Francoforte - Nella tardi serata di lunedì 12 settembre 2016 è deceduto l’ex missionario di Lippstadt p. Mario Sangiorgio, dei Sacerdoti del S. Cuore. I funerali si terranno oggi, 16 settembre alle ore 16,00 al suo paese natio. Sarà presente per la Delegazione p. Pierino Natali, che porterà ai familiari ed all’Istituto le condoglianze delle MCI. Nato il 5 aprile del 1923 a Biassono (Milano), p. Mario era stato ordinato sacerdote il 26 giugno del 1949 a Bologna. Laureato in lettere alla Cattolica di Milano, ha insegnato Lettere per 15 anni nel ginnasio (1953-1967), è stato direttore del Centro Dehoniano e delle Edizioni Dehoniane di Bologna (1967-1971). È venuto in Germania nel 1974: qui ha assunto dal 15 novembre la Missione di Lippstadt, che ha guidato fino al 30 settembre del 1991, quando ha fatto rientro in Italia, dopo aver trovato un successore, l’attuale missionario p. Pierino Natali. I suoi 17 anni di instancabile servizio ai connazionali hanno lasciato un profondo segno nella Comunità di Lippstadt e dintorni, dove il suo ricordo è ancora molto vivo. Uomo di grande attività, ora gli auguriamo – ricordandolo nella preghiera - il vero riposo, nella casa del Padre. (p. Tobia Bassanelli)
Primo Piano
MCI di Mainz: lasciano i tre salesiani italiani
Mainz - Domenica prossima 18 settembre, durante la messa delle 11,30 don Pio, don Silvano e fratel Luciano si congedano dalla Missione Cattolica di Mainz per far rientro in Italia. Lasciano il posto ai confratelli polacchi don Marek e don Zbigniew, che verranno presentati alla Comunità. Scrivono nella lettera con cui annunciano il cambiamento: "Veramente ci dispiace, e non poco, di partire. Gli anni di presenza a Gummersbach e a Mainz non sono stati pochi: 25 per don Silvano, 40 per Luciano, 31 per don Pio. Qui siamo stati bene, in questa Chiesa, in questa Comunità. Siamo stati bene per quello che, con l'aiuto del Signore, si è potuto fare, per la comprensione che ci è stata usata, per le tante belle testimonianze di vita Cristiana. Abbiamo goduto dell’amicizia dei missionari, suore, collaboratrici e collaboratori di Missione. Vi ringraziamo. È stata una vera grazia del Signore aver potuto camminare insieme, solidarizzando nei giorni lieti e tristi, e sempre fidandoci di Lui e confidando nella Sua Misericordia. A noi subentrano due bravi sacerdoti salesiani della Polonia, don Marek e don Zbigniew, ai quali va il nostro vivo grazie per la generosa disponibilità a mettersi a servizio della Comunità italiana”. Grazie – dice il delegato delle MCI in Germania p. Tobia Bassanelli, che “facciamo nostro, e che ampliamo ai tre salesiani in partenza: hanno svolto un prezioso lavoro pastorale non solo a Mainz, ma anche per tutta la Zona Centro. E don Pio, come Delegato Nazionale (2005-2012), per tutte le MCI in Germania e Scandinavia”.
Migrantes Benevento: al via le iscrizioni al corso di lingua araba
Benevento - L’ufficio diocesano Migrantes di Benevento, diretto da don Sergio Rossetti, comunica che sono aperte le iscrizioni al corso base di lingua araba. E’ possibile iscriversi fino a martedì 14 ottobre recandosi all’ufficio Migrantes, presso la Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium” in via San Pasquale n.11, nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e il martedì e giovedì dalle 15 alle 19. Telefono 0824/482781, email migrantes@diocesidibenevento.it. Il corso base avrà inizio il 18 ottobre 2016, terminerà il 14 gennaio 2017 e verterà sulla grammatica base della lingua araba. Due incontri settimanali: il martedì e il giovedì dalle ore 16 alle 18 per un totale di 30 ore complessive. Le lezioni dirette dal docente in lingua madre, Moustafa Ghafir, si svolgeranno presso la Cittadella della Carità.
I gesuiti riflettono sul tema “Migrazione globale e crisi dei rifugiati”
Roma - Questa mattina, presso l'università LUMSA, il direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), p. Thomas H. Smolich SJ, interverrà agli Incontri europei degli ex alunni dei gesuiti, ospitati dalla Confederazione europea degli ex alunni dei gesuiti (ECJA) sotto il patrocinio dell'Unione mondiale degli ex alunni dei gesuiti (WUJA) sul tema "Migrazione globale e crisi dei rifugiati: è tempo di contemplare e agire".
L'intervento di p. Smolich si incentrerà sulla risposta data dai gesuiti al fenomeno della migrazione e su quanto il Servizio dei gesuiti per i rifugiati sta facendo per venire incontro alle loro necessità. Nel contesto della sua riflessione sui tre pilastri della missione del JRS – accompagnare, servire e difendere – il Direttore internazionale fornirà una serie di informazioni che aiuteranno i partecipanti a comprendere nel loro complesso e in una chiave religiosa quali sono le complessità implicate nella migrazione .
Da ieri gli ex alunni europei dei gesuiti hanno iniziato il loro convegno con tre giorni di incontri ricchi di iniziative, laboratori e dibattiti volti ad analizzare in quale modo possano, in quanto europei e cristiani, prendere parte attiva nel risolvere le molte sfide che si pongono all'Europa a fronte dell'attuale flusso in entrata di rifugiati.
Per raccogliere informazioni approfondite e punti di vista pluralistici sull'argomento, Ilham Allah Ferrero, segretario generale della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Chiara Peri, responsabile dell'advocacy presso il Centro Astalli (JRS Italia), e Jill Drzewiecki, coordinatrice dello sviluppo della campagna Mercy in Motion (Ufficio internazionale del JRS) affronteranno oggi argomenti riguardanti integrazione e identità culturali, oltre a questioni di carattere sociale, economico e religioso in una prospettiva olistica.
Queste giornate di incontri europei promettono di costituire una serie di momenti in cui gli ex studenti dei gesuiti acquisiranno un bagaglio spirituale e intellettuale in grado di aprire loro anima e mente; un bagaglio che, una volta rientrati a casa, gli sarà di guida e ispirazione per vivere una vita di veri seguaci di Ignazio, si legge in una nota.
L'intervento di p. Smolich si incentrerà sulla risposta data dai gesuiti al fenomeno della migrazione e su quanto il Servizio dei gesuiti per i rifugiati sta facendo per venire incontro alle loro necessità. Nel contesto della sua riflessione sui tre pilastri della missione del JRS – accompagnare, servire e difendere – il Direttore internazionale fornirà una serie di informazioni che aiuteranno i partecipanti a comprendere nel loro complesso e in una chiave religiosa quali sono le complessità implicate nella migrazione .
Da ieri gli ex alunni europei dei gesuiti hanno iniziato il loro convegno con tre giorni di incontri ricchi di iniziative, laboratori e dibattiti volti ad analizzare in quale modo possano, in quanto europei e cristiani, prendere parte attiva nel risolvere le molte sfide che si pongono all'Europa a fronte dell'attuale flusso in entrata di rifugiati.
Per raccogliere informazioni approfondite e punti di vista pluralistici sull'argomento, Ilham Allah Ferrero, segretario generale della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Chiara Peri, responsabile dell'advocacy presso il Centro Astalli (JRS Italia), e Jill Drzewiecki, coordinatrice dello sviluppo della campagna Mercy in Motion (Ufficio internazionale del JRS) affronteranno oggi argomenti riguardanti integrazione e identità culturali, oltre a questioni di carattere sociale, economico e religioso in una prospettiva olistica.
Queste giornate di incontri europei promettono di costituire una serie di momenti in cui gli ex studenti dei gesuiti acquisiranno un bagaglio spirituale e intellettuale in grado di aprire loro anima e mente; un bagaglio che, una volta rientrati a casa, gli sarà di guida e ispirazione per vivere una vita di veri seguaci di Ignazio, si legge in una nota.
Marsiglia e i suoi mille volti
Marsiglia - Roma, una città che trabocca di meraviglie e di splendore. È in mezzo alle sue vestigia che il gruppo di pellegrini dell’Ensemble pastoral de la Belle de Mai di Marsiglia, composto da una decina di nazionalità differenti (capoverdiani, portoghesi, gabonesi, camerunesi, italiani, francesi…) ha vissuto cinque giorni ai primi di settembre. Una cinquantina di pellegrini condotti da padre Renato Zilio: altrettanti volti, orizzonti e sorrisi differenti, simbolo delle diversità della nostra città. Della Chiesa diocesana, in particolare. Una bandiera gigante color arancione di 5 metri ci accompagna ovunque : « Marsiglia e i suoi mille volti ». Dappertutto, effetto sorpresa: «Ma che cos’è questa bella manifestazione ?! »
Un pellegrinaggio interculturale, ricco in colori. Aperto dalla celebrazione della messa domenicale, ripresa da TV2000, alla parrocchia del SS.mo Redentore di Valmelaina, un quartiere povero della capitale e animata dal nostro gruppo corale. Si è voluto condividere con il popolo di qui, la bellezza della lode a Dio in francese, in portoghese e in creolo. Questa comunione attorno alla stessa fede ha invogliato ognuno a cantare insieme i ritornelli, mentre allo stesso ritmo batteva le mani l’intera assemblea. È stato come accendere una miccia… per un’esplosione di festa. « Mai avuto una messa così viva ! » ripeteva alla fine Luisa, con gli occhi ancora umidi di emozione. Un pasto fraterno alle lasagne e al vino bianco dei colli era servito poi da un simpatico plotone di volontari e dal parroco, P. Zaupa. Così, iniziava un pellegrinaggio di stranieri, diventati d’incanto in una parrocchia scalabriniana dei fratelli!
Ogni angolo di questa città possiede una storia che attraversa i tempi, nonostante l’urbanizzazione. É questa storia che i nostri pellegrini scoprono con occhi di bambini. Dal Pantheon alla basilica Santa Maria Maggiore, dalle Catacombe ai Battisteri… ognuno oltrepassa questi muri, li osserva, li annusa, li tocca. Contemplazione, meraviglia, emozione. Al passaggio della porta santa nelle quattro Basiliche maggiori, un canto diventa l’inno del nostro pellegrinaggio. Dolce, processionale, meditativo. « Senhor, quem entrarà no santuario p’ra te louvar …» (Signore chi entrerà nel tuo santuario per poterti lodare…). Nel silenzio generale, una folla impressionante gira gli occhi verso di noi, il gruppo di Marsiglia, come trasportato dal canto. Mais c’est Marseille, originale comme toujours!
L’ultimo pasto è la nostra ultima cena. Malinconica, composta. Consumata in un ristorante tipico romano in Borgo Pio, da Marcello. Menù ricco, fatto di specialità italiane e romane. Ma la più bella è una sorpresa. Ed è l’irruzione ad un certo punto di musicisti di strada – emigranti come noi, dei rumeni – veri artisti del violino, della fisarmonica e della chitarra. Con loro si fa il giro del mondo in canzoni e motivi, italiani o latinoamericani, inglesi o napoletani… Il clima si incendia. Libertà, gioia, fraternità salgono alle stelle. ‘Oh happy day » cantato alla fine tutti attorno a Roberto, il serio padrone di casa, lo fa sciogliere in lacrime. Indimenticabile Marsiglia, in un solo corpo, in una sola anima, in una sola voce. Sì, Marseille e ses mille talents.
La lode al Signore è cantata dappertutto a tutta voce in città, lungo le strade, sulle piazze, nella metro, dietro alla nostra bandiera arancio-marsigliese. Sentita con ancor più forza e interiorità quando si sale in ginocchio la famosa Scala santa. Sono i gradini del Cristo, condotto in alto di fronte a Ponzio Pilato. Ogni gradino un sospiro, ogni sospiro una preghiera, ogni preghiera una speranza. La speranza di un domani migliore. Speranza che la visita ai musei Vaticani rende ancora più vibrante. Soprattutto contemplando la Cappella Sistina, un immenso affresco che racconta tutta la Bibbia e la creazione. Grandioso respiro cosmico : fa restare ognuno con il naso in sù per un’eternità ! Al centro del giudizio universale : l’Uomo. « Ero io il povero, il malato, l’emigrato… e tu mi hai accolto ». Rivelazione finale folgorante. Qui in questa Cappella, infatti, nasce il nuovo Papa… per una umanità nuova. Più fraterna e cristiana.
All’uscita, sulla piazza, i nostri pellegrini insieme ad altri 20.000, sono benedetti da Papa Francesco in udienza generale. Una benedizione è come una promessa. Quella di dare frutti ritornando nella nostra Marsiglia. « Siate segni e strumenti di misericordia» insiste il papa in tutte le lingue. Ognuno è chiamato così a mostrare il volto di Dio, anzi il suo cuore stesso. La misericordia. Questo, nel nostro povero quartiere del 3ème arrondissement, un quartiere marsigliese interamente musulmano.
Quattordici lunghe ore di bus ci attendono, infine, sulla via di ritorno. Una lunga processione di canti e di testimonianze, in verità. Ognuno interviene con il suo tocco. La sua pennellata personale. Ed è un affresco ancora più bello di quello della Capella Sistina. « Tout était magique, tout était mystique ! » rimpiange Madeleine della Martinica. (Peter Stephen ASSAGHLE)
Un pellegrinaggio interculturale, ricco in colori. Aperto dalla celebrazione della messa domenicale, ripresa da TV2000, alla parrocchia del SS.mo Redentore di Valmelaina, un quartiere povero della capitale e animata dal nostro gruppo corale. Si è voluto condividere con il popolo di qui, la bellezza della lode a Dio in francese, in portoghese e in creolo. Questa comunione attorno alla stessa fede ha invogliato ognuno a cantare insieme i ritornelli, mentre allo stesso ritmo batteva le mani l’intera assemblea. È stato come accendere una miccia… per un’esplosione di festa. « Mai avuto una messa così viva ! » ripeteva alla fine Luisa, con gli occhi ancora umidi di emozione. Un pasto fraterno alle lasagne e al vino bianco dei colli era servito poi da un simpatico plotone di volontari e dal parroco, P. Zaupa. Così, iniziava un pellegrinaggio di stranieri, diventati d’incanto in una parrocchia scalabriniana dei fratelli!
Ogni angolo di questa città possiede una storia che attraversa i tempi, nonostante l’urbanizzazione. É questa storia che i nostri pellegrini scoprono con occhi di bambini. Dal Pantheon alla basilica Santa Maria Maggiore, dalle Catacombe ai Battisteri… ognuno oltrepassa questi muri, li osserva, li annusa, li tocca. Contemplazione, meraviglia, emozione. Al passaggio della porta santa nelle quattro Basiliche maggiori, un canto diventa l’inno del nostro pellegrinaggio. Dolce, processionale, meditativo. « Senhor, quem entrarà no santuario p’ra te louvar …» (Signore chi entrerà nel tuo santuario per poterti lodare…). Nel silenzio generale, una folla impressionante gira gli occhi verso di noi, il gruppo di Marsiglia, come trasportato dal canto. Mais c’est Marseille, originale comme toujours!
L’ultimo pasto è la nostra ultima cena. Malinconica, composta. Consumata in un ristorante tipico romano in Borgo Pio, da Marcello. Menù ricco, fatto di specialità italiane e romane. Ma la più bella è una sorpresa. Ed è l’irruzione ad un certo punto di musicisti di strada – emigranti come noi, dei rumeni – veri artisti del violino, della fisarmonica e della chitarra. Con loro si fa il giro del mondo in canzoni e motivi, italiani o latinoamericani, inglesi o napoletani… Il clima si incendia. Libertà, gioia, fraternità salgono alle stelle. ‘Oh happy day » cantato alla fine tutti attorno a Roberto, il serio padrone di casa, lo fa sciogliere in lacrime. Indimenticabile Marsiglia, in un solo corpo, in una sola anima, in una sola voce. Sì, Marseille e ses mille talents.
La lode al Signore è cantata dappertutto a tutta voce in città, lungo le strade, sulle piazze, nella metro, dietro alla nostra bandiera arancio-marsigliese. Sentita con ancor più forza e interiorità quando si sale in ginocchio la famosa Scala santa. Sono i gradini del Cristo, condotto in alto di fronte a Ponzio Pilato. Ogni gradino un sospiro, ogni sospiro una preghiera, ogni preghiera una speranza. La speranza di un domani migliore. Speranza che la visita ai musei Vaticani rende ancora più vibrante. Soprattutto contemplando la Cappella Sistina, un immenso affresco che racconta tutta la Bibbia e la creazione. Grandioso respiro cosmico : fa restare ognuno con il naso in sù per un’eternità ! Al centro del giudizio universale : l’Uomo. « Ero io il povero, il malato, l’emigrato… e tu mi hai accolto ». Rivelazione finale folgorante. Qui in questa Cappella, infatti, nasce il nuovo Papa… per una umanità nuova. Più fraterna e cristiana.
All’uscita, sulla piazza, i nostri pellegrini insieme ad altri 20.000, sono benedetti da Papa Francesco in udienza generale. Una benedizione è come una promessa. Quella di dare frutti ritornando nella nostra Marsiglia. « Siate segni e strumenti di misericordia» insiste il papa in tutte le lingue. Ognuno è chiamato così a mostrare il volto di Dio, anzi il suo cuore stesso. La misericordia. Questo, nel nostro povero quartiere del 3ème arrondissement, un quartiere marsigliese interamente musulmano.
Quattordici lunghe ore di bus ci attendono, infine, sulla via di ritorno. Una lunga processione di canti e di testimonianze, in verità. Ognuno interviene con il suo tocco. La sua pennellata personale. Ed è un affresco ancora più bello di quello della Capella Sistina. « Tout était magique, tout était mystique ! » rimpiange Madeleine della Martinica. (Peter Stephen ASSAGHLE)
Migranti: ieri 750 persone soccorse
Roma - Sono ormai le ultime settimane prima dell’autunno per affrontare la lunga e pericolosa traversata e gli scafisti che partono dalle coste della Libia lo sanno. Negli ultimi due giorni oltre 1.500 migranti sono stati soccorsi nel canale di Sicilia. Solo ieri 750 in sei distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera a Roma, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I migranti si trovavano a bordo di 1 barchino e 5 gommoni, due dei quali completamente alla deriva poiché senza motori. Alle operazioni hanno preso parte due unità della Guardia costiera, la Nave Borsini della Marina militare italiana, la Nave Topaz Responder della Ong Moas e quella militare inglese Enterprise, operante sotto il dispositivo Eunavformed. Quest’ultima ha recuperato anche un corpo senza vita.
Intanto Frontex conferma il numero totale degli arrivi nel solo mese di agosto: 23 mila i migranti sbarcati in Italia. Un dato simile a quello di un anno fa. Il nostro Paese, sottolinea l’agenzia europea, resta così sottoposto a “una pressione migratoria stabile”. La Libia resta il principale Paese di partenza. Per quanto riguarda le nazionalità, inoltre, informa l’agenzia, i migranti che arrivano in Italia sono soprattutto nigeriani, seguiti da eritrei e bengalesi. Il numero totale dei migranti arrivati sulla rotta del Mediterraneo centrale nei primi otto mesi di quest’anno ha raggiunto quota 117.900, anche in questo caso il dato è vicino a quello dello stesso periodo del 2015. E, anche se la Grecia registra arrivi ben al di sotto dei livelli record del 2015 (sull’anno un calo del 97%), il mese di agosto ha visto tuttavia un “aumento sensibile” degli sbarchi dalla firma dell’accordo Ue-Turchia.
Intanto Frontex conferma il numero totale degli arrivi nel solo mese di agosto: 23 mila i migranti sbarcati in Italia. Un dato simile a quello di un anno fa. Il nostro Paese, sottolinea l’agenzia europea, resta così sottoposto a “una pressione migratoria stabile”. La Libia resta il principale Paese di partenza. Per quanto riguarda le nazionalità, inoltre, informa l’agenzia, i migranti che arrivano in Italia sono soprattutto nigeriani, seguiti da eritrei e bengalesi. Il numero totale dei migranti arrivati sulla rotta del Mediterraneo centrale nei primi otto mesi di quest’anno ha raggiunto quota 117.900, anche in questo caso il dato è vicino a quello dello stesso periodo del 2015. E, anche se la Grecia registra arrivi ben al di sotto dei livelli record del 2015 (sull’anno un calo del 97%), il mese di agosto ha visto tuttavia un “aumento sensibile” degli sbarchi dalla firma dell’accordo Ue-Turchia.
Card. Bagnasco al Congresso Eucaristico: anche in questo tempo angosciato Dio non è lontano
Genova - Il card. Angelo Bagnasco ha aperto ieri sera a Genova il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. “Intendiamo annunciare che Dio non è lontano - ha detto nell'omelia della Messa di apertura - che nessuno è orfano in questo angosciato tempo, che non siamo vagabondi senza meta, che la solitudine non è il nostro destino, che l’ingiustizia non è l’ultima parola, perché tutti abbiamo una casa che ci aspetta. Questa casa, più che un luogo, è un cuore, il cuore di Cristo. L’Eucaristia è il sacramento di questo cuore umano e divino”.
La messa si è svolta nella centralissima piazza Matteotti, presenti le delegazioni provenienti da tutte le diocesi italiane e migliaia di fedeli. Così, con le sue parole l'arcivescovo di Genova e presidente della CEI, ha dato voce a una Chiesa che, dall’incontro con Gesù, si fa messaggera di luce e di speranza per tutto il Paese. “Vorremmo che l'Italia si accorgesse - ha aggiunto il porporato - che sta accadendo qualcosa nel suo grembo, qualcosa di vero e di bello che la riguarda da vicino”. È una Chiesa, ha proseguito Bagnasco, che si riunisce per “ritrovare una serena ansia apostolica, così da dire ovunque che Gesù è il Signore, senza preferenza di persone e senza equilibrismi di inutile prudenza”; una Chiesa dal “tratto largo e abbondante del braccio, e soprattutto del cuore”; una Chiesa che vive di quella carità che “non ha muscoli da esibire, ma piccole anfore da portare, anfore comunque capaci di dissetare la sete dei poveri nel corpo e nello spirito”. Il Presidente della CEI, che il Papa ha nominato suo inviato speciale per questo Congresso, ha rivolto anche un pensiero al Pontefice. Pur non fisicamente presente, “egli è con noi - ha sottolineato - con quell'affetto caldo e paterno che tutto il mondo conosce e ricambia. A lui rinnoviamo il nostro affetto filiale e la nostra pronta gratitudine”. Il cardinale si è soffermato quindi sui tratti di una Chiesa eucaristica. “Non un'organizzazione, ma il Corpo di Cristo”. Una Chiesa che dunque annuncia il Vangelo, perché sa vivere in Cristo, ciò che cambia l'orizzonte. Perciò, ha spiegato, “ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia - santa invidia - ad altri che sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni”. Quello che suscita tutto questo è l'Eucaristia. “Lontani da questa fonte, la buona volontà si prosciuga, la perseveranza si allenta, l'entusiasmo degli inizi perde smalto, le delusioni e la stanchezza hanno il sopravvento”.
Invece l'Eucaristia, “è l'acqua sorgiva che suscita l'annuncio del Vangelo, perché il mondo sia redento e si sveli a tutti il segreto della gioia”. “Negarci alla missione e alla carità significherebbe tradire l'Eucaristia stessa”. Non è mancato, infine, nell'omelia di Bagnasco, un riferimento ai terremotati del Centro Italia e il ricordo della colletta nazionale di domenica prossima in tutte le Chiese. “Un segno di solidale condivisione - ha concluso il presidente della CEI - che si aggiunge alla preghiera per quanti sono stati duramente colpiti dal sisma”.
La messa si è svolta nella centralissima piazza Matteotti, presenti le delegazioni provenienti da tutte le diocesi italiane e migliaia di fedeli. Così, con le sue parole l'arcivescovo di Genova e presidente della CEI, ha dato voce a una Chiesa che, dall’incontro con Gesù, si fa messaggera di luce e di speranza per tutto il Paese. “Vorremmo che l'Italia si accorgesse - ha aggiunto il porporato - che sta accadendo qualcosa nel suo grembo, qualcosa di vero e di bello che la riguarda da vicino”. È una Chiesa, ha proseguito Bagnasco, che si riunisce per “ritrovare una serena ansia apostolica, così da dire ovunque che Gesù è il Signore, senza preferenza di persone e senza equilibrismi di inutile prudenza”; una Chiesa dal “tratto largo e abbondante del braccio, e soprattutto del cuore”; una Chiesa che vive di quella carità che “non ha muscoli da esibire, ma piccole anfore da portare, anfore comunque capaci di dissetare la sete dei poveri nel corpo e nello spirito”. Il Presidente della CEI, che il Papa ha nominato suo inviato speciale per questo Congresso, ha rivolto anche un pensiero al Pontefice. Pur non fisicamente presente, “egli è con noi - ha sottolineato - con quell'affetto caldo e paterno che tutto il mondo conosce e ricambia. A lui rinnoviamo il nostro affetto filiale e la nostra pronta gratitudine”. Il cardinale si è soffermato quindi sui tratti di una Chiesa eucaristica. “Non un'organizzazione, ma il Corpo di Cristo”. Una Chiesa che dunque annuncia il Vangelo, perché sa vivere in Cristo, ciò che cambia l'orizzonte. Perciò, ha spiegato, “ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia - santa invidia - ad altri che sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni”. Quello che suscita tutto questo è l'Eucaristia. “Lontani da questa fonte, la buona volontà si prosciuga, la perseveranza si allenta, l'entusiasmo degli inizi perde smalto, le delusioni e la stanchezza hanno il sopravvento”.
Invece l'Eucaristia, “è l'acqua sorgiva che suscita l'annuncio del Vangelo, perché il mondo sia redento e si sveli a tutti il segreto della gioia”. “Negarci alla missione e alla carità significherebbe tradire l'Eucaristia stessa”. Non è mancato, infine, nell'omelia di Bagnasco, un riferimento ai terremotati del Centro Italia e il ricordo della colletta nazionale di domenica prossima in tutte le Chiese. “Un segno di solidale condivisione - ha concluso il presidente della CEI - che si aggiunge alla preghiera per quanti sono stati duramente colpiti dal sisma”.
Papa Francesco: il nuovo Motu Proprio sulla celebrazione dei sacramenti
Città del Vaticano - Papa Francesco ha promulgato il Motu Proprio, intitolato "De Concordia inter codices" che di fatto obbliga i parroci di rito latino a celebrare le nozze e amministrare i battesimi richiesti da fedeli orientali o ortodossi immigrati nei loro territori, previa autorizzazione del vescovo diocesano. “La mobilità della popolazione ha determinato – si legge nel testo del documento diffuso ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede - la presenza di un notevole numero di fedeli orientali in territori latini” e “questa nuova situazione genera molteplici questioni pastorali e giuridiche, le quali richiedono di essere risolte con norme appropriate”. Il Papa si è “ reso conto di alcuni punti non in perfetta armonia tra le norme del Codice di Diritto Canonico e quelle del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali” che “possiedono, da una parte, norme comuni, e, dall’altra, peculiarità proprie, che li rendono vicendevolmente autonomi. È tuttavia necessario che anche nelle norme peculiari vi sia sufficiente concordanza. Infatti – spiega Francesco le discrepanze inciderebbero negativamente sulla prassi pastorale, specialmente nei casi in cui devono essere regolati rapporti tra soggetti appartenenti rispettivamente alla Chiesa latina e a una Chiesa orientale”. Nella Lettera apostolica il pontefice riafferma il criterio dell’appartenenza del bambino alla Chiesa sui iuris del genitore cattolico e introduce l’obbligo di indicare la Chiesa di appartenenza nel registro parrocchiale dei battesimi. Per quanto riguarda, invece, l’eventuale passaggio ad altra Chiesa sui iuris, si stabilisce che, salvo dispensa specifica, venga fatto in questi casi un atto formale di passaggio davanti all’autorità competente e che il suddetto cambiamento venga annotato anche nel libro dei registri di battesimo. (R. Iaria)
CEI: da oggi il Congresso eucaristico nazionale
Genova – Inizia stasera, con una solenne celebrazione eucaristica in Piazza Matteotti, presieduta dal Card. Angelo Bagnasco, il 26° Congresso eucaristico nazionale (Cen) anticipata dal suono delle campane di tutte le parrocchie della città e della diocesi. Al termine della celebrazione i concelebranti porteranno in processione il Santissimo Sacramento nella Cattedrale di Genova.
MCI in Germania: Hannover ha festeggiato 60 anni
Hannover - Le celebrazioni del 60° di fondazione della Missione Cattolica Italiana di Hannover sono iniziate venerdì 9 settembre 2016, alle 18,30, nella chiesa St. Maria, con la proiezione fotografica della storia della Comunità, accompagnata dalla musica e dai canti dal Coro della Missione. Sono continuate sabato alle 16,00, prima con la festa delle famiglie e poi alle 20,00 con quella dei giovani, nei locali della MCI.
Il cuore delle celebrazioni è stata la concelebrazione eucaristica di domenica 11 (alle ore 16,00, nella Chiesa St. Maria), presieduta dal Delegato nazionale. Padre Tobia Bassanelli, che ha ringraziato in particolare tutti i Missionari (ben 15 con l'attuale Fra Anto Rados) ed i tanti volontari che hanno collaborato nel passato e che continuano a garantire nel presente la vita della Missione, sottolineando come ogni parrocchia è sempre il frutto di tante persone che investono parte del loro tempo a servizio degli altri. Dopo la Messa ha avuto luogo nella sala del Centro Internazionale la festa della Comunità.
Il cuore delle celebrazioni è stata la concelebrazione eucaristica di domenica 11 (alle ore 16,00, nella Chiesa St. Maria), presieduta dal Delegato nazionale. Padre Tobia Bassanelli, che ha ringraziato in particolare tutti i Missionari (ben 15 con l'attuale Fra Anto Rados) ed i tanti volontari che hanno collaborato nel passato e che continuano a garantire nel presente la vita della Missione, sottolineando come ogni parrocchia è sempre il frutto di tante persone che investono parte del loro tempo a servizio degli altri. Dopo la Messa ha avuto luogo nella sala del Centro Internazionale la festa della Comunità.
“Fammi vedere”: concorso di cortometraggi sul diritto d’asilo
Roma - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) promuove per il 2016 la terza edizione del concorso Fammi vedere per cortometraggi sul diritto d’asilo della durata massima di due minuti. Il bando pubblicato sul sito del CIR (www.cir-onlus.org) è rivolto a tutti coloro che intendono raccontare, con il linguaggio cinematografico e il proprio originale punto di vista, il mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. I cortometraggi, della durata massima di 120 secondi, dovranno essere inviati entro il 15 ottobre 2016.
“Siamo convinti che in un momento in cui si parla tanto, ma anche in modo convulso, di immigrazione e rifugiati, uno sguardo sensibile che riesca a raccontare storie, creare suggestioni e parlare di incontro, necessità e accoglienza, sia la chiave essenziale per una comunicazione che getti i presupposti per una vera integrazione. Per questo motivo promuoviamo un concorso che ha l’ambizione di guardare a questo tema con occhi e poetiche innovative” dichiara Roberto Zaccaria Presidente del CIR.
“Siamo convinti che in un momento in cui si parla tanto, ma anche in modo convulso, di immigrazione e rifugiati, uno sguardo sensibile che riesca a raccontare storie, creare suggestioni e parlare di incontro, necessità e accoglienza, sia la chiave essenziale per una comunicazione che getti i presupposti per una vera integrazione. Per questo motivo promuoviamo un concorso che ha l’ambizione di guardare a questo tema con occhi e poetiche innovative” dichiara Roberto Zaccaria Presidente del CIR.
Vicenza: da domani il convegno su Migrazioni, nazionalismi e futuro dell’Europa
Vicenza – Si svolgerà domani e sabato a Vicenza il 49mo convegno sui temi internazionali promosso dall’Istituto “Nicolò Rezzara” sul tema “Migrazioni, nazionalismi e futuro dell’Europa”. “Nessun luogo della Terra è estraneo al fenomeno delle migrazioni, che sono un processo epocale che ha coinvolto e coinvolge massicciamente diverse aree geografiche. Di fronte ad esso – si legge in una nota di presentazione - non mancano interrogativi, pur ricordando che la storia dell’uomo si è sviluppata sulle migrazioni di popolazioni da un luogo all’altro. Pertanto, quanto sta accadendo, non è altro che l’evoluzione del percorso umano, che sicuramente sfida i valori stessi di libertà ed umanità propugnati in Europa”. I migranti “mostrano la parte più debole e più forte dell’umanità: se, da una parte, sperimentano violenze, paure, solitudine e pregiudizi, dall’altro dimostrano come l’uomo possa superare tutti questi rischi, a partire dalle esperienze estreme presenti nei viaggi che compiono per raggiungere le loro mete”. Durante i due giorni di convegno si parlerà di accoglienza e della necessità di trovare nuove politiche capaci di affrontare seriamente questo processo epocale che è l’immigrazione. La prolusione è affidata a Mons. Silvano Maria Tomasi, Segretario delegato del Pontificio Consiglio giustizia e pace e già osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra. Tra gli intervento previsti quello del vescovo di Vicenza, Mons. Beniamino Pizziol.
Migranti: l’UE stanzia 44 miliardi per aiutare l’Africa
Bruxelles - La Commissione Europea ha mantenuto la promessa: ieri ha concretizzato il piano per favorire investimenti in paesi strategici come transito o soprattutto origine dei migranti. Non parliamo dei 'migration compact' (gli accordi ad hoc con singoli paesi con aiuti per le infrastrutture e la gestione dei migranti in cambio di precisi impegni), che sono una cosa distinta, ma di un piano per attirare investimenti in paesi difficili, dove le imprese europee, da sole, non osano avventurarsi. Era stato preannunciato a giugno, ieri la Commissione ha fornito i dettagli. L’idea, in sostanza, è di replicare per gli investimenti in Africa e Medio Oriente il modello del 'Piano Juncker', e cioè usare danari pubblici per attirare fondi privati. Stiamo parlando del 'Piano europeo per investimenti esterni' (Eip), il cui cuore è il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (Efsd).
“Se guardiamo al Medio Oriente e all’Africa - ha spiegato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini - vediamo regioni con elevatissimo potenziale ostacolato da guerre, povertà mancanza di infrastrutture e debole governance”. Il fondo aiuterà proprio a sbloccare questo potenziale, favorendo gli investimenti stranieri mediante garanzie e sovvenzioni.
Per l’Efsd la Commissione utilizzerà 3,5 miliardi di euro dal bilancio Ue (2,6 miliardi di prestiti più 750 milioni per garanzie su investimenti) contando di arrivare con l’effetto leva (un miliardo di euro di fondi pubblici attira 11 miliardi di fondi privati) alla somma di 44 miliardi di euro. “E’ una cifra gigantesca, pari all’intero ammontare degli aiuti allo sviluppo che l’Ue eroga in tutto il mondo”, ha spiegato Mogherini. Se gli stati membri stanzieranno la stessa cifra, si arriverebbe a 88 miliardi di euro. Mogherini parla di una “rivoluzione copernicana”. L’interesse, in effetti, è sia per l’Europa, sia per i paesi che ne beneficeranno. “L’Eip - dice l’Alto rappresentante - creerà le condizioni per consentire agli europei di espandere le loro imprese e di entrare in nuovi paesi, ma al tempo stesso consentirà di sostenere le economie e le società dei nostri partner, nonché i nostri obiettivi strategici di politica estera”. Il sostegno alle imprese Ue sarà anche non solo dal punto di vista finanziario, noi li accompagneremo e li assisteremo sul posto, grazie anche alle delegazioni (una sorta di ambasciate n.d.r.) Ue”, spiega ancora Mogherini. La partita è chiara: da un lato aiutare lo sviluppo riducendo i motivi di partire verso l’Europa, dall’altro però creare le condizioni per nuovi sbocchi economici per le imprese europee, e dunque favorire l’occupazione in Europa. Sul fronte migrazione ieri da registrare anche l’annuncio ufficiale da parte del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker di un Sistema europeo di informazione sui viaggi verso l’Ue di cittadini extracomunitari senza obbligo di visto, sul modello di quanto già fanno gli Usa, con l’obbligo di registrarsi online prima di partire. Ieri, inoltre, il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera finale al nuovo corpo di guardie di frontiera e costiera Ue per rafforzare il controllo esterno delle frontiere Ue. Un corpo che entrerà in funzione da ottobre, e disporrà di una riserva di 1.500 funzionari e agenti di frontiera da dispiegare in caso di emergenza alla frontiera esterna di un paese. Juncker infine lanciato l’idea di un “corpo europeo di solidarietà”, con 100.000 volontari entro il 2020 per affrontare emergenze come quelle dei migranti. (Giovanni Maria Del Re - Avvenire)
“Se guardiamo al Medio Oriente e all’Africa - ha spiegato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini - vediamo regioni con elevatissimo potenziale ostacolato da guerre, povertà mancanza di infrastrutture e debole governance”. Il fondo aiuterà proprio a sbloccare questo potenziale, favorendo gli investimenti stranieri mediante garanzie e sovvenzioni.
Per l’Efsd la Commissione utilizzerà 3,5 miliardi di euro dal bilancio Ue (2,6 miliardi di prestiti più 750 milioni per garanzie su investimenti) contando di arrivare con l’effetto leva (un miliardo di euro di fondi pubblici attira 11 miliardi di fondi privati) alla somma di 44 miliardi di euro. “E’ una cifra gigantesca, pari all’intero ammontare degli aiuti allo sviluppo che l’Ue eroga in tutto il mondo”, ha spiegato Mogherini. Se gli stati membri stanzieranno la stessa cifra, si arriverebbe a 88 miliardi di euro. Mogherini parla di una “rivoluzione copernicana”. L’interesse, in effetti, è sia per l’Europa, sia per i paesi che ne beneficeranno. “L’Eip - dice l’Alto rappresentante - creerà le condizioni per consentire agli europei di espandere le loro imprese e di entrare in nuovi paesi, ma al tempo stesso consentirà di sostenere le economie e le società dei nostri partner, nonché i nostri obiettivi strategici di politica estera”. Il sostegno alle imprese Ue sarà anche non solo dal punto di vista finanziario, noi li accompagneremo e li assisteremo sul posto, grazie anche alle delegazioni (una sorta di ambasciate n.d.r.) Ue”, spiega ancora Mogherini. La partita è chiara: da un lato aiutare lo sviluppo riducendo i motivi di partire verso l’Europa, dall’altro però creare le condizioni per nuovi sbocchi economici per le imprese europee, e dunque favorire l’occupazione in Europa. Sul fronte migrazione ieri da registrare anche l’annuncio ufficiale da parte del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker di un Sistema europeo di informazione sui viaggi verso l’Ue di cittadini extracomunitari senza obbligo di visto, sul modello di quanto già fanno gli Usa, con l’obbligo di registrarsi online prima di partire. Ieri, inoltre, il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera finale al nuovo corpo di guardie di frontiera e costiera Ue per rafforzare il controllo esterno delle frontiere Ue. Un corpo che entrerà in funzione da ottobre, e disporrà di una riserva di 1.500 funzionari e agenti di frontiera da dispiegare in caso di emergenza alla frontiera esterna di un paese. Juncker infine lanciato l’idea di un “corpo europeo di solidarietà”, con 100.000 volontari entro il 2020 per affrontare emergenze come quelle dei migranti. (Giovanni Maria Del Re - Avvenire)
Chiese europee: incontro sulle Opere di Misericordia
Sarajevo - Si apre questa sera a Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) con una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Vinko Puljić, arcivescovo della città, l’Incontro sulle Opere di Misericordia oggi in Europa promosso dalla Commissione CCEE Caritas in Veritate insieme ad una rete di organismi internazionali. “Nell’Anno della Misericordia, e insieme a questa rete di organismi ecclesiali operanti in Europa, il CCEE ha voluto cogliere l’invito di Papa Francesco a mostrare come una fede autenticamente vissuta, si trasforma in opere e diventa quindi risposta, nel modo più adeguato ed efficace, ai bisogni di tutte le persone che quotidianamente incontriamo”, così spiega l’incontro di Sarajevo mons. Duarte da Cunha, Segretario Generale del CCEE, e prosegue: “Esiste infatti uno stretto legame tra fede, missione evangelizzatrice della Chiesa e le opere di carità. Questi organismi ecclesiali lo testimoniano quotidianamente con il loro servizio ai più bisognosi. Di fatto, per i cristiani, non è possibile pensare la carità (la misericordia operante), senza la fede: sarebbe ridurre l’istituzione ecclesiale a mera Ong, né è possibile pensare la fede senza la carità: sarebbe ridurre la fede ad una prospettiva disincarnata. La fede invece ha bisogno delle opere: questo ci dice la Misericordia di Dio”. I lavori proseguiranno poi fino a Domenica 19 settembre con momenti di riflessione e di testimonianza, intesi a mostrare come al centro dell’azione della Chiesa sta la persona umana sempre bisognosa dell’amore di Dio. Nel corso dell’incontro, gli organismi ecclesiali operanti in Europa testimonieranno come essi vivono la misericordia quotidianamente e come essi intendono testimoniarla attraverso le opere.
Mediterraneo: altri cinque cadaveri recuperati sulla rotta della morte
Roma - Ancora morti nel Canale di Sicilia, la rotta più pericolosa del pianeta. Ieri l’unità della marina militare irlandese 'James Joyce' ha recuperato cinque cadaveri al largo delle coste libiche mentre circa 650 migranti sono stati tratti in salvo nel corso di 6 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. I migranti si trovavano a bordo di 5 gommoni e un barchino. Alle operazioni hanno preso parte la nave Bersagliere della Marina italiana, operante nel dispositivo “Mare Sicuro” e la Topaz Responder dell’ong Moas. Martedì sera sono stati salvati su un veliero bi-albero 75 migranti salvati al largo di Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, dalla Guardia di Finanza. Quattro di loro sono stati ricoverati per ipotermia. Si tratta del quarto natante di questo genere in meno di 15 giorni che tenta di approdare sulle coste pugliesi. La barca a vela è stata scortata al porto di Otranto dove, in banchina son ostati assistiti i 75 profughi di presunta nazionalità siriana, pachistana, iraniana e afgana. L’imbarcazione, presumibilmente partita dalla Turchia, è stata sequestrata. E proseguono le operazioni dell’esercito egiziano per fermare le partenze dalla costa mediterranea. Almeno 440 migranti di diverse nazionalità sono stati arrestati. Si erano imbarcati con l’obiettivo di raggiungere le coste europee. Lo riferisce un portavoce dell’esercito egiziano, spiegando che 198 sono stati fermati a bordo di un peschereccio a nord di Al Borolos e altri 242 a bordo di un’altra imbarcazione sulla costa della città di Ras al Hikma.
Infine ieri il prefetto Angelo Trovato, presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, nel corso di un’audizione ha reso noto il quadro sui richiedenti asilo.
“Al 9 settembre 2016 abbiamo avuto 75.681 domande. I maschi sono la grande maggioranza, 64.638, contro 11.043 donne. Rispetto a giugno sono variati i flussi e le nazionalità di origine: il primo paese oggi è la Nigeria con 14.291 richieste di asilo, poi il Pakistan viene con 10.209. A seguire i paesi africani Gambia, Eritrea, con un notevole aumento rispetto agli anni precedenti, Costa d’Avorio, Senegal, Mali”. Sensibilmente ridotti i tempi per presentare domanda. “Dal primo gennaio il tempo medio di analisi di una richiesta d’asilo è stato di 106 giorni, il tempo medio in assoluto migliore in Europa”, contro i 250 giorni nel 2014 e 2015. (P. Lamb.)
Infine ieri il prefetto Angelo Trovato, presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, nel corso di un’audizione ha reso noto il quadro sui richiedenti asilo.
“Al 9 settembre 2016 abbiamo avuto 75.681 domande. I maschi sono la grande maggioranza, 64.638, contro 11.043 donne. Rispetto a giugno sono variati i flussi e le nazionalità di origine: il primo paese oggi è la Nigeria con 14.291 richieste di asilo, poi il Pakistan viene con 10.209. A seguire i paesi africani Gambia, Eritrea, con un notevole aumento rispetto agli anni precedenti, Costa d’Avorio, Senegal, Mali”. Sensibilmente ridotti i tempi per presentare domanda. “Dal primo gennaio il tempo medio di analisi di una richiesta d’asilo è stato di 106 giorni, il tempo medio in assoluto migliore in Europa”, contro i 250 giorni nel 2014 e 2015. (P. Lamb.)
Alunni circensi: l’esperienza di Flavio Togni
Verona - "Era l’autunno del 1966 e con il circo ci trovavamo nel bel mezzo di una tournée in Olanda; io naturalmente ero al seguito dei miei genitori. Quando fu il momento del inizio dell’anno scolastico, mia madre, mia sorella minore Silvana ed io salimmo in treno partendo dalla città di Rotterdam per giungere a Verona, dove avevamo e abbiamo tutt’ora la nostra sede stabile, appena due giorni prima dell’inizio di scuola". E' l'inizio del racconto di Flavio Togni, rappresentante di una delle famiglie circensi più famose in Italia, che ricorda il primo giorno di scuola in terra scaligera. "Vissi quella giornata in modo agitato – scrive l’Arena di Verona - perché nervoso per il mio debutto il giorno seguente. All’indomani mi sono svegliato ancora più teso e mi sono preparato meticolosamente con l’aiuto di mia madre, per poi partire in automobile guidata da mio zio Bruno, insieme ai miei cugini che come me dovevano varcare i cancelli della scuola elementare Massimo d’Azeglio, alle Golosine. Arrivati a destinazione, con la tensione al massimo, varcai quei cancelli con l’incoraggiamento di mio zio (arrivato sotto forma di leggera spinta sulla schiena esattamente come fece otto anni dopo, quando varcai per la prima volta il boccascena che conduce alla pista del circo, per il mio primo giorno di spettacolo). Ma una volta arrivato in classe tutti i timori e la tensione svanirono e iniziò il divertimento della vita scolastica".
Circa un mese dopo, al rientro del circo in Italia, Flavio deve però lasciare la scuola di Verona. "Con grande rammarico, perché significava dover lasciare i miei nuovi amici, per seguire il circo". Comincia così a seguire le lezioni nelle varie scuole delle città in cui il circo installa il tendone, cambiando continuamente maestri e compagni. "Ma l'ultimo mese dell’anno scolastico, con molto entusiasmo, tornai a Verona, espressamente per terminare la prima elementare. Rincontrai la mia maestra e tutti i miei compagni, con alcuni dei quali ebbi il piacere di condividere in seguito tutta la mia carriera scolastica", racconta.
Circa un mese dopo, al rientro del circo in Italia, Flavio deve però lasciare la scuola di Verona. "Con grande rammarico, perché significava dover lasciare i miei nuovi amici, per seguire il circo". Comincia così a seguire le lezioni nelle varie scuole delle città in cui il circo installa il tendone, cambiando continuamente maestri e compagni. "Ma l'ultimo mese dell’anno scolastico, con molto entusiasmo, tornai a Verona, espressamente per terminare la prima elementare. Rincontrai la mia maestra e tutti i miei compagni, con alcuni dei quali ebbi il piacere di condividere in seguito tutta la mia carriera scolastica", racconta.
OIM: circa 300mila arrivi via mare in Europa
Roma – Sono circa 300mila gli arrivi di migranti e richiedenti asilo via mare in Europa nel 2016. Il dato è stato fornito dall’OIM, l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM). Secondo i dati dall'inizio dell'anno, un totale di 294.450 migranti e rifugiati sono entrati nel vecchio Continente via mare soprattutto in Grecia (165.015) e in Italia (126.931). Il totale dei decessi durante la traversata del Mediterraneo è salito a 3.207. Per l'Italia, il totale degli arrivi nel 2016 è leggermente superiore a quello di 122.113 registrati al 12 settembre 2015, mentre il numero globale di 294.450 è inferiore a quello registrato nei primi otto mesi del 2015 (1 gennaio-31 agosto) quando si era raggiunto il dato di 354.618 arrivi.
Papa ad Assisi: pranzo con alcuni profughi
Roma – Durante il suo viaggio ad Assisi per l’incontro di preghiera per la pace Papa Francesco pranzerà con un gruppo di rifugiati. La notizia, ancora non ufficiale, è trapelata durante la presentazione dell’incontro internazionale “Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo” che si terrà dal 18 al 20 settembre nella Città di San Francesco. Al pranzo parteciperanno anche un gruppo di 25 rifugiati: 10 provenienti dal Cara di Roma; 10 tra quelli arrivati in Italia grazie al progetto dei corridoio umanitari e 5 ospiti della diocesi di Assisi. Nel corso dello stesso pranzo, verranno anche festeggiati i 25 anni di Patriarcato del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.
MCI in Germania e Scandinavia a Convegno
Francoforte - Il Convegno Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia avrà luogo al Kloster Steinfeld, nella diocesi di Aachen, da lunedì 19 a giovedì 22 settembre 2016.
Il tema di quest’anno è quello del matrimonio/famiglia, affrontato dagli ultimi due Sinodi (2014/2015), le cui conclusioni pastorali sono state riprese e presentate nella Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco “Amoris Laetitia”.
La prima giornata (martedì 20) avrà un carattere di studio, con un approfondimento biblico e spirituale del tema, a cura del teologo e scrittore Paolo Curtaz. La seconda giornata (mercoledì 21) avvierà l’approccio pastorale, sia con il Mons. Andreas Frick, Vicario Generale di Aachen (al mattino), che con alcune coppie (al pomeriggio), come con dibattiti in tre gruppi di lavoro su specifici aspetti (i corsi prematrimoniali, i matrimoni misti e la pastorale familiare).
La terza ed ultima giornata (giovedì 22) dedicherà la mattinata alla relazione del Delegato, dei Gruppi di studio ed al dibattito in assemblea, allo scopo anche di fissare alcune indicazioni conclusive di carattere pastorale e pratico da proporre alle 83 Comunità di lingua italiana in Germania e Scandinavia.
Nel pomeriggio dell’ultimo giorno si andrà ad Aachen (Aquisgrana), per una visita alla città, in particolare al Duomo, dove avrà luogo la messa conclusiva con il vescovo emerito Mons. Heinrich Mussinghoff .
“Il Convegno Nazionale – ricordano nella lettera di invito il Delegato nazionale p. Tobia Bassanelli ed il Vice delegato Mons. Luciano Donatelli - è sempre un ottimo luogo di incontro tra gli operatori pastorali delle MCI in Germania e Scandinavia. Permette di rinfrescare i contatti reciproci, aiuta a riflettere assieme su temi importanti della pastorale (quest’anno sulla famiglia del nostro tempo e delle nostre parrocchie) e soprattutto dovrebbe aiutarci a fare nuove esperienze comunitarie di fede”. (CdI)
Il tema di quest’anno è quello del matrimonio/famiglia, affrontato dagli ultimi due Sinodi (2014/2015), le cui conclusioni pastorali sono state riprese e presentate nella Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco “Amoris Laetitia”.
La prima giornata (martedì 20) avrà un carattere di studio, con un approfondimento biblico e spirituale del tema, a cura del teologo e scrittore Paolo Curtaz. La seconda giornata (mercoledì 21) avvierà l’approccio pastorale, sia con il Mons. Andreas Frick, Vicario Generale di Aachen (al mattino), che con alcune coppie (al pomeriggio), come con dibattiti in tre gruppi di lavoro su specifici aspetti (i corsi prematrimoniali, i matrimoni misti e la pastorale familiare).
La terza ed ultima giornata (giovedì 22) dedicherà la mattinata alla relazione del Delegato, dei Gruppi di studio ed al dibattito in assemblea, allo scopo anche di fissare alcune indicazioni conclusive di carattere pastorale e pratico da proporre alle 83 Comunità di lingua italiana in Germania e Scandinavia.
Nel pomeriggio dell’ultimo giorno si andrà ad Aachen (Aquisgrana), per una visita alla città, in particolare al Duomo, dove avrà luogo la messa conclusiva con il vescovo emerito Mons. Heinrich Mussinghoff .
“Il Convegno Nazionale – ricordano nella lettera di invito il Delegato nazionale p. Tobia Bassanelli ed il Vice delegato Mons. Luciano Donatelli - è sempre un ottimo luogo di incontro tra gli operatori pastorali delle MCI in Germania e Scandinavia. Permette di rinfrescare i contatti reciproci, aiuta a riflettere assieme su temi importanti della pastorale (quest’anno sulla famiglia del nostro tempo e delle nostre parrocchie) e soprattutto dovrebbe aiutarci a fare nuove esperienze comunitarie di fede”. (CdI)
Migranti: due morti e cinque dispersi nel Danubio
Roma - Due migranti sono annegati nel Danubio e altri cinque, tra cui quattro bambini, risultano dispersi mentre tentavano di raggiungere la Romania a nuoto dalla Bulgaria. Lo ha annunciato ieri l'agenzia Mediafax che ha ripreso un comunicato della polizia bulgara.
I corpi di due uomini galleggiavano sul fiume in prossimità del villaggio di Archar, al confine con la Bulgaria. Ancora da stabilire la nazionalità dei due migranti. Continuano intanto le ricerche dei cinque dispersi - un uomo e quattro bambini - con scarse possibilità di trovarli in vita.
I corpi di due uomini galleggiavano sul fiume in prossimità del villaggio di Archar, al confine con la Bulgaria. Ancora da stabilire la nazionalità dei due migranti. Continuano intanto le ricerche dei cinque dispersi - un uomo e quattro bambini - con scarse possibilità di trovarli in vita.