Primo Piano

Papa Francesco: il disprezzo per il più debole è opera di Satana

Città del Vaticano - Che cosa c'è dentro di noi che ci spinge a farci beffa dei più deboli? Papa Francesco se lo domanda commentando, alla Messa mattutina di oggi a santa Marta, riferisce la radio Vaticana, i tanti episodi presenti nella Bibbia in cui il più forte umilia il più fragile. Dietro a questo comportamento c'è il diavolo, dice il Papa, in lui infatti non c'è compassione.
E’ la prima Lettura della liturgia di oggi che il Papa sceglie di commentare nella sua omelia tratta dal primo libro di Samuele e racconta la storia dei genitori del profeta, Elkanà e Anna. Elkanà aveva due mogli: Anna era sterile, l’altra, Peninna, aveva dei figli. Peninnà, invece di consolare Anna non perde occasione per umiliarla e la maltratta con durezza ricordandole la sua sterilità.
Anche in altre pagine della Bibbia succede lo stesso e il Papa cita ciò che accade tra Agar e Sara, le mogli di Abramo, di cui la seconda sterile.  Ma prendersi beffa e disprezzare il più debole è anche un atteggiamento degli uomini come nel caso di Golia di fronte a Davide, ma ancora, dice Francesco, pensiamo alla moglie di Giobbe, o a quella di Tobia che disprezzano i loro mariti sofferenti. “Io mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli? Si capisce che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta … Ma i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta? E’ una cosa che è abituale, come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità …”
Anche tra i bambini succede questo, fa notare il Papa, e rievoca un ricordo di quando era piccolo: nel suo quartiere viveva una donna, Angiolina, malata di mente, e questa girava girava tutto il giorno per le strade. Le donne le davano qualcosa da mangiare, qualche vestito, ma i bambini la prendevano in giro. Si dicevano: “andiamo a cercare la Angiolina per divertirci un po’”. “Quanta malvagità anche nei bambini! - commenta Francesco- prendersela con il più debole!” : “E oggi lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullying, del bullismo, aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo … aggredire, aggredire … I bambini, i ragazzi … Non solo Peninna, o Agar o le mogli di Tobia e di Giobbe: anche i bambini. Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale”.
Forse gli psicologi, afferma il Papa, daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole, ma io dico che “questa è una delle tracce del peccato originale. Questa è opera di Satana”. In Satana infatti non c’è compassione. “E così, come quando abbiamo un buon desiderio di fare un’opera buona, un’opera di carità, diciamo ‘è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo’, quando noi ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole. Chiediamo al Signore, conclude Francesco, che ci dia la grazia della compassione: quella è di Dio”, Lui che “ha compassione di noi e ci aiuta a camminare”.
 
 

Papa Francesco: grazie all’Italia per accoglienza Migranti

Città del Vaticano - “Desidero esprimere particolare gratitudine all’Italia che in questi anni ha mostrato un cuore aperto e generoso e ha saputo offrire anche dei positivi esempi di integrazione”. È il grazie del Papa per l’impegno italiano sul versante delle migrazioni rivolto questa mattina al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
“Il mio auspicio – ha proseguito Francesco – è che le difficoltà che il Paese ha attraversato in questi anni, le cui conseguenze permangono, non portino a chiusure e preclusioni, ma anzi ad una riscoperta di quelle radici e tradizioni che hanno nutrito la ricca storia della nazione e che costituiscono un inestimabile tesoro da offrire al mondo intero”. Il Papa ha poi lodato l’impegno di non pochi Paesi in Asia, in Africa e nelle Americhe, che accolgono e assistono numerose persone” e ha espresso “apprezzamento per gli sforzi compiuti da altri Stati europei, particolarmente la Grecia e la Germania”. “Non bisogna dimenticare che numerosi rifugiati e migranti cercano di raggiungere l’Europa perché sanno di potervi trovare pace e sicurezza – ha ribadito Francesco – che sono peraltro il frutto di un lungo cammino nato dagli ideali dei Padri fondatori del progetto europeo dopo la Seconda Guerra Mondiale”. “L’Europa deve essere fiera di questo suo patrimonio, basato su certi principi e su una visione dell’uomo che affonda le basi sulla sua storia millenaria, ispirata dalla concezione cristiana della persona umana”, l’esortazione del Papa: “L’arrivo dei migranti deve spronarla a riscoprire il proprio patrimonio culturale e religioso, così che, riprendendo coscienza dei valori sui quali si è edificata, possa allo stesso tempo mantenere viva la propria tradizione e continuare ad essere un luogo accogliente, foriero di pace e di sviluppo”.
 

Circo Medrano: da pochi giorni l’iniziativa “Circo Solidarietà”

Roma - Il circo Medrano, che si trova a Saxa Rubra (Roma fino al prossimo 4 febbraio ha promosso, in questi giorni, l’iniziativa “Circo Solidarietà”, un progetto ideato e voluto dalla famiglia Casartelli e dall’imprenditore Fabrizio Grandi, per dare un supporto economico ai poveri. Una iniziativa che vedrà protagonista il circo e personaggi del mondo dello spettacolo, che si esibiranno per raccogliere fondi a sostegno delle persone indigenti. Il Circo Medrano devolverà a questa causa una percentuale dell’incasso di quattro consecutivi.
 

Mons. Zuppi: “riconosciamo i Magi nei tanti fratelli emigrati e rifugiati”

Bologna - “Quanti profughi sono costretti a scappare da Erode che colpisce senza pietà scatenando la violenza, armando le mani di mezzi di distruzione pericolosamente sempre più potenti, provocando la fame”. Lo ha detto sabato, Festa dell’Epifania, l’arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi, durante l’omelia della Messa che ha celebrato nella cattedrale di San Pietro alla presenza delle comunità etniche presenti in diocesi. Tra le minacce, in particolare, per i profughi, il presule ha indicato “la nebbia fitta dell’indifferenza”, che “non fa vedere il prossimo, oscura la speranza e quindi il desiderio di futuro”.
“Nella nebbia non si vedono gli altri ma si finisce anche per non essere visti, tanto che alla fine per tutti la vita diventa insignificante, uno scarto, il cui valore non è più riconosciuto”. Ad alimentare questa visione è la “retorica della paura e dell’odio”, con le “frasi fatte dei populismi o dal dilagare inquietante e redditizio di false notizie”, ha evidenziato l’arcivescovo, richiamando, come riferisce il Sir, le parole pronunciate da Papa Francesco nella sua visita a Bologna. “Una nebbia che nasconde i veri problemi e responsabilità e allontana le vere e possibili risposte”. Mons. Zuppi ricorda in quest’ottica anche il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, il 1° gennaio, che “ci aiuta a vedere questa Epifania e a riconoscere i Magi anche nei tanti fratelli emigrati e rifugiati, cercatori di pace e di speranza”. “La famiglia di Dio non è mai chiusa in confini che escludono, che fanno guardare con sospetto e alzare muri – ha sottolineato l’arcivescovo -. La Chiesa è da sempre universale perché unisce tutte le genti. In essa non ci sono stranieri perché riceviamo tutti quella cittadinanza universale di essere di Dio e degli uomini, di cui ha parlato Papa Francesco”. Infine, l’invito a diventare “noi stessi Epifania di Dio con la nostra ospitalità, con la nostra attenzione concreta per persone che hanno affrontato cammini duri e pieni di rischi, con il dare valore all’altro e scoprire il tesoro che ha con sé e che questi rappresenta”.
 

Scalabriniani: “quattro verbi per verificare la cultura dell’incontro”

Roma – “Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 19,34). Queste le parole usate da Papa Francesco come incipit al suo messaggio in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio 2018) sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.
«Se è vero, come ci ricorda il Santo Padre e come si evince dal Vangelo di Matteo, che ogni migrante che bussa alle nostre frontiere è un’occasione di incontrare Gesù Cristo, è altrettanto vero e sotto gli occhi di tutti come in molte parti del mondo si fatichi a vivere, o si ostacoli addirittura, la cultura dell’incontro che papa Francesco continua a proporci come orizzonte e, nientemeno, si arrivi a criticare ogni suo intervento in merito”, rileva padre Alessandro Gazzola, superiore generale della congregazione scalabriniana: “i quattro verbi usati dal papa nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno, però, possono essere occasione per molti, un’opportunità per i più rigidi, per fermarsi, fare un serio esame di coscienza e magari rivedere certi punti di vista”.  “Immaginando le quattro azioni come attimi di un’unica scena – prosegue il padre generale – accogliere diviene la porta d’ingresso della nostra casa che si apre per ‘offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione’, come si legge nel testo del messaggio, coscienti che troppo spesso si dimentica la centralità della persona umana e si antepongono spesso preoccupazioni e faziosità.
Proteggere – continua padre Gazzola – ci richiama, invece, a un gesto naturale nell’incontro con chi è in una situazione di disagio e che impegna a dare il giusto valore alle capacità e competenze dell’altro, del migrante in questo caso, considerando come imprescindibile, ad esempio, una libertà di movimento nel Paese d’accoglienza o la possibilità di lavorare”.
Segue il promuovere che è, per il superiore generale, un “mettere in condizione ognuno di realizzarsi come persona e sedersi alla nostra tavola comune”. Integrare – conclude padre Gazzola – “non può consistere puramente nell’assimilare l’altro, ponendo a lato l’identità culturale di ciascuno, bensì dice il paziente processo di ascolto reciproco che ‘dà cittadinanza’ all’altro, per richiamare un tema estremamente attuale”, conclude padre Gazzola.


 
 

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: domani la festa dei Popoli

Reggio Emilia - Domani, 6 gennaio, nella diocesi di Reggio Emilia Gustalla, l’ufficio Migrantes promuove la festa dei Popoli.
La celebrazione eucaristica, alle 11,15, nella cattedrale di Reggio Emila, sarà presieduta dal vescovo emerito, mons. Adriano Caprioli, e sarà animata dalle comunità di immigrati cattolici presenti in Diocesi.
Il direttore Migrantes della diocesi di Reggio Emilia-Gustalla, Francesco Braghiroli, annuncia che domenica prossima, 14 gennaio, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, alle 16.45, nella Cripta della Cattedrale si terrà la Meditazione musicale: “Anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto”.
 

Bologna: torna domani la Festa dei Popoli

Bologna - Non è per il gusto di dare un sapore un po’ esotico alla Messa dell’Epifania, ma per celebrare con più proprietà una delle solennità liturgiche più significative dell’anno: la manifestazione del Signore come unico salvatore del mondo. Come ormai consuetudine, sabato 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore, l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi,  presiederà alle 17.30 in Cattedrale la “Messa dei Popoli”. La Chiesa bolognese, che vive nel tempo e nella storia, sa bene che in questi ultimi decenni il suo volto è molto cambiato e che molti dei suoi figli ora pregano nelle lingue e nelle culture dei tanti Paesi del mondo dai quali provengono. Non stiamo parlando di ospiti, ma di fratelli; per la fede e il Battesimo, membri a tutti gli effetti della nostra comunità ecclesiale, e verso i quali la diocesi ha una attenzione particolare per le tante difficoltà che accompagnano spesso il fenomeno migratorio.
Consapevole che la lingua e la cultura materne costituiscono elementi di arricchimento anche della vita dello spirito, la Chiesa locale organizza per i fedeli originari di altre nazioni delle comunità “etniche” nelle quali essi possono coltivare la vita dello spirito e alimentare il senso della fraternità. Se spesso la ribalta delle cronache è occupata dall’emergenza dei profughi e dei richiedenti asilo, non si deve dimenticare che, almeno quantitativamente, la maggior parte dei migranti hanno altri percorsi e sono oggi molto ben inseriti nel nostro tessuto sociale ed ecclesiale.
Molti degli antichi bolognesi hanno conosciuto la loro presenza negli ambienti di lavoro, spesso anche a servizio delle persone più fragili nelle case e negli ospedali, ma anche nella scuola e nei luoghi della socialità. La Messa dei Popoli dunque celebra la gioia di ritrovarsi fratelli tra fratelli, nel comune viaggio verso Betlemme, verso “la casa del Pane”, e celebrare, con tante lingue e con un’unica fede, la manifestazione del Redentore”. (A. Caniato - Incaricato diocesano e regionale Migrantes Bologna)
 

Circo Vienna: nonostante le difficoltà proseguono gli spettacoli a Cesena

Cesena - Continua il braccio di ferro tra Circo di Vienna e Comune di Cesena. E ora ci si mette anche Hippogroup, la società che gestisce l’ippodromo del Savio, che ha inviato un’ulteriore diffida al Circo che utilizza l’ingresso riservato al personale per fare accedere il pubblico agli spettacoli. Questa novità è arrivata poco fa in redazione con un comunicato stampa diffuso dal Comune di Cesena.
Fra l’altro nella nota si legge che “Il Servizio attività economiche e Polizia amministrativa dell’Unione Valle Savio ha valutato come irricevibile la pratica presentata il 28 dicembre scorso per l’evento circense dello stesso 28 dicembre. La pratica presentata dal circo è stata considerata irricevibile per due ordini di problemi: da un lato, infatti, il modello di procura non risulta compilato correttamente; dall’altro mancano alcuni dei documenti richiesti, fra cui la planimetria dell’area e l’indicazione delle attrezzature e degli allestimenti, fondamentali per verificare lo stato del luogo in cui si tiene lo spettacolo e vengono accolti gli spettatori, e garantirne l'adeguatezza. Inoltre, nella comunicazione inviata ai responsabili del Circo si ribadisce che il rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività è subordinata alla verifica della competente Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (come era già stato segnalato nella comunicazione del 20/12/2017)”.
Ormai pare una storia infinita, è il caso di dirlo. Poco prima di ricevere la nota del Comune di Cesena, avevamo raggiunto al telefono Fabio Mosconi, tour manager del Circo di Vienna, che ha rassicurato gli appassionati sul proseguimento degli spettacoli e la regolarità delle attrezzature. L’unico problema, a detta di Mosconi, “è la limitata capienza, fino a 200 posti. Per il resto tutto molto tranquillo. Abbiamo solo voglia di lavorare. Anche gli animalisti hanno compiuto qualche passo nei nostri confronti, raccogliendo fondi per l’acquisto di cibo per i nostri animali e sono venuti a vedere come li trattiamo. Di questo, ovviamente, siamo contenti”.
“Mi sento un portatore sano di sorrisi – ha aggiunto Mosconi -. A noi piace vedere il bicchiere mezzo pieno. In ogni caso gli spettacoli continuano come da programma annunciato: nei giorni feriali alle 17 e alle 21; nei festivi (6 gennaio giorno dell’Epifania compreso) alle 15,30 e alle 17,30”. (Francesco Zanotti - Corriere Cesenate)
 

Gmm: martedì la presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con Mons. Galantino

Roma - Domenica 14 gennaio si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018. Il Messaggio di Papa Francesco sul tema "Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati" e le iniziative della Chiesa italiana saranno presentate in conferenza stampa martedì 9 gennaio, alle 12.00, da Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, Mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, e da Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Modera l’incontro l’autrice e conduttrice di Tv2000 Monica Mondo.
L’appuntamento è a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana (Piazza Pia, 3). Nel corso della conferenza stampa verrà anche presentato il programma ‘Italiani anche noi’, dello scrittore e insegnante Eraldo Affinati, che racconta l’Italia dell’accoglienza: un viaggio in dieci tappe alla scoperta delle Penny Wirton, le scuole di italiano per stranieri, gratuite, fondate da Affinati e dalla moglie Luce Lenzi. Il programma andrà in onda su Tv2000, a partire dal 14 gennaio, la domenica alle 19.30.
 

Missionari in Emigrazione: è morto Mons. Peschiera

San Francisco - E’ morto, all’età di 87 anni, il 29 dicembre 2017, a San Francisco/USA Mons. Bruno Peschiera, sacerdote dell’Arcidiocesi di Lucca dal giugno 1954, che per quasi cinquant’anni si è dedicato alla assistenza degli italo-americani nella immensa metropoli di  San Francisco/ California. In diocesi era stato parroco entro le Mura e gestore della Casa dello Studente.
Avendo una zia  in San Francisco, ha deciso poi  di dedicare  la  propria attività ai migranti italiani in quel Paese. Con il consenso del suo Vescovo, Mons. Agresti, raggiunge quindi San Francisco nel 1979 per poi passare nel 1982 alla vasta periferia della città, a Pacifica. Qui fonda l’Italian American Center (IAC)  che dirige ed amplifica fino alla morte. Avvia anche la pubblicazione di un Bollettino di informazione e collegamento. Rivoltosi inizialmente ai lucchesi emigrati in quella zona, su accordi con l’Arcidiocesi di San Francisco rivolge l’assistenza a tutti gli italo-americani della zona svolgendo contemporaneamente regolare  servizio presso la Parrocchia del Buon Pastore. Bisogna riconoscere la tenacia di don Bruno di fronte alle non poche difficoltà iniziali a cominciare dalla lingua locale per passare ai problemi logistici e finanziari oltre  alle intese con la Chiesa locale. Entra poi in contato con la Chiesa italiana e riceve il rescritto di “missionario di emigrazione” mantenendo costanti rapporti con i direttori generali UCEI prima con mons. Silvano Ridolfi, e Fondazione Migrantes poi, com mons. Luigi Petris ed ospitando anche in visita i Vescovi  Presidenti come Mons. Antonio Cantisani. 
Come collaboratore della Chiesa italiana e responsabile della Associazione IAC fa parte anche del gruppo dei partecipanti UCEI alla seconda Conferenza nazionale dell’Emigrazione in Roma nel 1987. Affetto e stima che ha dimostrato anche  lasciando  per testamento del 1999 la sede IAC alla Chiesa Italiana, ora confrontata con il non facile problema della successione.
La Migrantes si unisce  alla preghiera e conferma la  propria sentita vicinanza all’arcivescovo di Lucca Mons. Castellani, ai Confratelli ed ai parenti in Italia nella comune fede nel Risorto che accoglie i suoi servi fedeli nella eterna e beata comunione della Casa del Padre. (sr)
 

GMM: Papa Francesco celebra Messa in San Pietro

Città del Vaticano  - Il 14 gennaio, II domenica del Tempo Ordinario, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, alle ore 10, Papa Francesco celebrerà la Santa Messa nella basilica vaticana. La celebrazione sarà teletrasmessa da Rai Uno. Al termine la trasmissione “A Sua Immagine” dedicherà la puntata al tema dei migranti.


 

Circhi: a Roma il 10 gennaio incontro dei responsabili dei complessi circensi

Roma - Posizione ed iniziative del Circo italiano in vista delle prossime elezioni politiche, le prospettive del Circo italiano dopo l’approvazione del Codice dello Spettacolo con particolare riferimento alla previsione del progressivo superamento della presenza degli animali. Questi alcuni temi dell’incontro dei direttori dei complessi circensi convocato a Roma per il prossimo 10 gennaio dal vice presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Flavio Togni.
 

Cesena: il Circo Vienna proseguirà gli spettacoli

Cesena - “Non abbiamo nulla da nascondere. La Polizia municipale venga pure anche oggi, come ha fatto ieri sera”. Così Fabio Mosconi, il tour manager del Circo di Vienna in questi giorni a Cesena, qualche giorno fa ha parlato con il direttore del settimanale “Corriere Cesenate” della diocesi di Cesena-Sarsina, Francesco Zanotti dopo il braccio di ferro tra l’ Amministrazione comunale e gli operatori del Circo della famiglia Vassallo che invece ci tengono a rassicurare gli appassionati: “Noi proseguiamo con i nostri spettacoli”: “siamo a posto con le normative. Non siamo certo abusivi. Siamo un’impresa”. Da qui l’invito al pubblico visti i tanti giorni di incassi andati perduti per il blocco, in gran parte burocratico (qualcuno maligna che la vera ragione stia nell'utilizzo degli animali), imposto dal Comune, scrive il settimanale: “La gente venga pure tranquilla. I nostri spettacoli continuano, come da programma annunciato da tempo”.​
 

Rimini: Festa dei Popoli il 6 gennaio

Rimini - Sarà il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, a presiedere, sabato 6 gennaio, la liturgia eucaristica, nella Cattedrale, in occasione della Festa dei Popoli.
La liturgia sarà animata dalle comunità di immigrati cattolici presenti nel territorio riminese “I canti e le preghiere nelle varie lingue, la processione offertoriale con i prodotti tipici dei vari Paesi, la presenza di tanti immigrati nei costumi tradizionali - spiega una nota - rende evidente l’universalità del Vangelo, il nostro essere un’unica famiglia dei figli di Dio e fa toccare con mano la ricchezza data dalla diversità delle espressioni religiose dei vari popoli”.
 

Migrantes Padova: il 6 gennaio Festa dei Popoli

Padova - Appuntamento con la “Festa della Genti”, sabato 6 gennaio 2018, al Tempio della Pace di  Padova. Nella solennità dell’Epifania – manifestazione dell’Emmanuele alle genti – l’Ufficio Migrantes della diocesi di Padova, la parrocchia del Tempio della Pace e il vicariato della Cattedrale, organizzano un momento di festa nella fede, preghiera e incontro con il vescovo e le comunità cattoliche di altra madrelingua. È un’occasione di condivisione della stessa fede – spiega una nota - da parte di persone di culture e tradizioni diverse che animeranno la celebrazione eucaristica in programma alle ore 10.30 al Tempio della Pace (via Niccolò Tommaseo 47). La messa sarà presieduta dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla e al termine ci sarà momento di festa e fraternità nell’attiguo centro parrocchiale.
La Festa delle genti richiama l’attenzione sul tema delle migrazioni, prepara e invita le comunità parrocchiali a celebrare la 104a giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa universale celebra domenica 14 gennaio 2018, e che quest’anno ha come tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. E proprio domenica 14 gennaio si svolgerà ad Agna (Pd) la Marcia diocesana per la pace, che vedrà un’intera giornata di attività: al mattino laboratori di pace diffusi tra Pegolotte (Dialoghi di pace), Candiana (Allargare lo sguardo) e Bagnoli (Disarmare le parole) e nel pomeriggio, alle 14.30 la Marcia che si concluderà con la messa presieduta dal vescovo Claudio. Info e iscrizioni ai laboratori su www.diocesipadova.it, www.acpadova.it, www.noipadova.it.
 

Roma: un seminario su “Progettare interventi di inclusione sociale per migranti e rifugiati”

Roma - Si terrà a Roma il 18 e il 19 gennaio 2018 la terza edizione del seminario formativo ‘Progettare interventi di inclusione sociale per migranti e rifugiati’, promosso da Programma integra e rivolto a operatori del settore e a coloro che sono interessati a conoscere strumenti e metodologie per la progettazione di interventi di inclusione sociale per migranti e rifugiati. Il seminario ha una durata complessiva di 9 ore ed è organizzato in 2 moduli: accesso ai fondi e presentazione di una proposta progettuale e tecniche di progettazione.
Il percorso formativo si rivolge a professionisti che operano nelle organizzazioni del Terzo settore, operatori sociali, funzionari pubblici; studenti e persone interessate al tema della progettazione.
Gli incontri si svolgeranno a Roma giovedì 18 gennaio 2018 dalle ore 14,30 alle 17,30 e venerdì 19 gennaio 2018 dalle ore 10,00 alle 17,00, in Via San Antonio Maria Gianelli 19A. Il seminario è a numero chiuso e prevede un massimo di 25 partecipanti. A conclusione del percorso è previsto il rilascio di un attestato di partecipazione.
 

Migrantes Palermo: celebrazione in cattedrale il 6 gennaio

Palermo - Con la nascita di Gesù abbiamo celebrato la presenza dell’Emmanuele nella vita e nella storia di ogni uomo e di ogni popolo.
Con l’Epifania celebriamo la manifestazione della Signoria di Gesù come Salvatore del mondo. I poveri pastori ed i Magi lo accolgono e lo adorano come Signore.
Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, alle ore 11,00, nella cattedrale di Palermo si rinnoverà il rito dell’incontro e dell’adorazione del Verbo della vita come afferma la Parola di Dio: “Tutti i popoli verranno ad adorare”.
Papa Francesco nel suo messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato sollecita i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà ad “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.
La nostra Chiesa di Palermo insieme alla Città di Palermo, esprime l’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione dei migranti e dei rifugiati in diversi modi. Ancora c’è da fare nell’organizzazione sociale e culturale dei migranti presenti nella nostra città (37.000) e di quanti continuano ad arrivare attraversando il Mar mediterraneo. Gesù ha ricevuto la protezione di Giuseppe e Maria per sfuggire alla strage degli innocenti ordinata da Erode. Oggi altri soggetti dell’economia e della politica in modo diretto ed indiretto come i cambiamenti climatici, fanno fuggire migliaia di uomini e donne dai loro Paesi.  La celebrazione eucaristica, animata dalla corale Arcobaleno di popoli, farà cogliere la  bellezza e la vitalità del Vangelo, oggi viene a noi anche attraverso il fenomeno migratorio.  L’incontro di cristiani di comunità e Paesi diversi, rende visibile e maggiormente comprensibile la cattolicità della Chiesa particolare presente nel medesimo territorio. (p. Sergio Natoli - Migrantes Palermo)
 

Canada: è morto p. Corbo, pioniere della pastorale migratoria con gli italiani

Toronto - Lo scorso 6 dicembre  2017  il cappuccino P. Guglielmo Corbo  è  deceduto  a Toronto all’età di 78 anni dopo una lunga e  sofferta lotta contro il morbo di Parkinson che ne ha lentamente consumato la pur forte fibra.
Originario di Forenza in Lucania, era entrato nel Seminario Serafico dei Frati Minori  Cappuccini a Nola nel 1952, facendo i voti perpetui nel 1961 e divenendo sacerdote nel 1966 a Napoli. Nel 1969 si laurea in teologia dogmatica presso la Facoltà Teologica dei Gesuiti a Posillipo (Napoli). E in quello stesso anno raggiunge il Canada assegnato alla Parrocchia  cappuccina di San Flippo Neri nel quartiere di Downsview.. E’ lui stesso a descrivere il suo impegno pastorale in una intervista rilasciata  nell’estate 2016  a “Servizio Migranti”, la rivista della Fondazione Migrantes:  “Era il 22 ottobre dl 1969 quando arrivai a Toronto spinto dalle esigenze pastorali e di assistenza agli immigrati particolarmente presenti nella parrocchia di San Filippo Neri dei Frati Minori Cappuccini. Per circa 31 anni mi sono occupato come assistente dei nostri connazionali  emigrati in Canada.  Dal  2000 sono  parroco  della parrocchia di San Bernardo di Chiaravalle, sempre in Toronto, frequentatissima dagli italiani”.   E per una loro migliore assistenza aveva fondato già nel 1970 il MAC ( Movimento di Assistenza Cristiana) che fino agli anni ’80  si è rivelato provvidenziale per le molte problematiche civili, religiose, amministrative degli italiani e delle loro famiglie. Nel gennaio 2011 si vede costretto dall’avanzamento della malattia a rassegnare le sue  dimissioni. Ed ha inizio il lento, doloroso calvario vissuto con francescana pazienza e cristiano affidamento alla volontà di Dio.
Il compianto per la sua morte  è stato unanime e commovente come lo si è visto durante i  funerali del 12 dicembre. Di lui ha scritto, nel “Corriere Canadese” il già deputato regionale Odoardo Di Santo: “Padre Guglielmo personificava il cappuccino tipico come tramandato nell’immaginario popolare: umile, affabile, modesto, caritatevole, sempre disposto a servire il prossimo, a dare una mano a chi ha bisogno secondo il dettato della carità cristiana”.  Nella citata  intervista p. Guglielmo diceva del resto: “ la presenza del sacerdote italiano deve essere autentica, vera, discreta”.
Nel 1984 il Governo dell’Ontario lo aveva insignito della Medaglia del Bicentenario e nel 1993 della Medaglia dl 125°  Anniversario della Confederazione  canadese.
Ora ha raggiunto nella Casa del Padre gli amatissimi genitori e l’amata giovane nipote Loredana lasciando agli italiani una eredità di “calore di presenza…soprattutto negli eventi di gioia ,ma anche di dolore”  come ebbe a dire,  sempre nella citata  intervista.
La Fondazione Migrantes gli è riconoscente per il suo  servizio umile gioioso e generoso e lo raccomanda al Pastore dei pastori Cristo Signore con cordiale vicinanza ai suoi confratelli cappuccini e a  tutti i sacerdoti italiani  di Toronto ed ai suoi famigliari in Italia  ( sr)  
 

Migrantes Vicenza: il 6 gennaio Messa dei Popoli in cattedrale

Vicenza - Sabato 6 gennaio alle 10.30, in occasione della festa solenne dell’Epifania, la cattedrale di Vicenza tornerà ad animarsi di colori, suoni e canti di ogni parte del mondo grazie alla Festa dei popoli organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes.
La Messa presieduta dal vescovo, mons.  Beniamimo Pizziol – informa la diocesi – sarà partecipata in particolare dai migranti cattolici residenti nel territorio della diocesi, che animeranno la celebrazione con canti e preghiere e presenteranno doni propri dei diversi Paesi di origine. Il tema della giornata richiama quello del Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale di preghiera per la pace del 1° gennaio “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” e anticiperà quello della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018) dedicata ai quattro verbi indicati dallo stesso pontefice per far fronte al complesso fenomeno delle migrazioni: “accogliere, promuovere, proteggere e integrare”.
“La Festa dei Popoli – spiega padre Michele De Salvia, responsabile Migrantes Vicenza – è ormai una bella consuetudine della nostra diocesi e ci ricorda la visita al Bambino Gesù da parte dei Magi, che il racconto biblico e la tradizione vogliono appartenenti a etnie diverse, a simboleggiare il superamento di ogni barriera culturale e razziale. Con questo momento vogliamo trasmettere dunque il volto di una Chiesa sempre più aperta e pronta al dialogo, dove si incontrano culture diverse, si vincono pregiudizi e si accorciano distanze, contribuendo così alla pace e alla coesione sociale. E questo è il lavoro svolto di settimana in settimana dai centri pastorali per i migranti presenti in diocesi: un lavoro silenzioso, ma prezioso, che in questa occasione diventa visibile e motivo di festa. La Messa dell’Epifania vedrà la preghiera comune di tante famiglie appartenenti a popoli diversi”.
“Ci auguriamo – conclude padre De Salvia – che ogni Eucarestia domenicale nelle nostre parrocchie possa vedere sempre più fianco a fianco fedeli di nazionalità diverse accomunati dalla fede comune in Cristo Gesù”.
Nella diocesi di Vicenza, sono 16 i centri pastorali per migranti di fede cattolica (due in più rispetto allo scorso anno): 7 a Vicenza (per filippini, ghanesi, nigeriani, romeni, srilankesi, latinoamericani e ucraini), 3 a Bassano del Grappa (per filippini, ghanesi, nigeriani, latinoamericani e ucraini), 2 a Schio (per ghanesi, nigeriani e romeni) e poi uno ad Arzignano (per ghanesi), uno a Creazzo (per africani francofoni), uno a Chiampo (per ucraini) e uno a Valdagno (per ucraini). Dopo la celebrazione in cattedrale la festa continuerà con un momento di convivialità nel Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo.
 

Scalabriniane: Europa responsabile grido d’aiuto che viene dall’Africa

Roma - “L'Europa è direttamente responsabile del grido d'aiuto che sta venendo dai cittadini africani. Lo è perché se oggi l'Africa è ridotta in queste condizioni lo dobbiamo a secoli nel corso dei quali si è preferito impoverire e costruire confini piuttosto che far arricchire ed abbattere muri. Abbiamo il dovere morale di non fermarci all'assistenza di chi arriva ma di comprendere e capire chi non ne può più e decide di mollare la sua vita, i suoi affetti, chi rischia di morire nel lungo viaggio e viene sulle coste europee”. Lo ha detto in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabrinianeaggiungedo che "forse questo è il momento giusto in cui i singoli confini nazionali si abbattano, sia in Europa sia in Africa, e si inizino a mettere in pratica i verbi suggeriti da Papa Francesco, che sono 4 azioni ben concrete da essere compiuti a tutti i livelli: accogliere, proteggere, promuovere  e integrare i migranti e i rifugiati, oltre che impegnarsi con emergenze da risolvere come quelle della Libia – ha detto – Come giustamente ha ricordato Papa Francesco durante la messa dell'ultimo Natale, Giuseppe e Maria erano migranti: fuggivano per sopravvivere. Il loro modello di essere famiglia è un principio universale”.