Primo Piano

Brescia: domenica 29 maggio la Festa dei Popoli

Brescia - Organizzata dagli uffici diocesani Migrantes, Missionario e dialogo religioso di Brescia, Associazione Centro Migranti Onlus e Parrocchia San Giovanni Battista in Stocchetta in collaborazione con la Cooperativa Scalabrini-Bonomelli S.c.S Onlus, si svolgerà domenica 29 maggio la Festa dei Popoli diocesana. L’iniziativa, inserita nel progetto Corpus Hominis “L’Anima della Città”, si svolgerà al Pala Banco  e sarà presentata alla stampa e alla città giovedì 12 maggio  nel corso di una conferenza alla quale interverranno Padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio Migrantes,  Don Carlo Tartari, direttore dell’Ufficio per le Missioni e Don Claudio Zanardini, direttore dell’Ufficio per il Dialogo Interreligioso.
La festa  vuole essere un segno positivo di accoglienza, condivisione e apertura della Chiesa e della società civile verso le comunità immigrate presenti sul territorio della diocesi bresciana. L’obiettivo principale rimane – spiega la diocesi - quello di “far vivere la diversità di molte persone non come un qualcosa che divide e crea barriere nella comunicazione e nella relazione, ma come un’opportunità per arricchire il nostro stare insieme. La cultura del dialogo rimane prioritaria nella costruzione di una società che rispetta la dignità del singolo e la pacifica convivenza dell’intera comunità”.
 

Compie 10 anni il Centro Studi Emigrazione Italiana

Genova – Compie 10 anni di vita il Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana (Cisei). L’evento sarà festeggiato domani a Genova, a Palazzo Ducale, con un convegno che sarà aperto da Sonia Viale, vice presidente della Regione Liguria, Marco Doria, sindaco Comune di Genova e presidente Città Metropolitana di Genova; Roberto Sinigaglia, Dafist Università di Genova, e Giovanni Pettorino, commissario dell’Autorità Portuale di Genova che porteranno i loro saluti. Seguirà una Tavola rotonda sui 10 anni di CISEI al quale interverranno Fabio Capocaccia, presidente CISEI che introdurrà i lavori, Luca Borzani, presidente Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale; Ilaria Cavo, assessore Regione Liguria; Francesca Imperiale, soprintendenza Archivistica Liguria; Piero Gastaldo, segretario generale Compagnia di San Paolo; Paolo Baracchi, Co.As.It. (Australia); Alfreda Rozzi dell’ordine degli architetti di Genova, Pierangelo Campodonico, direttore del Muma e Roberto Speciale, presidente Fondazione Casa America.
 

Magenta: immigrati di seconda generazione si raccontano

Milano - La scuola è il vero banco di prova dell’integrazione. Lo sanno bene gli studenti stranieri dell’Istituto professionale Verri di Busto Arsizio, autori di un bellissimo libro dal titolo “Un passo indietro”, scaricabile gratuitamente dal sito della scuola (http://www.ipcverri.gov.it/). Il volume sarà oggetto di un reading animato sabato 14 maggio alle 16.30 al Centro Paolo VI di Magenta, nell’ambito degli eventi in preparazione alla Festa diocesana delle genti (vedi /siti_migrantes/migrantes_online/00017337_Milano__Festa_delle_genti_a_Rho_con_il_card__Scola.html, ndr) , che si terrà a Rho domenica 15.
“Un passo indietro” è un libro di storie. Storie di ragazzi arrivati in Italia da tante parti del mondo, oppure nati qui, ma con un pezzetto di cuore che batte nella terra d’origine dei loro genitori. Storie
commoventi, di dolore, ma anche di speranza. Storie che, in fondo, raccontano il percorso difficile, ma inesorabile dalla migrazione verso l’integrazione. Storie di ragazzi di seconda generazione, potremmo dire a buon diritto, anche se “tecnicamente” molti di loro non sono nati in Italia.
Come Anxhela, venuta dall’Albania in cerca di una speranza per la sua malattia ai reni: “Anche se il mio Paese, i miei parenti e i miei amici mi mancano e li ho sempre nella mente e nel cuore, devo dire che l’Italia mi ha regalato amore, gioia e accoglienza. [...] La mia vita, oggi, posso descriverla
come ‘un bel film’, perché è sempre piena di belle sorprese, nonostante tutto. L’attrice principale sono io e spero di realizzare i miei progetti e i miei sogni perché so che la vita, anche se può essere difficile, resta meravigliosa”. Invece Yolanda, con i genitori fuggiti dalla guerra in Angola, è nata in Italia: “Dovrei dire che sono italiana, essendo nata qua, ma in realtà fino a questo punto della mia vita non sono sempre riuscita a identificarmi come tale. [...] Le mie aspettative e le mie emozioni sono crollate quando ho scoperto una ‘cosa’ che non avevo mai conosciuto prima: il razzismo. Alcuni miei compagni delle medie erano davvero razzisti: mi prendevano in giro, mi davano fastidio [...]. Qual era il problema? Ero nata qui e quindi sarei dovuta essere riconosciuta come ‘italiana’, io stessa mi consideravo italiana”. Per fortuna oggi Yolanda si descrive così: “Sono davvero contenta di essere in questa scuola perché, oltre ad amici stranieri, mi sono fatta tanti  amici italiani. Ora vado a scuola con la certezza che vivrò degli anni indimenticabili”. L’idea di raccogliere queste e altre storie in un libro è nata nel 2012 all’interno del Progetto intercultura, da diversi anni attivo all’Istituto Verri. Racconta Caterina Stefanazzi, docente di italiano, all’epoca referente del progetto: “Quell’anno gli studenti di origine straniera erano 250 su 1600. Mi sono chiesta cosa potesse accomunarli. Così li ho convocati e ho chiesto di raccontarsi, convinta che, nel
momento in cui un essere umano ti svela la sua storia, smette di essere straniero. Inaspettatamente 60 ragazzi mi hanno risposto e mi hanno fatto pervenire i loro scritti nei modi più impensati, su foglietti volanti, consegnati da compagni per non svelare la propria identità. Ho pianto per ciascuna di quelle storie”.
Il materiale era talmente interessante che la professoressa ha organizzato una redazione con ragazzi italiani: hanno selezionato i racconti e con piccole modifiche hanno dato loro credibilità letteraria. Un’operazione dal grande valore anche didattico: non solo per i redattori, ma anche perché i 17 racconti selezionati e diventati un libro sono ancora oggi materiale didattico per le classi del biennio dell’Istituto. Il lavoro più grande non è stato comporre il volume, ma convincere gli autori a uscire dall’anonimato.
“Avevano paura di essere classificati definitivamente come ‘stranieri’”, spiega Stefanazzi. Invece avviene esattamente il contrario. Il libro suscita rispetto e riempie di commozione gli spettatori del Teatro Sociale di Busto Arsizio quando, il 13 dicembre 2013, viene portato sulle scene e recitato dagli stessi autori. Un grande passo per loro, come spiega Stefanazzi: “Hanno dovuto superare i problemi linguistici e la timidezza e alla fine si sono trasformati: sono usciti dal bozzolo della paura del confronto con il pubblico italiano per diventare protagonisti indiscussi”. Questa esperienza può insegnare molto sull’integrazione, racconta Riccardo Patriarca, uno studente del Verri che ha contribuito alla realizzazione dello spettacolo come voce narrante: “Ho imparato che non esiste la diversità, siamo solo persone e siamo tutti uguali. Quello che ci rende stranieri non è il Paese da cui proveniamo o il colore della pelle, ma solo il fatto che non ci conosciamo”. (MilanoSette)
 

Rom: l’Ordine dei giornalisti della Lombardia sanziona Belpietro e Giordano

Milano - L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha sanzionato il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro e il giornalista Mario Giordano, con la misura disciplinare della censura. A darne notizia è l’Associazione 21 luglio, dalla cui segnalazione ha preso origine il provvedimento dell’Ordine in seguito ad un articolo riferito ai rom. Nel dicembre scorso, infatti, Associazione 21 luglio e Naga avevano presentato un esposto avente per oggetto l’articolo a firma di Mario Giordano dal titolo “Ci teniamo i killer rom, premiamo i ladri”, apparso sul quotidiano “Libero” l’8 novembre 2015. Nell’esposto le organizzazioni avevano denunciato l’intento xenofobo dell’articolo nel quale, partendo da un fatto di cronaca nera, si tendeva a criminalizzare un’intera etnia.
 

Il ministro tedesco Merk al centro rifugiati del Ceis

Roma - Il ministro del Land Baviera per gli Affari europei e i rapporti con le regioni, Beate Merk, ha visitato oggi pomeriggio il centro rifugiati del Ceis don Mario Picchi in via Appia Nuova a Roma. L’incontro con i profughi è avvenuto dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel si è espressa con fermezza contro la chiusura dei confini in Europa: “Sui migranti stimo molto gli impulsi importanti dati dall'Italia”. Parole alle quali sono seguite quelle di Papa Francesco che, in occasione del conferimento del Premio internazionale Carlo Magno 2016, ha affermato: “Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia un delitto”.
“È una visita che ci onora - ha commentato il presidente del Ceis, Roberto Mineo - perché riconosce il tanto lavoro fatto, in collaborazione con il Centro italiano per i rifugiati, spesso nel silenzio per rispettare i nostri ospiti che fuggono da terribili situazioni di guerra, di violenza e di povertà. Una visita che non a caso si svolge proprio in questi giorni in cui assistiamo agli scontri al Brennero perché l’Austria vorrebbe chiudere le sue frontiere. Il messaggio che don Mario Picchi ci ha lasciato è sempre stato quello dell’accoglienza verso tutti. L’Europa non può chiudere la porta in faccia ai profughi. La migrazione è, infatti, una vera e propria tragedia oltre che un’emergenza che ci ha investiti, non solo come Paese, ma anche come attori sociali del territorio”.
Al Ceis il ministro Merk è stato accompagnato da una delegazione della Cancelleria di Stato della Baviera: Michael Hinterdobler, capo della direzione generale per gli Affari europei e le relazioni regionali;Michael Köller, referente personale del ministro Merk;Doris Schneider, portavoce della Cancelleria di Stato della Baviera;Stephan Waggershauser, capo di divisione nell’unità di coordinamento per i rifugiati e l’ufficio di collegamento con l’Europa.Dell’Ambasciata di Germania erano presenti: Christin Furtwängler, vice capo dell’Ufficio politico; e l’interprete ufficiale Natascia Gudenzi.
 
 

Italiani nel mondo: al via “Tv2000 Italia”

Roma – E’ partito oggi, 9 maggio, “Tv2000 Italia”, il progetto di trasmissione e diffusione del palinsesto di Tv2000 alle comunità di lingua italiana in Oceania, Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina. Frutto dell’accordo tra Rete Blu spa e Overlook Management BV, “Tv2000 Italia” propone un palinsesto appositamente costruito per i connazionali all’estero utilizzando i contenuti che l’emittente manda in onda a livello nazionale.
La selezione dei programmi che verranno trasmessi comprende la rassegna stampa d’inizio giornata, il contenitore del mattino, “Bel tempo si spera”, l’approfondimento di salute e benessere, “Il mio medico”, e la rubrica di cucina “Quel che passa il convento”. Spazio anche al programma sull’attualità “Siamo noi”, alle inchieste sui diritti dei consumatori di “Attenti al lupo”, e ai due settimanali culturali: “Effetto notte”, sul cinema, e “Retroscena”, sul teatro.
Ampio lo spazio dedicato agli appuntamenti di Papa Francesco, dalle udienze del mercoledì alle quotidiane omelie di Santa Marta, senza trascurare le cerimonie, i viaggi, le visite e gli eventi giubilari.  “Portare Tv2000 fuori dai confini italiani – dichiara Paolo Ruffini, direttore di rete – è un altro modo di interpretare ed essere fedeli al mandato di costruire un tv in uscita”. 
“Per Tv2000 – commenta Lorenzo Serra, direttore generale - è il momento e l’occasione per proporre i propri programmi alle comunità italiane all’estero. Del resto, i dati e le visualizzazioni sul web confermano la grande attenzione sulla nostra emittente da parte di chi si trova lontano dall’Italia”.
 

Roma: domenica la XXV Festa dei Popoli con Mons. Di Tora

Roma - Domenica 15 maggio, a San Giovanni in Laterano, si svolgerà la XXV edizione della Festa dei Popoli. Intitolata “Misericordia senza confini”, è organizzata dall’Ufficio per la pastorale delle Migrazioni di Roma (Migrantes), dalla Caritas diocesana, dai Missionari Scalabriniani in collaborazione con le comunità etniche di Roma e provincia, le Acli provinciali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Suddivisa in due parti, una liturgica nella basilica di San Giovanni in Laterano e l’altra folkloristica e culturale sul palco e nella piazza antistante la cattedrale di Roma, “la Festa dei Popoli - spiega Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore Migrantes - è fin dalle sue origini un evento di grande amicizia e rispetto profondo”. Da 11 anni la festa – aggiunge Mons. Felicolo - ha assunto i caratteri dell’evento diocesano e cittadino affermandosi sempre più come un’occasione propizia per le oltre 50 comunità etniche di Roma, con i 150 centri pastorali coordinati dalla Migrantes diocesana, di farsi conoscere dalla città in un clima di convivenza armoniosa, di collaborazione, di testimonianza di fede e di accoglienza reciproca”.
Il tradizionale appuntamento prenderà il via alle 9 nel piazzale antistante la basilica di San Giovanni in Laterano con l’accoglienza, la visita agli stand e la possibilità per i più piccoli di partecipare ai giochi e all’animazione che faranno da cornice all’intera giornata. Alle 12.30 è prevista la celebrazione eucaristica nella basilica lateranense: sarà concelebrata da circa 80 sacerdoti di diverse nazionalità, vi prenderanno parte attiva 29 diverse comunità e sarà animata musicalmente da 13 cori che si alterneranno durante la liturgia, coordinati da padre Farid Saab, della comunità libanese maronita. A presiederla, Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Quest’ultima è da sempre tra i più convinti e fattivi sostenitori della Festa dei Popoli che, come afferma il direttore della Caritas diocesana di Roma Mons. Enrico Feroci “è giunta alla 25ª edizione affermandosi in questi anni come momento peculiare per scoprire l’importanza che le comunità etniche rivestono per la nostra Chiesa, così come ha più volte sottolineato papa Francesco Un evento che ci invita anche a riflettere su come valorizzare maggiormente questa grande testimonianza di fede all’interno delle comunità e pensare nuovi percorsi di integrazione all’interno dei gruppi che operano nelle nostre parrocchie”. Gli fa eco Padre Giovanni Borin, superiore dei Missionari Scalabriniani di Europa e Africa, che aggiunge: “L’appuntamento di quest’anno è tra gli eventi del Giubileo che pongono al centro l’importanza dell’incontro e del dialogo ecclesiale e civile tra tutti i fedeli e i cittadini della diocesi e della città di Roma, sottolineando la ricchezza che viene dal confronto con culture differenti”.
 La giornata di festa proseguirà con un momento conviviale che prevede la degustazione di prodotti gastronomici, tipici delle comunità etniche partecipanti; al pomeriggio, verso le 15, prenderà il via lo spettacolo folkloristico multietnico con esibizioni di artisti provenienti da diversi Paesi.
 
 

Torino: nato il primo Tg Rom

Torino - È andato in onda per la prima volta ieri il  Tg Rom, il primo telegiornale italiano rivolto e realizzato da giovani Rom. Realizzato da Idea Rom Onlus nell'ambito del Bando Giovani 2015 della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con i giornalisti del quotidiano Nuovasocietà e con il patrocinio della Regione Piemonte, è il primo esperimento del genere in Italia, sulla scorta di esperienze già attive all'estero, in particolare Romania, Serbia e Macedonia. Un Tg – spiega l’Ansa - fatto da giovani e per i giovani, fra i 14 e i 25 anni, e che ha l'obiettivo di raccontarsi in prima persona per combattere il pregiudizio. A inaugurare il telegiornale, visibile sul sito www.tgrom.it e sui social, interviste ai torinesi su cosa pensano dei Rom, un servizio su una squadra di calcio Rom e uno di cultura su un'antica leggenda Rom, quella della sposa fantasma, che si tramandava fra gli abitanti dell'ex campo di Lungo Stura Lazio.
 

Migrantes: un permesso di soggiorno umanitario per tutte le persone migranti nei CAS

Roma - “Sta crescendo il popolo dei diniegati, che nel corso dell’anno potrebbe arrivare al numero di 40.000 migranti. Serve  valutare, da parte del Governo, la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario per evitare che si crei un popolo di invisibili, sfruttati”. E’ quanto ha affermato Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, intervenendo domenica 8 maggio al Convegno del CVM a Porto S. Giorgio, dal titolo ‘Frontiere umane, Popoli migranti’.
“Le Commissioni territoriali di fatto stanno operando sulla base di una lista dei paesi sicuri e stanno negando  una forma di protezione internazionale  o umanitaria  talvolta a 9 su 10 dei richiedenti. Questa  situazione creerà un fenomeno grave, perché il Governo non sarà in grado di rimpatriare le persone, le persone stesse si renderanno irreperibili e sul territorio si creerà una situazione di insicurezza per le persone migranti o  residenti”. “Occorre utilizzare uno strumento che il Testo unico sull’immigrazione prevede, cioè un decreto del  presidente del Consiglio che  offra la possibilità di un permesso umanitario per le persone in fuga da  disastri ambientali, da persecuzione politica e religiosa, da sfruttamento grave”, ha concluso il Direttore della Migrantes.
 

Bergantino: alcuni sacramenti a famiglie dello spettacolo viaggiante

Bergantino – Nei giorni scorsi, presso la chiesa S. Giorgio Martire di Bergantino (Ro), ha ricevuto il sacramento del battesimo, all'età di 3 anni, Leonardo Cavaliere figlio di Eros e Luisa Giatti. La famiglia Cavaliere, storici esercenti allo spettacolo viaggiante originari di Padova, approfittando di una sosta a Bergantino per la manutenzione della propria attrazione, ci hanno richiesto di essere accompagnati in questo cammino di fede per il sacramento del figlio, accogliendo con disponibilità la preparazione al battesimo.
Il giorno del battesimo è stato vissuto come una vera grande festa dove tutti i presenti sono stati coinvolti nella celebrazione presieduta dal parroco Don Nicola Albertin che ha sottolineato il ruolo della famiglia come chiesa domestica e dei genitori come primi educatori della fede ma anche responsabilizzato la nostra comunità a farsi sempre compagna di viaggio e corresponsabile nei confronti di tutti i suoi figli specie i più piccoli e indifesi. (Monica e Flaviano Ravelli – Operatori pastorali Spettacolo viaggiante)
 
 

Milano: Festa delle genti a Rho con il card. Scola

Milano - “Genti di Misericordia. Artigiani di pace e giustizia”: questo il tema della festa diocesana delle genti della diocesi di Milano che si svolgerà domenica prossima. Il tema – spiega don Alberto Vitali, direttore dell’Ufficio Migrantes – sottolinea “l’universalità di questo dono di grazia, fonte del costante lavoro necessario per accogliersi gli uni gli altri e costruire la pace”. La festa di svolgerà  presso il Santuario della Beata Vergine Addolorata a Rho, con la celebrazione eucaristica presieduta alle 10 dall’Arcivescovo di Milano, il card. Angelo Scola.
“Da qualche anno il cardinale Scola desidera celebrare personalmente la Festa delle genti nel giorno di Pentecoste - spiega Vitali - punto d’arrivo di quel cammino che, partendo da Babele (quando l’umanità fu divisa in molti popoli dalle molte lingue, incapaci di comprendersi), arriva appunto a Pentecoste, quando i molti popoli tornano a essere un’umanità capace di comprendersi”. Genti di lingua e cultura diversa, ma con fede e umanità comuni, come sono i migranti che vivono nella Diocesi di Milano, “il cui territorio è da sempre crocevia per l’incontro di uomini e popoli, che sono il cuore e la storia della Chiesa ambrosiana”. La Messa sarà seguita dalla premiazione del concorso di scrittura “Immicreando”.
 

Papa Francesco: unire “verità e misericordia”

Città del Vaticano - “Rivolgo a tutti gli operatori della comunicazione un saluto cordiale, e auspico che il nostro modo di comunicare nella Chiesa abbia sempre un chiaro stile evangelico, uno stile che unisca la verità e la misericordia”.
Ieri si celebrava la Giornata Mondiale  delle Comunicazioni Sociali e Papa Francesco ha rinnovato l’auspicio che verità e misericordia sia lo stile della comunicazione .“I padri conciliari, riflettendo sulla Chiesa del mondo contemporaneo – ha detto il Papa -  compresero l’importanza cruciale delle comunicazioni, che possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli”.
“E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale”, ha concluso Papa Francesco citando il Messaggio per la giornata di ieri.
 

Card. Vallini: “campi rom sono ghetti che devono scomparire”

Roma - “Mi piacerebbe che a Roma scomparissero i campi rom, ma non per emarginarli ulteriormente, ma perché queste persone che ormai vivono a Roma da generazioni non fossero ghettizzate in questi campi dove le istituzioni in qualche modo li aiutano, ma dove l’inserimento sociale stenta anzi non avviene”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini, a Soul, il programma-intervista di Tv2000 condotto da Monica Mondo in onda domenica 8 maggio 2016 alle 12.45 e alle 20.30. “Bisognerebbe affrontarlo senza preconcetti e senza pregiudizi – ha aggiunto il card. Vallini - ma dicendo: sono persone come noi. Non sono persone meno degne di me. Non dimentichiamo che apparteniamo noi privilegiati a quel terzo di mondo che avendo fatto poco ha avuto tutto e dovremmo restituire, o meglio fare in modo che altri raggiungano una serenità di vita”. All’invito di Papa Francesco ad aprire e accogliere una famiglia d’immigrati nelle strutture diocesane della Capitale, ha osservato il card. Vallini, “c’è stata una buona risposta, perché il Papa l’aveva detto già un’altra volta incontrando gli immigrati nella Chiesa del Gesù.  Le nostre strutture sono state generose, ma c’è da dire che noi non prendiamo alla rinfusa, ma attraverso le segnalazioni che avvengono attraverso le istituzioni nel rispetto delle leggi. Forse bisognerebbe semplificare la burocrazia per favorire l’accoglienza”.
 

CEI: concluso a Palermo il convegno di pastorale della salute su “Sanità e immigrazione”

Palermo - Più cure necessarie per i poveri. E’ stato l’appello emerso durante il convegno della Conferenza Episcopale Italiana su “Sanità e immigrazione” che ha riunito i direttori degli uffici diocesani della pastorale della salute a Palermo. Presenti anche alcuni rappresentanti delle grandi religioni monoteiste che hanno partecipato alla tavola rotonda sul dialogo interreligioso. La CEI ha invitato il Governo nazionale a rimuovere gli ostacoli che limitano l'accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione. Il quadro che ha disegnato il Presidente della commissione per la Carità e la salute Cardinale Francesco Montenegro è fin troppo chiaro. “I malati non sono cartelle cliniche - ha detto - ricordatevi che Gesù ha toccato il lebbroso: è il modo per curare e guarire e su questo piano la formazione degli operatori della salute è ancora insufficiente. Mi pare persino strano che un ospedale debba sforzarsi di essere un’azienda. Se non vediamo il Signore in chi soffre siamo atei, perché Lui è lì”.
Il convegno rivolto alle Associazioni, alle Istituzioni Sanitarie cattoliche e a quanti operano nel mondo della cura, dell’ecumenismo e dialogo interreligioso e dei migranti della Diocesi si è aperto con un omaggio al Beato don Giuseppe Puglisi nel corso del quale sono state ripercorse le tappe del suo ministero fino all’effusione del sangue nel martirio. È seguita la preghiera presieduta dal Vescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la pastorale della salute e il saluto dell'Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice. Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha fatto giungere un messaggio in cui riconosce l’esigenza di prendersi cura di coloro che stanno in fondo alla fila e la necessità di riorientare il sistema sanitario italiano anche per poter assicurare l'assistenza sanitaria ai migranti; in questa direzione, ha ricordato, si muove il progetto della tessera sanitaria elettronica che sarà introdotta negli hotspot di Lampedusa e Trapani dal prossimo mese di luglio permettendo di creare un record elettronico con cui monitorare lo stato di salute del migrante. Al convegno è intervenuto, fra gli altri, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego.
 

Rai Italia: domenica Mons. Di Tora a “Cristianità”

 
Roma - La visita pastorale in Argentina della delegazione  Migrantes, conclusasi domenica scorsa sarà al centro della puntata di “Cristianità”, la trasmissione televisiva di Rai Italia, condotta da suor Myriam Castelli,  con la partecipazione in studio di Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Migrantes.  Tra i temi della trasmissione la festa dell’Ascensione, la 50a giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “Comunicazione e misericordia”, l’appello di Papa Francesco al rispetto della donna. Dopo la S. Messa che si celebra, questa settimana, dalla Chiesa di Santa Maria de Callinaio in Cortona (Ar)  il Regina Coeli di Papa Francesco. La puntata è arricchita da interviste, servizi e collegamenti con i telespettatori nonché da una carrellata dei momenti più significativi dell’attività del Papa della settimana. Tra gli ospiti, oltre a Mons. Di Tora, il giornalista Pino Nano, Robert Ruffolo, Colonnello dell’Ambasciata Americana in Italia ed Eleonora Daniele, conduttrice televisiva  e attrice.
 
 

Corridoi educativi per rifugiati: presentata al Miur l’iniziativa “#U4Refugees”

Roma - Corridoi educativi per consentire ai rifugiati l’accesso ai percorsi di alta formazione. Questo l’obiettivo al centro di ‘U4Refugees’ (L’Università per i rifugiati) l’iniziativa presentata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal Ministro Stefania Giannini e dalla Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo Silvia Costa, che a ottobre dell’anno scorso aveva chiesto alle Università europee di consentire l’accesso agli studenti costretti alla fuga dai Paesi in conflitto.
“Sono molto felice che questa iniziativa sia stata accolta per prima dall’Italia, Paese che conferma la leadership sul fronte dell’accoglienza, dell’investimento in cultura e dei progetti orientati al recupero e alla protezione dei beni culturali oggetto di attentati e distruzione. Ancora una volta il gioco di squadra tra Parlamento europeo e Governo italiano ha portato ad un altro ottimo risultato: U4Refugees, l’Università per i rifugiati, diventa realtà. In Europa non si costruiscono solo muri, ma si attivano progetti concreti nel nome della cultura e della formazione”, ha sottolineato la Presidente Silvia Costa.
“Siamo qui oggi per lanciare un’iniziativa che avrà come seguito un Accordo quadro che coinvolgerà le Università italiane con un obiettivo chiaro: consentire a quei rifugiati che sono studenti o ricercatori con un percorso già iniziato nei loro Paesi di avere un’accoglienza non solo umanitaria, ma anche educativa nel nostro Paese. Ci sono già esperienze in atto come quella congiunta di Ca’ Foscari di Venezia, Politecnico di Torino e Iuav di Venezia. Le Università hanno poi dimostrato la loro sensibilità sul tema dei migranti collaborando con questo Ministero e con quello dell’Interno per il riconoscimento delle vittime del naufragio del canale di Sicilia. Siamo certi che ci sarà una grande adesione anche a questa iniziativa”, ha ribadito il Ministro Stefania Giannini.
 

Veglia per “asciugare le lacrime”: la testimonianza di un rifugiato pakistano

Città del Vaticano - Una veglia di preghiera per quanti hanno bisogno di consolazione “per asciugare le lacrime”. E’ quanto ha voluto, nell’anno dedicato alla Misericordia, Papa Francesco. Una Veglia che si è celebrata ieri nella Basilica di san Pietro nella solennità dell’Ascensione e iniziata con tre testimonianze di profonda sofferenza. Tra queste quella di Felix Qaiser, un rifugiato politico,  giornalista pachistano appartenente alla minoranza cattolica, scappato in Italia per mettere al sicuro la famiglia. “Era la mia battaglia. Volevo – ha detto -  dare voce alle sofferenze della minoranza cristiana perseguitata”. Ha deciso quindi di lasciare il suo Paese ed arrivare in Italia. “È stata molto dura, mia moglie e i miei due bambini erano rimasti in Pakistan”. Dopo due anni, il ricongiungimento e l’abbraccio con la sua famiglia: “Ho capito che il peggio era passato, che insieme ce l’avremmo fatta”. Ora Felix e sua moglie, grazie ai padri gesuiti, lavorano in uno studentato di Venezia e i loro due figli vanno a scola, “hanno imparato presto e bene l’italiano e oggi il loro futuro è in Italia”.
“Non lasciamo soli i cristiani  perseguitati”, è stato il suo appello: “hanno bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto”. Durante la veglia ha voluto ricordare i tanti volti delle persone che vivono in situazioni di sofferenza. “Quante lacrime vengono versate ad ogni istante nel  mondo; una diversa dall’altra; e – ha detto -  insieme formano come un oceano  di desolazione, che invoca pietà, compassione, consolazione". Ed ha quindi sottolineato quelle “più amare” provocate dalla “malvagità umana: le lacrime di chi si è visto strappare violentemente una persona cara; lacrime di nonni, di mamme e papà, di bambini...”. “Abbiamo bisogno – ha quindi aggiunto – di misericordia, della consolazione che viene dal Signore.  Tutti ne abbiamo bisogno; è la nostra povertà ma anche la nostra grandezza: invocare la consolazione di Dio che con la sua tenerezza viene ad asciugare le lacrime sul nostro volto”. (R. Iaria)
 

Migrantes: il 13 maggio la presentazione del volume “La follia del partire, la follia del restare”

 
Roma - Verrà presentato  a Roma, presso la Radio Vaticana, venerdì 13 maggio, alle ore 17,00, il volume “La follia del partire, la follia del restare’. Il disagio mentale nell'emigrazione italiana in Australia alla fine dell'Ottocento’ di Simone Varisco. Alla presentazione interverranno, insieme all’autore P. Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; Federica Gaspari, Psicologa sociale, Cooperativa sociale Parsec; Elisabetta Mondello, Docente di letteratura e direttrice del Master in Editoria, giornalismo e management culturale dell'Università La Sapienza di Roma e Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.
Il volume tratta un aspetto inedito dell’emigrazione italiana e cioè il problema del disagio mentale – nelle diverse forme della follia, della depressione e dell’incomprensione – come “prodotto” del fenomeno migratorio.
 

Il Premio Carlo Magno della gioventù al progetto italiano per l’integrazione dei migranti

Roma - “Innescare il movimento per l’integrazione”; “vivere e apprezzare la diversità”; “educare, in Italia e in Europa, al multiculturalismo”. Nella certezza che “oggi i giovani debbano essere gli agenti di cambiamento, svolgendo il ruolo di connessione tra le diverse culture”, perché “crediamo che non importi la provenienza, il colore della pelle o la religione: siamo tutti esseri umani”. Non mancano solide convinzioni ai giovani di Aiesec, “network globale” universitario sorto nel 1948 e presente in 126 Paesi, la cui sezione italiana è la vincitrice del Premio europeo Carlo Magno della gioventù, edizione 2016.
Il prestigioso riconoscimento, promosso dal Parlamento europeo e dalla Fondazione internazionale “Premio Carlo Magno” (la stessa che domani, venerdì 5 maggio consegnerà, in Vaticano, l’omonimo Premio a Papa Francesco), è andato al progetto “InteGreat”, superando di slancio centinaia di altri progetti provenienti da tutto il continente. E bruciando sul filo di lana due belle iniziative giunte rispettivamente dalla Grecia (liceo di Pirgetos, Larissa; gioco per tablet su Carlo Magno, “Padre dell’Europa”) e dal Regno Unito (conferenza annuale internazionale per gli under30 organizzata da Young European Council).
L’idea di fondo di “InteGreat”, che ha catturato i giurati di Aquisgrana, mira a collegare i giovani provenienti da tutta Europa “affinché possano reagire alla crisi dei rifugiati e favorire l’integrazione” dei migranti. La proposta vorrebbe coinvolgere volontari internazionali, le Ong territoriali, le scuole e le comunità locali grazie all’organizzazione di workshop, attività di svago, seminari ed eventi. Al fondo traspare la volontà – che procede, come un salmone, risalendo la corrente populista e xenofoba diffusasi di pari passo con l’arrivo di migranti nel Vecchio continente – di far sentire i profughi delle “persone”, accettate per quello che sono, con il loro bagaglio di esperienze, problemi (tanti), culture, lingue, fedi religiose.
Si tratta, secondo i giovani vincitori, che hanno portato l’Italia in cima a un’Europa divisa e timorosa sul nodo-migranti, di fornire a chi approda in Italia, Grecia o altri Paesi “tutti quegli strumenti necessari per avere un ruolo attivo nella società europea”. Guiscardo Urso, presidente di Aiesec Italia, spiega: “InteGreat nasce dalla volontà dei giovani europei di abbattere le barriere culturali e favorire l’integrazione di immigrati e rifugiati politici. La sfida è quella di dare il nostro contributo alla risoluzione di uno dei più grandi problemi che stanno attualmente colpendo l’Italia e l’Europa”.
Concretamente il progetto (che martedì 2 maggio ha ricevuto dalla Fondazione “Carlo Magno” un diploma, una medaglia e un assegno “di incoraggiamento” da 5mila euro), da attuarsi in Italia, prevede il coinvolgimento di 70 giovani volontari internazionali che si mettano a disposizione per un periodo di 6 settimane per supportare le azioni di enti locali, Ong, associazioni che operano per l’integrazione, mediante attività didattiche per i minori stranieri (corsi di lingua, giochi di società, sviluppo di progetti creativi…) e per gli adulti (ad esempio con seminari per spiegare la realtà socio-politica italiana ed europea). Inoltre si vorrebbe realizzare un sito web e promuovere eventi di aggregazione e confronto con le comunità locali, anche sollecitando gli organi di informazione, per dare risalto alle storie degli “ospiti” – come vengono garbatamente chiamati i migranti – così da farle conoscere ai cittadini italiani.
Questo, in sintesi, il progetto. Tutto da realizzare concretamente. Ma un progetto – è bene riconoscerlo – che marcia nella direzione giusta, pur senza negare, come si legge in “InteGreat”, “le difficoltà nazionali ed europee per la prima accoglienza” dei profughi. Non di rado i giovani hanno vista lunga e orizzonti aperti. (Gianni Borsa – SIR)
 
 

In difesa di Schengen: il dibattito in plenaria del Parlamento Europeo

Strasburgo - Il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione discuteranno mercoledì come ripristinare il completo funzionamento dell'area di libero transito di Schengen. Il dibattito si rende necessario a seguito della decisione di alcuni Stati membri che costituiscono il cuore della zona Schengen di reintrodurre controlli alle frontiere o di chiudere temporaneamente i propri confini, in risposta all'arrivo nell'UE di un numero crescente di migranti e richiedenti asilo.
Un gruppo di Stati membri (Austria, Germania, Francia, Belgio, Danimarca e Svezia) ha recentemente comunicato alla Commissione la propria volontà di prolungare i controlli temporanei alle frontiere interne per ulteriori sei mesi. La Commissione ha deciso, mercoledì 4 maggio, di proporre al Consiglio di prolungare tali "controlli proporzionati" alle frontiere interne in Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia (non uno stato membro dell'UE, ma parte dello spazio Schengen) per un periodo massimo di sei mesi (che possono essere ulteriormente rinnovati per un periodo massimo di due anni e per non più di tre volte).