Primo Piano

CEI: un concorso che premia i progetti parrocchiali di utilità sociale

Roma - Per vincere, questa volta, scendi in piazza. È lo slogan che promuove il concorso «ifeelCud», giunto alla sesta edizione e lanciato dal Servizio CEI per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica. Un’iniziativa che si rinnova e diventa sempre più coinvolgente per le comunità locali. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi su www.ifeelcud.it, creando un gruppo di lavoro, organizzando un evento locale per promuovere il sostegno all’8 per mille verso la Chiesa cattolica e ideando un progetto di solidarietà per la propria comunità. In questo modo concorrerà alla vincita di un contributo economico per la realizzazione dell’idea proposta. In palio otto premi, da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 15.000 euro, ai quali si aggiunge, per le parrocchie che realizzeranno un filmato, il premio della Giuria per il miglior video del valore di 1.000 euro. «Questa iniziativa nazionale rivolta alle parrocchie – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio CEI - vuole contribuire a far realizzare progetti di utilità sociale che spesso poi diventano risposte concrete ai bisogni delle famiglie in difficoltà, ai giovani e agli anziani. Penso in particolare ad alcune parrocchie in contesti sociali a rischio o caratterizzati da povertà e disoccupazione anche giovanile». Essenziale ai fini della partecipazione sarà il racconto dell’evento locale attraverso un servizio fotografico o un video: i materiali dovranno essere caricati online sul sito www.ifeelcud.it entro il 30 maggio prossimo. Durante l’evento, spiega una nota, i componenti del gruppo di lavoro potranno raccogliere tra la popolazione titolare di modello Certificazione Unica, esonerata dall’obbligo della dichiarazione dei redditi, le schede allegate compilate con la firma per destinare l’8xmille. «Per partecipare ad "ifeelCud", quindi, basta creare una squadra, ideare un progetto di solidarietà, organizzare un evento e iscriversi online sul sito, in accordo con il parroco». Tutti gli approfondimenti sono disponibili su www.ifeelcud.it e sulle relative pagine Facebook e Twitter.
 

Grecia: appello del primate della Chiesa ortodossa per i rifugiati

Atene - Il popolo greco, logorato da anni di crisi economica, non può essere lasciato solo ad affrontare il massiccio esodo di rifugiati verso il vecchio continente, e l’Unione europea deve riconsiderare le sue decisioni sul numero di profughi da accogliere: a sostenerlo è l’arcivescovo di Atene, Ieronymos ii, primate della Chiesa ortodossa greca, in una lettera inviata al segretario generale del World Council of Churches (Wcc), reverendo Olav Fykse Tveit, nella quale fa appello alle Chiese e alla comunità internazionale.
«Sono assolutamente necessari interventi sostanziali — scrive Ieronymos — e riteniamo che la solidarietà europea deve manifestarsi prima di tutto attraverso il riesame della decisione di chiudere le frontiere, ma anche attraverso enormi sforzi per eliminare le cause profonde della crisi dei rifugiati». Il sinodo della Chiesa di Grecia ha seguito «le tribolazioni infinite dei profughi che hanno raggiunto il nostro piccolo Paese» e ha ribadito l’impegno per continuare il suo sostegno ai rifugiati. «Nel loro lungo e difficile cammino dalla guerra alla pace, centinaia di migliaia di persone sofferenti attraversano, in circostanze drammatiche, il nostro Paese, afflitto e prosciugato in conseguenza della crisi economica».
L’arcivescovo di Atene ha rivolto questo appello al Wcc in modo che la comunità internazionale e le autorità istituzionali «uniscano le forze per risolvere il problema, la più grande ondata di profughi sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale. I nostri mari — ha sottolineato — sono diventati tombe liquide. Le nostre isole e la nostra gente stanno con commovente altruismo dalla parte dei disperati». Poi si rivolge direttamente al reverendo Tveit: «Con l’autorità da voi rivestita, vi invitiamo con urgenza a compiere ogni sforzo possibile in modo che la guerra civile (fratricida) in una vasta zona della Siria volga al termine». Per il primate ortodosso, «persone e famiglie non devono essere più sradicate dalla loro terra ancestrale, e coloro che già vivono come rifugiati devono essere assistiti per superare le sofferenze».
La richiesta di Ieronymos ii è coincisa con l’intervento del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che il 30 marzo ha parlato a una speciale riunione ministeriale delle responsabilità globali nella condivisione dei profughi siriani in fuga dalla guerra civile: «Dopo cinque anni di conflitto, i siriani stanno perdendo la speranza di sostenere le loro famiglie o educare i loro figli. Le comunità che ospitano i rifugiati nei Paesi limitrofi sono allo stremo». L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che deve cercare di reinsediare circa 480.000 persone (il 10 per cento di quelli oggi nelle nazioni vicine) entro la fine del 2018, ha riferito che sta combattendo anche per superare la paura diffusa e le dispute politiche nei Paesi interessati. (Osservatore Romano)
 

Papa Francesco: il 24 aprile una colletta a favore dell’Ucraina

Città del Vaticano - Nella domenica dedicata alla Divina Misericordia il pensiero di Papa Francesco  e andato a tutte le popolazioni che “più hanno sete di riconciliazione e di pace”. In particolare ala popolazione ucraina che patisce “le conseguenze della violenza: di quanti rimangono – ha detto prima della preghiera del Regina Coeli - nelle terre sconvolte dalle ostilità che hanno causato già varie migliaia di morti, e di quanti – più di un milione – sono stati spinti a lasciarle dalla grave situazione che perdura”.
Ad essere coinvolti – ha poi aggiunto il Papa – sono soprattutto anziani e bambini. “Oltre ad accompagnarli con il mio costante pensiero e con la mia preghiera, ho sentito di decidere di promuovere un sostegno umanitario in loro favore”. A tale scopo domenica 24 aprile in tutte le chiese cattoliche d’Europa si terrà una colletta. “Invito i fedeli ad unirsi a questa iniziativa con un generoso contributo”, ha spiegato il pontefice aggiungendo che “questo gesto di carità, oltre ad alleviare le sofferenze materiali, vuole esprimere la vicinanza e la solidarietà mia personale e dell’intera Chiesa” con l’auspicio “che esso possa aiutare a promuovere senza ulteriori indugi la pace e il rispetto del diritto in quella terra tanto provata”.
Una indicazione forte quella di Papa Bergoglio che riporta l’attenzione alla guerra dimenticata  in Ucraina, nel momento in cui in Siria sembra reggere una distensione relativa, e mentre in questi giorni è  riemerso come un incubo il conflitto nel Nagorno Karabach.
Il coordinamento e la gestione della colletta, ha riferito poi ai giornalisti il direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, è affidata a Cor unum e il sostegno  umanitario è destinato a tutti gli ucraini, residenti o profughi. In Ucraina hanno bisogno di aiuti 800.000 persone lungo la linea che separa i territori sotto controllo del governo ucraino e 2 milioni e 700.000 nelle zone al di fuori del controllo governativo ucraino ha riferito  la Radio vaticana, dopo l’appello del Papa. (Raffaele Iaria)
 

Torino: domenica la prima del cricket per rifugiati

Torino - Domenica 3 aprile il cricket  tornerà a Collegno dove, quasi trent'anni fa, il Torino  Cricket Club  Collegno  aveva  trovato la  sua  culla.  
L'occasione  sarà  la Giornata Nazionale Cricket per profughi e  rifugiati  che  - con   Il  patrocinio del  CONI e la collaborazione dell'Ufficio  Migrantes di Torino, si   svolgerà   presso   l'Impianto Comunale Salvador Allende (campo  allenamento) di via Tampellinl 41.
Squadre  delle  comunità   di profughi  e rifugiati dell'area  torinese, coadiuvati dai ragazzi  del neonato  Torino  Cricket  Club, si incontreranno sul campo per dare  vita  più che ad un torneo  ad un  festival. Non si giocherà  infatti con la palla  tradizionale ma con quella  morbida e le stesse Laws of Cricket  saranno deregolate per consentire a tutti di giocare.
La giornata  nasce con lo scopo di favorire l'integrazione attraverso il cricket per i molti nuovi ospiti  dell'Italia, arrivati  recentemente attraverso percorsi spesso  difficili, se non  addirittura estremi, da paesi dove il gioco è punto imprescindibile del tessuto culturale e sociale.
Oltfre a Collegno sono previste manifestazioni a Bianco (RC) (sabato  2 aprile  - Stadio Comunale); Bologna (domenica 3 aprile- Campo Navile Parco Nord); Napoli (domenica 3 aprile- Kodokan Sport- P.zza carto  IU); Palermo (domenica 3 aprile  - Foro Italico); Roma (sabato 2 aprile  - campo SPRAR Via Pallavicini);  San Benedetto del Tronto  (AP) (sabato 2 domenica 3 aprile  - campo Nelson Mandela); Trento  (domenica 3 aprile  - campo Alle Ghiaie); Venezia (domenica 3 aprile  - campalto Via Chiarin).
 

Spettacolo viaggiante: il 16 giugno il Giubileo con Papa Francesco

Roma - Si svolgerà il prossimo 16 giugno il Giubileo della Spettacolo Viaggiante con l’udienza, nell’Aula Paolo VI, con Papa Francesco alle 11.
La giornata si aprirà con il raduno in Via della Conciliazione: seguirà il corteo composto da operatori del circo, dello Spettacolo Viaggiante e Parchi di divertimento, Teatro di figura,
Teatro e Arte di Strada, Bande musicali, Cori, Majorette, Musica meccanica,
Folclore, Prestigiatori, Illusionisti, Madonnari. I rappresentanti delle diverse categorie del mondo dello spettacolo viaggiante hanno avviato, presso la Migrantes, i lavori di preparazione di questo evento che prevede, per la serata del 15 giugno, anche uno spettacolo in una piazza di Roma.
 

MCI Germania: Don Richard nuovo missionario a Reutlingen/Metzingen.

Rottenburg - Con decreto del vescovo di Rottenburg-Stuttgart mons. Gebhard Fürst, in vigore da oggi, 1 aprile 2016, il missionario di Göppingen, don Richard Techie-Quansah, è stato nominato Leiter delle Comunità Cattoliche Italiane  “Beato Carlo Steeb” a Reutlingen e “San Bruno” a Metzingen. Succede a don James Donkor Afoakvah, richiamato dal suo vescovo per insegnare Sacra Scrittura nel seminario diocesano. A don James “un vivo grazie per i suoi 10 anni di lavoro pastorale nelle nostre Comunità ed a don Richard i migliori auguri per il nuovo incarico pastorale”, dice padre Tobia Bassanelli, delegato nazionale delle Missioni Cattolicher Italiane in Germania e Scandinavia.
 

Grecia: settimana ‘italiana’ ad Atene tra libri, teatro e arte

Atene - Settimana tutta italiana ad Atene, dal teatro alla letteratura fino all'arte. L'Istituto italiano di cultura nella capitale greca ha ospitato diversi eventi, a cominciare dalla rappresentazione in anteprima della commedia di Luigi Pirandello "Cece'", tradotta in lingua greca da Elina Daraklitsa. Centocinquanta spettatori hanno affollato la sala per vedere lo spettacolo messo in scena da attori diversamente abili che hanno riscosso un notevole apprezzamento. Dopo questa anteprima, la commedia sarà in cartellone al teatro Art63 per tutto il mese di aprile. L'iniziativa è stata preceduta da una giornata di studi sul teatro di Pirandello alla quale hanno partecipato vari accademici, fra i quali Gerasimos Zoras, capo del dipartimento di Italianistica dell’Università Capodistriaca di Atene, e Paolo Bosisio, docente emerito di Storia del Teatro all’Università di Milano e noto esperto del settore. Tra gli eventi nel calendario dell'Istituto anche la presentazione della collana 'Letteratura e Civiltà della Grecia moderna', della casa editrice UniversItalia di Roma: recentissima iniziativa editoriale volta ad avvicinare il pubblico italiano alla letteratura e alla storia più recenti della Grecia, attraverso la pubblicazione di saggi e testi. Infine, è stata inaugurata la mostra "La Città", dell'artista greca Vicky Tsalamata', che ha richiamato moltissimo pubblico, fra cui numerosi artisti ed esperti d'arte.
 

“Le strade della misericordia”: una mostra sui volti dell’accoglienza

Roma -  Per il Giubileo straordinario della Misericordia, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Fondazione Migrantes, Pio Sodalizio dei Piceni e Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, promuovono, a Roma, presso il complesso monumentale di San Salvatore in Lauro, “Le Strade della Misericordia”, dal 6 al 30 Aprile 2016.
Un evento unico a Roma, con mostre, incontri, convegni, alla scoperta del valore non solo teologico, ma anche sociale, culturale e politico, della Misericordia, in tempi di inaccettabili crisi umanitarie, di migrazioni, di cambiamenti demografici in atto, le cui conseguenze stanno già imprimendo volti e dimensioni nuove alle nostre città. L’iniziativa sarà inaugurata il 6 aprile alla presenza di Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Episcopale per le Migrazioni, Mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Migrantes,  Filippo Bizzarri del Pio Sodalizio dei Piceni, Sister Barbara Staley delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, Padre Sandro Barlone  della Fondazione Don Luigi Di Liegro, Giovanni Battista Sgritta dell’ Università La Sapienza, Lucetta Scaraffia dello stesso ateneo. Modererà l’incontro Gianfranco Marcelli, editorialista di Avvenire.  Il 14 Aprile l’inaugurazione della mostra  fotografica di Riccardo Lorenzi “Il Mare negli occhi”, un reportage di ritratti che racconta l'accoglienza dal punto di vista di chi la fa, dei lampedusani che, senza retorica, incontrano la sofferenza di altri esseri umani, prodigandosi in soccorsi e assistenza, assecondando quella “legge del mare”, che impone di non abbandonare chi è nel bisogno e chiede aiuto. All’apertura della mostra, il Card. Rino Fisichella, Don Vinicio Albanesi, Oliviero Toscani e Gioacchino Campese. Modera, Piero Damosso del TG1.
 

Migranti: 10mila arrivi a marzo

Milano - Quasi 5mila migranti negli ultimi sei giorni. Nei primi tre mesi dell’anno il Viminale ha registrato oltre 18mila arrivi sulle nostre coste, l’80% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Solo nel mese di marzo hanno raggiunto l’Italia via mare quasi 10mila persone. Nel porto di Salerno questa mattina sono attesi 545 migranti.
Uomini, donne (4 incinte) e bambini (41) soccorsi nel canale di Sicilia nella giornata di ieri. Oltre 350 persone sono arrivate a Lampedusa su motovedette della Guardia costiera, 132 migranti (compresi 23 minorenni) sono stati soccorsi su gommoni in difficoltà e trasportati nel porto di Catania, 364 a Palermo.
 

L’Italia sono anch’io: “Il Senato approvi al più presto il ddl di riforma della cittadinanza”

Roma - Si è svolta in commissione Affari Costituzionali del Senato l’audizione di alcune associazioni che si occupano di diritti di migranti e della Campagna “L’Italia sono anch’io” alla quale aderiscono, tra gli altri, la Migrantes e la Caritas Italiana. Oggetto dell’audizione è stato il ddl sulla cittadinanza licenziato dalla Camera e ora al vaglio del Senato.
A nome della Campagna ha parlato Neva Besker, della Rete G2, che ha ribadito il giudizio complessivamente critico sul testo approvato in prima lettura. La Besker, nel suo intervento, ha ricordato che “L’Italia sono anch’io” ha raccolto più di 200mila firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una per la riforma dell’attuale legislazione sulla cittadinanza, l’altra per il diritto di voto alle amministrative degli stranieri residenti. La proposta di legge di iniziative popolare di riforma della cittadinanza prevede l’introduzione dello ius soli, sia pure in forma temperata (il diritto viene attribuito nel caso uno dei genitori abbia da almeno un anno il permesso di soggiorno) e un iter particolare per i minorenni di origine straniera arrivati da piccoli in Italia.
Il ddl licenziato dalla Camera presenta invece molte “criticità e carenze”, per esempio sul tema delle naturalizzazioni (che non viene nemmeno affrontato), sulle misure atte ad evitare la discrezionalità delle pubbliche amministrazioni nella valutazione delle singole richieste di cittadinanza, sull’introduzione della clausola del possesso, da parte di uno dei genitori, della Carta di lungo soggiornante, il cui rilascio è legato al reddito e alle dimensioni dell’abitazione, sulla normativa che riguarda i minori arrivati da piccoli in Italia, si legge in una nota. Ciò nonostante, la Besker ha ribadito come “interesse prioritario” delle organizzazioni che fanno parte della Campagna sia quello di “superare l’attuale pessima e anacronistica  legislazione con una nuova legge da approvare al più presto. Sarebbe un segnale importante per quel milione di giovani di origine straniera che si sentono italiani di fatto, ma non lo sono per la legge”.
Nelle sue conclusioni, la presidente della Commissione, senatrice Finocchiaro, non ha fornito “purtroppo – spiega “L’Italia sono anch’io” - rassicurazioni sui tempi di discussione. Ha fatto presente che hanno la precedenza una serie di provvedimenti già incardinati e che dunque non è possibile per ora indicare una data certa per la discussione e l’approvazione del ddl”.
La Campagna ritiene “grave che l'esame del ddl non sia stato nemmeno calendarizzato, dimostrando così indifferenza alla volontà di integrazione  delle nuove generazioni di italiani con cittadinanza diversa” e chiede che tutti “facciano quanto di loro competenza per inserire in tempi rapidi e certi l'esame del ddl da parte del Senato”.
 

Associazione 21 Luglio: 35mila rom vivono in emergenza abitativa

Roma  - “L’impegno a superare definitivamente la politica dei ‘campi nomadi’ entro il 2020, assunto dall’Italia nel 2012 con l’adozione della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, è lungi dall’essere raggiunto”. Lo denuncia l’Associazione 21 Luglio evidenziando che nel nostro Paese circa 35 mila rom continuano a vivere in condizioni di emergenza abitativa - oltre la metà dei quali in 155 insediamenti gestiti dalle istituzioni, da nord a sud - e numerose amministrazioni comunali e regionali “perseverano nella progettazione e nella costruzione di nuovi ghetti per soli rom, da Vicenza a Genova, da Napoli a Barletta”.
Questi dati emergono dal Rapporto Annuale 2015 sulla condizione di rom e sinti in Italia che l’Associazione presenterà il prossimo 8 aprile al Senato.
Il Rapporto, la cui presentazione cade in concomitanza con la celebrazione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, scatta una fotografia delle condizioni di vita di tali minoranze nel nostro Paese, analizzando le misure adottate a livello nazionale e locale – compresi approcci incoraggianti intrapresi in alcune località come Alghero, Lucca, Padova e Prato - e i numerosi richiami giunti nei confronti dell’Italia, su cui pende una procedura d’infrazione della Commissione Europea, da enti e organizzazioni internazionali che hanno posto sotto la lente d’ingrandimento politiche segregative e discriminatorie, si legge in una nota. Politiche, queste, “capaci di alimentare l’antigitanismo, ovvero il fenomeno dell’ostilità diffusa verso i rom per il quale l’Italia si conferma anche quest’anno la ‘maglia nera’ in Europa.
Introdurrà la presentazione del Rapporto il Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi. (R.I.)
 

Il Servizio civile aperto agli stranieri

Roma - Universale, con l’obiettivo di arrivare a centomila giovani volontari all’anno. È il nuovo Servizio civile, così come previsto e delineato nel disegno di legge di riforma del Terzo settore approvato dal Senato. La dicitura di Servizio civile universale dà il titolo all’articolo 8 della delega al governo e mira a proiettare una nuova luce anche sull’idea stessa di Europa e sul ruolo dei giovani nell’immediato futuro, chiamati a diventare sempre più consapevolmente cittadini europei e del mondo. Il nuovo Servizio civile universale riguarderà i giovani dai 18 ai 28 anni (sia italiani, sia stranieri) e saranno ammessi al servizio, di durata non inferiore agli otto mesi e non superiore ai dodici, tramite bando pubblico.
Quanto alle competenze, viene attribuita allo Stato la «funzione di programmazione, organizzazione, accreditamento e controllo del Servizio civile universale», prevedendo la «realizzazione, con il coinvolgimento delle regioni, dei programmi da parte di enti locali, altri enti pubblici territoriali ed enti del Terzo settore» a cui viene data la possibilità «di attivare autonomamente progetti di Servizio civile con risorse proprie, da realizzare presso soggetti accreditati». Una grande apertura finalizzata, oltre che «alla difesa non armata della patria», soprattutto alla «promozione dei valori fondativi della Repubblica» tra i giovani di questo inizio di millennio lontani anni luce dagli ideali patriottici di un tempo, ma sempre più bisognosi di una nuova e forte etica della cittadinanza e dei valori civici per una convivenza attiva e partecipativa. Una riforma che, del resto, ha trovato subito tra politici e addetti ai lavori un unanime consenso. Il sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Bobba, sottolinea in particolare «il principio per cui anche i giovani stranieri – regolarmente soggiornanti – possono finalmente partecipare ai bandi. Inoltre è prevista la possibilità di svolgere una parte del Servizio civile in un altro Paese europeo». Una sorta di Erasmus del Servizio civile, che amplierà ciò che Italia e Francia hanno già messo in campo firmando una dichiarazione di intenti per avviare un progetto pilota che consentirà a cento giovani volontari italiani e francesi di sperimentare uno scambio di servizio civile.
Un’esperienza che ha incontrato negli ultimi quindici anni, cioè dal varo della legge istitutiva del Servizio civile (64/2001), una forte adesione da parte dei giovani, al punto che sono stati 350mila i volontari che l’hanno svolto in Italia in questi tre lustri. Con domande ben superiori agli attuali 50mila posti disponibili, tanto che l’obiettivo indicato dal premier Matteo Renzi è di arrivare entro il 2017 a 100mila volontari in servizio. Nel 2015 le domande di ragazzi e ragazze per i bandi sono state più di 150mila. Un boom, se si pensa che l’anno prima erano state 93mila.
«È una grande soddisfazione vedere che il nuovo Servizio civile universale, da noi proposto due anni fa, sta prendendo vita. Vogliamo aprire la strada al progetto Odysseus, la proposta lanciata dal governo italiano per realizzare un vero servizio civile europeo» dice Francesca Bonomo, responsabile nazionale Pd per il Servizio civile. E aggiunge: «Il richiamo alla difesa non armata della patria assume oggi un significato ancora più profondo: quello di unire le forze dei giovani per portare supporto alla comunità nei momenti più difficili».
L’articolo 8 del disegno di legge delega prevede poi particolare attenzione alla trasparenza delle procedure di gestione e alla valutazione dell’attività svolta dagli enti accreditati, che dovrà riguardare anche i contributi erogati dal Fondo per il Servizio civile. Viene stabilito anche che il governo dovrà procedere al «riordino e revisione della Consulta nazionale per il Servizio civile universale», presentata come «organismo di consultazione, riferimento e confronto per l’Amministrazione, sulla base del principio di rappresentatività tra tutti gli enti accreditati, anche con riferimento alla territorialità e alla rilevanza per ciascun settore di intervento». (Massimo Iondini – Avvenire)
 

Sindaco Riace: i migranti “sono la ragione della mia esistenza”

Roma -  “Da quando ha accolto un veliero con a bordo tantissimi profughi, Riace è diventata una rotta fissa di navi. Mi sono sempre immedesimato in questa povera gente. L’aiuto ai migranti è diventata la ragione della mia esistenza. Mi hanno toccato la coscienza”. Lo ha detto il sindaco di Riace, Domenico Lucano, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, finito nella classifica della rivista ‘Fortune’ degli uomini più influenti del mondo. Il primo cittadino del comune calabrese è infatti al 40° posto per l’impegno e l’aiuto verso i migranti.
“Ho pensato che fosse uno scherzo - ha commentato il sindaco calabrese - non ho fatto nulla di particolare per meritare questo riconoscimento”.
“Abbiamo utilizzato le case abbandonate del centro storico – ha raccontato il sindaco di Riace - per trasformarle in centri d’accoglienza. Abbiamo fatto assolutamente l’impossibile per i migranti e dato una risposta chiara trasmettendo un messaggio d’umanità: è possibile una dimensione alternativa ai ghetti, alle barriere e ai cancelli”.
“Come Comune - ha proseguito il sindaco - ogni anno dobbiamo fare i conti con i minori trasferimenti economici dello Stato. Per far quadrare il bilancio facciamo una fatica enorme perché abbiamo sempre delle penalità. E per dare risposta all’emergenza sbarchi e all’accoglienza dei migranti e trovare le risorse necessarie ho dovuto anche sforare il Patto di stabilità”.
“Ho una visione laica della vita - ha concluso il sindaco di Riace - ma il Papa ha detto due parole: aprite i conventi senza sé e senza ma. E questo è un messaggio di grande umanità”.

Brescia: “Spazio mamme bambini stranieri 0-6”

Brescia - A Borgosatollo da febbraio 2016 è attivo lo “Spazio mamme bambini stranieri 0-6 anni” realizzato dall’associazione Mons. G. Marcoli con il patrocinio del Comune di Borgosatollo che ha concesso lo spazio per svolgere le attività.
 “L’iniziativa – ha sottolineato Marisa Bonomi, psicoterapeuta dell’Associazione Marcoli – nasce dall’esperienza realizzata dagli operatori dell’Associazione in questi anni di consulenza psicologica
alle famiglie straniere e di visite domiciliari per le situazioni più compromesse, ha mostrato concretamente le difficoltà in cui vengono a trovarsi le madri provenienti da società tradizionali”. La finalità del progetto è l’accoglienza rispettosa delle mamme straniere con i loro piccoli, offrendo la possibilità di sperimentare in forma graduale l’apertura ad un mondo nuovo e la scoperta di nuove regole e logiche che possono essere trasmesse poi al bambino. Il progetto mira al sostegno  e al benessere delle mamme, premessa indispensabile per una sana relazione col bambino e per l’integrazione nella nuova società.
Lo Spazio mamma-bambino è aperto per due mattine alla settimana, giovedì e sabato, dalle ore 9.30 alle 12, presso la Scuola Primaria Don Milani in via Leonardo da Vinci, 15 a Borgosatollo, paese ad alta densità di famiglie straniere. Nello Spazio sono presenti in contemporanea due psicoterapeute dell’infanzia dell’associazione Marcoli e due psicologhe tirocinanti oltre a una mediatrice culturale (ruoteranno figure appartenenti ad etnie diverse). Viene offerta alle mamme l’opportunità di introdursi all’apprendimento della lingua del Paese d’accoglienza attraverso la presenza di un insegnante di italiano nella mattinata del giovedì; l’incontro del sabato è gestito liberamente dalle mamme che possono interagire coi loro bambini e con le psicologhe presenti oppure possono scegliere di discutere col gruppo argomenti legati alle loro esperienze di donne, di madri straniere. Sarà anche possibile nel corso dei mesi avere due incontri di consulenza in gruppo con una ginecologa e due con una pediatra, professioniste dell’associazione Marcoli. La fruizione dello “Spazio mamma bambino” è gratuita. Per maggiori informazioni sull’attività consultare il sito www.associazionemarcoli.it oppure contattare il numero 334112903 (Anna Tomasoni – La Voce del Popolo)
 

Migrantes Pozzuoli: parte da oggi il corso “Cucinando insieme”

Pozzuoli  - L’Ufficio Migrante della diocesi di Pozzuoli e “La Salus onlus”, in collaborazione con la Caritas diocesana, promuovono il progetto etnico “Cucinando insieme”, un corso di cucina Italiana ed internazionale che durerà per circa 2 mesi a partire da oggi (fino al 27 Maggio). Il corso si tiene ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30 presso la “Casa Sacri Cuori” a Fuori grotta: una Casa appena ristrutturata e gestita dalla Parrocchia San Vitale per la mensa dei poveri e dei senza fissa dimora.
L’obiettivo di questo progetto è innanzitutto “Integrazione e possibilità lavorativa nei settori di lavoro domestico, Badante e Ristorazione Le lezioni saranno tenute dallo Chef Carmine Tulino
 

Famiglia: l’8 aprile la presentazione dell’Esortazione Apostolica di Papa Francesco

Città del Vaticano - “Amoris laetitia”, sull’amore nella famiglia.  Questo il titolo dell’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco conseguente ai lavori del Sinodo sulla famiglia. L’Esortazione sarà presentata venerdì 8 aprile nella Sala Stampa della Santa Sede. Interverranno il card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; il card. Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna e I coniugi Franco Miano, Docente di Filosofia Morale presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Giuseppina De Simone, Docente di Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli. (R.I.)
 

Inail: un convegno sulla sicurezza nei cantieri

Roma – Oggi pomeriggio, presso l’Accademia di Romania a Roma un convegno sulla sicurezza nei cantieri. Tra i relatori Mario Morcellini, Pro Rettore alle Comunicazioni Istituzionali e Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale presso l’Università La Sapienza e Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. In occasione del convegno, sarà presentata la nuova collana editoriale "Quaderni per immagini" (ed. Inail, 2016), composta da otto opuscoli riguardanti altrettanti argomenti.
 

Diocesi di Rossano-Cariati: Migrantes e Caritas partecipano al Festival del Teatro scolastico “Strani’Ieri”

Rossano -  La diocesi di Rossano – Cariati  insieme agli ufficio Migrantes e Caritas, oltre al sindacato di Polizia di Stato “SIAP”  e in collaborazione con l’Associazione “Con-Tatto” partecipano al progetto del festival del teatro scolastico  sul tema “Strani’Ieri …….Cittadini domani come te”. Un festival che offre la possibilità  agli studenti di alcune scuole superiori presenti nella zona di approfondire argomenti e problematiche relative all’integrazione di cittadini stranieri. “Il cambiamento deve iniziare dalle menti dei nostri giovani che diventano promotori di una nuova era, di una nuova evoluzione culturale e sociale”, spiegano gli uffici Migrantes e Caritas della diocesi calabrese in una nota sottolineando che in questo momento storico “si ha la necessità, soprattutto nel nostro territorio, di approfondire il concetto di immigrazione sinonimo e fonte di arricchimento reciproco”.
“L’iniziativa può aiutare- evidenzia don Pino Straface, direttore della Caritas Diocesana - i giovani a creare una cultura dell’accoglienza che mira a considerare l’altro come un fratello e come dono”.  Il progetto mira a favorire il processo di integrazione sociale attraverso la maturazione e il consolidamento  della capacità di relazionarsi in modo consapevole con gli “altri” considerati stranieri, sviluppando la socializzazione, lo spirito di collaborazione e di accettazione reciproca, rispetto delle regole e di se stessi.
“Un abbraccio amorevole nella Misericordia di Dio che avvolge i nostri fratelli - dice Giovanni Fortino,  direttore dell’Ufficio Migrantes - cambiando la loro vita e incentivando i loro sogni”.  Di questo ne sono convinti i membri dell’associazione “Con-Tatto” in base alla loro esperienza sul campo con il lavoro di gruppo, con la loro presenza quotidiana nelle scuole tra i ragazzi, che mostrano interesse. Sono convinti inoltre che, la cooperazione ed il lavoro di squadra sono gli elementi essenziali per raggiungere gli obbiettivi prefissati attraverso le nuove menti dei giovani che a loro volta diventano promotori di una nuova era con evoluzione culturale e sociale. Dall’accoglienza nasce,quindi, il desiderio del dialogo e della Pace come via per risollevare le sorti del mondo.  Le varie scuole porteranno in scena le loro rappresentazioni il 25,26,27,28 Aprile al Pala Teatro di Mirto (CS).
 

Piano nazionale anti tratta: “deludente”

Roma -  “Prevenzione, azione penale, protezione e cooperazione”. Sono le quattro parole chiave del nuovo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento adottato in Italia per il biennio 2016-2018. Approvato il 26 febbraio, non è stato finora molto pubblicizzato. Due i binari su cui muoveranno gli interventi: il primo di contrasto e repressione del crimine di sfruttamento di esseri umani, affidato alle forze dell’ordine, e il secondo di prevenzione e protezione delle vittime, affidato ai servizi sociali e del privato sociale accreditato. Si tratta di creare nel biennio 2016–2018 un coordinamento più efficace multi agenzia e multidisciplinare, attraverso il Meccanismo nazionale di referral (un insieme di raccomandazioni e misure pratiche che guideranno tutti gli attori coinvolti), sulle diverse forme di tratta e sui vari target di vittime. Le novità principali riguardano la formazione di tutti gli attori impegnati nel campo: sono state infatti realizzate linee guida per l’identificazione delle potenziali vittime sia tra i migranti irregolari sia tra i profughi richiedenti asilo, e procedure operative per la prima assistenza e la presa in carico dei minori.
 “Dopo una lunga attesa, durata tre anni, il piano nazionale contro la tratta 2016-2018 risulta deludente per diversi motivi”, sostiene Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Anzitutto “il piano viene pubblicato quando si sono più che dimezzate le risorse per il prossimo triennio: da 9 milioni a 3 milioni l’anno. Non sono considerate per nulla esperienze positive di ripensamento urbanistico e sociale delle nostre periferie, dove maggiore è la concentrazione delle situazioni che generano, da una parte, conflittualità sociale e, dall’altra, minor tutela delle vittime”. Si parla, poi, “di un sistema unico di protezione e di infrastrutture, mentre in realtà i servizi sono ancora diversi, indipendenti e spesso a bassissima tutela (si pensi solo alle vittime di tratta nei Cara, nei Cas, nei Cie…)”. Si parla, inoltre, “di unità di strada, di fatto smantellate in moltissimi servizi sociali, e di operatori formati nei diversi servizi di polizia e sociali, quasi inesistenti nelle principali città”. “L’aspetto più positivo è lo sforzo di mettere assieme i molti contributi che le associazioni e gli enti che lavorano sul campo hanno offerto in questi anni. È stato evidenziato che sarebbe importante avere una strategia univoca rispetto alla tratta, ai richiedenti protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati”, dichiara Mirta Da Pra, responsabile del Progetto Vittime del Gruppo Abele, per la quale, però, “sembra che il piano abbia come sottotitolo: ‘sarebbe bello che…’, cancellando gli anni di lavoro che avrebbero permesso oggi di tradurre alcune buone pratiche ampiamente sperimentate da progetti a servizi, in modo da concentrarsi ora sull’evoluzione del fenomeno”. Inoltre, non c’è “unitarietà dei diversi livelli di intervento (nazionale, regionale e locale), tenendo fuori dalla regia le associazioni e gli enti che hanno lavorato in questi anni e che hanno contribuito alla scrittura dell’art. 18” del decreto legislativo 286/98 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero). Non solo: “Manca la volontà politica di una strategia, anche a livello europeo, che dica che la tratta è nodale nei flussi migratori. Purtroppo oggi le vittime di tratta sono di serie B rispetto ai richiedenti di protezione internazionale”. Al contrario, “le vittime di tratta hanno bisogno di un’azione politica forte”. Per Da Pra, “l’unica autorità importante che denuncia il fenomeno è il Papa, mentre non abbiamo in politica qualcuno che alzi la voce. Ormai, però, non è più tempo di enunciazioni, ma di fatti concreti. La politica batta su questo tema non uno, ma dieci colpi”. “Anche se nel piano sono dedicate solo due righe allo scoraggiamento della domanda, è molto importante. Noi ci battiamo da trent’anni per la sua riduzione”, afferma Maurizio Galli, referente nazionale per la tratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, che precisa: “In questo momento dobbiamo lavorare sulla realizzazione di ricerche sulla riduzione della domanda in modo da individuare attività e meccanismi innovativi”. Oggi “tra i richiedenti asilo troviamo molte persone, in particolare ragazze, che rischiano di essere assoggettate dalla malavita e di finire sulla strada. Da un paio di anni le ragazze vengono condotte in Italia sui barconi. Perciò, le linee guida dell’identificazione, le nuove procedure e la presa in carico dei minori sono innovative rispetto ai nuovi scenari”. “Ormai – aggiunge – la perversione dei clienti è a un livello esagerato: si sentono proprietari della persona. Le più richieste sono le minorenni dai 13 ai 16 anni e le donne incinte, che possono fornire rapporti senza preservativo e senza rischio di gravidanze”. Guardando al futuro, per Galli, “tutto è migliorabile: innanzitutto, bisogna avere la volontà di tagliare questo fenomeno. Secondo noi è importante che la prostituzione diventi reato e che s’individuino percorsi per rendere le vittime autonome. Non servono programmi stantii. Serve il reinserimento lavorativo con borse lavoro e tirocini”. (Gigliola Alfaro)
 
 

ONU: “la UE accolga 480mila siriani”

Milano - «Serve una solidarietà globale per risolvere la crisi dei rifugiati». Il segretario dell’ONU Ban Ki-moon chiede maggior impegno di tutti per superare quella che è «la più grave crisi di rifugiati e di sfollati dei nostri tempi». All’apertura della Conferenza di Alto livello organizzata dall’ ACNUR (l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati) sui rifugiati siriani che si è svolta ieri a Ginevra il segretario del Palazzo di vetro lancia l’appello ed esorta i Paesi ad accogliere di più.
L’ONU stima che siano almeno 250mila le persone che hanno perso la vita nel conflitto siriano e circa 5 milioni i rifugiati all’estero, la maggior parte dei quali attualmente in Turchia, Libano, Giordania e Iraq. Per questi che si trovano nei Paesi vicino alla Siria, l’obiettivo delle Nazioni unite è reinsediarne almeno il 10% in altri Paesi entro il 2018. «Oggi chiedo ai paesi di agire con solidarietà impegnandosi in percorsi nuovi e aggiuntivi per l’ammissione di rifugiati siriani», ha detto Ban-Ki-moon ai rappresentanti di un centinaio di Paesi riuniti in Svizzera. «Si tratta di 480 mila persone, un numero relativamente piccolo, se paragonato ai milioni di rifugiati siriani ospitati da Turchia, Libano e Giordania».
La proposta dell’ACNUR prevede percorsi alternativi e meccanismi flessibili per l’ammissione dei rifugiati: dai reinsediamenti alla riunificazione familiare, dalle borse studio ai visti per ragioni mediche. «Non possiamo rispondere alle crisi dei rifugiati chiudendo le porte ed erigendo barriere – ha aggiunto l’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi – Non possiamo lasciare il peso maggiore sulle spalle dei Paesi vicini». Intanto, per accogliere i primi rifugiati siriani rimandati dalla Grecia, la Turchia sta allestendo un campo nella provincia di Manisa, vicino alla costa Egea, che potrà accogliere fino a 5mila persone. In base all’accordo siglato con Bruxelles, le riammissioni in Turchia dei siriani giunti in Europa a partire dal 20 marzo dovrebbero iniziare lunedì prossimo, 4 aprile. La Mezzaluna Rossa ospita già circa 250mila rifugiati siriani in 22 campi nel sudest del Paese. Oltre il 90% dei 2,7 milioni di siriani presenti in Turchia vive però al di fuori delle strutture organizzate.
Anche l’Italia è in prima linea nella crisi dei profughi. «Negli ultimi cinque giorni abbiamo salvato 3.700 migranti» ha detto ieri a Ginevra il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sottolineando la necessità di «superare Dublino e adottare un sistema di asilo comune europeo». Gentiloni ha anche ricordato i corridoi umanitari, come un «segno di speranza» e una delle soluzioni del problema. E anche ieri è stata una giornata di sbarchi e soccorsi nel canale di Sicilia e nel mar Egeo. Oltre 1.300 le persone salvate dalla Guardia costiera italiana nel Canale di Sicilia e da un mercantile della compagnia genovese nel Peloponneso a Ovest di Creta. «Da qui all’estate vedremo ancora un incremento degli sbarchi» ha detto don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo impegnato da anni in difesa dei migranti. «La situazione si aggrava – ha aggiunto – perché tutti chiudono i confini e l’unico accesso sarà dalla Libia verso l’Italia». (Daniela Fassini – Avvenire)