Primo Piano

A 84 anni sul barcone per rivedere il figlio

Roma - Per quella donna no. Nessuno era davvero pronto a un’anziana madre venuta dalla parte sbagliata del mare. Da anni accolgono volti di ogni provenienza, ascoltano ogni genere di richiesta, raccolgono storie di drammi e di sogni. Gli operatori del centro di accoglienza conoscono a memoria le istanze dei migranti. Oramai, possono presagirle prima ancora che vengano proferite: un visto, il riconoscimento dello status di rifugiato, un lavoro, il via libera per cercare fortuna più a Nord. Le speranze dei profughi che saltano su un barcone hanno fattezze di ragazzi, spesso di bambini, di uomini e donne in età da lavoro. A questo siamo abituati. Ma non a lei. A quello che avrebbe detto, al nodo in gola che avrebbe provocato.
“Vengo dal Sudan. Ho compiuto 84 anni. Sono quasi sorda e cieca. Voglio solo rivedere coi miei occhi mio figlio, almeno un’ultima volta”. Da sola, nessun parente al seguito. Acciaccata da una vita di esilio. La nonna del deserto era sbarcata con decine di altri. Per settimane e mesi in balia dei trafficanti. Con un solo, semplice e ultimo desiderio. Prima che sia troppo tardi. Da giorni gli operatori di Auxilium, la cooperativa sociale a cui è affidato il Cara romano di Castelnuovo di Porto, ne hanno fatto una battaglia burocratica perché “questa bellissima donna di 84 anni possa realizzare il suo sogno più grande”. Ma la burocrazia ha i suoi tempi. Che ne sanno le carte bollate del cuore di una madre. Bisogna seguire l’iter. Mettersi in coda. Attendere. Ma a Ghebru Mebrat quello che manca è proprio il tempo. Eritrea, cristiana, per vent’anni esule in Sudan. Meglio la dittatura dell’iracondo Bashir che la guerra e i rastrellamenti nel suo paese. Senza alcun futuro davanti, tre anni fa il figlio si unì a una carovana diretta verso l’Europa. Ora è in Germania, ma non può tornare in Sudan. Angelo Chiorazzo, presidente di Auxilium, riferisce di come l’anziana sia partita da sola, affrontando un’odissea che fa tremare di paura gli uomini più forti. “Su un camion ha attraversato il deserto ed è arrivata in Libia. Dopo molti mesi è stata caricata su un barcone ed è sbarcata in Sicilia”. Non ha mai temuto di morire. Di affogare e di non dare più alcuna notizia a quel suo amato ragazzo che da tre anni sente, a fatica, solo al telefono.
E se anche fosse morta, ne sarebbe valsa la pena. “Il giorno successivo, dopo 17 ore di autobus, è stata portata da noi”, spiegano dal Cara. Da allora è cominciata la pressante richiesta degli operatori alle autorità perché non si perdesse altro tempo a concedere il lasciapassare verso la Germania. Il via libera non è ancora arrivato. “Se entro ottobre non riceverà l’ok – assicura Chiorazzo – pagheremo di tasca nostra il viaggio al figlio, perché finalmente possa ritrovare la madre”. Sperando che, per una volta, la burocrazia non sia più spietata dei trafficanti.  (Nello Scavo – Avvenire)
 
 

OIM: ogni giorno 10 morti in mare dal naufragio di Lampedusa

Roma - Continua ad aumentare il numero delle vittime del mare. Il giorno dopo il terzo anniversario del naufragio di Lampedusa, una delle tragedie più importanti del Mediterraneo e i continui aggiornamenti sui salvataggi e il recupero dei corpi in mare (l’altro ieri nove, ieri una trentina), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha specificato che negli ultimi tre anni, ogni giorno, in media dieci migranti sono morti nella traversata verso le coste europee. “Dalla tragedia di Lampedusa si sono verificati in media 10 morti al giorno nel Mediterraneo”, ha dichiarato il portavoce dell’organizzazione Joel Millman.
Nell’ottobre 2013, fino al dicembre dello stesso anno sono stati registrati 458 decessi nel Mediterraneo. Durante il 2014 le morti sono diventate 3.279 e nel 2015 il bilancio delle vittime è salito a 3.673 persone, secondo l’OIM. A partire dall’inizio dell’anno, nel 2016 si contano 3.522 migranti deceduti, una cifra che sembra anticipare scenari mai visti nei tre anni precedenti.
 

Migrantes Lombardia: domenica il pellegrinaggio delle comunità etniche

Milano - Si è  svolto domenica 2 ottobre, il tradizionale pellegrinaggio regionale dei migranti organizzato dagli Uffici Migrantes delle 10 diocesi lombarde. I 2.500 partecipanti di tutti i continenti, accompagnati dai direttori diocesani Migrantes e dai numerosi cappellani etnici si sono ritrovati al santuario della Madonna del Fonte in Caravaggio (Bg). Alle ore 13 dopo l'accoglienza e il saluto del Rettore del Santuario e del direttore regionale Migrantes della Lombardia un lungo serpentone umano si è snodato negli ampi spazi esterni del Santuario per la recita del santo Rosario, al termine del quale i partecipanti hanno attraversato il passaggio giubilare che portava al fonte dove ciascuno ha fatto memoria del proprio Battesimo. Terminata la preghiera del Rosario è stata celebrata la santa Messa presieduta da Mons. Franco Agnesi, Vescovo delegato dalla Conferenza Episcopale Lombarda per la pastorale Migrantes e concelebrata dai numerosi sacerdoti presenti. All'interno della celebrazione alcuni gesti significativi hanno voluto sottolineare il tema scelto quest'anno per il pellegrinaggio: "Perdonaci... come noi perdoniamo". Al momento dell'atto penitenziale alcune famiglie, rappresentanti tutti i continenti, sono saliti all'altare per ricevere l'abbraccio del Vescovo come segno del perdono donato da Dio e al momento dello scambio della pace le stesse famiglie hanno ricevuto l'abbraccio dal Vescovo e poi lo hanno portato a tutti in mezzo all'assemblea, come segno che il perdono di Dio va poi vissuto nel perdono reciproco e nell'impegno a costruire la pace.
I migranti della Lombardia si sono dati appuntamento per l'ottobre 2017 a Lodi per festeggiare santa Francesca Saverio Cabrini nel primo centenario della morte, patrona degli emigranti e nativa di quella diocesi.
 
 

Papa Francesco ai giornalisti: siate al servizio della cultura dell’incontro

Città del Vaticano - I giornalisti siano al servizio della  cultura dell’incontro. A dirlo Papa Francesco in un videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese di ottobre, diffuso oggi e riportato da Radio Vaticana. “Spesso – dice il Papa – mi chiedo: come i mezzi di comunicazione possono mettersi al servizio di una cultura dell’incontro?” Francesco sottolinea dunque la necessità di avere “informazioni che portino” all’impegno “per il bene dell’umanità e del pianeta”. Papa Bergoglio chiede agli operatori della comunicazione di unirsi a lui pregando “perché i giornalisti, nello svolgimento della loro professione siano sempre animati dal rispetto per la verità e da un forte senso etico”.
 

Mons. Galantino: morti in mare “schiaffo alla democrazia europea”

 
Roma – Le morti commemorate ieri a Lampedusa e in tante città sono “uno schiaffo alla democrazia europea, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni drammatiche create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee. Non saranno i muri o le politiche di chiusura a fermare l’onda costante degli arrivi”. A dirlo questa mattina è stato il Segretario Generale della CEI, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo al convegno della Cisl sul tema “Migranti: dai muri all’accoglienza e all’inclusione nell’Europa dei diritti’.
“Il tema dell’immigrazione – ha spiegato Mons. Galantino – sta togliendo la maschera all’Europa, alle sue ipocrisie e alle sue enormi contraddizioni”. I fenomeni migratori oggi pongono una “sfida” particolare al nostro mondo ed è quella “della necessità di un ruolo maggiormente incisivo di un’Europa purtroppo molto debole e cieca che consente di continuare ad ergere muri” mentre la sfida deve passare necessariamente per l’integrazione “perché accogliere, nonostante l’Italia lo faccia anche piuttosto bene, non basta; non si possono salvare le persone e poi non offrirgli
una possibilità di futuro”.
“Noi – ha detto ancora il Segretario Generale della CEI - dobbiamo impedire che il Mediterraneo continui ad essere ‘cimitero dei migranti’, così come lo ha definito Papa Francesco. Dobbiamo imparare a vedere Dio nei migranti che tutti vogliono cacciare”. “Dobbiamo avere il coraggio - ha aggiunto il presule - di creare un sistema mondiale ed europeo di corridoi umanitari, già possibile sul piano giuridico, verso i Paesi disponibili all’accoglienza evitando solo così la crescita di una tratta di esseri umani oggi gestita da mafie e terrorismo. I muri che in parte dell’Europa si stanno continuando ad alzare non fermeranno chi è intenzionato a fuggire. Si cercheranno altre strade, rafforzando in questo modo i trafficanti di uomini”.  Secondo Galantino, “dobbiamo trovare il  modo di convivere con chi è già arrivato o sta arrivando” e questo significa anche inquadrare il fenomeno nelle sue giuste dimensioni. Ad esempio, i rifugiati a fine 2015 erano più di 16 milioni in tutto il mondo, con un aumento del 12 per cento rispetto all’anno precedente. Ma nessuno stato europeo è nella top ten dei principali paesi di accoglienza nonostante la nostra Europa accolga circa 52 milioni di immigrati comunitari e non comunitari, con un tasso di crescita in costante aumento”. Infatti, “al di là e oltre percezioni soggettive turbate da fattori estranei al fenomeno reale l’impatto di immigrati e rifugiati rispetto alla popolazione è in realtà davvero molto basso”.
L’Italia è agli ultimi posti in Europa per incidenza dei rifugiati sulla popolazione con un tasso di 1,9 ogni mille abitanti e un tasso del 3 per cento di richiedenti asilo, ha spiegato,  anche se “effettivamente il numero di rifugiati è in costante aumento ovunque e in Italia si registra una crescita di presenze pari al 26% con un +30% di richieste di asilo politico solo nel 2015. Oggi sono accolti in Italia circa 160 mila tra richiedenti asilo e rifugiati di cui 30 mila nelle strutture ecclesiali”. “Forse - afferma il vescovo - possiamo e dobbiamo fare tutti di più!”. Per Mons. Galantino dall'esperienza maturata in tanti anni di servizio, la Chiesa Italiana attraverso Caritas e Migrantes arriva l’invito a “invertire” la prospettiva raccontando un'Italia dove, chi resta e ha la possibilità di integrarsi, diventa un nuovo cittadino che contribuisce a sua volta a sostenere il Paese purtroppo ancora in difficoltà dal punto di vista economico e culturale. In  questa prospettiva va letta la crescita del numero di ‘nuovi cittadini’. Nel 2015 178mila cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana -, come anche l’apporto importante di oltre 800.000 studenti nelle nostre scuole, che hanno permesso di salvare, soprattutto nei piccoli centri 3000 classi e 35.000 posti di lavoro degli insegnanti. Inoltre, “non si può parlare di sviluppo per l'Italia senza fare i conti con i dati drammatici che riguardano le nascite. I migranti, divenuti ormai parte integrante e strutturale dei territori, dal punto di vista demografico, economico e culturale, rappresentano senza meno una risorsa per un Paese altrimenti destinato a spegnersi inesorabilmente (+ 60 mila decessi nell'ultimo anno). Mentre ormai il 19% delle nascite avviene in una famiglia e in una coppia di persone immigrate. Sono oltre un milione e 100 mila i minori immigrati, di cui 650 mila quelli nati in Italia”. “Non commettiamo  l'errore – ha spiegato -  di guardare a questi nostri fratelli esclusivamente come numeri, sebbene per qualcuno è solo di questo che si sta parlando. Neppure parliamo solo di lavoratori, quasi piegando l’immigrazione solo a un funzionalismo economico. Dovremmo piuttosto tutti imparare a parlare di ‘mobilità umana’ e non di immigrazione riferendoci a queste persone, a questi nostri fratelli, come una dimensione della rigenerazione del nostro Paese. L'emigrazione è solo un aspetto della loro vita che è piena di progetti personali e familiari, attese per il loro futuro e per quello dei loro figli. Dietro i migranti ci sono storie e insegnamenti di cui tutti dovremmo beneficiare, per la nostra crescita umana e anche spirituale”. Per questo oggi la “vera frontiera” è la “completa integrazione. Per questo in Italia emerge la necessità di una legge specifica proprio sull'integrazione. Magari puntando sulla valorizzazione delle competenze degli immigrati: molti di loro quando arrivano nel nostro Paese sono laureati, tecnici, professionisti in molti settori. Estremamente bella e apprezzabile è stata, ad esempio, l’estensione da parte del nostro Governo del bonus cultura anche ai diciottenni immigrati, come l’iniziativa del Ministero dell’ Interno di istituire borse di studio  per rifugiati nelle nostre Università”.
 
 

Fassino (ANCI): senza sinergia con capitanerie di porto accoglienza migranti sarebbe più complicata

Roma - “In un Paese che ha spesso difficoltà ad agire facendo sistema, l’accordo firmato oggi tra ANCI e Capitaneria di Porto è un buon esempio di stretta collaborazione tra strutture militari e civili che hanno titolarità su una stessa materia. Penso a tutto quello che le Capitanerie di Porto mettono in campo, insieme ai Comuni, sul fronte immigrazione dove, senza una sinergia continua tra i vari soggetti in campo, l’accoglienza sarebbe molto più difficile e complicata”.  Così il Presidente dell’ANCI Piero Fassino commenta il Protocollo d’intesa firmato questa mattina al Ministero dei Trasporti tra l’ANCI e il Corpo delle Capitanerie di Porto, alla presenza del Ministro Graziano Delrio. “Il Protocollo – ha detto Fassino – punta ad incrementare tutte quelle azioni che coinvolgono Comuni e autorità marittime: soccorso in mare dei migranti, sicurezza della balneazione, salvaguardia dei fondali marini, attività di contrasto all’illegalità, tutela del patrimonio marino, esercizio delle attività economico-commerciali situate sulle aree costiere. Siamo molto soddisfatti di questo Accordo – ha concluso Fassino – e ci attiveremo da subito affinché i Sindaci dei Comuni costieri facciano applichino da subito i punti salienti di questa intesa”.
 
 
 

Papa Francesco: dopo Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e poi Assisi

Amatrice - Dopo circa un’ora di visita ad Amatrice Papa Francesco ha lasciato il piccolo centro Amatrice salutando dal finestrino dell’auto gli sfollati rimasti nella tendopoli  Amatrice 1, per recarsi negli altri centri del cratere, Accumoli e Arquata del Tronto.
“Ho pensato bene – ha detto il Papa - nei primi giorni di questi tanti dolori che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, che un saluto, e non volevo dare fastidio e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e preghiera, questa è la mia offerta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova”. Dopo la benedizione il Papa ha invitato a recitare una Ave Maria con le persone presenti: “Andiamo avanti, sempre c’è un futuro. Ci sono tanti cari – ha aggiunto -  che ci hanno lasciato, che sono caduti qui, sotto le macerie. Alla fine del viaggio lungo i luoghi colpiti dal terremoto del 24 agosto dovrebbe raggiungere Assisi nel giorno di San Francesco, patrono d’Italia.(R.I.)
 

Migrantes: giovedì 6 ottobre il “Rapporto Italiani nel Mondo”

Roma - Si terrà, a Roma (Via Aurelia, 481), giovedì 6 ottobre, presso l'Auditorium “V. Bachelet” – The Church Palace, Domus Mariae, l'XI edizione del “Rapporto Italiani nel Mondo” realizzato dalla Fondazione Migrantes.
Dopo il saluto introduttivo di Mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Fondazione Migrantes, seguirà la proiezione del video e la presentazione di Paolo Ruffini, Direttore di Tv2000.
I dati del Rapporto saranno presentati  da Delfina Licata, curatrice del volume che tratterà il tema “La mobilità italiana tra appartenenze multiple e spazi urbani”.
Seguiranno interventi su “Trasformazioni demografiche e mobilità degli italiani: uno sguardo al passato per capire il presente” affidato a Sabrina Prati, Dirigente Istat – Servizio registro della popolazione, statistiche demografiche e condizioni di vita; su “La pastorale migratoria oggi: giovani italiani a Barcellona” parlerà don Luigi Usubelli, cappellano per la comunità italiana di Barcellona. Per la voce delle istituzioni: “Italiani nel mondo oggi nel contesto europeo” interverrà Pier Ferdinando Casini, Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato; su “La rappresentanza degli italiani all'estero tra antichi percorsi e nuove prospettive” il Segretario generale del Cgie, Dr. Michele Schiavone; su “La promozione linguistica come volano del Paese” Massimo Riccardo, Direttore centrale per la Promozione della cultura e della lingua italiana del Maeci.
La conclusioni saranno affidate a Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
A moderare i lavori Roberto Napoletano, direttore de “Il Sole 24 ore”.
All' edizione 2016 del “Rapporto Italiani nel Mondo” hanno collaborato 60 autori, dall’Italia e dall’estero, per un totale di 51  saggi.
“L’idea da maturare – si legge in copertina – è il passaggio a una nuova civilizzazione in cui il meticciato non significa tradire la propria origine, ma arricchirsi delle opportunità date dal mondo e dalle innumerevoli culture che lo abitano. Con questo pensiero è possibile sia vivere ovunque restando se stessi e mantenendo la propria identità, sia partecipare alla cittadinanza del mondo, al cosmopolitismo. Una partecipazione che coinvolge e non discrimina, guidata dalla solidarietà e dal rispetto reciproco, dove il dialogo e la interrelazione tra le persone diventa l’unico codice di comprensione al fine di un interesse comune”.
 

Scalabriniane: apprezziamo invito Papa, nazioni seguano azioni di misericordia

Roma - “Il dono che abbiamo avuto è quello di assistere i migranti. Il nostro carisma è quello dell'accoglienza: apriamo le porte a chi ha bisogno. E' una Chiesa in uscita e, proprio come Papa Francesco dice, vogliamo annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo. Come ha ricordato il Pontefice nel suo messaggio per oggi, Dio è misericordioso verso tutti, il suo amore è per tutti i popoli. Lo devono ricordare le nazioni, specie quelle che in questi tempi preferiscono costruire muri piuttosto che ponti”. E' quanto ha detto ieri suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane, Congregazione religiosa che da sempre si occupa dell'accoglienza ai migranti, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione.
“Ci sono molte congregazioni religiose impegnate quotidianamente in progetti di integrazione in tutti gli angoli del pianeta. Ci sono straordinarie esperienze intercongregazionali che confermano un impegno con un linguaggio comune. Ringraziamo Papa Francesco per aver ricordato , quest'anno, il ruolo delle donne, che sanno comprendere 'spesso più adeguatamente i problemi della gente' e li sanno affrontare 'mettendo in gioco ogni risorsa umana e spirituale nel costruire armonia, relazioni, pace, solidarietà, dialogo, collaborazione e fraternità' – ha aggiunto – Tutti i giorni diamo il massimo per prenderci cura della vita, il dono più alto e straordinario che Dio ha fatto agli uomini. Una missione cristiana è fatta tra i migranti e con i migranti, tra i minori, tra chi chiede aiuto, tra i più deboli. Lì noi tutte riusciamo a trovare le parole del Vangelo e riusciamo a seguire il cammino di Gesù Cristo. Lì viviamo il Dio di Misericordia”. “Chi migra lo fa perché è in condizioni disperate. Ogni cristiano e ogni comunità deve discernere il cammino che il Signore indica – ha concluso  – Noi rispondiamo a questa chiamata seguendo il percorso delle periferie del mondo, dove vediamo il volto di Dio misericordioso in ogni migrante, coscienti che il nostro viaggio è fatto anche della proclamazione di ciò che il Signore  ci ha donato: la sua vita e il suo amore. Ogni cittadino oggi, giornata in memoria delle vittime dell'immigrazione, può fare tanto, a cominciare dallo spiegare agli altri che accogliere è vita. Chiudersi è morte”.
 
 

Papa Francesco ad Amatrice

Città del Vaticano - Alle 9.10 di questa mattina Papa Francesco è arrivato ad Amatrice per visitare la popolazione devastata dal terremoto del 24 agosto. Accompagnato dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, il pontefice ha visitato la scuola e successivamente si è recato nella “zona rossa” del paese, quella chiusa per motivi di sicurezza.
Già domenica scorsa, durante la conferenza stampa nel volo Baku-Roma, Papa Francesco aveva detto che questa visita l’avrebbe fatta “privatamente, da solo, come sacerdote, come vescovo, come Papa. Ma da solo. Così voglio farla. E vorrei essere vicino alla gente”.
 Anche nell’Angelus del 28 agosto scorso, aveva espresso la sua “vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni. Penso in particolare alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia. Ancora una volta dico a quelle care popolazioni che la Chiesa condivide la loro sofferenza e le loro preoccupazioni. Preghiamo per i defunti e per i superstiti. […] Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana”.
 
 

CNCA: al Brennero la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Roma - Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) ha celebrato la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione al Brennero, in uno dei luoghi simbolo dei muri alzati dall’Europa nei confronti dei migranti. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Trentino Alto Adige del CNCA, è parte del programma della “Settimana dell’accoglienza”, che si tiene nella regione, dall’1 al 9 ottobre, promossa dalla nostra federazione regionale. L’evento coinvolge una struttura di accoglienza, presente proprio al Brennero, gestita da un’organizzazione aderente al nostro coordinamento – l’associazione Volontarius, e la parrocchia del Brennero. All’incontro ha partecipato, fra gli altri, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego.
“Siamo qui al confine con l’Austria”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del CNCA, “per ricordare i tanti morti vittime di una politica migratoria scellerata. Il giorno dopo il referendum, fallito, in Ungheria vogliamo riaffermare che la vita e le dignità delle persone umane viene prima di ogni calcolo politico ed economico. Chiediamo ai governi europei di mettere da parte gli accordi con gli stati che non garantiscono il rispetto di elementari diritti umani – vedi la Turchia e il Sudan – e di creare, finalmente, vie legali e sicure di accesso al continente, rispettando sempre e comunque il diritto di asilo”.
 

3 ottobre: il ricordo nei Cara di tutta Italia

Roma - La marcia per le strade di Brindisi, coi ragazzi delle scuole mescolati ai migranti per dire forte che il mare no, non dimentica. E poi quei 368 fiori depositati uno accanto all’altro in un piccolo gommone, nel Cara di Castelnuovo di Porto (Roma): un ricordo affidato al Tevere, perché a un altro mare lo affidi. Quella di ieri è stata una giornata di commozione nei centri di accoglienza gestiti dalla Cooperativa Auxilium in tutta Italia. Dove sono state organizzate iniziative, celebrazioni e momenti di preghiera interreligiosi per onorare la memoria dei migranti morti nel Mediterraneo. L’evento più importante proprio a Brindisi, dove il Centro accoglienza richiedenti asilo di Restinco ha dato vita, insieme a Migrantes e ai Salesiani di Don Bosco, alla seconda edizione della marcia 'Il mare non dimentica'. Migliaia di persone hanno attraversato le vie principali della città, in testa i giovani delle scuole e i ragazzi migranti ospiti del centro. Tappa finale, la scalinata Virgilio, con un momento di riflessione a cura degli studenti dell’Istituto Palumbo, i canti tradizionali di un gruppo di richiedenti asilo e la costruzione di una barca sulla quale ognuno ha lasciato un’impronta colorata. Letture di poesie, dipinti, lanci di lanterne e ulivi piantati in terra in simbolo di pace e di riconoscenza per l’accoglienza ricevuta nei centri di Matera, Potenza, Menfi, Bitonto, Caltanissetta. A Bari la commemorazione della giornata ha avuto luogo innanzi al monumento simbolo costruito nel centro coi pezzi barconi, i sassi, le conchiglie raccolti in mare: 368, in memoria del 3 ottobre 2013. Momenti toccanti nei Cara romani di Castelnuovo di Porto e nell’Hub di Rocca di Papa: nel primo con la cerimonia di “varo” di un piccolo gommone contenente 368 fiori, e affidato al Tevere; nel secondo con un lancio di palloncini bianchi, in memoria delle piccole vittime del mare, contenenti ciascuno le preghiere, i ricordi e le speranze di operatori e ospiti della struttura.
 

CISL: domani un convegno sull’inclusione nell’Europa dei diritti

Roma -  “Migranti: dai muri all’accoglienza e all’inclusione nell’Europa dei diritti”: è questo il titolo del Convegno organizzato dalla CISL a Roma presso l' Auditorium di via Rieti 13 dalle 10.00 alle 13.30 di domani, martedì 4 ottobre. Aprirà i lavori Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Tarantelli - Centro Studi, Ricerca e Formazione CISL. Seguirà una tavola rotonda cui interverranno Maurizio Bernava, Segretario Confederale CISL, Maurizio Ambrosini, Docente di sociologia dei processi migratori dipartimento di studi sociali e politici Università di Milano, Marco Cilento, Consulente CES sui temi della Mobilità e Migrazione, Luigi Manconi, Presidente Commissione Straordinaria Tutela e Promozione dei diritti umani - Senato della Repubblica e Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della  Conferenza Episcopale Italiana.
Interverrà all' iniziativa Paolo Gentiloni, Ministro Affari Esteri. Concluderà la giornata la Segretaria Generale della CISL, Annamaria Furlan.
 

Festival del Circo di Latina: 15 big nella Giuria Tecnica

Latina - “Stelle del Circo” non solo in pista ma anche nella prestigiosa Giuria Tecnica Internazionale chiamata ad assegnare gli ambiti “Latina d’Oro”. La Giuria Tecnica Internazionale dell’International Circus Festival of Italy è composta dai titolari o dai responsabili dei più importanti circhi o accademie di circo del mondo nonché da personalità di chiara fama nel panorama dell’imprenditorialità, dell’arte o delle politiche ascrivibili al mondo del Circo. La Giuria Tecnica Internazionale è chiamata a visionare tutti i numeri in competizione e ad esprimere una valutazione che tenga conto dei seguenti parametri: l’originalità della performance, la coreografia, la qualità tecnica ed il grado di difficoltà. Ciascun giurato, inoltre, potrà assegnare ad ogni esibizione un “bonus” nel caso voglia riconoscere alla performance un particolare merito in riferimento all’originalità (tecnica o coreografica) ed al riscontro del pubblico.
 

Lampedusa: una marcia per ricordare le vittime del mare

Lampedusa - Un migliaio di persone ha partecipato alla marcia verso la Porta dell'Europa a Lampedusa per ricordare il terzo anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013 che costò la vita a 368 migranti.  Alla manifestazione, oltre ad alcuni superstiti della tragedia, erano presenti più di 200 ragazzi che nei giorni scorsi hanno preso parte a workshop tematici nell'ambito del progetto "L'Europa inizia a Lampedusa". Intanto proseguono gli sbarchi sull'isola. Una piccola imbarcazione con 13 migranti, presumibilmente tunisini, è stata tratta in salvo.
 

Mons. Perego: “costruire stabili corridoi umanitari e vie legali che accompagnino i migranti”

Roma - “L’Europa di domani non si costruisce con la crescita della denatalità, con i respingimenti, con nuovi muri e lastricando i fondali del Mediterraneo con i corpi di uomini e donne, giovani e bambini. L’Europa di domani si costruisce solo sulla tutela della dignità di ogni persona, sulla giustizia sociale, sulla cooperazione e condivisione dei beni”. È quanto afferma Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, in una nota per il Sir in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita con una legge promulgata il 21 marzo 2016. Significativa la data scelta: “All’alba del 3 ottobre 2013 – ricorda Mons. Perego – a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, un barcone di migranti s’inabissava”. Furono 368 i morti, molti dei quali donne e bambini. “Quel giorno – prosegue – il mondo s’indignò, l’Europa pianse, l’Italia si svegliò creando l’operazione ‘Mare nostrum’” con cui si sono salvate 170mila persone nel Mediterraneo e oltre 270mila successivamente sono state tratte in salvo con navi anche di altri Stati europei. Ma – evidenzia il direttore Migrantes – “ancora troppi sono stati i morti nel Mediterraneo: dal 3 ottobre 2013 ad oggi, oltre 11.500”. Per Mons. Perego, quella di oggi è “una Giornata della memoria” – avendo “consapevolezza di chi sono i migranti che sbarcano, non clandestini, ma migranti in fuga” – ma anche una “Giornata della verità sui migranti”, per “sensibilizzare l’opinione pubblica – come recita l’art. 2 della legge – alla solidarietà civile nei confronti dei migranti”, impegnandosi “perché l’accoglienza non sia discrezionale, ma diffusa in tutti gli 8mila Comuni italiani”, ammonisce Perego. Inoltre è “una Giornata per educare” e “per chi crede è anche una Giornata per pregare e per recitare il nostro ‘Miserere’: abbi pietà di noi, Signore per tante morti innocenti”. “Ci auguriamo che questa Giornata possa diventare l’occasione per gridare insieme non solo il nostro sdegno – conclude – ma anche la volontà di costruire stabilmente corridoi umanitari e vie legali che accompagnino i migranti e le loro famiglie e consentano l’ingresso in Italia e in ogni Paese d’Europa, senza altre morti innocenti”.
 

MCI Svizzera: la Missione di Vevey celebra 60 anni

Vevey - La Missione Cattolica Italiana di Vevey compie 60 anni. Ieri le celebrazioni nella Chiesa Notre Dame con la partecipazione dei missionari che hanno guidato la missione negli ultimi anni: Don Demetrio Guarato, Don carlo Collo, p. Gino Troetto insieme all’attuale p. Arturo Parolo.
“Abbiamo voluto celebrare questo anniversario – si legge in una nota – per richiamare quanto è stato benefico e ricco il cammino compiuto e per sottolineare l’incidenza e il servizio che offre ancora la Missione Cattolica Italiana sia con quelli di prima e di seconda generazione come pure con i nuovi immigrati di questi ultimi anni”.
La MCI di Vevey inizia ufficialmente nel 1956 con il primo missionario don Domenico Capocchi.
 

Migranti: Scalabriniane, “superare” cliché dei numeri, Chiesa unita per chiedere impegno a Europa

Roma - “Dobbiamo superare il cliché di parlare di migranti come numeri: raccontiamo le loro storie, i loro viaggi, le loro esperienze. Edificano le comunità che accolgono e fa bene al mondo”. Lo dice in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle scalabriniane, congregazione missionaria che sin dalla sua fondazione si occupa dell'assistenza ai migranti. “L'incontro a Lampedusa tra monsignor Jean Paul Jaeger, Vescovo della diocesi di Arras, dove si trova Calais, tra il Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e il Vescovo Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes della CEI, conferma che la Chiesa è unita con le sue comunità per affrontare il problema e che da tempo chiede all'Europa di individuare quelle soluzioni idonee per definire non una 'emergenza' ma una normale richiesta di aiuto di gente che fugge da povertà, guerre, da situazioni insostenibili scatenate dagli stessi uomini – ha proseguito suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale. La politica ha le sue responsabilità ma i media devono capire se continuare questo lavoro può portare a grandi danni perché scatena ansie inutili”. A Jundiaì (Brasile), le suore scalabriniane hanno organizzato proprio la scorsa settimana un incontro internazionale della Commissione scalabriniana della comunicazione. Dall'Europa e dall'America, gli operatori dell'informazione si sono confrontati con il coordinamento di suor Elizabeth Pedernal, consigliera generale della Congregazione. “Il nostro è stato un confronto profondo, che ha lavorato per tracciare le modalità di nuovi linguaggi per parlare di migrazione – ha spiegato suor Elizabeth – E' fondamentale, però, affrontare il tema dell'uso di una terminologia adeguata e di tecniche che possano evitare due 'derive': la prima, quella per la quale la migrazione sia fatta solo di numeri, la seconda, quella fatta da ansie inutili ingenerate dai media. L'essere umano è sempre stato migrante: è un dato di fatto”. A partecipare al meeting, anche il professor Luiz Claudio Ferreira, docente di giornalismo del Centro universitario di Brasilia (Uniceub). “I media trattano le migrazioni sempre come una crisi e in tono allarmistico rafforzando alcune cornici ideologiche. Ci sono preconcetti legati all'origine, al genere, alle etnie, al credo religioso – ha spiegato il docente – E' fondamentale umanizzarne i contenuti e affidare alle comunicazioni la forza dell’incontro, come ci ricorda Papa Francesco.
 

I migranti visti dall’occhio di Giusti

Milano - Nel raccontare il dramma dei migranti, spesso i media ci inondano di immagini che rischiano di trasformarli in folle anonime. Dai suoi lavori in Libia come a Lesbo, il fotografo Francesco Giusti, in “Lost and Found” allo Spazio Aperto San Fedele di Milano, ci aiuta a vedere i migranti come persone con storie e affetti simili alle nostre.
Realizzata con il Festival della Fotografia Etica di Lodi e con l’agenzia Prospekt, la mostra (curata da Gigliola Foschi), inaugurata nei giorni scorsi resterà aperta fino al 29 ottobre.
 

Alla Migrantes il Premio dell’Associazione Italiana insegnati di Geografia

Roma - E’ stato consegnato alla Fondazione Migrantes il Premio Geografia Giorgio Valussi. A ritirale il riconoscimento il Direttore generale, Mons. Gian Carlo Perego durante  il convegno – in corso sino al 3 ottobre - "Geografie disuguali. L'educazione geografica per l'inclusione".
Mons. Perego – dopo aver ringraziato l’Associazione italiana insegnanti di Geografia, per il riconoscimento, con il quale si è voluto guardare al lavoro culturale e sociale della Fondazione Migrantes” ha  ricordato che tra gli scopi della Migrantes c’è quello dell’informazione sul mondo delle migrazioni e della mobilità umana per “superare paure e luoghi comuni e conoscere le storie di vita dei migranti, la ricerca. L’Italia – ha detto Perego - è in movimento, con arrivi e partenze di persone. 5 milioni di persone di 198 nazionalità presenti nel nostro Paese, 450.000 persone migranti in fuga che hanno raggiunto le nostre coste provenienti da 65 Paesi del mondo, indicano come “la geografia umana dell’Italia, ma anche le strade, i giardini, le scuole, gli spazi pubblici delle nostre città stanno cambiando e sollecitando nuovi percorsi di incontro e di scambio, nuove strade interculturali che valorizzano ogni realtà e presenza anche minoritaria”. A fronte degli arrivi di persone diverse, dall’Italia sono partiti  verso 196 paesi del mondo oltre 4 milioni e ottocentomila persone: il nostro Paese – ha spiegato - vive una nuova stagione di emigrazione, di giovani e anziani, di lavoratori e studenti, di singoli e famiglie. Il mondo delle migrazioni e della mobilità costituisce una sfida a rileggere la città e la cittadinanza, la casa e la famiglia, la scuola e l’educazione. I paesi di partenza, i paesi di transito, i paesi di arrivo diventano luoghi geografici da ripensare anche in funzione di non aumentare ulteriormente il disagio sociale, le disuguaglianze sociali, l’esclusione sociale”. (R.I.)