Primo Piano

Via libera allo “ius soli” sportivo

Roma – L’attività sportiva come strumento di integrazione sociale dei giovani stranieri. Con l’approvazione definitiva, ieri in Senato, diventa legge la proposta “per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva”. Il via libera al cosiddetto “ius soli sportivo” è arrivato con 215 voti a favore, sei contrari (quelli della Lega Nord) e due astenuti.
Con l’entrata in vigore della legge, gli stranieri minorenni «regolarmente residenti nel territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno di età, possono essere tesserati con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani». Inoltre, il tesseramento resterà valido, anche dopo il compimento dei 18 anni, «fino al completamento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana».
 

Oggi 2000 poveri al Rony Roller Circus: “un gesto di grande accoglienza”

Roma - “E’ un segno molto bello e di grande accoglienza e sensibilità del mondo dei circhi per chi vive situazioni di disagio e povertà”. Così mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore regionale della Migrantes del Lazio e della  diocesi di Roma commenta a migrantesonline.it  l’iniziativa dell’Elemosineria Apostolica che per oggi pomeriggio ha organizzato uno spettacolo circense per circa 2000 poveri. Tutti i duemila posti del tendone del Rony Roller Circus a Roma saranno, infatti, messi a disposizione di altrettanti poveri e bisognosi, invitati dal circo e assistiti dalla Elemosineria del Papa guidata da. Una “iniziativa molto bella che ha visto il coinvolgimento di varie strutture ecclesiali” , ha aggiunto il Direttore di Migrantes, l’organismo di Migrantes che in Italia segue la pastorale con i circensi e i lunaparchisti. Gli ospiti, inoltre – tra questi anche un gruppo di Rom accompagnati dal vescovo ausiliare del Settore Sud di Roma, mons. Paolo Lojudice - potranno essere visitati e assistiti dai medici e infermieri nei camper inviati dai Servizi sanitari del Vaticano. In questa occasione - spiega l'Elemosineria Apostolica - sarà anche recitata "una preghiera di inizio e insieme un ringraziamento al Papa per questo nuovo gesto di vicinanza" nei confronti dei più bisognosi. (Raffaele Iaria)
 

Migrantes Liguria: a Genova la presentazione del Rapporto Protezione Internazionale

Genova - Sabato 16 gennaio, a partire dalle 10, a Genova, su iniziativa della Migrantes, sarà presentato il  II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, elaborato da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e SPRAR, in collaborazione con UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), presentato per la prima volta a Roma e all’Expo 2015 di Milano a fine settembre. Il rapporto, un importante studio sul fenomeno dei migranti e dei rifugiati a livello internazionale, sarà presentato a Genova, nella Casa della Giovane in piazza S. Sabina n. 4, dalla dott.ssa Mariacristina Molfetta (Antropologa culturale, referente dell’ufficio Pastorale Migranti di Torino, Presidente del coordinamento Non solo asilo), tra i relatori del documento. L’incontro è aperto al pubblico e in particolare gli operatori di settore e le diverse autorità (civili, militari e religiose) delle diocesi liguri.
 

Migrantes Torino: domenica l’inaugurazione della nuova sede con l’Arcivescovo Mons. Nosiglia

Torino - Nella Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato, domenica 17 gennaio 2016, alle ore 14.00, l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Torino inaugurerà la nuova sede già operativa, in via Cottolengo 22. Un’occasione in cui si invocherà la Benedizione del Signore sui locali che ogni giorno accolgono centinaia di migranti, e su quanti – si legge in una nota -  “operano per garantire accoglienza e percorsi di inserimento. Sarà anche un momento di ringraziamento a quanti hanno reso possibile la ristrutturazione e l’allestimento dei locali”.
Domenica 17 gennaio in via Cottolengo 22 saranno presenti molte delle realtà con cui l’Ufficio Migrantes opera ogni giorno, nella consapevolezza che per “dare risposte concrete alle persone è necessario lavorare in sinergia con le diverse anime del territorio. Perché – spiegano - condividere percorsi, cercare soluzioni possibili, elaborare nuove strategie che rispondano ai fenomeni complessi della società migrante in cambiamento, è l’unica strada percorribile.
L’incontro si aprirà con i saluti del Direttore diocesano Migrantes, Sergio Durando e la benedizione della nuova sede da parte dell’Arcivescovo, Mons. Cesare Nosiglia. Seguirà la  visita ai locali e l’incontro con operatori e immigrati per conoscere i servizi che ogni giorno si svolgono nella sede.
 
 

GMM: le iniziative a Savona

Savona - La Diocesi di Savona-Noli ha celebrato in anticipo la Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato (che a livello internazionale è fissata per il 17 gennaio). Domenica scorsa l’iniziativa organizzata dall’Ufficio pastorale Migrantes nella chiesa del Sacro Cuore in corso Colombo a Savona. Dopo un momento di accoglienza la Messa presieduta  dal vescovo, mons. Vittorio Lupi e animata dalle comunità cattoliche straniere e non della diocesi. Al termine della celebrazione inaugurazione degli spazi a disposizione della Pastorale giovanile sotto la chiesa e rinfresco offerto dalla Migrantes e dalle comunità cattoliche straniere.
 
 

237.017 gli accordi di integrazione in Italia

Roma - Sono 237.017 gli accordi di integrazione stipulati tra lo Stato italiano e gli stranieri alla data del 28 dicembre 2015. La quota maggiore (11,56%) spetta a Roma con 26.936 accordi stipulati, seguita da Milano (10,74%) con 25.017; a seguire Torino (4.03%) con 9.399 e Napoli (3.68%) con 8.580 accordi; Firenze con 7.268 accordi (3.12%), Bergamo con 7.036 accordi (3.02%) supera di poco Brescia, 6.619 (2.84%). L'accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato è stato introdotto nel nostro ordinamento dal D.P.R. 14 settembre 2011, n.179, Regolamento entrato in vigore il 10 marzo 2012. Da tale data, pertanto, gli stranieri, di età superiore ai 16 anni, che faranno ingresso nel territorio nazionale per la prima volta e richiedano un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, dovranno sottoscrivere tale accordo presso le Prefetture o le Questure. Con tale istituto si è voluta perseguire- si legge in una nota -  la strada del patto con il cittadino non appartenente all'Unione europea regolarmente soggiornante, fondato su reciproci impegni. Da parte dello Stato, quello di assicurare il godimento dei diritti fondamentali e di fornire gli strumenti che consentano di acquisire la lingua, la cultura ed i principi della Costituzione italiana; da parte del cittadino straniero, l'impegno al rispetto delle regole della società civile, al fine di perseguire, nel reciproco interesse, un ordinato percorso di integrazione.
 

Londra: riprende il progetto “Primo Approdo”

Londra – Riprenderà il prossimo 3 febbraio il progetto "Primo Approdo", dedicato ai giovani italiani che si sono da poco trasferiti in Inghilterra e nel Galles. All'incontro, che si svolgerà presso il Consolato generale d'Italia a Londra parteciperanno esperti italiani che vivono e lavorano a Londra e potranno dare consigli preziosi su come scrivere un curriculum, cercare lavoro e conoscere i propri diritti come lavoratore dipendente e autonomo. Per questo primo incontro del 2016 si aggiunge al consueto team di relatori anche un esperto del settore immobiliare, per una sessione speciale dedicata alla ricerca di una casa a Londra, una vera e propria sfida per chi si è appena trasferito nella metropoli britannica. L'iniziativa, nata su impulso dell’ambasciatore in Gran Bretagna Pasquale Terracciano, intende fornire indicazioni generiche di orientamento agli italiani di recente immigrazione in Inghilterra e nel Galles attraverso seminari tematici ospitati nel consolato.
 

Savona: incontri su migrazioni e scenari internazionali

Savona - La parrocchia di Santa Maria Giuseppa Rossello nel quartiere savonese della Villetta, guidata da don Giuseppe Noberasco, organizza una serie di incontri su migranti, migrazioni, rifugiati, partendo soprattutto da alcuni stimoli di Papa Francesco. Gli appuntamenti si svolgeranno tutti alle 21 e tutti nei locali parrocchiali. Prima data lunedì prossimo 18 gennaio alle 21 sul tema “Rotte migratorie e cause dei principali flussi di ingresso in Europa”: relatore Astrid Pannullo, fotoreporter di guerra e giornalista freelance, che a lungo ha viaggiato in zone oggi al centro dello scenario politico internazionale. Lunedì 25 si terrà poi un incontro su “Richiedenti asilo, quali accoglienze sul nostro territorio?” con la presentazione del progetto “Rifugiato a casa mia”.
 

Centro Astalli: oggi incontro con P. Nicolás insieme ai rifugiati

Roma - Padre Adolfo Nicolás, Superiore Generale della Compagnia di Gesù, incontrerà rifugiati, volontari e amici del Centro Astalli in un evento pubblico da titolo “Rifugiati: un incontro che apre alla solidarietà” che si svolgerà oggi. Sarà l’occasione per il Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, di celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato promossa dalla Chiesa Cattolica (17 gennaio).
Il Padre Generale proporrà ai presenti una riflessione sulle migrazioni nel mondo, sull’attuale concetto di frontiera, sul pericolo di chiusura da parte dei paesi industrializzati alle richieste di accoglienza dei migranti. L’incontro, introdotto dai saluti di P. Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli, prevede la testimonianza di due famiglie rifugiate dalla Siria e dal Kenya.
Samer con la moglie e i due figli, scappato due mesi fa dalle bombe di Damasco, racconterà della guerra che sta martoriando il Paese e la sua gente. Prima di partire i bambini sono scampati ad un attacco allo scuolabus che ogni giorno prendevano per andare a scuola. La giovane Mary con la madre Salome e il fratello Antony, fuggiti da Nairobi, oggi accolti in un istituto religioso a Roma, proverà a spiegare cosa voglia dire essere vittima di terrorismo in un Paese africano e come sia possibile ricominciare a fidarsi del prossimo qui in Italia. 10 rifugiati di 10 diverse nazionalità formuleranno un messaggio di pace nella loro lingua di origine. P. Nicolás reciterà la preghiera per i rifugiati, scritta per questa occasione. “In un momento storico in cui l’Europa è attraversata da paure e incertezze che innescano reazioni scomposte ed emotive è quanto mai necessario creare occasioni per ribadire le nostre priorità: il rispetto del diritto di asilo, la tutela dei più vulnerabili, la difesa della dignità umana in qualunque circostanza. Ed è importante che a farlo con il Centro Astalli sia il Superiore generale dei gesuiti, a testimoniare l’impegno di tutta la Compagnia di Gesù sul tema delle migrazioni. La chiusura delle frontiere rappresenta un fallimento grave per tutti noi non solo per i rifugiati che ogni giorno ne pagano un prezzo altissimo in termini di vite umane”, afferma p. Ripamonti.
 

GMM: le iniziative nella diocesi di Carpi

Carpi - Domenica 17 gennaio, come da 102 anni a questa parte, nella terza domenica di gennaio, la Chiesa cattolica celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato. In questa occasione la Commissione diocesana Migrantes e la Caritas diocesana di Carpi organizzano due appuntamenti. Il primo, domenica scorsa presso l’Auditorium Loria con il convegno “Da chi andremo? Profughi e migranti a partire dalle parole di Papa Francesco”. Il secondo sabato 16 gennaio, alle 18.30, presso la parrocchia di Quartirolo a Carpi, la celebrazione della “Messa dei Popoli”, caratterizzata da segni e gesti volti a richiamare la fraternità e la comunione che i credenti, qualunque sia il loro paese di origine, sono chiamati a vivere dal comune Padre, e di una Veglia di preghiera per le vittime degli eventi che in questi mesi hanno coinvolto profughi e migranti. Entrambi i momenti saranno presieduti dal Vescovo mons. Francesco Cavina.
 

Gmm in Lombardia: il messaggio degli uffici Migrantes

Milano - Nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato 2016, dal titolo: «Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia», papa Francesco precisa che «i flussi migratori sono ormai una realtà strutturale e la prima questione che si impone riguarda il superamento della fase di emergenza per dare spazio e programmi che tengano conto delle cause delle migrazioni, dei cambiamenti che si producono e delle conseguenze che imprimono volti nuovi alle società e ai popoli».
Indagare le cause delle migrazioni è pertanto una priorità. In primo luogo nella dimensione e in prospettiva sociale, per essere realmente efficaci nella solidarietà e delineare modelli pluralisti, inclusivi e sostenibili: «Perciò esorto i Paesi ad una generosa apertura, che invece di temere la distruzione dell’identità locale sia capace di creare nuove sintesi culturali. Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! » (EG n. 210).
In secondo luogo nella dimensione e in prospettiva etica, per smascherare la demagogia che mira a contrapporre alcune categorie di migranti, meritevoli di aiuto (i profughi) ad altre, che non ne avrebbero diritto (i cosiddetti “migranti economici”). Tale contrapposizione si basa infatti sul presupposto che gli uni fuggano da conflitti ingiustamente subiti, mentre gli altri scelgano liberamente di abbandonare i propri Paesi, economicamente falliti a causa di politiche inconcludenti sul piano economico e sociale, della corruzione dilagante e di contrapposizioni etniche, per tentare la sorte in Paesi che si ritengono virtuosi.
Vorremmo ricordare che nella sua ultima lettera enciclica Laudato si’, papa Francesco denuncia senza mezzi termini le reali cause della migrazione di milioni di persone: «È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile» (n. 25).
Il Vangelo della misericordia ci obbliga pertanto a fare luce sulla verità delle cause economiche, ecologiche e sociali di ogni situazione, per trarne conseguenze responsabili, a vantaggio sia dei migranti sia delle società e dei Paesi che li ricevono, con la consapevolezza che la giustizia è la base imprescindibile della misericordia e la mutua accoglienza la sola garanzia di futuro per tutti.
Lo scorso 4 ottobre, durante l’annuale omaggio dell’olio per la lampada di san Francesco affidato per il 2015 alle Chiese di Lombardia, era presente ad Assisi anche una folta rappresentanza di fratelli migranti provenienti da tutte le Diocesi lombarde. L’auspicio è che il segno concreto, visibile e testimoniante di quella giornata si riverberi nella vita quotidiana delle nostre città, dei nostri paesi e soprattutto delle comunità cristiane, nella convinzione che il Vangelo dell’accoglienza
e della misericordia è l’occasione storica che abbiamo per costruire un mondo migliore. (Uffici Migrantes Diocesi di Lombardia)

Ragusa: la convivialità delle differenze dentro la Scuola

Ragusa - Quanto deve essere grande un cuore per dirsi cristiano? Alla scuola materna del plesso “Ecce Homo” della scuola “Vann’Antò” a Ragusa hanno deciso che deve essere grande come una casa. “Il progetto – spiega l’insegnante Ivana Blundo – nasce dall’idea di veicolare il messaggio d’amore e di pace che proviene dal nostro essere cristiani. La nostra, tuttavia, è una scuola situata al centro storico di Ragusa e come tale è collocata in un contesto multiculturale e multi religioso. La proposta di quest’anno, quindi, è stata quella di costruire un villaggio fatto di case appartenenti alle diverse culture presenti nella nostra scuola”.
Alla materna del plesso “Ecce Homo”, circa un bambino su due ha almeno un genitore straniero e il lavoro sull’Intercultura viene portato avanti da almeno due decenni dalle insegnanti e col pieno appoggio del dirigente Rosario Pitrolo. La visita a questo originale presepe preparato dai genitori e dalle maestre, è stata un viaggio dal Giappone all’Eritrea, dalla Tunisia al Pakistan, dalla Romania, al Marocco e all’Albania. Non è mancata una grande masseria tipica della Sicilia, minutamente ricostruita con materiali poveri e di recupero e trasformata in capanna per la natività.
“Ogni casa – continua la maestra Ivana Blundo – ha una famiglia e in ogni famiglia ci sono cuori che pulsano e condividono il messaggio di pace, di convivenza e convivialità del Natale. La nostra parola chiave è proprio quella della condivisione di valori che appartengono anche a chi la pensa diversamente da noi, ma che insieme a noi ha costruito un villaggio ideale su uno sfondo di sensibilità comune per il desiderio di pace”.
Al centro della sala con i presepi da tutto il mondo c’era un grande albero di Natale formato da cuori con messaggi di pace, di amore, di speranza, scritti dai bambini e dai loro genitori. Alla festa di fine anno, a confermare questa attenzione inclusiva di tutte le sensibilità, hanno presenziato, portando un loro breve saluto, anche l’imam di Ragusa, il diacono ortodosso e don Gino Alessi, parroco della Cattedrale. (Vincenzo La Monica - Migrantes Ragusa)

Il “Corriere d’Italia” compie 65 anni

Francoforte - Con il numero in distribuzione in questi giorni il “Corriere d’Italia”, il mensile delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, entra nel 65.mo anno di vita. Nato nel gennaio del 1951, con il nome “La Squilla”, come supplemento de “L’Operaio Cattolico” e “Notiziario della Missione Cattolica Italiana in Germania”, il giornale – ricordsa oggi il delegato dlele mci p. Tobia Bassanelli - è stato fondato da don Aldo Casadei, missionario italiano a Francoforte. La testata – scrive ha “attraversato tante stagioni, legate alle sensibilità dei diversi direttori, alle condizioni economiche dell’editore, ai tempi della vita sociale e politica italo-tedesca. Ma è sempre rimasta fedele ai suoi lettori, gli italiani in Germania, cercando di raccontarne la vita, di dare loro una voce ed un peso pubblico, di aiutarli nel superamento dei problemi, come l’inserimento nelle realtà tedesche senza perdere il contatto con la terra di origine, lo sforzo per migliorare il successo scolastico e professionale dei figli, la realizzazione, una presenza culturale vitale e qualificata”. L’accompagnamento delle prime generazioni, la vicinanza alle seconde e terze generazioni, la ripresa degli arrivi dall’Italia di questi ultimi anni, e tante altre esigenze, “ci fanno – aggiunge p. Bassanelli -  capire che non è ancora giunto il momento di chiudere i battenti.  Anzi, in tempi di rapide trasformazioni e di profondi cambiamenti, è più che mai urgente avere dei punti saldi di riferimento, le idee chiare sui valori da sostenere e portare avanti, gli obiettivi che devono restare fondamentali”. Il giornale pensa di festeggiare questo anniversario con due iniziative: una festa  con i lettori e con i collaboratori e con due pubblicazioni: la storia delle Missioni cattoliche italiane in Germania, a cura di mons. Silvano Ridolfi e con un premio “Quando i miei vennero in Germania”, come continuazione del volume “Quando venni in Germania”, pubblicato in occasione del 40° dell’accordo italo Tedesco del 1955, che raccoglieva le testimonianze delle prime generazioni. (R.I.)

Pozzallo: appello per il Centro di prima accoglienza e soccorso

Pozzallo - Preoccupazione è espressa dal Movimento Rinascita Cristiana per il rischio che “Medici senza frontiere” lasci il Centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo ed i numerosi  Centri di accoglienza straordinaria (CAS) della provincia di Ragusa a causa delle condizioni precarie del Centro stesso che “non sono in grado, attualmente, di offrire una risposta efficace ai bisogni medici e psicologici delle persone vulnerabili (donne in stato di gravidanza, minori, vittime di tortura)”, spiega una nota.
Il Centro di Pozzallo, individuato come “hotspot”, secondo il modello fissato dagli Organismi dell’Unione Europea, deve – sottolinea Rinascita Cristiana – “essere messo in grado”, nel momento di “primo soccorso” in cui il migrante sopravvissuto alla traversata del Mediterraneo è ancora sotto l’effetto degli eventi traumatici del viaggio in mare, di effettuare - come gli è richiesto – “tutte le verifiche per  tutelare il migrante” e consentirgli  di presentare  una “richiesta di asilo”, da sottoporre alla Commissione incaricata, e “non vedersi discrezionalmente respinto”.
Anche la Fondazione Migrantes, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che domenica 17 gennaio 2016 si celebra in tutte le parrocchie italiane, unisce la sua voce a quella di Rinascita Cristiana – che proprio a Pozzallo ha tenuto nel novembre scorso il Convegno “Mediterraneo: una strada nel mare” - per chiedere alle istituzioni di adoperarsi in ogni modo, nel rispetto dei diritti riconosciuti a tutte le persone secondo le Convenzioni ed i Trattati internazionali,  affinché  si continui ad offrire un servizio medico e psicologico adeguato ed efficace ai migranti che arrivano sulle coste italiane, con una particolare tutela per le donne in gravidanza e i minori non accompagnati.

MCI Germania: morto don Giovanni Paganini

Brescia – Ieri mattina è scomparso don Giovanni Paganini, dal 1982 sacerdote impegnato con gli italiani residenti in Germania. I funerali, presieduti da mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia – informa una nota della diocesi -  sono in programma giovedì 14 gennaio alle ore 15 nella parrocchia di Orzivecchi dove è nato don Paganini nel gennaio del 1952. Ordinato sacerdote a Brescia nel 1976, è stato curato al Violino (1976-1982) e dal 1982 era cappellano dei migranti in Germania. La camera ardente è allestita presso l’abitazione dei familiari in Via Caduti del Lavoro 7 a Orzivecchi. La veglia funebre con la messa, presieduta da mons.  Gianfranco Mascher, è prevista per questa sera alle 19 nella chiesa parrocchiale di Orzivecchi. “Per lui e per i suoi familiari il nostro ricordo nella preghiera”, scrive in una nota la diocesi di Brescia alla quale si unisce la Fondazione Migrantes.
 

Lampedusa: per la GMM l’apertura della Porta della misericordia

Lampedusa - La porta della misericordia a Lampedusa l’ha già aperta tanto tempo fa. Non spalancando i battenti di legno del Santuario, ma diventando terra di approdo di decine di migliaia di migranti venuti dal mare. «Questa è una piccola comunità che, nella sua fragilità, rappresenta il mondo» dice il parroco dell’isola, don Mimmo Zambito, alla vigilia di un evento che darà merito alle capacità dimostrate dai lampedusani negli ultimi drammatici anni in prima linea sul
Mediterraneo. L’apertura del Giubileo a Lampedusa, infatti, una delle Porte Sante scelte nell’arcidiocesi di Agrigento, coincide con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Sabato
alle 16, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presiederà la celebrazione dei Vespri e aprirà la Porta Santa nel santuario della Madonna di Porto Salvo, nella più grande delle Pelagie. Domenica, invece, alle 9.30, ci sarà un momento di preghiera e riflessione davanti alla “Porta d’Europa”, il monumento con vista sul mare che più di tutti rappresenta il dramma delle migrazioni. Alle 11, poi, nella parrocchia San Gerlando, la celebrazione presieduta dal cardinale Montenegro e la consegna del crocifisso, dono di papa Francesco alla comunità di Lampedusa.
Si tratta di un Cristo inchiodato su una croce fatta da remi di barche, donato da Raúl Castro al Papa durante la visita a Cuba. Proprio il Pontefice ha voluto che questo Crocifisso abbracciasse la comunità di Lampedusa, la “periferia” scelta dal Papa per il suo primo viaggio apostolico. Un gesto che è segno «dell’amore che il Papa ha per l’arcidiocesi di Agrigento e per Lampedusa e se il Papa ci stima così e ci vuol bene così, per noi – ha detto Montenegro – diventa una responsabilità ancora più grande». Alla celebrazione saranno presenti anche l’autore del crocifisso, Alexis Leyva Machado, e l’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, Jorge Quesada Concepción. L’evento cade in un momento particolarmente delicato nella vita di questa perla del Mediterraneo. Fino a pochi giorni fa la protesta di 200 eritrei contro le procedure di identificazione e l’appello del sindaco Giusi Nicolini e del parroco don Zambito a rivedere la situazione dell’hotspot, che sta mostrando tutte le sue criticità. Fra i motivi della protesta le carenti informazioni ricevute nei centri circa le destinazioni stabilite dalle quote di ricollocamento, l’impossibilità per i migranti di esprimere preferenze tra i Paesi di destinazione e le enormi difficoltà riscontrate nel richiedere il ricongiungimento familiare. Nella struttura di contrada Imbriacola ci sono circa 400 migranti. «Dobbiamo ricordarci che stiamo parlando di persone, che con questo vuoto legislativo sugli hotspot rischiano di essere schiacciate» afferma don Zambito, mentre prepara la parrocchia all’evento dell’apertura del Giubileo. «La comunità ha convocato famiglie, ragazzi per proposte di riflessione, impegno, giornate intense di contatto con gli ospiti eritrei, momenti di preghiera – dice il parroco –. C’è un valore pedagogico di Lampedusa che accoglie. Questo Cristo crocifisso, che dal nuovo mondo arriva al centro del Mediterraneo, troverà nell’abside il posto che gli spetta. Un dono e un impegno per tutti». (Alessandra Turrisi – Avvenire)
 

Germania: il 60% dei tedeschi non valuta negativamente gli immigrati

Milano - I fatti di Colonia non hanno influito sull’opinione che la maggioranza dei tedeschi ha degli stranieri. È quanto rivela un’inchiesta realizzata dall’istituto Forsa e il cui risultato è stato reso pubblico ieri. Dal sondaggio emerge che il 60 per cento degli interpellati non valuta più negativamente gli stranieri dopo quanto accaduto nella città tedesca la notte di San Silvestro, diversamente dal 37 per cento del campione, che afferma di aver reagito in modo opposto.
Tra questi ultimi il gruppo più rappresentato (72 per cento) è quello dei simpatizzanti del Partito euroscettico Alternative fuer Deutschland (Alternativa per la Germania), seguito dai sostenitori della Cdu (Unione cristianodemocratica di Angela Merkel) e CSU (Unione cristianosociale), con il 43 per cento e infine dai filo-Fdp (Partito liberale, 39 per cento). Oltre la metà del campione (57 per cento) dice però di temere che a causa dell’afflusso massiccio di migranti in Germania possa salire il tasso di criminalità. Di avviso contrario il 40 per cento degli interpellati, secondo i quali i richiedenti l’asilo non faranno salire il numero dei reati che vengono commessi nel Paese. Quanto alle donne, la maggior parte dichiara di continuare a sentirsi molto sicura (28 per cento) o sicura (59 per cento) malgrado quanto accaduto a Colonia.
 

Mons. Galantino: “abnormità il reato di clandestinità”

Roma - “Il reato di clandestinità è un’abnormità. Perché punisce una condizione, non un comportamento”. E’ quanto ha detto mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della CEI, intervenendo, ieri sera, alla trasmissione  “DiMartedì”, condotta da Giovanni Floris su La7. Sul fenomeno dell’immigrazione in Italia, c’è “differenza tra percezione e realtà”, ha evidenziato mons. Galantino, per il quale “la percezione nasce perché c’è un certo tipo di comunicazione, di approccio ‘di pancia’”. “La differenza tra percezione e realtà – ha continuato – non aiuta ad affrontare seriamente un problema che non è più un’emergenza”.
“Mi fa specie – ha affermato il Segretario generale della CEI – un politico che dica ‘il reato di clandestinità va abolito ma non possiamo farlo adesso perché scompenseremmo chissà che cosa’. Farebbe specie a chiunque un politico che prende le decisioni che riguardano le persone solo sulla base di quello che potrebbe semmai disturbare la gente”.
Parlando poi di integrazione il presule ha spiegato che “l’integrazione non è mai frutto di buonismo a buon mercato, l’integrazione vera è frutto di atteggiamento di accoglienza, mentalmente e anche di cuore”, perché “l’altro ha sempre qualcosa da dirmi e da darmi”. “La vera integrazione – ha precisato – è frutto di identità serie e reciprocamente riconosciute, che vanno armonizzate”. Mons. Galantino ha ricordato di “come si possa stupidamente rinunciare alla propria identità”, ammonendo: “Quando noi presentiamo il vuoto gli altri lo riempiono con quello che hanno”.
 

GMM: i messaggi istituzionali alla Migrantes

Roma - Numerosi sono stati i messaggi arrivati questa mattina alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica prossima. Tra questi quelli dei ministri Alfano, Gentiloni, Lorenzin e Galletti.
Per il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, “il tema dell’integrazione, soprattutto in questo momento storico, è destinato a intersecarsi con quello della sicurezza”. Da tempo – ha scritto - gli interventi relativi all'accoglienza e alla sistemazione dei migranti sono oggetto, nel nostro Paese, di una partnership Stato - Regioni - Autonomie locali. Il sistema ha potuto funzionare solo grazie alla collaborazione responsabile di tutti i diversi livelli di governo coinvolti nella filiera. Ed è in questa logica che è stata rafforzata la compartecipazione tra le diverse istituzioni, cristallizzando anche in specifiche norme giuridiche questa linea collaborativa, già sperimentata nella prassi”. “Oltre che all'accoglienza, l'impegno del Governo – ha sottolineato Alfano -  è stato rivolto anche ad altri ambiti cruciali, come il perfezionamento delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale, la cui fluidità è una delle condizioni ineludibili per garantire il buon funzionamento del sistema”.
Per il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni l’immigrazione è “ormai un dato strutturale per la società e l’economia italiana. Dobbiamo perciò affrontare in maniera quanto più efficace le grandi sfide migratorie del futuro. Tali sfide richiedono sia l’affinamento di strumenti interni per migliorare la qualità dei servizi offerti, sia lo sviluppo di una governance globale ed europea che corrisponda, a vari livelli, alla complessità dei fenomeni migratori, affrontando alla radice i conflitti e le cause della povertà”. Il responsabile della Farnesina ribadisce che “la gestione della sfida migratoria è una priorità della politica estera italiana. Nel corso dell’ultimo anno ci siamo mossi per far capire che quella migratoria non è un’emergenza che riguarda solo i Paesi di arrivo dei migranti, bensì una problematica che interessa l’intera Europa”.  Nel suo messaggio il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ricorda che il suo  Ministero sta portando avanti un progetto per la realizzazione di una Cartella sanitaria in formato elettronico per i migranti. La cartella sanitaria servirà, spiega, ad “assicurare ai migranti, fin dall’arrivo sul territorio nazionale, una valutazione dello stato di salute che possa seguire la persona e aiutare una corretta presa in carico da parte dei servizi territoriali, anche in caso di successivi spostamenti in altri Paesi”. “Oltre all’identificazione e monitoraggio dello stato di salute del migrante, questa dovrebbe permettere di registrare e conservare i dati scaturiti dai controlli sanitari effettuati lungo tutta la filiera dell’accoglienza, in modo che questi possano essere accessibili alle strutture sanitarie, evitando duplicazioni di interventi o, peggio, mancanza di interventi”.
“l fenomeni migratori che interessano il nostro Paese e l'Europa rappresentano  una delle più grandi questioni sociali e morali del nostro tempo”, sottolinea il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti: “abbiamo ogni giorno davanti agli occhi le immagini dei continui sbarchi che avvengono sulle nostre  coste, cosi come dell'enorme quantità  di persone  che si riversa alle frontiere europee di terra: negli sguardi di quei bambini, delle donne e degli uomini che qui cercano rifugio e conforto  c'è la ricerca di un futuro  di speranza e di dignità umana che altrove  viene negato. Una ricerca che troppe  volte  si ferma  in  mare  aperto, o nel deserto, o in un  campo  di detenzione,  nei modi  più drammatici  che abbiamo imparato purtroppo a conoscere”. (Raffaele Iaria)
 
 

Mattarella: serve “una più stretta cooperazione internazionale in materia di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati”

Roma - “La costante opera di sensibilizzazione nei confronti di quanti fuggono da guerre, persecuzioni, miseria e migrazioni forzate, e che guardano all'Europa come a un luogo di futuro e di speranza, è ancora più significativa in un contesto di mobilità umana imposta con la violenza, senza precedenti in epoca moderna, nel quale i valori fondamentali della civile convivenza sembrano messi in discussione da disuguaglianze, ingiustizie, contrapposizioni e conflitti, talvolta ispirati a estremismi di presunta matrice religiosa”. E’ quanto ha scritto questa mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio alla Fondazione Migrantes in occasione della Giornata del Migrante e del rifugiato che si celebrerà domenica prossima, 17 gennaio.
Lo scorso anno – scrive Mattarella – “con il suo tragico bilancio di vittime, in particolare nel bacino del Mediterraneo, rappresenta l'evidente testimonianza di una realtà drammatica che interroga e ferisce in maniera profonda le coscienze di noi tutti. Per svolgere un'azione realmente efficace, garantendo protezione a quanti hanno diritto all'asilo e, insieme, sicurezza alle comunità di accoglienza, occorrono - sottolinea il Capo dello Stato - politiche comuni in grado di governare oltre l'emergenza, fenomeni di portata epocale, espressione dell'ineludibile interdipendenza di un mondo globalizzato”. Per il Capo dello Stato serve “una più stretta cooperazione internazionale in materia di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, mirata a contrastare i transiti irregolari, insieme al traffico e allo sfruttamento di esseri umani. Il coerente impegno di Migrantes si è rivelato negli anni, essenziale per accrescere le ragioni del dialogo e la capacità di convivere nelle diversità, presupposto indispensabile per assicurare, in ogni area del mondo, pace, solidarietà e rispetto della dignità umana”.