Primo Piano

Mons. Perego: messaggio Papa un forte appello all’accoglienza e alla tutela dei minori migranti

Roma - Il Messaggio di Papa Francesco per la 103ma Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata anche in Italia domenica 15 gennaio, costituisce “un forte appello all'accoglienza, alla tutela e all'accompagnamento dei minori migranti e richiedenti asilo, che costituiscono una parte maggioritaria di chi oggi e in cammino e in fuga nel mondo e che sono - come dice il Papa – ‘tre volte indifesi’: perché minori, perché stranieri, perché indifesi”.  Con queste parole Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, commenta il testo del messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato presentato questa mattina in vaticano.
Per Mons. Perego oggi, anche in Italia, “l'esigibilità di alcuni diritti fondamentali dei minori migranti, soprattutto in fuga e che sbarcano sulle nostre coste, sono a rischio: l'accoglienza è in  grandi centri e non in ambito familiare, almeno per 10.000 dei minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste e oggi in Italia; l'inserimento scolastico è ritardato anche di un anno, anche la possibilità del gioco in un ambiente di serenità manca”. Il Messaggio del Papa, “aiutandoci a riconoscere nell'arrivo di minori migranti sulle nostre terre, è un nuovo appello all'accoglienza, alla tutela, evitando, almeno per i minori, di "tracciare una linea di demarcazione  tra migrazione e traffico" che giustifichi la non tutela e protezione”. (Raffaele Iaria) 
 

Scalabrini-Fest al Centro di Spiritualità di Stoccarda

Stoccarda - L’annuale Scalabrini-Fest dei Frutti 2016 si è tenuta dal 7 al 9 ottobre presso il Centro di Spiritualità dei missionari scalabriniani a Stoccarda in collaborazione con le missionarie secolari scalabriniane. A distanza di anni, rimangono quanto mai attuali le parole pronunciate nel 1995 durante il primo incontro internazionale di questo tipo dall’allora Vescovo di Rottenburg-Stoccarda Mons. Walter Kasper: “Siamo tutti migranti!”. La mobilità umana nelle sue molteplici forme contraddistingue, infatti, il nostro tempo e diviene un segno dei tempi che sollecita a riconoscerci, come esseri umani e come cristiani, persone in cammino, “in esodo” da noi stessi, dai nostri orizzonti e interessi limitati per scoprirci tutti parte dell’unica famiglia di Dio. Il titolo della Festa di quest’anno: “Passi di esodo con e per l’umanità migrante” intendeva indicare la chance dell’incontro tra migranti e autoctoni e il cammino che tutti sono chiamati a percorrere insieme per costruire un futuro nuovo non solo per la chiesa e la società locali, ma anche per tutto il mondo, travagliato da conflitti e ingiustizie.
Alla Festa hanno partecipato circa 280 persone di 31 nazionalità diverse e ha avuto un carattere formativo e di approfondimento della fede in contesto migratorio attraverso una tavola rotonda, lavori di gruppo per giovani e adulti, momenti di preghiera e celebrazione dell’Eucaristia in diverse lingue, workshop interattivi per bambini e adolescenti e un concerto con musiche e danze delle varie culture. I principali referenti sono stati mons. Detlef Stäps, direttore dell'ufficio missionario della diocesi di Rottenburg-Stoccarda, p. Tobias Kessler, missionario scalabriniano che lavora presso l’Institut für Weltkirche und Mission di Francoforte e la missionaria secolare scalabriniana Giulia Civitelli, medico presso il Poliambulatorio Caritas per i migranti di Roma.
Sono intervenuti anche i missionari scalabriniani p. Gabriele Bortolamai (Centro di Spiritualità – Stoccarda), p. Antonio Bortolamai (Porto Alegre – Brasile), p. Sandro Curotti e p. Carlo Marzoli (entrambi a Stoccarda) e don Saverio Viola (Solothurn – Svizzera). -  (Luisa Deponti)
 

GMM: il messaggio di Papa Francesco

Città del Vaticano – “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. E’ questo il tema scelto da Papa Francesco per la 103.ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che – a livello ecclesiale – sarà celebrata domenica 15 gennaio 2017.
Di seguito pubblichiamo il testo integrale del Pontefice:
 
Cari fratelli e sorelle!
«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9,37; cfr Mt 18,5; Lc 9,48; Gv 13,20). Con queste parole gli Evangelisti ricordano alla comunità cristiana un insegnamento di Gesù che è entusiasmante e, insieme, carico di impegno. Questo detto, infatti, traccia la via sicura che conduce fino a Dio, partendo dai più piccoli e passando attraverso il Salvatore, nella dinamica dell’accoglienza. Proprio l’accoglienza, dunque, è condizione necessaria perché si concretizzi questo itinerario: Dio si è fatto uno di noi, in Gesù si è fatto bambino e l’apertura a Dio nella fede, che alimenta la speranza, si declina nella vicinanza amorevole ai più piccoli e ai più deboli. Carità, fede e speranza sono tutte coinvolte nelle opere di misericordia, sia spirituali sia corporali, che abbiamo riscoperto durante il recente Giubileo Straordinario.
Ma gli Evangelisti si soffermano anche sulla responsabilità di chi va contro la misericordia: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare» (Mt 18,6; cfr Mc 9,42; Lc 17,2).
Come non pensare a questo severo monito considerando lo sfruttamento esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della
pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati? Per questo, in occasione dell’annuale Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, mi sta a cuore richiamare l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari. Le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale. Non si tratta solo di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini che sono costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi e di trovare altrove pace e sicurezza. Sono in primo luogo i minori a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi. La corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe
come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori e, in generale, la privazione dei diritti inerenti alla fanciullezza sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
L’età infantile, per la sua particolare delicatezza, ha delle esigenze uniche e irrinunciabili. Anzitutto il diritto ad un ambiente familiare sano e protetto dove poter crescere sotto la guida e l’esempio di un papà e di una mamma; poi, il diritto-dovere a ricevere un’educazione adeguata, principalmente nella famiglia e anche nella scuola, dove i fanciulli possano crescere come persone e protagonisti del futuro proprio e della rispettiva nazione. Di fatto, in molte zone del mondo, leggere, scrivere e fare i calcoli più elementari è ancora un privilegio per pochi. Tutti i minori, poi, hanno diritto a giocare e a fare attività ricreative, hanno diritto insomma ad essere bambini.
Tra i migranti, invece, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli
agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado
umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare.
Come rispondere a tale realtà? Prima di tutto rendendosi consapevoli che il fenomeno migratorio non è avulso dalla storia della salvezza, anzi, ne fa parte. Ad esso è connesso un comandamento di Dio: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto» (Es 22,20); «Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto» (Dt 10,19). Tale fenomeno costituisce un segno dei tempi, un segno che parla dell’opera provvidenziale di Dio nella storia e nella comunità umana in vista della comunione universale. Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia «ogni nazione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9). Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità dell’essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti. Inoltre occorre puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature. Anzitutto, si tratta di adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti protezione e difesa, perché «questi ragazzi e ragazze finiscono spesso in strada abbandonati a sé stessi e preda di sfruttatori senza scrupoli che, più di qualche volta, li trasformano in oggetto di violenza fisica, morale e sessuale» (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2008).
Del resto, la linea di demarcazione tra migrazione e traffico può farsi a volte molto sottile. Molti sono i fattori che contribuiscono a creare uno stato di vulnerabilità nei migranti, specie se minori: l’indigenza e la carenza di mezzi di sopravvivenza – cui si aggiungono aspettative irreali indotte dai media –; il basso livello di alfabetizzazione; l’ignoranza delle leggi, della cultura e spesso della lingua dei Paesi ospitanti. Tutto ciò li rende dipendenti fisicamente e psicologicamente.
Ma la spinta più potente allo sfruttamento e all’abuso dei bambini viene dalla domanda. Se non si trova il modo di intervenire con maggiore rigore ed efficacia nei confronti degli approfittatori, non potranno essere fermate le molteplici forme di schiavitù di cui sono vittime i minori.
È necessario, pertanto, che gli immigrati, proprio per il bene dei loro bambini, collaborino sempre più strettamente con le comunità che li accolgono. Con tanta gratitudine guardiamo agli organismi e alle istituzioni, ecclesiali e civili, che con grande impegno offrono tempo e risorse per proteggere i minori da svariate forme di abuso. E’ importante che si attuino collaborazioni sempre più efficaci ed incisive, basate non solo sullo scambio di informazioni, ma anche sull’intensificazione di reti capaci di assicurare interventi tempestivi e capillari. Senza sottovalutare che la forza straordinaria delle comunità ecclesiali si rivela soprattutto quando vi è unità di preghiera e comunione nella fraternità.
In secondo luogo, bisogna lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti. Essi dipendono in tutto dalla comunità degli adulti e, molto spesso, la scarsità di risorse finanziarie diventa impedimento all’adozione di adeguate politiche di accoglienza, di assistenza e di inclusione. Di conseguenza, invece di favorire l’inserimento sociale dei minori migranti, o programmi di rimpatrio sicuro e assistito, si cerca solo di impedire il loro ingresso, favorendo così il ricorso a reti illegali; oppure essi vengono rimandati nel Paese d’origine senza assicurarsi che ciò corrisponda al loro effettivo “interesse superiore”.
La condizione dei migranti minorenni è ancora più grave quando si trovano in stato di irregolarità o quando vengono assoldati dalla criminalità organizzata. Allora essi sono spesso destinati a centri di detenzione. Non è raro, infatti, che vengano arrestati e, poiché non hanno denaro per pagare la cauzione o il viaggio di ritorno, possono rimanere per lunghi periodi reclusi, esposti ad abusi e violenze di vario genere. In tali casi, il diritto degli Stati a gestire i flussi migratori e a salvaguardare il bene comune nazionale deve coniugarsi con il dovere di risolvere e di regolarizzare la posizione dei migranti minorenni, nel pieno rispetto della loro dignità e cercando di andare incontro alle loro esigenze, quando sono soli, ma anche a quelle dei loro genitori, per il bene dell’intero nucleo familiare. Resta poi fondamentale l’adozione di adeguate procedure nazionali e di piani di cooperazione concordati tra i Paesi d’origine e quelli d’accoglienza, in vista dell’eliminazione delle cause dell’emigrazione forzata dei minori.
In terzo luogo, rivolgo a tutti un accorato appello affinché si cerchino e si adottino soluzioni durature. Poiché si tratta di un fenomeno complesso, la questione dei migranti minorenni va affrontata alla radice. Guerre, violazioni dei diritti umani, corruzione, povertà, squilibri e disastri ambientali fanno parte delle cause del problema. I bambini sono i primi a soffrirne, subendo a volte torture e violenze corporali, che si accompagnano a quelle morali e psichiche, lasciando in essi dei segni quasi sempre indelebili. È assolutamente necessario, pertanto, affrontare nei Paesi d’origine le cause che provocano le migrazioni. Questo esige, come primo passo, l’impegno dell’intera Comunità internazionale ad estinguere i conflitti e le violenze che costringono le persone alla fuga. Inoltre, si impone una visione lungimirante, capace di prevedere programmi adeguati per le aree colpite da più gravi ingiustizie e instabilità, affinché a tutti sia garantito l’accesso allo sviluppo autentico, che promuova il bene di bambini e bambine, speranze dell’umanità.
Infine, desidero rivolgere una parola a voi, che camminate a fianco di bambini e ragazzi sulle vie dell’emigrazione: essi hanno bisogno del vostro prezioso aiuto, e anche la Chiesa ha bisogno di voi e vi sostiene nel generoso servizio che prestate. Non stancatevi di vivere con coraggio la buona testimonianza del Vangelo, che vi chiama a riconoscere e accogliere il Signore Gesù presente nei più piccoli e vulnerabili.
Affido tutti i minori migranti, le loro famiglie, le loro comunità, e voi che state loro vicino, alla protezione della Santa Famiglia di Nazareth, affinché vegli su ciascuno e li accompagni nel cammino; e alla mia preghiera unisco la Benedizione Apostolica.
 

 
 
 

Croce di Lampedusa a Modena: proseguono gli incontri

Modena - Dopo la celebrazione iniziale,  proseguono a Modena gli appuntamenti  davanti alla Croce di Lampedusa, nella chiesa di San Giovanni Battista. Oggi alle ore 18.30 “La necessità di Cristo”: Arnoldo Mosca Mondadori racconterà il viaggio della “Croce di Lampedusa” e il progetto “Il senso del Pane”, un laboratorio per la produzione di ostie all’interno ed in collaborazione col Carcere di Opera a Milano. A questo affiancherà una riflessione, che prende vita dalla sua ultima pubblicazione, "La rivoluzione eucaristica",  sulla centralità dell'eucarestia nella vita della Chiesa.
I prossimi appuntamenti davanti alla Croce:  “Come semi per il vento”, 15 ottobre dalle 18 alle 24; "Come il peso dell'acqua", 16 ottobre ore 21,  “La compassione infinita”, 20 ottobre ore 18.30.
 

Anci: migranti in tutti i Comuni

Bari - Migranti in tutti i Comuni. Passare da una “gestione emergenziale” ad una “gestione strutturale” con un programma di accoglienza che coinvolga tutti gli 8.000 municipi italiani in modo proporzionale, per evitare eccessive concentrazioni. È la chiave di volta del piano per 'una accoglienza equa e solidale' definito dall’Anci con il ministero dell’Interno, e che è stato presentato ieri a Bari in apertura della 33esima assemblea nazionale dei Comuni. A illustrare le linee del piano è stato Piero Fassino, a conclusione del suo mandato da presidente dell’Anci.
“L’immigrazione non è un’emergenza – ha detto – ma un fenomeno strutturale e per questo bisogna organizzarsi per gestire un fenomeno che non finirà, distribuendo l’accoglienza in modo proporzionale tra i Comuni, per evitare eccessive concentrazioni di migranti”.
L’assemblea ha eletto il nuovo presidente dell’Anci nella persona di Antonio De Caro, sindaco di Bari, in sostituzione di Fassino.
 

Frontalieri: nessun effetto referendum in Svizzera

Milano - Se la destra ticinese pensava di frenare il fenomeno del frontalierato con il referendum del 25 settembre dovrà ricredersi. La vittoria di “Prima i nostri” non soltanto non avrà effetti pratici, ma non spaventa proprio nessuno. «La gente continuerà a venire e presto arriverà anche a Berna e Zurigo, i centri del potere politico ed economico del Paese. E allora tutta la Svizzera si sveglierà e si accorgerà dell’esistenza di questi lavoratori», dice Giancarlo Bosisio, primo responsabile dell’Ufficio frontalieri dell’Ocst, l’Organizzazione cristiano-sociale ticinese, che ieri, all’Ismu di Milano, ha presentato il volume “Non avete pane a casa vostra?”, raccolta di esperienze e testimonianze di mezzo secolo di frontalierato italo-svizzero, curato da Guido Costa. Più che raddoppiati dal 2000, passando da circa 30mila e oltre 62mila, i frontalieri sono comunque un «esercito impotente » per Alberto Gandolla, che dell’Ocst è responsabile dell’archivio storico. «Rispetto al passato – spiega – oggi i frontalieri hanno buone qualifiche e sul mercato del lavoro si mettono in concorrenza con gli svizzeri. Sono tanti, sono bravi ma sono comunque impotenti perché difficili da tutelare e i Cristiano sociali sono stati il primo sindacato che ha cercato di garantire loro i diritti minimali». Il problema si chiama “dumping sociale” (la differenza salariale, a parità di mansioni, tra lavoratori svizzeri e frontalieri) e, secondo Gandolla, è provocato direttamente dalla mancanza di contratti collettivi soprattutto nelle professioni del terziario avanzato, dove i frontalieri sono in continuo e costante aumento. «È lo stesso datore di lavoro che fa dumping, approfittando della situazione», sintetizza Gandolla.
«Il referendum ha evidenziato il problema del dumping», aggiunge Bosisio. «Fino al 2004 – ricostruisce – c’era la priorità per i lavoratori indigeni, che è stata tolta dopo l’accordo di libera circolazione con la Ue. L’“invasione” di personale italiano qualificato origina da qui e molti imprenditori ne hanno subito approfittato. Così, oggi, il nostro lavoro è andare a riconoscere dove non ci sono le tutele minime e non viene nemmeno applicato il Codice delle obbligazioni che stabilisce le regole di base. Da questo punto di vista – ribadisce Bosisio con amarezza – oggi si è tornati ai primordi del sindacato, con tanti lavoratori senza tutele né garanzie».
È questo il contesto comune a tanti frontalieri, vittime di un pregiudizio generato «dall’idea di complementarietà tra manodopera autoctona e immigrata», sottolinea Laura Zanfrini, sociologa dell’Università Cattolica e responsabile Settore economia e lavoro dell’Ismu. «È proprio l’aspettativa che gli immigrati possano candidarsi a ricoprire unicamente i posti di lavoro altrimenti vacanti – ricorda l’esperta – a produrre quei fenomeni di dumping sociale di cui migranti e frontalieri sono gli involontari protagonisti. È soltanto attraverso la promozione di un’effettiva uguaglianza di trattamento, nell’accesso alle opportunità lavorative e nei trattamenti contrattuali e retributivi, che è invece possibile contrastare i fenomeni di “concorrenza sleale” dei quali i lavoratori stranieri sono spesso accusati». (Paolo Ferrario-Avvenire)
 
 

Papa Francesco: le opere di misericordia antidoto contro l’indifferenza

Città del Vaticano - "Le opere di misericordia risvegliano in noi l'esigenza e la capacità di rendere viva e operosa la fede e la carità". Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro, preannunciando che dedicherà alle sette opere di misericordia spirituali e alle sette materiali le prossime catechesi del mercoledì, nel quadro del Giubileo della misericordia che si conclude il 20 novembre. "Sono convinto che attraverso questi semplici gesti quotidiani possiamo compiere una vera rivoluzione culturale, come è stato in passato", ha detto il Papa: "Se ognuno di noi ogni giorno ne fa una di queste questa sarà una rivoluzione nel mondo: ma tutti, ognuno!". Per il pontefice le opere di misericordia "educano all'attenzione verso le esigenze più elementari dei nostri fratelli più piccoli, nei quali è presente Gesù" e rappresentano un "antidoto" in un mondo "colpito dal virus dell'indifferenza": ha detto il Papa. Nel corso dei secoli "tante persone semplici le hanno messe in pratica, dando così genuina testimonianza della fede". "La Chiesa d'altronde, fedele al suo Signore, nutre un amore preferenziale per i più deboli. Spesso sono le persone più vicine a noi che hanno bisogno del nostro aiuto. Non dobbiamo andare alla ricerca di chissà quali imprese da realizzare. È meglio iniziare da quelle più semplici, che il Signore ci indica come le più urgenti". Papa Francesco ha concluso la catechesi ricordando madre Teresa, da poco canonizzata: "Non la ricordiamo per le tante case che ha aperto nel mondo, ma perché si chinava su ogni persona che trovava in mezzo alla strada per restituirle la dignità. Quanti bambini abbandonati ha stretto tra le sue braccia; quanti moribondi ha accompagnato sulla soglia dell'eternità tenendoli per mano!".
 

Brasile: italiano senza Frontiere

Roma - “Italiano senza Frontiere”, il Programma di diffusione dell’italiano in ambito accademico brasiliano, frutto di un Memorandum of Understanding sottoscritto tra l’Ambasciata d’Italia in Brasile e il Ministero dell’Istruzione e dell’Università brasiliano ad agosto 2015 per il quadriennio 2016-2019, è ufficialmente nei giorni scorsi con i corsi di italiano presenziali presso quattro università federali brasiliane. Grazie anche al sostegno finanziario del Governo italiano, l’Università Federale del Pará (UFPA), l’Università Federale del Pernambuco (UFPE), l’Università Federale di Viçosa (UFV) e l’Università Federale di Santa Maria (UFSM) hanno avviato corsi di italiano rivolti a 60 studenti ciascuna, provenienti da tutti i rispettivi corsi di laurea e scelti tra i quasi 3000 partecipanti al bando di selezione. Nell’ambito di questo sforzo sinergico di promozione della lingua italiana nel mondo accademico brasiliano, l’ulteriore contributo del Governo italiano si concretizzerà con l’offerta di corsi di italiano a distanza, spiega una nota.
 

Migrantes Pozzuoli: al via il corso gratuito di lingua italiana per stranieri

Pozzuoli - Parte la 6° edizione del corso gratuito di Lingua Italiana per stranieri e migranti nell’area Flegrea, organizzato dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Pozzuoli. Ogni anno la Migrantes, tra le altre attività, impartisce in due fasi diverse il corso di Lingua Italiana per migranti, da ottobre a dicembre e da febbraio a giugno.
L’obiettivo di questi corsi è di aiutare il migrante – spiega una nota -  che intende vivere e condividere la vita in Italia, ad apprendere la lingua: per conoscere i costumi del Paese che lo ospita e potervi affrontare qualsiasi ambito dell’interazione umana, per inserirsi nel contesto lavorativo, per comprendere la politica migratoria e per il disbrigo delle pratiche burocratiche.
Il comprendere la lingua del luogo in cui si viene ospitati – continua la Migrantes -  è “il primo passo per affrontare i problemi che sorgono dal desiderio di un’integrazione che altrimenti sarebbe più difficile. Pertanto, si auspica che il popolo del Paese ospitante sia favorevole e dia una moralità a questa importante esigenza, affinché i lavoratori domestici, i badanti per gli anziani, i baby-sitter, i muratori e agricoltori ecc… siano capaci di comprendere ed esprimersi nel negoziare e dialogare con i datori di lavoro; stimolare il confronto fra culture diverse, per evitare fenomeni di auto-emarginazione da un lato, e del rifiuto del diverso dall’altro. Non si può entrare in un nuovo territorio del tutto sconosciuto e correre in cerca di lavoro senza una previa conoscenza minima di quell’ambiente”.
 

Circo: da domani il Festival Internazionale di Latina

Latina - 21 numeri in competizione, 14 nazioni rappresentate, 2 ospiti d’onore fuori concorso, i Fratelli Pellegrini e Vinicio Canestrelli Togni,  15 giurati tecnici, 13 giurati della critica: questi i numeri del Festival del Circo di Latina.
Fissato per domani, Giovedì 13 alle ore 21, l’atteso spettacolo di apertura del Festival.
Una piccola anticipazione pubblica è prevista per il pomeriggio di oggi, Mercoledì, alle ore 17.15 in piazza San Marco a Latina: gli artisti del Festival, di fronte alla Cattedrale dedicata a Don Bosco, patrono dei circensi, offriranno un breve pot-pourri della loro Arte; si tratta di una speciale preghiera ecumenica con la quale dare avvio alla manifestazione rimarcando la capacità che il Circo ha di unire popoli e culture differenti.
Da non perdere poi, Venerdì 14 alle ore 18.30 il “Caffè letterario a tema circense” condotto nelle strutture del Festival dalla brillante Dina Tomezzoli: una bella occasione per godere pienamente della cultura circense così come ci viene raccontata dall’editoria di settore.
 

Firenze: parte il Festival delle Generazioni

Firenze - Si apre domani, giovedì 13 ottobre, a Firenze la terza edizione della manifestazione dove le generazioni si incontrano. Tra gli eventi in programma: una performance e uno spettacolo teatrale, un “Migrantour” per la città e l’inaugurazione della mostra con i videoracconti di 200 bambini, ragazzi, adulti, nonni e bisnonni d’Italia. Tra gli ospiti della giornata: Michele Ainis, Alessandro Rosina, David Riondino e Teresa De Sio. È dedicata alle migrazioni la prima giornata del Festival delle Generazioni, organizzato a Firenze da giovedì 13 a sabato 15 ottobre da Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl. Cinquemila gli over 60 attesi in città: insieme a loro anche figli e nipoti, per un confronto intergenerazionale su “Oltre le frontiere: generazioni e culture” – tema di questa terza edizione della manifestazione – in compagnia di filosofi, artisti, economisti, giornalisti, uomini e donne dello sport, dello spettacolo, delle istituzioni e della cultura.
Inaugurazione alle ore 15.30, presso il teatro Verdi (via Ghibellina 99), con l’assessore a Istruzione, formazione e lavoro della Regione Toscana Cristina Grieco, l’assessore ad Accoglienza e integrazione del Comune di Firenze Sara Funaro e Mauro Scotti, segretario regionale di Fnp-Cisl. In platea faranno incursione anche 30 attori, acrobati e musicisti della compagnia Venti Lucenti per una performance poetica ed emozionante dal titolo “Confini”. A seguire si entra nel vivo del programma con l’incontro “Oltre le frontiere”, in cui si discute di accoglienza, solidarietà, integrazione e flussi demografici con il costituzionalista Michele Ainis, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, la studentessa Erasmus Abigail Rodríguez Romero, il demografo Alessandro Rosina, la scrittrice Igiaba Scego e il giornalista e scrittore Roberto Sommella. Coordina il vicedirettore di La7 Andrea Pancani.
Alle ore 18.00, dopo una nuova performance di Venti Lucenti in piazza della Signoria, alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio si apre la mostra multimediale “Oltre le generazioni: tra vita quotidiana e futuri condivisi”: un mosaico di videoracconti di bambini, ragazzi, adulti, nonni e bisnonni d’Italia, raccolti da Pinerolo a Palermo. L’allestimento, a cura di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, realizzato da Nanof e Acquario della Memoria in occasione dei vent’anni di Anteas (Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà), è visitabile fino a domenica 16 ottobre. E alle ore 18.30, in “Racconti di generazioni”, gli attori David Riondino e Marta Rizi saranno chiamati a interagire con le immagini della mostra e con le voci dei grandi della letteratura, del cinema e della musica.
Alle ore 17.00, da piazza Santa Croce parte invece il Migrantour alla scoperta di alcuni luoghi della città da sempre teatro di crocevia culturali. Guide di eccezione sono nuovi cittadini, provenienti da
ogni parte del mondo.  Sempre in piazza Santa Croce, dalle ore 15.30 fino alle 20.00, tutti i giorni fino a sabato, ci sono i 10 gazebo di “Il dono delle idee”, dove giovani e anziani possono scambiarsi conoscenze su alimentazione, orientamento, tecnologia, social network, lavoro, salute, diritti e volontariato.
Sempre alle ore 17.00, la Sala storica della biblioteca delle Oblate (via dell'Oriuolo 24) ospita la giornalista e scrittrice Lia Celi e lo storico Andrea Santangelo, che aprono il primo laboratorio della rassegna a cura di Marco Stancati “Il futuro è già ieri”, con la “Storioterapia”, un metodo per imparare dalla storia a vivere meglio. Protagonista Caterina de’ Medici, regina del gusto e machiavellica donna di potere, a cui si devono la forchetta, il gelato, la lingerie e la moderna profumeria. La prima giornata del Festival delle Generazioni si chiude con due eventi speciali: il primo è la Firenze Marathon per le Generazioni, passeggiata ludico motoria per il centro storico, con partenza da piazza Santa Croce alle ore 20.00, in collaborazione con Universo Sport e Training
Consultant Fulvio Massini. Alle 21.00, invece, al cinema Odeon (piazza Strozzi 2) si parla di “Migranti di ieri e di oggi” con l'inviato speciale di La Stampa Domenico Quirico, la firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini. A seguire, lo spettacolo musicale Una notte a Little Italy, un racconto per parole, immagini e musica sull’emigrazione italiana di inizio Novecento negli Stati Uniti: con lo scrittore Francesco Durante, l’attore Tony Laudadio e la partecipazione speciale della scrittrice e musicista folk Teresa De Sio.
Fino a sabato 15 ottobre, il Festival delle Generazioni prevede più dei ottanta appuntamenti con oltre 150 ospiti. In programma spettacoli teatrali, live show, incontri su salute, scuola, lavoro, memoria, scienza e ricerca, lezioni magistrali, tavole rotonde e laboratori di arte e tecnologia.
 

Scuole cattoliche: gli studenti stranieri sono raddoppiati

Roma - Le percentuali di frequenza raddoppiate (per le classi dell’infanzia addirittura triplicate) negli ultimi vent’anni dimostrano che, malgrado le difficoltà economiche, le famiglie non italiane hanno fiducia nella scuola cattolica: è una delle conclusioni che emergono dal 18/mo rapporto del Centro studi per la scuola cattolica della Conferenza episcopale italiana, intitolato "A scuola nessuno è straniero" e dedicato al tema dell’intercultura.
Il volume verrà presentato il 22 ottobre in occasione della nona Giornata pedagogica della scuola cattolica. Secondo l’indagine, sono 32.157 gli alunni con cittadinanza non italiana registrati nell’anno scolastico 2014-15 nelle 8.526 scuole cattoliche italiane, pari al 4,9% del totale degli studenti (654.931). A fare la parte del leone sono gli istituti per l’infanzia, con 25.922 bambini “stranieri”, la maggior parte dei quali (83,5%) però nati in Italia . Gli alunni non italiani si trovano soprattutto in Lombardia (11.243, pari al 35 per cento del totale nazionale), seguita dal Veneto (8075). Fra gli allievi non italiani delle scuole cattoliche l’1,4%, ossia oltre 400, sono disabili.
 

Migrantes Triveneto: domani conferenza sulla nuova mobilità italiana

Padova – Sono quasi 5 milioni gli italiani residenti all’estero, circa 110mila solo nell’ultimo anno. E questo fenomeno riguarda sempre di più le regioni del Nord ed anche del Nordest del nostro Paese, come racconta l’edizione 2016 del “Rapporto Italiani nel Mondo” presentato proprio in questi giorni a livello nazionale dalla Fondazione Migrantes.
Per affrontare questi temi - soprattutto con riferimento alle regioni del Nordest italiano e all’attenzione delle nostre Chiese verso le tante persone coinvolte - a margine dell’incontro triveneto della Commissione Migrantes, domani, mercoledì 12 ottobre alle ore 12.30 presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova (Via del Seminario, 7 - Aula Tesi) si terrà un incontro con la stampa a cui saranno presenti tra gli altri:  monsignor Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento e vescovo delegato della Conferenza Episcopale Triveneto per il settore; Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale di Migrantes e don Elia Ferro, coordinatore della Commissione Migrantes del Triveneto.
 

“La musica che abbatte il muro”

Roma - Con il videoclip di Mambo Italiano,  in uscita domani, 12 ottobre, per la prima volta  la Fondazione Migrantes e la Musica dei Mezzotono – Piccola Orchestra Italiana Senza Strumenti, si uniscono per abbattere il Muro della paura, dell’ignoranza, dell’egoismo che mina tutte le pacifiche convivenze.
 Al video prendono parte Persone provenienti da ogni parte del mondo, perfettamente integrate nella nostra realtà e riprese durante lo svolgimento delle loro attività quotidiane, per lanciare un messaggio di speranza, per chi arriva e per chi va, perché insieme, senza paura e senza muri tutta l’umanità può diventare una unica grande famiglia. La Fondazione Migrantes ha fra gli altri obiettivi, quello di stimolare la comprensione e la valorizzazione della identità dei migranti, in un clima di pacifica convivenza, oltre alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti.
Non si  poteva, dunque,  non cogliere al volo l’opportunità di diffondere un pensiero di pace e di apertura verso ciò che sembra così lontano e che invece è così vicino a noi, in un modo tanto originale come quello proposto da questa versione inedita e, decisamente divertente, di Mambo Italiano, cantata dai Mezzotono.
 

Il FAIM rilancia l’impegno congressuale per la quarta Conferenza degli italiani nel mondo

Roma - Il Comitato di Coordinamento del FAIM (Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo al quale aderisce anche la Fondazione Migrantes) riconferma l’impegno assunto nel 1° congresso del FAIM  affinché il Governo italiano promuova e realizzi  la quarta Conferenza mondiale degli italiani che vivono all’estero. È infatti tempo che si riproponga – si legge in una nota - una sede in cui affrontare, con capacità critica e nel pluralismo degli apporti, il tema degli italiani nel mondo a partire dall’analisi della loro condizione, delle loro aspettative, esigenze e diritti.
L’associazionismo, come già avvenuto nelle passate Conferenze, intende impegnarsi nella promozione e nella realizzazione di questa Conferenza. A distanza di sedici anni dalla Conferenza celebrata nel 2000 il quadro politico, sociale ed economico è “profondamente mutato; l’avvento della globalizzazione - con le sue criticità e potenzialità - le instabilità geopolitiche e la crisi dei modelli di sviluppo hanno da un lato avuto effetti spesso pesanti per le nostre comunità emigrate e per altro verso hanno spinto molti cittadini italiani a riprendere la via dell’emigrazione” si legge in una nota diffusa oggi. Nei processi di mobilità dall’Italia,  il “diritto negato al lavoro” resta, in condizione storiche mutate, la  stessa causa primaria delle precedenti emigrazioni. Si tratta di “nuova emigrazione  che si  muove soprattutto con una scelta personale per uscire  dall’inoccupazione o dalla disoccupazione, impegnata  a cogliere all’estero quelle opportunità lavorative che non trova in Italia”. Il Forum - come richiamato nelle sue linee programmatiche - “intende aprirsi ad una più adeguata comprensione del rapporto con i nuovi flussi di immigrazione e di emigrazione dall’Italia, assumendo il grande potenziale critico e propositivo delle nuove generazioni di migranti, integrandolo con quello costituito dall'emigrazione insediata da tempo all’estero”. La Conferenza degli italiani nel mondo deve essere in grado di costruire una piattaforma  di rilancio dell’italianità nel mondo  superando la separazione nei diritti e nelle aspettative di quanti sono dentro e fuori dell’Italia. Una Conferenza che affronti, organicamente e in modo aperto le molte questioni, vecchie e nuove, irrisolte  degli italiani emigrati. Il FAIM, forte delle decisioni assunte in sede congressuale e del mandato conferito dalle 85 associazioni che lo compongono, solleciterà al massimo Governo e Istituzioni statali affinché la Conferenza entri nell’agenda delle cose da fare.
 

Fondazione Moressa: “640mila pensioni pagate grazie agli stranieri”

Roma - Gli immigrati che lavorano in Italia versano ogni anno quasi 11 miliardi di contributi previdenziali, che equivalgono a 640mila pensioni italiane. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa,  presentato questa mattina a Roma  e che quest’anno è dedicato all’ impatto fiscale dell’immigrazione nel nostro Paese.
Secondo i dati del Rapporto nel 2014 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,9 miliardi: “ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può calcolare che i contributi dei lavoratori stranieri equivalgono a 640mila pensioni italiane. A questo vanno aggiunto il gettito Irpef complessivo pagato dai contribuenti stranieri (l’8,7% del totale contribuenti) pari a 6,8 miliardi”. Significativo anche lo sviluppo dell’imprenditoria straniera: nel 2015 si contano 656mila imprenditori immigrati e 550mila imprese a conduzione straniera (il 9,1% del totale). Negli ultimi anni (2011/2015), mentre le imprese condotte da italiani sono diminuite (-2,6%), quelle condotte da immigrati hanno registrato un incremento significativo +21,3%. Queste aziende contribuiscono, con 96 miliardi di euro, alla creazione del 6,7% del valore aggiunto nazionale. Osservando la spesa pubblica rivolta all’immigrazione, i settori più rilevanti sono welfare e sicurezza. L’analisi a costi standard evidenzia come il costo degli stranieri sia inferiore al 2% della spesa pubblica.
 

Fondazione Moressa: gli stranieri in Italia producono 127 miliardi di ricchezza

Roma - Gli stranieri che lavorano in Italia producono 127 miliardi di ricchezza. Il dato è contenuto nel Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione redatto dalla Fondazione Moressa e presentato questa mattina al Viminale a Roma. Secondo i ricercatori – che hanno concentrato la loro attenzione sull’impatto fiscale dell’immigrazione in Italia – il contributo economico degli stranieri nel nostro Paese si traduce in 7 miliardi di Irpef versata, in oltre 550 mila imprese straniere che producono ogni anno 96 miliardi di valore aggiunto. Di contro, la spesa destinata agli immigrati è pari al 2% della spesa pubblica italiana (15 miliardi: molto meno, ad esempio, dei 270 miliardi per le pensioni. Secondo il rapporto nel 2015, gli italiani in età lavorativa rappresentavano il 63,2%, mentre tra gli stranieri la quota raggiungeva il 78,1%. Dal punto di vista economico, la ricchezza prodotta dagli stranieri in termini di valore aggiunto nel 2015 è pari a 127 miliardi (8,8% del valore aggiunto nazionale), di poco inferiore al fatturato del “gruppo Fiat” (Exor, fatturato pari a 136 miliardi).
 

GMM: giovedì il Messaggio di Papa Francesco

Città del Vaticano -  “Migranti minorenni, vulnerabili e senza  voce”. Questo il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 15 gennaio 2017. Giovedì 13 ottobre verrà diffuso il Messaggio del Pontefice e nella Sala Stampa della Santa Sede, per l’occasione, il Card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio  Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, terrà una conferenza stampa di presentazione del Messaggio.
 

Festival del Circo di Latina: occasione per promuovere la cultura dell’accoglienza

Latina – “Con questo Festival voi create la giusta occasione per promuovere la cultura dell’accoglienza che permette di far incontrare, nell’unità, diverse culture e religioni, portando all’apprezzamento dei valori autenticamente umani dell’altro”.
E’ quanto scrive il card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, in un messaggio agli organizzatori e partecipanti al festival Internazionale del Circo di Latina. A due giorni dal debutto al Festival sono giunti diversi messaggio oltre al Patrocinio del Ministero degli Esteri italiano.
L'edizione 2016 del festival  sarà quella di “un compleanno speciale”, ricorda il Presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni. Infatti il festival di Latina festeggia quest’anno il 18mo compleanno. “Il panorama italiano, europeo e mondiale, nel quale s'inscrive questo Festival – scrive Buccioni - non è dei più incoraggianti. E non mi riferisco solo alle difficoltà crescenti, a livello europeo, nelle quali deve svolgersi l'antica arte della pista di segatura: mancanza di aree nelle quali attendarsi, ostracismo da parte delle amministrazioni pubbliche, burocrazia e divieti agli spettacoli con animali. Ma più in generale penso al preoccupante contesto sociale, culturale ed economico, ai conflitti, alle minacce alla sicurezza, all'odio e alle divisioni, alla morte e alla distruzione provocati dal recente terremoto”. Il Festival – aggiunge il presidente dell’ENC – “offre ragioni per sperare nel futuro della secolare tradizione artistica del circo, innervata dalla creatività, dalla passione e dalla professionalità della gente del circo italiano”.
“Era il 18 Dicembre del 1999, 67° anniversario della fondazione della Città di Latina; a pochi passi dal centro del capoluogo pontino si issava il tendone che per la prima volta avrebbe ospitato il ‘Festival Internazionale delle Arti Circensi – Città di Latina’; ricorda Fabio Montico, Direttore Generale dell’International Circus Festival of Italy: “da quel lontano giorno del ’99 sono passati 18 anni: un tempo lunghissimo durante il quale, di anno in anno, si sono succedute ben 18 edizioni di una manifestazione che, nata quasi timidamente dalla caparbietà e dall’amore che mio padre provava per il Circo e per ‘la sua gente’, si è andata affermando sempre più in Europa e nel mondo. Oggi, con buona ragione – continua - possiamo affermare che nel mese di Ottobre, Latina diviene una sorta di centro gravitazionale attorno al quale orbita il meglio della produzione circense con tutto il suo carico di implicazioni culturali che vedono trasformare lo Chapiteau dell’International Circus Festival of Italy in un luogo privilegiato ove le Arti si incontrano e si contaminano, ove si vive all’insegna del dialogo interculturale ed inter-religioso”.
 

Festival del Circo: presentata la XVIII° edizione

Latina - Si è tenuta questa mattina a Latina la Conferenza Stampa Ufficiale per la presentazione della 18^ edizione dell’International Circus Festival. Il Direttore del Festival, Fabio Montico, ha formalizzato la composizione del cast e delle due giurie. Il cast è ricchissimo: 21 numeri in competizione, 14 nazioni rappresentate, 2 ospiti d’onore fuori concorso, i Fratelli Pellegrini e Vinicio Canestrelli Togni,  15 giurati tecnici, 13 giurati della critica.  Le due Giurie hanno al proprio interno il top dello spettacolo a livello internazionale.
Gli spettacoli saranno presentati da Andrea Giachi; la Direzione di Pista sarà affidata a Tommy Cardarelli, la Regia al produttore russo Gia Eradze. La band sarà composta da sette maestri d’orchestra, il corpo di ballo sarà quello del Royal Circus di Gia Eradze. Al tavolo dei relatori erano presenti, in rappresentanza del Comune di Latina, l’Assessore alle Attività produttive ed il turismo Felice Costanti, con Fabio D’Achille, Presidente della Commissione Cultura ed Ernesto Coletta, Presidente della Commissione Suap. Presente anche Fabio Fanelli, Presidente della pro-loco di Latina.