Primo Piano

LabRom: parte il laboratorio sul tema rom e sinti in Italia

Roma - Si chiama LabRom l'iniziativa organizzata dall'Associazione 21 luglio, dalla Fondazione Migrantes e da altre realtà per condividere idee e riflessioni sulla “questione rom”. Un ciclo di laboratori rivolti ad attivisti rom e non rom, organizzazioni, associazioni, ricercatori, professionisti e operatori, che prenderà il via a Torino, oggi e domani. Gli altri incontri si terranno a Roma (23 e 24 maggio) e a Reggio Calabria (30 e 31 maggio).
LabRom è pensato come uno spazio informale e aperto di incontro, confronto e scambio, in cui ogni partecipante è chiamato a condividere la propria esperienza e il bagaglio di idee di cui è portatore.
Le giornate saranno divise in due momenti: uno spazio di condivisione, al mattino, introdotto da una relazione iniziale, e uno spazio di discussione, nel pomeriggio. I lavori si svolgeranno in plenaria e in gruppi coordinati da facilitatori.
I laboratori del 13, 23 e 30 maggio saranno dedicati alla condizione dei rom e dei sinti in emergenza abitativa, mentre quelli del 14, 24 e 31 maggio daranno spazio al tema Il bambino rom: criticità, risorse e prospettive. Costruire una rete per la prima infanzia.
 

Washington: domani all’Ambasciata italiana per la “Giornata Porte Aperte” dell’Ue

Washington - Cultura e sport, made in Italy e scienza, storia e tecnologia. In occasione della Giornata dell’Europa, domani, sabato 14 maggio, l’Ambasciata d’Italia a Washington si trasformerà in una finestra sull’Italia aprendo le porte al pubblico, al pari delle altre Ambasciate dell’Unione Europea, e proponendo un ricco calendario di attività ed iniziative. Il programma è proposto in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Washington e con un ampio numero di partner tra istituzioni culturali e scientifiche, associazioni e imprese, che tradurranno in concreto il tema scelto assieme agli altri paesi europei: the Best of EU. Circa seimila i visitatori che ogni anno visitano la sede diplomatica italiana, disegnata dall’architetto Piero Sartogo.
“Questo è un appuntamento al quale teniamo particolarmente, non soltanto perché ci permette di far conoscere meglio l’Italia e l’Ambasciata alla gente, ma anche perché si tratta della festa dell’Europa”, ha commentato l’Ambasciatore d’Italia a Washington Armando Varricchio. “È un’occasione per sottolineare il nostro orgoglio come rappresentanti dell’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, e da sempre, tra i più convinti sostenitori dei suoi valori fondamentali. E per evidenziare in maniera divertente e istruttiva la nostra unicità, a partire dalle nostre radici comuni”.
 

Diritto di cittadinanza: una appello della stampa missionaria e di associazioni

Roma – Pubblichiamo una lettera inviata al quotidiano “Avvenire” e pubblicata questa mattina e firmata da rappresentanti della stampa missionaria e di associazioni impegnate per i diritti degli immigrati.
 
Caro direttore, in sintonia con la Campagna "L’Italia sono anch’io", sostenuta da numerose organizzazioni della società civile, noi rappresentanti della stampa missionaria e di associazioni impegnate per i diritti degli immigrati, chiediamo al Parlamento italiano di portare a termine senza ulteriori dilazioni l’iter di riforma della legge che estende il diritto di cittadinanza agli stranieri nati nel territorio italiano. In modo particolare ci rivolgiamo alla presidente della Commissione affari costituzionali, Anna Finocchiaro, affinché stabilisca quanto prima la data per presentare al
Senato il disegno di legge, già votato in prima lettura alla Camera dei deputati il 13 ottobre 2015, per la sua definitiva approvazione.
La vigente legislazione, fondata su legami di sangue, garantisce il diritto di cittadinanza a nipoti di un nonno o nonna italiani, anche senza mai aver messo piede in Italia. A maggior ragione riteniamo giusto e doveroso che lo stesso diritto venga riconosciuto agli immigrati di seconda generazione, nati e cresciuti nel nostro Paese, che oggi sono costretti ad attendere fino alla età di 18 anni prima di poter ottenere la cittadinanza. A tale obiettivo mira la riforma della legge 91 del 1992 che assicura ai figli di immigrati nati in territorio italiano da almeno un genitore con permesso di soggiorno di lungo periodo (ius soli temperato) e a seguito di un percorso scolastico (ius culturae), il diritto a diventare cittadini. L’approvazione della nuova legge – ne siamo certi –
darà un segnale importante a oltre un milione di giovani di origine straniera che vivono in uno stato di precarietà esistenziale, che si sentono italiani di fatto, ma non lo sono per la legge.
Grazie a questa normativa più della metà di costoro, con un genitore in possesso di un permesso di lungo soggiorno, potrebbero già beneficiare della riforma. L’accesso alla cittadinanza è l’unica via in grado di consentire ai figli di immigrati di essere considerati alla pari, nei diritti e nei doveri, rispetto ai loro coetanei, figli di italiani. Come cittadini e cittadine italiane riteniamo l’approvazione della nuova legge sulla cittadinanza agli stranieri un atto di giustizia che il nostro Parlamento è chiamato a compiere per rimediare a una discriminazione che penalizza i nostri fratelli e sorelle immigrati di seconda generazione.
Gigi Anataloni - segretario della Federazione Stampa Missionaria Italiana (Fesmi) e direttore Misssioni Consolata; Efrem Tresoldi,  direttore Nigrizia; Mario Menin, direttore Missione Oggi; Antonella Fucecchi, direttrice Cem Mondialità; Lorenzo Fazzini, direttore editoriale Emi; Filippo Rota Martir, direttore Missionari Saveriani; Marco Trovato, direttore Africa; Giorgio Licini, direttore Mondo e Missione; Paolo Bagatelli, direttore Il Missionario; Paola Moggi, direttrice ComboniFem; Gloria Elena López, direttrice Andare alle genti; Carlo Melegari, presidente Centro studi immigrazione (Cestim); Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, Giuseppe Mirandola, direttore Migrantes diocesi di Verona.
 

CEI: ll Papa apre l’Assemblea Generale

Roma - Con il discorso di Papa Francesco, si apre lunedì 16 maggio, alle 16.30 la 69ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. I lavori, che termineranno giovedì 19, si svolgono in Vaticano nell’Aula del Sinodo. Martedì 17, dopo l’intervento del card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, i vescovi inizieranno a confrontarsi sul tema principale all’ordine del giorno: il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Tra gli altri argomenti, è prevista la condivisione di alcune linee di gestione in ambito economico, la revisione delle norme sui Tribunali ecclesiastici e una serie di adempimenti di carattere giuridico-amministrativo. Mercoledì 18, alle 8.30, nella Basilica di San Pietro, ci sarà la concelebrazione Eucaristica presieduta dal card. Bagnasco, che festeggia i 50 anni di ordinazione sacerdotale.
 

“La follia del partire, la follia del restare”: domani la presentazione di un volume Migrantes

Roma - “La follia del partire, la follia del restare”: questo il titolo di un volume di Simone Varisco, edito dalla Tau e inserito nella collana della Fondazione Migrantes “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni” che sarà presentato venerdì 13 maggio a Roma presso la sala Marconi della Radio Vaticana. Il volume tratta un aspetto inedito dell’emigrazione italiana e cioè il problema del disagio mentale – nelle diverse forme della follia, della depressione e dell’incomprensione – come “prodotto” del fenomeno migratorio. Un’accurata  ricerca realizzata dallo storico Simone Varisco, che prende in esame, in particolare, l’emigrazione italiana della seconda metà dell’Ottocento diretta verso l’Australia, con speciale attenzione al bacino di emigrazione valtellinese e a quello dell'intero arco alpino di cultura e lingua italiane. “Migrare è partenza, e il partire significa allontanarsi dagli affetti e dalle certezze e molti migranti non riescono a superare il dolore dello strappo – scrive Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Migrantes nell’introduzione -. Il cammino, il viaggio non sempre è facile: talora porta solitudine, fatica, anche violenza”.
Dopo l’esame dei caratteri dell’emigrazione italiana nel Nuovissimo Continente dal punto di vista storico e statistico, si passa all’analisi dello sviluppo della rete di internamento per malati psichici in Australia e all’indagine di casi di rilievo biografico, dai quali trarre considerazioni più generali sull'intera esperienza migratoria. Le storie degli emigranti sono ricostruite partendo dall’esame di documenti d’archivio – alcuni dei quali prima d’ora inediti – conservati fra Italia e Australia, con particolare attenzione alle lettere scritte dagli stessi emigranti e ai registri di quelli che venivano chiamati “asili dei lunatici” australiani. A presentare il volume P. Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; Federica Gaspari, Psicologa sociale, Cooperativa sociale Parsec; Elisabetta Mondello, Docente di letteratura e direttrice del Master in Editoria, giornalismo e management culturale dell'Università La Sapienza di Roma; Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. Modererà l’incontro Luis Badilla Morales, direttore del Sismografo
 
 

Invito dei cristiani in Brasile: più rispettosi verso i migranti

San Paolo - In Brasile, come in diversi altri Paesi dell’America Latina, la settimana che precede la solennità di Pentecoste è dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani. “Chiamati e chiamate a proclamare le grandi opere del Signore” è il tema scelto per quest’anno. La proposta del tema, come è noto, è frutto della riflessione del movimento ecumenico della Lettonia, adattata in Brasile dal Movimento ecumenico Curitiba (MoveC). Nella lettera dei rappresentanti delle diverse comunità cristiane brasiliane si sottolinea — riferisce l’agenzia Fides — che “l’anno 2015 è stato caratterizzato dalle ondate migratorie. Anche all’inizio di quest’anno, abbiamo visto in Europa migranti e rifugiati disperati alla ricerca di nuove condizioni di vita. I loro Paesi sono stati distrutti da guerre e disastri ambientali. Alcuni hanno scelto di chiudere le proprie frontiere per impedire l’ingresso ai migranti. Altri stanno pensando a questa possibilità. Il battesimo — concludono — ci chiama al rispetto per i migranti. Più che tolleranti, dobbiamo essere rispettosi”.
 

Chiamati al dialogo nella corresponsabilita’

Roma - “Porre particolare attenzione alle nuove forme di povertà e al tempo stesso presentare alcune tra le più significative realtà di best practice, ispirate all’idea di imprenditorialità per un’economia dell’inclusione”. Questo è l’obiettivo del convegno annuale della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice che si svolge da oggi al 14 maggio 2016 nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano e che vivrà il suo momento più importante domani, venerdì 13 maggio, in occasione dell’incontro con Papa Francesco.
“Il convegno è l’occasione per promuovere sul tema di come l’imprenditore può contribuire a contrastare la povertà e l’emergenza profughi un dialogo tra scienziati e persone concretamente impegnate nella vita professionale e nella gestione d’impresa” spiega Domingo Sugranyes Bickel, presidente della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice. “Crediamo che dal confronto possano nascere idee innovative e motivazioni per superare la rigidità ideologica e la pigra resistenza al cambiamento”. 
“Per questo – prosegue il presidente – abbiamo chiamato dei testimoni portatori d’interessanti esperienze. Ci saranno infatti, fra gli altri, un grande banchiere internazionale che lavora per la finanza inclusiva; il presidente – di confessione protestante – di un’impresa leader mondiale nel settore delle assicurazioni che parlerà di come prendere decisioni ispirandosi al pensiero cristiano; un creatore d’impresa spagnolo che ha sviluppato un impero cooperativo nel settore turistico impiegando solo ex detenuti”.
Queste testimonianze, come altre, saranno poste in dialogo con esperti di questioni migratorie e dell’accoglienza profughi, insieme con alti funzionari dell’OCSE, del Comitato internazionale della Croce Rossa e con il Cardinal Ruiz Tagle, presidente di Caritas Internationalis. Ci sarà anche un panel che si concentrerà sulle ‘alleanze per cambiamento’, ovvero su come la Chiesa cattolica può trovare alleati tra credenti di altre confessioni e religioni, o anche tra non credenti per camminare sulla strada che porta verso un’economia più umana. Il Convegno farà anche spazio a presentazioni sull’attività della Santa Sede con interventi del Cardinal Pell e di Monsignor Paul Gallagher, Segretario per le relazioni con gli Stati.
“Il dialogo contribuisce a far crescere comunità attive capaci di formare reti di prossimità in grado di ri-costruire legami sociali ponendo come riferimento la partecipazione e la corresponsabilità” fa notare il presidente. “Con il dialogo si sperimentano relazioni buone che rendono più umano l’uomo”.
“Nel mondo finanziario, come in quello delle imprese e delle amministrazioni pubbliche c’è una grande ‘fame di etica” sottolinea Sugranyes Bickel, il quale conclude affermando che “guidati dalla potente ‘leadership’ morale di Papa Francesco pensiamo che sia necessario un impegno molto piú deciso dei cristani di tutto il mondo per far passare l’etica dei comportamenti dalle dichiarazioni d’intenti ai fatti e alla prassi concreta. Questo è il nostro obiettivo, anche se sappiamo di essere solo una goccia d’acqua in un mare di necessità”.
Al convegno, domani mattina, è previsto anche un intervento del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego.
 
 

Norme di Dublino: i deputati europei ribadiscono la richiesta di solidarietà tra gli Stati membri

Strasburgo - Le regole comunitarie di “Dublino”, che determinano quale Paese sia responsabile del trattamento delle domande di asilo, non funzionano, hanno ribadito i deputati europei nel dibattito di mercoledì su una proposta della Commissione europea che modifica tali regole. Queste regole devono essere sostituite con un sistema di asilo efficiente, basato sulla solidarietà tra gli Stati membri, per consentire di gestire efficacemente le richieste.
Molti deputati avrebbero preferito una proposta più ambiziosa e hanno messo in dubbio il funzionamento del regime di ridistribuzione proposto. Hanno inoltre criticato il fatto che gli Stati membri potrebbero rifiutarsi di ospitare richiedenti asilo in cambio di un contributo finanziario versato a quegli Stati membri che procedono al trattamento delle domande di asilo.
Alcuni deputati europei invece hanno sottolineato il diritto dei Paesi membri all'autodeterminazione e criticato il piano che chiede loro di contribuire finanziariamente nel caso non accettassero i rifugiati.
 

Migrantes Lamezia: domenica la Festa dei Popoli

Lamezia - Una giornata all’insegna dell’incontro tra culture, della conoscenza reciproca, dello scambio che diventa occasione di crescita e ricchezza per tutti. Con un obiettivo principale: “vincere l’indifferenza”. Sarà questo il tema della Festa Diocesana dei Popoli...

Tratta: domani una corsa podistica da Firenze a Vecchiano

Firenze - La Comunità Papa Giovanni XXIII è promotrice, in collaborazione con l’associazione Run X You, società sportiva U. S. Nave e del Comune di Firenze di una corsa podistica a staffetta di 120 km su strade urbane ed extraurbane con partenza dal centro di Firenze e arrivo a Viareggio passando per Campi Bisenzio, Agliana, Montecatini Terme, Altopascio, Lucca, Vecchiano. L’evento, dal titolo “Un’altra strada è possibile” ha l’obiettivo di sensibilizzare alla tratta degli esseri umani nel suo aspetto più evidente, la prostituzione. Alcune delle strade percorse sono luoghi di prostituzione.
In Italia si stima che siano tra le 75.000 e 120.000 le vittime della prostituzione. Il 65% è in strada, il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. La tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale hanno come cause profonde la diseguaglianza tra uomini e donne e la povertà, aggravate dalle disparità etniche e da altre ingiustizie come i conflitti armati. Le vittime appartengono alle categorie vulnerabili, in condizioni sociali e economiche sfavorevoli.
La staffetta parte da Firenze, in Piazza della Repubblica, alle ore 18.00 di venerdì 13 maggio 2016. Oltre alle istituzioni ci saranno anche alcuni testimonial del mondo sportivo, per sostenere e condividere la finalità dell’iniziativa: Nicolò Beni, tra i migliori delfinisti italiani di sempre, è stato specialista dei 200 metri farfalla e dei 50 metri dorso; Umberto Panerai, uno dei più grandi portieri pallanuotisti italiani, vincitore di una medaglia d'argento olimpica, è stato preparatore atletico del team di Luna Rossa; Fulvio Massini, maratoneta, allenatore, autore di diversi libri sul tema tra cui «Correre per stare bene». Riccardo Vannini, pallanuotista, allenatore della Rari Nantes Florentia. Gianni de Magistris, nuotatore, pallanuotista, medaglia d’argento olimpica.    Allegra Lapi, nazionale italiana di pallanuoto, vincitrice ai campionati europei di Eidhoven 2012. Svetlana Koritova, pallavolista, medaglia d’oro olimpica. Carlotta Filardi, nuotatrice. Grazia alla sua lotta è stata promulgata la «legge Carlotta» che da diritto all’esenzione della reperibilità lavorativa in caso di malattie gravi.
Ad accogliere i partecipanti: Sara Funaro assessore al Welfare del Comune di Firenze, Federico Gianassi assessore alla sicurezza urbana del Comune di Firenze, Paolo Ramonda presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, mons. Andrea Bellandi Vicario Generale della Diocesi di Firenze,  col. Marco Lorenzoni Arma dei Carabinieri, Caterina Biti presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Nicola Armentano presidente commissione sociale e sanità del Comune di Firenze, Serena Perini presidente commissione diritti umani, immigrazione, pace, solidarietà, e pari opportunità del Comune di Firenze.
All’arrivo a Viareggio in Piazza Inigo Campioni, attenderanno la staffetta: mons. Italo Benvenuto Castellani Vescovo di Lucca, Rossella Martina vicesindaco di Viareggio, don Aldo Bonaiuto membro dell’associazione Papa Giovanni XXIII da sempre impegnato contro la tratta delle giovani donne. E' previsto per le ore 17.30 di sabato 14 maggio 2016 dopo ben 23 ore di cammino!
L’evento è possibile grazie al patrocinio e al sostegno del Comune di Firenze, la Regione Toscana, ConTratTo, Run Worldwide for life, Forum Toscano per le famiglie, Libera, Caritas arcidiocesi di Firenze, Agesci, Azione Cattolica, Movimento dei Focolari, Centro diocesano Migrantes Firenze, Centro internazionale studenti Giorgio La Pira.
 

Milioni di profughi per il clima

New York -  In fuga dalle guerre, dalla povertà e dal terrorismo, ma non solo. Tra qualche decennio, i migranti scapperanno anche da terre sempre più invivibili, troppo aride per essere coltivate, con un’aria troppo afosa da respirare.
Dall’Africa settentrionale e dal Medio e Vicino oriente, una fetta del mondo che ospita più di mezzo miliardo di persone, metterà in moto una nuova fuga verso nord, che farà pressione sulle coste europee. Colpa del cambiamento climatico, che sta rapidamente facendo salire la “febbre” al Pianeta. Secondo fonti delle Nazioni Unite, già entro il 2020 la desertificazione provocherà non meno di 50 milioni di cosiddetti “profughi climatici”. Ma i numeri potrebbero essere ben più elevati, se si guarda a come sarà il termometro in un futuro meno prossimo.
I ricercatori hanno cercato di delineare gli scenari possibili e si sono trovati davanti un quadro tutt’altro che roseo. Anche se l’aumento della temperatura globale fosse mantenuto entro i due gradi rispetto al livello preindustriale — che è l’obiettivo fissato a livello internazionale dalla Cop 21, il summit dell’Onu di Parigi sul clima del dicembre scorso — in aree del Medio oriente e del Nord Africa l’incremento sarebbe di almeno 4 gradi. Entro la metà del secolo, calcolano gli esperti, in estate il termometro non scenderebbe mai sotto i 30 gradi di notte, raggiungendo anche i 46 gradi di giorno. E alla fine di questo secolo la temperatura nelle giornate più calde potrebbe addirittura salire fino a 50 gradi.
Altra minaccia alle popolazioni locali sono le ondate di calore più intense, ma anche più lunghe. Tra il 1986 e il 2005 le giornate molto calde sono state in media sedici all’anno ma già nel 2050, stando alle previsioni degli scienziati, se ne conteranno ottanta ogni anno.
Nel 2100 il caldo anomalo potrebbe farsi sentire per 118 giorni, cioè per quasi quattro mesi all’anno. Nel frattempo, l’aria si farà sempre più satura di polveri sottili: in Arabia Saudita, in Siria e in Iraq la presenza di polveri desertiche nell’atmosfera è già aumentata del 70 per cento dal 2000, portata dalle tempeste di sabbia che sono destinate a imperversare in modo crescente.
Di conseguenza, in molti Paesi, soprattutto quelli più poveri, il terreno diventa ogni giorno più arido, i deserti si allargano, il bestiame muore e le risorse idriche diminuiscono o si contaminano. È stato accertato che l’attuale ritmo di emissioni nocive provocherà un innalzamento di oltre un metro del livello dei mari, colpendo centinaia di milioni di persone, favorendo le inondazioni e causando l’ingresso d’acqua salata nelle falde freatiche d’acqua dolce. E l’acqua potabile, prevedono gli analisti, diventerà una merce sempre più rara e difficilmente accessibile.
“Il cambiamento climatico peggiorerà in modo significativo le condizioni di vita di milioni di persone”, avvertono i ricercatori. “Ondate di calore prolungate e tempeste di sabbia del deserto — aggiungono — possono rendere alcune regioni inabitabili, cosa che ovviamente contribuirà alla pressione migratoria”.
L’allarme sul clima riguarda anche il Pacifico, dove cinque piccole isole coralline sono state cancellate dall’atlante geografico, sommerse dal mare. Lo hanno stabilito ricercatori australiani, che hanno preso in esame le Isole Salomone, Nazione insulare composta da un migliaio di isole nel Pacifico meridionale. Qui, rilevano gli esperti, dal 1994 in poi il livello del mare si è alzato di 7-10 millimetri all'anno, uno degli incrementi più alti registrati sul pianeta. Le cinque isole scomparse non erano abitate. (Osservatore Romano)
 

Naufragio aprile 2015: recuperate due salme dal relitto

Palermo -  Procedono le operazioni per il recupero del peschereccio carico di migranti inabissatosi il 18 aprile 2015 nello Stretto di Sicilia. Il 9 maggio, il modulo, progettato e realizzato dalla ditta Impresub Diving and Marine Contractor, ha iniziato la sua discesa verso il fondo del Mediterraneo.
Nel tardo pomeriggio di ieri ha raggiunto il relitto. Da quel momento sono iniziate le operazioni di centramento del sistema. Ieri è stato agganciato il relitto del peschereccio a 370 metri di profondità ed è iniziata l’operazione di sollevamento verso la superficie. Durante le operazioni e allo scopo di non perdere alcuna salma custodita nel relitto, sono stati chiusi tutti gli accessi ed installate delle reti nella sua parte poppiera.
Durante questa fase preliminare sono state recuperate, col supporto del personale del corpo militare della Croce rossa italiana, le prime due salme che erano all’interno del peschereccio e che ora sono conservate all’interno di un container a bordo di Nave Tremiti.
Il coordinamento dell’intera operazione di recupero in mare è stato affidato alla Marina militare che, oltre a garantire un’adeguata cornice di sicurezza, sta fornendo supporto logistico alle complesse attività subacquee in corso.
 

Senato della Repubblica: il 13 maggio la presentazione del progetto “Confini”

Roma - “Confini è il nome di un progetto – promosso dalla Fondazione Migrantes, Nando Peretti Fiundation, Fondazione Aimc onlus e Euroma2 -  che ha visto il coinvolgimento  degli alunni di tre licei romani e che sarà presentato domani, 13 maggio a Roma presso il Senato della Repubblica. Si tratta di un percorso formativo che vuole favorire in un pubblico di studenti la riflessione sul tema dell’immigrazione. Alla base del progetto il volume di Mor Amar, giovane rifugiato politico della Mauritania, “Stronzo Nero”. A portare la lori esperienza studenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni dei licei “F. Vivona”, “S. Cannizzaro” e del Convitto “Vittorio Emanuele II” che parleranno dei loro cambiamenti personali avvenuti dopo aver letto il libro. A partire dal libro il confronto dei mesi scorsi ha favorito l’incontro tra le classi e chi ha vissuto in prima persona il dramma dell’esilio e della fuga, e presentato, attraverso lezioni frontali e momenti di condivisione, uno spaccato aggiornato sul quadro internazionale, europeo e italiano del fenomeno migratorio.
 

Ismu: rallenta la crescita degli alunni migranti nelle nostre scuole

Milano - Dal 2008/2009 si continua ad assistere a un progressivo rallentamento della crescita degli iscritti migranti nelle scuole italiane. Nel lungo periodo invece si registra un costante e significativo incremento nelle iscrizioni degli alunni stranieri: si è passati infatti da 196.414 alunni nell'a.s. 2001/02 (2,2% della popolazione complessiva) agli 814.187 dell'a.s. 2014/2015 (9,2% del totale).
Il dato è stato fornito questa mattina dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e la Fondazione Ismu che hanno presentato i dati del Rapporto “Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale. A.s. 2014/2015”.
Il rapporto rappresenta il consueto approfondimento sulla popolazione scolastica con cittadinanza non italiana nell’a.s. 2014/2015. In questa edizione particolare attenzione è stata data alle differenze territoriali, con l’obiettivo di identificare le caratteristiche degli alunni e istituzioni scolastiche nelle diverse regioni, province e nei principali comuni italiani, ricostruendo traiettorie formative, nonché difficoltà e successi nel processo di apprendimento.
Nel volume gli iscritti stranieri fra il 2009/10 e il 2014/15 sono cresciuti del 20,9%, a fronte di una diminuzione pari al -2,7% fra gli italiani (da 8.283.493 a 8.058.397 unità) e di un decremento del -0,9% della popolazione scolastica complessiva (da 8.957.085 a 8.872.584 alunni). Nell’ultimo a.s. considerato (2014/15) si segnala una crescita modesta rispetto all’anno precedente, pari all’1,4% di studenti stranieri (+11.343).
Aumento significativo delle presenze nelle scuole secondarie di secondo grado nell’ultimo decennio. Nell’a.s. 2014/15, rispetto all’a.s. precedente, si segnala una variazione di presenze di alunni, minima nella scuola dell’infanzia (+0,2%), nella scuola primaria (+3%) e nella secondaria di secondo grado (+2,8%). Diminuiscono gli alunni stranieri nelle scuole secondarie di primo grado (-1.6%), dato già riscontrato nell’a.s. 2013/14. Nell’ultimo decennio, si conferma l’ovvio primato della scuola primaria (scuola dell’obbligo e di durata quinquennale) per il maggior numero di alunni stranieri con cittadinanza non italiana, anche se la distribuzione percentuale nei diversi ordini e gradi mostra una consistente diminuzione in questo livello scolastico (passato da accogliere il 42,8% di alunni cni nel 2001/02 al 35,8% dell’a.s. 2014/15), a fronte di un aumento significativo delle presenze nelle scuole secondarie di secondo grado (dal 14% al 23%).
Nell’a.s. 2014/15 sono 291.782 gli alunni stranieri iscritti alle scuole primarie (10,4% del totale), 187.357 gli studenti nella scuola secondaria di secondo grado (7% del totale), 167.068 gli allievi nelle secondarie di primo grado (9,6%) e infine 167.980 i bambini nelle scuole dell’infanzia (10,2%). Si nota che gli alunni italiani sono diminuiti in tutti gli ordini di scuola (tranne che nelle secondarie di secondo grado). L’unico ordine con una crescita nelle iscrizioni è la scuola secondaria di secondo grado, sia per quanto riguarda la presenza di italiani (+0,6%) sia di stranieri (+2,8%).
Nell’a.s. 2014/15 gli alunni con cittadinanza romena sono i più numerosi (157.153), seguiti da albanesi (108.331) e marocchini (101.584). A distanza troviamo il gruppo degli alunni di origine cinese (41.707) e filippina (26.132). I dati sulle cittadinanze confermano la forte eterogeneità che ha storicamente caratterizzato il nostro paese. Nelle prime quindici cittadinanze sono presenti tutti i continenti tranne l’Oceania. I romeni sono al primo posto in tutti gli ordini e gradi. Gli allievi di origine albanese sono al secondo posto nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, mentre sono al terzo posto nella scuola dell’infanzia e nella primaria. Nella scuola dell’infanzia i paesi che mostrano percentuali significative superiori alla media sono il Bangladesh (27,1%), il Marocco (25,8%) e l’Egitto (23,8%); nelle scuole primarie oltre al Bangladesh (43,2%) e all’Egitto (39,6) si aggiungono il Pakistan (40,1%) e l’India (39,5%). Nelle secondarie di primo grado gli studenti più numerosi sono originari della Cina (24,7%), della Macedonia (24,4%) e delle Filippine (24,1%). Infine nella secondaria di secondo grado sono particolarmente numerosi gli studenti dell’Europa orientale (ucraini 39,4% e moldavi 38%) e i latinoamericani (peruviani 34% e ecuadoriani 33,9%). Il calcolo dell’indice di associazione tra province e principali nazionalità evidenzia che: i tunisini si concentrano soprattutto a Trapani (con ben 13 volte la percentuale di presenza rilevata in Italia) e a Ragusa (10 volte), i cinesi a Prato (9 volte); gli ucraini nelle province campane (oltre 7 volte a Caserta e quasi 7 a Napoli, 5 volte ad Avellino e Salerno, 4 volte a Benevento); gli indiani nelle province di Mantova e Cremona (6 volte), di Latina (5 volte), di Reggio Emilia e Brescia (3 volte); i filippini nelle province di Messina, Cagliari (4 volte) e Milano (3 volte); i moldavi nelle province di Parma (4 volte), Padova e Venezia (3 volte), gli albanesi nella provincia di Pistoia (3 volte), i peruviani nelle province di Milano e Firenze (3 volte), i marocchini nella provincia di Biella (3 volte), i rumeni nella provincia di Agrigento (quasi 3 volte).
Sempre secondo il rapporto nell’a.s. 2014/15 sono 28.117 (di cui 8.921 femmine), con un aumento rispetto al precedente anno pari a 1.491 unità (l’incidenza degli alunni stranieri sul totale degli studenti disabili è del 12%). Al primo posto per numerosità di presenze vi sono Lombardia, seguita dal Veneto, Emilia Romagna e Lazio.
Crescono gli iscritti Rom, Sinti e Caminanti. Sono 12.437 nell’a.s. 2014/15, +780 rispetto all’anno precedente. Una crescita in controtendenza rispetto alla progressiva diminuzione registrata negli ultimi anni.

Migrantes: in corso la Consulta Migrazioni

Roma – Si è aperto questa mattina, con il saluto del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Mons. Guerino Di Tora, la Consulta nazionale delle migrazioni. Nel suo saluto Mons. Di Tora ha sottolineato come la nuova evangelizzazione “non è fatta di solo parole ma  con una teologia della prossimità”. Questo vuol dire – ha spiegato – “vivere l’esperienza nel contesto che la Provvidenza ci fa incontrare”.
La responsabile studi e ricerche della Migrantes ha snocciolato una serie di dati sul mondo migratorio oggi in Italia illustrando gli strumenti principali che la Fondazione Migrantes promuove per una “approfondita ricerca conoscitiva”. Tra questi il rapporto Immigrazione realizzato con Caritas Italiana, il Rapporto Protezione Internazionale e alcuni volumi di ricerca e testimonianze. “Strumenti importanti – ha detto il Direttore generale della Migrantes, Mons. Giancarlo Perego – da utilizzare e far conoscere per dare un quadro reale della migrazione”.
Il programma prevede, per la mattinata, anche una relazione, affidata a Luigi Pietrolongo della Migrantes Lazio sul tema “La Migrantes nelle nostre Diocesi: una ricerca regionale nel Lazio”. Nel pomeriggio il confronto tra i membri della Consulta e i coordinatori nazionali per la pastorale dei migranti in Italia. Tema del confronto: “Le azioni e la formazione alla pastorale dei migranti e della mobilità: problematiche e percorsi per l’anno pastorale  2015-2016”. (R.I.)
 
 

Rapporto Unfpa: 60 milioni di rifugiati e sfollati

Roma -  60 milioni di rifugiati e sfollati, 200 milioni di persone ogni anno coinvolte nelle conseguenze di una catastrofe naturale. Sono il popolo di uomini, donne e bambini in fuga da guerre, dittature, persecuzioni politiche e religiose, disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici. Questi i dati dell'ultimo Rapporto Unfpa “ Al riparo dalla tempest a”, che è stato presentato oggi a Roma al Cnr.
Secondo i dati sono oltre 100 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria attualmente nel mondo, di queste circa 26 milioni sono donne e ragazze.  Mai, dalla seconda guerra mondiale, si era raggiunta una cifra così alta. Tra i rifugiati circa un terzo vive nei campi, due su tre nelle aree urbane, 1 miliardo di persone (14% della popolazione mondiale) vive in aree coinvolte in un conflitto.  L’Europa, e l’Italia in particolare, sono in prima linea nel difficile impegno dell’accoglienza di rifugiati e migranti provenienti dalla Siria, dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso le rotte mediterranee.
Porre la “nostra” emergenza nell’ambito del tema globale delle crisi umanitarie è uno degli obiettivi dell’incontro ospitato dal Centro Nazionale Ricerche, in una ottica di confronto con l’approccio delle agenzie internazionali, nella prospettiva degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs) 2016-2030.
 
 

Ecri: gli Stati non diffondano dati sullo “status”

 
Strasburgo - Contro il razzismo e l’intolleranza, arriva la raccomandazione del Consiglio d’Europa. Strasburgo chiede ai governi dei 47 Stati membri di non diffondere informazioni e dati sui migranti irregolari per non generare possibili discriminazioni e, soprattutto, la negazione dei diritti fondamentali della persona. Le raccomandazioni insistono sulla necessità di “vietare” ai fornitori di servizi sociali di condividere i dati personali dei migranti irregolarmente presenti con le autorità di immigrazione. Le raccomandazioni, spiega la commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri), intendono “aiutare gli Stati ad affrontare un problema urgente di discriminazione nei confronti di persone, donne, uomini e bambini, che non soddisfano le condizioni previste dal diritto nazionale per l’ingresso o soggiorno in uno Stato membro del Consiglio d’Europa”. L’Ecri stila quindi una serie di misure concrete che gli Stati devono prendere. Oltre a decriminalizzare l’assistenza agli immigrati irregolarmente presenti sul territorio dello Stato, e assicurare che possano accedere a tutti i servizi essenziali senza dover presentare documenti inerenti al loro ‘status migratorio’, l’Ecri afferma che le autorità devono “proibire alle forze dell’ordine di condurre controlli nelle immediate vicinanze di scuole, ospedali, servizi per l’alloggio, centri di assistenza, banche del cibo e istituti religiosi”.
 

Viminale: in Italia 13mila minori soli

Milano – L’Italia si sta preparando in vista della nuova ondata di arrivi estivi. Anche se, fino ad oggi, i numeri degli arrivi sono calati rispetto a un anno fa. Il capo del Dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone, non nasconde la preoccupazione in vista della stagione calda e delle condizioni meteo che potrebbero favorire la traversata del Mediterraneo per chi è in fuga dalla guerra, dalle discriminazioni e dalle carestie. “Dal primo gennaio ad oggi gli arrivi via mare hanno fatto registrare una diminuzione intorno al 13% – ha detto Morcone in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, trattamento e identificazione dei migranti – La tendenza per adesso è questa ma io non mi fido di certe percentuali, che dipendono da tutta una serie di variabili difficilmente prevedibili e che non ci lasciano tranquilli, specie in vista della stagione estiva che ci porterà significativi disagi. In ogni caso, siamo pronti e stiamo lavorando ai vari interventi”.
Ma quello che preoccupa di più il Viminale in questo momento è anche la presenza di 13mila minori non accompagnati attualmente ospitati nei centri accoglienza. Una presenza “imponente”, sottolinea Morcone, presentando due nuovi bandi per l’accoglienza dei minori e auspicando che il Parlamento riveda la normativa in materia “che non corrisponde più agli scenari attuali”. Per questi giovani migranti soli e non accompagnati, venerdì prossimo sarà inoltre sottoscritto un accordo con il Coni che metterà a disposizione le proprie strutture per consentire loro di fare sport in tutte le città italiane. Non va a pieni giri invece la macchina per il ricollocamento dell’agenda europea: fino ad oggi il piano ha riguardato appena 600 migranti. Morcone ha parlato anche di Cie, un tema delicato, ha aggiunto, confermando l’impegno con l’Europa a garantire la disponibilità fino a 1.500 posti.
Intanto ieri, come annunciato nel corso del sopralluogo sabato scorso, dal ministro Angelino Alfano, è stato chiuso il centro di accoglienza nella stazione di Ventimiglia. I duecento migranti presenti, che non hanno voluto farsi identificare, saranno distribuiti sul territorio ligure nei diversi centri di accoglienza temporanea. Alcuni di loro, saputo che sarebbero stati allontanati dalla città di confine, hanno cercato di raggiungere la Francia camminando lungo la ferrovia e bloccando il traffico ferroviario per circa un’ora. È stato il macchinista di un treno a lanciare l’allarme e ad allertare la polizia ferroviaria. I migranti si sono dileguati e la polizia sta cercando di rintracciarli.
Ieri l’Organizzazione mondiale delle migrazioni ha diffuso gli ultimi dati: negli ultimi cinque giorni sono circa 2.800 gli arrivi registrati in Italia. Salgono così a 31.207 i migranti sbarcati sulle nostre coste da inizio anno, 187.631 il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa via mare nel 2016. Il numero di morti, aggiornato agli ultimi naufragi di fine aprile, è invece 1.357. (Daniela Fassini – Avvenire)
 

Siracusa: partito all’ospedale Umberto I il protocollo Anolf-Asp di mediazione culturale

Siracusa - Il protocollo d’intesa, siglato dall’Anolf Siracusa e dall’Asp, prevede l’impiego volontario, all’interno della struttura ospedaliera, di sei mediatori culturali che, il mercoledì e giovedì, dalle ore 9 alle ore 12, garantiranno assistenza nei reparti.
“I nostri volontari – afferma l’Anolf – sono a disposizione per qualsiasi intervento di mediazione. I casi di emergenza successivi agli sbarchi o la normale assistenza ospedaliera, sono spesso complicati da una impossibilità di dialogo tra operatori e malati. La lingua, la stessa percezione culturale, sono spesso ostacoli difficili da superare. La presenza di volontari madrelingua, dall’arabo al somalo, dall’inglese al francese, ha già contribuito a risolvere alcuni problemi facilitando il compito degli stessi operatori sanitari”.
“Un servizio importante – ha aggiunto l’Asp – messo a disposizione per gli stranieri in cura nella nostra struttura e, soprattutto, di medici e collaboratori. Un modo per affrontare meglio tutte le istanze che quotidianamente si propongono nei nostri uffici, nei laboratori, tra le urgenze e nei singoli reparti. Una collaborazione che contribuirà all’ulteriore innalzamento degli standard di assistenza già garantiti”. Alla presenza garantita in questa prima fase, si affianca un progetto on demand con i mediatori Anolf a disposizione - su chiamata - negli altri giorni della settimana. “Un lavoro di formazione che, oggi, mette a disposizione dell’ospedale mediatori seri e preparati – ha commentato l’Anolf, l’associazione che segue da anni il complesso mondo dei migranti –. È una realtà importante sul territorio e questo progetto di prima linea ne è la dimostrazione tangibile”.
 

Torino: parte il progetto LabRom

Torino - Venerdì 13 e sabato 14 maggio dalle ore 9.30 alle ore 18.00 a Torino, presso l’Ufficio Pastorale Migranti-Migrantes (Via S.G.B. Cottolengo 22) avrà inizio il primo di tre incontri denominati LabRom (Laboratorio di confronto e discussione sul tema rom e sinti in Italia). Si tratta di “uno spazio informale  aperto in cui conoscersi, incontrarsi e confrontarsi sulla cosiddetta questione rom”. R.l