Primo Piano

M.C.I. Belgio: una giornata di formazione per i laici

Montaigu -  “ ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’: l’attualità di un’opera di misericordia”: questo il tema di una giornata di formazione per i laici delle Missioni cattoliche Italiane del belgio che si è svolta  Montaigu - Scherpenheuvel nelle Fiandre. I 47 partecipanti provenienti da tutte le Mci belghe si sono ritrovati a condividere un momento importante del loro percorso formativo annuale nello spirito del Giubileo della Misericordia.  
A relazionare il direttore generale della Fondazione Migrantes,  mons. Giancarlo Perego che ha richiamato le situazioni attuali di migrazione che interpellano l’Europa ed ha offerto ai presenti una ricca relazione sulla cultura dell’incontro, richiamando il discorso di papa  Francesco a Prato e la sua sensibilità verso i migranti. Sono stati evidenziati alcuni punti necessari per favorire un autentico incontro e una reale accoglienza del forestiero: il rispetto e tutela della persona, che abbraccia soprattutto  la dimensione familiare e lavorativa; l’accoglienza dei forestieri in fuga da situazioni difficili, che da futuro e che può divenire per le comunità che accolgono una nuova forma di rinascita; l’inclusione dell’altro, opposta all’esclusione e alla sterile contrapposizione, evitando degrado e disagio sociale; l’integrazione, che permette di riconoscere nel migrante un bagaglio di ricchezza umana e culturale che non va cancellata o ignorata. Evidentemente una rilettura della migrazione con gli occhi della fede diventa necessaria e illuminante. Con quest’ottica Mons. Perego ha ben evidenziato il percorso storico della Chiesa che nel tempo ha sempre saputo interpretare l’opera di misericordia “ero forestiero e mi avete ospitato”, come una continua attualizzazione del comandamento dell’amore e generazione di un futuro nuovo.
“Occorre condividere i beni e i luoghi comuni, come le parrocchie, perchè diventino luoghi che favoriscono la cultura dell’incontro”: affermazione-chiave del direttore della Migrantes, chiamato a stimolare gli operatori pastorali delle Missioni Cattoliche italiane perché anche in Belgio si sviluppi una vera accoglienza dell’altro.
Sottolineando le paure e le chiusure di fronte al migrante, la difficoltà a vederlo come dono e la generalizzazione negativa che lo etichetta come delinquente e pericoloso, Mons. Perego ha aiutato i presenti a leggere le situazioni attuali della migrazione con gli occhi della fede, richiamando la storia biblico-cristiana che esalta l’accoglienza del forestiero: in Abramo l’accoglienza da futuro ad una famiglia sterile e genera un nuovo popolo; in Giobbe l’aspetto della sapienza si manifesta verso l’apertura all’altro; Mosé stesso, integrato in una nuova cultura, diventa segno di salvezza per il suo popolo; nei Vangeli la parabola del buon samaritano evidenzia la dimensione del cammino e dell’andare incontro all’altro uscendo nella strada. La storia della salvezza è chiaramente una storia di amore, fatta di incontro, accoglienza, rispetto, condivisione.
Inoltre viene illustrata a grandi linee la storia bimillenaria della Chiesa che, dagli Atti degli Apostoli (in cui i primi diaconi Stefano e Filippo nella loro opera di annuncio manifestano un’apertura all’altro  stando in piazza e camminando con lui) fino ai nostri giorni testimonia il grande valore della fraternità e dell’accoglienza. Insegnamento dei padri della Chiesa come Leone Magno e Gregorio Magno, monachesimo con le sue foresterie, patrimonio della dottrina sociale della Chiesa (dalla Rerum Novarum di Leone XIII alla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II): testimonianza viva e concreta di una chiesa attenta all’altro nei suoi bisogni e diritti fondamentali.
Concludendo la sua relazione, mons. Perego ha sottolineato il valore profetico di papa Francesco che con l’Evangelii Gaudium e la Laudato Si sottolinea l’indissolubile legame tra accoglienza dell’annuncio salvifico e un effettivo amore fraterno.
Una giornata di formazione importante, trascorsa in uno spirito di fraternità e comunione tra le diverse comunità italiane, chiamate a rafforzare la testimonianza della fede nell’accoglienza del forestiero e favorire così un’autentica cultura dell’incontro.
Culmine e conclusione della giornata la celebrazione eucaristica al santuario mariano, luogo di pellegrinaggio giubilare, molto caro agli emigrati italiani che per decenni si sono lì ritrovati a vivere diverse giornate di fede e devozione mariana. (Alessio Secci)
 
 
 
 
 

Migrantes Triveneto: domani l’incontro regionale

Zelarino - “Chiesa e richiedenti asilo: è opportuno un incontro allargato con altre commissioni?: sarà questo uno dei punti all’ordine del giorno della Commissione regionale Migrantes del Triveneto che si riunirà domani a Zelarino.
Durante l’incontro anche Giornata Giubilare dei sacerdoti, e alcune iniziativa di animazione da programmare come “le famiglie immigrate sul territorio trentino; il progetto “Religioni tra i Migranti” a Padova; aggiornamento sul Rapporto immigrazione e altre iniziative nelle varie diocesi del Triveneto.
L’8 giugno è previsto un incontro sulla pastorale con gli italiani nel mondo alla presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego.

Berlino: un incontro formativo sull’assistenza sanitaria

Berlino - “Aiuto, cosa faccio se sto male qui a Berlino?”.  “Posso andare dal medico con la mia tessera sanitaria italiana?”. “Perché dovrei iscrivermi all’AIRE? Che vantaggi comporta?”. A queste e a molte altre domande vuole dare una risposta la serata informativa organizzata dal Com.It.Es. di Berlino in collaborazione con l'Ambasciata, l’AOK Nordost e l’associazione Salutare e.V., domani 27 aprile alle ore 19:00 alla Werkstatt der Kulturen.
L’evento si rivolge a tutti coloro che vogliono meglio comprendere quali passi intraprendere per tutelare la propria salute in Germania, all’interno di un sistema sanitario molto differente da quello italiano, spiega una nota del Comites.
Secondo il motto dell’iniziativa “Vivi Berlino, Vivi consapevole”, durante la serata sarà distribuita al pubblico la “Piccola guida al sistema sanitario in Germania”, un utile strumento realizzato con la consulenza grafica de " Le Balene Possono Volare" che in maniera chiara e concisa, aiuterà gli italo-berlinesi a sentirsi più informati e quindi più “forti”.
Il programma dell’evento prevede l’intervento di esperti che spiegheranno gli aspetti formali del trasferimento nel nuovo paese e una discussione con il pubblico che cercherà di chiarire gli aspetti più spinosi di un tema fondamentale per la vita dei cittadini italiani all’estero.

Un sito racconta la crisi europea dei migranti

Bolzano - Europadreaming: si chiama così il progetto promosso da Matteo Moretti che vuole aprire una riflessione sulla crisi dei migranti alla luce anche delle recenti recenti notizie della chiusura della frontiera al Brennero. Designer e vincitore del Data Journalism Award 2015 Moretti apre una riflessione sul sogno europeo, “erroneamente assimilato al trattato di Schengen, che Alexander Langer, nel 1995, definiva un accordo tra polizie e non il migliore modello di integrazione tra le nazioni del continente” al termine di un lavoro, insieme ai suoi collaboratori, durato oltre un anno e che raccoglie testimonianze di profughi, in gran parte eritrei, in procinto di passare il Brennero in treno. I risultati di questo lavoro  sono consultabili sul sito www.europadreaming.eu, la cui presentazione si è tenuta nei giorni scorsi nel campus di Bolzano.
Attraverso interviste, infografiche animate, video, fotografie e testi sulle migrazioni – quelle di oggi e quelle del passato – la ricerca ha provato a mostrare cosa è rimasto del “sogno europeo” dopo oltre vent’anni di cosiddetta “emergenza immigrazione”.

Mazara Del Vallo: dalle mani delle donne italiane e musulmane nascono i ricami

Mazara Del Vallo -  Autoimprenditorialità, autostima ed essere donna. Su questi valori si è mosso il progetto “Donna” promosso in Fondazione San Vito Onlus a Mazara del Vallo e che ha coinvolto ventidue donne italiane e tunisine, tutte mamme dei ragazzi che frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”. Il motivo dello stare insieme è stato un corso di ricamo, avviato grazie alla disponibilità di Giovanna Braggio, una volontaria che ha messo a disposizione il proprio know-how alle donne che, una volta a settimana, frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”.
“L’idea che ci ha fatto mettere in pratica il progetto era la necessità di coinvolgere le famiglie dei ragazzi che frequentano il nostro centro – spiega Annamaria Lodato, una delle operatrici della Fondazione – quindi abbiamo avviato questo percorso a tappe: dapprima la conoscenza, poi la conoscenza del gruppo, il rilassamento guidato e poi il ricamo”. Ne è nato un interesse e la voglia di stare assieme. «Il “fare” è alla base per la sconfitta di depressione e solitudine – spiega Marilena Campagna, assistente sociale della Fondazione – ecco perché è nato un vero e proprio laboratorio che vede insieme, una volta a settimana, tutte le mamme dei nostri ragazzi». In molte di loro è nata una vera passione per il ricamo. «È la prima volta che io ricamo – ha detto Afef Alilou – mi sono trovato bene in questo laboratorio». A incentivare la partecipazione delle donne musulmane sono stati proprio i figli, coloro che frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”.
 

P. Bumanglag: l’arrivo nelle Filippine delle reliquie del “il Santo di Padova” è molto significativo

Roma - Con questo pellegrinaggio delle reliquie di Sant’Antonio di Padova nelle Filippine, il popolo filippino vive, “come popolo di grande fede”, un momento particolare e significativo.
Con queste parole il coordinatore Migrantes per la pastorale con i Filippini in Italia, P. Paulino Elmer Bumanglag parla del pellegrinaggio delle reliquie di Sant’Antonio di Padova nelle Filippine iniziato ieri e che si concluderà il 2 maggio prossimo. L’attesa nel paese asiatico per la visita del Santo taumaturgo è particolarmente grande, sia perché le Filippine sono, insieme a Timor Est, l’unico paese a maggioranza cattolica di quel continente, sia perché la precedente visita nelle Filippine risale a una ventina di anni fa, in coincidenza con gli 800 anni della nascita del Santo. Sia soprattutto perché le isole della regione del Visayas Occidentale, in particolare Leyte e Samar, sono state tra le più duramente colpite dal tifone Haiyan nel novembre 2013. E la popolazione ne porta ancora i segni. Per p. Elmer la presenza delle reliquie di questa “grande figura” è molto significativa per i filippini che vivono nel nostro Paese: “siamo grati per questo pellegrinaggio – dice - che sicuramente darà molto frutto e aiuta la gente a vivere la fede in mezzo a tante difficoltà, accompagnare il popolo in questo momento particolare, promuovere il valore spirituale e innalzare il valore umano e cristiano”.  Due le reliquie: una è una parte di “massa corporis” del francescano, custodita in una teca a forma di busto e l’altra è un frammento di costola conservato in un reliquiario che nel 2000 fu portato in Argentina e venne venerato da Papa Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires.
 
 

Rom: una ricerca sulla scolarizzazione dei bambini a Roma

Roma - Qual è l’impatto delle politiche di scolarizzazione degli ultimi 5 anni rivolte ai minori rom residenti a Roma? Quali sono i risultati ottenuti? Quali costi hanno comportato per la Capitale i progetti di scolarizzazione dal 2002 ad oggi?
Sono queste le domande alla base della nuova ricerca di Associazione 21 luglio “Ultimo banco – Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti a minori rom a Roma” che sarà presentata mercoledì 27 aprile presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un’analisi quantitativa e qualitativa che approfondisce le politiche di scolarizzazione del Comune di Roma nei confronti dei minori rom presenti negli insediamenti formali nel periodo 2009-2015. 
 

Ismu: dall’inizio 2016 arrivate via mare in Europa 179mila persone

Milano - Dopo l’arrivo in Europa attraverso il Mediterraneo di oltre 1 milione di migranti nel corso del 2015 (il più alto numero registrato negli anni) anche il 2016 è iniziato con nuovi consistenti sbarchi: nei soli primi tre mesi e mezzo dell’anno sono giunti via mare in Europa 179mila persone, poco più di quante ne sono sbarcate sulle coste italiane nell’intero anno 2014. L’86% dei migranti ha percorso la tratta del Mediterraneo orientale approdando in Grecia (154mila arrivi) dove continua il massiccio afflusso di siriani, afghani e iracheni provenienti dalle zone in guerra del Medio Oriente. Sulle coste italiane risultano sbarcati 25mila migranti, principalmente in provenienza da paesi africani (Nigeria, Gambia, Senegal, Mali).
Il dato è stato fornito dall’Ismu. Rispetto allo stesso periodo del 2015, gli arrivi in Italia tra il 1 gennaio e il 31 marzo sono aumentati dell’85%. Sul fronte dell’accoglienza il Viminale ha segnalato la necessità di reperire altri 15mila posti poiché le strutture governative e quelle messe a disposizione delle Regioni non sono sufficienti: al 13 aprile scorso risultavano presenti nelle strutture di accoglienza italiane oltre 112mila migranti.
Su 1 milione e 15.078 migranti arrivati nel 2015, oltre 300mila sono minori, riferisce ancora l’Ismu: in particolare la percentuale di minori tra gli arrivi è più significativa in Grecia (35%) rispetto all’Italia (11%) dove giungono in prevalenza uomini adulti. Tra i minori sbarcati in Italia è rilevante il numero di quelli che giungono da soli: oltre 12mila i minori non accompagnati arrivati nel 2015, provenienti soprattutto da Eritrea (oltre 3mila), Egitto (1.711), Gambia e Somalia (1.300 da ciascun paese). Nei mesi di gennaio e febbraio 2016 sono sbarcati sulle coste italiane oltre 1.300 minori. Nonostante un’importante presenza di minori, la situazione italiana conferma il carattere prevalentemente maschile adulto dei flussi in arrivo via mare (73% gli uomini, 18% i minori e 9% le donne giunte in Italia nel mese di febbraio). Relativamente agli arrivi in Grecia si segnala invece un ulteriore significativo aumento del peso relativo dei minori sul totale dei migranti sbarcati: nel mese di febbraio di quest’anno la quota di minori (40%) ha superato quella degli uomini adulti (38%). Secondo i dati Ismu nel 2015 hanno perso la vita nel Mediterraneo 3.771 persone. Nel 2014 i morti e i dispersi sono stati 3.500. Tra il 1° gennaio e il 4 aprile 2016 sono deceduti 761 migranti e metà di questi decessi in mare è stata registrata tra le persone che tentavano di raggiungere la Grecia (366). Nel mese di marzo di quest’anno con l’intensificarsi degli arrivi attraverso la rotta libica, è tornato a salire anche il numero dei migranti che hanno trovato la morte nel Mediterraneo centrale (246 nel solo mese di marzo, 343 dal 1° gennaio).
 
 
 

Ucraina: per Migrantes una giornata di preghiera e di solidarietà per chiedere pace e giustizia

Roma - “La popolazione dell’Ucraina soffre da tempo per le conseguenze di un conflitto armato, dimenticato da tanti. Come sapete, ho invitato la Chiesa in Europa a sostenere l’iniziativa da me indetta per venire incontro a tale emergenza umanitaria. Ringrazio in anticipo quanti contribuiranno generosamente all’iniziativa, che avrà luogo domenica prossima, 24 aprile”. Questo l’appello lanciato mercoledì scorso da Papa Francesco ricordando il dramma, “spesso dimenticato”  che sta vivendo in questi ultimi mesi la popolazione Ucraina.
Domenica prossima, per intenzione dello stesso pontefice, si terrà, infatti, una raccolta in tutte le chiese cattoliche europee.
“Una Giornata – sottolinea Mons. Gian Carlo Perego, Direttore  generale della Fondazione Migrantes – per non dimenticare  il dramma di una guerra silenziosa  che ha fatto 1 milione di profughi, centinaia di morti; e per non dimenticare  anche un popolo di oltre 200.000 persone che vivono nel nostro Paese, tra cui  40.000 fedeli cattolici con 55 cappellani che seguono le attività pastorali di 130 comunità”.
Tutta la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina in Italia è “grata a Papa Francesco per questo gesto concreto” a favore popolazione ucraina”, dice padre Volodymyr Voloshyn, Coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale per gli ucraini greco-cattolici in Italia: un gesto che vuole “richiamare l’attenzione di tutti i fedeli della Chiesa Cattolica in Europa alla situazione drammatica di guerra in Ucraina della quale oggi non si parla più”.
Dall’inizio della guerra i  fedeli delle 130 comunità greco-cattoliche ucraine di rito bizantino presenti nelle diocesi italiane, insieme con i cappellani ucraini, ogni domenica si radunano nelle chiese per pregare ma anche per testimoniare la loro fede nelle opere di misericordia molto concrete: raccolgono fra di loro le offerte, il vestiario e gli alimenti ecc. e tutto viene poi spedito in Ucraina, ricorda ancora il sacerdote, a favore dei più bisognosi. Ultimamente i fedeli ucraini raccolgono anche denaro per i soldati ucraini feriti e in gravi condizioni: sono i figli, i mariti o i fratelli delle donne ucraine che “in silenzio e onestamente svolgono un servizio importante come l’assistenza ai malati e agli anziani nelle famiglie italiane”.
Domenica 24 aprile,  che per la Chiesa Greco-Cattolica ucraina in Italia (che segue il calendario giuliano) è la Domenica delle Palme, sarà – spiega p. Voloshyn -  “un giorno importante perché tutti i fedeli ucraini si sentiranno sostenuti e rafforzati moralmente dall’appello di Papa Francesco che rappresenta una voce del popolo ucraino”.
“Una giornata anche di solidarietà, oltre che di preghiera – ricorda infine il direttore della Fondazione Migrantes – per essere vicini concretamente al dramma di un popolo ferito e umiliato, anche per restituire loro il contributo in termini di lavoro, di assistenza che con generosità e dedizione offrono alle nostre famiglie e imprese”.
 

Card. Bagnasco: con i muri e con il filo spinato non si fa niente

Genova – “Non è certamente con i muri o con i fili spinati che si fa integrazione. È gente che fugge disperata dai propri Paesi per motivi di guerra, di fame, di carestia, di persecuzione e l’Europa, che è il continente, la zona più vicina, ma in realtà il mondo intero deve veramente farsi carico di queste situazioni”. Così l’arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ha commentato ieri mattina le recenti posizioni di alcuni Paesi europei, l’Austria su tutti, di costruire una barriera che blocchi l’arrivo dei migranti. “Il mondo che cosa fa di fronte a queste situazioni?” si è chiesto il card. Bagnasco. Intanto il card. Angelo, arcivescovo di Milano, ha ribadito che “né muri né polizie possono fermare un processo così complesso” come le migrazioni. Serve, ha detto, “un piano Marshall”.
 

Mons. Galantino: se siamo misericordiosi dalla liturgia emergerà l’accoglienza

Roma – Dopo la visita di Papa Francesco a Lesbo “non tutti hanno battuto le mani perché pensano che la Chiesa che accoglie favorisce l’immigrazione”. “Finché giochiamo a rimpiattino con chi non vuole essere disturbato, noi non cambieremo la storia. Faremo tante cose belle senza cambiare nulla”. A dirlo è stato ieri sera il Segretario generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino nella sua relazione al Convegno internazionale del Movimento apostolico, nato a Catanzaro nel 1979 ed oggi presente sia in Italia che all’estero.
“Le nostre celebrazioni – ha detto ancora Mons. Galantino -  sono lo specchio di quello che noi siamo. Se siamo dei teatranti, la nostra liturgia sarà teatro. Se siamo misericordiosi, anche dalla liturgia emergerà l’accoglienza”.
 

Migranti: confermato il naufragio di 500 profughi

Milano - È arrivata la conferma ufficiale da parte dell'Acnur del tragico naufragio dei giorni scorsi nel Mediterraneo, di fronte alle coste dell'Egitto. Già l'altro ieri Beat Schuler dell'ACNUR aveva di fatto confermato al quotidiano cattolico Avvenire l'esistenza dei 40 sopravvissuti e dei  restanti 460 dispersi. Ieri anche BBC e Guardian hanno ricostruito i fatti, citando testimonianze di alcuni sopravvissuti e una dichiarazione dettagliata dall'Acnur, l'agenzia Onu per i rifugiati.
Sul sito del quotidiano inglese si legge un peschereccio sovraccarico con a bordo circa 500 profughi era partito dalla Libia orientale (e non dall'Egitto, come indicato nei giorni scorsi) diretto verso l'Italia. I migranti sarebbero stati somali, sudanesi, etiopi ed egiziani. Come riportato già ieri da Avvenire e dalla Bbc, il naufragio - confermato e ricostruito dall'Acnur - è avvenuto parecchie miglia a largo della costa e a causa del sovraffollamento del barcone. In mare aperto è avvenuto il trasbordo da una nave più piccola di centinaia di profughi. A quel punto la nave più grande era talmente piena che è affondata.
A essersi salvati sono 41 profughi che ancora non erano stati trasbordati sulla barca più grande e rimanendo su quella più piccola sono riusciti così a salvarsi. Tra loro, c'è stato anche qualcuno che è stato in grado di nuotare e raggiungere l'imbarcazione più piccola dopo che il grande peschereccio ha cominciato a imbarcare acqua.
L'Acnur ha confermato inoltre che i sopravvissuti hanno assistito al più grande naufragio del Mediterraneo avvenuto nel 2016, con circa 500 persone disperse. Resta da da chiarire la data della tragedia, avvenuta però casualmente in coincidenza con l'anniversario del più grande naufragio del Mediterraneo, il 18 aprile 2015, quando nel canale di Sicilia affondò un barcone con oltre 700 persone a bordo.

Papa Francesco ricorda la colletta di domenica per l’Ucraina

Città del Vaticano - “La popolazione dell’Ucraina soffre da tempo per le conseguenze di un conflitto armato, dimenticato da tanti. Come sapete, ho invitato la Chiesa in Europa a sostenere l’iniziativa da me indetta per venire incontro a tale emergenza umanitaria”.
Papa Francesco continua a richiamare l’attenzione nei confronti dell’Ucraina che sta vivendo ormai da mesi momenti difficili a causa di un conflitto armato.  Per ricordare questo “dramma” il Papa ha indetto una colletta, in  tutte le chiese europee, che si svolgerà il prossimo 24 aprile. “Ringrazio - ha detto questa mattina al termine dell’Udienza generale in Piazza San Pietro - in anticipo quanti contribuiranno generosamente all’iniziativa”. In Italia vivono sono presenti 130 comunità greco-cattoliche ucraine di rito bizantino. (Raffaele Iaria)
 
 

Terremoto Ecuador: oggi il ricordo della comunità che vive in Italia

Genova - La comunità degli ecuadoriani in Italia ricorda le vittime del terribile terremoto dei giorno scorsi e che ha colpito duramente il Paese latino americano. Oggi a Genova, nell'oratorio della Morte dove si trova la confraternita  "Signore dei miracoli" si celebrerà una liturgia eucaristica alla presenza del coordinatore nazionale Migrantes p. Emerson Campos e del Parroco, che guida la comunità don Lino. La celebrazione si svolgerà nel pomeriggio  alle ore 19,30.

 

 

 

Migrantes Pozzuoli: sabato un incontro su “vivere insieme la città”

Pozzuoli – “Villaggio per la Terra … Vivere insieme la città: perché ‘io ci tengo’ (I care)”. Questo il tema dell’iniziativa promossa per sabato 21 dall’ufficio Migrantes della diocesi di Pozzuoli. Una mattinata dedicata alle donne immigrate dell’area Flegrea e non solo, per una riflessione sul ruolo della donna in famiglia e per la società.
La donna come la cellula della vita, prima e fondamentale educatrice dei propri figli. In famiglia e per la società; primavera della società umana, segno di speranza per il mondo e per la Chiesa di Dio, spiega una nota: “ogni figlio ha diritto di crescere con un Padre e una Madre. La maternità ha un legame alla naturale dell’essere umano come nella dimensione personale del dono di Dio. Questo dono è una decisione fondamentale per la persona umana. La dignità della madre è basata dal donarsi in maniera sicura ai figli con tutti i suoi sacrifici. Essere presente come educatrice fondante per il futuro e crescita dei figli ovviamente con la presenza paterna imprescindibile nell’educazione e formazione della personalità dei figli”.
Quest’incontro vuole essere un piccolo contributo sull’integrazione dei migranti e soprattutto l’integrazione della seconda e terza generazionale nella società.
 

A Tel Aviv un oasi per i migranti

Tel Aviv - Un luogo di incontro dove i migranti di differenti confessioni possono incontrarsi per praticare la loro fede e beneficiare delle numerose attività pastorali che vi vengono proposte.
È il centro “Nostra Signora del Valore” di Tel Aviv. In questo complesso, nel cuore del quartiere confinante con la stazione centrale, si concentrano — si legge sul sito del patriarcato di Gerusalemme dei Latini — la maggior parte delle attività della pastorale dei migranti. L’edificio più grande, il cui restauro è stato fatto nel 2014, accoglie la chiesa, che aiuta a sostenere la vita spirituale, sacramentale e religiosa di molti parrocchiani. Sono infatti in diverse centinaia o addirittura migliaia ad aver eletto “Nostra Signora del Valore” come la loro parrocchia: tra venerdì sera e domenica mattina si celebrano sette messe festive, ciascuna delle quali frequentata da circa 400 fedeli. Dopo la messa i fedeli si riuniscono per un pasto conviviale, per non perdere l’opportunità di condividere la loro vita quotidiana con gli amici e gli altri membri della comunità.
Filippini, indiani, eritrei, cingalesi e sudanesi, tutti giungono per trovare un luogo di conforto spirituale. Il centro, vera e propria oasi per la formazione e l’aiuto sociale, offre inoltre corsi per bambini, che seguono il catechismo in lingua ebraica, lingua che parlano e che hanno appreso a leggere e scrivere a scuola. Costoro possono anche prepararsi ai sacramenti: cinquanta bambini faranno la prima comunione tra pochi giorni e venticinque riceveranno la cresima.
Conclusi i sei anni di catechismo, alcuni continueranno a frequentare il centro di “Nostra Signora del Valore” e a partecipare alle attività del gruppo di giovani che si sta costruendo a poco a poco. Presto anch’essi avranno a disposizione un locale nel quale potranno riunirsi.
Il centro “Nostra Signora del Valore” è soprattutto un luogo in cui reali sfide sociali sono affrontate quotidianamente, permettendo ai migranti di trovare una vita più dignitosa.
Per fornire adeguata assistenza, padre David Neuhaus, vicario patriarcale latino e coordinatore della pastorale per i migranti, ha visitato le ong che lavorano con i migranti chiedendo come la Chiesa possa sostenere il loro lavoro. Al fianco di padre David anche padre Mako, direttore e parroco di “Nostra Signora del Valore” che si spende per animare l’anno della misericordia, voluto da Papa Francesco. Si è fatto, perciò, promotore di due pellegrinaggi organizzati per permettere ai suoi parrocchiani di attraversare le porte di Betlemme e quella di Gerusalemme, «per consentire loro di sperimentare la misericordia e l’amore di Dio». (Osservatore Romano)
 
 

Centro Astalli: “Bene eurobond ma prima diritti persone”

Roma – La ‘migration compact’, la proposta italiana di finanziare i progetti di cooperazione con i paesi d’origine dei migranti con gli eurobond, accolta con scettiscismo dalla Germania, la “vediamo di buon occhio” anche se è necessaria una “valutazione più approfondita”. Lo ha detto il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, a margine della presentazione del Rapporto annuale 2016 al teatro Argentina di Roma. “Certamente questa proposta – ha spiegato padre Ripamonti - è da valutare in profondità. Quello che ci preoccupa di più è considerare i diritti delle persone quindi valutare se nei paesi d’origine questi diritti vengono garantiti o sono paesi dai quali le persone scappano perché perseguitate. E’ una valutazione che deve essere fatta caso per caso. La gestione dell’immigrazione comporta anche un investimento nei paesi di provenienza. Vediamo comunque di buon occhio questa cosa”.
 

Mons. Perego: il cammino dei giovani emigrati italiani

Roma – La ricerca da una parte ci ricorda il cammino nuovo di molti giovani italiani oggi verso l'Australia, alla ricerca di un lavoro, ma soprattutto  per conoscere una realtà economica e sociale diversa e per valutare la possibilità di mettere a frutto conoscenze e competenze; dall'altra il libro ci segnala i disagi, anche le sofferenze, i sacrifici, l'abbandono in cui talora vivono questi nostri giovani”. A dirlo questo pomeriggio Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, concludendo i lavori della presentazione del volume Giovani italiani in Australia. Un “viaggio” da temporaneo a permanente promosso dalla Fondazione Migrantes. In questo senso, la ricerca – ha spiegato - costituisce un  riferimento importante anche per le istituzioni italiane e australiane, al fine di strutturare iniziative e politiche nuove di accompagnamento e di tutela dei giovani in cammino verso l'Australia”.