalla Siria, si inizia a sperare. Da qui partiranno i primi 72 richiedenti asilo.
I volontari di “Operazione Colomba”, corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, vivono con loro in una tenda dal 2013; attraverso la condivisione quotidiana mediano le tensioni e si occupano dei bisogni di base. Alberto Capannini, riminese con 3 figli, è responsabile del progetto: «Su quell'aereo saliranno per lo più famiglie di siriani. Ma loro ancora non ci credono, continuano a pensare soluzioni per scappare da qui. Dobbiamo fare in fretta: una donna ha partorito 10 giorni fa, diverse sono incinte e tutti qui ricevono ogni giorno minacce da parte dell'esercito libanese». Giovanni Ramonda, Responsabile Generale della Comunità, da mesi sollecitava l'attivazione di un corridoio umanitario urgente: «Ho dormito con loro e visto di persona le condizioni in cui vivono; ho conosciuto un bambino diventato disabile a causa di una malattia contratta qui al campo. 
L'accordo porterà in Italia mamme incinte, bambini, disabili, che non avevano altra speranza se non l'affidarsi ai trafficanti di uomini. Finalmente il Governo italiano si impegna nel salvare vite umane, con un modello di intervento innovativo che è da esportare in tutta Europa. Far arrivare in Italia le persone che sarebbero altrimenti condannate a morire si può fare; e se salvarli è una questione economica, - come hanno testimoniato Sant'Egidio e Chiesa Valdese - i soldi si possono trovare».


 

Milano: oggi il Card. Scola visita alcune famiglie della Comasina. In parrocchia un abitante su 5 è cinese

Milano – Oggi, venerdì 18 dicembre, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, farà visita ad un gruppo di famiglie nella parrocchia San Bernardo di Chiaravalle nel quartiere multietnico della Comasina a Milano per la tradizionale benedizione natalizia. Il cardinale arriverà in parrocchia alle ore 16, in oratorio guiderà la preghiera con i bambini e gli adolescenti quindi farà visita nelle case per la benedizione, gesto che tutti i sacerdoti ambrosiani compiono nel tempo di Avvento visitando le case delle famiglie della propria parrocchia. Tra le famiglie che l’Arcivescovo visiterà una famiglia italiana che ospita due ragazze cinesi. «Una storia di solidarietà che descrive bene il meticciato del quartiere – spiega il parroco don Aurelio Frigerio. Le ragazze hanno 18 e 16 anni, i genitori sono ristoratori e sono molto impegnati, così le affidano ad una famiglia di parrocchiani».
Con 10mila presenze, un quinto degli abitanti del quartiere, quello cinese è il gruppo etnico più numeroso. Il loro radicamento ha spinto la parrocchia ad aprire una scuola di mandarino per i bambini cinesi che frequentano l’oratorio, un gesto che è stato molto apprezzato dalla comunità sensibile alle proprie tradizioni. La scuola è aperta ogni domenica pomeriggio ed è diretta da una suora cinese. Il dialogo produce uno scambio vicendevole. Frequenti sono anche negli ultimi anni i casi di cinesi che chiedono di essere battezzati. Il cardinale visiterà poi anche una famiglia filippina che ha tre bambini (di cui due malati), una vedova anziana e malata e una signora centenaria.
La parrocchia di San Bernardo ha 60 anni, è nata praticamente insieme alla chiesa ed è l’ultima della città verso nord prima di uscire da Milano. «Negli anni ci sono stati periodi critici per la malavita e lo spaccio di droga; in parallelo, però, in molta gente sono cresciuti una forte coscienza civica e un grande senso di umanità: le persone si sono date da fare, l’istruzione si è alzata molto», spiega don Frigerio.
 
 

“Illuminare le periferie”: oggi la presentazione

Roma – Oggi, 18 dicembre, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la sala “Walter Tobagi” della Fnsi ospita la presentazione del sito www.illuminareleperiferie.it, lo strumento scelto dalla rete delle associazioni che aderiscono al progetto “Illuminare le periferie del mondo” per dare luce e voce alle storie troppo spesso ignorate dall’informazione mainstream. Il sito sarà il luogo dove descrivere la geografia degli oscuramenti, dove riflettere su nuovi modelli di società e di informazione e dove dare ai fatti, alle realtà, alle campagne e ai temi trascurati dei media generalisti la visibilità che meritano. Il sito sarà dunque il contenitore delle iniziative promosse dalle associazioni che aderiscono al progetto, un progetto che si alimenterà del lavoro sul campo di ognuna delle organizzazioni promotrici. Alla presentazione parteciperanno i rappresentanti delle diverse realtà che hanno dato vita a “Illuminare le periferie del mondo” e i testimoni di alcune storie che meritano di essere illuminate. Saranno inoltre proiettati brevi video sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza, a sostegno della campagna “#nohatespeech – contro i discorsi d’odio nei media” dell’Associazione Carta di Roma, che sarà dunque la prima campagna che la rete si propone di illuminare.
 

Migrantes: con i bambini che muoiono nel Mediterraneo muore il nostro futuro

Roma - “Tanti bambini riescono ad arrivare e tanti no”. Sono le parole che Papa Francesco ha rivolto ai ragazzi dell’Azione Cattolica (ACR), incontrati nell’udienza di oggi, dopo aver ricordato di aver salutato ieri mattina un bambino  nato su un barcone al largo di Lampedusa e sbarcato sulle nostre coste.  “Sono parole che  aiutano a tenere vivo un dramma di oltre 700 minori morti nel Mediterraneo, a cui anche ieri se ne sono aggiunti altri due: un dramma che continua nell’indifferenza”, commenta Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. ”In un’Italia e in un’Europa sempre più fatte di anziani, che muore ogni giorno, lasciar morire dei bambini nel Mediterraneo significa lasciar morire il nostro futuro. Non c’è sviluppo senza l’accoglienza”. Durante l’udienza con i ragazzi di ACR il pontefice ha mostrato il suo apprezzamento per l’iniziativa di carità di quest’anno “La Pace è di casa”, promosso dall’ACR di Agrigento, a sostegno dei migranti in arrivo in quel territorio. (Raffaele Iaria)
 

Papa all’ACR: grazie per le iniziativa a favore dei migranti

Partirà presto, su iniziativa dell’Azione Cattolica Ragazzi della diocesi di Agrigento, un progetto di carità a favore dei migranti. Una iniziativa incoraggiata oggi da Papa Francesco che ha incontrato una delegazione dell’ACR  per gli auguri natalizi. “È molto buona l’iniziativa di carità che farete, con l’aiuto di Dio, in favore dei migranti, nella diocesi di Agrigento”, ha detto il Papa: una iniziativa che “darà una mano a quella comunità impegnata in modo esemplare nell’accoglienza di tanti fratelli e sorelle che arrivano carichi di speranze ma anche di tante ferite e tante necessità, in cerca di pace e di pane”. Papa Francesco ha detto di aver incontrato ieri un bambino di colore di cinque mesi nato su un barcone al largo della Sicilia. “Tanti, tanti, tanti bambini riescono ad arrivare, altri no. E tutto quello che voi farete per questa gente è buono, grazie di farlo. Voi – ha detto il pontefice - potete dare un contributo speciale a questa iniziativa, con il vostro entusiasmo e la vostra preghiera, che vi consiglio di accompagnare con qualche rinuncia, per condividere il necessario con altri ragazzi che ne sono privi”. (Raffaele Iaria)
 

Migrantes e Caritas Rossano: un piccolo gesto salva la vita

Rossano - Nel pomeriggio di ieri, 16 Dicembre, nei pressi del centro di ascolto “Maranathà” nei locali della delegazione comunale si è svolta la consegna di cento giubbotti catarifrangenti da parte degli uffici diocesani Caritas e Migrantes di Rossano - Cariati a un centinaio di lavoratori stranieri impegnati prevalentemente in questi periodi nella raccolta di prodotti agricoli nella Piana di Sibari.
L’importante iniziativa è stata voluta soprattutto dallo Sportello dell’Ufficio Migrantes, con la partecipazione attiva degli stessi cittadini stranieri per la loro sicurezza, dal momento che, per motivi di lavoro, si trovano a dover percorrere a piedi, spesso nelle ore notturne, strade a scorrimento veloce, compresa la tristemente nota SS106 Jonica, con grave pericolo alla loro incolumità. Don Pino Straface, responsabile della Caritas Diocesana di Rossano - Cariati, presente all’iniziativa, ha voluto ribadire con il suo intervento quanto la Chiesa è “impegnata nell’accoglienza e aiuto verso le persone bisognose cercando di sensibilizzare la comunità attraverso piccoli gesti che possono salvare la vita dei meno fortunati”.
“Sono piccoli gesti ma significativi - dice il direttore dell’Ufficio Migrantes Giovanni Fortino – segno dell’attenzione che la Chiesa ha nei confronti delle persone che arrivano nel nostro paese. Segni che mettono al centro la dignità della persona”. I giubbotti sono stati gentilmente donati dal Signor Giuseppe Campana, responsabile dell’associazione “Ricicreando”.  (Antonio La Banca)
 

Migranti: altri 6 bimbi morti in mare

Roma - I corpi di due bambini iracheni, di 2 e 6 anni, con addosso giubbotti salvagente sono stati ritrovati l’altro ieri da alcuni pescatori sulla costa turca di Cesme, nella provincia di Smirne. E ieri ne sono stati recuperati altri 4 bambini morti, anche loro di età compresa tra 2 e 6 anni, al largo della costa turca di Bodrum. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dogan. Lo riportano media locali, secondo cui la guardia costiera turca avrebbe salvato oltre 200 migranti nell'Egeo.
La guardia costiera di Ankara ha intanto fatto sapere di avere intensificato le operazioni di controllo nell'Egeo nel timore di nuovi naufragi alla luce delle cattive condizioni meteorologiche previste per oggi e domani.
Ormai ogni giorno si ha notizie di piccole vite spezzate nel viaggio verso l'Europa. Sempre l’altro ieri sono stati rinvenuti su una spiaggia di Kas, nella provincia di Antalya, i corpi senza vita di due bambine di 7 e 11 anni, che erano a bordo di un gommone carico di rifugiati siriani naufragato.


 

Vaticano: lotteria di Natale in favore di profughi e senza tetto

Città del Vaticano – E’ partita in questi giorni e si concluderà il prossimo 2 febbraio la lotteria di beneficienza voluta dal Governatorato della Città del Vaticano, per queste feste natalizie. Si tratta della terza lotteria dopo quella di Natale dello scorso anno e della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, il cui ricavato è stato donato all’Elemosineria Apostolica. Tra i premi messi a disposizione per i vincitori della lotteria una Fca Lancia Nuova Ypsilon e un orologio Rolex più circa trenta premi “di consolazione”. Invariato il costo dei biglietti: 10,00 €. Il ricavato della vendita dei biglietti andrà a favore dei profughi e dei senzatetto. I biglietti sono in vendita in Vaticano presso la Farmacia, le Poste, gli Spacci Annonari, il Magazzino “Stazione”, i punti vendita dell’Ufficio filatelico e numismatico e i “Bookshop” dei Musei Vaticani.
 

“Dal seme al cibo. Vince fame e povertà”

Roma - Investire in programmi e progetti di sviluppo agricolo e rurale mirati ad aiutare persone povere, emarginate e vulnerabili che vivono nelle aree rurali è una delle tante azioni che il Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) da un po’ di tempo ha avviato in alcuni Paesi del sud del Mondo assieme al Cefa Onlus grazie al progetto “Dal seme al cibo. Vince Fame e povertà”.
Per il secondo anno consecutivo,  MCL e Cefa si sono impegnati per una intera giornata di raccolta fondi da nord a sud e ad essere promotori di questa iniziativa sono stati i giovani che in prima linea hanno organizzato differenti attività per fare conoscere i vari interventi di cooperazione allo sviluppo nei quattro Paesi investiti dal progetto (Marocco, Ecuador, Somalia e Sud Sudan).
Obiettivo primario aiutare concretamente 10.000 famiglie, fornendo i mezzi necessari per procurarsi cibo in autonomia, in modo dignitoso e sostenibile nel tempo.
La raccolta fondi di questo anno si è svolta domenica 13 dicembre con i giovani del MCL  scesi in piazza contro le ingiustizie del sistema alimentare, promuovendo un progetto concreto per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi a sostegno delle attività di lotta alla povertà e alla fame nel Sud del mondo.
Per tutto la giornata, i giovani volontari  hanno distribuito pergamene di solidarietà come simbolo della campagna a fronte di un contributo minimo di 5 euro.
Nel mondo, una persona su nove è colpita da fame e malnutrizione. Circa 805 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare e la stragrande maggioranza di questi – 790 milioni – vive in Paesi in via di sviluppo, dove il 13,5% della popolazione soffre di malnutrizione. Contesti in cui la scarsa alimentazione provoca la metà dei decessi dei bambini sotto i cinque anni, generando 3,1 milioni di piccole vittime ogni anno.
Noi come movimento giovanile, vogliamo realizzare percorsi concreti di solidarietà, offrendo la nostra responsabilità cristiana e sociale per promuovere il bene comune. Siamo chiamati ad «aprire gli occhi» per conoscere le reali situazioni di diseguaglianza, sia vicine che lontane da noi, proprio come ci chiede Papa Francesco che ci chiama a «condividere» identificandoci con quanti vivono la fame, come ha fatto Gesù quando diceva: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare”. Dobbiamo interrogarci sugli stili di vita e «smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane non abbiano un impatto sulle vite di chi la fame la soffre sulla propria pelle». Azioni come questa possono fare la differenza e migliorare la vita di qualcuno. Per questo anche sabato 19 e domenica 20 dicembre altri giovani del MCL saranno ancora nelle piazze e sui sagrati delle Chiese per diffondere la cultura della cooperazione allo sviluppo per educare le nostre realtà territoriali al tema del Diritto al Cibo per tutti; per responsabilizzare altri giovani a consumi sostenibili, a lottare contro gli sprechi; e per promuovere stili di vita che rispettino la dignità dell’essere umano e i valori di pace e giustizia sociale, a partire da un’ottica locale per poi allargarsi sulla dimensione globale. (Maria Pangaro – Resp. Mcl Giovani)
 
 

Andria: sabato l’apertura della Porta Santa alla “Casa di Accoglienza”

Andria - Sabato 19 dicembre si terrà il Rito dell’apertura della Porta Santa della “Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti”. Un evento carico di significato in un anno contrassegnato da due eventi importanti per la Chiesa diocesana: il Giubileo della Sacra Spina e appunto l’Anno Santo della Misericordia.
A Piazza San Pietro Papa Francesco, l’8 dicembre, aprendo la Porta Santa ha aperto la Chiesa e il mondo ad un anno di Misericordia. Misericordia vuole dire avere un cuore (cor) per i miseri. Questo termine descrive una condizione necessaria per il mondo che viviamo. Quanto vorremmo che il cuore si avvicini più ai miseri, ai poveri, agli ultimi, ai diseredati della terra. La porta della Misericordia è una sfida, una domanda, una  proposta concreta. In fondo la porta può essere il filo rosso che lega tutte quelle povertà da cui tanti, troppi cuori si sono allontanati.
La prima porta è proprio quella di casa. Quella appena chiusa o aperta. Una porta che per tanti che vivono la durezza della vita in strada è inesistente; o scorrevole, come quella di una stazione in cui ripararsi; o la porta di un negozio davanti a cui chiedere l’elemosina e mai la porta di un “luogo degno” e degno di accogliere la dignità ineliminabile di ogni uomo. E’ questa la prima porta Santa, quella di una casa che è rifugio e affermazione di dignità, da attraversare con tanti: in un cammino di amicizia e riscatto dalla solitudine e dal freddo.
Un Anno santo della misericordia! Quante volte sentiamo pronunciare questa parola. La misericordia è l’altra faccia dell’amore in quanto è la realizzazione dell'amore entro la storia concreta di ogni uomo peccatore. La misericordia è l’amore stesso di Dio nel cuore delle miserie umane. La misericordia diventa così nella vita cristiana l'amore che assume su di sé le esigenze della giustizia e la conduce alla loro più alta realizzazione. Infatti, "l'amore si trasforma in misericordia, quando oltrepassa la precisa norma della giustizia” (cfr. Dives in misericordia 5).
Questo è il significato che la Chiesa cattolica ha dato al Giubileo, ossia la possibilità di rinnovare il proprio rapporto con Dio e il prossimo mediante una vera conversione del cuore. L’Anno Santo è un evento che può segnare un momento speciale nella storia spirituale di ciascuno. Il Giubileo dell’Anno Santo può segnare risveglio interiore: una ricerca/riscoperta della propria identità cristiana. Un’occasione provvida per chiedersi: Sono io cristiano? E che cosa significa essere cristiano? Me ne rendo conto? Ne do testimonianza?
Un evento, l’ apertura della “Porta Santa della Casa Accoglienza Santa Maria Goretti”, che vuole rimettere al centro della vita la misericordia e da cui i cittadini di questo territorio dovrebbero lasciarsi travolgere per diventare cristiani di periferia aperti all’amore, l’amore per la giustizia, che sempre promuove l’ altro nella sua verità, nella sua bellezza, nella sua differenza, nella sua dignità di essere una “persona”.
La misericordia è il motore della fede, il pozzo per un cristiano dove trarre la forza di superare gli ostacoli che impediscono all’umana società di camminare. Il giubileo della misericordia sia per tutti un inizio e per questo “Centro di Accoglienza” esistenziale/periferico un anno di benedizione, di preghiera e di festa per “l’umanità che entra” e chiede vita.
Il programma prevede alle ore 19:30 il raduno presso la Chiesa Cattedrale, alle ore 20,00 in pellegrinaggio si raggiungerà la “Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti” dove una famiglia testimone di “accoglienza e di povertà materiale riscattata” insieme al celebrante terranno il rito di apertura della “Porta Santa”. (Don Geremia Acri –Migrantes)
 

Profughi: corridoi umanitari per mille persone

Roma -  “Questo progetto è come un accordo di pace perché permetterà di salvare tante vite umane”. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha commentato con queste parole l’avvio, questa mattina, dei primi corridoi umanitari di profughi verso l’Italia. E’ la prima volta in assoluto per il nostro Paese. “In questo modo – ha spiegato - chi ne ha diritto potrà finalmente entrare nel nostro Paese evitando i cosiddetti viaggi della morte”. Grazie alla firma di un accordo tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, da una parte, il ministero degli Esteri e quello dell’Interno dall’altra, è stato inaugurato quindi il progetto che consentirà, per il momento, a mille profughi - attualmente in Marocco, Libano ed Etiopia - di giungere nel nostro Paese con visti rilasciati per “motivi umanitari” a spese delle stesse associazioni. Quindi senza l’intervento economico dello Stato e – sottolinea Impagliazzo – con un vantaggio anche per la sicurezza: “Sarà massima rispetto a chi arriva con i barconi perché i controlli saranno scrupolosi e verranno prese anche le impronte digitali”.
Il progetto dei “corridoi umanitari” è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa presso la Comunità di Sant’Egidio. Prevede l’ingresso in Italia di profughi in condizioni di “vulnerabilità” come donne sole con bambini, vittime potenziali della tratta di essere umani, anziani, persone affette da disabilità o serie patologie, e soggetti riconosciuti dall’Unhcr come rifugiati. Si tratta di una “buona pratica” che può costituire un modello replicabile anche in altri Paesi europei. Lo credono le tre sigle che hanno firmato l’accordo. Il presidente di Sant’Egidio aggiunge che in questo modo sarà sperimentata anche la possibilità di reintrodurre nella legislazione italiana il sistema della sponsorship, e in prospettiva in Europa, come già avviene in altri continenti: la possibilità di una chiamata da parte di un “garante” (associazione o singoli privati) disponibile ad assicurare allo straniero alloggio e sostentamento, in modo anche da rendere effettivi tanti ricongiungimenti familiari.
A partire da oggi verranno quindi istituiti uffici in Marocco, in Libano e, successivamente, in Etiopia per profughi provenienti da Siria, Etiopia e altri Paesi dell’Africa Subsahariana. Si provvederà a comporre le liste con le persone “in condizioni di vulnerabilità” per trasmetterle alle autorità consolari italiane che rilasceranno visti a “territorialità limitata” (quindi solo per l’Italia).
Le spese per i viaggi, in aereo o in nave, per l’ospitalità e l’assistenza legale saranno tutte a carico delle associazioni, in larga parte con l’8 per mille della Tavola Valdese e con fondi della Comunità di Sant’Egidio anche grazie ad una colletta straordinaria che verrà realizzata per questo Natale in tutto il mondo. Ai profughi, una volta arrivati in Italia, si offrirà anche un programma di integrazione che prevede l’apprendimento della lingua italiana, l’avviamento al lavoro e l’iscrizione a scuola per i minori.
“Mille persone, per ora, e speriamo di più in futuro – ha commentato Impagliazzo - saranno finalmente sottratte al rischio di morire in mare, ma anche allo sfruttamento economico da parte dei mercanti di uomini. E’ molto significativo avere avviato questo progetto ecumenico con le comunità evangeliche italiane e anche che  parta proprio all’inizio del Giubileo della misericordia”.
Il presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, ha espresso la sua soddisfazione per il progetto perché “non è più possibile che ancora oggi in Italia non ci sia posto per una madre che deve partorire”, come la madre di Gesù a Natale , e ha sottolineato che la presenza degli stranieri in Italia “non è solo questione di accoglienza ma arricchisce il nostro Paese anche dal punto di vista economico e del sistema pensionistico”.
Il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini, ha raccontato che tutto parte dalla presenza delle Chiese evangeliche, di Sant’Egidio e di altre associazioni a Lampedusa, dal loro dire “basta” alle morti in mare e alla ricerca, da oltre un anno a questa parte, di soluzioni alternative: “Ma oggi finalmente partono i corridoi umanitari”. Ha anche spiegato che al momento è disponibile un milione di euro per le spese del progetto e che si attendono altre donazioni. I profughi verranno accolti in Piemonte, Sicilia, Toscana a Roma, dove la comunità di Sant’Egidio utilizzerà anche la sua rete di scuole di lingua e cultura italiane per integrare le persone che giungeranno e i suoi corsi di mediatori culturali. Aiuteranno anche altre associazioni come “Papa Giovanni XIII” presente nei campi profughi al confine tra Siria e Libano. Era presente alla conferenza stampa anche l’imam della Magliana Sami Salem, attivo nel lavoro di integrazione degli stranieri nella periferia di Roma.
 


 

Palermo: Premio Padre Pino Puglisi alla Fondazione Migrantes

Palermo - «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto». Era questo il motto di Padre Pino Puglisi, il sacerdote assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993 e proclamato beato nel 2013. Nel suo nome, dal 2005, l’associazione Jus Vitae Onlus e il The Brass Group premiano persone e organizzazioni che si distinguono, ciascuno nel proprio ambito, nella diffusione e nella promozione della cultura della legalità, nonché nella tutela dei diritti dei minori.
L’edizione 2015 del “Premio Internazionale Beato Padre Pino Puglisi”, giunta all’undecima edizione, è stata dedicata alla memoria del piccolo Aylan, il bambino siriano di tre anni che ha perso la vita prima di raggiungere l’approdo di salvezza e divenuto il simbolo della tragedia dell’immigrazione.  
Quest’anno il riconoscimento è andato, tra gli altri, a Mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, per il suo impegno nella promozione della cultura dell’accoglienza e per l’attenzione prestata alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera a Palermo, dal cui porto nell’ultimo anno sono transitati migliaia di profughi, in fuga da terre dilaniate da guerra, fame e calamità naturali.
«La Sicilia ci ha insegnato l’ospitalità e ci ricorda che ogni persona, da qualsiasi posto provenga, ha una dignità che va rispettata» ha detto Mons. Perego, ricordando la sproporzione tra il numero di persone accolte nell’Isola e il numero esiguo di migranti ospitate nelle regioni settentrionali, con particolare riguardo ai minori stranieri non accompagnati. «Per noi di Migrantes – ha sottolineato il direttore della Fondazione - mettere al centro la persona, uno dei 700 bambini morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, i lavoratori che sono sfruttati solo perché arrivano da un altro paese, rappresenta un impegno importante per sentirci Chiesa oggi».
Al termine della manifestazione Mons. Perego ha ricevuto l’abbraccio del neoarcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, il quale si è complimentato per il servizio pastorale reso in questi anni dalla Fondazione Migrantes.
 «Questo premio - ha sottolineato il direttore generale a margine dell’evento - va all’impegno profuso della Migrantes a livello nazionale, ma anche a tutti i suoi uffici che, nelle varie diocesi, favoriscono la cultura dell’incontro nel segno delle quattro parole-chiave che Papa Francesco ci ha consegnato in occasione della recente visita a Prato: rispetto, accoglienza, inclusione e integrazione».
(Luca Insalaco)

 

Paesi Bassi: dai vescovi lettera “sull’accoglienza dei rifugiati”.

“Un bambino è dovuto scappare in una terra straniera lontana per sfuggire alle mani assassine di Erode. Se pensiamo all’arrivo dei rifugiati nel nostro Paese, dobbiamo avere nella mente questa esperienza del Bambino con Maria e Giuseppe”: così scrivono i vescovi olandesi in una lunga lettera, diffusa oggi dall’agenzia Sir,  “sull’accoglienza dei rifugiati”, rivolta “a tutti i cittadini e in particolare alle parrocchie e alle comunità di fede”. A partire dal credo cristiano per cui “in ogni essere umano nel bisogno, il Signore stesso viene a noi e fa appello alla nostra disponibilità nel fornire cure e assistenza”, i vescovi si dicono “preoccupati per l’atteggiamento verso i rifugiati e il dibattito in materia di asilo” nei Paesi Bassi. “Slogan, giudizi e generalizzazioni non ci aiutano ad andare avanti. Le violenze e i soprusi sono inaccettabili”. Aiutare ogni persona e tutelare il vivere sociale devono andare di pari passo. Per questo è necessario “condurre in tutta franchezza un confronto sulle diversità”, perché “una convivenza positiva è responsabilità di tutti, nostra e dei profughi”. Con ripetuti rimandi all’Anno della misericordia e alle sollecitazioni di Papa Francesco, i vescovi richiamano “la grande responsabilità della comunità internazionale” e sollecitano le comunità olandesi a vivere l’ospitalità in ogni forma e in spirito di collaborazione tra le molte realtà già attive sul campo.

Fano: il vescovo varca la Porta Santa con due migranti

Fano - In occasione del Giubileo della Misericordia, domenica  scorsa,  13 dicembre il Vescovo di Fano monsignor Armando Trasarti ha aperto la Porta della Misericordia in Cattedrale insieme a Collins, a suo figlio Divane e ad altri amici ospiti delle comunità nella diocesi. Collins, incinta, viaggiava su uno dei tanti gommoni che sperano di raggiungere le nostre coste. Grazie ad alcuni operatori di Medici Senza Frontiere è riuscita a dare alla luce suo figlio Collins. Collins, di origine camerunese, 25 anni, era insieme ad altre 240 persone e solo grazie ai medici di Msf è riuscita, dopo 4 ore di travaglio, a dare alla luce suo figlio. Mons. Trasarti nella sua omelia ha ricordato il valore dell’accoglienza: “Attorno alla nostra coscienza – ha detto - talora si forma progressivamente come una crosta fatta di indifferenza verso il bene e verso il male. Rischiamo di sentirci sempre abbastanza a posto e di non conoscere il dolore e il rimorso per i nostri peccati, soprattutto di omissione”. Da qui l’esortazione ad accogliere “le persone più bisognose di misericordia come gli anziani e i malati che vivono in famiglia e nelle case di riposo e non di rado patiscono pene profonde perché si sentono dimenticati e non hanno voce per farsi sentire e gli immigrati e i richiedenti asilo che quasi sempre portano ferite morali e anche fisiche perché lungo la strada qualcuno si è approfittato di loro. Sproniamo le nostre comunità affinché diano testimonianza di superare paure e preconcetti, aprendosi all’ospitalità”.
 

Centro Astalli: mostra “Rifugiati: un incontro che apre alla solidarietà”

Roma - Sarà inaugurata il 17 dicembre 2015 alle 19,00 presso la Chiesa di S. Andrea al Quirinale la mostra fotografica "Rifugiati: un incontro che apre alla solidarietà". 
Attraverso scatti che raccontano scene di vita quotidiana dei rifugiati nei campi profughi gestiti dal JRS (Jesuit Refugee Service), il Centro Astalli, sede italiana del JRS, vuole ricordare tutte le situazioni di guerre e persecuzioni che mettono in fuga ogni giorno migliaia di persone. Far conoscere i volti e le storie dei rifugiati in occasione del Giubileo della Misericordia ha – si legge in ina nota -  un significato profondo per il Centro Astalli vuole dire andare oltre le mere statistiche e dare un volto a i rifugiati”. La mostra, aperta per tutta la durata dell'anno giubilare, è composta da fotografie di rifugiati scattate nei campi profughi in Congo e Siria accompagnate da testi, con testimonianze dirette, sia in italiano che in inglese.
 

Carta di Roma: presentato il Rapporto “Notizie di confine”

Roma - Il 2015 rappresenta un anno significativo per la visibilità del tema dell’immigrazione, con un incremento di notizie che va dal 70 al 180% sui quotidiani e con un record di servizi nei tg nazionali prime time: 3.437, il numero più alto registrato negli ultimi 11 anni. E’ quanto emerge  dal terzo Rapporto  Carta di Roma “Notizie di confine”, presentato ieri a Roma
L’immigrazione ha avuto visibilità continua sia sulla carta stampata che in televisione, con picchi di attenzione in corrispondenza di particolari avvenimenti: in queste occasioni  i quotidiani hanno dedicato all’argomento una media di 4/5 titoli al giorno in prima pagina, mentre per i telegiornali si contano circa 7 notizie per edizione. Tra le cattive pratiche più diffuse, spiega presentando i dati Paola Barretta, Senior Media Analyst dell’Osservatorio di Pavia «l’associazione diretta dell’immigrazione alla criminalità e la presentazione di vox populi come rappresentative del sentire comune», mentre tra le buone pratiche più rilevanti «le forme di racconto alternativo, che offrono un approfondimento da una prospettiva diversa». Alla crescita esponenziale di visibilità televisiva del tema immigrazione non ha corrisposto un aumento della paura e dell’insicurezza nei confronti di migranti e profughi. «L’indice di insicurezza nei confronti degli immigrati non è aumentato», ribadisce Ilvo Diamanti, professore di Analisi dell’Opinione pubblica presso l’Università di Urbino e direttore scientifico di Demos & Pi. «I media più di tutti sono in grado di trasformare la realtà in un’idea condivisa, nell’opinione pubblica», sostiene Diamanti, spiegando che «un racconto corretto da parte dei media sull’immigrazione deve servire a costruire i confini cognitivi, e non altri».
È l’accoglienza il tema attorno al quale ruota la maggior parte della comunicazione sull’immigrazione. Oltre la metà dei titoli analizzati sui quotidiani (55%) contiene un riferimento alla gestione (e all’emergenza) degli arrivi di migranti e profughi; a differenza degli anni passati, tuttavia, quella del 2015 è una comunicazione di “confine” in cui entrano in modo significativo l’Unione europea e gli altri paesi europei: il muro in Ungheria, le “interminabili” file alle frontiere, Calais, l’euro-tunnel e ancora i vertici politici e tutte le questioni legate alle quote.
Anche nei telegiornali l’accoglienza è in cima all’agenda (55%), seguita dalla cronaca degli sbarchi (24%) e dalla criminalità e sicurezza (23%). Nei quotidiani, nei primi dieci mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2013, i titoli in prima pagina sono aumentati dal 70 al 188% a seconda delle testate. Si arriva anche a cinque al giorno in occasione di eventi specifici, come la morte del piccolo Aylan. Ad Avvenire va il primo posto: 300 notizie in prima pagina sulle migrazioni in dieci mesi, una al giorno.  Il rischio – ricorda Giovanni Bellu, Presidente dell’Associazione Carta di Roma – è di dimenticarci, perché meno notiziabile, che «cinque milioni e mezzo di immigrati producono l’8,6% del Pil italiano».
L’enfasi emergenziale è legata agli arrivi, agli eventuali problemi sanitari e al timore di attentati, con titoli allarmistici nel 47% dei casi. Tra le testate analizzate (Corriere della sera, Il Giornale, Avvenire, l’Unità, la Repubblica, La Stampa), il quotidiano cattolico risulta quello che, insieme all’Unità, «dedica maggiore spazio all’approfondimento e privilegia toni pragmatici e pacati». Si riconosce ad giornale la «maggiore contestualizzazione sia per quanto riguarda le cause dei flussi e i Paesi di provenienza, sia per l’estensione geografica del fenomeno».