Primo Piano

Foligno: una piazza dedicata ai migranti alle vittime delle migrazioni

Foligno - Il Comune di Foligno, con delibera della Giunta comunale atto 212 seduta del 10 giugno 2016, ha deciso di intitolare una nuova area di circolazione “Piazzetta 3 ottobre” in memoria delle vittime di tutte le migrazioni, nella zona del polo scolastico tra la via “Giorgio Guarrella '' e  la via denominata ''Passaggio Europa''.
La Giunta comunale, come descritto nel comunicato stampa, “ha deciso di accogliere la proposta della Diocesi di Foligno e di dedicare uno spazio in memoria delle vittime di tutte le migrazioni e per la promozione della giornata del 3 ottobre”. Ricorrenza, quest'ultima, istituita recentemente con la legge n° 45 del 21 marzo 2016, che istituisce una giornata nazionale in memoria di tutte le vittime delle migrazioni.
Il 3 ottobre 2013 un’imbarcazione carica di rifugiati in maggioranza eritrei affonda a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. La conta, alla fine è di 368 morti tra bambini, donne e uomini. Dalla strage di Lampedusa a oggi, sono morte altre miglia di persone. Questi numeri – sottolia il direttore Migrantes di Foligno, mons. Filippucci -  rappresentano ormai un bollettino di guerra che rischia di creare nei cittadini e cittadine italiani assuefazione e far pensare che si tratti di tragedie inevitabili.
La Diocesi di Foligno da anni, come sottolinea la nota dell’amministrazione comunale, è impegnata nelle scuole del territorio con il Progetto Cittadini del Mondo“che vuole far prendere coscienza agli studenti del tema dei rifugiati e dell'accoglienza, proprio in questo momento di forti tensioni e di tentativi di chiusura dei confini europei. La giunta ha accolta la richiesta della nuova denominazione in questo punto della città, affinché questo messaggio rivolto soprattutto alle giovani generazioni, possa contribuire a superare quell’indifferenza o peggio la chiusura, che purtroppo sta caratterizzando sempre più i nostri giorni”.
 

Migrantes: una straordinaria operazione umanitaria il recupero della nave affondata con 700 corpi

Roma - In queste ore il governo italiano completa una straordinaria operazione umanitaria nel recupero della nave affondata lo scorso anno nel Mediterraneo con oltre 700 corpi. Un'operazione “meritevole mentre  celebriamo il Giubileo della misericordia, che ricorda il valore dell'opera di misericordia 'seppellire i morti', ed anche perché restituisce i morti alle loro famiglie, in pena per chi, partito, non aveva più dato sue notizie”. Ad affermarlo è oggi la Fondazione Migrantes in una nota dopo che il peschereccio naufragato il 18 aprile 2015, nel Canale di Sicilia, a 100 miglia dalla Sicilia e a 40 dalla Libia, e rimasto a una profondità di 370 metri è stato riportato in superficie per iniziare le operazioni di recupero delle salme dal relitto.
“Finalmente, i corpi di uomini e donne, bambini, giovani potranno trovare – afferma mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes -  una degna sepoltura, nello stesso giorno in cui altre madri  e donne hanno perso la vita nel Mediterraneo. I morti recuperati e i nuovi continui morti nel Mediterraneo chiedono – conclude - che non siano più rimandati i corridoi umanitari, unica soluzione per non avere sulla coscienza le morti di tanti migranti in fuga, uomini e donne come noi”.
 

Migranti: 10 donne morte in un nuovo naufragio

Milano - Ancora un naufragio al largo delle coste italiane e di nuovo il Canale di Sicilia diviene la tomba di coloro che provano ad attraversarlo in cerca di una vita migliore. Questa volta il Mediterraneo si è preso la vita di dieci donne il cui viaggio si è fermato ad appena 20 miglia dalle coste libiche, prima che la Guardia costiera riuscisse a soccorrere il barcone alla deriva.
Secondo quanto si è appreso, la centrale operativa di Roma ha inviato la propria nave Diciotti il cui equipaggio, giunto sul posto, ha trovato il gommone semiaffondato e molti naufraghi in acqua. Sono stati tratti in salvo 107 migranti, tra cui donne e bambini. Poi sono stati recuperati cadaveri delle 10 donne che erano morte in mare.
Il naufragio è avvenuto con condizioni meteorologiche pessime, mare forza 3, vento a 30 nodi e onde alte due metri. Circostanze proibitive ma non abbastanza per fermare l'avida follia degli scafisti. La Nave Diciotti, rimasta in zona alla ricerca di eventuali dispersi, ha poi tratto in salvo altre 117 persone a bordo di un'altra imbarcazione.
 

Ad Augusta relitto della strage del 18 aprile 2015

Palermo - È bastato che quel 'cimitero' affondato venisse sollevato di cinque metri dal fondo del mare per far scrosciare un applauso di liberazione. Nella sala comando della nave Ievoli Ivory la gioia di essere riusciti in un’impresa storica è palpabile. Tra poche ore arriverà il momento peggiore, quello di ispezionare lo stato di conservazione di centinaia di morti, di provare a dare un nome e una provenienza a quelle vittime senza identità, ma prima c’è l’entusiasmo di essere riusciti a recuperare il relitto della tragedia dell’immigrazione più grande di tutti i tempi. È stato riportato in superficie il peschereccio naufragato il 18 aprile 2015, nel Canale di Sicilia, a 100 miglia dalla Sicilia e a 40 dalla Libia, e rimasto a una profondità di 370 metri. Il barcone è stato agganciato tre giorni fa, sollevato dal fondale con il modulo robotizzato e trasportato nella rada di Augusta dove sarà collocato all’interno di una enorme tensostruttura refrigerata. Qui inizieranno le operazioni di recupero delle salme dal relitto. I particolari dell’operazione saranno resi noti questa mattina a Melilli, nel Siracusano.
«Occorre controllare la consistenza strutturale del relitto – spiega l’ispettore Paolo Quattropani del comando provinciale dei pompieri di Siracusa – e lo stato di conservazione dei corpi e allo stesso tempo fare una prima stima numerica delle vittime». Già molti corpi, già dal giugno del 2015, su indicazione della presidenza del Consiglio, sono stati recuperati dalla Marina Militare con una complessa operazione, grazie a veicoli a comando remoto che si sono immersi nelle profondità del Mediterraneo. Da allora sono stati prelevati dal relitto 169 cadaveri. Adesso toccherà a tutti gli altri. Saranno esaminati da esperti sanitari allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network a livello europeo che permetta di risalire all’identità dei corpi attraverso l’incrocio dei dati. (Alessandra Turrisi)
 

Soccorsi, giugno mese record del 2016

Roma -  Giugno da record. Oltre 19mila arrivi in un mese (sono stati 13mila a maggio e 10mila circa ad aprile). Gli sbarchi nel sud Italia viaggiano a una media di circa 1.118 arrivi al giorno. I numeri sono riferiti alla settimana scorsa, dal 20 al 26 giugno. Ma l’ultimo week-end ha anche registrato il picco di salvataggi e soccorsi in mare: oltre 3mila in un giorno.
Secondo i dati forniti dal Viminale e aggiornati alle ore 8 di ieri mattina, sono complessivamente 67.780 i migranti sbarcati sulle coste italiane dal 1° gennaio 2016, mentre nel corrispondente periodo dell’anno 2015 erano 68.119. Non è ancora emergenza nei numeri (anche se l’accoglienza in alcuni comuni italiani è già al collasso) ma è sempre più crisi umanitaria.
Anche ieri infatti sono 1.288 i migranti salvati in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Si tratta di 1.237 persone tratte in salvo nel canale di Sicilia nel corso di 6 distinte operazioni coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia costiera. Soprattutto nordafricani che viaggiavano a bordo di gommoni e barconi. Particolarmente difficoltoso, per il mare molto mosso, il soccorso di un peschereccio alla deriva con a bordo 430 migranti. Altri 807 erano invece a bordo di 3 gommoni e 1 barcone.
Tutti sono stati tratti in salvo e visitati dai medici a bordo delle navi di soccorso. Altre 52 persone in difficoltà sono invece state intercettate nel canale di Otranto su una barca a vela diretta verso la Puglia. Si tratta di migranti somali, afgani e pachistani - tra cui cinque donne e otto minorenni - che avevano lanciato una richiesta telefonica di soccorso.
Tutti in buone condizioni di salute sono stati poi condotti a Otranto. Intanto il governo pensa a una legge per tutelare e sostenere l’accoglienza dei minori non accompagnati.
Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso del question time alla Camera.
Un intervento sulla legge quadro del 2000 sui minori per rivedere il sistema di accoglienza di questa categoria di soggetti vulnerabili e per introdurre misure che sgravino i Comuni dagli oneri di accoglienza. (Daniela Fassini – Avvenire)
 

Migrantes: il video “88 giorni nelle farm australiane” selezionato per diversi Festival in Italia

Roma – Il video-reportage “88 giorni nelle farm australiane”, promosso dalla Fondazione Migrantes e allegato alla ricerca “Giovani Italiani in Australia: un viaggio da temporaneo a permanente” (edizioni Tau), è stato selezionato per la finale di vari Film Festival italiani tra i quali: Pesaro Doc Festival, Capodarco l’Altro Festival (Premio l’Anello Debole), Procida Film Festival, Agrincorto. Ricerca e video sono il frutto di due anni di studio e di analisi: partendo dai dati statistici dell’ultimo decennio che illustrano l’incremento dei recenti flussi migratori dall’Italia all’Australia, gli autori Michele Grigoletti e Silvia Pianelli, insieme al regista Matteo Maffesanti, hanno approfondito la complessità dei fenomeni in atto e, attraverso le storie dei protagonisti, hanno portato alla luce i motivi, i pensieri, i sogni e le paure che caratterizzano i viaggi dall’altra parte del mondo, quando il biglietto è spesso di sola andata. Uno spaccato tra le storie di tantissimi giovani italiani che, dopo aver fatto la valigia, raggiungono l’Australia e ricostruiscono la loro vita senza dimenticare, ogni giorno, gli affetti, i valori, i luoghi e le difficoltà che li hanno accompagnati nel viaggio per la realizzazione di sé.
 

Migrantes Sora: preghiera per i migranti in tutte le parrocchie

Sora - Si è celebrata, lo scorso 21 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato – appuntamento annuale voluto ed ideato dall’Onu – che, da oltre dieci anni, ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di questa particolare categoria di migranti. Con tale evento, l’UNHCR – apposito organo Onu – vuole invitare il pubblico ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che sono costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciandosi alle spalle tutto ciò che era parte della loro vita. E, soprattutto, non dimenticare che dietro ognuno di loro c’è una storia fatta di sofferenze, disagi, umiliazioni. La Migrantes diocesana si Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo - ha proposto, per tutte le comunità parrocchiali diocesane, una veglia di preghiera intitolata “Non abbiate paura!”: tutti siamo chiamati, infatti, a non avere paura di adoperarsi a favore dei fratelli più sofferenti. Bisogna avere la forza di non abituarsi a queste gravi ingiustizie, affinché non diventino una sgradevole consuetudine: basta ai morti in mare, alle famiglie spezzate, ai bambini che subiscono in questo loro migrare prove che – inevitabilmente – li segneranno per tutta la vita. (Luigi Pietroluongo-Migrantes diocesana)
 

Richiedenti asilo al Teatro Argentina

Roma - Per la Cooperativa sociale Auxilium lo spettacolo «Respiro» di Riccardo Vannuccini, realizzato con i rifugiati provenienti dall’Africa del Cara di Castelnuovo di Porto, la cui prima nazionale si terrà al Teatro Argentina oggi, domani e mercoledì, è la conferma che si può fare integrazione vera anche attraverso un percorso che tocca l’animo umano, come il laboratorio teatrale. Auxilium, infatti, da sempre valorizza il laboratorio teatrale in tutte le strutture che gestisce come una forma di integrazione profonda, perché cambia la coscienza di sé all’interno della società. Già lo scorso anno il laboratorio teatrale organizzato all’interno del centro di accoglienza, grazie alla preziosa collaborazione con Artestudio, ha permesso ai ragazzi che lo hanno seguito di vivere da protagonisti il grande successo del loro spettacolo «Sabbia», sempre ideato e diretto da Vannuccini. Un’esperienza che ha segnato profondamente i migranti: non più solo persone in attesa di un documento, ma persone nuove che sentivano di poter fare progetti.
 
 

Ventimiglia, Nizza e Montecarlo: le diocesi esprimono “gratitudine” per l’accoglienza dei migranti

Roma - I vescovi di Ventimiglia, Nizza e Montecarlo esprimono “gratitudine” per il “gesto generoso, coraggioso e pieno di grande umanità” che “mobilita localmente tanta buona volontà”. Il riferimento è al gesto di accoglienza che dal 30 maggio ha portato ad alloggiare nei locali della parrocchia di Sant’Antonio a Ventimiglia tra i 400 e i 500 migranti, per desiderio di monsignor Antonio Suetta, vescovo della città italiana di confine. È un atto che “segue la logica degli appelli di Papa Francesco a non aver paura di accogliere chi, per necessità e disperazione, spesso rischiando la vita, ha lasciato il proprio Paese” scrivono i tre vescovi: “La legislazione europea prevede che la richiesta d’asilo sia presentata nel primo Paese d’arrivo. Ciò implica che il carico dell’accoglienza gravi solo su alcuni Stati e limita fortemente la scelta di persone in fuga da guerre e violazioni dei diritti umani” spiegano i vescovi che riconoscono di non avere “soluzione per tutti i complessi problemi politici causati da queste situazioni di disagio”. E tuttavia lanciano ancora un appello “alla generosità e solidarietà” affinché, nonostante le vacanze, non calino “i doni fatti per i kit in distribuzione” con prodotti d’igiene e di abbigliamento, preparati dalle “Caritas” diocesane, “attori di misericordia” presenti ogni giorno: “questa sia la nostra risposta di fratelli in umanità e di fratelli cristiani”, incoraggiano i vescovi.
 

Savona: ultimi appuntamenti per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Savona - Ultimi appuntamenti nella diocesi di Savona-Noli correlati alla Giornata mondiale del rifugiato, iniziativa internazionale che viene declinata anche sul nostro territorio. A organizzare e promuovere la Giornata realtà diocesane come Caritas, Migrantes e Comunità servizi e non come Progettocittà, Amandla, le Botteghe della solidarietà di Savona e di Varazze, Rete Radié Resch, Find the cure, Nuovo film studio col patrocinio della Provincia di Savona. Si coglie così anche la ricorrenza del 65° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati, approvata dall’Onu nel luglio del 1951, in risposta alle esigenze manifestatesi durante i due conflitti mondiali e non diminuiti nel periodo successivo. Dopo gli appuntamenti delle scorse settimane, domani, martedì 28 giugno, alle 21, nel teatro Rossello di Savona, “Voci dal mondo” a cura del laboratorio di teatro dell’oppresso dello Sprar gestito da Comunità Servizi e dell’analogo laboratorio del liceo “Della Rovere”. Infine sabato 2 luglio alle 9.30 nella sala dei Cappuccini alla Villetta, “Quale accoglienza? Comunità aperte e solidali per un futuro condiviso” incontro con la teologa e suora domenicana Antonietta Potente.
 

La misericordia nella solidarietà: A Berlino l’Incontro dei Segretari generali delle Conferenze episcopali in Europa

La solidarietà quale dimensione concreta della Misericordia sarà al centro del 44° Incontro dei Segretari generali delle Conferenze episcopali in Europa che si svolgerà dal 30 giugno al 3 luglio. Nella quattro giorni di lavoro di Berlino, i segretari generali svilupperanno il tema della solidarietà della Chiesa in Europa a partire da tre perspettive: quella espressa nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti e rifugiati, quella nelle famiglie alla luce di Amoris laetitia e, infine, quella del dinamismo della sinodalità espressa nella solidarietà tra le conferenze episcopali stesse. L’inizio dei lavori, previsto per le ore 16.30 del 30 giugno, saranno aperti dal Segretario generale del CCEE, Mons. Duarte da Cunha, e dal Segretario della Conferenza episcopale tedesca (DBK), P. Hans Langendörfer. Oltre ad uno momento di presentazione della Chiesa in Germania, il pomeriggio sarà dedicato ad una condivisione tra i segretari generali dei temi più importanti e urgenti in esame nelle loro rispettive conferenze episcopali. In serata, i segretari generali incontreranno e celebreranno l'eucaristia con il Presidente della Conferenza episcopale tedesca, il Cardinale Reinhard Marx. Nella mattina di venerdì 1°luglio inizierà l’approfondimento del tema centrale dell’incontro. Si inizierà con il tema della solidarietà nei confronti dei migranti e rifugiati, quella espressa nelle numerose esperienze di accoglienza e d’integrazione promosse dalla Chiesa, ma anche nelle sue implicazioni nei rapporti con gli Stati che sarà sviluppato dal contributo del Ministro federale degli Interni della Repubblica Federale di Germania, Thomas De Maizière. Seguiranno gli interventi del Patriarca di Antiochia dei Siro-Cattolici, Ignazio Giuseppe III Younan, e del delegato del SCEAM-SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar) Mons. Jean-Vincent Ondon, Vescovo d'Oyem (Gabon) che porteranno la testimonianza delle sofferenze e dei bisogni di quanti arrivano in Europa con la speranza di essere accolti. Successivamente, i segretari generali rapporteranno loro stessi esempi concreti legati all’accoglienza e all’integrazione dei rifugiati ponendo l’accento sulle sfide e le prospettive di sviluppo. Nel pomeriggio dello stesso giorno, una sessione di lavoro sarà dedicata alla solidarietà nelle famiglie alla luce dell’esortazione Amoris laetitia. Preceduto da un contributo dell’Arcivescovo di Berlino e Presidente della Commissione per il Matrimonio e la Famiglia della Conferenza episcopale tedesca, Mons. Heiner Koch, i segretari generali riferiranno su come le loro rispettive conferenze episcopali si sono attrezzate per applicare le indicazioni presenti nell’Esortazione di Papa Francesco ed emerse nei lavori sinodali del 2014 e 2015. Successivamente il tema della solidarietà tra le conferenze episcopali in Europa, espressa nel dinamismo della sinodalità ecclesiale, sarà introdotto dal Nunzio Apostolico in Germania, l’arcivescovo Nikola Eterović, già Segretario generale del Sinodo dei Vescovi (2004 – 2013). La discussione del tema proseguirà poi il giorno seguente con gli interventi dei due segretari generali del CCEE e della Comece, i due organismi ecclesiali europei preposti alla promozione della sinodalità tra l’episcopato del continente; e gli interventi di quattro segretari generali che declineranno il tema mostrando come le gioie, le sofferenze e le speranze delle une siano di interesse e di responsabilità anche delle altre conferenze episcopali e come questa solidarietà si sta concretizzando.

 


 
 

Migranti: Gentiloni, ora risposte a cittadini in Consiglio UE

Roma – “La politica comune sull’immigrazione è una delle risposte che i cittadini europei si aspettano da noi. L’Italia si aspetta che al Consiglio europeo si prendano decisioni rilevanti” anche sul migration compact per l’Africa. Lo dice il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al termine della riunione dei ministri degli Esteri a Berlino. (DIRE-SIR)
 

Papa Francesco in Armenia: solo la carità sana la memoria

Roma - «Solo la carità è in grado di sanare la memoria e guarire le ferite del passato: solo l'amore cancella i pregiudizi e permette di riconoscere che l'apertura al fratello purifica e migliora le proprie convinzioni». È questo il messaggio che Papa Francesco lascia all'Armenia, dove si è recato questo fine settimana. Dopo la coraggiosa condanna del «genocidio armeno», pronunciata senza i giri di parole suggeriti dai diplomatici e l'omaggio commovente al Mausoleo che ricorda il sacrificio di un milione di armeni, il pontefice in piazza della Repubblica, cuore politico della capitale Yerevan, ha chiesto ai giovani armeni di «diventare costruttori di pace: non notai dello status quo, ma promotori attivi di una cultura dell'incontro e della riconciliazione. Dio benedica il vostro avvenire e conceda - ha scandito - che si riprenda il cammino di riconciliazione tra il popolo armeno e quello turco, e la pace sorga anche nel Nagorno Karabakh».
 

Card. Betori: “Sogno una Firenze, in cui essere migrante non è delitto

Firenze - “Sogno una Firenze, in cui essere migrante non è delitto  bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. È il “sogno” espresso questa mattina dal card  Giuseppe Betori, nell’omelia pronunciata in occasione della festa di san Giovanni Battista, “festa per la comunità cattolica fiorentina ma anche per la comunità civile della città”. Sogno - ha aggiunto - una Firenze che "si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Sogno una Firenze che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto”. “Sogno - ha concluso - una Firenze che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno una Firenze di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia”.
 

Mci Gran Bretagna: un risultato che lascerà solchi profondi nella storia del Paese

Londra - Il risultato referendario che ieri ha chiamato al volto i cittadini britannici ha prodotto un’ondata di incertezza enorme e i suoi riverberi stanno producendo effetti gravi attimo dopo attimo. Le dimissioni del Primo Ministro David Cameron, l’intervento del Governatore che invita alla calma nonostante la progressiva oscillazione verso il basso della sterlina rispetto al dollaro e i dati negativi in Borsa di tutte le banche Britanniche, l’insoddisfazione della Scozia che annuncia la volontà di un nuovo referendum per uscire dalla Gran Bretagna e rientrare in Europa, sono solo i primi riverberi di un risultato che lascerà solchi profondi nella storia del Paese, dell’Europa e delle politiche internazionali. Se il risultato referendario ha minato il proverbiale aplomb inglese, non poteva lasciare indifferenti le centinaia di migliaia di cittadini italiani residenti nel Regno Unito. Poiché la presenza degli italiani è variegata, variegate sono anche le reazioni: alla seria preoccupazione di chi si trova in Gran Bretagna per motivi economici risponde lo spensierato umorismo dei giovani che su facebook si sono sbizzarriti con post umoristici che, al di là del momento indubbiamente drammatico, lasciano intravvedere la speranza che, al di là del risultato del voto,  chi vive e lavora seriamente in questo Paese, continuerà ad essere accolto e valorizzato come lo è stato sino ad ieri. Come ha affermato Boris Johnson, ex sindaco di Londra e uno dei leader del Brexit, nella sua conferenza stampa: “Noi siamo parte dell’Europa e continueremo ad essere parte della civiltà Europea e nessun cittadino Europeo deve avere paura del risultato ottenuto”. (don Antonio Serra, Delegato Nazionale MCI in Gran Bretagna)
 

Migranti: ieri 5000 le persone soccorse

Roma - Giornata difficilissima sul fronte dei migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Sono state circa quaranta le operazioni coordinate dalla Guardia costiera, secondo quanto riferisce la Centrale operativa, durante le quali sono state tratte in salvo quasi 4.400 migranti.
Ma altri Sos sono partiti dal Mediterraneo su almeno altri due obiettivi: così la stima che formulano a Roma è di circa 5.000 persone in 24 ore.
Recuperato da un gommone, comunicano le stesse fonti, il cadavere di una donna.
In azione navi della Marina militare, che hanno salvato 1.800 persone, ma anche la Diciotti della Capitaneria di porto, e altri mezzi dei dispositivi Mare Sicuro e Eunavfor Med e delle organizzazioni umanitarie come Medici senza frontiere (che ha recuperato oltre 1.300 migranti), Moas e Sos Mediterranee.
Dopo otto giorni di tregua forzata, viene spiegato, i flussi dalla Libia sono ricominciati inarrestabili alla prima "finestra" di tempo utile.
 

Papa: da oggi in visita in Armenia

Roma - E’ partito questa mattina da Roma Fiumicino l’aereo che sta portando Papa Francesco in Armenia per un viaggio che si concluderà domenica. Il volo papale atterrerà verso le 15 locali (le 13 in Italia) all’aeroporto internazionale  “Zvartnots” di Yerevan. Papa Francesco sarà accolto dal Presidente della Repubblica dell’Armenia, Serzh Sargsyan, e dal Patriarca Catholicos di tutti gli Armeni Sua Santità Karekin II.  Saranno  inotre presenti il Patriarca Cattolico di Cilicia Sua Beatitudine  Grégoire Pierre XX Ghabroyan, alcuni vescovi della Chiesa Apostolica Armena e della Chiesa cattolica, autorità dello stato e una rappresentanza di fedeli con un coro di bambini. Due bambini offriranno al Papa il pane e il sale di benvenuto. Dopo l’esecuzione degli inni e la presentazione delle rispettive delegazioni il papa, accompagnato dal Catholicos, si trasferirà in auto alla Sede apostolica di Etchmiadzin per la visita e la preghiera alla Cattedrale.
 

Morire di Speranza: domenica celebrazione a Brescia

Brescia - Gli Uffici Migrantes, per le Missioni e per il Dialogo Interreligioso della diocesi di Brescia, insieme al Movimento dei Focolari, le Acli e la Caritas diocesana, si inseriscono nel quadro della preghiera che si svolge in molte città italiane con la S. Messa in suffragio di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa che verrà celebrata domenica 26 giugno alle 11.45 nella basilica dei Santi Faustino e Giovita.
“Morire di speranza” è il tema della celebrazione, presieduta e presentata da padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio Migrantes.
“Ormai il Mediterraneo è diventato un cimitero. Bisogna prendere atto che ci sono delle persone che – per la fame, per la guerra, per la speranza di migliorare la propria vita – mettono a rischio la propria vita. Trovare una soluzione dignitosa per l’esistenza dei 65 milioni di rifugiati credo sia un atto cristiano meraviglioso, afferma il sacerdote: “vogliamo ricordare tutti quegli angeli-bambini che sono morti in mare: perché non pensare che diventino gli angeli custodi sia di chi viene qui da noi sia di chi li accoglie? E ancora, e forse questa è la domanda fondamentale, perché non si apre il cuore di chi governa tanti Stati? Penso alla sedicente e accogliente Europa. Sono pochi ormai gli Stati che cercano in qualche modo di accogliere: il problema sembra sia solo trovare il modo di respingere chi arriva, cercando di mandarlo nell’orto del vicino, ma ci commuoviamo per l’immagine di un bambino morto su una spiaggia... Di fronte a simili tragedie non possiamo che gridare a Dio il nostro dolore, affinché il cuore degli uomini si apre all’accoglienza, come al rispetto”.
“Preghiamo insieme – conclude p. Toffari - innalziamo insieme un grido che non è più, come avveniva all’inizio, il grido di singole diocesi, ma è il grido della Chiesa italiana”.
 

Mons. Becciu: di speranza non si può morire

Roma - “Ogni viaggio deve poter avere una meta: che sia in Italia o in altri Paesi, questa meta si chiama dignità. Non si può negare la dignità, rifiutare la vita, negare il futuro. Se non saremo capaci di offrire questa possibilità, noi stessi lo perderemo ed esauriremo le riserve di cultura e umanità del nostro continente”.
E’ quanto ha detto mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, in Trastevere, ha presieduto una veglia di preghiera ecumenica in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa, promossa da Fondazione Migrantes, Centro Astalli, Caritas Italiana, Associazione Giovanni XXIII, Acli e comunità di Sant’Egidio. Durante l’omelia mons. Becciu ha  rievocato “i rischi che minacciano tanti esseri umani in cerca di pace e di una vita più dignitosa” e invitato a non “abituarci e rassegnarci alla morte di tante persone” e a “non assistere impotenti all’innalzamento di muri che separano e uccidono la speranza”. Per i cristiani - ha evidenziato mons. Becciu -  il volto del forestiero è “il volto di Cristo affamato, assetato, svestito, ma anche rifugiato, profugo, straniero, senza terra, in fuga dalle guerre, respinto senza compassione, vittima dell’indifferenza o del traffico di esseri umani, inghiottito dalle acque del Mediterraneo o disperato davanti al filo spinato, dopo aver percorso estenuanti tragitti pieni di pericoli”. Da qui anche la richiesta di non dimenticare “lo sguardo innocente dei bambini privati di terra e di futuro” moli dei quali morti durante le traversate: “nel mar Egeo la metà di quanti sono annegati nei primi mesi del 2016 sono bambini. Non possiamo accettare che il Mediterraneo da mare nostrum divenga mare monstrum!”. Mons, Becciu ha quindi confidato che avendo accompagnato Papa Francesco nel suo viaggio all’isola greca di Lesbo, ha “potuto toccare con mano il dolore e la disperazione, le attese e le speranze che i rifugiati nel campo di Moira gli hanno trasmesso, e la commozione stessa del Santo Padre, che alcune settimane dopo, parlando a cinquecento bambini, affermava: “I migranti sono in pericolo, non sono un pericolo’”.
Durante la veglia sono stati ricordati i nomi e le nazionalità dei tanti che hanno perso la vita.
 

Licata: conoscere per operare

Roma -  “Il migrante, come persona e con la sua dignità, sempre al centro” in ogni studio sulla mobilità umana”. E’ quanto ha detto la sociologa Delfina Licata, responsabile dell’Ufficio Studi della Fondazione Migrantes intervenendo al corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” in corso a Roma. 
Parlando dell’attività di ricerca dell’organismo pastorale della Cei Licata ha sottolineato che alla base di ogni attività di ricerca portata avanti c’è il “conoscere per operare”, obiettivo di “tutti gli strumenti di informazione e di ricerca” a partire dai tre Rapporti Istituzionali (Rapporto Immigrazione con Caritas Italiana), Rapporto sulla protezione internazionale (con Caritas Italiana, Anci, Sprar e altre associazioni e organismi) e il rapporto “Italiani nel Mondo”, unico strumento che in Italia approfondisce il tema dell’emigrazione italiana. 
Licata ha quindi evidenziato che oggi nel mondo vivono 4.600.000 italiani che hanno conservato la cittadinanza, il 7,6% della popolazione mentre su stima che oggi nel mondo sono oltre 60-70milioni di oriundi italiani.