Primo Piano

Un “punto di ascolto” per la concessione della cittadinanza

Roma - Nell’ambito del Progetto del Servizio Civile Nazionale “Accoglienza e integrazione degli stranieri: il conferimento della cittadinanza italiana”, finanziato dal dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, è stata prevista la realizzazione di un “Punto di ascolto”.
I volontari del Servizio Civile Nazionale risponderanno all’utenza in materia di cittadinanza dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 al numero telefonico con ricerca automatica: 06/46539591.
 

Torino: indovina chi viene a cena?

Torino - Erano 52 gli italiani che sabato 30 gennaio a Torino hanno cenato piatti egiziani, marocchini, peruviani, argentini, afghani, sudanesi e albanesi nell’ambito dell’iniziativa “Indovina chi viene a cena?”, un progetto di conoscenza attraverso il cibo e la cucina, attivo ormai da cinque anni, nato con l’intento di creare un luogo di relazione autentico e personale.  Si tratta di un programma annuale di cene/incontro all’interno delle case private delle famiglie migranti che scelgono di accogliere i partecipanti italiani. Questi ultimi non sanno chi incontreranno, ma scelgono di incontrare “un’alterità”. Con il 2016 la Rete italiana di cultura popolare, promotrice dell’iniziativa, ha iniziato a collaborare con l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Torino, allargando così il numero di famiglie e realtà migranti coinvolti nell’ospitare a cena avventori sconosciuti. Per questo primo appuntamento del 2016, sono stati coinvolti sette ragazzi afghani e un gruppo di studenti stranieri (provenienti da Albania, Sudan e Congo), ospiti in due appartamenti gestiti dall’Ufficio. Il prossimo appuntamento sarà sabato 27 febbraio.
Per iscriversi: http://www.reteitalianaculturapopolare.org/indovina-chi-viene-a-cena.html
 
 

Imperia: un convegni sul mondo delle migrazioni

Imperia - La città d’Imperia-Oneglia ha vissuto un interessante convegno sui Migranti. L’incontro si è svolto nel pomeriggio di sabato 30 gennaio presso la Biblioteca civica della città di Oneglia.
Inserito all’interno delle celebrazioni per la Giornata Mondiale del Migrante 2016 del locale Vicariato diocesano ed organizzato dal Comitato Manuel Belgrano di Costa d’Oneglia, il Convegno ha registrato la partecipazione attiva di tutte le Istituzioni della Provincia.
I lavori sono stati introdotti e coordinati dal Presidente del Circolo Manuel Belgrano. Sono intervenuti il Vicario foraneo di Imperia Oneglia, l’Assessore alle Politiche migratorie del Comune di Imperia, il Prefetto, il Presidente della Provincia, il Console generale dell’Argentina, una delle Madri di Plaza de Majo, il Sindaco di Altare, il Provveditore agli Studi, il Comandante della Capitaneria di porto.
Il convegno – al quale ha partecipato anche il direttore Migrantes della Conferenza Episcopale Ligure – costituisce, è stato detto durante gli interventi, un buon inizio per una positiva convergenza delle diverse Istituzioni locali interessate al fenomeno migratorio.
 

Mons. Perego: “minori non sono tutti vittime tratta, allarme esagerato”

Roma -  “La mancanza di corridoi umanitari ha creato un traffico d’esseri umani dove i minori sono i soggetti più vulnerabili. Da qui però dire che i minori sono tutti vittime di tratta è un allarme esagerato, questo non significa che non bisogna prestare attenzione nella tutela dei soggetti più deboli”. Lo ha detto il Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando i dati diffusi da Europol secondo cui almeno 10 mila bambini che negli ultimi due anni sono entrati in Europa sono scomparsi nel nulla. “Allo sbarco dei minori – ha aggiunto mons. Perego - bisognerebbe affidare loro un tutore che possa eventualmente accompagnare il viaggio di queste persone verso altri percorsi”.
“L’80% dei minori non accompagnati – ha concluso mons. Perego - ha tra i 16 e i 17 anni. Le famiglie investono su di loro perché essendo minori hanno possibilità e tutele maggiori nell’essere accolti da altri paesi”, con l’auspicio che “possano riuscire ad ottenere un permesso di soggiorno per lavoro nel territorio in cui si trovano e così mantenere la famiglia che si trova in una condizione di povertà nel paese d’origine”.
 

L’integrazione delle genti: un convegno a Cassino

Cassino - La diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, attraverso l’Ufficio diocesano Pastorale della Salute, Caritas diocesana e l’ufficio Migrantes, organizza a Cassino, sabato 6 febbraio nella Sala degli Abati, dalle ore 16.00 alle 18.00, un interessante convegno sul tema “L’integrazione delle genti. Aspetti epidemiologici – sanitari – socio-culturali-religiosi del fenomeno immigratorio”. Il programma prevede il saluto e l’introduzione da parte del vescovo, mons. Gerardo Antonazzo. Si passerà poi alla trattazione dei vari aspetti: “Aspetti socio-culturali-religiosi” affidato a Delfina Licata, Referente Studi e Ricerche Fondazione Migrantes; “Aspetti sanitari-epidemiologici” affidato a Pierangela Tanzi, responsabile distretto “D”, Cassino; “Assistenza Sanitaria Transculturale”, affidato a Patrizia Indigeno, Direttrice Corso di Laurea Scienze Infermieristiche Università “Sapienza”, sede Cassino – Pontecorvo. Le conclusioni dei lavori – moderati dal referente Migrantes della diocesi Luigi Pietroluongo, sono affidati a Claudio Fellone, membro dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute.
 

Cmc: ciclo di incontri su Immigrazione e Integrazione

Milano - La polveriera del Medio Oriente e l'emergenza profughi, il flagello dell'Isis, gli attentati a Parigi, Beirut, Tunisi, San Bernardino. Echi di quella che Papa Francesco chiama “guerra mondiale a pezzi”. In un mondo sempre più globalizzato non c'è niente che possa essere considerato come “lontano”. Il confronto con l'altro è ormai un tema ineludibile, ma di fronte al quale prevalgono lo smarrimento e la paura. E per fare i conti con questi stati d'animo non possono bastare le analisi degli esperti, le promesse dei politici o le garanzie di maggiori controlli per garantire più sicurezza. Occorre qualcosa di certo su cui fondare l'esistenza, qualcosa che aiuti la vita a ritrovare una direzione di marcia. Occorre guardare a chi costruisce spazi di socialità nuova, luoghi dove le diverse identità si incontrano e si esprimono, a partire dalla convinzione che per ogni uomo il rapporto con l'altro è una dimensione costitutiva. Il Centro Culturale di Milano, insieme a Nocetum, Vita, Progetto Arca, Casa della Cultura Islamica, Cooperativa Martinengo e con la collaborazione di Dialoghi di Vita buona, propone un ciclo di incontri che vogliono valorizzare realtà che si muovono in questa prospettiva, persone e opere dove fiorisce l'umano come bene per tutti. Si parte mercoledì 3 febbraio con un incontro sul tema “Immigrati, risorsa per Milano e per l’Europa?” (ore 18,30 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino) con interventi di Gian Carlo Blangiardo, Demografo, docente nell’Università degli Studi di Milano; Francesco Wu, Presidente Unione Imprenditori Italia-Cina; Mahmoud Asfa, Direttore della Casa della Cultura Islamica. A seguire interventi di comunità ed esperienze coordinate dal giornalista Giorgio Paolucci. Pe gli altri appuntamenti  www.centroculturaledimilano.it
 

Bologna: è morto don Gritti

Bologna – Sarà l’arcivescovo, mons. Matteo Zuppi, a presiedere la celebrazione esequiale, nella Chiesa dei SS. Gregorio e Siro, di don Alberto Gritti, morto sabato scorso. Don Gritti dal 1993, rientrato dalla missione in Brasile, era incaricato della pastorale dei migranti (Migrantes) nella diocesi di Bologna. Per motivi di età e di salute aveva lasciato questo incarico, continuando fino ad oggi a seguire da vicino le comunità dell'America latina e delle Filippine.
Don Alberto era nato ad Alfonsine(Ra) il 23 novembre del 1933. Compiuti gli studi teologici presso l’Antoniano di Bologna, fu ordinato presbitero dal Card. Lercaro a Villa S. Giacomo il 31 marzo1968, per la Missione in Brasile, che svolse dal 1968 al 1993, prima nella Diocesi di Joinville S. Catarina e poi in Diocesi di Tocantinòpolis, a servizio dei seminari come Rettore e Direttore Spirituale. Dopo il rientro in Diocesi per ragioni di salute, dal 1993 è stato officiante ai SS. Gregorio e Siro, Incaricato Diocesano per la pastorale degli Immigrati, Assistente spirituale di varie associazioni e gruppi ecclesiali. Ha risieduto a lungo presso Villa Pallavicini e ultimamente presso la Casa del Clero. Dopo i funerali la salma verrà trasferita a Villa Pallavicini e tumulata nella tomba di famiglia a Ferrara.
 
 

Migrantes: nomina al Cgie

Roma -  Anche la Fondazione Migrantes sarà rappresentata nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie). Infatti, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nel nuovo consiglio entra a far parte, in rappresentanza dell’organismo della CEI, Franco Dotolo. Con lui anche Luigi Papais dell’Unione Cristiana Enti Migranti Italiani (Ucemi).
 

Papa Francesco: Dio viene a visitarci con la sua misericordia

Città del Vaticano - “Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione – nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione! – dal cuore del Padre”.
E’ quanto ha detto ieri Papa Francesco poco prima della preghiera mariana dell’Angelus. Commentando il racconto evangelico della predicazione di Gesù nella sinagoga di Nazareth e del tentativo degli abitanti della cittadina di buttarlo giù dal precipizio  il Pontefice ha spiegato che questo brano “mette in luce una tentazione alla quale l’uomo religioso è sempre esposto – tutti noi siamo esposti – e dalla quale occorre prendere decisamente le distanze”, ossia “la tentazione di considerare la religione come un investimento umano e, di conseguenza, mettersi a ‘contrattare’ con Dio cercando il proprio interesse”. Invece, il monito del Papa, “nella vera religione, si tratta di accogliere la rivelazione di un Dio che è Padre e che ha cura di ogni sua creatura, anche di quella più piccola e insignificante agli occhi degli uomini”. Proprio in questo “consiste il ministero profetico di Gesù: nell’annunciare che nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione – nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione! – dal cuore del Padre”.
“L’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi”, ha detto ancora Papa Bergoglio,  “di non avere padrini”, “di essere abbandonati nelle sue mani”. Dio, ha spiegato, “viene incontro agli uomini e alle donne di tutti i tempi e luoghi nella situazione concreta in cui essi si trovano. Viene incontro anche a noi. E’ sempre Lui che fa il primo passo: viene a visitarci con la sua misericordia, a sollevarci dalla polvere dei nostri peccati; viene a tenderci la mano per farci risalire dal baratro in cui ci ha fatto cadere il nostro orgoglio, e ci invita ad accogliere la consolante verità del Vangelo e a camminare sulle vie del bene. Ma Lui viene sempre a trovarci, a cercarci”. Il Papa ha quindi rivolto un pensiero a Maria, quel giorno certamente nella sinagoga di Nazareth. “Possiamo immaginare le risonanze del suo cuore”, “un piccolo anticipo – ha aggiunto fuori testo – di quello che soffrirà sotto la Croce, vedendo Gesù, lì in sinagoga, prima ammirato, poi sfidato, poi insultato, minacciato di morte”. Nel suo cuore, “pieno di fede, lei custodiva ogni cosa. Ci aiuti Lei – ha concluso – a convertirci da un dio dei miracoli al miracolo di Dio, che è Gesù Cristo.
 

Migrantes: le chiusure ire in Europa sono segnali negativi

Roma - Dopo la Danimarca che ha approvato una legge  che prevede il prelievo di soldi e beni ai migranti, la Svezia ha annunciato l’intenzione di espellere dalle 60 alle 80mila persone ritenute senza requisiti per la richiesta di asilo. Un segnale “certamente negativo, che dimostra come l’Europa si stia frammentando e stiano ritornando le decisioni nazionali, e non dell’Unione Europea, sulla tutela dei richiedenti asilo”, spiega mons Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes in una intervista alla Radio vaticana. Un segnale “grave, seguito dai segnali arrivati nei giorni scorsi sull’intenzione di sospendere il Trattato di Schengen, che non aiuta certamente ad affrontare un dramma che cresce e che ha sempre di più degli aspetti preoccupanti, legati a Paesi e persone in fuga. L’Europa – ha aggiunto - implode, e non sotto il peso dei migranti, che sono stati un milione e quindi in un continente di 550 milioni non è certamente una realtà implosiva, ma implode perché non è in grado di affrontare e regolamentare un fenomeno e perché non è stata in grado di preparare questo fenomeno che interessa l’Europa proprio perché l’Europa stessa ha creato delle condizioni gravi in alcuni Paesi: parlo dell’Iraq, parlo della Siria, parlo dell’Eritrea, che è stata abbandonata a stessa così come la Libia. Quindi, l’Europa piange ciò di cui è causa lei stessa”. Nell’intervista rispondendo alle domande di Francesca Sabatinelli sulla richiesta di abolizione del reato di clandestinità ritenuto dal primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, una risposta “inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa” il direttore Migrantes si augura che la politica, “non abbandonandosi a paure e ideologie, prenda atto di questa realtà, da tutti detta 'intelligente', che è l’abolizione del reato di clandestinità. E quindi che faccia sostanzialmente uscire 1.500 persone che sono nelle carceri italiane per questa ragione e provveda invece a rafforzare dei sistemi di accompagnamento e di ri-accompagnamento in patria di quelle persone che eventualmente sono irregolarmente presenti nel nostro Paese”.
Parlando poi dei nuovi morti nel Mare Egeo e tra questi alcuni bambini mons. Perego sottolinea che “il dramma dei bambini che continuano a morire, deve fortemente portare a pensare a canali umanitari, almeno per le persone che sono più fragili: donne incinta, donne con minori, bambini soli e neonati, facendo in modo che effettivamente questa esperienza dei canali umanitari non venga abbandonata semplicemente alla volontarietà di alcuni mondi associativi, ma sia veramente un programma europeo. Sarebbe un grande segnale di civiltà da parte dell’Europa”.
 
 

Migrantes: don Ferraro confermato coordinatore per i cattolici albanesi

Roma -  Don Pasquale Ferraro è stato confermato coordinatore nazionale per la pastorale con gli albanesi in Italia. La nomina durante i lavori del Consiglio Episcopale Permanente della CEI che si è svolto questa settimana a Roma. Don Ferraro è nato Firmo (Cs) il 28 luglio 1958 ed è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Roma il 10 ottobre del 1989.
Ha ricoperto vari ruoli  e dal 2001 è Coordinatore Nazionale per la pastorale degli immigrati albanesi in Italia. In Italia la comunità albanese conta circa 500mila immigrati. A Don Ferraro gli auguri di un proficuo lavoro.
 

Migrantes: canali umanitari e un permesso di soggiorno per protezione umanitaria ai diniegati

Roma - “Continuano i segnali negativi della politica delle migrazioni e dell'asilo in Europa. L’Europa di fronte al movimento di migranti in fuga si sta frammentando e ritornano le decisioni nazionali, e non dell’Unione Europea, sulla tutela dei richiedenti asilo”, spiega Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.
Un nuovo “grave” segnale dopo “quelli arrivati nei giorni scorsi sull’intenzione di sospendere il Trattato di Schengen, che non aiuta certamente ad affrontare un dramma che cresce e che ha sempre di più degli aspetti preoccupanti, legati persone in fuga. L’Europa non è in grado di affrontare e regolamentare – spiega Mons. Perego – tale situazione, perché non è stata in grado di prepararsi  a questa realtà oggi diventata preponderante. L’Europa stessa ha creato delle condizioni gravi in alcuni Paesi – ad esempio in Iraq, in Siria,  che è stata abbandonata a stessa così come la Libia o l’Eritrea - senza valutarne le conseguenze sul piano migratorio”. 
Per Mons. Perego “i nuovi morti nel Mare Egeo, e tra questi ancora molti bambini, deve fortemente portare a pensare a canali umanitari, almeno per le persone più fragili - donne incinte, donne con minori, bambini soli e neonati -  facendo in modo che effettivamente questa esperienza dei canali umanitari non venga abbandonata semplicemente alla volontarietà di alcuni mondi associativi, ma sia concretamente un programma europeo. Questo sarebbe un grande segnale di civiltà da parte dell’Europa, come sarebbe un segnale positivo in Italia non lasciar incancrenire la situazione dei migranti che, dopo due anni di permanenza, vengono raggiunti  da diniego del titolo di protezione internazionale. E' necessario un atto di coraggio e di intelligenza politica che offra a tutti i circa 30mila possibili diniegati in Italia, un permesso di protezione umanitaria: un segnale importante anche sul piano europeo. Ripartire dalla legalità  e regolarità del soggiorno delle persone diniegate, è un punto di partenza importante per tutelare la sicurezza delle persone e per offrire o un possibile percorso di regolarizzazione successiva o un programma di rimpatrio dei migranti. Non si può dimenticare che, comunque, anche i migranti che ricevono un diniego provengono da Paesi segnati da disastri ambientali, grave instabilità politica, miseria”, conclude Mons. Perego.
 
 
 
 

Incisa: una partita per l’Intercultura

Incisa – Domani pomeriggio dalle ore 18 alle ore 20 si svolgerà̀, presso la palestra della Scuola Media “Dante Alighieri” di Incisa (Piazza della Memoria), uno degli eventi sportivi del progetto di integrazione e inclusione sociale “Intercultura 2.0. La città plurale. Verso un nuovo Umanesimo”, partito ufficialmente lo scorso 16 giugno con un triangolare di calcio allo Stadio Comunale “Del Buffa “di Figline. L’evento è promosso da Rerum (Rete Europea Risorse Umane), Fondazione Migrantes, Istituto Universitario Sophia, Gruppo Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini, con il patrocinio del Comune di Figline e Incisa Valdarno, dell’Associazione Italiana Calciatori e in collaborazione con numerose associazioni del territorio valdarnese e non solo, di istituzioni e organismi nazionali.
Lo scopo è quello di dare, in sinergia con le varie realtà̀ educative coinvolte, attenzione ed attuazione a quanto contenuto nella Carta dei Valori del progetto “Intercultura 2.0 - La città plurale. Verso un nuovo umanesimo”.
Si tratta di un documento ufficialmente sottoscritto nel giugno scorso da tutti i partecipanti e che vuole contribuire a far sì che attraverso lo sport e il gioco – che sono straordinari strumenti di integrazione ed inclusione sociale - le reti di recinzione, che spesso dividono le persone anche negli impianti sportivi, diventino reti di amicizia, di relazione tra culture, etnie e religioni diverse.
 

Centro Astalli: preoccupazione per la reazione scomposta di molti paesi europei

Roma - Ancora vittime nei viaggi verso l’Europa: 24 morti negli ultimi due naufragi nell’Egeo, tra loro dieci bambini. In Svezia previsti rimpatri per 80.000 richiedenti asilo. Il Regno Unito non farà entrare i minori non accompagnati se sono transitati per un altro Paese europeo. L’Olanda annuncia treni per rimandare in Turchia i rifugiati in eccesso. La Danimarca ha approvato il sequestro dei beni per i richiedenti asilo. La Svizzera decide di tassare gli stipendi dei rifugiati del 10% per 10 anni. Sei paesi UE sospendono Schengen e ripristinano controlli alle frontiere interne, oltre a Danimarca e Svezia anche Norvegia, Austria, Germania e Francia rinnegano così l’idea su cui si fonda l’Unione Europea. Il Centro Astalli, esprime “seria preoccupazione per la reazione scomposta e securitaria che molti paesi europei stanno adottando per far fronte in modo arbitrario e deleterio al flusso migratorio di queste settimane. Respingimenti, chiusura delle frontiere, traffico di essere umani rappresentano – scrivono in una nota -  violazioni gravissime di trattati e di convenzioni in vigore nell’UE e nei singoli Stati. "Non c’è più alcuna forma di governo del fenomeno a livello europeo. Oggi constatiamo che l’Unione Europea, non è in grado di imporre nulla agli Stati e allora perché continuare a tenere in vita convenzioni come quella di Dublino?" commenta p. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli che continua: “Si stanno adottando misure gravemente irrazionali che non freneranno i flussi migratori e i cui costi economici verosimilmente saranno maggiori  di qualunque ipotetico vantaggio. Tali reazioni muscolari sono il frutto dell’incapacità di gestire un fenomeno prevedibile da tempo. Non trovano fondamento in null'altro che non sia l’incapacità di far fronte comune su una situazione che, dati i numeri, sarebbe governabile. Si continua a usare la forza con i più deboli ma su questioni serie si rimane fermi e incapaci di reagire. Non si può affrontare il fenomeno delle migrazioni con provvedimenti e leggi estemporanee che si basano sul mito del consenso popolare”.
 

UNHCR ed OCSE chiedono di incrementare le politiche di integrazione per i rifugiati

Ginevra - Il Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e l’Alto Commissario dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in occasione di una conferenza congiunta ad alto livello sull'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale tenutasi ieri a Parigi, hanno invitato i governi ad aumentare i loro sforzi per aiutare i rifugiati a integrarsi e contribuire alle società e alle economie europee.
Nel 2015, oltre 1 milione di persone hanno attraversato il Mediterraneo per cercare protezione internazionale in Europa. In totale, circa 1,5 milioni di persone hanno presentato domanda di asilo nei paesi OCSE nel corso del 2015. Si tratta del numero più alto mai raggiunto, pari a quasi il doppio delle domande registrate nel 2014. Allo stesso tempo, è necessario considerare che i richiedenti asilo rappresentano solo lo 0,1% della popolazione totale dell’OCSE e meno dello 0,3% della popolazione totale dell'Unione Europea.
UNHCR e OCSE hanno sottolineato “non solo l'imperativo morale, ma anche i benefici economici che derivano dall’aiutare i milioni di rifugiati che vivono nei paesi OCSE a sviluppare le competenze necessarie per lavorare in modo produttivo e sicuro in futuro”.
"Lontano dal rappresentare un problema, i rifugiati possono e devono essere parte della soluzione a molte delle sfide che le nostre società si trovano ad affrontare," ha dichiarato il Segretario Generale dell'OCSE, Angel Gurría durante la Conferenza congiunta di Parigi. "Portano speranza: la speranza di una vita migliore e di un futuro migliore per i propri figli e per i nostri. Per realizzare questo potenziale, è necessario un investimento deciso ed immediato per aiutare i rifugiati a stabilirsi, adattarsi e sviluppare le proprie competenze. Si tratta di un compito difficile e costoso nel breve termine, ma con alti benefici per tutti nel medio-lungo termine," ha dichiarato. "La nostra analisi dimostra che una migrazione ben gestita può portare vantaggi alle economie e alle società dei paesi OCSE, ma questo dipenderà in gran parte dalla capacità di progettare e realizzare efficaci misure di integrazione. Prima i rifugiati ottengono il sostegno necessario, migliori saranno le loro prospettive di integrazione," ha aggiunto Angel Gurría.
"L'integrazione è un processo dinamico e reciproco, che richiede sforzi notevoli sia da parte dell'individuo che da parte della società d’accoglienza" ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. "Per svolgere un ruolo attivo nella vita sociale, economica e culturale del paese ospitante, i rifugiati hanno bisogno di avere gli stessi diritti ed opportunità di chi li accoglie. Gli Stati hanno un ruolo importante in questo processo, poiché assicurando che i rifugiati ricevano servizi adeguati e siano ricevuti da comunità accoglienti, permettono loro di essere parte positiva e attiva del processo di integrazione”.
L'OCSE ha inoltre pubblicato il rapporto Making Integration Work: Refugees and others in need of protection, che fornisce i principali insegnamenti che derivano dall'esperienza dei paesi OCSE nel favorire l'integrazione dei rifugiati. Il rapporto mette in evidenza numerose buone pratiche per affrontare i principali ostacoli e sostenere un’integrazione a lungo termine dei rifugiati e dei loro figli. Nel rapporto viene sottolineata l'importanza di “un intervento tempestivo, che preveda l’accesso ai corsi di lingua, ai programmi di lavoro e a servizi di integrazione nel più breve tempo possibile, anche per i richiedenti asilo che hanno elevate prospettive di rimanere nel territorio. Si sottolinea inoltre la necessità di aiutare i migranti a stabilirsi dove c’è lavoro e non necessariamente dove le abitazioni sono più convenienti. Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di adeguare i programmi di integrazione per riflettere la diversità di competenze dei migranti e tenere in considerazione le specifiche esigenze dei rifugiati”.
 

Circomondo: nasce la Carta di San Gimignano dei diritti dei minori non accompagnati

San Gimignano - Una Carta dei diritti dei minori migranti non accompagnati, che porti a prendere coscienza della loro esistenza anche a livello europeo e a metterli in condizione di costruirsi un futuro migliore rispetto a quello da cui fuggono. E’ questo l’obiettivo che i promotori di Circomondo, Festival internazionale di circo sociale ospitato lo scorso giugno a San Gimignano, lanciano dalla stessa città come prosecuzione naturale di una manifestazione che ha acceso per la seconda edizione - dopo la prima svoltasi a Siena nel gennaio 2012 - i riflettori sui diritti dell’infanzia nel mondo e il recupero attraverso l’arte circense di bambini e ragazzi a rischio di emarginazione sociale in tanti Paesi. Le linee guida della ‘Carta di San Gimignano dei diritti dei minori migranti non accompagnati’ sono state illustrate nella sala del consiglio comunale. La Carta di San Gimignano – spiega una nota - intende porsi come Carta dei diritti da proporre anche a livello europeo sul tema dei migranti minori non accompagnati, partendo dalla carenza di uno specifico quadro legislativo e normativo. “L’idea di non esaurire l’esperienza umana, sociale e interculturale di Circomondo con la fine del Festival – ha spiegato Adriano Scarpelli, Presidente di Carretera Central – è nata durante la conferenza sulla condizione dei minori profughi in Italia e nel mondo che si è svolta a San Gimignano a giugno. Quell’appuntamento ha evidenziato, in tutta la sua drammaticità, la condizione dei minori migranti non accompagnati, avviando una riflessione che ha gettato le basi per una Carta dei diritti di cui oggi abbiamo presentato le linee guida”. “San Gimignano – ha sottolineato Giacomo Bassi, sindaco di San Gimignano – non vuole essere solo un luogo bello da vedere, ma anche da ascoltare e per fare questo dobbiamo avere e diffondere valori e messaggi come questo, basati su solidarietà e verso un nuovo umanesimo”.
 

Eurispes: aumentano i minori stranieri non accompagnati

Roma – Aumentano i minori stranieri, richiedenti protezione internazionale, presenti sul nostro territorio. Il dato è stato riportato oggi nel Rapporto Italia di Euripses presentato a Roma.  La quota di minori è cresciuta, secondo dati aggiornati alla fine di agosto 2015,  dell’8,6%. Un terzo delle domande ( 33,8%) viene da parte di minori nati in Gambia, Senegal (12,2%), Nigeria (11,9%) e Bangladesh (10,2%). Sono in prevalenza maschi (94,9%, secondo il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al 31 agosto 2015), tra i 16 e i 17 anni (81% in base al ministero dell’Interno). Anche se nel secondo quadrimestre del 2015 si è però registrato un aumento del 19,8% delle presenze femminili rispetto ad aprile 2014. Rimane comunque esigua, rispetto al totale di immigrati, la fetta dei minori sul territorio (5,1%). È soprattutto il Sud ad accogliere i minori stranieri non accompagnati con, al primo posto, la Sicilia (34,1%) seguita da Calabria (9,7%) e Lazio (9,3%). 
 

Canzio: reato immigrazione “inutile”

Roma - Il reato di immigrazione clandestina è "inutile, inefficace e per alcuni profili dannoso”. A dirlo questa mattina il Primo presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio aprendo l’anno giudiziario alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Per perseguire l'immigrazione clandestina, “la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa", ha detto Canzio nella sua relazione aggiungendo che “la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione”, darebbe risultati concreti. 
 

Messina: oggi incontro su “Cristianesimo e Islam per una Città plurale”

Messina - La Comunità Islamica di Messina e la diocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, rappresentata dalla Consulta delle Aggregazioni laicali, dall’Ufficio diocesano Migrantes e dall’Ufficio per il Dialogo interreligioso, hanno organizzato un ciclo di cinque incontri a tema che vogliono essere occasioni di conoscenza e riconoscimento reciproco. L’intento – spiega una nota -  è quello di “superare il clima di diffidenza che spesso caratterizza i rapporti tra cristiani e musulmani nelle nostre realtà”. L’integrazione sociale, la convivenza pacifica, la comprensione delle reciproche affinità e differenze sono “le strategie che questo progetto mette in campo per cercare di stabilire un clima di maggiore dialogo e serenità, in un momento storico di forte tensione a livello internazionale”. Nell’Anno giubilare, il progetto culminerà in un incontro conclusivo sulla Misericordia. Il primo appuntamento è previsto per giovedì 28 gennaio 2016 alle ore 18.00, presso la chiesa “SS. Annunziata dei Catalani”. I due relatori saranno il prof. Dario Tomasello, docente dell’Ateneo cittadino e rappresentante della Comunità islamica di Messina, e mons. Pietro Aliquò, docente presso la Facoltà teologica dell’Istituto “S. Tommaso” di Messina e cancelliere della Curia arcivescovile.