Primo Piano

Papa Francesco: “assistere i migranti e quanti si prendono cura di loro”

Citta del Vaticano -  “Per quanti sono afflitti dalla tragedia della violenza e della migrazione forzata, dobbiamo essere risoluti nel far conoscere al mondo la loro condizione critica, così che, attraverso la nostra, possa essere udita la loro voce, troppo debole e incapace di far sentire il suo grido”. È l’appello che il Papa ha rivolto agli ambasciatori di Seychelles, Thailandia, Estonia, Malawi, Zambia e Namibia ricevuti questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in occasione della presentazione delle Lettere credenziali. La “via della diplomazia”, ha osservato Francesco, “ci aiuta ad amplificare e trasmettere questo grido attraverso la ricerca di soluzioni alle molteplici cause che stanno alla base degli attuali conflitti. Ciò si attua specialmente negli sforzi di privare delle armi quanti usano violenza, come pure di mettere fine alla piaga del traffico umano e del commercio di droga che spesso accompagna questo male”. “Mentre le nostre iniziative in nome della pace dovrebbero aiutare le popolazioni a rimanere in patria – ha proseguito -, il momento presente ci chiama ad assistere i migranti e quanti si prendono cura di loro. Non dobbiamo permettere che malintesi e paure indeboliscano la nostra determinazione”. Il Santo Padre ha sollecitato “un’integrazione che rispetti l’identità dei migranti e preservi la cultura della comunità che li accoglie, e arricchisca al tempo stesso entrambi. Questo è essenziale. Se incomprensione e paura prevalgono, qualcosa di noi stessi è danneggiato, le nostre culture, la storia e le tradizioni vengono indebolite, e la pace stessa è compromessa”. Quando, d’altra parte, “noi favoriamo il dialogo e la solidarietà, a livello sia individuale che collettivo, è allora che sperimentiamo il meglio dell’umanità e assicuriamo una pace duratura per tutti, secondo il disegno del Creatore”.
 

Circo: ad ottobre la nuova edizione del Festival di Latina

Latina - A Latina, ad Ottobre, la cittadella del Festival del Circo diventa una grande “Piazza delle Arti”: attesi pittori, scultori, fotografi, collezionisti e narratori; sono dedicati a loro, infatti, i due eventi collaterali in programma: “Circus Expo” ed il “Caffè letterario a tema circense” intendono raccontare, per immagini e parole, quanto il Circo alimenti la Cultura ed ispiri l’Arte.
“Circus Expo” è lo spazio espositivo a tema circense, all’interno del quale fotografi, pittori, scultori, collezionisti, appassionati di modellismo ed artisti di varia estrazione possono esporre le proprie opere alla platea internazionale del Festival. La settima edizione di “Circus Expo” aprirà i propri battenti dal 13 al 17 Ottobre nella cittadella del Circo allestita a Latina in occasione della 18ma edizione del Festival. Curatrice dell’Expo Lucia Orlacchio, esperta in divulgazione museale ed espositiva. Il progetto anche quest’anno ha lo scopo di presentare all’opinione pubblica i numerosi volti della cultura circense e, più in generale, dello spettacolo dal vivo nelle più differenti modalità espressive delle arti e della comunicazione, potendo così estendere ad un pubblico sempre più ampio l’offerta culturale del Festival. “Circus Expo” sarà allestito nella giornata di Mercoledì 12 Ottobre, aperto al pubblico Giovedì 13 Ottobre alle ore 9,00 e chiuso Lunedì 17 Ottobre in occasione della finale del Festival.
Il “Caffè letterario a tema circense” è una sorta di laboratorio di idee organizzato attorno ai tavolini di un caffè; qui è possibile sorseggiare una bevanda calda apprezzando lo sforzo letterario di autori che dal Circo si sono lasciati affascinare: è insospettabile la ricchezza della produzione letteraria ispirata o dedicata al mondo del Circo. Dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica alla divulgazione di settore; numerose e spesso di particolare pregio sono le opere in commercio in Italia e nel mondo. Tale patrimonio, talora poco visibile negli scaffali delle librerie, merita senz’altro maggiore attenzione da parte del più vasto pubblico. “International Circus Festival of Italy” intende continuare a dare il proprio contributo in tale direzione inserendo nel proprio programma la quinta edizione del “Caffè letterario a tema circense” durante la quale gli autori potranno presentare i loro lavori. Il “Caffè letterario” si svolgerà Venerdì 14 Ottobre alle ore 18,30 nella cittadella del Circo allestita a Latina in occasione della 18^ edizione del Festival. Curatrice del “Caffè letterario” la brillante giornalista Dina Tomezzoli.
 

Eneide 2016: liceali di Vicenza sulle eterne rotte migratorie del Mediterraneo

Vicenza - Enea, per evitare di essere ucciso nell’eccidio finale, è costretto a scappare da Troia in fiamme, portandosi il vecchio babbo sulle spalle e tenendosi per mano il figlioletto Ascanio. E’ predestinato ad essere il capostipite di chi fonderà un grande impero. Ma, per ora, è solo uno dei tanti “profughi”, dall’Anatolia attraverso la Turchia, in dolorosa marcia su terre ostili e lungo incerte rotte nel Mediterraneo in tempesta. Approda nel NordAfrica, accolto e ospitato da Didone a cui racconta la sua storia: “Regina, tu mi costringi a rinnovare un dolore inesprimibile”.
Un dolore che si rinnova da tremila anni (quello delle guerre, dei naufragi, dei flussi migratori, delle accoglienze e dei nuovi insediamenti) tra le sponde del Mediterraneo. Basta rileggere, alla luce dei telegiornali quotidiani, i testi classici come l’Odissea di Omero, le Supplici di Eschilo, e l’Eneide di Virgilio. E’ quanto hanno fatto  gli studenti del Laboratorio teatrale del liceo "Quadri" di Vicenza, prendendo lo spunto dal capolavoro epico latino e coinvolgendo cinque giovani africani richiedenti asilo ospiti del Centro S. Paolo, in carico alla cooperativa Cosep. Alle vicende di Enea si sono così intrecciate quelle contemporanee dei ragazzi africani coinvolgendo il pubblico nella riflessione sul delicato rapporto tra migrazione e accoglienza, in un contesto – come quello veneto- che in pochi anni è passato da rurale, monoculturale e monoreligioso ad assumere tratti che lo trasformano completamente, immettendolo nel complesso impero della globalizzazione. (Luciano Carpo)
 

Ministero dell’Interno, ANCI e alleanza cooperative sociali firmano la “carta per la buona accoglienza”

Roma - Sarà la sfida dei prossimi anni. Accogliere e integrare persone in fuga dalla miseria o dalla guerra è un impegno a cui nessun Paese può sottrarsi. Anche per questo occorre mettere a punto un modello di accoglienza e integrazione d’avanguardia. L’Italia ne ha già uno, lo Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), gestito dai Comuni in sinergia con il Terzo settore. Per superare la fase emergenziale dell’accoglienza e arrivare a strutturare un sistema stabile ed efficace, la strada è quella di ‘convergere’ pienamente proprio sullo SPRAR, adottandone i principi, la trasparenza amministrativa e le modalità di accoglienza. Lo sostengono, insieme, Ministero dell’Interno, Anci e Alleanza delle cooperative sociali, che per accompagnare questo percorso hanno firmato al Viminale la ‘Carta per la buona accoglienza’, impegnandosi congiuntamente ad allargare la rete dello SPRAR. Erano presenti il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il capo dipartimento delle Libertà civili e immigrazione del Viminale Mario Morcone, il portavoce dell’Alleanza delle cooperative sociali Giuseppe Guerini, il delegato Anci all’immigrazione Matteo Biffoni. Alla base della Carta, un patto di diritti doveri tra migrante e il nostro Paese e la ferma volontà di instaurare un circuito virtuoso tra diritti da tutelare e utilità sociali da condividere.
L’obiettivo primario su cui si impegnano i firmatari della Carta è quello di passare gradualmente dall’accoglienza in centri collettivi a percorsi di accoglienza in abitazione, con standard di qualità che garantiscano servizi adeguati, dalle caratteristiche delle stesse abitazioni alla presenza di personale socio educativo qualificato in ogni fase dell’accoglienza. L’adeguamento alle politiche dello SPRAR si concretizzerà anche nella previsione di percorsi di mediazione culturale, corsi di italiano, tutela legale, garanzia di pasti, vestiario, igiene personale, formazione professionale e azioni costanti di coinvolgimento dei territori che accolgono i migranti, con un lavoro congiunto di Comuni e Prefetture.
 

Commissione Ue: “non tutti i Paesi accolgono” i profughi

Bruxelles – Il commissario Ue per la migrazione, Dimitris Avramopoulos, nel presentare il quadro della risposta all’emergenza migratoria, ha dichiarato: “Dobbiamo mettere in atto la pianificazione prevista per le future ricollocazioni. Sollecito quindi gli Stati membri a essere pronti a intervenire. Parallelamente, dobbiamo incrementare i reinsediamenti, per lo più dalla Turchia, ma anche da altri paesi coma il Libano e la Giordania”. I progressi recentemente compiuti “nello smantellare il modello di attività dei trafficanti sono sostenibili solo se si apre anche un canale legale sicuro per i richiedenti asilo. È importante aumentare il ritmo e produrre pieni risultati per quanto riguarda il meccanismo 1 a 1 come parte” dell’accordo Ue-Turchia. Avramopoulos osserva: “Ancora una volta, gli sforzi in materia di ricollocazione sono stati compiuti solo da alcuni Stati membri e Stati associati Schengen”. In base alle ultime informazioni disponibili, “circa 46mila richiedenti asilo e migranti si trovano nella Grecia continentale, in attesa che la loro situazione venga esaminata. La Grecia sta affrontando una crisi umanitaria che richiede un intervento rapido per consentire un ampio numero di ricollocamenti”.
A proposito delle circa 6mila persone reinsediate, il commissario specifica che “sono state ricevute da 16 Stati: Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera e Regno Unito”. “Il numero di reinsediamenti dalla Turchia continua ad aumentare a mano a mano che gli Stati membri finalizzano le valutazioni dei casi ad essi attribuiti dalla Turchia, attraverso l’Unhcr. Dal 4 aprile 2016, 177 Siriani sono stati reinsediati dalla Turchia. La Svezia ne ha ricevuto il numero più alto (55), seguita dalla Germania (54), dai Paesi Bassi (52), dalla Finlandia (11) e dalla Lituania (5)”. Altre 723 richieste sono già state accettate e i richiedenti stanno aspettando di essere trasferiti verso 7 diversi Stati membri dell’Unione.
 

Commissione Ue: su “ricollocamenti e reinsediamenti bisogna fare di più”

Bruxelles – “Non possiamo considerarci soddisfatti dei risultati ottenuti finora. Occorre fare di più, e velocemente. Dobbiamo reagire velocemente all’urgente situazione umanitaria in Grecia e impedire qualsiasi deterioramento della situazione in Italia”. Il commissario per la migrazione, Dimitris Avramopoulos, lancia l’ennesimo richiamo agli Stati Ue sul versante migratorio. La Commissione ha infatti adottato l’ultima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento d’emergenza, valutando le azioni intraprese fino al 13 maggio. “Complessivamente, i progressi restano insoddisfacenti”, sostiene la Commissione, “nonostante segni di maggiore preparazione per le azioni future: dalla metà di aprile hanno avuto luogo poche ricollocazioni, benché il canale delle future ricollocazioni sia stato rafforzato; sono stati compiuti progressi in materia di reinsediamento come parte dell’attuazione della dichiarazione Ue-Turchia, ma devono essere accelerati per evitare che i migranti tornino alle rotte irregolari”. Sforzi maggiori in materia di “ricollocazione sono sempre più urgenti in considerazione della situazione umanitaria in Grecia e dell’aumento degli arrivi in Italia”. I reinsediamenti al 13 maggio erano stati solo 6.321; per quanto riguarda i 20mila ricollocamenti pattuiti, invece, “solo 355 persone in più sono state ricollocate durante l’ultimo periodo, portando a 1.500 il numero totale di richiedenti ricollocati dalla Grecia e dall’Italia”. (SIR)
 

MCI: una app per conoscere le attività in Europa e nel mondo

Roma - E’ proprio vero che le vie del Signore sono infinite, specialmente se la nuova tecnologia si mette al servizio dei fedeli per informarli e far fronte alla nuova evangelizzazione, una volta relegata solo ai periodici e giornali parrocchiali o diocesani e delle numerose comunità di religiosi sparsi un po’ ovunque nei vari continenti.
Oggi tutto è cambiato e non solo perché il web è alla portata di tutti, ma perché con la nuova tecnologia si possono ottenere veramente risultati straordinari. “Miracoli tecnologici” messi a disposizione dei devoti attraverso anche le circa 350 Missioni cattoliche italiane al Servizio delle comunità sparse in tutto il mondo. Per un fedele che si trova per motivi di lavoro, di studio o semplicemente in vacanza al di fuori dei confini nazionali e vuole partecipare ad una celebrazione religiosa o essere informato sulla parrocchia più vicina o semplicemente sapere se in quella zona ci sono missioni cattoliche, non è più un problema. Basta toccare il touchscreen del proprio tablet o smartphone e un “mondo” di informazione è a disposizione. Tutto questo grazie anche a una nuova applicazione. Una App per tablet o smartphone è stata caricata su piattaforme Playstore, per il sistema Androide, e Appstore, per iOS, permette di avere una varietà d notizie che vanno dall’orario delle sante messe, ai numeri di telefono delle parrocchia, ai nomi dei sacerdoti, alle attività parrocchiali e molto altro. L’app è integrata dal servizio di geolocalizzazione del proprio dispositivo, è quanto di più moderno e immediato si possa offrire al fedele in tema di informazioni religiose. Questo nuovo strumento lo si deve al Coordinamento per le Missioni cattoliche di Lingua italiana in Svizzera con il sostegno della Fondazione Migrantes che promuove da alcuni anni anche il sito www.lemissioni.net. (Nicoletta Di Benedetto)
 
 

Mattarella: Il “primo dovere” è quello di “salvare vite umane” e “soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza”

Roma - “Sul fenomeno migratorio abbiamo il dovere di proporre approcci di natura globale, non soltanto legati all’urgenza, ma capaci di portarci a soluzioni durevoli” . A dirlo è stato questa mattina il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella aprendo alla Farnesina i lavori della Prima Conferenza Ministeriale Italia - Africa che riunisce a Roma oltre 40 Ministri di Paesi Africani, i loro Rappresentanti Permanenti presso l'Onu a New York e i responsabili di circa 15 tra Organizzazioni Internazionali del Sistema delle Nazioni Unite e Regionali. Per Mattarella le migrazioni vanno affrontate “con un approccio multidimensionale che va dalla gestione dell’emergenza, alla successiva eliminazione delle cause che portano tanta gente a partire, alla integrazione laddove necessario”. Nessuno - ha spiegato - vorrebbe abbandonare la propria  Patria e i propri affetti, soprattutto quando ciò comporta l’incognita, spesso drammatica, di un viaggio pericoloso e l’approdo in una società lontana e diversa.  E’ dunque nostro compito lavorare insieme per far sì che venga meno la disperazione che spinge a mettersi in cammino; perché crescano benessere e stabilità, divenendo, essi, baluardi efficaci superando le grandi migrazioni”. Si tratta - ha poi proseguito - di “un obiettivo condiviso da Africa e Italia, da Africa ed Europa e, consentitemi di ricordarlo, anche all’interno dello stesso continente africano.  Riuscire a mitigare il disagio, cercare di far sì che le popolazioni interessate da calamità e conflitti possano trovare provvisorio asilo in aree limitrofe, sono traguardi auspicabili”. “Le migrazioni di massa rappresentano, per il continente africano - ha detto ancora Mattarella - la più dolorosa spoliazione di futuro dei tempi contemporanei: milioni di persone in fuga impoveriscono le società civili africane e rappresentano il pedaggio più doloroso al disordine e alla sopraffazione e condizioneranno la stessa capacità di sviluppo”. “Nonostante gli straordinari passi in avanti compiuti nel corso degli anni sono oggi necessari sforzi ulteriori e decisivi - ha affermato il Capo dello Stato -  per eliminare, alla base, le cause delle migrazioni di necessità. Come è noto, l’Italia ha sostenuto costantemente l’esigenza di strategie lontane dalla logica semplicistica che vorrebbe rispondere al fenomeno attraverso l’erezione di muri e barriere”.
Mattarella si dice convinto che il “primo dovere” è quello di “salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza. Non dobbiamo dimenticare neanche per un istante - e l’Italia non lo ha mai fatto - che alla base della nostra azione deve sempre essere posto anzitutto il principio della tutela della vita e della dignità di ogni essere umano”.

Circo: nel fine settimana va in scena “Chapiteau OFF”

Torino - Sabato 21 e domenica 22 maggio 2016 alle ore 21.00 nel tendone da circo montato all’interno degli spazi del Bunker a Torino, va in scena “Fantàsio”, spettacolo di fine anno accademico con gli artisti del “Secondo Anno” della FLIC Scuola di Circo provenienti da Cile, Francia, India, Israele, Scozia, Spagna, Svizzera e da diverse regioni d’Italia. Le due serate costituiscono il sesto ed il settimo appuntamento di “Chapiteau FLIC”, rassegna organizzata dalla Reale Società Ginnastica e dalla sua FLIC Scuola di Circo che propone tredici appuntamenti di circo contemporaneo e pensata per creare uno spazio che sia allo stesso tempo creativo, performativo, e divulgativo. La rassegna viene organizzata in collaborazione con Variante Bunker Sport, con i contributi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e della Regione Piemonte, e con i patrocini della Città di Torino e della Circoscrizione 6 della Città di Torino. La regia dello spettacolo è affidata a Johnny Torres – artista catalano, regista e direttore artistico della Central de Circ di Barcelona - che descrive così le linee guida del lavoro di creazione:
“Cosa c’entra Alexander Glazunov, una bevanda calda e dolce, l’organo hammond, il punk-rock, il concetto d’identità e genere con il circo? Creare è combinare quello che ognuno sente, ciò che s’interiorizza, osservare le risonanze delle proprie azioni e delle trasformazioni che ne derivano in ciò che ci circonda. Allora… la musica classica, il gustare in tutta pienezza qualcosa di delizioso, un suono retrò, il grido del presente che ci dice che non c’è un futuro migliore o un passato glorioso, la possibilità di mettere in discussione l’identità di ognuno e di ciascuna cosa… tutto questo c’entra, c’entra con gli allievi della FLIC in Fantàsio”. Una creazione che porta in scena le ultime tendenze del circo contemporaneo con performance di teatro, danza contemporanea, contact, acrobatica, corda aerea, palo cinese, giocoleria, manipolazione di oggetti, roue cyr, ruota tedesca, verticalismo, corda molle, cerchio aereo, mano a mano…
 

Albanesi in Italia. domenica 29 maggio il pellegrinaggio nazionale a Genazzano

Roma - E' da circa  20 anni che gli albanesi immigrati in Italia, l'ultima domenica di maggio, raggiungono numerosi il santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano (RM). In questi ultimi anni, però, sono circa 600 le persone che provengono da più parti d’Italia, nonché dalla stessa Albania, per celebrare e festeggiare insieme l’annuale appuntamento di incontro e preghiera, organizzato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, presso la Vergine protettrice dell’Albania, e presieduto da Mons. Angelo Massafra, Presidente della Conferenza Episcopale Albanese.
 
 

Istat: venerdì la presentazione del Rapporto Annuale

Roma - Venerdì 20 maggio alle ore 11.00 presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, il Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, presenterà la 24a edizione del Rapporto Annuale sulla situazione del Paese alla presenza del Presidente della Repubblica. Il Rapporto Istat, come è tradizione, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società. L’obiettivo è descrivere i cambiamenti economici e sociali intervenuti nel recente passato e al tempo stesso individuare le prospettive per il futuro e le potenzialità di crescita. In particolare il Rapporto 2016 sviluppa il tema delle generazioni, che si presta a confronti retrospettivi e permette di sviluppare un’ampia riflessione sulle trasformazioni del Paese che l’Istat promuove anche in occasione del 90° anniversario della sua fondazione.
 
 

I grandi temi delle migrazioni a “Sol De Mayo 2016”

Altare - Ha preso il via con un grande consenso di pubblico, anche quest’anno, la rassegna “Sol De Mayo”, manifestazione annuale organizzata ad Altare dal Comitato per il Gemellaggio Altare-San Carlos con il patrocinio del Comune di Altare. La rassegna, che anche per il 2016 si svolgerà al Cinema Roma Vallechiara di Altare, prevede proiezioni cinematografiche e incontri di approfondimento sui temi della memoria, delle migrazioni e dei diritti umani, per conoscere meglio l’Argentina. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione può vantare anche quest’anno il patrocinio ufficiale dell'Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia. “L’edizione 2016 di ‘Sol De Mayo’ è focalizzata, nella sua parte centrale, sul tema delle migrazioni di ieri e di oggi - spiega il Coordinatore del Comitato altarese per i gemellaggi, Alberto Saroldi -. Un anticipo sul tema si è già avuto nella serata del 12 maggio, con la proiezione del film "Italiani all'Opera! Gli italiani in Argentina", del regista Franco Brogi Taviani, fratello di Paolo e Vittorio Taviani, il quale ha al proprio attivo una vasta produzione, di oltre cento documentari. Nel corso della serata, il regista è intervenuto in video collegamento da Roma per introdurre il film, la cui visione è stata seguita con grande interesse e commozione dal pubblico presente”.
L'approfondimento del tema proseguirà, questa settimana, con ben due appuntamenti, sempre al Cinema Roma Vallechiara di Altare. Nella serata di giovedì 19 maggio, alle ore 21, dedicata alle migrazioni degli italiani nel mondo e alle recenti migrazioni in Europa, interverranno il direttore dell'Ufficio Migrantes di Torino Sergio Durando, e il regista Alessandro Ingaria. Sergio Durando presenterà il "Rapporto Italiani nel Mondo 2015", pubblicato dalla Fondazione Migrantes (organismo pastorale della CEI), che è diventato negli ultimi 10 anni un punto di riferimento per studiosi e operatori del settore. L'edizione 2015, con saggi di 53 differenti autori, raccoglie anche una sezione speciale dedicata ai mestieri: in quest'ultima sezione sono raccolti 11 interventi sui mestieri dei migranti italiani di ieri e di oggi, uno dei quali incentrato sulla migrazione dei maestri vetrai di Altare nel mondo. Il regista Alessandro Ingaria, invece, introdurrà il cortometraggio "Return - or never have left", da lui co-diretto insieme con Sandro Bozzolo nel 2013, che verrà proiettato nel corso della serata. Il film, realizzato nell'ambito del progetto “ReTurn–Central Europe”, tratta la percezione del fenomeno migratorio giovanile interno all’Unione Europea, e offre spunti di riflessione sui problemi dei migranti europei (italiani, polacchi, ungheresi, tedeschi).
Nel corso del weekend, e per le serate di sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 maggio, sempre alle ore 21, è invece prevista la proiezione del film "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi. Premiato con l'Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino 2016, il film racconta Lampedusa attraverso la storia di un ragazzino e della sua famiglia, entrando nella quotidianità delle vite di chi abita un luogo che è costantemente in emergenza per gli sbarchi degli immigrati.
 

Card. Bagnasco: “impossibile vivere di programmi e attività”

Città del vaticano - “Il primo modo per vegliare sul popolo che ci è affidato è quello di vigilare su noi stessi, sul nostro stare con Cristo”. Lo ha ricordato questa mattina il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, nell’omelia della Messa celebrata nella Basilica vaticana – nell’ambito dei lavori della 69ª assemblea generale -, festeggiando i 50 anni di ordinazione sacerdotale. “Il nostro stare con Cristo – ha aggiunto Bagnasco – è la condizione per poter stare con il popolo: in fondo al gregge per incoraggiare e sostenere i più deboli, in mezzo per ascoltare e capire le loro vite, davanti per dare l’esempio e la guida. Sappiamo ormai per esperienza che è impossibile vivere di programmi e attività, e che il lavoro generoso è per noi, il frutto è nelle mani di Dio”. Per la “nostra vita”, ha ricordato il cardinale, “c’è bisogno di serenità e di difficoltà, di purificazione e di prova, come anche di tempi di cammino gioioso con il Vangelo. Per questo, se guardiamo ai nostri anni trascorsi, insieme ringraziamo Dio per le ore buie e per quelle felici, per la libertà dell’obbedienza, sapendo che è meglio obbedire a chi si deve, per riuscire a non obbedire a chi non si deve”. Bagnasco ha poi sottolineato l’importanza dell’amore “per Dio e per il prossimo” che “porta con sé anche il carico della pazienza, dell’umiltà, della fiducia, sapendo che sotto i difetti degli uomini e le colorazioni della vita, sotto c’è sempre del buono”.
 

MIUR-UNHCR: un Protocollo su accoglienza e integrazione nella scuola

Roma – sarà firmato domani presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un protocollo d’intesa tra il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e il rappresentante per il Sud Europa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Stephane Jaquemet. Con questo protocollo i firmatari  intendono attivare una collaborazione diretta a promuovere congiuntamente nella scuola i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della solidarietà internazionale. Il documento prevede la realizzazione di attività congiunte fra i due organismi mediante l’elaborazione di specifici progetti. Durante la firma del Protocollo verrà presentato il primo progetto frutto di questa collaborazione: “Viaggi da Imparare”, un sito web interattivo sul fenomeno dei rifugiati in Italia destinato ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
 

L’accoglienza ai migranti riparte dal linguaggio

Roma - Sono complessivamente 1.153 i migranti tratti in salvo in una sola giornata nel canale di Sicilia. Si è trattato di 11 distinte operazioni di soccorso.
In particolare, la nave Borsini, della Marina militare italiana, inserita nel dispositivo Mare Sicuro, ha salvato 223 migranti a bordo di due distinti gommoni. La Dignity 1 di Medici senza frontiere ha soccorso altri tre gommoni, portando in salvo 437 migranti. La nave irlandese Le Roisin, che collabora all’operazione Mare Sicuro, ha salvato 125 persone a bordo di un gommone. Sui restanti gommoni sono intervenute la tedesca Frankfurt, inserita nel dispositivo EunavforMed, che ha salvato 115 persone, e la Aquarius, dell’ong Sos Méditerranée, che ne ha salvate 253.
Intanto, c’è chi cerca di promuovere un altro tipo di accoglienza, non quella logistica della prima assistenza, ma quella a lungo termine sul piano educativo.
Migrazione, accoglienza, asilo sono tra le parole più presenti oggi sui media e nei dibattiti pubblici. Ma troppo spesso questo non significa che ci sia reale comprensione del fenomeno. Da queste considerazioni nasce la campagna di sensibilizzazione della Croce Rossa Italiana e della fondazione per l’enciclopedia Treccani che, partendo da alcuni termini e promuovendo il significato intrinseco e solidale della lingua italiana, prova a rendere le situazioni descritte molto più vicine di quanto siano percepite in generale. L’obiettivo è sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica. (OR)
 

Migranti: suore scalabriniane negli Usa per analizzare nuove e vecchie emergenze

Roma - Ellis Island è una delle tappe che le 15 Suore Missionarie Scalabriniane stanno visitando durante il corso congregazionale di formazione permanente, che si sta svolgendo a Melrose Park e si concluderà il prossimo 24 maggio 2016. L’obiettivo del corso, che sta coinvolgendo le religiose Scalabriniane, è quello di rileggere il fenomeno migratorio attuale alla luce delle intuizioni del fondatore Giovanni Battista Scalabrini. Tra Chicago, Washington e New York sono stati ripercorsi i viaggi della speranza ed è stata concentrata l'attenzione sul ruolo dell'accoglienza che può avere la gestione delle migrazioni di oggi. Suor Myrna Tordillo, scalabriniana che lavora nella Conferenza Episcopale Americana per il settore migranti asiatici, ha organizzato una serie di incontri con senatori americani e la visita alla Casa Bianca. Washington ma anche Ellis Island e il Museo dell'Immigrazione sono stati i centri in cui si è maggiormente concentrata l'attenzione. “Scalabrini ebbe una profonda attenzione nei confronti dell'America, a tal punto che arrivò alla Casa Bianca a incontrare il Presidente Roosevelt”, ha spiegato suor Etra Modica, vicaria generale. Al Congresso le sorelle hanno incontrato lo staff della senatrice Barbara Milkuski del Maryland. Le scalabriniane hanno concentrato l'attenzione sui temi della sanità, della catechesi, della educazione, della cura per i migranti e delle comunità dei lavoratori. In riferimento alle questioni legate alle migrazioni e che sono invece più prettamente legate agli Stati Uniti d'America, hanno concentrato l'attenzione sulla riforma dell'immigrazione (chiedendone una rivisitazione a breve), sull'analisi delle cause della migrazione illegale (puntando alla risoluzione dei conflitti e della povertà) e sulla difesa dei minori non accompagnati che nel Centro America sono in pericolo. “Speriamo che vengano fatti i giusti sforzi per proteggere questi bimbi dalla malavita organizzata – ha aggiunto suor Etra – Bisogna avviare un serio programma di protezione. Come, del resto, è opportuno lavorare contro la detenzione di migranti o di giovani donne con bambini nei centri di detenzione dell'Illinois di Karnes e Dilley, che subiscono il rimpatrio forzato e sono condotti sugli aerei con le manette ai piedi e alle mani, come fossero delinquenti. Una inumana politica che traumatizza. Si possono pensare a soluzioni  alternative ai centri di detenzione, come per esempio le agenzie del servizio sociale”.
 

Brescia: alla festa dei popoli “Fedi in gioco. Cinema e dialogo interreligioso”

Brescia - Anche l’ufficio per il Dialogo interreligioso della diocesi di Brescia, diretto da don Claudio Zanardini, porta il suo contributo alla riflessione generale che la Festa dei popoli 2016 intende proporre all’attenzione generale della Chiesa e della società bresciana, domenica prossima 22 maggio. Accogliere, integrare, concepire la presenza straniera come ricchezza e opportunità comporta anche la conoscenza di religioni diverse da quella cattolica.
È in questa prospettiva che la Festa dei popoli accoglie l’iniziativa “Fedi in gioco. Cinema e dialogo interreligioso”, un percorso dell’Acec e del film festival Religion Today, pensato per stimolare la coscienza critica delle persone e delle comunità a favorire la cultura dell’incontro e della pace. Tre le serata messe in programma. La prima domani sera alle 20.30, presso il cinema Sereno, la proiezione del film iraniano Gold and copper, di Homayoun Assadian, una sorta di appello alla compassione che non contesta la religione ma il dogmatismo con cui talvolta viene praticata. Il secondo appuntamento, è previsto per il 25 maggio alle 20.30 con la proiezione al Nuovo Eden di Magic man è anche inserito nel cartellone del Festival della comunità di Corpus Hominis. Il film israeliano, di Erz Tadmor e Guy Nattiv, sviluppa i temi del rapporto padre-figlio e del contrasto tra credere e non credere. Terzo appuntamento, il 31 maggio alle ore 20.30 al cinema Santa Giulia del Villaggio Prealpino, con il film francese Marie Huertin. I film saranno introdotti da Matteo Asti, docente di cinema all’Università cattolica e da don Claudio Zanardini.
 

Card. Bagnasco: l’impegno della Chiesa Italiana a “non retrocedere” sull’accoglienza

Città del vaticano - La Chiesa italiana non vuole retrocedere sul fronte dell’accoglienza. Lo ha sottolineato questa mattina il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Angelo Bagnasco in apertura dei lavori della seconda giornata dell’Assemblea Generale in corso in Vaticano. “La Chiesa italiana continua ad offrire il suo contributo accogliendo, ad oggi, circa 23.000 migranti – ha detto il porporato - con un aumento di 4.500 persone in questi primi mesi dell’anno”. “Alle comunità parrocchiali e religiose, sostenute dalle Caritas diocesane e dagli Uffici Migrantes va il nostro riconoscente incoraggiamento”, ha detto. Precedentemente il Presidente dei vescovi italiani aveva citato la “storica visita” di Papa Francesco a Lesbo, che “ricorda a tutti che le vie di comunicazione sono sì per le merci, ma innanzitutto per le persone; incoraggia a non rinunciare al sogno europeo nel quale i Padri hanno creduto”.
“Il Sud del mondo – ha quindi evidenziato -  si è messo in marcia sotto la spinta di circostanze difficili o tragiche: è un inarrestabile esodo”. da qui la richiesta di un esame di coscienza all’Europa: “È doveroso chiederci se non sia questo un banco di prova perché l’Europa del diritto, della democrazia e della libertà, culla e sorgente dell’umanesimo, irrorata dalla sorgente perenne del Vangelo, possa riscoprire se stessa”. Per il porporato “essere europeo non significa entrare nel limbo del pensiero unico”: “le leggi e gli accordi sono necessari, ma non fanno lo spirito di un continente: lo presuppongono”. (Raffaele Iaria)
 

Piazze colorate per le Feste dei popoli

Roma - Sono state diverse le piazze italiane  che domenica scorsa si sono riempite di colori diversi con stand, musica, cucina gastronomica etc. di tanti Paesi del mondo. Si tratta delle Feste dei Popoli o delle Genti promosse dalle varie diocesi italiane in occasione della Pentecoste. Iniziative nate ormai da diversi anni con l’obiettivo dell’incontro tra culture, della conoscenza reciproca, dello scambio che diventa occasione di crescita e ricchezza per tutti.
A Roma la festa quest’anno ha compie un quarto di secolo.  L’iniziativa è promossa, tra gli altri, dall’Ufficio Migrantes diocesano.
A presiedere una solenne concelebrazione eucaristica nella basilica di San Giovanni, insieme a circa 100 sacerdoti di diversi paesi del mondo,  è stato il vescovo ausiliare, Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Alla festa anche il vescovo armeno di Aleppo, Boutros Marayati. Una “presenza significativa,  ha spiegato il direttore Migrantes di Roma e Lazio, Mons. Pierpaolo Felicolo, sottolineando come il mondo migrante di Roma ha voluto “abbracciare, attraverso  Mons. Marayati, i fratelli e le sorelle che vivono ad Aleppo e in tutta la Siria sostenendoli in questo tempo di violenza, distruzione e guerra”.
Nella diocesi di Milano è stato il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho ad ospitare l’evento, promosso dall’Ufficio Migrantes sul tema “Genti di Misericordia”,  con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, il card. Angelo Scola. Celebrazioni ed eventi in diverse diocesi: tra queste Trento e Reggio Calabria. Per le avverse condizioni atmosferiche è stata rinviata quella prevista a Lamezia Terme. Nelle prossime domeniche Feste dei Popoli anche a Brescia sul tema “Travolti in festa”, Taranto con il Giubileo dei Migranti e Verona dove l’evento si celebra per la 25ma volta sul tema “Non muri ma ponti”.
“Le feste dei popoli  che la Chiesa in Italia ha promosso nelle diverse diocesi e città – spiega il direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego - costituiscono una esperienza importante  di incontro, di preghiera, di dialogo, di   festa  tra persone e famiglie, comunità  diverse che sono arrivate nelle nostre città e vivono insieme in alcuni luoghi fondamentali: la scuola, il lavoro, l’impresa, la parrocchia, i luoghi del tempo libero”. (Raffaele Iaria)
 

CEI: oggi seconda giornata dei lavori dell’Assemblea generale

Roma – Dopo l’intervento di ieri di Papa Francesco, che ha aperto i lavori della 69ma Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, riprenderanno questa mattina i lavori con una relazione del Presidente della CEI, il card. Angelo Bagnasco. Successivamente i vescovi inizieranno a confrontarsi sul tema principale all’ordine del giorno: il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Tra gli altri argomenti, è prevista la condivisione di alcune linee di gestione in ambito economico, la revisione delle norme sui Tribunali ecclesiastici e una serie di adempimenti di carattere giuridico-amministrativo.