Primo Piano

Papa Francesco: promuoviamo un turismo sostenibile

Città del Vaticano - Si celebra oggi la Giornata  mondiale del turismo (Onu) sul tema “Turismo per tutti: promuovere l’accessibilità universale”. 
In un tweet lanciato oggi sul suo account Twitter (@Pontifex_it)  Oapa Francesco invita a promuovere "un turismo sostenibile, che porti sviluppo e incontro con le popolazioni locali, ed eviti ogni sorta di discriminazione”.
 
 

Referendum contro frontalieri in Ticino: per Inas è segnale grave

Roma - “Si tratta di un segnale politico molto preoccupante, che dà voce e spazio a paure e sentimenti di rifiuto di una presenza ormai storica e consolidata, come quella italiana, al di fuori di qualsiasi logica economica e politica sensata”, così il presidente dell’Inas Cisl, Domenico Pesenti, commenta il sì del Canton Ticino al referendum che vorrebbe mettere un freno al flusso di migliaia di lavoratori frontalieri che ogni giorno attraversano il confine per recarsi a lavorare in Svizzera.
E’ grande la delusione per una decisione estremamente negativa, a cui l’Italia e, a maggior ragione, l’Unione europea, dovranno rispondere in maniera ferma: “l’Ue in particolare non può rinunciare al principio di libera circolazione, che tra l’altro è alla base anche di accordi con la Svizzera stessa”, precisa il presidente del patronato della Cisl, che da sempre opera per la tutela dei frontalieri italiani. “Il voto espresso in Ticino – prosegue Pesenti - è l’ennesima dimostrazione del fatto che chi butta benzina sul fuoco rispetto ai problemi legati alla libera circolazione non si rende conto che è inutile trattare la questione con un approccio solo emotivo, quando invece è fondamentale trovare soluzioni razionali che non lascino spazio ad una chiusura preconcetta verso l'esterno, così come più volte dichiarato anche dal sindacato ticinese Ocst”. Anche per Gianluca Lodetti, responsabile Estero dell’Inas, e membro del comitato di Presidenza del Cgie, “si tratta di una conferma del clima che si respira anche in Italia sul tema delle migrazioni. In questo contesto, risulta ancora più importante l'iniziativa promossa dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero dell'apertura del tavolo interministeriale per la predisposizione di uno Statuto dei Lavoratori frontalieri, ipotesi su cui le confederazioni sindacali stanno già lavorando da tempo. Fortunatamente non ci saranno conseguenze pratiche perché il cantone dovrà produrre una legge che non è nel suo interesse e che non si sa se e con quali tempi potrebbe vedere la luce. In ogni caso, il segnale politico è stato forte e non potrà essere sottovalutato”.
 
 

OIM: il profilo dei migranti giunti in Italia

Roma - E’ stato presentata a Roma, nei giorni scorsi, la ricerca “Study on Migrants’ Profiles, Drivers of Migration, and Migratory Trends”, finanziata dal Ministero per lo Sviluppo Internazionale britannico (DfID) e realizzato dall’Ufficio di Coordinamento del Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in collaborazione con l'Istituto universitario europeo (EUI) di Fiesole.
Lo studio, basato su 1031 interviste condotte dai ricercatori dell’EUI a migranti incontrati in numerose strutture recettive e insediamenti informali in Italia, ha raccolto informazioni sulle esperienze lavorative delle persone arrivate in Italia - soprattutto via mare - sul loro livello di educazione, qualifiche professionali e aspirazioni in termini occupazionali.
I dati raccolti mostrano come molti dei migranti intervistati – il 62 per cento – non siano partiti dal loro paese di origine con il progetto di venire in Europa. Il piano migratorio ha spesso preso forma lungo le varie tappe del viaggio, e non pochi sono coloro che volevano andare in Libia a lavorare ma che sono stati costretti alla traversata del Mediterraneo per fuggire ad abusi e violenze subite in quel paese. Molti sono inoltre coloro che si augurano di poter restare in Italia e che non hanno intenzione di proseguire il loro viaggio in altri paesi europei: un’inversione di tendenza rispetto a solo qualche anno fa, conseguenza diretta del mutamento delle composizioni dei più recenti flussi migratori. Le interviste hanno evidenziato come molti dei migranti abbiano avuto esperienze lavorative, a volte anche semi-qualificate, in vari campi, tra cui il settore della meccanica, dell’edilizia, dell’agricoltura e della pesca.
“Dai dati raccolti emerge – è stato sottolineato - come sia necessario creare opportunità di ingresso regolare per motivi di lavoro, anche incrociando i dati sul fabbisogno del mercato del lavoro italiano di manodopera semi qualificata e specializzata, e come di conseguenza risulti utile programmare, di concerto con le autorità competenti, un sistema snello di riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche degli immigrati in ingresso, prevedendo anche l’avvio di eventuali percorsi di riqualificazione professionale e di studio”. Lo studio sarà disponibile a fine settembre sul sito dell’OIM Italia.
 

Cor Unum: giovedì riunione sulla crisi umanitaria in Siria e Irak

Città del Vaticano - Giovedì 29 settembre avrà luogo la quinta riunione sulla crisi umanitaria siriana e irachena promossa dal Pontificio Consiglio “Cor Unum”. L’incontro, al quale hanno dato la loro adesione circa 40 organismi di carità cattolici, oltre ai rappresentanti degli episcopati locali, di Congregazioni religiose che operano nell’area del Medio Oriente, e ai Nunzi Apostolici in Siria e Iraq, sarà aperto alle ore 9.30 dall’Udienza con Papa Francesco che riceverà i partecipanti nel Palazzo Apostolico.
I lavori – informa oggi il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede - proseguiranno presso l’Auditorium Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana. Dopo l’introduzione di Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, si succederanno il discorso di Staffan de Mistura, Inviato Speciale dell’ONU per la Siria; la presentazione della Seconda Indagine sulla risposta della rete ecclesiale alla crisi umanitaria irachena e siriana 2015-2016, realizzata da “Cor Unum”; l’intervento del Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin.
Nel pomeriggio, dopo gli aggiornamenti sulla situazione politica e umanitaria da parte di Mons. Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, e di Mons. Alberto Ortega, Nunzio Apostolico in
Iraq, i partecipanti si riuniranno in gruppi di lavoro e l’incontro si concentrerà sugli aspetti concreti della collaborazione tra i diversi soggetti impegnati in Medio Oriente.
Obiettivi della riunione, in continuità con il percorso intrapreso negli ultimi quattro anni, sono di tracciare un bilancio del lavoro svolto finora dagli organismi caritativi cattolici nel contesto della
crisi, “condividendo le risposte della Chiesa alla situazione umanitaria; discutere le criticità emerse e individuare le priorità per il futuro; analizzare la situazione delle comunità cristiane residenti nei Paesi colpiti dalla guerra, promuovendo la sinergia tra le Diocesi, le Congregazioni religiose e gli organismi ecclesiali”.
Il conflitto in Siria e Iraq ha prodotto una delle “crisi umanitarie più gravi degli ultimi decenni ed è al centro dell’attenzione internazionale”, evidenzia la nota: la Santa Sede, oltre all’attività diplomatica, partecipa attivamente ai programmi di aiuto e assistenza umanitaria. La rete ecclesiale, complessivamente, ha raggiunto nel biennio 2015-2016 oltre 9 milioni di beneficiari individuali, mobilitando circa 207 milioni di dollari (anno 2015) e 196 milioni di dollari (anno 2016 aggiornato a luglio). Dal 2011 la crisi avrebbe provocato oltre 300 mila vittime e 1 milione di feriti. Attualmente sono più di 13,5 milioni le persone bisognose di aiuto in Siria e oltre 10 milioni in Iraq; i rifugiati interni sono 8,7 milio 3,4 milioni in Iraq, mentre 4,8 milioni sono i rifugiati siriani in tutta l’area del Medio Oriente, in particolare in Turchia, Libano e Giordania.
 

Migranti: accoglierli è dottrina sociale della Chiesa

Vicenza – “Non si possono destabilizzare Paesi con invasioni militari, promuovere il commercio delle armi, sostenere ingiustizie che vittimizzano intere popolazioni, imporre regole ingiuste al commercio, e poi lamentarsi che ci sono troppi richiedenti asilo e immigrati”. È uno dei passaggi salienti della prolusione dell’arcivescovo Silvano Tomasi, segretario delegato del Pontificio Consiglio giustizia e pace. Tali parole richiamano volutamente il discorso di papa Francesco, a gennaio 2016, al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. L’occasione è stata il 49° Convegno sui problemi internazionali, organizzato dall’Istituto di scienze sociali “Nicolò Rezzara” di Vicenza, che si è svolto, nell’Istituto superiore di scienze religiose di Monte Berico.
Questa edizione si è focalizzata sul tema “Migrazioni, nazionalismi e futuro dell’Europa”. Perché, ha spiegato il direttore del Rezzara, monsignor Giuseppe Dal Ferro, “è indispensabile elaborare un progetto condiviso di convivenza a partire da una cultura solidaristica e, più in profondità, da un’antropologia basata su una concezione integrale della persona, aperta alla relazione con l’altro e con Dio”. Sulla condivisione, non soltanto di soluzioni concrete ma anche di pensiero, di visione del mondo, si è soffermato anche il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, che ha aperto i lavori.
Per Tomasi stiamo correndo il rischio di tradire valori e principi che hanno portato, con il Trattato di Roma del 1957, alla fondazione dell’Unione Europea, ovvero “generare processi di inclusione e di trasformazione” e “cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni”. Grazie a questi principi, “l’Europa ha goduto di un lungo periodo di pace”. Ma le “manipolazioni populiste e di aderenza alle emozioni piuttosto che ai fatti” rispetto al fenomeno migratorio, hanno portato a un «atteggiamento di paura e di chiusura davanti a una paventata invasione”. E qui anche i media hanno le loro responsabilità, poiché “spesso non aiutano a cogliere questi fatti nella loro verità”. Una verità che sta nei numeri richiamati dal prelato: “Nell’Unione Europea, la percentuale media fra rifugiati, immigrati recenti, residenti di lunga data nati all’estero, è del 12%, con differenze da Paese a Paese: l’Italia, per esempio, ha il 9,8% di stranieri. Più dell’85% dei richiedenti asilo sono accolti nei Paesi più poveri o in via di sviluppo. Un aspetto relativamente nuovo del fenomeno migratorio è l’alto numero di minorenni: circa 50 milioni di bambini nel mondo sono emigrati in altri Paesi”. Tomasi ha posto l’accento anche sulle radici cristiane dell’Europa. “I Padri fondatori si erano mossi dentro la tradizione cattolica. L’accoglienza dello straniero si radica nello stesso terreno della dottrina sociale della Chiesa e dei suoi principi: che siamo una sola famiglia umana, la destinazione universale dei beni, l’uguale dignità di ogni persona, il diritto di emigrare, il diritto alla pace, la libertà religiosa”. L’ondata migratoria diventa allora “un richiamo alla pratica della solidarietà”. Il convegno è proseguito con le relazioni di alcuni docenti universitari. (Romina Gobbo)
 
 

Egitto: subsahariani gettati in mare prima del naufragio

Milano - Sono di giorno in giorno più agghiaccianti i racconti dei superstiti del naufragio in Egitto. Mentre il bilancio dei morti sale a 178 - oltre 600 le persone stipate nel peschereccio affondato - il 63 migranti salvati raccontano che gli scafisti avevano cominciato a gettare in mare i migranti di origine subsahariana prima di affondare. “Quando abbiamo visto che stavamo affondando abbiamo chiesto a uno dei responsabili di fare qualcosa – ha raccontato uno dei sopravvissuti al quotidiano locale 'Shorouk' – Il proprietario della barca ha ordinato di gettare in mare i sudanesi, i somali e gli etiopi nascosti nella stiva”. L’imbarcazione si è poi ribaltata causando la morte di 178 persone. Ma il bilancio del naufragio, avvenuto davanti alle coste egiziane, in prossimità di Kafr el Sheikh, nel Delta del Nilo, purtroppo, sembra ancora provvisorio. Secondo le informazioni filtrate dalla stampa locale l’imbarcazione si sarebbe capovolta a causa dell’alto numero di passeggeri. Fonti del quotidiano 'Aswat Masriya' hanno fatto sapere che i proprietari della barca, insieme ai trafficanti di esseri umani, avrebbero consentito ai migranti di imbarcarsi per raggiungere, presumibilmente l’Italia, in seguito al pagamento di 2.000-3000 dollari. Le indagini hanno permesso di individuare i presunti quattro proprietari della barca, che sono stati posti in custodia cautelare per quattro giorni, per consentire il lavoro degli investigatori. Mentre proseguono le operazioni per cercare eventuali vittime del naufragio, il quotidiano locale 'Shorouk' ha pubblicato alcune foto dei presunti sopravvissuti ammanettati ai letti di ospedale. Non è chiaro se si tratti di migranti o dei presunti scafisti. Allo stato attuale non esiste una legislazione specifica in merito all’immigrazione clandestina. (Avvenire)
 

Germania: aperta la Settimana interculturale 2016 presso il campo profughi di Friedland

 
Friedland - “Diversità. La cosa migliore genera la semplicità” è il motto della 41ª Settimana interculturale tedesca inaugurata nella chiesa di San Norberto, ai margini del famoso campo transiti di frontiera di Friedland, in Bassa Sassonia. Una cerimonia ecumenica ha avviato i lavori della kermesse ecumenica che vedrà la realizzazione di 5mila eventi in più di 500 sedi in tutta la Germania. La cerimonia e stata presieduta dal vescovo di Hildesheim, monsignor Norbert Trelle, vice presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (Dbk), dal vescovo Dr. Johann Hinrich Claussen, rappresentante culturale della Chiesa evangelica in Germania, e dall’archimandrita Gerasimos Frangoulakis, rappresentante dei metropolitii greco-ortodossi di Germania.
Alla preghiera ecumenica hanno partecipato molti residenti della città di Friedland, operatori del campo di transito e molti rifugiati ospitati nella struttura temporanea diventata tristemente famosa durante l’esodo di migranti e richiedenti asilo del 2015. “Friedland è diventato sinonimo di partecipazione e integrazione” ha detto Trelle, perché “la partecipazione attiva e la ricerca di un nuovo terreno comune sono il punto centrale della Settimana interculturale”. Per il presule c’è bisogno di “una solidarietà globale con i migranti, prima di tutto con i più deboli, coloro che sono fuggiti dalla guerra, dalla fame e dall’umiliazione delle persecuzioni”. (SIR)
 
 

Un Sms per i profughi minorenni

Roma  - Secondo le stime dell’Onu la metà degli oltre 60 milioni di profughi nel mondo sono minorenni. A loro è dedicata, fino al 1° ottobre, la raccolta fondi con Sms solidale al numero 45501 promossa da Intersos, l’organizzazione italiana che si occupa di aiutare chi fugge da guerre e violenze. Particolare attenzione, nei progetti avviati in 17 paesi del mondo, è dedicata ai minori non accompagnati. E anche i fondi raccolti attraverso la campagna Sms saranno destinati alla creazione di un nuovo centro per minori stranieri non accompagnati a Roma. Un luogo protetto che ospiterà attività di accoglienza abitativa; assistenza sociosanitaria e legale gratuita; percorsi educativi, di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro; percorsi di sostegno psicologico e reinserimento per i minori vittime di sfruttamento.
 

Card. Bagnasco: le comunità cristiano vanno oltre l’emergenza verso percorsi di integrazione

Roma - Più che di tanta povera gente disperata che bussa alle porte del continente, l’Europa dovrebbe temere il cambiamento del modo di pensare che si vuole imporre dall’esterno”. A  dirlo questo pomeriggio è stato il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, aprendo i lavori del Consiglio Permanente in corso a Roma fino a mercoledì28 settembre.
Nella sua prolusione il porporato ha parlato del continuo esodo di “tanti disperati che bussano alle porte del continente”. Papa Francesco – ha detto il cardinale – “non si stanca di richiamare lo stile dell’accoglienza e dell’integrazione, che richiede generosità e intelligenza politica e sociale; è uno stile che coinvolge tutti, chi accoglie e chi è accolto”. L’Italia – ha aggiunto il Presidente della CEI - è “in prima linea e, nonostante difficoltà oggettive, continua a fare tutto il possibile su questo fronte che la vede ancora troppo sola. Le comunità cristiane cercano di allargare gli spazi dell’accoglienza e soprattutto del cuore, affinché si vada oltre l’emergenza verso percorsi di integrazione per quanti – mostrando consapevolezza e impegno – desiderano rimanere”.
Il pensiero del Presidente della CEI è andato anche ai tanti giovani che oggi lasciano il nostro Paese per motivi di lavoro. “Siamo fortemente – ha detto Bagnasco – preoccupati che il patrimonio di capacità e di ingegno del nostro popolo sia costretto aa emigrare, impoverendo così il Paese”. (Raffaele Iaria)
 

Circo: è morto Walter Nones, marito di Moira Orfei

Roma – E’ morto questa mattina Walter Nones, marito di Moia Orfei, scomparsa 11 mesi fa. Con Moira Nones aveva creato negli anni ’60 il Circo di Moira Orfei che era rimasto un punto di riferimento dello spettacolo circense sino ai nostri giorni. Negli anni ’80 e ’90 si era dimostrato manager di spessore internazionale portando in Italia spettacoli come il Circo di Mosca, il Circo Cinese, Holiday on Ice e altri. Era stato inoltre uno dei pionieri del circo in TV grazie in particolare alla serie Sabato al Circo e a tanti speciali televisivi in pratica su ogni rete.
 

Card. Bozanic: sano realismo nell’affrontare il fenomeno migratorio

Madrid - “In questi tempi non c’è spazio per nessuna ipocrisia e tutti sono chiamati a collaborare. In nessun caso ci si può ‘lavare le mani’ oggi in Europa: governi nazionali, autorità europee e la stessa società, così come le comunità religiose, tutti siamo in qualche modo coinvolti”. E’ quanto ha detto il card. Josip Bozanic, aprendo questa mattina i lavori dell’Incontro dei direttori nazionali per la pastorale dei Migranti in corso a Madrid.
“Guardando alla crisi dei rifugiati che arrivano in Europa – ha aggiunto -  dobbiamo riconoscere che è necessaria avere molto realismo. Prima di tutto perché non tutti i Paesi europei possono assicurare lo stesso trattamento a coloro che arrivano. Sono grandi le disparità economiche tra Paesi della stessa Unione Europea. In secondo luogo perché non è possibile assicurare a nessuna società un futuro sulla base di pregiudizi o ideologie”.
Di fronte a questo scenario, per il cardinale croato, la Chiesa, sempre sensibile alla sofferenza umana, cerca di diffondere “la cultura dell’accoglienza e della solidarietà e testimonia – ha concluso - nel mondo la comunione” attraverso “un’importante azione di collaborazione e coordinazione tra strutture statali e associazioni ecclesiali” e promuovendo una “cultura dell’incontro” dove dialogo e carità sono aspetti imprescindibili.
 

Brescia: offerte della Moschea per i terremotati del Centro Italia

Brescia - La comunità della Moschea di via Corsica a Brescia ha raccolto offerte per i terremotati del Centro Italia. Le offerte sono state consegnate, venerdì scorso, presso l’Ufficio Migrantes diocesano. Ad accogliere alcuni rappresentanti della Moschea padre Mario Toffari, Direttore della Migrantes della diocesi di Brescia con il Vice Direttore  Tomasino Ferlinghetti  e don Claudio Zanardini, Direttore dell’Ufficio diocesano per il Dialogo Interreligioso.
 
 

CEI: da oggi la sessione autunnale del Consiglio Permanente

Roma - Con la prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, si aprirà, oggi pomeriggio, alle 17, la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente.
Nel corso dei lavori – che si svolgono a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana -  i Vescovi affronteranno, in particolare, la revisione delle Norme circa il regime amministrativo e le questioni economiche dei tribunali ecclesiastici; una proposta di riesame delle voci dei rendiconti diocesani; le consegne dell’Assemblea Generale quanto al rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente; la scelta del tema della 48ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017. I lavori si concluderanno mercoledì 28 ottobre.
 

Chiese in Europa: da oggi a Madrid l’incontro dei vescovi e delegati per la pastorale dei migranti

Madrid – Si svolgerà oggi e domani a Madrid l’incontro annuale dei vescovi e delegati responsabili per la pastorale migratoria delle Conferenze Episcopali europee. E’ alla luce della riflessione avviata negli ultimi anni assieme a diversi organismi ecclesiali sulla risposta della Chiesa all’intenso flusso migratorio verso l’Europa, e cercando di integrarla alla riflessione della Chiesa nell’Anno della Misericordia, che si apriranno i lavori nella capitale madrilena. Con l’aiuto della Comece, i partecipanti saranno aggiornati sulle politiche europee in tema d’integrazione e si soffermeranno sulle varie dimensioni dell’integrazione, in particolare quella pastorale, sia nella prospettiva di chi arriva che di quella di chi accoglie: dalla ricerca di un lavoro di un’abitazione, all’educazione dei figli e all’esperienza personale e comunitaria della propria religione, ma anche il rapporto tra immigrati già integrati e nuovi arrivati. “A Madrid, i partecipanti racconteranno come avviene l’integrazione nei rispettivi Paesi, condividendo le difficoltà riscontrate e le buone pratiche”, afferma Mons. Duarte da Cunha, Segretario generale del CCEE: “nell’affrontare il fenomeno migratorio è necessario non solo rispondere alle sfide a livello della carità che pongono coloro che fuggono da aree di guerra o da situazioni di completa instabilità politica e sociale, ma anche le diverse tappe dell’integrazione: dall’assistenza umanitaria al reinsediamento in terra straniera. L’Europa diventa sempre più un spazio multiculturale dove s’integrano persone di diverse provenienze. Appartiene al DNA dell’Europa, plasmato anche dalle sue radici cristiane, l’aver un’identità culturale aperta, non indifferente né sincretista, ma dialogante, consapevole che ha non solo molto da offrire ma anche da ricevere”. La prima giornata di lavoro si concluderà con la celebrazione dell’Eucarestia nella parrocchia “Santa Maria del Silenzio” insieme a una delegazione diocesana per la pastorale dei migranti di Madrid, presieduta dall’Arcivescovo della città, Mons. Carlos Osoro Sierra. I lavori si concluderanno nella mattinata di martedì 27 settembre con la celebrazione dell’eucarestia nella sede della Conferenza Episcopale Spagnola, presieduta dal suo Presidente, il Cardinale Ricardo Blázquez Pérez, non prima di aver discusso alcuni temi affrontati precedentemente e ancora attuali, quali: la tratta di esseri umani (il lavoro del Santa Marta Group) e la presenza immigrati cinesi in Europa. Sarà anche l’occasione per uno scambio di esperienze e delle difficoltà riscontrate nell’accompagnamento sociale e pastorale degli immigranti e nella cura pastorale di coloro che decidono di emigrare

 
 

Papa Francesco: è l’indifferenza “la malattia di oggi”

Città del Vaticano -“Dio si annuncia incontrando le persone, con attenzione alla loro storia e al loro cammino. Perché il Signore non è un’idea, ma una Persona viva: il suo messaggio passa con la testimonianza semplice e vera, con l’ascolto e l’accoglienza, con la gioia che si irradia”. A dirlo ieri mattina Papa Francesco, durante la messa celebrata in Piazza San Pietro in occasione del Giubileo dei catechisti. Per il pontefice è l’indifferenza la malattia in cui oggi “siamo caduti”. La malattia dell’egoismo e della mondanità.  Una mondanità  che “anestetizza l’anima”, come un “buco nero” che “fagocita tutto” e impedisce di “accorgersi degli altri”, spingendo in modo “strabico” a “guardare con riverenza le persone famose”, distogliendo lo sguardo  dai “poveri e sofferenti”. Papa Francesco ha sottolineato – davanti ai circa 30 mila presenti, tra cui gli operatori pastorali giunti da tutto il mondo per il loro evento giubilare - che i poveri “sono il centro del Vangelo” e che non aiutarli “è un peccato”, mentre “chi vive per sè non fa la storia”. Un cristiano, invece deve “fare la storia”. “Come servitori della parola di Gesù siamo chiamati a non ostentare apparenza e a non ricercare gloria; nemmeno possiamo essere tristi o lamentosi”, ha detto il pontefice aggiungendo che  “non siamo profeti di sventura che si compiacciono di scovare pericoli o deviazioni”; “non gente che si trincera nei propri ambienti, emettendo giudizi amari sulla società, sulla Chiesa, su tutto e tutti, inquinando il mondo di negatività. Lo scetticismo lamentevole non appartiene a chi è familiare con la Parola di Dio”. Il  cristiano, ha detto il Papa,  “vede bene da vicino, perché è attento al prossimo e alle sue necessità”. “Dinanzi a tanti Lazzaro che vediamo siamo chiamati a inquietarci, a trovare vie per incontrare e aiutare, senza delegare sempre ad altri o dire: ‘Ti aiuterò domani, oggi non ho tempo, ti aiuterò domani’. E questo è un peccato. Il tempo per soccorrere gli altri è tempo donato a Gesù, è amore che rimane: è il nostro tesoro in cielo, che ci procuriamo qui sulla terra”.
 

Migrantes Italia e Francia: dichiarazione comune dopo incontro a Lampedusa

Lampedusa - Dal 21 al 23 settembre 2016, si sono radunati nell'isola di Lampedusa Mons. Jean Paul Jaeger, Vescovo della diocesi di Arras (diocesi francese, dove si trova Calais), il Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e il Vescovo Mons. Guerino Di Tora della Fondazione Migrantes della Cei. Ad accompagnarli c'erano anche Mons. Gian Carlo Perego, direttore della Migrantes, Padre Carlos Caetano, direttore del Servizio Nazionale di Pastorale Migratoria della Conferenza Episcopale Francese e Don Ferruccio Sant, coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Francia.
In questo incontro, oltre alle persone che si sono ritrovate, si sono anche simbolicamente avvicinate due città, separate da quasi 3000km, ma unite da sfide simili: Calais e Lampedusa. L'incontro tra le due città, note per il loro protagonismo nella storia migratoria recente, è diventato una occasione per ricordare che l'attuale crisi migratoria non è un affare di pochi, ma riguarda tutti  e l'Unione Europea in prima persona. La sfida è complessa e non troverà soluzione se ci fermiamo soltanto al punto di vista locale/nazionale. Occorre uno sforzo comune e una risposta articolata su vari fronti e in varie tappe, iniziando dalla prima accoglienza fino ad arrivare all'integrazione della persona migrante nella società che la accoglie.
 I momenti di condivisione vissuti tra le due delegazioni, molto più di un simbolo, sono stati un forte richiamo a non dimenticare la cultura dell'incontro e del dialogo. Inoltre, sono un invito a riscoprire lo spirito di apertura,  di libera circolazione che a suo tempo aveva ispirato il progetto dell'Unione Europea e che oggi purtroppo tende ad affievolirsi in vari stati membri, Italia e Francia incluse.
 Da questa visita è emersa in modo chiaro la generosità e la spontaneità dell'accoglienza lampedusana. Sia nella gente comune, sia in chi ha responsabilità istituzionali, a Lampedusa prevale l'aspetto umano: prima di parlare del "problema della migrazione", gli abitanti dell'isola parlano dei "migranti", parlano di persone. Moltissimi sono stati soccorsi in mare; tanti hanno ripreso le forze nel Centro di Accoglienza; alcuni - sempre troppi - sono stati trovati già senza vita e sepolti nel cimitero locale. «Sono tutti nostri fratelli!» E questa consapevolezza, la gente di Lampedusa la testimonia nella spontaneità con cui accolgono i migranti: vivono l'accoglienza senza paura, come un gesto naturale, con una prontezza disarmante, fondata sul senso della memoria («perché anche noi siamo stati migranti...») e sulla parabola del Buon Samaritano. 
L'augurio comune, dopo questi giorni d'incontro, è che la testimonianza di Lampedusa possa diventare una catechesi per tutte le comunità cristiane nei paesi europei,  e possa ricordare a tutti l'importanza del rispetto dell'altro e la necessità di coltivare in Europa una cultura aperta, pronta al dialogo e capace di valorizzare la diversità.
 
S.E. Mons. Jean-Paul Jaeger – Vescovo di Arras
S.E. Mons. Guerino Di Tora– Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Fondazione Migrantes
S.E. Cardinal Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento 
 

Migranti: sale a 99 il numero del morti del naufragio in Egitto

Roma - E’ salito a 99 il numero dei morti del naufragio avvenuto mercoledì nelle acque egiziane al largo di Kafr el-Sheikh, nel governatorato di Buhayra. Ad aggiornare il bilancio delle vittime è stato il portavoce del governatorato di Buhayra, Wahdan al-Sayed, citato dal sito del quotidiano Youm7. Solo oggi sono infatti 44 i cadaveri recuperati nelle acque del Mar Mediterraneo, molti dei quali in stato di decomposizione.
 

L’incontro tra cultura al seminario Fisc di Noto

Noto - “Incontri fra culture e religioni” è il titolo del secondo incontro formativo del XXV Seminario di aggiornamento “Mons. Alfio Inserra”, in corso in questi giorni a Noto sul tema “Raccontare l’accoglienza”. “Le ‘religioni sorelle’, fondate sulla rivelazione di un unico Dio, creatore e redentore dell’universo antropocosmico, sono chiamate a lottare congiuntamente contro il male e le sue strutture di peccato”, ha affermato il filosofo e sociologo Luciano Nicastro, per il quale il dialogo interreligioso “deve diventare sistemico e operativo nella buona prassi di una vita di fede impegnata nel sociale”. In questo contesto – informa il Sir -  si inquadra la riflessione sull’accoglienza dei migranti come risorsa dello Stato, sostenuta da Sofia Amoddio, parlamentare e membro della Commissione giustizia della Camera dei deputati. Centocinquantamila migranti, attualmente, sono ospitati dal sistema di accoglienza italiano. La Sicilia, con Augusta e Lampedusa in testa, è la regione che gestisce il maggior numero di sbarchi. La riflessione è stata completata da alcune testimonianze di pastorale evangelizzatrice di alcuni religiosi missionari in Africa e in Oriente: al centro della loro progettualità, il senso dell’evangelizzazione e della promozione umana come binomio inscindibile.
 

CEI: al via la sessione autunnale del Consiglio Permanente

 
Roma - Con la prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, si aprirà, lunedì 26 settembre, alle 17, la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente.
Nel corso dei lavori – che si svolgono a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, i Vescovi affronteranno, in particolare, la revisione delle Norme circa il regime amministrativo e le questioni economiche dei tribunali ecclesiastici; una proposta di riesame delle voci dei rendiconti diocesani; le consegne dell’Assemblea Generale quanto al rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente; la scelta del tema della 48ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017. I lavori si concluderanno mercoledì 28 ottobre.
 

Migrantes: continua la visita a Lampedusa

Lampedusa – E’ iniziata oggi a Lampedusa la visita di delegazioni della Chiesa cattolica in Francia ed Italia, che con l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, assistono anche quanti già cittadini europei si muovono da una nazione all’altra. Le due delegazioni sono guidate, per la Francia da Mons. Jean Paul Jaeger, vescovo della diocesi di Arras (nel territorio della sua diocesi si trova Calais); padre Carlos Caetano, Direttore della pastorale migratoria; don Ferruccio Sant, coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Francia. A rappresentare l’Italia Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes della CEI e il direttore della stesso organismo pastorale Mons. Gian Carlo Perego. Ad accogliere gli ospiti l’arcivescovo di Agrigento, il Card. Francesco Montenegro, coadiuvato dai preti che attualmente sono presenti sull’isola: don Gianluca Arcuri e don Mimmo Zambito. In una liturgia eucaristica, in occasione della Festa della madonna di Porto Salvo, patrona dell’Isola Mons. Jaeger  ha detto di essere venuto a Lampedusa per dire “grazie per la vostra testimonianza di accoglienza a chi fugge da guerre, disastri ambientali, persecuzione politica e religiosa e dal terrorismo” sottolineando che “da Lampedusa e Calais viene il grido forte di un'altra Europa, della solidarietà e non di nuovi muri, che raccolga nelle storie dei migranti il desiderio di un futuro migliore". Le due delegazioni hanno visitato l'hot spot di Lampedusa, pregato sulle tombe dei migranti morti in mare e Porta d’Europa. Il parroco dell’Isola don Mimmo Zambito ha evidenziato come “Calais e Lampedusa, nel passato sono stati collocati al confine di mondi in contrasto, terre di occupazione, di guerre e di morte.  Il legame ideale che in questi giorni li raccorderà, è l’ennesimo appello, speriamo non fra gli ultimi, alla riconsiderazione della comune cittadinanza europea e al rischio che la tragedia delle morti in mare e del respingimento di quanti fuggono dalla violenza e dalla fame, non sia il naufragio dell’Europa dei popoli e dei loro diritti, diritti da promuovere mai separandoli dai diritti della individua persona. Erigere muri, non fermerà donne e bambini, genti e popoli alla ricerca della felicità nel compimento del progetto di vita”.