Roma - Nel novembre 1956 Papa Pacelli inaugurò a Rocca di Papa un grandioso complesso architettonico del Movimento per un mondo migliore fondato da due grandi gesuiti italiani, i padri Riccardo Lombardi e Virginio Rotondi, ed edificato sotto l’impulso dell’allora monsignor Fiorenzo Angelini. A sessanta anni di distanza quel centro, che si affaccia sul Lago di Albano proprio di fronte alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, continua a lavorare per un 'Mondo migliore' anche se con modalità diverse rispetto al passato. Grazie infatti ad una intuizione degli Oblati di Maria Vergine, l’ordine religioso ora proprietario della struttura, e della Cooperativa Auxilium, il complesso è diventato un centro di prima accoglienza per gli immigrati – gestito dalla Cooperativa san Filippo Neri - che quotidianamente sbarcano sul suolo del nostro Paese. Ieri pomeriggio per ricordare la venuta di Pio XII e rimarcare la 'rinascita' di questo luogo dopo quattro anni di abbandono, si è svolta una cerimonia che ha visto la presenza del cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, e di Gianni Letta. Il porporato ha presieduto la celebrazione eucaristica e nell’omelia ha ringraziato «il Signore per il bene arrecato alla Chiesa dal Movimento per un Mondo Migliore», nato dal «profondo zelo apostolico» dei padri Lombardi e Rotondi. Ha quindi rivolto «un ricordo particolare» agli Oblati di Maria Vergine «che hanno accettato di portare avanti questa grande istituzione, lavorando con lo spirito apostolico del loro grande Fondatore, il padre Brunone Lanteri». E quindi ha elogiato «l’opera sociale che qui svolgono i benemeriti amici della Società 'Auxilium' e della Cooperativa di S. Filippo Neri, al servizio di numerosi profughi e rifugiati». Nel corso della cerimonia Angelo Chiorazzo, fondatore di Auxilium, ha spiegato che attualmente il Centro conta più di 460 ospiti provenienti da 22 Paesi. Tra essi ci sono 60 donne e 21 bambini, mentre gli operatori che li assistono sono una settantina. Chiorazzo ha anche espresso il desiderio di «aprire sempre più il Centro al territorio ed in particolare alla scuole», in modo da «poter praticare una vera cultura dell’incontro». Letta ha sottolineato come il Centro – da lui frequentato ai tempi di padre Rotondi – è un «simbolo di quella che è l’accoglienza cristiana» predicata da Papa Francesco. L’economo degli oblati padre Silvano Porta ha espresso poi «la gioia grande» degli oblati per la riapertura del Centro. All’evento hanno poi portato il loro saluto il senatore Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno; il presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes, monsignor Guerino Di Tora; il vicepresidente vicario della Caritas italiana, il vescovo di Tursi-Lagonegro Vincenzo Orofino; il vescovo Giuseppe Sciacca, segretario della Segnatura apostolica e grande cultore della memoria di Pio XII. Presenti anche il vescovo di Frascati – diocesi in cui insiste il Centro - Raffaello Martinelli, il rettor maggiore degli oblati padre David Nicgorski, i monsignori di Curia Franco Camaldo e Stefano Sanchirico, e il sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini. (Gianni Cardinale – Avvenire)
Primo Piano
Monaco: scoppia la bufera sul muro anti-rifugiati
Monaco - Fa discutere il 'muro' anti-migranti costruito alla periferia di Monaco. Realizzata come barriera antirumore per limitare il fastidio di un centro d’accoglienza per profughi minorenni di prossima apertura e concordata col Comune, la costruzione viene criticata perché sarebbe di fatto un «muro» anti-migranti, peraltro più alto di quello di Berlino. La costruzione della barriera nel quartiere Neuperlach era stata decisa nel giugno scorso quale compromesso fra l’esigenza di avere un centro di accoglienza per 160 bambini e ragazzi profughi senza genitori e la quiete reclamata dagli abitanti. Il Comune sottolinea che la barriera, fatta di pietre ingabbiate in grossi blocchi, sorge solo su un lato dei prefabbricati dell’ostello e i giovanissimi profughi saranno liberi di muoversi. La barriera è alta quattro metri, una quarantina di centimetri in più del muro di Berlino.
Terrasanta: il Centro Rachele accoglie e cura i bambini migranti
Gerusalemme- E’ una struttura che vuole testimoniare l'impegno e il contributo dei fedeli cattolici alla questione dell'immigrazione, che ha tragici risvolti sociali, soprattutto per i bambini: con questo spirito opera il “Centro Rachele” a Gerusalemme, dedicato alla cura dell'infanzia, che giovedì 10 novembre sarà visitato e benedetto da Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Il Centro ospita durante il giorno bambini e giovani provenienti da famiglie migranti. È stato aperto il 1° settembre scorso dal Vicariato Saint Jacques, per i cattolici di lingua ebraica. Il Centro si trova al n. 15 di Pinsker Street nel quartiere Talbieh di Gerusalemme. La struttura – riferisce l’agenzia Fides - fornisce una qualificata assistenza medica, alimentare e educativa ai neonati e ai figli di immigrati presenti in Israele. Mentre i genitori immigrati lavorano, infatti, i bambini sono spesso custoditi in strutture non autorizzate, gestiti da personale senza alcuna competenza professionale, dove vivono in condizioni malsane e sono spesso vittime di abusi. Il Centro dedicato a santa Rachele si trova in una struttura di proprietà del Convento dei Cappuccini di Gerusalemme e, grazie a educatori e volontari, si prende cura dei bambini con attività di doposcuola e attività ricreative.
Migrantes Taranto: domani un convegno sui minori migranti
Taranto – Sarà il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce” al centro del convegno promosso dall’ufficio Migrantes della diocesi di Taranto. Il convegno, giunto alla quattordicesima edizione, si svolgerà domani, mercoledì 9 novembre e sarà introdotto dall’arcivescovo Mons. Filippo Santoro. Interverranno il Direttore regionale Migrantes don Gianni De Robertis, la docente Anna Alfeo, per parlare di migranti e mondo della scuola, il comandante della capitaneria di Porto di Taranto Claudio Durante, per discorrere di accoglienza e Marina militare, l’operatrice interculturale Flavia Leopardo, dell’associazione “Noi e Voi”, impegnata anche all’interno dell’hotspot e l’avvocato Cosima Ilaria Buonocore per il dipartimento jonico dell’Università degli Studi di Bari, per spiegare le novità legislative in merito ai minori migranti non accompagnati. Le conclusioni saranno affidate a Mons. Franco Semeraro, Vicario Episcopale per la nuova evangelizzazione. “Ad oggi nelle comunità di accoglienza ci sono a Taranto 320 minori non accompagnati. Questo convegno vuole sensibilizzare all’accoglienza la comunità tutta – spiega il Direttore dell’ufficio Migrantes, Marisa Metrangolo – per superare quella paura che impedisce di aiutare i migranti minorenni senza genitori. Sono ragazzi tre volte indifesi in quanto minori, migranti e inermi. Non possiamo chiudere gli occhi e dimenticarcene”.
Bruxelles: oggi la presentazione “Cartaditalia”
Bruxelles – Questa sera, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, sarà presentata la rivista “Cartaditalia”, insieme al finissage della mostra intitolata “Design Italiano: la cultura del progetto”. “Cartaditalia”, nata a Stoccolma nel 2008, in edizione bilingue italiano/svedese, ha ripreso le pubblicazioni nel 2015 a Bruxelles in una nuova veste grafica e in edizione quadrilingue (italiano, francese, neerlandese, inglese). Curato da Beppe Finesi, docente al Politecnico di Milano, questo numero ripercorre la storia e la geografia del design italiano attraverso una serie di indagini per fasce generazionali e di mappature di scuole, movimenti, luoghi, istituzioni, case editrici, archivi, saloni, gallerie e premi. Da questa somma di contributi emerge un quadro d’insieme articolato e aggiornato di un affascinante universo creativo, di cui vengono illustrate le matrici culturali e economiche, le linee evolutive, il ruolo dei grandi “maestri”, le tendenze in atto nel nuovo millennio.
Mons. Galantino: il problema dell’intolleranza va “affrontato nel suo insieme”
Roma - “Le cronache recenti documentano la persistenza nelle nostre società di forme di intolleranza, xenofobia, razzismo che feriscono la dignità della persona e mortificano la convivenza civile: si tratta di manifestazioni di odio tanto violente quanto ingiustificabili”. A dirlo ieri pomeriggio monsignor Nunzio Galantino, nel corso di una audizione alla Camera dei deputati alla Commissione contro intolleranza e xenofobia. Per il presule il carattere “non episodico” di questi fenomeni – e talvolta “la non pronta e chiara riprovazione di essi – impone una seria riflessione e un comune impegno, finalizzati a elaborare proposte di prevenzione e contrasto efficaci a livello istituzionale, sociale e culturale. Il presule ha auspicato una riflessione “non limitata all’ambito nazionale”, ma che “deve aprirsi a una dimensione più ampia, con particolare attenzione all’orizzonte della Casa europea”. “Sottratta a letture e derive ideologiche”, secondo Mons. Galantino, tale riflessione può rappresentare, infatti, “un fertile terreno di incontro e di dialogo fra diverse forze politiche, fra credenti e non credenti, fra società civile e comunità ecclesiale”. Per il Segretario generale della CEI il problema dell’intolleranza va “affrontato nel suo insieme: là dove una minoranza qualsiasi è perseguitata ed emarginata a motivo delle sue convinzioni religiose o etniche, il bene di tutta una società è in pericolo e tutti dobbiamo sentirci coinvolti”, ha detto riprendendo le parole di Papa Francesco alla delegazione del “Simon Wiesenthal Center” del 24 ottobre 2013, in cui “ha fatto esplicito riferimento “alle sofferenze, all’emarginazione e alle autentiche persecuzioni che non pochi cristiani stanno subendo in diversi Paesi del mondo”. “Ne sono personalmente testimone, nelle molteplici missioni compiute a nome dei vescovi italiani in Medioriente, con particolare attenzione ai profughi iracheni e siriani, come a tante situazioni che feriscono la pace e la convivenza in Terrasanta”, ha aggiunto il Segretario generale della CEI: “Nel decennio in corso la Chiesa italiana ha assunto l’opera educativa come ambito prioritario di impegno, con l’attenzione a superare i confini parrocchiali e ad allacciare alleanze con le altre agenzie educative, cercando insieme di formare alla cittadinanza responsabile con, in particolare, l’impegno esplicito a superare ogni forma di intolleranza e di conflitto, come pure paure, pregiudizi e diffidenze, promuovendo la mutua conoscenza, il dialogo e la collaborazione”. Di qui le “numerose iniziative in essere, assunte con convinzione e continuità dalle comunità ecclesiali”, che “spaziano dalle proposte di percorsi di volontariato e di servizio civile in Italia e all’estero, all’accoglienza di decine di migliaia di immigrati, rifugiati, richiedenti asilo e vittime della tratta; di pari passo, vanno le centinaia di progetti sostenuti nel Sud del mondo e rivolti allo sviluppo integrale della persona”. Sul fronte dell’impegno culturale, Galantino ha citato “le iniziative di dialogo interreligioso con ebrei e musulmani, come il sostegno alla campagna per la riforma della legge di cittadinanza, così da riconoscerla alle centinaia di migliaia di bambini e ragazzi figli dell’immigrazione e nati o comunque cresciuti nel nostro Paese: per molti di loro gli oratori e le sale della comunità sono luoghi di incontro e di effettiva integrazione”. Senza contare la campagna di comunicazione “Anche le parole possono uccidere”, voluta “per superare ogni forma di intolleranza e aggressività”, e “l’attenzione per la promozione della dignità dei carcerati, a partire dall’impegno a rendere i luoghi di detenzione italiani degni di uno Stato di diritto”.
Card. Bagnasco: l’Europa non dimentichi l’accoglienza cristiana
Genova – L’arrivo quotidiano dei migranti in Europa e in particolare in Italia “è una testimonianza ulteriore di quello che ripetiamo da anni, e cioè che questo esodo non si fermerà perché il Sud del mondo ormai si è messo in moto, fondamentalmente disperato”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, prima della Messa che ha celebrato ieri pomeriggio nella cattedrale di San Lorenzo per il Giubileo con le persone senza dimora e rifugiate cristiane organizzato dalla diocesi di Genova. I migranti, ha detto ancora il cardinale Bagnasco commentando i dati relativi al numero di sbarchi sulle coste italiane, “non si fermeranno di fronte a nessuna barriera, a nessun filo spinato o muro” e “questo è un dato da considerare con molta serietà, nella sua radice profonda che è il malessere e il disagio la disperazione di tanta gente”. Il porporato, nelle politiche relative all’accoglienza dei migranti auspica che l’Europa faccia molto di più, ma potrà fare di più soltanto se ripenserà se stessa alle sue basi che non possono essere prevalentemente economiche, finanziarie e di profitto, ma devono essere anzitutto fondamentalmente delle basi spirituali e morali, che sono in linea con le loro radici che sono cristiane e religiose”. “Questo – ha aggiunto l’arcivescovo di Genova – non vuol dire un continente confessionale ma un continente che riconosce la propria storia, la propria sorgente, i doni di questa storia, che è una visione umanistica, profonda, globale” perché “staccandosi dalle proprie radici religiose e morali, e nella sua profonda prevalenza cristiana, si perde anche il senso della solidarietà, a livello dei paesi e dei popoli e ne vediamo già le conseguenze”. (fonte Sir)
Genova: nella diocesi accolte indicativamente 700-800 persone
Genova - “Posso dare un numero indicativo per Genova e la nostra diocesi. Penso che saremo sulle 700-800 persone che sono accolte nelle nostre strutture, ma certamente sono molto di più nell’ambito dell’intera Regione senza parlare dell’intera Chiesa italiana”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della CEI, a margine della Messa celebrata per il Giubileo dei migranti e dei senza fissa dimora organizzato dalla diocesi di Genova. Ma, ha proseguito il porporato, “accanto alla Chiesa, alle parrocchie, ai luoghi diocesani non dobbiamo dimenticare tutte le altre strutture che non afferiscono alla chiesa ma che sono operative”.
Profughi: scuola per 30mila bimbi siriani anche grazie a Enel
Roma - Corsi di recupero per oltre 30mila alunni in Siria e 365 insegnanti formati per il sostegno psicologico da offrire ai bambini che hanno subito traumi. Sono alcuni dei più importanti risultati raggiunti nel primo semestre 2016 dal progetto dell’ACNUR 'Educate a Child Siria', che ha Enel tra i suoi principali sostenitori italiani con un contributo di 500 mila euro.
Un bilancio positivo nonostante le difficilissime condizioni operative, che risponde al recente appello dell’Assemblea Generale dell’Onu sull’urgenza di una maggiore tutela dei diritti dei rifugiati e più ampie opportunità di istruzione per i bambini.
I corsi attivati dall’Agenzia Onu per i rifugiati, anche col contributo Enel, hanno permesso nei primi sei mesi del 2016 a 30mila bambini sfollati di recuperare i mesi o gli anni persi. Una misura fondamentale perché consente ai ragazzi di essere reinseriti nelle scuole e di superare gli eventuali esami di ammissione, diminuendo così il rischio di abbandono.
Un bilancio positivo nonostante le difficilissime condizioni operative, che risponde al recente appello dell’Assemblea Generale dell’Onu sull’urgenza di una maggiore tutela dei diritti dei rifugiati e più ampie opportunità di istruzione per i bambini.
I corsi attivati dall’Agenzia Onu per i rifugiati, anche col contributo Enel, hanno permesso nei primi sei mesi del 2016 a 30mila bambini sfollati di recuperare i mesi o gli anni persi. Una misura fondamentale perché consente ai ragazzi di essere reinseriti nelle scuole e di superare gli eventuali esami di ammissione, diminuendo così il rischio di abbandono.
Sbarchi: nuovi arrivi in Sicilia e Calabria
Roma - Dopo i salvataggi nel Mediterraneo, proseguono gli sbarchi in Sicilia. Nelle ultime ore una nave con 1.033 migranti e 10 salme è approdata a Palermo. A bordo c’erano soprattutto uomini,156 le donne e 129 minori, alcuni dei quali non accompagnati. Provengono tutti dall’Africa subsahariana. A Palermo e in provincia resteranno i minori non accompagnati e i migranti che necessitano di assistenza medica. Gli altri, saranno trasferiti in altre regioni. La Procura ha inoltre disposto l’autopsia sui dieci cadaveri. Sbarco di profughi anche a Reggio Calabria. Il pattugliatore Diciotti della Guardia costiera è giunto con a bordo le salme di 4 migranti morti durante una traversata del Canale di Sicilia e 799 migranti provenienti prevalentemente da Paesi africani. Complessivamente si tratta di 607 uomini, 81 donne, 111 minori di cui 75 non accompagnati e una donna partoriente. Mentre a Vibo Valentia ha attraccato la nave 'Topaz Responder' dell’organizzazione non governativa 'Moas' con a bordo 401 migranti provenienti da Bangladesh, Nigeria, Sudan, Gambia, Marocco, Senegal, Algeria, Mali, Ghana e Guinea, e tratti in salvo nel corso di diverse operazioni di soccorso condotte nel canale di Sicilia nelle ultime ore.
Tragedie nel Canale di Sicilia: mamme bruciate e schiacciate
Palermo - È l’alba quando tutti i volontari della Caritas e delle ong, i medici e le forze dell’ordine si trovano schierati sulla banchina del porto di Palermo per accogliere i migranti trasportati dalla nave Dattilo. Ma le procedure sono lente, si concluderanno solo a tarda sera, quando il vento di scirocco avrà lasciato il posto alle raffiche fredde e alla pioggia battente. Non c’è gioia a bordo della nave della Guardia costiera, che ha portato sulle coste siciliane 1033 migranti africani, quasi tutti della zona subsahariana, recuperati nei giorni scorsi in mare con diverse operazione di salvataggio, e 11 corpi senza vita di compagni di viaggio che non ce l’hanno fatta. Pochi sorrisi sui volti dei giovani in attesa di scendere dalla passerella, alcuni con evidenti difficoltà a camminare. Gli operatori sono pronti a rifocillarli, vestirli, curarli e avviare le procedure di riconoscimento. Ma una storia lascia tutti con un groppo alla gola. Perché in mezzo a quel migliaio di migranti ci sono tre bambini rimasti soli. Le loro mamme sono tra le 11 salme portate giù per prime subito dopo l’arrivo in città. Sembra siano morte bruciate, forse sul gommone sul quale viaggiavano, ma l’autopsia affidata all’équipe del professore Paolo Procaccianti, le testimonianze degli altri migranti e le indagini della procura, coordinate dall’aggiunto Maurizio Scalia, potrebbero dare particolari più precisi. Le attenzioni di tutti, assistenti sociali e volontari, sono rivolte ai tre bambini. Due fratellini di uno e quattro anni e un altro di cinque mesi, tutti del Camerun, tra i più piccoli giunti dal mare in questi mesi. Il più grande è riuscito a dire qualcosa in francese, ha riferito il suo nome e ha detto alle assistenti sociali e agli psicologi dell’Asp 6 che la mamma «si è bruciata».
«Sono stati accompagnati in due comunità protette per minori – dice Giovanna Di Benedetto di Save The Children – adesso si seguirà l’iter per capire se hanno parenti ancora vivi». È sera quando l’assessore comunale alle Attività sociali, Agnese Ciulla, continua a seguire le procedure di sbarco e a contare i minori stranieri non accompagnati. «Ci sono molte donne, anche in gravidanza, e una settantina di minori soli – spiega l’assessore –. I bambini piccoli sono inseriti in comunità. Se il Tribunale deciderà di procedere con la tutela per l’adottabilità, non saremo noi ad occuparcene direttamente». Come è successo per la piccola Favour, arrivata da Lampedusa a Palermo ad appena 9 mesi all’inizio della scorsa estate, ormai con un lieto fine. Dall’altra parte dell’isola, ieri mattina un altro momento straziante. A Pozzallo sono arrivati altri 300 migranti, tra cui il cadavere di una giovane donna, probabilmente del Mali, trovato a bordo di un gommone e vegliato dai suoi due bambini. Una bambina di 9 anni e un maschietto di 6 sono stati affidati all’Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa. La donna è morta schiacciata mentre faceva scudo col suo corpo ai due figli, per evitare che fossero travolti dagli altri migranti bloccati nella prua del gommone spezzato. Alcuni migranti hanno raccontato che lo scafista avrebbe voluto gettare il corpo in mare, ma sarebbe stato impedito dagli altri naufraghi. Ora la questura di Ragusa ha attivato le ricerche di familiari della vittima, uno dei quali sarebbe in Italia. Lo scafista, un tunisino di 39 anni, è stato individuato grazie a un selfie sul suo telefonino. (Alessandra Turrisi – Avvenire)
«Sono stati accompagnati in due comunità protette per minori – dice Giovanna Di Benedetto di Save The Children – adesso si seguirà l’iter per capire se hanno parenti ancora vivi». È sera quando l’assessore comunale alle Attività sociali, Agnese Ciulla, continua a seguire le procedure di sbarco e a contare i minori stranieri non accompagnati. «Ci sono molte donne, anche in gravidanza, e una settantina di minori soli – spiega l’assessore –. I bambini piccoli sono inseriti in comunità. Se il Tribunale deciderà di procedere con la tutela per l’adottabilità, non saremo noi ad occuparcene direttamente». Come è successo per la piccola Favour, arrivata da Lampedusa a Palermo ad appena 9 mesi all’inizio della scorsa estate, ormai con un lieto fine. Dall’altra parte dell’isola, ieri mattina un altro momento straziante. A Pozzallo sono arrivati altri 300 migranti, tra cui il cadavere di una giovane donna, probabilmente del Mali, trovato a bordo di un gommone e vegliato dai suoi due bambini. Una bambina di 9 anni e un maschietto di 6 sono stati affidati all’Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa. La donna è morta schiacciata mentre faceva scudo col suo corpo ai due figli, per evitare che fossero travolti dagli altri migranti bloccati nella prua del gommone spezzato. Alcuni migranti hanno raccontato che lo scafista avrebbe voluto gettare il corpo in mare, ma sarebbe stato impedito dagli altri naufraghi. Ora la questura di Ragusa ha attivato le ricerche di familiari della vittima, uno dei quali sarebbe in Italia. Lo scafista, un tunisino di 39 anni, è stato individuato grazie a un selfie sul suo telefonino. (Alessandra Turrisi – Avvenire)
Mons. Di Tora: 30mila i migranti accolti nelle strutture ecclesiali italiane
l fenomeno migratorio è “un fenomeno non transitorio ma epocale e che cambierà l’aspetto geopolitico dell’umanità”. A dirlo, oggi pomeriggio, è stato il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni, il vescovo mons. Guerino Di Tora, intervenendo, alla Camera dei Deputati...
Milano: 2.248 i profughi ospitati nella rete ecclesiale
Milano – “Sono contento della risposta che le comunità hanno dato all’accoglienza dei profughi e mi auguro che si dilati ulteriormente perché questa forma di ospitalità è già un inizio di integrazione, di conoscenza, di coinvolgimento, che va ad aggiungersi ad altre occasioni di incontro che già avvengono nei quartieri, negli oratori nelle scuole. Mi ha anche colpito che non poca gente abbia accolto nella propria casa ospiti sconosciuti. Per me questo è un esempio straordinario di cosa significhi voler bene. La carità è una delle dimensioni fondamentali della fede del popolo di Dio e deve riguardare tutti i suoi componenti per questo la Caritas oltre a gestire strutture, ha anche un compito pedagogico”.
Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, parlando coi giornalisti. A chi gli chiedeva quali soluzioni dovrebbe individuare la politica per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti il Cardinale ha risposto che “certamente è evidente che di fronte a un fenomeno così complesso e inarrestabile bisogna inventare politiche nuove. Avremmo bisogno di un piano Marshall almeno a livello europeo, entro il quale iscrivere anche soluzioni nuove, come ad esempio permessi di soggiorno temporanei”.
Ad un anno e mezzo dall’appello di Papa Francesco alle parrocchie e dall’invito del cardinale Scola a costruire un piano di accoglienza diffusa, la Diocesi di Milano dispone di una rete di assistenza che ospita attualmente 2.248 profughi. Di questi 663 sono accolti in 108 immobili (in genere appartamenti) messi a disposizione da parrocchie, 722 in 24 strutture di proprietà di ordini religiosi, 226 in 10 centri di accoglienza di proprietà della Curia. Gli altri (249) sono ospitati in 34 proprietà immobiliari di cooperative collegate alla Caritas Ambrosiana o di cui è titolare lo stesso organismo diocesano o (317) in 17 edifici di amministrazioni comunali che hanno affidato a soggetti ecclesiali la gestione dei progetti. 71 profughi sono accolti anche in 17 appartamenti offerti da privati.
Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, parlando coi giornalisti. A chi gli chiedeva quali soluzioni dovrebbe individuare la politica per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti il Cardinale ha risposto che “certamente è evidente che di fronte a un fenomeno così complesso e inarrestabile bisogna inventare politiche nuove. Avremmo bisogno di un piano Marshall almeno a livello europeo, entro il quale iscrivere anche soluzioni nuove, come ad esempio permessi di soggiorno temporanei”.
Ad un anno e mezzo dall’appello di Papa Francesco alle parrocchie e dall’invito del cardinale Scola a costruire un piano di accoglienza diffusa, la Diocesi di Milano dispone di una rete di assistenza che ospita attualmente 2.248 profughi. Di questi 663 sono accolti in 108 immobili (in genere appartamenti) messi a disposizione da parrocchie, 722 in 24 strutture di proprietà di ordini religiosi, 226 in 10 centri di accoglienza di proprietà della Curia. Gli altri (249) sono ospitati in 34 proprietà immobiliari di cooperative collegate alla Caritas Ambrosiana o di cui è titolare lo stesso organismo diocesano o (317) in 17 edifici di amministrazioni comunali che hanno affidato a soggetti ecclesiali la gestione dei progetti. 71 profughi sono accolti anche in 17 appartamenti offerti da privati.
Tv2000: da stasera terza edizione del Tg alle 20.30
Roma – Dal oggi Tv2000 lancia la terza edizione del telegiornale alle ore 20.30 che si aggiunge alle due edizioni già esistenti, quella delle 12.00 e 18.30. Da lunedì a sabato, quindi, tre le edizioni del Tg alle 12.00, 18.30 e 20.30. Tra le novità il coinvolgimento di alcuni opinionisti come lo scrittore Eraldo Affinati, il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini e il direttore de ‘Il Sismografo’, Luis Badilla. Il Tg delle 20.30 sarà seguito, alle 20.45 circa, dal lunedì al venerdì, dalla storica rubrica TGtg, una rassegna commentata dei titoli dei principali Tg italiani ed esteri. Come da tradizione la presenza di uno o più ospiti aiuterà ad approfondire le notizie di maggiore interesse. Nel complesso si tratterà di uno spazio informativo di 35 minuti. Uno spazio che viene concepito come unico, in cui le notizie e l’approfondimento provano ad andare di pari passo.
“Il tratto dell’informazione di Tv2000 – sottolinea il Direttore, Lucio Brunelli - sta nel suo stile garbato e nell’affidabilità delle notizie. Uno spazio particolare trovano sempre l’attività del Papa, i temi di servizio per i cittadini, i conflitti dimenticati, le storie positive”.
“La decisione - aggiunge Brunelli – è nata su incoraggiamento dell’editore e su sollecitazione di tanti telespettatori che per motivi legati all’orario di lavoro lamentavano di non poter seguire l’informazione di Tv2000. La redazione affronta con convinzione e generosità questa nuova avventura. Senza la presunzione di poter sfidare i colossi dell’informazione serale ma con la coscienza di poter dare una nostra impronta al racconto dei fatti del giorno”.
“Daremo spazio alla giornata del Papa, non per dovere confessionale o istituzionale - conclude Brunelli - perché spesso sono le parole e i gesti più interessanti che restano a fine giornata. Ma parleremo di tutto. Politica, cronaca, economia, esteri, cultura. Con il nostro sguardo che rifugge il teatrino della politica”.
“Il tratto dell’informazione di Tv2000 – sottolinea il Direttore, Lucio Brunelli - sta nel suo stile garbato e nell’affidabilità delle notizie. Uno spazio particolare trovano sempre l’attività del Papa, i temi di servizio per i cittadini, i conflitti dimenticati, le storie positive”.
“La decisione - aggiunge Brunelli – è nata su incoraggiamento dell’editore e su sollecitazione di tanti telespettatori che per motivi legati all’orario di lavoro lamentavano di non poter seguire l’informazione di Tv2000. La redazione affronta con convinzione e generosità questa nuova avventura. Senza la presunzione di poter sfidare i colossi dell’informazione serale ma con la coscienza di poter dare una nostra impronta al racconto dei fatti del giorno”.
“Daremo spazio alla giornata del Papa, non per dovere confessionale o istituzionale - conclude Brunelli - perché spesso sono le parole e i gesti più interessanti che restano a fine giornata. Ma parleremo di tutto. Politica, cronaca, economia, esteri, cultura. Con il nostro sguardo che rifugge il teatrino della politica”.
Mons. Perego: “mancanza di libertà nel racconto delle migrazioni”
Roma - “Per dare una dimensione realistica della storia dei migranti che arrivano in Italia, in special modo dei 470mila che sono sbarcati da noi in questi tre anni, non basta soffermarsi solo sull’arrivo ma anche su tutte le varie fasi del viaggio. Solo così potremo comprendere le ragioni della loro partenza”. Lo ha detto al Sir monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, che sabato è intervenuto al seminario “Comunicare la carità” promosso a Roma dalla CEI e dalla Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Per Mons. Perego, “bisogna denunciare la mancanza di libertà nella lettura di alcune realtà legate alle migrazioni, come anche la mancanza di deontologia professionale nel trattare questi temi. Dire immigrato non vuol dire clandestino, irregolare, criminale o peggio terrorista. È necessario, per questo, che anche dal punto di vista professionale non ci sia un giornalismo improvvisato, de-contrattualizzato, incapace di poter seguire e studiare i fatti come questi meritano”. Un aiuto potrebbe venire dalla “rivalutazione di quei canali di libertà che abbiamo dentro la Chiesa. Penso ai 190 settimanali diocesani, alla loro storia ultradecennale e per molti anche secolare. Penso ai quotidiani, alle radio, ai cinema, fino ai social. Abbiamo anche 350mila siti cattolici: se tutti questi canali avessero una voce comune su questi temi l’impatto sull’opinione pubblica sarebbe enorme”. Anche la politica è chiamata a dare il suo contributo. “Ci sono leggi bloccate come il Servizio civile dei richiedenti asilo e rifugiati, quella sulla cittadinanza, la legge sul diritto di voto amministrativo, ma è tutto fermo in attesa dell’esito del referendum – spiega il Direttore generale della Fondazione Migrantes -. La politica ha paura di perdere consenso a partire da questi temi. In verità il consenso lo si guadagna se si gestisce e si costruiscono mezzi per gestire il fenomeno migratorio. Papa Francesco lo ha ricordato bene quando ha parlato della virtù della prudenza come la virtù dei politici che, tenendo ferma l’attenzione al bene comune e alla dignità delle persone, trovano poi strumenti idonei. Oggi invece la politica ha messo in campo per le migrazioni degli strumenti non idonei. Dal punto di vista legislativo siamo ancora guidati dalla perversa Legge Bossi-Fini. La politica deve guardare oltre all’accoglienza anche all’integrazione”.
Papa Francesco: su migranti “situazione obbrobriosa”
Città del Vaticano - Il dramma dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati “è una situazione obbrobriosa, che posso solo descrivere con una parola che mi venne fuori spontaneamente a Lampedusa: vergogna”. Lo ha ribadito Papa Francesco durante il suo discorso ai movimenti popolari in Vaticano. “Lì, come anche a Lesbo, ho potuto ascoltare da vicino la sofferenza di tante famiglie espulse dalla loro terra per motivi economici o violenze di ogni genere, folle esiliate – l’ho detto di fronte alle autorità di tutto il mondo – a causa di un sistema socio-economico ingiusto e di guerre che non hanno cercato, che non hanno creato coloro che oggi soffrono il doloroso sradicamento dalla loro patria, ma piuttosto molti di coloro che si rifiutano di riceverli”. Il Papa ha citato le parole dell’arcivescovo Hieronymus di Grecia a Lesbo quando ha parlato di “bancarotta dell’umanità”. Perché, si è chiesto, “quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto? E così il Mediterraneo è diventato un cimitero, e non solo il Mediterraneo… molti cimiteri vicino ai muri, muri macchiati di sangue innocente”. Ma la migrazione, ha sottolineato, “è un problema del mondo”. (Sir)
Papa Francesco saluta la comunità venezuelana in Italia
Città del Vaticano – Ieri mattina, al termine dell’Angelus, Papa Francesco ha voluto salutare “la comunità cattolica venezuelana in Italia” oltre a diversi gruppi presenti. Il pontefice, che in mattinata aveva celebrato, nella Basilica di San Pietro, una solenne celebrazione in occasione del Giubileo dei carcerati, ha anche rivolto un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché – ha detto – “sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti”. Papa Francesco ha ribadito “l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”. In modo speciale – ha proseguito – sottopongo alla considerazione delle competenti Autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”.
Migrantes Benevento: “Accogliere significa farli sentire a casa”
Benevento – L’invito di don Sergio Rossetti, direttore dell’ufficio Migrantes della diocesi di Benevento è di “aprirsi all’accoglienza e all’amore verso gli indifesi, mettendo da parte la paura e i pregiudizi”. Una riflessione sui temi attuali dell’accoglienza quella del direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes che prende origine dalle parole del Papa. Francesco, infatti, invita all’accoglienza, a non essere ipocriti, e pone anche attenzione verso i minori che sono indifesi. Purtroppo l’accoglienza genera strutture di peccato e business. «Bisogna accogliere secondo coscienza – dice il Papa – no all’accoglienza dove il migrante viene sfruttato solo per interessi economici». Intanto continuano gli sbarchi presso le coste italiane, le prefetture invitano i Comuni a mettere a disposizione altri immobili per nuovi centri di accoglienza. Alcuni Comuni valutano forme di accoglienza come il Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) ma tra i cittadini non mancano pregiudizi e paura. Come profeticamente disse san Giovanni Paolo II «dobbiamo aprire le porte delle nostre società, delle nostre case, senza paura e senza pregiudizi».
L’integrazione culturale deve necessariamente essere collegata alla formazione: basti pensare ai corsi di lingua italiana e di educazione civica. Obiettivo principale è promuovere la dignità della persona. Secondo il dossier Caritas 2015 «Sommersi dalla crisi, riemersi dal fango» numerosi immigrati si rivolgono ai centri di ascolto. «Il Centro di ascolto diocesano Caritas e l’ufficio Migrantes non devono essere solo uffici – ribadisce don Rossetti – ma devono essere come una famiglia accogliente che si preoccupa delle loro necessità, che li ascolti, che non faccia loro
sentire la solitudine e l’abbandono».
L’integrazione culturale deve necessariamente essere collegata alla formazione: basti pensare ai corsi di lingua italiana e di educazione civica. Obiettivo principale è promuovere la dignità della persona. Secondo il dossier Caritas 2015 «Sommersi dalla crisi, riemersi dal fango» numerosi immigrati si rivolgono ai centri di ascolto. «Il Centro di ascolto diocesano Caritas e l’ufficio Migrantes non devono essere solo uffici – ribadisce don Rossetti – ma devono essere come una famiglia accogliente che si preoccupa delle loro necessità, che li ascolti, che non faccia loro
sentire la solitudine e l’abbandono».
Milano: sabato 12 un incontro sul disagio mentale con Simone Varisco tra i migranti
Milano - Si parlerà di disagio mentale tra i migranti – sabato prossimo 12 novembre presso il Refettorio ambrosiano) in occasione della presentazione del libro “La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento” (Tau Editrice), di Simone Varisco. Con l’autore dialogheranno Francesco Chiavarini, giornalista di Scarp de’ tenis, e Laura Arduini, psichiatra presso la “Casa della carità”.
Cei: da oggi convegno a Roma su “Comunicare la Carità”
Roma - Da oggi pomeriggio fino a domani a Roma, presso The Church Palace - Domus Mariae (Via Aurelia 481) è in programma un seminario sul tema “Comunicare la carità. Strumenti per imparare a raccontarsi”. L’incontro, organizzato dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali in collaborazione con la Consulta ecclesiale degli organismi socio assistenziali, sarà aperto dall’introduzione di Mons. Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana, alla quale seguirà la relazione di Nando Pagnoncelli sul tema “Ma la carità comunica?”. Domani i lavori inizieranno con la Celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della Cei, e proseguiranno con gli interventi di Don Luigi Ciotti (“Una Chiesa che è sulla strada”) e di Mons. Gian Carlo Perego (“Una Chiesa che è per mare”). Le conclusioni sono affidate a Don Ivan Maffeis, Sottosegretario Cei e Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali.