Primo Piano
Papa Francesco ai giovani: un cuore misericordioso sa accogliere il profugo e il migrante
Siro Malabaresi: il coordinatore in Italia diventa Visitatore Apostolico in Europa
Mons. Stephen Chirappanath, coordinatore Migrantes per la pastorale dei siro-malamaresi in Italia - è nato il 26 dicembre 1961 a Puthenchira. Dopo gli studi filosofici e teologici presso il St. Thomas Apostolic Seminary, Vadavathoor, ha conseguito il dottorato in teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Parla il malayalam, l’inglese, l’italiano e il tedesco. Dal 2011 è Procuratore dell’Arcivescovo Maggiore a Roma e Coordinatore per i fedeli siro-malabaresi in Italia, uffici che continuerà a svolgere.
Nei recenti decenni, l’emigrazione degli Indiani in occidente è andata crescendo notevolmente. Ormai – informa una nota pubblicata sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede - esistono comunità siro-malabaresi in diversi Paesi d’Europa: Italia, Austria, Danimarca, Francia, Germania e Svizzera, oltre a Irlanda. Il numero dei fedeli varia da 11.125 nell’Italia e 7.768 nell’Irlanda, a soltanto 30 in Danimarca, con un totale di circa 30.000. Ci sono circa 20 centri per la Celebrazione della qurbana in Italia, 16 in Irlanda, 10 in Austria e meno negli altri Paesi, con circa 35 sacerdoti. Il Visitatore Apostolico ha il compito di visitare i fedeli della sua Chiesa residenti in Europa, interagendo con gli Ordinari del luogo ai quali essi sono affidati, riferendo alla Sede Apostolica circa la loro cura pastorale.
MSNA: presentato il rapporto Anci 2016
L’attenzione è stata focalizza sui percorsi di integrazione che riguardano la fase di prima e seconda
accoglienza nonché sui minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo.
Dal Rapporto emerge come sia cresciuto in questi anni l’impegno dei comuni e dell’Anci nella presa in carico dei minori stranieri non accompagnati. Infatti il numero dei minori accolti (in prima e seconda accoglienza) è risultata in costante crescita dal 2011.
Nel 2014, ultimo anno dell’indagine, i Minori stranieri non accompagnati presi in carico sono stati 13mila, di questi sono 9.229 i minori collocati in accoglienza (il 68,2% dei MSNA presi in carico con un incremento del 43,2% sul 2013 e del 51,2% sul 2006).
Il 96% dei giovani presi in carico dai servizi sociali sono maschi (la fascia 16-17 anni è cresciuta, dal 2006, fino all’80% nel 2014). Sempre nel 2014, oltre la metà dei minori (53,8%) proviene da quattro paesi: Egitto (21,5%, Bangladesh (13,2%), Gambia (10%), Albania 9,1%).
Si registra poi un aumento di minori richiedenti protezione internazionale nel decennio, passando dai 251 del 20°6 agli oltre 3000 del 2014 (passando dal 3,2% sul totale dei minori presi in carico dai servizi sociali del 2006 al 23,4% nel 2014.
Nuoro: un Premio agli emigranti
Nuoro intende in questo modo dimostrare affetto e vicinanza ai figli della sua terra che per tante ragioni sono emigrati verso terre lontane senza mai dimenticare la loro città e perciò meritevoli di un riconoscimento speciale per aver saputo tener sempre vivo quel richiamo di appartenenza al loro paese natio e per avervi fatto ritorno, spiega una nota.
Il 1° premio “Runchine d’oro” verrà assegnato al nativo nuorese che rientra dal paese extraeuropeo più distante.
Il 2° premio “Runchine d’argento” verrà assegnato al nativo nuorese che rientra dal paese europeo più lontano. Il 3° premio “Runchine di bronzo” verrà assegnato al nativo nuorese che rientra dalla città italiana più distante.
La commissione giudicatrice sarà formata da un rappresentante del Comune, uno della Pro Loco, un giornalista de L’Unione Sarda, uno de La Nuova Sardegna e uno de L’Ortobene, il settimanale della diocesi . Le domande corredate di copia del biglietto di viaggio e documento d’identità, dovranno pervenire entro il 20 agosto e potranno essere inviate per posta, via email (proloconuorostorica@gmail.com) o consegnate a mano alla Sede della Pro Loco in viale Trieste 88 a Nuoro (telefono 0784/35501). La cerimonia si svolgerà il 29 agosto in cima al Monte Ortobene subito dopo la celebrazione della Santa Messa.
Giovani Italiani in Australia: concluso il workshop sulla migrazione temporanea
Tra le conclusioni della due giorni la necessità di una collaborazione interdisciplinare in materia di immigrazione, nelle aree di diritto e sociologia, tra i vari esperti del settore in particolare nell'analisi della situazione lavorativa dei migranti.
Un esempio di attiva collaborazione è il lavoro svolto da Michele Grigoletti e Peter Mares nel rendere pubblico nei media australiani e italiani il caso di Camilla Pivato.
Michele Grigoletti e Silvia Pianelli, autori della ricerca "Giovani Italiani in Australia, Un viaggio da temporaneo a permanente" edito da Tau Editrice per Fondazione Migrantes, hanno collaborato con Peter Mares, giornalista australiano, autore di "Not Quite Australian: How Temporary Migration Is Changing the Nation" [Non abbastanza australiano: come la migrazione temporanea sta cambiando l'Australia ndr], nel rendere pubblico il caso di Camilla Pivato, una protagonista del documentario "88 giorni nelle farm australiane" prodotto per Fondazione Migrantes, la quale è stata raggirata da un falso agente d'immigrazione. Il caso continua ad essere un esempio di come i migranti temporanei devono essere maggiormente tutelati ed è stato recentemente riportato dal servizio radio australiano "The Law Report".
La platea di studiosi ed esperti ha apprezzato il trailer del reportage "88 giorni nelle farm australiane" che ha dato una voce e un volto umano ai tanti migranti che spesso sono considerati un numero o un semplicemente problema. Il documentario, promosso dalla Fondazione Migrantes, sarà proiettato in Australia al prossimo Italian Film Festival.
Non possiamo rimanere prigionieri delle nostre paure
La misericordia a cui il Papa ha richiamato i giovani in occasione di questa GMG fa riferimento a una delle beatitudini: beati i misericordiosi. Un’opera, dunque. Un mettersi all’opera che ciascuno è chiamato a vivere per poter tirar fuori l’umanità più vera e più bella che ci sia dato di sperimentare.
Nell’incontro e nella fraternità, nella gioia di camminare insieme e nel silenzio della meditazione, i giovani italiani hanno vissuto questa esperienza: un cammino perché possiamo diventare persone capaci di gesti e parole di misericordia. Dopo la celebrazione della Messa (luogo principale della memoria di Gesù misericordioso), abbiamo vissuto un bellissimo momento di festa: segno che nell’incontro e nell’apertura reciproca, troviamo la possibilità fondamentale di vivere la misericordia. I giornalisti mi chiedono se abbiamo paura, se viviamo nella paura che qualcosa possa accadere. Sinceramente no: nessuno di noi si aspetta qualcosa di brutto o salta per aria per un palloncino che scoppia. Questo non ci sta mettendo al riparo dai pericoli, però ci ricorda che non possiamo rimanere prigionieri delle nostre paure. Vivere la vita senza affrontarne i rischi e i pericoli, è come ricevere un bel pacco dono e non scartarlo mai per paura di rovinarlo.
Saranno i sorrisi di questi ragazzi, sarà la loro spontaneità nel salutare e riconoscere la presenza di chiunque li incroci, ma nessuno qui sente di poter essere indifferente per l’altro. Vivere un mondo dove ci si sente accolti e ospitati: questa è la misericordia che ci fa passare da una situazione di ostilità a uno stile di accoglienza e fraternità.
Durante la festa, il Papa ha salutato i giovani italiani e ne ha ascoltato alcune domande. Ha fatto un gesto che – forse – diventerà il segno di questa Gmg: parlando di incontro, ha intrecciato le dita delle mani in un gesto che ricorda la preghiera, ma che in quel momento voleva indicare la gioia dell’incontro.
Un’ultima annotazione: la festa, come sempre, ci ha fatto sentire uniti nel dono di incontrare il saluto del Papa, ma anche nella possibilità di far festa insieme. La musica ha permesso ai ragazzi di scatenarsi e di far esplodere la gioia come solo loro sanno fare. Com’è che gli italiani all’estero sono sempre così uniti e quando sono a casa sono così divisi? Ho una speranza: che non si debba aspettare la fine dei tempi, perché questo rebus possa essere sciolto. Perché erano troppo belli quei ragazzi che rappresentavano il popolo italiano…( Michele Falabretti – Direttore Pastorale Giovanile CEI)
Papa Francesco ai giovani italiani: “costruire ponti umani”
Paura e risposta
Scrivo da Cracovia, sulla scorta delle prime parole di Papa Francesco: invitano a partire dalla propria identità per animare il dialogo, a far prevalere la memoria ‘buona’, a trasformare le difficoltà in opportunità; ad accogliere la vita in ogni suo stadio e in ogni suo volto.
In una città intrecciata dalle lingue del mondo, la Chiesa si fa pellegrina, la mano in quella dei giovani. Con loro pone segni di preghiera, gesti di riconciliazione, pace e festa, cultura dell’incontro. Sono già la risposta di domani, la più profonda, l’unica possibile. (d. Ivan Maffeis)
Onu e Milan in campo per i giovani siriani
La donazione consentirà a questi bambini di frequentare il secondo turno scolastico, un programma realizzato dal Ministero dell’Istruzione Libanese con la collaborazione di UNHCR. Dal 2013 in poi, infatti, a causa dell’incremento costante del numero dei rifugiati siriani in fuga dalla guerra, il sistema scolastico libanese ha raggiunto la saturazione e non ha più avuto le risorse per consentire ai bambini siriani di frequentare le lezioni. Da questa difficoltà è nata l’esigenza di creare un turno pomeridiano per garantire il percorso scolastico a tutti i bambini presenti sul territorio.
La collaborazione tra Fondazione Milan e UNHCR è iniziata nel 2010, come risposta alla grave emergenza umanitaria che aveva colpito il Pakistan in seguito alla terribile alluvione. È poi proseguita su progetti legati all’istruzione e all’integrazione. Nel 2012 Fondazione Milan ha garantito un anno di lezioni in aule nuove e pulite in Libano per profughi siriani, con materiali didattici adeguati e con insegnanti formati. Nel biennio 2014-2015, è stato finanziato il progetto Sports for Peace, grazie al quale, fra le altre cose, oltre 2mila bambini siriani e libanesi hanno avuto la possibilità di praticare diversi sport insieme e, soprattutto, di socializzare.
Gmg: Papa Francesco salutato da un gruppo di rifugiati
Città del Vaticano - E’ previsto intorno alle 16 l’arrivo di Papa Francesco in Polonia. Un viaggio apostolico di cinque giorni in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Il Papa è salito sull’aereo alle 13.54. Il rullaggio è cominciato alle ore 14.03. L’Alitalia A321/4000 tra Roma e Cracovia coprirà 1.089 km in due ore di volo e sorvolerà gli spazi aerei dell’ Italia, la Croazia, la Slovenia, l’Austria, la Slovacchia e la Polonia. Durante il volo, come di consueto, la conferenza stampa con i giornalisti.
Verso le 13.30, davanti alla Casa Santa Marta, al momento di prendere l’automobile per l’aeroporto di Fiumicino, il Pontefice è stato salutato da un gruppo di quindici giovani rifugiati, nove ragazzi e sei ragazze, di diverse nazionalità, giunti da poco in Italia e ancora privi di documenti per recarsi all’estero. I giovani, accompagnati dall’Elemosineria Apostolica, hanno augurato al Papa “un buon viaggio e una felice partecipazione alla GMG, a cui essi non possono partecipare ma a cui si uniscono spiritualmente”. (R.I.)
GMG: i timori dei giovani
GMG: a casa Italia un “paese” in miniatura
Si sa, lontani da casa ci si sente subito più uniti e vicini; ma non basta: l’esercizio di abitare una casa – ci piacerebbe – dovrebbe essere qualcosa che continua anche quando si rientra nei propri spazi di vita quotidiana. I ragazzi si muovono per le strade di Cracovia e non è possibile non sentirli, non vederli. Ma la loro simpatia non sarebbe sufficiente, se non li portasse a comprendere il valore della fraternità. C’è qualcosa di misterioso nei legami che si manifesta in un modo speciale quando si è in viaggio, lontani da casa: i ragazzi si prendono per mano, si guardano negli occhi, cantano, ridono e scherzano; qualcuno, persino, si mette un po’ in disparte e abbozza un discorso più impegnativo. Tutto questo non sarebbe sufficiente se si fermasse lì.
Abbiamo pensato Casa Italia come (appunto) a una casa: uno di quei luoghi che si fa “paese” in miniatura, perché la convivenza è una pratica a cui esercitarsi.
Nel segno della fraternità: unica speranza di poter superare davvero le paure. In questi giorni i giovani stanno offrendo una grande testimonianza di coraggio, perché il loro ritrovarsi sfida le paure degli adulti. Ma apparirebbe solo come il gesto di incoscienza di chi è preso dalle frenesie giovanili, se non ci fosse anche l’esercizio di una convivenza sognata e cercata nel segno della fraternità. Casa Italia è stata pensata come un luogo su cui viene evidenziata una facciata, ma con l’invito ad andare oltre e a cogliere i piccoli segni di un quotidiano faticosamente conquistato.
“Inaspettatamente” (scrivono i ragazzi) si apre un mondo che non si poteva nemmeno sognare.
La speranza è che questo possa accadere davvero, non tanto qui a Cracovia (le condizioni ci sono e probabilmente accadrà), ma soprattutto nel momento in cui i ragazzi torneranno a casa. A ritrovare il proprio Paese e i propri affetti, a scoprire che il mondo li attende da sempre perché la loro presenza possa dire qualcosa di nuovo.
Buona GMG a tutti i ragazzi e alle famiglie che li seguono dall’Italia. È iniziato il loro viaggio. Ancora tutto da scrivere e da raccontare. (don Michele Falabretti – SIR)
Migranti: nasce il progetto “Refugart”
GMG: oggi la festa degli italiani con la partecipazione anche degli acrobati del Cirko Vertigo
I numeri sono imponenti - oltre ai 90mila giovani, con loro ci sono 130 vescovi e altre centinaia di sacerdoti - ma lo spazio è davvero ampio: alle 16.30 nel prato davanti al santuario il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della CEI, presiederà la Messa concelebrata da tutti i vescovi. Dopo la celebrazione, ancora un breve pellegrinaggio verso la collina adiacente, alla Basilica di San Giovanni Paolo II, dove i ragazzi potranno cenare. E arriva anche l' ora della festa, perché la GMG è un pellegrinaggio che ha al centro la preghiera, la riflessione e la crescita spirituale dei ragazzi arrivati da tutte le parti del mondo con le loro domande e le loro speranze, ma è anche una festa , un' occasione per conoscersi e per divertirsi. Ecco il perché di una serata di musica e spettacolo, che sarà eccezionalmente aperta da un collegamento video con Papa Francesco, che dalla residenza in cui alloggerà, la Curia arcivescovile, in centro città, dialogherà con i giovani. L' evento "Live da Cracovia", organizzato dal Servizio nazionale di pastorale giovanile della CEI, sarà condotto da Lodovica Comello e Giuseppe Pinetti. La garanzia è che regalerà grandi emozioni, a partire dalla presenza degli acrobati del Cirko Vertigo, passando per la musica di grandi artisti sempre amati come i Nomadi, Renzo Arbore e l' Orchestra italiana e Simona Molinari. Per finire col ritmo e il coinvolgimento di artisti apprezzati dai giovanissimi come Valerio Jovine, il rapper Moreno e il dj Vincenzo Molino. (Antonella Mariani – Avvenire)
Vescovi Italiani: il dolore e la preghiera per Rouen
Il “dolore” per questo attentato – si legge in una nota - è reso ancora “più forte” proprio dalla distanza rispetto al clima e al significato dell’evento in corso in Polonia: la presenza di 90 mila giovani italiani, provenienti da 179 diocesi e accompagnati da 2292 sacerdoti, è all’insegna dell’incontro, della gioia e della fraternità tra i popoli.
“La notizia proveniente dalla Normandia – scrivono i presuli - viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l’esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire - con una rinnovata testimonianza di fede - una società riconciliata e aperta alla speranza”. (R.I.)
Migrantes: l’assassinio di p. Jacques “non indebolisca la cultura dell’incontro”
Un episodio che "scuote le coscienze di ognuno di noi", evidenzia il direttore dell'organismo pastorale della CEI sottolineando che si tratta di "un nuovo omicidio che colpisce un innocente, come tanti altri nel mondo, che rappresenta - agli occhi del terrorismo - un simbolo della civiltà occidentale. Mentre preghiamo il Signore, ricco di misericordia, per il parroco ucciso e per la persona ferita siamo vicini al vescovo e al presbitero dell' arcidiocesi di Rouen, alla Chiesa di Francia. Dobbiamo - aggiunge - avere il coraggio di mantenere il nostro cuore libero dall'odio, ponendoci di fronte al nuovo martirio in terra europea con la mente rivolta alle parole di Gesù: 'Avete inteso che fu detto: ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano'".
Per Mons. Perego "ogni cedimento alla cultura della vendetta, alla superficiale e pericolosa coniugazione tra terrorismo e islam, tra migrazione e terrorismo, genera paura, odio, conflittualità diffusa e indebolisce la cultura dell'incontro, la civiltà dell'amore, la sola che può dare un futuro all’Europa". (Raffaele Iaria)
Rom: “Summer school” di Sant’Egidio con il sostegno della Migrantes
Samauel calciatore nigeriano fuggito dalle violenze di Boko Haram
Samuel è stato accolto dal centro Baobab di via Cupa a Roma e ora spera "di fare qualcosa di buono", in modo che suo padre possa essere orgoglioso dell'uomo che è diventato.
La sua storia è la terza del progetto #TuNonSaiChiSonoIo di Agi e Next New Media che racconta le persone migranti e le loro storie oltre i numeri e la cronaca degli arrivi in Italia.
I video di #TuNonSaiChiSonoIo pubblicati sul portale Agi.it sono a disposizione di associazioni, istituzioni e altri mezzi di informazione che potranno, seguendo i criteri Creative Commons 3.0 (Non commerciale – Non opere derivate), condividerli od ospitarli sulle proprie piattaforme online, in modo da contribuire nel modo più ampio possibile alla loro diffusione.