Primo Piano

Rotterdam: un sito sulle celebrazioni nelle comunità di immigrati

Rotterdam - La diocesi di Rotterdam ha lanciato un nuovo sito che raccoglie “una grande parte delle celebrazioni eucaristiche nelle parrocchie e comunità d’immigrati della diocesi”. Al momento ci sono informazioni su una ventina di parrocchie e comunità di migranti, ma il censimento non è ancora terminato, informa l’agenzia Sir. “La fede è una forma di comunicazione che riesce sempre meglio nella lingua che ti è stata insegnata nell’infanzia. Quindi è importante per noi che tu preghi nella tua lingua madre. Questo vale per gli olandesi e anche per coloro che arrivano dall’estero”, si legge nell’apertura del sito. Il vicario generale della diocesi, Dick Verbakel, spiega che i cattolici immigrati da anni “conoscono le loro parrocchie attraverso le loro reti” ma succede anche sempre più spesso che “celebrano l’Eucaristia nelle parrocchie olandesi della diocesi”. Invece gli immigrati temporanei, oppure gli studenti e gli expats che risiedono in diocesi per un paio di anni, vogliono restare legati alle loro comunità linguistiche. Di qui l’idea di “rendere accessibili con un sito i riferimenti e gli orari delle celebrazioni” per chi non ha alcuna rete di famigliari o amici nei Paesi Bassi o per i turisti che desiderano partecipare alla messa di domenica”. L’elenco contiene, oltre alle parrocchie migranti, anche le comunità di migranti che “non hanno lo status di parrocchia con una struttura propria ma si uniscono a una parrocchia esistente”. All’Aja, ad esempio, diverse comunità di migranti fanno riferimento alla parrocchia di Maria Stella del Mare.
 

Papa Francesco: “essere cristiani significa vivere nella speranza e nella luce”

Città del Vaticano - Essere cristiani “vuol dire guardare alla luce, continuare a fare la professione di fede nella luce, anche quando il mondo è avvolto dalla notte e dalle tenebre”. Lo ha detto oggi Papa Francesco ai pellegrini e ai fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI, per l’udienza generale del mercoledì, la prima dopo la pausa del mese di luglio. “I cristiani – ha affermato – non sono esenti dalle tenebre, esterne e anche interne. Non vivono fuori dal mondo, però, per la grazia di Cristo ricevuta nel Battesimo, sono uomini e donne ‘orientati’: non credono nell’oscurità, ma nel chiarore del giorno; non soccombono alla notte, ma sperano nell’aurora; non sono sconfitti dalla morte, ma anelano a risorgere; non sono piegati dal male, perché confidano sempre nelle infinite possibilità del bene”. “Noi siamo coloro – ha aggiunto il Papa – che credono che Dio è Padre: questa è la luce! Non siamo orfani. Abbiamo un Padre e il nostro Padre è Dio”. E “questa è la nostra speranza. Vivere nella speranza è vivere nella luce, nella luce di Dio Padre, nella luce di Gesù salvatore, nella luce dello Spirito Santo che ci spinge ad andare avanti nella vita”. Il pontefice ha fatto poi notare come anche la stessa vita della Chiesa è “contaminazione di luce”. “Contaminazione di luce” è “una parola forte”, ha detto: “Quanto più luce di Gesù abbiamo noi cristiani, quanto più luce di Gesù c’è nella vita della Chiesa, più è viva la Chiesa. La vita della Chiesa è contaminazione di luce”.
 

Milano: una mostra di arte africana

Milano - Sotto i raggi di un solleone meneghino, l’arte subsahariana si mette in bella mostra. “Africa. Raccontare un mondo” è il titolo dell’iniziativa culturale che, fino all’11 settembre, sarà ospitata dal PAC (Padiglione di Arte Contemporanea). A curare la mostra è la mente multiculturale di Adelina von Fürstenberg, nata in Turchia da una famiglia armena e formatasi in Svizzera.  Le tematiche affrontate dai 33 artisti coinvolti sono principalmente quattro e si destreggiano tra i seguenti titoli: “dopo l’indipendenza”, “l’introspezione identitaria”, “generazione Africa” e “il corpo e le politiche della distanza”.
Drappi, quadri, video ed installazioni diventano capziosi strumenti di riflessione su argomenti scottanti come povertà, lotte fratricide, migrazione, eco sostenibilità, cure mediche, giustizia e rispetto delle minoranze religiose. Narrazioni di sogni e di incubi, interpretazioni di cronache e tradizioni. Un mosaico pieno di sfaccettature che ritrae un Continente ancora da assaporare, scoprire, aiutare, accogliere, ascoltare e valorizzare. Un percorso su una terra imprescindibile, un viaggio mozzafiato nel calore delle tinte che, intrapreso in occasione dell’Expo, non può non essere contemplato, in silenzio, nell'intimità di una scoperta. E così le culture più lontane si spargono tra le strade di una metropoli che ha bisogno di fermarsi, a riconsiderare la propria identità pluristratificata, specchio di un'Europa che non può non dirigere lo sguardo alla geopolitica globale. Così, in tale ottica, negli scorsi anni sono stati presentati gli artefatti culturali di Cina e Cuba, il prossimo anno il testimone passerà al Brasile. Imparare a conoscere la Terra ed i suoi abitanti significa forse affezionarsi ad un bene comune da preservare, curare ed amare. E le espressioni artistiche non sono altro che messaggi diretti alla sensibilità di ciascuno, nel tentativo di innescare cambiamenti in positivo. (D.M.)
 

John Fante Festival: ad agosto l’edizione 2017

Roma - Dal 25 al 27 agosto torna a Torricella Peligna, in Abruzzo, l’appuntamento con il John Fante Festival “Il dio di mio padre”, la manifestazione che ricorda e celebra lo scrittore italoamericano John Fante. Il Festival letterario, giunto alla sua XII edizione e diretto da Giovanna Di Lello, affronterà i temi delle migrazioni e la letteratura “outsider”. 
Tra gli ospiti: Jim e Victoria Fante, Gianrico Carofiglio, Matteo Nucci, Francesco Durante, Leonardo Colombati, Edoardo Camurri, Luca Briasco, Carlo Paris, Carmen Pellegrino, Omar Di Monopoli, Matteo Marchesini, Nada, che si esibirà anche in un concerto insieme a Julian Barrett.
Venerdì 25 agosto, giornata nella quale sarà annunciato il vincitore del Premio John Fante Opera Prima 2017, saranno ospiti del Festival anche i tre finalisti: Tommaso Avati autore di “Ogni città ha le sue nuvole” (Sem), Valerio Callieri autore di “Teorema dell’incompletezza" (Feltrinelli) e Giacomo Mazzariol autore di “Mio fratello rincorre i dinosauri” (Einaudi).
 

Centro Astalli: salvare vite umane sia la priorità

Roma - Il Centro Astalli, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia, esprime “seria preoccupazione” per la situazione dei migranti nel Mediterraneo, per la “sostanziale indifferenza” da parte degli Stati membri e dell’Unione Europea riguardo la condizione di pericolo e morte di migliaia di persone, e per le politiche di accordo con la Libia che da settimane occupano le Agende delle istituzioni nazionali coinvolte. Il Centro Astalli individua tre priorità da affrontare: il salvataggio in mare deve essere garantito, organizzato e potenziato. Il ruolo delle ong deve essere supportato, e ampliato  con un impegno nazionale e sovranazionale più consistente. Neanche un morto nel Mediterraneo sia la priorità di tutte le istituzioni coinvolte”; “non fare accordi che impediscono ai migranti di lasciare una Libia altamente instabile, insicura e in cui le garanzie di rispetto dei diritti umani sono largamente insufficienti. Ancor meno si possono respingere o deportare in Libia migranti intercettati in mare, in violazione delle basilari norme sulla protezione internazionale”; “non è tentando di rimuovere la migrazione dal Mediterraneo che si risolve l’emergenza in cui si trovano milioni di persone costrette a lasciare la loro terra a causa di guerre, persecuzioni ma anche di povertà estrema e disastri ambientali”. Per il Centro Astalli è “inaccettabile che le politiche recenti siano volte a spostare altrove i migranti anziché lavorare sulle cause all’origine di una mobilità umana senza precedenti nel mondo ma che tocca l’Europa solo in piccola parte”. Da qui la richiesta alle istituzioni nazionali ed europee di “prevedere vie legali di accesso per quanti si trovano nella condizione di dover chiedere protezione internazionale in Europa”, “ripristinare quote di ingresso di lavoratori stranieri in Italia per infliggere un duro colpo al traffico, allo sfruttamento, alla tratta di esseri umani” e “rispettare la Convenzione Universale sui Diritti dell’Uomo e la Convenzione di Ginevra sulla status di Rifugiato e di non stipulare accordi con chi non rispetta e non ha recepito nel proprio ordinamento tali norme”.  P. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sottolinea che “da settimane la cosiddetta emergenza migranti viene affrontata come una guerra da ingaggiare contro un nemico da sconfiggere. La classe politica di questo Paese lavori per la pace, ritrovi il senso del proprio agire nella storia della democrazia e nella cultura del diritto su cui si fonda la nostra civiltà. Oggi il Parlamento, chiamato a esprimersi sulla missione in Libia, si lasci guidare dalla sua stessa storia e decida di riprendersi con orgoglio il ruolo che nel Mediterraneo è proprio dell’Italia: sia ponte d’Europa e terra d’approdo. Sia simbolo di pace e baluardo dei diritti universali”. 
 

Cassazione: no all’espulsione di uno straniero disabile

Roma – “No all’espulsione dello straniero detenuto se gravemente disabile: il diritto alla salute infatti è «inviolabile». Lo sottolinea la prima sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso di un immigrato detenuto in Italia per il quale il tribunale di sorveglianza di Perugia aveva applicato, come sanzione alternativa alla detenzione, l’espulsione dal nostro Paese. L’uomo, invalido al cento per cento e beneficiario di un assegno Inps dopo l’amputazione di una gamba, nel suo ricorso rilevava che il suo paese d’origine - dove, peraltro, non aveva legami familiari e da cui mancava da oltre 30 anni - non aveva una normativa assistenziale per le persone disabili «ed anzi era aduso alle discriminazioni delle stesse». Decidendo dei ricorsi di immigrati senza documenti e disabili, contro i rimpatri forzati, occorre valutare 'caso per caso', sottolineano i giudici, tenendo presente le disposizioni «di carattere umanitario in materia di categorie cosiddette 'vulnerabili'».
 

Viminale: da inizio anno 94.802 sbarchi

Roma - Dall’inizio dell’anno a oggi sulle coste italiane sono sbarcati 94.802 migranti, l’1,10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (93.774). Secondo gli ultimi dati diffusi dal Viminale, sono 12.583 i minori stranieri non accompagnati.
Intanto, mentre il maltempo e il mare in burrasca frena le partenze dalla Libia, è la Puglia in questo momento ad essere presa di mira. Sessantanove migranti - 53 uomini, 7 donne, 9 minori - siriani e iracheni sono stati fermate nella notte, sulla costa di Cerano a sud di Brindisi. La presenza dei migranti è stata segnalata alle forze dell’ordine, che li hanno rintracciati a terra mentre non è stata trovata traccia dell’imbarcazione che li ha portati in Italia. I migranti si sarebbero imbarcati in Turchia e da lì avrebbero raggiunto la Grecia e poi il Canale d’Otranto nella sua parte più stretta. Dall’inizio dell’anno ad oggi sono circa 800 le persone salvate dalla Guardia costiera al largo delle coste pugliesi.
 

Boeri: mercoledì audizione al Cqie

Roma - Mercoledì 2 agosto, alle ore 8:30, il Comitato per le Questioni degli Italiani all'Estero del Senato ascolterà̀ il Presidente dell'INPS Tito Boeri, per approfondire le questioni relative alle prestazioni pensionistiche e assistenziali riguardanti i cittadini italiani residenti all'estero. L’audizione del Presidente dell'INPS sarà̀ trasmessa in diretta streaming sulla WebTv del Senato. 
 

Mons. Galantino: Calabria “terra di accoglienza”

Cosenza - La Sibaritide, in Calabria, è terra di accoglienza come in questi mesi ha fatto con tanti minori migranti arrivati sulle coste calabresi.  Una “storia splendida” la definisce il Segretario generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino che ha visitato, a Montegiordano (Cs), la Fondazione “Bambini in Emergenza” voluta dal giornalista Mino Damato e ora curata dalla moglie.
“A me piacerebbe che queste realtà di accoglienza fossero più conosciute e condivise” dice Mons. Galantino in una intervista a Domenico Marino e pubblicata oggi dal quotidiano “Gazzetta del Sud”. A Corigliano, a Cassano allo Ionio e in altre realtà – aggiunge il segretario della CEI – “ci sono esperienze straordinarie con preti, vescovi e laici in prima persona ad accogliere i bambini, portarli al sicuro, prendersi cura di loro, proteggerli e provare a dare loro un futuro. Tutto con buona pace di quanti parlano di immigrati senza averne mai guardato uno negli occhi, come se fossero gente che viene solo per sfruttarci”. Per Mons. Galantino “spesso li abbiamo prima sfruttati noi nelle loro terre e ora che chiedono di poter vivere, molte volte sopravvivere, trovano da parte nostra cattiva accoglienza”. Nella lunga intervista il segretario della CEI parla di tante “fake news” sugli immigrati: “solo il giorno dopo, magari, riusciamo a sapere che non erano vere. Ma quale giornale si preoccupa di dire ‘abbiano sbagliato?’. Quale social si preoccupa di dire la verità?. E’ vergognoso”. (R.I.)
 

Messico: Mons. Noriega ricorda i 10 emigrati morti nel camion

Zacatecas - Il Vescovo della diocesi di Zacatecas, Mons. Sigifredo Noriega Barceló, durante la sua omelia della messa di ieri, domenica 30 luglio, ha rivolto il pensiero alla famiglia del giovane morto all'interno di un rimorchio in Texas, nel tentativo di trovare un lavoro negli Stati Uniti. Ha detto che questi sono fatti molto dolorosi, non solo per le famiglie dei defunti, ma per la società in generale, perché "ci fanno pensare a molti aspetti della vita e dell’emigrazione".
La settimana scorsa i corpi senza vita di 9 immigrati clandestini, tra i quali anche due bambini, sono stati trovati nel rimorchio di un camion parcheggiato in un'area di servizio a San Antonio, Texas. Nel container la polizia ha trovato anche altre 30 persone, 20 delle quali sono ora ricoverate in gravi condizioni e una è morta pochi giorni dopo.
"Proprio oggi, domenica – ha detto Mons. Noriega ripreso dall’agenzia Fides -  si celebra la Giornata contro la tratta, e ciò ha un importante significato, perché queste persone non avrebbero dovuto viaggiare così. Cercavano una vita migliore, ma non vale la pena quando si vede il trattamento loro riservato. Secondo la mia opinione, la tratta di persone è una nuova forma di schiavitù; abbiamo necessità di emigrare, ma deve essere fatto nel miglior modo possibile, senza rischi per la vita, perché per quanto grande sia la necessità, non è giustificato agire così".
Mons. Noriega Barceló ha evidenziato che "il bisogno materiale è la causa primaria, perché non riusciamo a produrre abbastanza ricchezza per il nostro Messico, e quella che c'è non è ben distribuita; se mancano le opportunità di sviluppo qui, la gente deve andare fuori e cercare di aiutare le proprie famiglie".
 

Io studio: nuove borse per rifugiati per l’anno accademico 2017-2018

Torino - L’Università degli studi di Ferrara ha emanato per l’a.a. 2017-2018 un bando per 2 borse di studio (una di 15 mila euro e l’altra di 10 mila euro) destinate a rifugiati o titolari di protezione sussidiaria con un titolo di studio che consenta l’accesso ai corsi di studio dell’Ateneo della città estense. Domande da presentare on line entro le ore 12.00 di venerdì 11 agosto 2017.
Ministero dell’Interno e Pontificia Università Lateranense hanno bandito per il secondo anno 20 borse di studio per studenti titolari di protezione internazionale accolti nello SPRAR (con preferenza per i “reinsediati”) per la frequenza di un corso di laurea o post-laurea in questo Ateneo. Ogni borsa comprende iscrizione ai corsi, servizi didattici, vitto, alloggio e un budget per spese ordinarie e straordinarie per 1 anno eventualmente prorogabile. Necessari diploma di scuola superiore e conoscenza dell’italiano (livello A1/A2). I responsabili titolari dei progetti SPRAR sono invitati a segnalare i candidati interessati entro il 10 settembre 2017 a Catia De Luca (deluca@serviziocentrale.it) con allegata la documentazione richiesta. (viedifuga.org).
 

Tv2000: a settembre otto documentari su accoglienza e coraggio

 
Roma -  ‘Città invisibili’ otto documentari per altrettanti luoghi nel nostro Paese, modelli di convivenza possibile, storie di quotidiana e straordinaria accoglienza. Su Tv2000, a partire dal 2 settembre, tutti i sabato alle ore 19. In un continuo rimando tra il conosciuto e lo sconosciuto, tra il dicibile e il taciuto, un viaggio in Italia per svelare luoghi, storie e realtà di accoglienza e integrazione possibile. Un mondo sommerso di esperienze in cui qualcuno ha avuto il coraggio di provare a trasformare la paura in opportunità e l’utopia in realtà. Emergono così le città invisibili, nascoste dietro il racconto del visibile che invade le cronache dei tg e dei giornali.
 

Papa Francesco: tratta “forma di schiavitù moderna”

Città del Vaticano - La tratta è forma di “schiavitù moderna”. Ieri mattina, al termine della preghiera mariana dell’Angelus, Papa Francesco, nella Giornata Mondiale contro la tratta di persone, promossa dalle Nazioni Unite ha voluto ricordare come ogni anno “migliaia di uomini, donne e bambini sono vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi. Desidero richiamare – ha sottolineato -  l’impegno di tutti affinché questa piaga aberrante, forma di schiavitù moderna, sia adeguatamente contrastata. Preghiamo insieme la Vergine Maria perché sostenga le vittime della tratta e converta i cuori dei trafficanti”.
“Atroce e inaccettabile”, ha definito la tratta il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e  richiamare le coscienze di ciascuno, ma soprattutto la comunità internazionale e l’Europa, a contrastare efficacemente quelli che definisce veri e propri “mercanti di morte”.
Sotto accusa il traffico di essere umani, soprattutto donne e bambini, ma anche quello che riguarda migranti e profughi "sostenuto e alimentato anch’esso - afferma il presidente della Repubblica - da spietate e sanguinarie bande che sospingono le loro vittime verso condizioni di servitù e di annichilimento personale”. (R.I.)
 

Il Vangelo della Domenica

1Re 3,5.7-12; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52 Un tesoro, una perla, una rete. A seguire, i verbi e le azioni connesse: cercare, trovare, nascondere, vendere, comprare; gettare (la rete), tirare (a riva), raccogliere (i pesci buoni) e buttare (i cattivi); separare (i buoni dai cattivi) e scagliare (nella fornace). Azioni indicate anche in altre pagine (correre in cerca e caricarsi sulle spalle la pecora perduta); più diretto è san Paolo: “Siete stati comprati a caro prezzo”; “Ho lasciato perdere tutte queste cose per guadagnare questo”.
Gli oggetti (tesoro, perla, pesci) si trovano e si acquistano; le persone si incontrano e si uniscono, come nelle nozze fra lo sposo e la sposa. Per noi il Signore è il tesoro da acquistare; è la perla per cui lasciare tutto pur di averla (viene in mente il grido di Andrea: “Abbiamo trovato il Messia!”). Penso però anche al rovescio, dalla parte di Dio. Per il Signore noi siamo la Sposa, la pecora perduta, la perla, il tesoro. Per noi lui ha dato tutto se stesso, fino alla morte di croce. In verità è Dio che ci cerca e ci trova, prima che noi potessimo volerlo e scoprirlo.
La felicità è quella di sentirsi cercati e trovati: amati. Da questa coscienza nasce l’impulso a spartire lo stesso amore, a raccontare la stessa buona notizia. L’evangelizzazione è la trasmissione della passione del cuore verso lo stesso tesoro nascosto dentro ciascuno. Noi iniziamo col farci ritrovare da Gesù e continuiamo a cercarlo e a scoprirlo negli altri.
Il gesto ampio e largo del pescatore nello gettare la rete è come quello del seminatore; assomiglia ad un abbraccio totale, includente. È il segno eloquente del desiderio di condividere la sua vita con tutti gli uomini.
Resta sullo sfondo la prospettiva seria del giudizio finale e il rischio della fornace. In modo esigente e insieme appagante veniamo impigliati nel mistero della vita e della salvezza, tutti raccolti nella stessa rete. Questo è anche il nostro compito verso l’umanità, sino alla fine del mondo, un compito di misericordia e di accoglienza. (Angelo Sceppacerca)
 

Università Cattolica: 2300 studenti protagonisti all’estero

Milano -  Sono 37.000 gli universitari italiani che hanno scelto un percorso di studio all’estero nel 2016, per fare la differenza e formarsi professionalmente secondo standard internazionali, e più del 6% proviene da Università Cattolica.
Se nell'a.a. 2015/16 la mobilità degli studenti italiani in partenza verso destinazioni europee ed extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca innovativa, ente del Ministero dell’Istruzione, ha superato i 37.000 studenti, per l'a.a. 2016/17 le previsioni non sono da meno, identificando un incremento della mobilità studentesca in Italia del 10%, con oltre 41 mila studenti in uscita verso mete europee ed extraeuropee.
Per l'a.a. 2016/17, in via di conclusione, i dati non ancora definitivi fissano a 2331 il numero degli studenti italiani di Università Cattolica che si sono cimentati nella scelta di uno dei molteplici programmi di mobilità all'estero, tra cui l’Erasmus, l’International Volunteering, i Summer Programs e gli Internships all’estero, registrando un aumento dell’8% rispetto ai 2155 studenti Cattolica partiti durante l’a.a. 2015/16. Tra le mete internazionali preferite dagli studenti Cattolica nel 2016 ci sono Stati Uniti D'America, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Germania, Irlanda, Repubblica Popolare Cinese.
Tra gli studenti che hanno scelto di partire per l’estero, circa 650 hanno frequentato un semestre intero in un ateneo internazionale, mentre sono ben 300 gli studenti che hanno deciso di partire durante l’estate per frequentare i Summer Programs, corsi intensivi che si svolgono presso le università internazionali durante i mesi estivi; circa 390 studenti hanno svolto dei corsi di lingua fuori dall’Italia e ben 482 sono, invece, partiti per sfruttare l’opportunità garantita dall’Ateneo milanese di svolgere un periodo di stage all’estero presso grandi aziende o presso università, per chi si occupa di ricerca.
Per non dimenticare i circa 100 studenti che, invece, si sono impegnati a svolgere una delle attività di volontariato garantite dal programma di International Volunteering dell’Università Cattolica e dal programma Charity, presso diverse sedi di alcuni enti non governativi o non profit in tutto il mondo. Mentre sono ben 64 i laureandi che effettuano all'estero attività di ricerca per la propria tesi.
Intanto i numeri del Double Degree registrano una forte impennata negli ultimi 4 anni. Dall’a.a. 2014/15 ad oggi, infatti, gli studenti che hanno scelto di sfruttare l’opportunità fornita dall’Università Cattolica di conseguire il doppio titolo all’estero, all’interno di un percorso che prevede lo svolgimento di una parte del proprio iter accademico in Università Cattolica ed una parte presso un'università estera, con l'obiettivo di ottenere un titolo di studio riconosciuto sia in Italia sia nel Paese estero interessato, sono passati dai 69 iniziali agli oltre 100 studenti dell’a.a. 2016/17, con un incremento del 49%. E si tratta di stime non ufficiali, dato che l’anno accademico è ancora in corso e si concluderà a settembre.
 

Tratta: “affrontare insieme questo crimine contro l’umanità”

Roma - Nel mondo sono decine di milioni le vittime di tratta ma le condanne contro i trafficanti sono meno di 10.000. Il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale generano 150 miliardi di dollari di entrate ogni anno. “La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità, una ferita aperta nel nostro mondo che deve essere guarita e affrontata efficacemente insieme”. Lo affermano, in vista della Giornata mondiale contro la tratta di persone che ricorre il 30 luglio, una rete di organizzazioni di ispirazione religiosa di tutto il mondo, lanciando un appello e una serie di proposte a governi e società civile affinché “intensifichino i loro sforzi per contrastare questo crimine”. Ai governi chiedono, tra l’altro, “modalità sicure, legali e responsabili” per permettere l’attraversamento delle frontiere a migranti e rifugiati, principali vittime della tratta; “sistemi adeguati per la protezione delle persone a rischio” e “concessione di permessi di soggiorno umanitari a lungo termine” per proteggerle; formazione di chi lavora nell’identificazione delle persone trafficate e “indagini basate sulla raccolta di informazioni, piuttosto che sull’onere della prova esclusivamente a carico della testimonianza delle vittime”. Viene chiesto anche - riferisce l'agenzia Sir -  di rafforzare le iniziative a sostegno delle vittime, “specialmente nelle regioni di frontiera e nei campi profughi” e attività di prevenzione e programmi educativi nei campi profughi per mettere al corrente i migranti dei rischi e informarli su come proteggersi. La rete è costituita da: Australian Catholic Religious Against Trafficking in Humans, Caritas Internationalis, Christian Organizations Against Trafficking in Human Beings, Comisión contra la trata de personas Clar (Confederación latinoamericana de religiosos y religiosas), Dominicans for Justice and Peace, Franciscan International, Jesuit Refugee Service, Mercy International, Renate–Religious in Europe Networking Against Trafficking and Exploitation; Talitha Kum – The Worldwide Network of Religious Life against Trafficking in Persons; Uisg – Unione Internazionale delle Superiore Generali; Uisg-Usg Anti-Trafficking Working Group; Uanima International; Vivat International; Wucwo- he World Union of Catholic Women’s Organisations.
 
 

Rai Italia: domenica la nuova puntata di “Cristianità”

Roma - La marcia dei giovani verso Assisi e la pratica del perdono d’Assisi, la Porziuncola luogo simbolo del francescanesimo e gli altri luoghi legati al santo delle stigmate, il francescanesimo tra passato e futuro. E ancora: la fede e le storie degli italiani nel mondo, il vangelo della perla preziosa, una delle parabole del Regno sui beni che contano per l’uomo di ogni tempo. Questi i temi della puntata di domenica 30 luglio di “Cristianità”, il programma per gli italiani all’estero in onda ogni domenica su Rai Italia e condotto da suor Myriam Castelli.
Durante la trasmissione interviste, servizi e collegamenti in diretta via skype con i telespettatori dei cinque continenti. In ogni puntata, voci, immagini, testimonianze di vita di tutte le generazioni, con le immagini delle feste organizzate dagli italiani in tanti Paesi del mondo dove è presente un’italianità laboriosa, attaccata alla propria terra d’origine e soprattutto alla cultura cristiana. E ancora domenica la Messa celebrata da Ponte di Legno in provincia di Brescia e la preghiera dell’Angelus del Papa ai fedeli radunati in Piazza San Pietro. Tra gli ospiti: Mons. Josè Manuel Del Rio Carrasco, della Congregazione del Culto Divino; Carlo Napoli, giornalista; l’italo-americano Melo Cicala, e due cantanti: l’italiana Maria Carfora e l’australiana Kylle Rebecca Sargant.
 

Studenti internazionali: i numeri della Cattolica

Milano - Il numero degli studenti internazionali che hanno scelto l’Università Cattolica nell’a.a. 2016/17 come meta per il proprio percorso di studi, ad oggi, ammonta a 3535, ovvero il 9% del numero totale degli studenti iscritti in Cattolica nello stesso anno, circa 40.215. Un dato che comprende tutti gli studenti di nazionalità estera che hanno scelto di conseguire integralmente, o tramite programmi di mobilità breve, il proprio titolo di studio presso Università Cattolica, iscrivendosi a corsi triennali e specialistici, master o corsi di perfezionamento, per una durata variabile da 3 a 5 anni, o per pochi mesi. Si tratta di stime non ufficiali, non essendo ancora concluso l’anno accademico in corso, ma già ad oggi – fa sapere una nota dell’Università Cattolica - è possibile registrare un trend positivo, se pensiamo che dall’a.a. 2014/15 si evidenzia un incremento di +17% nel numero di iscritti provenienti da paesi europei ed extraeuropei. Di questi, sono ben 1432 gli studenti internazionali che sono arrivati in Cattolica dagli atenei di tutto il mondo all’interno di programmi di mobilità breve, scegliendo di svolgere almeno un semestre di studio nel nostro Paese.
Se si guarda all’accoglienza, nell’a.a. 2015/16, anno su cui sono disponibili dati definitivi, il nostro Paese è al quinto posto in classifica, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con 21915 studenti europei ospitati nelle università italiane. Presso l’Università Cattolica, nello stesso periodo, sono stati accolti ben 3460 studenti internazionali. Solo nell’a.a. 2015/16, infatti, gli iscritti a corsi di laurea, master o programmi Exchange o Study Abroad pro iscritti venivano da ben 125 Paesi: dal Kazakistan all’Indonesia, dal Ghana all’Australia.
Nella top 5 dei Paesi di provenienza degli studenti che hanno scelto l’Università Cattolica come destinazione nel 2016, si attestano gli Stati Uniti, con ben 532 studenti registrati, la Francia, con 188 studenti iscritti, seguita a stretto giro dall’Albania (180 studenti) e dalla Germania e dalla Cina, rispettivamente con 138 e 110 tra studenti tedeschi e cinesi arrivati in Cattolica.
 

MCI Bradford: un contributo significativo alla costruzione di una scuola in Costa d’Avorio

Bradford - La Missione Cattolica Italiana di Bradford, l'ottobre scorso, ha partecipato alla costruzione di una scuola in Costa d'Avorio, inviando diecimila euro. La gente del posto – riferisce una nota delle MCI - contribuisce dando il loro prezioso apporto nella costruzione della scuola. Occorre ora  completare i lavori per l'inizio dell'anno scolastico che si aprirà in ottobre. “Servono banchi, sedie, lavagne e libri”, fa sapere l’MCI che ha inviato, nei giorni scorsi altri tremila euro come contributo per “tentare di completare i lavori”. Così, all’inizio del nuovo anno scolastico 300 alunni potranno finalmente continuare i loro studi in ambienti idonei. La Missione Cattolica Italiana ringrazia la Comunità italiana di Bradford per la generosità dimostrata.