Primo Piano

Migrantes: un grido di pace e di giustizia dalla visita del Papa a Lesbo

Roma - Dalla visita e dall’incontro ecumenico di papa Francesco con il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I e l’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia, Ieronymos a Lesbo “sale un grido di pace per il Medio Oriente, una pace che è la condizione indispensabile da una parte per l’accoglienza  e tutela delle persone che arrivano sulle coste della Grecia, richiedenti asilo e rifugiati e dall’altra per tutelare il diritto dei migranti a vivere nella propria terra”. Così mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes commenta la visita di oggi di Papa Francesco e dei leader ortodossi nell’isola greca di Lesbo da più parti ritenuta la Lampedusa della Grecia.
 
 
 
Per il direttore dell’organismo pastorale della Cei i tre discorsi che hanno preceduto la dichiarazione congiunta, firmata dai leader religiosi, hanno sottolineato tre aspetti importanti che registrano il dramma dei richiedenti asilo e dei rifugiati: “l’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia, Ieronymos ha denunciato ‘la bancarotta dell’umanità e della solidarietà dell’Europa’”; il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, ha posto l’attenzione sulla “tomba del Mediterraneo che vive in fondo a qual mare e che vede anche i corpi di tanti cristiani provenienti da tante parti del mondo”; Papa Francesco ha “sottolineato e esortato la solidarietà di tanti giovani d’Europa e del mondo invitando a conoscere e a farsi prossimi delle storie di sofferenza dei migranti”.
 
 
 
“Dalla visita, dai gesti e dalle parole di  Papa Francesco – prosegue mons Perego - viene un nuovo invito alle comunità cristiane d’Europa e alle nostre parrocchie a moltiplicare i luoghi di accoglienza dei migranti. Per noi si tratta di ampliare l’accoglienza nelle nostre strutture ecclesiali che registrano oggi circa 23mila rifugiati e richiedenti asilo ampliando così le 4600 accoglienze che si registrano nelle nostre parrocchie”.
 
 
 
Lesbo è anche “un passo concreto e in avanti nel cercare l’unità delle chiese cristiane in Europa ritrovata proprio a partire  dalle condizione di trauma e di sofferenza dei rifugianti e richiedenti asilo”, conclude mons. Perego. (Raffaele Iaria) 

Papa Francesco ai profughi: “non perdete la speranza”

Lesbo - “Voglio dirvi che non siete soli”. “Non perdete la speranza”.

Papa Francesco è a Lesbo e con queste parole saluta i profughi e richiedenti asilo ospiti nel Mòria refugee camp dell’isola greca di Lesbo.

Il pontefice è arrivato al capo dopo essere stato accolto all’aeroporto di Mytilene dal primo ministro Alexis Tsipras e ha ricevuto il benvenuto da parte del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, Ieronymos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia e da mons. Fragkiskos Papamanolis, presidente della Conferenza episcopale greca. I leader religiosi, lungo le transenne, hanno salutato 150 minorenni ospiti del centro e hanno preso in braccio un bambino di pochi mesi. Dopo, in una grande tenda hanno salutato individualmente circa 250 richiedenti asilo e pronunciato tre brevi discorsi. "Siamo venuti per richiamare 
l’attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per 
implorarne la soluzione", ha detto il papa nel suo discorso prima di firmare una dichiarazione congiunta: “speriamo che il mondo si faccia attento a queste situazioni di 
bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno 
della nostra comune umanità”. Papa Francesco ha quindi rivolto un appello all’Europa: 
”possano i nostri fratelli e le nostre sorelle in questo 
continente, come il Buon samaritano, venirvi in aiuto in quello 
spirito di fraternità, solidarietà e rispetto per la dignità umana, che ha contraddistinto la sua lunga storia2:

E rivolgendosi ai profughi ospiti del campo ha ricordato che  “molti di voi si sono sentiti costretti a fuggire da situazioni di conflitto e di persecuzione, soprattutto per i vostri figli, per i vostri piccoli. Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore di aver lasciato dietro di voi tutto ciò che vi era caro e – quel che è forse più difficile – senza sapere che cosa il futuro avrebbe portato con sé”, sperando, insieme a molti altri, “di costruire una nuova vita in questo continente”. “Siamo venuti – ha aggiunto parlando anche a nome del patriarca ecumenico e dell’arcivescovo ortodosso di Atene - per richiamare l’attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per implorarne la risoluzione. Come uomini di fede, desideriamo unire le nostre voci per parlare apertamente a nome vostro. Speriamo che il mondo si faccia attento a queste situazioni di bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno della nostra comune umanità”. Queste crisi, ha fatto tuttavia notare il Pontefice, possono anche “far emergere il meglio di noi. Lo avete visto in voi stessi e nel popolo greco, che ha generosamente risposto ai vostri bisogni pur in mezzo alle sue stesse difficoltà. Lo avete visto anche nelle molte persone, specialmente giovani provenienti da tutta l’Europa e dal mondo, che sono venute per aiutarvi”. (R.I.)

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Papa Francesco: i profughi non sono numeri ma persone

Città del Vaticano – “I profughi non sono numeri, sono persone: sono volti, nomi, storie, e come tali vanno trattati”. È iniziata con questo tweet la giornata di Papa Francesco. Una giornata che lo ha visto in viaggio apostolico, seppur di 5 ore, al capo profughi di Lesbo,  l’isola greca definita da più parti la Lampedusa della Grecia.

“E’ un viaggio un po’ diverso dagli altri. Nei viaggi apostolici  ha detto il pontefice incontrando i giornalisti sull’aereo che lo portava a Lesbo - noi andiamo a fare tante cose: vedere la gente, parlare… c’è anche la gioia dell’incontro. Questo è un viaggio segnato dalla tristezza”. “Noi andiamo ad incontrare la catastrofe umanitaria più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale”, ha aggiunto il Papa: “andiamo – e lo vedremo – da tanta gente che soffre, che non sa dove andare, che è dovuta fuggire. E andremo anche ad un cimitero: il mare. Tanta gente lì è annegata. Lo dico non per amareggiare, non per amarezza, ma perché anche il vostro lavoro di oggi possa trasmettere nei vostri media lo stato d’animo con cui io faccio questo viaggio”. (R.Iaria)

MCI Svizzera: giornata di studi nella diocesi di Basilea

Basilea - “Emigrazione italiana ieri e oggi in una chiesa e società svizzera che cambiano”. Questo il tema di una Giornata di studi per i Consigli pastorali di Missione che si svolgerà, domenica 17 aprile, a Basilea su iniziativa delle Missioni cattoliche Italiane della diocesi di Basilea.
Tra i temi che verranno trattati i mutamenti della società e della chiesa in Svizzera in questi ultimi anni; le linee pastorali della chiesa di Basilea; le linee operative della chiesa locale per la pastorale con e per i migranti. A parlarne saranno Simon Foppa dell’istituto svizzero di sociologia pastorale (SPI) e Urs Brunner, responsabile della pastorale e della formazione nella diocesi di Basilea (R.I.)
 

Italiani e migranti a Bologna: condividere momenti insieme

Bologna - Spazi per ritrovarsi a pregare e condividere momenti insieme, misure di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, possibilità di farsi conoscere dalla Città e manifestare la propria fede: istanze sociali e politiche, oltre che religiose, quelle emerse dall’incontro, svoltosi alle Acli, con le comunità cristiane di immigrati a Bologna. Incontro che si auspica primo di tanti: sono stati tutti concordi, infatti, nel trovare ciò che ci accomuna, non solo in materia teologica, ma anche nell’aiuto ai più bisognosi. Quelle intervenute alle Acli, per tramite di Mons. Andrea Caniato, direttore dell’Ufficio Migrantes sono comunità costituite in maniera spontanea, senza consistenza giuridica, civile e canonica, ma vive e attive. L’auspicio è che esse siano sempre più riconosciute nei fatti e nel diritto, perché quando persone in situazione di bisogno, come, appunto, i migranti, si uniscono, non sono più semplici utenti di un servizio di welfare, ma diventano a loro volta riferimento e servizio per altri. In una Bologna che invecchia, spiccano gruppi di giovani famiglie numerose, studenti, lavoratori ricchi di sogni, progetti e voglia di futuro. Con una lunga lista di desiderata: ai primi posti, la questione identitaria dei nati in Italia, che si sentono cittadini italiani. Il problema più comune è, però, quello della mancanza di luoghi di ritrovo, soprattutto per gli africani, per i quali non vi è ritrosia a manifestare il proprio credo, riservandolo alla sfera privata, quanto la gioia di una fede viva e sincera da testimoniare in ogni occasione. Ciò spinge molti fedeli a lasciarsi affascinare dalle sette, che offrono maggiori servizi: l’opera di evangelizzazione che compiono i missionari in Africa spesso si perde, paradossalmente, al loro arrivo in Italia. Avere una Parrocchia di riferimento diventa fondamentale: infatti, la parola di un Pastore può più di tante iniziative di sensibilizzazione e di integrazione. Sussiste, infine, il problema del lavoro, cui le Acli sono storicamente sensibili, soprattutto laddove ci sono professionisti ad alta specializzazione, che si trovano, però, a causa del pregiudizio etnico o delle difficoltà a vedersi riconosciuti i propri titoli in Italia, ad impiegarsi in professioni scarsamente qualificate. Il Presidente Filippo Diaco si è impegnato, quindi, a portare le Acli nelle comunità cristiane bolognesi, non solo con i propri servizi, ma anche facendosi voce di chi, di voce, ne ha ancora troppo poca, per creare rete con le Istituzioni e le Associazioni del territorio e cercare soluzioni di reciproco arricchimento. (Chiara Pazzaglia)
 

MCI Barcellona: una messa in ricordo delle ragazze morte in incidente stradale

Barcellona - A distanza di poco meno di un mese la comunità italiana presente in Barcellona ha voluto nuovamente ricordare le tredici ragazze – di cui sette italiane - del progetto Erasmus vittime del tragico incidente dello scorso 20 marzo a Freginals in Catalunya (Spagna).
Giovedi’ 07 aprile presso la Casa degli Italiani, in apertura di una serata dedicata al volontariato, don Luigi Usubelli, incaricato Migrantes della cura pastorale della comunità  italiana di Barcellona, ha proposto un piccolo momento di riflessione conclusosi con un minuto di silenzio in onore delle vittime. La partecipazione – ci riferisce il sacerdote – “è stata molto intensa. Ieri presso la chiesa parrocchiale di S. Anna, in cui abitualmente la comunità italiana si ritrova, è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime alla presenza della comunità italiana a cui hanno partecipato anche i genitori di Serena Saracino presenti a Barcellona per espletare le ultime pratiche burocratiche. “E’ stato – aggiunge don Usubelli -  un momento carico di commozione vissuto  alla luce di una speranza fatta di vicinanza silenziosa”. Alla presenza del console italiano  Stefano Nicoletti  e di gran parte della comunità italiana “abbiamo potuto stringerci a questa famiglia per testimoniare loro la nostra vicinanza”.
 
 

Italiano ad arte: nuovo corso di lingua italiana per migranti e rifugiati

Roma - Dal 28 aprile 2016 parte un nuovo corso di italiano realizzato da Programma integra rivolto a migranti e rifugiati dal titolo ‘Italiano ad arte’ che prevede una didattica ‘dinamica’ con lezioni in aula, interventi di mediazione interculturale, visite di studio, laboratori di pittura, di lettura poetica e cinema. Il percorso formativo della durata complessiva di 112 ore utilizzerà una metodologia di tipo ‘comunicativo situazionale’ che, attraverso l’utilizzo di differenti linguaggi artistici e l’organizzazione di visite di studio, favorirà nei migranti un apprendimento più veloce ed efficace.
Il corso di livello pre-intermedio (A2) è gratuito e a numero chiuso per un massimo di 25 partecipanti. I candidati dovranno svolgere un colloquio di selezione. Le lezioni si terranno dal 28 aprile al 24 giugno 2016. Iscrizioni aperte fino al 22 aprile 2016.
Per informazioni: e-mail: segreteria@programmaintegra.it
 
 

Papa Francesco a Lesbo: ieri in preghiera a Santa Maria Maggiore

Città del Vaticano – In vista della visita apostolica in Grecia, al campo profughi di Lesbo, Papa Francesco ieri sera si è recato, fra le 19 e le 19.30, nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore, per sostare in preghiera dinanzi all’icona della Madonna,  “Salus Populi Romani”, “domandando la protezione della Madre del Signore sulla sua prossima visita, sabato, all’isola di Lesbo in Grecia”.
Il Papa – ha detto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, p. Federico Lombardi, ha “offerto alla Madonna un mazzo di rose bianche e azzurre, secondo i colori della Grecia”. (Raffaele Iaria)
 

Tirana: al via oggi una due giorni internazionale su dialogo sociale, lavoro e migrazioni

Tirana - Unire l’Europa in un momento in cui tutto sembrerebbe congiurare per dividerla: è l’obiettivo del Movimento Cristiano Lavoratori, che da anni si sta impegnando per costruire, avvicinare, creare solidi legami di amicizia basati sul dialogo e sulla fiducia. Un lavoro che il Mcl sta portando avanti con tenacia soprattutto nell’area balcanica: da Sarajevo, a Belgrado, a Podgorica, a Spalato e, ora, anche a Tirana dove, dal 15 al 17 aprile, si terrà un Seminario internazionale di Studi significativamente intitolato “I Paesi dell’Europa mediterranea e il dialogo sociale: le sfide del lavoro, dell’immigrazione e della coesione sociale per cambiare il modello di società”. Una due giorni di lavoro, organizzata dal Mcl e da Efal ed Eza, e promossa con il contributo Ue, cui prenderanno parte delegazioni del mondo politico, sindacale e del lavoro, provenienti oltre che dall’Italia, anche da Austria, Slovenia, Montenegro, Spagna, Olanda, Portogallo, Bosnia Erzegovina, Croazia, Cipro, Malta, Marocco, Serbia, Albania e, per la prima volta, Kosovo. Ai lavori, che si apriranno con l’intervento del Presidente Mcl, Carlo Costalli, parteciperanno, fra gli altri, il presidente di Eza, Bartho Pronk, il presidente del sindacato albanese Sauatt, Bibli Kasmi, il Ministro del Welfare albanese Blendi Klosi, il prof. Vittorio Emanuele Parsi dell’Università Cattolica di Milano. Sabato 16 i lavori riprenderanno con l’intervento di Piergiorgio Sciacqua, copresidente Eza. Al dibattito parteciperanno anche Fritz Neugebauer (Austria), Branislav Canak (Serbia), Joseph Vella (Malta), Franjo Topic (Bosnia Erzegovina). Infine alla tavola rotonda conclusiva, sabato pomeriggio, interverranno Anton Kokalj (Slovenia), Diomides Diomidous (Cipro) e Rafael Rodriguez – Ponga (Spagna).
 

Comece su Papa a Lesbo: risposta alla sofferenza dei migranti

Bruxelles -  “La visita di Papa Francesco a Lesbo è un momento-chiave nella risposta europea alla sofferenza dei nostri fratelli e sorelle migranti. È essenziale che i 28 Stati membri dell’UE comprendano che la crisi dei migranti e dei rifugiati richiede una condivisione delle responsabilità”. A dirlo è stato il Segretario generale del Comece, padre Patrick Daly aggiungendo che l’unico modo per uscire da questa crisi è “un’azione coordinata di tutti i governi europei. Una serie di proposte è attualmente sul tavolo, compresa la recente comunicazione della Commissione europea che presenta varie opzioni per la riforma del sistema europeo comune di asilo e lo sviluppo di canali sicuri e legali di ingresso in Europa”.
La Comece “aveva accolto le conclusioni del Consiglio europeo del 17 dicembre 2015 e aveva inviato ai capi di Stato e di governo un documento con proposte concrete”. Per quanto riguarda “il recente accordo tra UE e Turchia, la Comece ha detto p. Daly, ha chiesto, insieme ad altri, “di rivedere queste disposizioni”. “Noi sosteniamo i diritti umani, compreso il diritto di cercare rifugio, l’obbligo di non respingimento, un trattamento umano, gli interessi superiori dei minori e il diritto alla vita familiare”, diritti che devono essere “rispettati tutte le circostanze”.
 

Papa a Lesbo: una visita “strettamente umanitaria”

Città del Vaticano – Inizierà poco dopo le 10 di sabato mattina, 16 aprile, il viaggio di Papa Francesco tra i profughi di Lesbo. Il pontefice, infatti, atterrerà sull’isola greca verso le 10 e 20. Ad accoglierlo il primo Ministro greco Alezis Tsipras, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e Hieronimus II, Arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia. Un’ora dopo la visita al Campo di Moria e la stretta di mano a 300 rifugiati che vivono nel campo dove sono ospitati circa 2.500 profughi richiedenti asilo. Sono previsti, alle 12.25, i discorsi dell’arcivescovo Ieronymos, del Patriarca Bartolomeo e di Papa Francesco. Al termine la firma di una dichiarazione congiunta seguita dal pranzo dei tre leader religiosi con alcuni rifugiati. E’ quanto si legge nel programma della visita diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede e presentato ai giornalisti dal Direttore, padre Federico Lombardi.
Nel pomeriggio l’arrivo al presidio della Guardia Costiera e l’incontro con la cittadinanza e con la comunità cattolica in memoria delle vittime delle migrazioni. Al termine, prima della partenza per Roma, la recita di una breve preghiera, affidata ai tre leader religiosi, per le vittime delle migrazioni e poi il lancio in mare di tre corone di alloro. Sarà – ha detto p. Lombardi - di una visita di “natura strettamente umanitaria. Non c’è nessun risvolto di prese di posizioni politiche”. Una visita di carattere umanitario “vissuta in chiave ecumenica”, considerata la presenza, insieme al Papa, del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, e dell’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Ieronymos. Una visita che nasce “dalla preoccupazione del Papa per la situazione dei migranti, preoccupazione condivisa con il Patriarca Bartolomeo e la Chiesa ortodossa greca che vive nel suo Paese una situazione gravissima”. (Raffaele Iaria)
 

Massa Carrara: domani incontro su “Migrazione dei popoli, integrazione ed accoglienza”

Massa Carrara - “Migrazione dei popoli, integrazione ed accoglienza”: questo il tema di una relazione che terrà, domani pomeriggio, alle 17,30,  presso il Seminario vescovile di Massa Carrara, Mons. Gian Carlo Perego Direttore generale Fondazione Migrantes. Una iniziativa che si colloca nell’ambito delle attività della Scuola diocesana di formazione all’impegno socio-politico della diocesi di  Massa Carrara-Pontremoli.
“Sarà l’occasione per confrontarsi e approfondire la tematica dei flussi migratori e di come la comunità ecclesiale stia facendo fronte a quello che è divenuto un fenomeno del nostro tempo, oltre la paura e l’indifferenza”, spiegano i promotori aggiungendo che in Italia, a seguito dell’appello che lo scorso settembre Papa Francesco ha rivolto alle parrocchie verso l’accoglienza dei migranti, sono state accolte circa 25mila persone: “accogliere infatti con trasparenza e apertura è un reciproco vantaggio sia per chi viene ospitato sia per chi offre accoglienza”. All’incontro sarà presente anche il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, Mons. Giovanni Santucci.
 

Bologna: oggi un convegno su “Nient’altro che fratelli”

Bologna – Si svolgerà oggi pomeriggio alle ore 18, presso la sede Acli di via delle Lame 116 di Bologna un incontro sul tema “Nient’altro che fratelli”, un momento di confronto e condivisone con le comunità cristiane immigrate di Bologna. “Si tratta del primo incontro organico con realtà che nel nostro territorio esistono più di fatto che de iure” commenta Mons. Andrea Caniato, incaricato Migrantes della diocesi e coordinatore dell’iniziativa. “Si può dire che l’appuntamento con le Acli sia, a livello ecclesiale e sociale, uno dei primi riconoscimenti dell'esistenza di queste realtà, che stanno manifestando, invece, una loro capacità di aggregazione e di animazione”, aggiunge Mons. Caniato. “Le Acli di Bologna, durante la realizzazione delle numerose attività messe in campo per i migranti, si sono rese conto della presenza sul territorio di tanti cittadini stranieri che professano una confessione cristiana e ci siamo interrogati sul modo di contribuire a dare voce alle loro esigenze” afferma il Presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco. “Il risvolto ecumenico dell'incontro – spiega ancora Diaco -  è dato dalla presenza del rappresentante di una delle più numerose comunità ortodosse della città. Un aspetto dell'ecumenismo consiste nel fare insieme, fraternamente, tutto quello che è possibile fare, soprattutto in ordine al bene delle persone e delle comunità, anche se non esiste una piena condivisione della vita sacramentale ed ecclesiale” aggiunge Diaco.
All’incontro interverranno numerosi pastori di queste comunità, dagli Ucraini e Rumeni greco-cattolici, alle comunità africane anglofone e francofone, a quelle polacca e ortodossa moldava. Non sono stati interpellati tutti i presenti sul territorio per non moltiplicare gli interventi dei relatori, per cui si pensa già ad un secondo incontro che veda partecipi anche altre realtà, spiega una nota: “penso che le Acli debbano esprimere la speranza che la propria, ricca esperienza associazionistica e sociale possa trovare nuova vitalità e stimoli di impegno nell'incontro con queste comunità, anche in vista del loro pieno riconoscimento ecclesiale, sociale e civile”, conclude Diaco.


 

Mattarella: “le barriere che dividono l’Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino”

Torino – “Lasciare senza risposte le migliaia di donne e uomini che fuggono da guerre, violenze, devastazioni e che oggi bussano alle porte dell’Europa, non è possibile”. A dirlo è stato ieri il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, intervenuto alla seconda edizione dell’Italian-German High Level Dialogue. Per Mattarella “le barriere che dividono l’Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino. Non basteranno i muri a proteggerci se l’Europa non farà passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato 70 anni per abbattere i muri che dividevano l’Europa, non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni laddove al contrario servono coesione e fiducia”.
 

Anche i rifugiati possono fare squadra

Villacidro - Da alcuni decenni nell’unità pastorale delle tre parrocchie di Villacidro (diocesi di Ales-Terralba) opera una società sportiva oratoriale, Valderoa, frequentata quotidianamente da una quarantina tra bambini e ragazzini impegnati in diverse discipline sportive. Sotto la guida di Mario Sardu, pensionato 67enne, chi non può permettersi di pagare la quota delle società sportive presenti in paese trova spazio e tempo per giocare a costo zero a pallamano, basket e calcetto.
Da qualche mese si è aggiunto anche un gruppo di rifugiati destinati alla zona del Medio Campidano, con i quali è stata formata una squadra inserita nel campionato Open del Csi. Prima di poterli iscrivere sono state fatte tutte le visite del caso, grazie alla disponibilità dei medici e, come sempre accade, la generosità delle persone e il sostegno della parrocchia hanno permesso di portare avanti l’attività, anche se per accompagnare i ragazzi dall’oratorio ai campi di gioco sarebbe urgente riuscire ad avere un minibus. La pratica sportiva ha così permesso di aiutare i rifugiati a trascorrere il tempo in maniera diversa, anche se la loro fuga verso l’Italia in condizioni tutt’altro che favorevoli ha indebolito alcune parti del corpo come le ginocchia, zona spesso interessata da infortuni. L’attività di questi anni ha consentito a molti di praticare una disciplina sportiva e ad alcuni anche di accedere a società locali blasonate. Il fine resta però quello aggregativo per tutti, anche per chi è in attesa di lasciare l’Italia verso altre mete in cerca di un futuro meno precario. (Roberto Comparetti- Avvenire)
 

Migrantes: oggi a Siena la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

Siena -  Sarà presentato oggi a Siena, alle ore 16,30, il “Rapporto Italiani nel Mondo 2015” della Fondazione Migrantes. Ad ospitare l’evento l’Aula Magna dell’Università per Stranieri della città. Interverranno il Rettore Pietro Cataldi, Delfina Licata, curatrice del volume, René Manenti, direttore del Centro Studi Emigrazione di Roma, Elton Prifti, docente dell’Università di Mannheim, Mauro Moretti e Renato Saccone, Prefetto della Provincia di Siena.
Le conclusione saranno affidate a Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale Fondazione Migrantes.
 

Parlamento Europeo: approvati nuovi fondi per rifugiati

Strasburgo - Il Parlamento Europeo ha dato il via libera al sostegno di emergenza di 100 milioni di euro per i rifugiati all'interno dell'UE. Considerata l'urgenza di questa misura, i deputati hanno accelerato l'approvazione dei fondi, con il primo progetto di bilancio rettificativo del 2016. La procedura è stata completata in poco più di un mese.
I 100 milioni di euro destinati agli aiuti umanitari, considerato l'attuale flusso di rifugiati e migranti verso l'Europa, rappresentano la prima parte dei 700 milioni di euro previsti dal nuovo strumento che fornisce sostegno di emergenza all'interno dell'Unione proposto dalla Commissione lo scorso 2 marzo. Questi fondi potrebbero essere utilizzati, tra l'altro, per fornire sostegno alimentare, primo soccorso, riparo, acqua, servizi igienici, protezione e istruzione.
I deputati si dicono soddisfatti del fatto che i fondi per fornire assistenza umanitaria ai rifugiati all'interno dell'UE non saranno sottratti ai programmi per gli aiuti umanitari esterni, ma saranno invece reimpiegati dal Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF, si legge in una nota nella quale i deputati tuttavia sottolineano che questo aiuto di 100 milioni di euro dovrà essere sostituito in seguito da nuove risorse, e insistono affinché "sia previsto un quadro giuridico e monetario più sostenibile, al fine di consentire una futura mobilitazione degli aiuti umanitari all'interno dell'Unione".
 

Papa: vicinanza e solidarietà ai migranti

Città del Vaticano – Papa Francesco, in vista della visita di sabato prossimo a Lesbo ha chiesto di accompagnare il suo viaggio con la preghiera. Al termine dell’udienza generale di questa mattina, in piazza San Pietro il pontefice ha ricordato, infatti, il viaggio sull’isola greca "per esprimere vicinanza e solidarietà sia ai profughi sia ai cittadini di Lesbo e a tutto il popolo greco, tanto generoso nella accoglienza”. Il pontefice ha quindi chiesto “per favore” di accompagnarlo “con la preghiera, invocando la luce e la forza dello Spirito Santo e la materna intercessione della Vergine Maria". (Raffaele Iaria)
 

Il Mare negli occhi: una mostra da domani a Roma

Roma - Nell’ambito dell’iniziativa “Le Strade della Misericordia,” domani alle ore 17.30 presso San Salvatore in Lauro (Roma), l’inaugurazione della mostra fotografica “Il Mare negli occhi", di Riccardo Lorenzi. In programma, un convegno dal titolo “Le strade della Misericordia. Immigrazione, tra delusioni e speranze”, con Mons. Rino Fisichella, Oliviero Toscani, Don Vinicio Albanesi, Gioacchino Campese, Paolo Masini, Giovanni Castellucci. Modera il giornalista Rai Piero Damosso. La mostra vuole essere un’occasione per aprire una riflessione sul tema delle migrazioni, un’emergenza sociale che, purtroppo, produce un sentire populistico che sviluppa sentimenti di rifiuto dell’altro. Quelli di Lorenzi sono ritratti suggestivi di uomini e donne di Lampedusa che la solidarietà la mettono in atto, perché rispettano quella legge del mare, che obbliga moralmente a dare soccorso, a differenza di tante leggi della terra ferma che negli ultimi tempi fomentano solo l’innalzamento dei muri. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Don Luigi Liegro, Fondazione Migrantes e Pio Sodalizio dei Piceni
 
 

Amnesty: “illegali” i respingimenti dalla Grecia verso la Turchia

Roma - Il respingimenti di massa dalla Grecia verso la Turchia sono illegali come quelli fatti dall’Italia nel 2009 verso la Libia.
Amnesty International e Associazione studi giuridici per l’immigrazione (Asgi) denunciano alla procura di Roma i respingimenti illegali decisi dall’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni del governo Berlusconi, per 18 eritrei rintracciati tra gli 89 partiti il 27 giugno del 2009 e intercettati dalla nave Orione. “Nessuno di loro venne identificato – spiega l’avvocato Cristina Cecchini – anche se eritrei, che nel 75% dei casi ricevono protezione internazionale”. Di questi 18, ora 4 vivono in Svizzera e 14 in Israele, dove rischiano di essere rispediti in un paese governato da un regime brutale. Una grave violazione della convenzione di Ginevra: i migranti raccolti dalla nave militare italiana furono consegnati alla marina libica. In Libia furono incarcerati e picchiati. Alcuni sono morti nel tentativo di attraversare di nuovo il Sahara o il Mediterraneo.
Due le richieste della "causa-pilota": risarcimento economico per il danno e asilo in Italia. “Molti i parallelismi tra i respingimenti del 2009 condannati dalla Cedu e i rinvii di oggi alla Turchia”, dice il direttore generale di Amnesty Gianni Rufini. Se la denuncia avesse seguito “sarebbe un precedente per garantire ai migranti canali legali di accesso”. (Luca Liverani – Avvenire)