Primo Piano

Francia, esce l’edizione di Libération scritta da 21 rifugiati

Parigi - Sediqa Dowlat viene dall’Afghanistan, “il Paese dove essere donna è un crimine e avere passioni artistiche e culturali è commettere peccato. Eccomi qui, sono una cineasta”. Sediqa, di sé, dice di essere una “figlia delle migrazioni, una migrazione cominciata a 5 anni e mai conclusa”. Vive in Francia dal 2012: “Devo ricominciare da capo: non è facile per una trentenne”.
Lamia Abushkiwa ha lasciato Tripoli nel 2014 dopo essere stata aggredita nel tragitto dal posto di lavoro, un ufficio alle Nazioni Unite, verso casa. È sposata con un ragazzo pakistano hanno un figlio nato a Parigi nel 2011, mentre erano in vacanza. Solo lei e il bambino godono, dal 2016, dello status di rifugiato. Dopo un corso d’inglese e un’esperienza in un’agenzia di viaggi, Lamia, che oggi ha 37 anni, è alla ricerca di un lavoro.
Sediqa e Lamia sono due dei 21 rifugiati coinvolti da “Libération”, la storica testata parigina, per la realizzazione del numero speciale “Libédes réfugiés”, uscito in edicola martedì 7 marzo. Un’edizione per raccontare la Francia vista da chi, di solito, non ha diritto di parola. Un’edizione che, per una volta, rendesse i rifugiati soggetti influenti e non oggetti d’attualità. L’idea è venuta al direttore Laurent Joffrin: supportato dall’agenzia pubblicitaria Fred et Farid e con l’aiuto di cinque associazioni che si occupano di accoglienza di migranti (Singa, Français langue d’accueil, Baam, Dom’Asile e Kodiko), Joffrin ha cominciato un paziente lavoro per mettere in piedi una squadra di una ventina di persone, conquistando, piano piano, anche i redattori più reticenti. “Troppo impegnativo, troppo complicato. La destra avrebbe schiacciato l’idea. E poi, spesso, i migranti nemmeno parlano francese”, pensavano. Nulla, però, ha incrinato la volontà del direttore, che ha tirato dritto.
Naturalmente, sono stati stabiliti i criteri di selezione: capire il francese, parlare un po’ d’inglese, amare la scrittura. “I primi candidati sono arrivati da ovunque – scrive Libération –: Siria, Iran, Sudan, Colombia, Russia, Afghanistan, Libia, Ruanda, Kazakhstan, Ciad, Russia. Tutti diplomati. Naturalmente non avevamo la pretesa di essere rappresentativi di tutti i rifugiati arrivati su suolo europeo”. Il 2 febbraio la prima riunione di redazione e il taglio che si delinea: un numero dei rifugiati, non sui rifugiati. Argomento? All’unanimità, viene scelta la campagna presidenziale: “Abbiamo bussato a molte porte, si sono aperte tutte tranne una. Due rifugiati avrebbero voluto intervistare Jean-Luc Mélenchon, il candidato di sinistra, ma ha rifiutato”. In tutto sono stati coinvolti 21 titolari di protezione, dai 20 ai 39 anni.
“Vivo in Francia da 7 anni, ma ogni volta che dico la mia su un tema di attualità non vengo preso sul serio perché gli altri non mi considerano francese – denuncia Rooh Shahsavar, giornalista iraniano 27enne fuggito dal suo Paese nel 2009 con la famiglia –. Ma io abito qui, qui ho ricostruito la mia vita, qui morirò. Grazie a questo progetto abbiamo potuto fare sentire, almeno un po’, la nostra voce”. Omar Ibrahim, artista iraniano di 39 anni arrivato in Francia due anni fa, è d’accordo con Rooh: “Non mi piace essere considerato, prima di tutto, un rifugiato. Scrivere questo numero è stato un modo anche per abbattere qualche pregiudizio”. “Non abbiamo diritto di voto, se ho un’opinione non interessa a nessuno. Siamo quotidianamente discriminati e non sempre considerati esseri umani. Troppo spesso noi rifugiati siamo usati come pedine nelle mani dei politici”, ammonisce Ammar Almaoun, giornalista scappato dalla Siria dopo aver ricevuto diverse minacce di morte. Ammar per “Libédes réfugiés” si è occupato delle pagine culturali.
Anche Anmar Hijazi è una giornalista: a 25 anni è partita da Damasco verso Parigi per studiare cinema. Qui comincia a scrivere del suo Paese, e viene assunta da France 24: “Mi hanno minacciata, so che non potrò mai fare ritorno a casa mia”. Per l’edizione speciale di Libé, ha intervistato il presidente uscente François Hollande per il tradizionale ritratto all’ultima pagina del giornale: “Un uomo modesto, molto semplice”. Con lei, anche Hamze Ghalebi, 34 anni. Ingegnere elettronico in Iran, in Francia sta studiando finanza: “È molto interessante osservare e lavorare per le presidenziali in Francia, l’ho già fatto nel 2009 in Iran”. Lavorava per il primo ministro Moussavi: “Le elezioni sono finite con una crisi politica: anche per questo sono dovuto fuggire”. (Ambra Notari) - Fonte: www.redattoresociale.it
 

Migrantes: domani a Reggio Emilia incontro sui temi migratori

Reggio Emila – Domani, 16 marzo, Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, sarà a Reggio Emilia. Al mattino, su invito del Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla, Mons. Massimo Camisasca, incontrerà presbiteri e diaconi della diocesi.
Nel pomeriggio terrà un incontro per gli operatori dell'accoglienza organizzato dagli uffici diocesani di  Caritas e Migrantes. In serata un incontro pubblico organizzato da Caritas e Migrantes diocesane, sul tema: “Immigrazione, richiedenti asilo politico e rifugiati: cause ed analisi del fenomeno, progetti di accoglienza, cammini di speranza”.
 

Mons. Suetta: “se si comincia con uno stato d’emergenza, difficile giungere alla normalità”

Ventimiglia – “Nei prossimi mesi ci aspettiamo una nuova ondata migratoria. D'altro canto, le statistiche dicono che i numeri di quest'anno saranno più che doppi rispetto al 2016. Bisogna farsi trovare pronti: se si comincia con uno stato d'emergenza, poi sarà difficile raggiungere la normalità”. Così Mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo, commenta al Sir la nuova allerta a Ventimiglia, con il sindaco che ha disposto la disinfestazione dell'area esterna alla stazione ferroviaria, utilizzata come bivacco e per le necessità fisiologiche da decine di migranti in attesa di entrare in Francia. Il presule collega l'emergenza al di fuori della stazione con la parziale chiusura del campo Parco Roia per interventi di manutenzione straordinaria. “Bisognava prevedere qualcosa di alternativo - sostiene il vescovo - perché i migranti che arrivano hanno bisogno di mangiare, dormire, lavarsi, bisogni che non possono attendere”.
Solo tra gennaio e febbraio sono stati 1.500 i richiedenti asilo transitati da Ventimiglia, mentre “nel 2016 - ricorda Mons. Suetta - in diocesi abbiamo accolto 15.400 persone, tra cui 3.868 minori, offrendo loro aiuti immediati come cibo, docce, cure mediche”. Oltre a ciò, la diocesi rivolge un'ulteriore proposta di collaborazione alle istituzioni. “Abbiamo un sito - spiega il vescovo - che un tempo era dei fratelli maristi, che potremmo acquistare a prezzo agevolato. Ma dopo dobbiamo essere aiutati nella ristrutturazione, e per questo abbiamo chiesto la collaborazione del Ministero. Qui potremmo in particolare dare una risposta al fenomeno dei minori non accompagnati, che è un'emergenza nell'emergenza”.
 

USMI e UISG: una rete a fianco dei migranti

Roma - “Il volto della Chiesa oggi è quello dei poveri e gli emarginati. Un volto che guarda alle periferie”. A dirlo questa mattina il direttore Migrante di Piemonte e valle d’Aosta, Sergio Durando intervenuto all’incontro sul tema “Migrantes il volto di una chiesa che si rinnova” promosso dall’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) a Roma con l’obiettivo di creare una rete di religiose in tutt’Italia che lavora accanto e per i migranti.
Durando ha tracciato, attraverso anche alcuni testi del Magistero della Chiesa sulle migrazione, il volto di chi lavora a fianco dei migranti nelle nostre diocesi e parrocchie portando anche l’esperienza della Migrantes id Torino. E il volto di chi sta accanto ai migranti è il volto di chi – ha spiegato – cerca l’incontro e il dialogo con chi vive accanto a noi come i migranti”. Durante l’incontro molte le religiose intervenute e che hanno portato la loro esperienza in diocesi, parrocchie, comunità religiose.
Sr. Florence de la Villeon, dell’Ufficio Migranti dell’UISG (Unione Internazionale delle Superiori Generali) ha parlato del “Progetto Migranti” promosso dall’UISG. “Il primo passo – ha detto – è stato la creazione di una comunità intergregazionale e internazionale in Sicilia, nel dicembre del 2015, composta da 10 suore inizialmente riunite in due sedi, Agrigento e Ramacca”. Vi è ora – ha aggiunto – una terza comunità nella diocesi di Caltanissetta: “le suore lavorano direttamente con i  migranti per le strade e nei centri di accoglienza”.
“Al fine di ampliare l’obiettivo iniziale del progetto e di vivere la solidarietà con i migranti, l’UISG vuole creare – ha detto ancora la religiosa – un servizio di mutuo aiuto e solidarietà tra le religiose impegnate con i migranti”. Questo progetto sarà realizzato con le comunità religiose che già operano sul campo, con le diocesi locali, le agenzie ecclesiali e le Ong che cercano di rispondere alla situazione dei migranti. La rete internazionale – ha concluso Sr. Florence – ha l’obiettivo di offrire sostegno reciproco alle religiose, a livello internazionale e sarà anche “una rete di incoraggiamento e di sostegno per le congregazioni religiose che lavorano con i migranti”. (R.I.)
 
 

Sant’Egidio: a Livorno nel fine settimana la rassegna “Medì” su storia e futuro

Livorno - “Interpretare il presente del Mediterraneo, il futuro delle sue città e rileggerne la storia”. È questo l’obiettivo di “Medì”, la rassegna promossa dalla Comunità di Sant’Egidio che si terrà a Livorno venerdì 17 e sabato 18 marzo. Nel corso delle due giornate – si legge in una nota – saranno messi al centro della riflessione “i rapporti tra Oriente ed Occidente a 100 anni dallo storico accordo Sykes-Picot, il ruolo dell’istruzione e della scuola nella costruzione di una città per tutti, infine il tema dell’accoglienza dei profughi nel Mediterraneo”.
Il meeting si aprirà alle 16.30 di venerdì, presso il Teatro della Goldonetta, con i saluti del sindaco Filippo Nogarin e del vescovo Simone Giusti. Seguirà l’intervento di Giovanni Salvi, procuratore generale di Roma, sul tema “Una questione di civiltà. L’Italia, le città, il Mediterraneo”. Poi sarà la volta del primo dei tre panel, dedicato a “1916-2016 . Il Mediterraneo di Sykes-Picot”, al quale prenderanno parte Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Ahmad Beydoun (Università di Beirut) e Laura Feliu (Università autonoma di Barcellona). Nella mattinata di sabato 18 il confronto sarà su “Profughi e rifugiati nelle città del Mediterraneo”, mentre nel pomeriggio si rifletterà su “Partire dall’inizio: la città e la scuola”.
“Al termine dei lavori – spiegano i promotori – verrà consegnato dai Comitati di amicizia delle città del Mediterraneo nati in questi anni, un omaggio alla città di Tunisi alla sua lotta per una vita e per un mondo migliore, alla sua gente, al futuro dei suoi ragazzi”.
 

Tv 2000: a Today “Migranti nel Mediterraneo”

Roma - Se il 2016 era passato tristemente alla storia per i 5 mila migranti morti nel Mediterraneo, i primi due mesi del 2017 stanno facendo ancora peggio: le vittime sono infatti aumentate del 14% rispetto allo scorso anno. La paura di perdere voti blocca la politica degli Stati: molto cade quindi sulle spalle dei paesi interessati e delle organizzazioni di volontariato che si occupano dei salvataggi in mare e dell’accoglienza a terra. È questo il tema di Today, in onda su Tv2000 giovedì 16 marzo 2017 in seconda serata. Il reportage di Vito D’Ettorre dalla nave Aquarius, impegnata nei soccorsi, racconta le sofferenze di chi è in fuga dalla disperazione e la generosità di volontari provenienti da Paesi diversi. Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa, analizza in studio con Andrea Sarubbi i problemi aperti e le responsabilità di un’Europa ancora balbettante.
 

Decreto flussi: da oggi le domande di nulla osta

Roma - A partire dalle ore 9 di oggi,  14 marzo, si possono pre-caricare, online, le domande di nulla osta all’ingresso di stranieri per lavoro dipendente non stagionale e per lavoro autonomo. Dal 21 marzo inoltre, a partire sempre dalle 9, si possono pre-caricare anche le domande di nulla osta all’ingresso di stranieri per lavoro stagionale. A stabilirlo, tra l’altro, è la circolare prot. n. 902/2017 a firma congiunta del Ministero del Lavoro e di quello dell’Interno, che illustra le disposizioni in merito ai flussi d’ingresso di cittadini extracomunitari per il 2017 contenute nel dpcm 13 febbraio 2017. Complessivamente, gli ingressi disponibili ammontano a 30.850.
Nell’ambito di tale quota complessiva, 3.850 ingressi sono riservati a richieste per motivo di lavoro non stagionale e di lavoro autonomo e 10.850 ingressi alle conversioni di permessi rilasciati per altro titolo in permessi per lavoro subordinato e lavoro autonomo.
Le relative istanze possono essere compilazione, online, a partire dalle ore 9 di martedì 14 marzo 2017 all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, mentre l’invio sarà possibile a partire dalle ore 9 del settimo giorno successivo alla data di pubblicazione del dpcm in G.U. I moduli da utilizzare sono i seguenti: A e B) per i lavoratori di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile; VA, VB, Z, LS e LS2) per le conversioni dei permessi di soggiorno; LS1) per richiesta di nulla osta al lavoro domestico per stranieri in possesso di un permesso di soggiorno CE di lungo periodo; BPS) per richiesta di nulla osta nominativa per l’assunzione di soggetti da inserire in progetti speciali.
La rimanente quota di 17.000 ingressi sul totale di 30.850 è riservata agli ingressi per lavoro stagionale, secondo la ripartizione tra le regioni e le province autonome che effettuerà il ministero del lavoro. I posti sono riservati, nello specifico, ai cittadini di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, ex Repubblica Jugoslava Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Nigeria, Niger, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.  La compilazione delle istanze, online, è possibile dalle ore 9 del giorno 21 marzo all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it (mod. C-stag), mentre l’invio sarà possibile a partire dalle ore 9 del quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del dpcm in G.U.
 
 

ACS-Italia festeggia San Giuseppe con una nuova chiesa a lui dedicata in Ghana

Roma - Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia (ACS-Italia) quest’anno festeggia San Giuseppe con la realizzazione di una nuova chiesa a lui dedicata in Ghana nella diocesi di Goaso. Quest’ultima comprende 25 parrocchie con 60 sacerdoti. Il vescovo, mons. Peter Kwaku Atuahene, ha presentato alla Fondazione pontificia un piano per la costruzione di un luogo di culto ad Acherensua. “Un’area povera rappresenta sempre un luogo adeguato per il culto e per la celebrazione dei sacramenti”, afferma Mons. Atuahene, il quale ha ideato il progetto per sostenere l’evangelizzazione “nelle parrocchie e nei luoghi più remoti della diocesi. Acherensua, un piccolo villaggio, è una di tali aree.”. Nel centro abitato vivono 385 fedeli, l’80% dei quali giovani, prevalentemente dediti alle attività agricole. La produzione di cibo è insufficiente, e ciò contribuisce alla malnutrizione di molti cattolici. Malaria, verme di Guinea e altre malattie causate dalla pessima qualità dell’acqua sono molto diffuse. Mancano inoltre elettricità e strutture scolastiche adeguate. “Nonostante questi problemi abbiano minato la vita socio-economica degli abitanti, Acherensua ha una comunità cattolica vivace e dinamica”, nota il prelato. Mons. Atuahene racconta che finora i fedeli non hanno avuto un vero e proprio luogo di culto, e la diocesi, d’intesa con le autorità scolastiche, ha sopperito con l’utilizzo di un’aula destinata all’insegnamento. Questo spazio, concepito per accogliere 40 persone, non è sufficiente per tutti i fedeli, specie in occasione delle celebrazioni festive. Di conseguenza le messe vengono celebrate all’aperto, clima permettendo. Con contributi propri e grazie allo spirito comunitario i fedeli sono stati in grado di acquistare un terreno in vista della costruzione della chiesa da dedicare a San Giuseppe. La comunità cattolica, clero e fedeli, ha tuttavia esaurito i fondi, e considerando il basso reddito degli abitanti di Acherensua “per completare l’edificio occorrerebbe un decennio”, ha aggiunto il vescovo. Per questi motivi, a pochi giorni dalla ricorrenza di San Giuseppe, ACS–Italia si rivolge alla comunità italiana, per chiedere sostegno per i 385 fedeli cattolici ghanesi che vogliono dirci come “non di solo pane vivrà l'uomo”.
 
 

USMI: a Roma un incontro sulle migrazioni

Roma - “Migrantes il volto di una chiesa che si rinnova”: questo il tema dell’incontro promosso da ieri dall’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) che si svolge a Roma con l’obiettivo di creare una rete di religiose in tutt’Italia che lavora accanto e per i migranti.
In apertura dell’incontro la testimonianza di diverse religiose impegnate nelle varie diocesi italiane: “un grande lavoro spesso nascosto”.
“I migranti sono un segno di conversione per tutti”, ha detto il Direttore regionale Migrantes del Lazio, Mons. Pierpaolo Felicolo, che ha portato l’esperienza di Roma dove sono presenti 150 centri pastorali di 65 nazionalità diverse. L’incontro con i migranti aiuta a comprendere “e ci educa  alla reciprocità” e “all’accoglienza”, ha sottolineato Mons. Felicolo. (R.I.)
           
 

“Io sono rom: abbracciami”

Torino –“Lo ammetto, all’inizio un po’ di paura che non mi abbracciasse nessuno l’ho avuta. Invece mi hanno abbracciato in tanti, è stato bello, mi ha fatto star bene. Dopo un’esperienza così ti senti meglio”. In mezzo a via Garibaldi, Yonut Sau, 19 anni, rom, una certa somiglianza con Sean Penn, alle quattro del pomeriggio di qualche giorno fa aveva concluso e commentava così la sua memorabile impresa: tre ore fermo nel flusso continuo del sabato, un cartello ben visibile al collo con la scritta “Io sono rom, abbracciami” e sotto “#Giornata internazionale contro il razzismo”. Fermo ad aspettare gesti contro il pregiudizio, piccoli gesti capaci di mettere in relazione. Che sono arrivati. Abbracci, sorrisi, richieste di spiegazioni. Da Dina, per esempio, che è greca e lavora qui da anni. “Gli italiani sono gentili con gli stranieri - ha detto poi, seduta in un dehors - ma mantengono le distanze. L’abbraccio è una buona idea, appena provocatoria”.
È stata Martina Steinwurzel della cooperativa sociale Babel, realtà che lavora con migranti e richiedenti asilo, ad avere avuto l’idea degli abbracci da immortalare in un video che verrà messo sui social in occasione del 21 marzo, appunto Giornata internazionale contro il razzismo. La candid camera era posizionata alle finestre del Centro Sereno Regis per la pace, l’ambiente, la sostenibilità, in via Garibaldi 13, scrive il quotidiano La Stampa.
 “Mi sono ispirata - racconta - all’esperienza fatta anni fa da un ragazzo che, in mezzo alla strada, con una telecamera fissa che lo riprendeva, si era messo al collo il cartello “Ho l’Hiv, ti azzarderesti a toccarmi?”. Per abbattere il pregiudizio servono anche azioni di questo tipo. Oggi dei rom non si parla più, sono passati in secondo piano”. E c’è dell’altro. “Sui social la gente scrive di tutto, non sembra responsabile di ciò che scrive. Ma in un contatto reale con un essere umano, devi essere davvero molto razzista per non guardarlo negli occhi e accorgerti che è uguale a te”. Martina per un po’ si è preoccupata: “Non è scontato come possano andare le cose in un momento storico in cui c’è la caccia al migrante. Siamo contenti”. (Fonte La Stampa)
 
 

CEI: quattro grazie al Santo Padre nel quarto anniversario dell’elezione

Roma - Nel quarto anniversario dell’elezione di Papa Francesco i vescovi italiani “si stringono” al Papa in “un augurio che è ringraziamento e preghiera”. “In questi quattro anni, guardando alla Sua persona – scrive la Presidenza della CEI - siamo cresciuti nella consapevolezza della nostra vocazione cristiana, sacerdotale ed episcopale. In questa gioiosa ricorrenza, Le porgiamo quattro grazie: grazie per aver posto al centro del Suo pontificato quella Misericordia, che a noi viene incontro nel volto di Gesù Cristo”, “grazie per il Suo esempio, fatto di semplicità e vicinanza, attraverso il quale trasmette al mondo la verità del messaggio evangelico”; “grazie per le Sue instancabili esortazioni a non lasciarsi trascinare in una cultura dell’indifferenza e della disperazione, ma a vivere una prossimità animata da fiducia e speranza”; “grazie, infine, Santità, per la Sua incessante richiesta di preghiera, strumento di benedizione e di beneficio spirituale per tutti”.
 
 

Card. Montenegro: la visita del Papa a Lampedusa “straordinaria”

Agrigento- In occasione del IV anniversario dell’elezione di Papa Francesco  il direttore del settimanale “L’Amico del Popolo di Agrigento, Carmelo Petrone, ha ha intervistato il Cardinal Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento che ricorda la prima visita del pontefice a Lampedusa dove – dice il Card. Montenegro - mise, come in un pentagramma, la chiave di lettura delle note che sarebbero venute dopo”.  In quel 13 marzo 2013 c’è stata “meraviglia, come per tanti altri – rivela Montenegro, Presidente di Caritas Italiana – che un po’ alla volta è diventata concretezza di qualcosa di grande che stava succedendo”. “Un po’ alla volta sono venute fuori quelle qualità, quello stile, quelle modalità di cui alcuni argentini mi parlavano e che buona parte stanno apprezzando”, prosegue il cardinale, secondo cui – riferendosi alla richiesta di pregare per lui affacciandosi alla loggia di san Pietro – “oggi possiamo dire che è stato sorprendente”. Per l’arcivescovo, il Papa “è un Papa inquietante, che continuamente ha una proposta nuova da farti. Che conosce e ama la gente e che parla il linguaggio della gente”. Per parlare della semplicità con cui si è presentato dopo l’elezione, il card. Montenegro ricorda “la giornata di Lampedusa, che è stata straordinaria. Per me era la seconda volta che lo incontravo dopo la visita ‘ad limina’ con i vescovi. Ma a Lampedusa è stato come se avessi un fratello vicino, non c’era l’impaccio di avere accanto il Papa”. Dopo Lampedusa, “è andato a Lesbo e in tante periferie – osserva il cardinale – con la semplicità e la forza di un padre e di un pastore”. “Ma a Lampedusa ho avuto l’impressione che fosse anche un profeta e che, come Mosè, indicasse a tutti la strada da prendere”. Nel video Montenegro parla anche del rapporto amichevole con Papa Francesco e sottolinea “la prossimità e il fatto che la gente lo senta vicino, questo vale per il potente e per il povero”. “Ci sta parlando di tutto e di tutti, ci sta scuotendo mettendoci davanti la figura di quel Dio che è padre misericordioso”, aggiunge il cardinale, evidenziando che “con le cose semplici ci sta meravigliando”. “Anche quando dice cose grandi, che potrebbero sembrare pesanti, sono dette con il tono e la voce di un amico che sa che vuole prenderti per mano. Ma il bello – conclude – è che anche lui vuole essere preso per mano per poter fare la strada insieme”.
 
 

Migrantes: a Reggio Emilia incontro sui temi migratori

Reggio Emila - Il 16 marzo prossimo Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, sarà a Reggio Emilia. Al mattino, su invito del Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla, Mons. Massimo Camisasca, incontrerà presbiteri e diaconi della diocesi. Nel pomeriggio terrà un incontro per gli operatori dell'accoglienza organizzato dagli ufficio diocesani di  Caritas e Migrantes. In serata un incontro pubblico organizzato da Caritas e Migrantes diocesane, sul tema: “Immigrazione, richiedenti asilo politico e rifugiati: cause ed analisi del fenomeno, progetti di accoglienza, cammini di speranza”.
 
 

FAIM: riunito a Roma il Comitato Scientifico

Roma - Venerdì 10 marzo scorso si è riunito a Roma il Comitato Scientifico del FAIM, il forum nato dagli Stati Generali dell’associazionismo italiano celebrati nel 2015, che in poco tempo ha raccolto l’adesione di 10 Federazioni nazionali e 95 associazioni operanti in Italia e all’estero. Fin dalla prima fase organizzativa, il FAIM ha puntato molto sulla costituzione di un Comitato Scientifico di accompagnamento e di supporto alla propria attività, ottenendo l’adesione di ricercatori e docenti universitari con estese e comprovate competenze nel mondo dell’associazionismo sociale e delle reti associazionistiche. Per garantire margini di operatività concreta al Comitato il FAIM ha optato per una composizione snella, limitandola ad otto esperti, per cui il Comitato Scientifico risulta così composto: Sivia Aru (docente università di Cagliari), Antonio Bonetti (docente, esperto in ambito UE di pianificazione strategica e finanza sociale), Cristiano Caltabiano (sociologo, ricercatore IREF), Massimo Campedelli (sociologo e ricercatore), Delfina Licata (ricercatrice Fondazione Migrantes), Grazia Moffa (docente università Salerno), Enrico Pugliese (docente, accademico e ricercatore CNR), Matteo Sanfilippo (accademico e direttore CSER). Nella riunione succitata, il Coordinamento del FAIM e il Comitato Scientifico hanno dato vita ad un ampio e fattivo confronto sulle linee programmatiche del convegno “Migrare in tempo di crisi, necessità e opportunità: più tutele, più diritti” che si svolgerà alla fine di ottobre e sarà preceduto da un seminario propedeutico da tenersi nel mese di luglio. “È di massima attualità - ha sottolineato Franco Narducci, portavoce del FAIM - a fronte del crescente flusso di emigrazione dall’Italia, di analizzare i bisogni, le difficoltà e gli ostacoli, non solo di carattere economico, che accompagnano il nuovo fenomeno dell’emigrazione italiana in questo prolungato periodo di crisi. Ma anche di valutare il profilo sociale aggiornato dei nuovi migranti, per capire a quali condizioni sia possibile costruire una rete di sostegno che veda l’associazionismo protagonista in uno scenario profondamente cambiato rispetto al passato”. Il focus riguarderà essenzialmente sei nazioni: Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e un Paese extra-europeo.
 

Ismu: on line un sito sulle politiche europee di integrazione dei rifugiati

Milano - Domande come “Quali sono i criteri di ammissibilità per i rifugiati nell’acquisire la cittadinanza nei singoli Stati membri dell'UE”, “Quanto tempo deve aspettare mediamente un bambino per essere accettato in una scuola, dal momento della presentazione della domanda di asilo in Italia o in Polonia?”, “Quali sono le regole e gli atteggiamenti nei diversi paesi europei per quanto riguarda l'accesso dei rifugiati al mercato del lavoro?”, adesso trovano una risposta. Da ora, le notizie, i fatti e i risultati di ricerca relativi ai diversi aspetti delle politiche di integrazione europee nei confronti dei rifugiati saranno pubblicati in modo sistematico su "Forintegration.eu", la piattaforma realizzata nell’ambito del progetto National Integration Evaluation Mechanism (NIEM), di cui Fondazione Ismu è partner e referente per l’Italia. Il progetto NIEM, avviato nel 2016, ha come obiettivo quello di contribuire a migliorare la qualità e l'efficacia del processo di integrazione dei rifugiati in quindici Stati europei tra cui Italia, Francia, Spagna, Bulgaria, Svezia, Slovenia e Ungheria. Tale operazione è resa possibile grazie al lavoro congiunto di tutta la partnership internazionale che collabora nella predisposizione e implementazione di uno strumento di analisi delle politiche in materia di inclusione dei beneficiari di protezione internazionale.
Per i prossimi sei anni, i ricercatori di tre istituzioni accademiche europee e le diverse organizzazioni leader non governative che partecipano a NIEM, porteranno avanti una valutazione complessa dell'attuale politica di integrazione di rifugiati, richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale nello spazio europeo.
Il portale web verrà alimentato grazie ai contributi che emergeranno nell’ambito del progetto NIEM e potrà contare sulle diverse esperienze di ricerca delle numerose istituzioni e degli studiosi coinvolti nella realizzazione del progetto.
 
 

Caritas: a Castellaneta il convegno nazionale

Roma – “Per uno sviluppo umano integrale”. Questo il tema del Convegno nazionale, che per la 39ª volta radunerà le Caritas diocesane di tutta Italia da lunedì 27 a giovedì 30 marzo a Castellaneta, in provincia di Taranto. Il convegno ha l’obiettivo, attraverso una articolata serie di momenti di relazione e confronto, di favorire tra le centinaia di delegati una riflessione sui temi dello sviluppo, nelle dimensioni della pastorale, della cultura e dell’operatività concreta, a livello nazionale, europeo e internazionale.
 

Migrantes Lamezia: “Lamezia realtà positiva per l’accoglienza degli immigrati minorenni”

Lamezia Terme – Lamezia Terme si distingue come realtà positiva sul fronte dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti più giovani, in particolare dei minori non accompagnati. Nel contesto di una città che, secondo tutte le statistiche, risulta essere tra le più multietniche in Calabria, la comunità per minori non accompagnati “Luna Rossa” ha accolto dal 2011 ad oggi oltre 120 giovani provenienti dai Paesi africani e asiatici. Oggi nella struttura, che si trova in un locale confiscato sono accolti 12 minorenni e 9 neomaggiorenni.  Cresce il numero di ragazzi immigrati che, nella terza della città della Calabria, frequentano le scuole superiori e si inseriscono subito nel mondo del lavoro, in particolare nel settore della ristorazione.
Questi alcuni dei dati emersi nel convegno “A casa nostra? Sì...accogliamoli”, promosso dall'ufficio diocesano Migrantes diretto da Suor Manuela Simoes, sul tema dei minori migranti vulnerabili e senza voce, che si è svolto sabato nel salone del seminario vescovile di Lamezia Terme, con gli studenti di alcuni istituti superiori cittadini.
Nata nel 2011 come comunità di accoglienza sulla spinta dell'emergenza Nord Africa, dal 1 febbraio 2014 “Luna Rossa”, una delle tante realtà che fa capo alla Progetto Sud fondata da Don Giacomo Panizza, entra a far parte dello Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), di cui il Comune di Lamezia Terme è ente capofila. Un percorso fatto di storie di disperazione trasformate in speranza, quello della comunità lametina, raccontato dall'operatore Nicola Emanuele che ha indicato le caratteristiche principali dei progetti di accoglienza e integrazione messi in atto a “Luna Rossa”. Progetti che “si basano su percorsi individualizzati, per consentire al giovane che arriva e viene inserito nel sistema Sprar, di imparare l'italiano, andare a scuola, scegliere il percorso più adeguato per la sua formazione e la sua professione. In questi abbiamo avuto tante storie di ragazzi che, magari finite le scuole elementari e medie, hanno lasciato Lamezia per andare verso il Nord Europa.  Portiamo avanti un modello di accoglienza integrata, che punta a coinvolgere le parrocchie, le scuole, le altre associazioni del territorio, attraverso un lavoro di équipe”. 
“Altro che business dell'accoglienza, questo è un investimento sul territorio” - ha aggiunto Nicola Emanuele – evidenziando come “attorno alla comunità Luna Rossa ruotano 30 professionisti, tra operatori e collaboratori esterni, segno di una realtà che non solo accoglie e offre una prospettiva di speranza a quanti arrivano da Paesi martoriati da guerre e fame, ma è un'occasione di arricchimento reciproco per le nostre comunità”.
A presentare i dati del XXV Rapporto Immigrazione la giornalista Maria Scaramuzzino, che ha curato la parte relativa alla Calabria per il rapporto annuale 2015 redatto da Fondazione Migrantes e Caritas Italiana. “La popolazione straniera residente in Calabria è pari a 91mila345 persone. Dai dati emerge una massiccia presenza femminile, preponderante su quella maschile, mentre i dati sull'occupazione mostrano, contrariamente ai tanti luoghi comuni, che gli immigrati non rubano lavoro agli italiani, ma svolgono quei lavoro che molti cittadini italiani non vogliono più svolgere”. Per quanto riguarda i migranti più giovani, dai dati emerge che in Calabria sono più di 13mila gli studenti con cittadinanza non italiana. Di questi, il 76% non è nato in Italia. Oltre il 30% dei minori non cittadini italiani che vanno a scuola in Calabria, frequenta la scuola primaria. Maria Scaramuzzino ha parlato inoltre delle diverse realtà della diocesi lametina, come la casa accoglienza per senza fissa dimora “Querce di Mamre”, il centro interculturale “Insieme”, l'ufficio diocesano “Migrantes” e la casa per donne senza fissa dimora “Shalom”, impegnate quotidianamente per  offrire aiuto e sostegno a quanti giungono in città da altri Paesi, alle prese con i problemi della povertà e con la difficoltà di accedere ai servizi.
 “C’è una grande emergenza per questi piccoli, bambini, fanciulli, ragazzi e ragazze che essendo senza la tutela di adulti, molto spesso sono vittime di traffici, di sfruttamento, di abusi. È terribile quanto sta accadendo e quanto emerge dagli organi ufficiali di stampa. Giovani migranti senza genitori vengono lasciati a gente senza scrupoli, per aver salva la vita... ma a che prezzo?”, è stato il monito del Vescovo Mons. Luigi Cantafora per il quale “dietro ai dati sui minori non accompagnati presenti nella nostra città, non ci sono numeri ma vite e una realtà che preferiamo non vedere per non essere chiamati in causa a prendercene cura. La lettura dei dati ci deve interrogare non solo sul presenze, ma soprattutto su futuro che siamo chiamati a costruire con qualunque uomo e donna che condivide con noi il cammino di questa storia”.  L'impegno di Lamezia sul piano dell'accoglienza è stato ribadito dal Sindaco Paolo Mascaro che ha espresso soddisfazione per il rinnovo dei progetti Sprar per il triennio 2017 -2019, auspicando che “Lamezia, ente capofila del progetto Sprar, faccia da modello ad altri territori per mettere in atto buone politiche di accoglienza”.
Nel corso dell'incontro le testimonianze di due giovani accolti dalla comunità “Luna Rossa”, Fatì Samì e Abdul Malik Muham, che hanno raccontato la loro storia, dal viaggio dall'Africa a bordo di una nave per raggiungere l'Italia all'arrivo a Lamezia, dove oggi studiano e sono perfettamente inseriti nella realtà lametina.

 

Papa Francesco: oggi il rientro in Vaticano dopo gli Esercizi spirituali

Città del Vaticana – Papa Francesco ha fatto ritorno questa mattina in Vaticano dopo aver concluso gli esercizi spirituali di Quaresima con la Curia di Roma ad Ariccia, nella casa del Divin Maestro. Questa mattina, prima di partire, ha detto in una nota Paloma Garcia Ovejero, vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede, “ha celebrato la Messa per la Siria e ha mandato 100.000 euro ai poveri di Aleppo, grazie anche al contributo della Curia Romana”. La donazione sarà effettuata tramite l’Elemosineria Apostolica attraverso la Custodia di Terra Santa. Questa sera, alle 17, il Papa si recherà al Vicariato di Roma per incontrare i parroci prefetti della diocesi. “Si tratta di un incontro assolutamente privato, che rientra nella normale prassi della vita della Chiesa”, precisa Garcia Ovejero.
 

MCI Svizzera: è morto p. Orioli

Zurigo - E’ morto ieri p. Armando Orioli, scalabriniano, vicario parrocchiale della Parrocchia di lingua italiana di Basilea "San Pio X". “Con grande coraggio e fede viva ha percorso il duro calvario della malattia. “Nel suo ministero – scrive oggi il Coordinatore Nazionale delle MCI in Svizzera, don Carlo de Stasio -  ha annunciato la vittoria di Cristo Signore sulla morte, risorto a nuova vita. Con la nostra preghiera e l’Eucarestia affidiamo Padre Armando con speranza pasquale al Risorto, che ha seguito come i discepoli, lasciando tutto; e domandiamo che la sua gioia sia centuplicata”. Le parole di Gesù “ Ero forestiero e mi avete accolto” hanno – aggiunge don de Stasio – “orientato la vita di Padre Armando, sulle orme del Beato Scalabrini, per un'esistenza interamente donata a servizio dei migranti, profughi e richiedenti asilo. Noi speriamo che, dopo aver camminato dietro al Signore sulle strade della vita, Dio gli abbia spalancato le porte della sua casa.  Siamo consapevoli di essere pellegrini sulla terra, persone in cammino, di passaggio; ma com’è difficile l’ora della separazione e com’è confortante avvertire – conclude -  la presenza e l’amicizia di quanti condividono il nostro dolore; vogliamo esprime la nostra simpatia e affetto ai familiari, ai Padri Scalabriniani e alla comunità parrocchiale di San Pio X che piangono la morte di Padre Armando”.
I funerali si svolgeranno lunedì 13 marzo alle ore 19.00 nella chiesa parrocchiale di St. Clara, St.Claraplatz di Basilea.
 

Tra gli scaffali

a cura di Raffaele Iaria  
L’Italia siamo noi
L’altra faccia dell’immigrazione. Storie di immigrati di successo che sono riusciti a inserirsi, a costruirsi posizioni autorevoli e rispettate. Architetti, manager, medici, imprenditori che hanno portato le loro competenze e il loro knowhow in Italia, persone che contribuiscono allo sviluppo economico italiano ed escono del tutto fuori dallo schema del profugo bisognoso di aiuto e di assistenza. Un modo completamente diverso di leggere il fenomeno immigrazione, basato su racconti e testimonianze concrete di uomini e donne in carne e ossa che, pur nati in altri Paesi, non solo si sentono italiani, ma danno all’Italia molto più di quanto hanno ricevuto.
Jacopo Storni, L’Italia siamo noi.Storie di immigrati di successo, Castelvecchi editore

La Speranza Cristiana
La speranza cristiana, come anticipa già lo stesso titolo, offre una nuova serie di catechesi sul tema della speranza. Un argomento molto caro al Pontefice e che egli stesso considera fondamentale “in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli» (pag. 5). Il volume è aperto dalle riflessioni del 7 dicembre 2016 ispirate dal profeta Isaia, profeta dell’Avvento, messaggero della speranza e prosegue affrontando la speranza generata dall’incarnazione del Figlio di Dio. E ancora le osservazioni nate grazie alle suggestioni della Lettera ai Romani in cui la figura di Abramo indica la via della fede e della speranza. Sperare è un bisogno primario dell’uomo e il Pontefice lo ricorda, nelle sue riflessioni, attraverso la figura del profeta Giona e dell’eroina Giuditta. Le catechesi raccolte all’interno del volume coprono un arco temporale che va dal 7 dicembre 2016 al 22 febbraio 2017.
Papa Francesco, La speranza cristiana, Libreria Editrice Vaticana
 
Vaticano
«Ecclesia sempre reformanda est». È tuttavia inconfutabile che vi siano delle stagioni particolari nel corso delle quali si assiste a un’accelerazione e al tempo stesso a una concentrazione delle riforme sotto la spinta dei tempi ma anche e soprattutto dello Spirito. Il dossier si pone l’obiettivo di fornire degli strumenti di lettura della riforma vaticana in atto, per meglio comprenderne le prospettive e la portata.
Ignazio Ingrao - Giovanni Angelo Becciu - Alberto Melloni - Michele Zanzucchi, Vaticano Città Nuova Editrice