Primo Piano

L’emigrazione degli italiani raccontata ai ragazzi

Roma - La mobilità italiana raccontata attraverso la storia del cibo e dei mestieri all’estero. È questo il tema del volume il Racconto degli Italiani nel Mondo. RIM JUNIOR 2017 che si propone lo scopo di narrare ai giovani la storia e l’attualità dell’emigrazione italiana nel mondo.
Leggendo il testo, promosso dalla Fondazione Migrantes, si scopriranno le origini nordafricane della nostra italianissima pasta, le avventure della pizza in giro per il mondo, la lunga storia d’amore tra gli italiani e il caffè, le peripezie dei piccoli arpisti girovaghi e degli impavidi orsanti e scimmianti. E, inoltre, si verrà a conoscenza del perché nobili e benestanti europei amavano ricorrere a vetrai, marmisti e riquadratori del nostro Paese e i pittori e gli scultori inglesi dell’Ottocento non potevano fare a meno di modelli e modelle italiane per le loro opere.  
In un momento storico in cui l’arrivo di migranti in Europa, e in Italia in particolare, crea tensioni e preoccupazione è importantemostrare ai giovani l’aspetto speculare dell’immigrazione in Italia, quello dell’emigrazione degli italiani che, per secoli e fino ai giorni nostri, ci ha visto protagonisti di un importante flusso migratorio in tutto il mondo, sottolinea la Fondazione Migrantes.
Scritto in un linguaggio semplice e accattivante, dotato di una bella veste grafica e ricche illustrazioni, il Racconto degli Italiani nel Mondo. RIM JUNIOR 2017. Le Migrazioni italiane nel Mondo raccontate ai ragazzi utilizza il QR code che rimanda a contenuti aggiuntivi online (video, testi, pagine internet) per l’approfondimento del tema.
I percorsi didattici del RIM sono molteplici e il giovane lettore potrà avventurarsi in solitario alla scoperta della storia dell’emigrazione italiana o sotto la guida dell’insegnante insieme a tutta la classe. 
La veste grafica del volume ha visto la collaborazione come art director di Mirko Notarangelo, presidente dell’Associazione Mamapulia mentre i testi hanno avuto la supervisione scientifica della curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes Delfina Licata.
Il Racconto Italiani nel Mondo 2017, della Fondazione Migrantes, sarà presentato a Roma, nell’Istituto comprensivo “Antonio Gramsci”, mercoledì 13 dicembre dalle 10.00 alle 12.30. I ragazzi della scuola esporranno i loro lavori ispirati ai temi del libro alla presenza della Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, di S.E. Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, di Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore regionale Migrantes Lazio e dell’autrice Prof.ssa Daniela Maniscalco, insegnante presso la Dante Alighieri - Comitato Lussemburgo. A coordinare i lavori, Donatella Trotta, giornalista de Il Mattino e vicepresidente UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana).
Si tratta di una “presentazione al contrario”: saranno gli alunni a presentare il RIM Junior al pubblico attraverso lavori realizzati a partire dalla lettura e dallo studio del volume. Dopo la presentazione dei lavori si aprirà un dibattito e, ancora una volta, saranno gli alunni di questa scuola della periferia romana a intervistare e porre quesiti alle personalità presenti. Un’occasione di conoscenza e confronto innovativa nella quale i veri protagonisti saranno gli studenti stimolati da quello che la Fondazione Migrantes vuole che sia uno strumento culturale utile e adeguato all’attuale momento storico vissuto dal nostro Paese che è fatto, al pari di ciò che si vive su scala planetaria, di flussi migratori in entrata e in uscita, di processi umani sempre più caratterizzati da partenze e da arrivi nell’ambito di una libera circolazione raggiunta con grandi sacrifici.
 
«C’è chi dice che il segreto durante i viaggi è avere “occhi nuovi” – si legge nella Presentazione del testo rivolta ai ragazzi – essere pronti cioè ad essere stupiti da ciò che lo sguardo incontra, ed è questo quello mi piacerebbe che voi riusciate a realizzare: fatevi stupire dalla mobilità italiana!».
 

Aversa: al via la Festa dei popoli

Aversa - Con la Preghiera Interconfessionale in programma sabato 16 dicembre 2017, parte ufficialmente il percorso annuale della VII Edizione della “Festa dei Popoli”, iniziativa organizzata dalla diocesi di Aversa. L’appuntamento è alle ore 9.00 presso il Complesso Abbaziale di San Lorenzo Fuori le Mura, che accoglierà i rappresentanti delle varie confessioni religiose e le scuole del territorio per la Preghiera Ecumenica e Interconfessionale. L’evento diocesano, che vedrà anche la presenza del vescovo, mons. Angelo Spinillo, è organizzata dall’Ufficio Ecumenismo e Dialogo e dall’Ufficio Migrantes, in collaborazione con l’Ufficio Caritas e l’Ufficio Missionario.
 

Papa Francesco: un video conferenza preparatoria per il Global Compact

New York - La Conferenza intergovernativa che, dal 4 al 6 dicembre, si è tenuta a Puerto Vallarta, in Messico per preparare l’adozione del Global Compact, l’accordo sui migranti firmato all’Onu nel settembre 2016, si è aperta con un videomessaggio di papa Francesco. Il Santo Padre, informa il Sir,  ha invitato tutti i presenti “ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare” i migranti e i rifugiati con una risposta comune e globale che tenga conto della complessità dei fenomeni migratori. E riferendosi in particolare al Global Compact ha chiesto a chi vi lavora di essere ispirato nella sua approvazione da “compassione, lungimiranza e coraggio”. Il messaggio video sarà reso pubblico tra qualche giorno ed è il contributo parallelo che Francesco vuole dare al lavoro sui migranti portato avanti dalle Nazioni Unite. L’appuntamento messicano puntava infatti a raccogliere i risultati delle consultazioni avvenute in tutti gli Stati che avevano aderito alla cosiddetta “Dichiarazione di New York”. Il Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la migrazione internazionale, Louise Arbor, ha voluto sottolineare che “una cooperazione globale aiuterebbe a capitalizzare i benefici della migrazione internazionale” perché accanto alle sfide dei cambiamenti demografici e ambientali, alla povertà e ai conflitti, “la mobilità umana può offrire immensi benefici, come la promessa di uno sviluppo più sostenibile, più in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro internazionale e un miglioramento degli standard lavorativi”. Scopo del Global Compact infatti è una migrazione sicura, ordinata e regolare che tenga conto anche dei flussi misti “dove ci sono migranti non idonei alla protezione umanitaria e che richiedono comunque strategie di assistenza a lungo termine”. I negoziati per l’adozione di una politica comune sui migranti non sono facili e lo ha ribadito anche il presidente dell’assemblea generale, Miroslav Lajčák, che sta puntando alle “posizioni comuni forti”, tra cui il riconoscimento che l’attuale risposta alla migrazione internazionale non è sostenibile e che “l’Onu è l’unico forum in cui questa nuova risposta può essere formulata senza che questo comporti una diminuzione della sovranità dello Stato, che determinerà comunque le proprie politiche migratorie “. Nel gennaio 2018 il segretario generale sulle migrazioni presenterà un primo rapporto, a cui seguiranno mesi di negoziati, prima dell’adozione definitiva dell’accordo che dovrebbe avvenire in Marocco alla fine del prossimo anno.
 

UNHCR chiede 1.300 posti per il reinsediamento dalla Libia dei rifugiati più vulnerabili

Ginevra - L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha lanciato oggi un appello urgente affinché vengano messi a disposizione 1.300 posti entro la fine di marzo 2018, per il reinsediamento dei rifugiati altamente vulnerabili bloccati in Libia. “Si tratta di un appello urgente alla solidarietà e all’umanità. Dobbiamo portare via dalla Libia il prima possibile i rifugiati particolarmente vulnerabili”, ha affermato Volker Türk, assistente dell’Alto Commissario per la Protezione dell’UNHCR. “Molti rifugiati, richiedenti asilo e apolidi in Libia sono vittime di gravi violazioni dei diritti umani, compresi trattamenti crudeli inumani e degradanti”, si dice nell’appello urgente di UNHCR, e sottolinea inoltre che un ampio numero di persone viene trattenuto in “detenzione in condizioni deplorevoli per periodi di tempo non determinati”. In quanto Agenzia ONU per la protezione dei rifugiati, l’UNHCR si “oppone con fermezza alla detenzione ordinaria di rifugiati e altre persone costrette alla fuga e chiede alternative alla detenzione e sistemi di asilo equi”. “Visti gli impellenti bisogni umanitari ed il rapido deterioramento delle condizioni nei centri di detenzione in Libia, l’UNHCR sta lavorando attivamente per organizzare per le settimane e i mesi a venire altre evacuazioni salvavita in Niger” ha dichiarato Türk. Il mese scorso un primo gruppo di 25 rifugiati di origine eritrea, etiope e sudanese è stato trasferito dalla Libia al Niger. I rifugiati vulnerabili devono essere evacuati in Niger e si auspica che – dice l’UNHCR - siano resi disponibili altri meccanismi di trasferimento di emergenza nell’attesa del loro reinsediamento in altri paesi. Fra i più vulnerabili i minori non accompagnati, donne sole con bambini, donne a rischio e persone con gravi patologie mediche così come vittime di tortura o di abusi durante il viaggio o nei centri di detenzione in Libia.
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Papa Francesco: un video conferenza preparatoria per il Global Compact

New York - La Conferenza intergovernativa che, dal 4 al 6 dicembre, si è tenuta a Puerto Vallarta, in Messico per preparare l’adozione del Global Compact, l’accordo sui migranti firmato all’Onu nel settembre 2016, si è aperta con un videomessaggio di papa Francesco. Il Santo Padre, informa il Sir,  ha invitato tutti i presenti “ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare” i migranti e i rifugiati con una risposta comune e globale che tenga conto della complessità dei fenomeni migratori. E riferendosi in particolare al Global Compact ha chiesto a chi vi lavora di essere ispirato nella sua approvazione da “compassione, lungimiranza e coraggio”. Il messaggio video sarà reso pubblico tra qualche giorno ed è il contributo parallelo che Francesco vuole dare al lavoro sui migranti portato avanti dalle Nazioni Unite. L’appuntamento messicano puntava infatti a raccogliere i risultati delle consultazioni avvenute in tutti gli Stati che avevano aderito alla cosiddetta “Dichiarazione di New York”. Il Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la migrazione internazionale, Louise Arbor, ha voluto sottolineare che “una cooperazione globale aiuterebbe a capitalizzare i benefici della migrazione internazionale” perché accanto alle sfide dei cambiamenti demografici e ambientali, alla povertà e ai conflitti, “la mobilità umana può offrire immensi benefici, come la promessa di uno sviluppo più sostenibile, più in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro internazionale e un miglioramento degli standard lavorativi”. Scopo del Global Compact infatti è una migrazione sicura, ordinata e regolare che tenga conto anche dei flussi misti “dove ci sono migranti non idonei alla protezione umanitaria e che richiedono comunque strategie di assistenza a lungo termine”. I negoziati per l’adozione di una politica comune sui migranti non sono facili e lo ha ribadito anche il presidente dell’assemblea generale, Miroslav Lajčák, che sta puntando alle “posizioni comuni forti”, tra cui il riconoscimento che l’attuale risposta alla migrazione internazionale non è sostenibile e che “l’Onu è l’unico forum in cui questa nuova risposta può essere formulata senza che questo comporti una diminuzione della sovranità dello Stato, che determinerà comunque le proprie politiche migratorie “. Nel gennaio 2018 il segretario generale sulle migrazioni presenterà un primo rapporto, a cui seguiranno mesi di negoziati, prima dell’adozione definitiva dell’accordo che dovrebbe avvenire in Marocco alla fine del prossimo anno.
 

Santa Sede: 20 punti d’azione per il Global Compact su migranti e rifugiati

New York -  Il Vaticano offre 20 punti d’azione per la stesura del Global Compact, l’accordo sui migranti e sui rifugiati che verrà adottato dalle Nazioni Unite nel 2018. Raggruppati sotto quattro verbi – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – i suggerimenti della Santa Sede si propongono come una guida teorico-pratica ai responsabili politici e a tutti coloro che sono interessati a migliorare la situazione dei migranti, dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati più vulnerabili. Il piano è stato preparato dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale che, prima di stendere il documento ha consultato varie Conferenze episcopali e diverse Ong cattoliche che operano nel campo. Approvati da papa Francesco, i 20 punti condensano le migliori best practices adottate dalla Chiesa cattolica in risposta ai bisogni di migranti e rifugiati in tutto il mondo e, pur non esaurendo l’insegnamento della Chiesa a riguardo forniscono considerazioni e prospettive che possono essere utilizzate per sviluppare il dialogo dei cattolici con i propri governi per orientare la loro posizione nei confronti del Global Compact. Alcuni dei punti del documento vaticano riguardano ad esempio l’istituzione di canali sicuri, legali e organizzati per migranti e rifugiati al fine di proteggere le loro vite e si suggerisce ai governi di evitare espulsioni arbitrarie e di massa che non tengano conto delle situazioni personali, come ad esempio i ricongiungimenti familiari o le situazioni di guerra dei Paesi di provenienza. Particolare attenzione viene chiesta per i rimpatri anche volontari, perché siano adeguatamente supportati e non aggravino situazioni già critiche. C’è poi tutta una sessione dedicata ai diritti e alla dignità dei rifugiati e dei migranti dove viene evidenziato il loro apporto sociale positivo se incanalato secondo leggi giuste che ne impediscano lo sfruttamento ma al contrario valorizzino le loro capacità e le loro conoscenze. Un’attenzione particolare poi è riservata ai minori, i più vulnerabili per i quali il Vaticano richiama la Convenzione dei diritti del bambino e suggerisce politiche che ne garantiscano l’effettiva tutela. Un’ampia panoramica è quella sull’integrazione e la solidarietà, dove in vari punti si illustrano soluzioni che possano facilitare i rapporti con le comunità ospitanti, ma anche l’accesso all’istruzione e al mercato del lavoro. Il documento completo si trova sul sito della Missione permanente della Santa Sede presso l’Onu.
 

Terremoto Centro Italia: il ringraziamento della diocesi di Ascoli Piceno alle Mci di Germania-Scandinavia

Francoforte - Don Alberto Fossati, dell’Ufficio riscostruzione post-sisma della diocesi di Ascoli Piceno, nell’augurarci “buon avvento”, ci invia una lettera di ringraziamento del vescovo mons. Giovanni D’Ercole e ci segnala un altro importante progetto, la costruzione di un Centro di formazione. Alla diocesi di Ascoli Piceno avevamo mandato 60.000 euro, frutto delle collette fatte nelle nostre Comunità dopo il terremoto dell’agosto 2016, raccolte sul Fondo di Solidarietà della Delegazione ed inviate per sostenere la ricostruzione del Centro comunitario plurifunzionale di Acquasanta Terme. Oggi “purtroppo i riflettori si sono abbassati - scrive il vescovo - ma le difficoltà ed i problemi continuano e le situazioni di bisogno sono sempre tante. Approfittiamo di questo Avvento per riscoprire Dio che viene a consolarci, che viene a condividere i nostri momenti di fatica. Perchè il nostro Dio ha scelto di stare con gli ultimi, e noi siamo tutti un po’ ultimi. Togliamo la polvere che si è depositata sulla nostra relazione con Lui e riscopriremo il suo volto”. Ci augura un “Avvento di carità”. Per chi vuole continuare a sostenere la ricostruzione, il Fondo di Solidarietà della Delegazione resta sempre a disposizione. (P. Tobia Bassanelli)
 

Romania: in cattedrale il Concerto di Natale

Bucarest - Martedì  12 Dicembre ore 19:30 nella Cattedrale Cattolica di Iasi si terrà il primo Concerto di natale organizzato dal Consolato Onorario d’Italia a Iasi, dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest, dal Centro Culturale Italiano di Iasi, dall’Istituto Don Orione di Iasi . Sono in programma canti della tradizione natalizia e invitato speciale il Fisarmonicista Pietro Roffi.
 

Mestre: incontri su “quando i migranti erano il nostro prossimo”

Mestre - “Aiutiamoli a casa loro? Quando i migranti erano il nostro prossimo” è il titolo dell’incontro – tutto proteso tra la memoria storica di quanto avvenuto nei decenni appena trascorsi ed una delle domande o questioni che più frequentemente emergono, con tonalità anche molto differenti, nell’attualità della cronaca odierna –  promosso dalla Fondazione del Duomo di Mestre e dal Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; l’appuntamento è fissato per domani, martedì 12 dicembre, alle ore 18.00, presso l’Istituto di Cultura Laurentianum in Piazza Ferretto a Mestre. Base e filo conduttore dell’iniziativa sarà la presentazione del libro di Antonio Benci, dottore di ricerca a Ca’ Foscari e coordinatore internazionale di un’organizzazione non governativa che si occupa di infanzia abbandonata in India, dal titolo “Il prossimo lontano. Alle origine della solidarietà internazionale in Italia” (Edizioni Unicopli 2016); l’autore sarà intervistato dal giornalista Alessandro Polet. Porteranno il loro contributo a questo dibattito sul “prossimo lontano” anche Giovanni Vian, storico del cristianesimo, con un intervento su “Chiesa cattolica e distribuzione delle risorse” e Diego Vecchiato, esperto di cooperazione internazionale, che parlerà sul tema “Cosa significa cooperazione oggi”.
 

Papa Francesco: un appello per “un mondo senza armi nucleari”

Città del Vaticano -  “Impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari”. Con queste parole, dopo l’Angelus di ieri, Papa Francesco  ha spiegato il legame tra l’assegnazione del Premio Nobel per la pace alla Campagna internazionale per abolire le armi nucleari e la Giornata delle Nazioni Unite per i diritti umani. “Dio ci dona la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune”, ha ricordato il pontefice: “Abbiamo la libertà, l’intelligenza e la capacità di guidare la tecnologia, di limitare il nostro potere, al servizio della pace e del vero progresso”. Poi il riferimento al Vertice di Parigi “Our Planet Summit”, che si apre domani: “A due anni dall’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, esso intende rinnovare l’impegno per la sua attuazione e consolidare una strategia condivisa per contrastare il preoccupante fenomeno del cambiamento climatico”. “Auspico vivamente che questo Vertice, così come le altre iniziative che vanno nella medesima direzione – l’appello – favoriscano una chiara presa di coscienza sulla necessità di adottare decisioni realmente efficaci per contrastare i cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, combattere la povertà e promuovere lo sviluppo umano integrale”.
 

Migranti: Mons. Becciu in visita al centro accoglienza Mondo Migliore a Rocca di Papa

Rocca di Papa - Nel pomeriggio di ieri mons.  Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato ha visitato il centro accoglienza per persone migranti Mondo Migliore a Rocca di Papa. All’entrata di Mondo Migliore è stato accolto dal coro di cinquanta bambini che oggi vivono insieme ai loro genitori nella struttura sulla via Dei Laghi. Il presule ha firmato la bandiera della Pace: realizzata due anni fa dai rifugiati dei centri Auxilium, il primo ad autografarla fu Papa Francesco, che la volle firmare il giorno della Messa in Coena Domini al CARA Auxilium di Castelnuovo di Porto il 24 marzo 2016. Mons. Becciu, che concelebrò con il Papa quel giorno, è stato invitato dal fondatore della cooperativa Auxilium Angelo Chiorazzo a visitare Mondo Migliore (storico centro di spiritualità inaugurato da Pio XII nel 1956), che rappresenta oggi un modello assoluto di accoglienza e integrazione per i migranti. Un centro di eccellenza nato grazie a Auxilium e ai padri Oblati di Maria, che è anche frutto del magistero e della testimonianza di Papa Francesco sui migranti. Chiorazzo ha accompagnato monsignor Becciu e gli altri ospiti che sono venuti con lui, tra i quali il comandante della Gendarmeria Domenico Giani e Padre Enzo Fortunato del Sacro Convento di Assisi, nella visita a tutti i servizi che vengono svolti a favore dei 470 migranti ospitati: dal servizio medico a quello di assistenza psicologica, dalle aule dove si svolge la lezione di italiano ai laboratori, dalla piccola moschea alla chiesa. Al termine della visita ai servizi c’è stato un momento comunitario nel grande auditorium riempito da centinaia di persone di tante nazionalità diverse ma accomunate dal desiderio di fratellanza e integrazione. 
Becciu, parlando ai migranti e agli operatori ha detto: "Per me è stata una bella sorpresa e una vera gioia incontrarvi. Vi avevo già incontrato quando venni con Papa Francesco al CARA di Castelnuovo di Porto. Molti di voi sono facce nuove per cui vi porto davvero il saluto del Papa e gli dirò che stasera ho incontrato una realtà straordinaria e meravigliosa”. E ha aggiunto “Questa casa, Mondo Migliore, fu costruita con l'idea di trasformare la società, i politici e i cittadini in persone migliori e penso che dal Cielo Papa Pio XII sarà felicissimo di vedere questa casa abitata da tutti voi. Qui si realizza veramente il Mondo Migliore, qui avete trovato accoglienza, avete trovato amore, avete trovato solidarietà. Venite da Paesi diversi, avete lingue diverse eppure riuscite a vivere insieme. Qui il mondo che sembra diviso diventa unito, diventa più bello. Quando uscirete da qui non troverete un mondo sempre così bello, ma non scoraggiatevi, pensate che c'è gente molto più brava di chi vuole mettervi in difficoltà. Il mio augurio è che mai più possiate trovate luoghi, persone, situazioni così difficili e impossibili da vivere. Vi faccio gli auguri più belli e ricordatevi che, come Papa Francesco vi ha sempre difeso e amato, troverete altre persone che, seguendo il suo insegnamento, vi aiuteranno nella vostra vita. E anche voi diventate protagonisti di amore, di generosità e solidarietà verso chi sta peggio di voi”.
 
 

Ue deferisce Paesi dell’Est per aver rifiutato i profughi da Italia e Grecia

Bruxelles - La Commissione europea ha deferito Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca alla Corte europea, nell'ambito del procedimento di infrazione aperto per i mancati ricollocamenti dei richiedenti asilo da Italia e Grecia. I tre Paesi non hanno risposto alle richieste di Bruxelles, ha spiegato il vicepresidente vicario della Commissione europea, Frans Timmermans.
La procedura di infrazione era stata lanciata il 15 giugno scorso. Dopo aver ricevuto risposte insoddisfacenti da parte dei tre paesi, la Commissione aveva deciso di inviare dei pareri motivati il 26 luglio. Malgrado la sentenza della Corte di giustizia dell'Ue del 6 settembre che ha confermato la validità del programma di ridistribuzione tra paesi Ue, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno continuato a violare il loro obbligo di accogliere richiedenti asilo da Grecia e Italia nell'ambito della relocation. 
"I tre Stati membri non hanno fornito alcuna indicazione da cui risulti che contribuiranno all'attuazione del meccanismo di ricollocazione di emergenza", ha spiegato la Commissione in un comunicato. Il deferimento alla Corte "è sempre uno strumento di ultima istanza", ha aggiunto il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, augurandosi che i tre paesi dell'Est decidano di partecipare alle relocation perché ci sono ancora "alcune migliaia" di richiedenti asilo eleggibili in Grecia e Italia malgrado il fatto che il programma sia scaduto in settembre. Timmermans ha però ammesso che "sulla sostanza della questione della solidarietà, la soluzione può essere solo politica". "Non ci si può sfidare dalla solidarietà - ha concluso - perché non ci si sente a proprio agio".
 

Accogliere il Signore che viene con lo stesso atteggiamento di Maria

Festa dell'Immacolata Concezione ( Gen 3,9-15.20 Sal 97 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38) Mentre ci avviciniamo al Santo Natale, la liturgia ci viene incontro con la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.  
Questa solennità dà una tonalità mariana a tutto il tempo di Avvento e ci invita ad accogliere il Signore che viene con lo stesso atteggiamento di Maria.
Con la Bolla Ineffabilis Deus promulgata dal papa Pio IX nel 1854, la Chiesa cattolica afferma che Maria, per singolare privilegio di Dio e in vista dei meriti della morte di Cristo, è stata preservata dal contrarre la macchia del peccato originale ed è venuta all’esistenza già tutta santa. Quattro anni dopo essere stata definita dal papa Pio IX, questa verità fu confermata dalla Madonna stessa a Lourdes in una delle apparizioni a Bernardetta con le parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Tale verità, può essere tradotta in termini più semplici come il “codice della santità originaria” che neutralizza il codice della fallibilità umana rappresentato dal peccato originale che esalta, parimenti, la trascendenza di Dio e la gratuità della sua grazia.
Pertanto, questo dogma va letto non come eccezione o privilegio, ma come esigenza cristologica, cioè come “l’incidenza nella salvezza personale di Maria della sua vocazione di madre del Cristo” o “il riversarsi della santità unica del Figlio sulla santità ricevuta da sua madre”.  
È una visione stupenda che ci fa dimenticare per qualche momento la nostra società con le sue brutture e la sua malvagità, con la sua corruzione e con i suoi circoli diabolici.
La festa dell’Immacolata ricorda all’umanità che c’è una sola cosa che inquina veramente l’uomo ed è il peccato. Un messaggio quanto mai urgente da riproporre. Il mondo, infatti, ha perso il senso del peccato.
Nella tensione tra il bene e il male, oggi particolarmente acutizzata, e dalla “considerazione del mondo come un grande poligono di lotta di tutti contro tutti” l’Immacolata ci insegna a non essere conniventi con nessuna forma di peccato e a deciderci sempre e solo per il bene.
A riguardo, le letture bibliche che abbiamo ascoltato ci fanno contemplare Maria come colei che è stata prescelta da Dio fin dall’eternità per una missione unica e misteriosa, quella di generare alla vita terrena il Verbo eterno del Padre venuto al mondo per la salvezza di tutti gli uomini.
La prima lettura, con l’immagine della Donna che schiaccia la testa del serpente, ci rassicura sulla certezza che, alla fine, il demonio e il peccato saranno sconfitti e ci mostra Maria, Madre del Vincitore del male e della morte, come la prima creatura nella quale Dio ha realizzato pienamente questa vittoria.
Nella seconda lettura, dopo lo stupendo inno di benedizione a Dio, Paolo scrive agli Efesini: “Dio Padre ci ha scelti in Gesù Cristo prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità”. Siamo dunque tutti chiamati ad essere santi e immacolati; questo è il progetto di Dio su di noi.
Più avanti, nella stessa lettera, Paolo applica questo piano di Dio non più alle singole persone, ma alla Chiesa universale come Sposa di Cristo: “Cristo ha amato la Chiesa, si è dato per essa, per santificarla, purificandola con il battesimo e la Parola, poiché egli voleva che essa gli comparisse davanti tutta splendente, senza macchia, ne ruga, ma santa e immacolata” (Ef 5,25-27).
Maria, dunque, “è icona della Chiesa, simbolo e anticipo dell’umanità trasfigurata dalla grazia, modello e sicura speranza per quanti muovono i loro passi verso la Gerusalemme del cielo” (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Orientale lumen, 6).
In Maria troviamo la figura di una chiesa calata nella storia. In quella storia dell’umanità impastata di ambiguità che è sempre un mixeraggio di bene e di male, di verità e di menzogna, di grazia e di peccato. Nelle coordinate di questa storia così segnata, la chiesa deve starci senza permettersi scorciatoie o vie di fuga. Essa è chiamata a stare dentro il cammino dell’umanità, sull’esempio Maria, impegnandosi a spendersi, con spirito agonico, in una chiara scelta di campo ed in una indefettibile opzione, per quella Verità che è Cristo Signore.
Qualche anno addietro, il Sommo Pontefice, oggi emerito, Benedetto XVI, nella solennità dell’Annunciazione del Signore, faceva rilevare l’importanza del “principio mariano” della Chiesa, osservando che esso “è stato particolarmente evidenziato, dopo il Concilio da Giovanni Paolo II. Infatti,  “nella impostazione spirituale e nel ministero di San Giovanni Paolo II si è resa manifesta agli occhi di tutti la presenza di Maria quale Madre e Regina della Chiesa”.
Nel Vangelo la Vergine è lodata dall’angelo come “piena di grazia” la kekaritomene secondo il testo greco delle origini, prima di tutto per la piena disponibilità ad aprirsi alla luce inattesa che l’investe dall’alto. Maria non conosce tutto e non comprende subito il piano di Dio: perciò non teme di chiedere con semplicità delle spiegazioni. Non possiede la “scienza infusa”: possiede la fede; e appunto la fede motiverà il primo elogio umano da lei ricevuto, quello di Elisabetta che le dice: “Beata sei tu che hai creduto” (cfr. Lc 1,45). Anche nel seguito dei suoi anni non le era immediatamente chiaro ciò che le avveniva in conformità al misterioso disegno del Padre, proprio come capita anche a noi; e - sempre mantenendosi in un atteggiamento di fede intemerata -  ha dovuto camminare in una penosa oscurità. Come si vede, la sua “pienezza di grazia” coesisteva con una condizione di normalità, di semplicità, di umile impegno quotidiano che l’avvicina a noi.
A questo punto ci chiediamo: che cosa può rappresentare ai nostri giorni la festa dell’Immacolata Concezione di Maria?  
Viviamo tempi deformi, il brutto trionfa nel linguaggio, nei dibattiti televisivi, negli spettacoli, nei comportamenti arroganti della gente che ignora il rispetto dell’altro, nei piani urbanistici che non valorizzano i tradizionali luoghi di aggregazione esistenti. C’è un imbruttimento generale che, come diceva già l’indimenticato p. David Maria Turoldo, è principio di abbrutimento della vita stessa.
Il brutto è ciò che offende Dio nella sua bellezza: è una sorta di “eresia teologica” diffusa a livello di vita quotidiana, è una forma di “ateismo strisciante”, vissuto forse in modo inconsapevole.
Qualcuno potrebbe dire: che cosa c’entra questo discorso con l’Immacolata Concezione? C’entra, e come!
Abbiamo bisogno di celebrare e cantare la bellezza di Maria, immagine della bellezza che è Dio nel suo Amore, soprattutto oggi in cui sembra che a dominare sia la categoria del brutto.
Don Tonino Bello, l’indimenticabile vescovo di Molfetta, ne era talmente sicuro che in un suo libro le ha dedicato un capitolo con il titolo “Donna bellissima”, e ha iniziato una sua preghiera con queste parole: “Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo ringraziare il Signore per il mistero della bellezza”. La bellezza di Maria rimanda infatti alla bellezza del creatore.
F. Dostoevskij diceva che solo “la bellezza salverà il mondo” e aggiungeva: “L’umanità può fare a meno degli inglesi, dei tedeschi e dei russi - oggi direbbe dei Paesi consumatori -, ma senza la bellezza non ci sarà più niente da fare in questo mondo”. Se è vero che il nostro mondo ha bisogno di trasfusioni di bellezza per essere salvato, allora Maria, la donna bellissima, ci può aiutare a ritrovare qualcosa della bellezza perduta specialmente in questo nostro tempo dove si apprezza la caduta del senso.
Ella ci guidi a contemplare, nel prossimo Natale, il mistero di Dio fatto uomo per la nostra salvezza!  (Pietro Groccia)
 
 
 

Media e migranti: “notizie da paura”

Roma - Nel 2017 sono aumentate dal 27% al 43%, sulla stampa italiana, le notizie sul fenomeno migratorio impostate con toni allarmistici, spesso “di parte”: o un allarme per la tragedia umanitaria in corso o, al contrario, per la “minaccia” rappresentata dall’immigrazione. 4 notizie su 10 hanno “un potenziale ansiogeno”. I termini più utilizzati sono “migrante e profugo” e pare fortunatamente decaduta la parola “clandestino”. In generale ci sono però meno notizie sull’immigrazione rispetto all’anno scorso. Sono i principali dati che emergono dal V Rapporto curato dall’Associazione Carta di Roma insieme all’Osservatorio di Pavia, in collaborazione con l’Osservatorio europeo per la sicurezza. Il rapporto, intitolato “Notizie da paura”, presentato questa mattina alla Camera dei deputati. Come ogni anno il Rapporto verifica il rispetto del codice deontologico dei giornalisti sull’immigrazione (la Carta di Roma), analizzando le pagine di 6 quotidiani e 7 reti generaliste italiane. Dall’analisi sui quotidiani (Corriere della sera, il Giornale, Avvenire, l’Unità, la Repubblica, la Stampa) si conferma la centralità del fenomeno migratorio ma il 29% in meno rispetto al 2016, per un totale di 1.087 notizie.  Avvenire e il Giornale hanno il maggior numero di titoli (265 e 254) ma con posizioni completamente opposte. Nel 2017 la media giornaliera di notizie è inferiore rispetto al passato (4,5 contro le 5,7 del 2016) con record di titoli in alcune occasioni: almeno 13 dopo l’indagine sullo stupro di Rimini e la morte di una bimba a causa della malaria nell’ospedale di Trento. Nel 2017 ha fatto notizia soprattutto la gestione dei flussi migratori (44%) e la criminalità e sicurezza (16%), entrambe raddoppiate. Il racconto dell’accoglienza occupa il 24% di spazio, in calo rispetto al biennio precedente e spesso coniugata con accezioni opposte: positiva o critica/negativa. Un’altra novità, rileva il rapporto, “è la presenza diffusa in tutte le testate di titoli che rimandano ad una visione problematica dell’accoglienza”: Avvenire riporta a fine settembre “gli appelli del Papa che invitano alla prudenza”. Ad aprile e maggio gli articoli erano incentrati sulle accuse di collusione rivolte alle Ong e successivo Codice di condotta. La novità di quest’anno è che “una parte significativa della comunicazione ruota intorno ai concetti di dubbio, minaccia, sospetto”. Il personaggio più citato è stato il ministro dell’interno Marco Minniti. Il tema immigrazione è strettamente collegato al discorso politico, in particolare la legge sullo ius soli.
 

Vescovi Europei: le migrazioni al centro dell’incontro in Lussemburgo

Ginevra - Il tema migratorio sarà fra gli argomenti all’ordine del giorno dell’incontro dei consulenti giuridici delle Conferenze episcopali in Europa in programma dal 10 al 12 dicembre a Lussemburgo. Ad aprire i lavori, nel pomeriggio di domenica 10 dicembre, sarà il Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e Presidente del Ccee, che interverrà insieme all’arcivescovo locale Mons. Jean-Claude Hollerich, presidente di “Giustizia e Pace Europa” e al nunzio apostolico in Lussemburgo, Mons. Augustine Kasujja. “Appare ormai evidente – scrive il Ccee in un comunicato - l’urgenza di politiche organiche, che sappiano tradursi in un apparato legislativo capace a sua volta di tutelare tanto il migrante che la comunità accogliente. Anche in questo caso, la pluralità delle questioni connesse al fenomeno migratorio (ricongiungimento familiare, statuto dei rifugiati, procedure per i richiedenti di asilo, conferimento della cittadinanza, normativa del lavoro, sistema di assistenza e previdenza sociale, situazione dei minorenni…) richiede un’attenta disamina perché l’agenda politico-legislativa possa assicurare la necessaria accoglienza e integrazione nel rispetto di valori e regole non rinunciabili quali la tutela della dignità della persona”.
 
 

Migrazioni e media: presentato il Rapporto “Carta di Roma”

Roma - E’ stato presentato questa mattina a Roma, presso la Camera dei Deputati, il V Rapporto Carta di Roma, una fotografia delle tendenze che hanno caratterizzato un anno di racconto di migrazioni e minoranze. Quanto e come i media italiani hanno raccontato le migrazioni e le minoranze nel 2017? In che modo tale narrativa ha influenzato la percezione di lettori e ascoltatori? Il giornalismo ha contribuito a contrastare o a promuovere i discorsi d’odio? A questi e a altri quesiti prova a rispondere “Notizie da paura”, composto da 3 sezioni: analisi della carta stampata nazionale e locale; analisi dei telegiornali nazionali prime time (Rai, Mediaset, La7);  programmi di informazione e di infotainment.
Attraverso dati e casi di studio sono tracciate le principali tendenze del racconto di un anno in cui l’immigrazione è stata al centro del dibattito istituzionale e politico: dal costante confronto interno e internazionale sulla gestione dei flussi migratori, all’aumento dei toni allarmisti e ansiogeni e alla discriminazione; sino a una criminalizzazione degli attori protagonisti nella solidarietà.
 

Mattarella nel 110° anniversario della tragedia di Monongah: garantire condizioni di lavoro dignitose

Roma - “La storia della nostra emigrazione è ricca di sforzi, talvolta sino al sacrificio della vita, di tanti italiani che, in tempi difficili, cercarono di costruire per se e per le proprie famiglie un futuro più prospero lontano dal paese d'origine”. E’ quanto scrive il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio al Presidente dell'Associazione Culturale "Monongah", Gianni Meffe, in occasione del 110° anniversario dell'incidente minerario di Monongah del 6 dicembre 1907, nel quale persero la vita 171 connazionali”. Il ricordo di quei “drammatici” avvenimenti, scrive Mattarella, deve “costituire per tutti un severo monito sulla necessità di garantire a ciascuno, in ogni luogo, condizioni di lavoro dignitose e sicure”.