Primo Piano

Centro La Pira: una pubblicazione su Asilo e Immigrazione

Roma – “Spunto di analisi e riflessione per la conoscenza e il pieno riconoscimento del diritto di asilo”,: questo il titolo della recente pubblicazione del Centro Studenti Internazionali “Giorgio La Pira” di Firenze.  Un testo di supporto e di approfondimento per tutti coloro che vogliono tenersi aggiornati sulla tematica Asilo e Immigrazione realizzato con testi di Giovanni Lattarulo e la collaborazione di Alessandro Zabban.  Il testo è consultabile e scaricabile on line sul sito del centro La Pira, i cui destinatari privilegiati sono gli addetti ai lavori, ma grazie alla chiarezza del testo e delle spiegazioni è di fatto fruibile da chiunque, come sottolinea Flavia Cerino nella prefazione. Si aggiunga, dalla stessa prefazione, che “gli argomenti trattati sono molti ma senza dispersioni o divagazioni inutili”, che “il rigore scientifico della cronologia e dell’esposizione consentono risposte certe per gli operatori del diritto e dell’accoglienza dei migranti”, che “i testi e i siti internet di riferimento sono raggiungibili grazie ai link; perché la forma prevalentemente on line della pubblicazione ne consentirà il continuo aggiornamento da parte dell’Autore” e si avrà un quadro più esaustivo di questo importante lavoro.
Suddiviso in 8 paragrafi il testo ha una premessa, una considerazione finale, dove uno degli auguri espressi è per un Occidente “chiamato a valorizzare i migliori retaggi della propria storia quali fondamento di una nuova civiltà centrata sull’affermazione dei diritti fondamentali della persona e su positive relazioni tra i popoli”, un elenco interessante di letture suggerite e un approfondimento.
 

Romania: una mostra sulla “Straordinaria bellezza. Le Dolomiti e i suoi emigranti”

Oradea - Una bellezza straordinaria. Una bellezza senza confini. Quella delle Dolomiti, il cui fascino è stato apprezzato anche in Romania grazie alla mostra “Straordinaria bellezza. Le Dolomiti e i suoi emigranti” al Museo “Ţarii Crişurilor” di Oradea. Un viaggio per far ammirare in terra rumena quei rilievi che dal 2009 sono patrimonio dell’umanità nato grazie alla collaborazione tra Consolato Onorario di Romania per il Trentino Alto Adige, Associazione Bellunesi nel Mondo, Associazione Trentini nel Mondo e Fondazione Dolomiti Unesco. Protagonisti assoluti, dunque, i Monti pallidi: Pelmo, Croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, Dolomiti settentrionali, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio, Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta. Nove Sistemi per un unico abbraccio che collega Belluno, Trento, Bolzano, Pordenone e Udine, immortalato in tutto il suo splendore dagli scatti (riprodotti su grandi pannelli) di celebri fotografi quali Georg Tappeiner, Alessandro Caon, Nicolò Miana, Moreno Geremetta, Patrick Odorizzi e Andreas Tamanini. E assieme alla maestosità del paesaggio, le tradizioni e la cultura dei suoi abitanti, con un occhio di riguardo a quel particolare fenomeno che nel corso dei secoli ha contraddistinto e segnato il territorio dolomitico: l’emigrazione. Un tema rievocato attraverso costumi, attrezzi e mestieri tipici: dal minatore, al seggiolaio, dalla balia al pertegante, fino a molete, cròmere, segantini e gelatieri. E proprio l’arte del gelato e l’epopea dei suoi esportatori nel mondo sono stati al centro di una dimostrazione curata da Fortunato Calvi e Sandro Pol. Con un antico macchinario, i due mastri gelatieri hanno permesso ai presenti di conoscere – e soprattutto gustare – il vero gelato artigianale, prodotto come si faceva un tempo. “Un’iniziativa che rappresenta un piccolo contributo alla costruzione dell’ ‘Europa del Popoli’ cara ai padri fondatori della nostra Unione”, ha evidenziato il Console di Romania Maurizio Passerotti.  “Una mostra capace di affascinare per l’immediatezza del messaggio e per lo sguardo sulla vita delle genti di montagna”, ha spiegato Aurel Chiriac, direttore generale del complesso museale di Oradea. E ancora, “un veicolo di cultura che unisce i popoli”, il commento del presidente dei “Trentini nel Mondo” Alberto Tafner, e “un punto di incontro che offre l’occasione per superare le diffidenze”,  le parole per l’Associazione Bellunesi nel Mondo di Oscar De Bona. Una “opportunità per scoprire affinità e differenze fra i territori, coltivando l’identità e il senso di appartenenza”, ha sottolineato il Presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Graziano Pizzimenti.  La mostra è visitabile fino all’8 novembre.
 

Min. Esteri: richiamo a partner europei per “soluzioni sostenibili” al fine di “prevenire tragici avvenimenti e affrontare in spirito solidale il fenomeno migratorio”

Roma -  “Solo un’azione condivisa da parte dell’intera comunità internazionale” può “consentire di prevenire o contenere i flussi migratori nei Paesi d’origine e assicurare un’efficace salvaguardia delle vite umane, in mare e nei deserti, nonché un deciso contrasto al traffico di esseri umani”. È quanto si legge in una nota del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale diffusa oggi, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione in cui si commemorano i 368 migranti annegati nel naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. La Farnesina, prosegue la nota, “intende così rinnovare la memoria di tutte le vittime dell’immigrazione irregolare e richiamare l’Unione europea e tutti gli Stati membri all’impegno verso soluzioni sostenibili realmente ispirate ai principi di solidarietà, condivisione e leale cooperazione, per prevenire tragici avvenimenti e affrontare in spirito genuinamente solidale il fenomeno migratorio”.
 

Mons. Ruzza: “l’esigenza dell’accoglienza non è procrastinabile”

Roma -  “Il Vangelo non possiamo metterlo in secondo piano, l’esigenza dell’accoglienza non è rimandabile, non è procrastinabile”. A dirlo questa mattina Mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare del settore Centro di Roma e Segretario Generale del Vicariato a margine dell’inaugurazione del “Giardino della memoria e dell’accoglienza”, voluto dal Centro Astalli a piazza Bernini, nello storico quartiere romano di San Saba. Per il presule “il Vangelo non possiamo viverlo a compartimenti stagni e nel Vangelo è chiaro l’invito di Gesù: ‘ero straniero e mi avete ospitato, ero forestiero e mi avete accolto’”. “Se vogliamo continuare ad annunciare il Vangelo, inculturandolo nel tempo in cui siamo, con tutta la complessità e le tensioni che ci sono – ha sottolineato – dobbiamo essere coraggiosi nel testimoniare il valore dell’accoglienza, dell’altro, dell’incontro e del dialogo”. Trovando, ovviamente, “le modalità per far sì che tutto questo sia compatibile con la serenità e la quotidianità delle persone che vivono nelle nostre città”, ha chiarito Mons. Ruzza,  È importante, ha detto il vescovo, “invitare le persone della città, in un luogo significativo e molto bello, a fare memoria di quello che è stato: abbiamo il dovere morale e civile di non dimenticare gli eventi drammatici del passato”.
“Come facciamo memoria della tragedia della Seconda guerra mondiale, delle altre guerre che ci sono state e di quella che papa Francesco chiama la terza guerra mondiale tuttora in atto, così dobbiamo fare memoria del grande fenomeno delle migrazioni”, ha spiegato Mons. Ruzza evidenziando che si tratta di “un fenomeno che non dobbiamo vedere come preoccupante, ma come risorsa e opportunità”. “Fare memoria – ha concluso – vuol dire essere responsabili perché la città dovrebbe tornare ad essere sempre più un luogo di vita, accoglienza, speranza ed integrazione”.
 
 

A Bologna per costruire “ponti di pace” “nello spirito di Assisi”

Roma -  “In un momento difficile, in cui vengono a cadere un po’ alla volta tante reti di convivenza nelle periferie delle grandi città e si innalzano muri non solo tra Europa e Africa, per difendersi dai migranti, ma anche tra Paesi europei, occorre ricostruire insieme ponti di pace”. Sarà proprio “Ponti di Pace”, afferma il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, il titolo dell’incontro internazionale che dal 14 al 16 ottobre raccoglierà, nella città di Bologna, oltre 300 leader delle religioni, del mondo della cultura e delle istituzioni, insieme a migliaia di partecipanti dall’Italia e da tutta Europa.
Tra loro, all’Assemblea Inaugurale – il pomeriggio di domenica 14 alla Fiera di Bologna – il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, il patriarca ortodosso di Alessandria e di Tutta l’Africa Theodoros II, il patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem II e il rabbino capo di Francia Haim Korsia. Ma anche, durante il corso dell’incontro, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani e l’ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi. Sarà presente il viceministro degli Esteri Emanuela Del Re e sono stati invitati anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. 
Tra le altre personalità di rilievo, che parteciperanno fino a martedì 16 ottobre alle tavole rotonde, c’è anche Bernice King, figlia di Martin Luther King e custode del suo “sogno” di un mondo senza discriminazioni, l’arcivescovo di Cotabato (Mindanao) nelle Filippine, cardinale Orlando Beltran Quevedo, insieme a padre Solalinde, che in Messico difende i migranti e strappa i giovani dalla rete dei narcotrafficanti e al medico Grégoire Ahongbonon, che si batte per la dignità e la cura dei malati di mente nell’Africa Occidentale. Numerosa la partecipazione di vescovi cattolici da tutti i continenti, di alto livello i rappresentanti della Chiesa russo ortodossa, come anche quelli dell’islam, dell’ebraismo e delle religioni asiatiche.
Tanti i temi che saranno affrontati nei 34 panel previsti, tutti caratterizzati – spiega Impagliazzo – da una scelta di apertura e di dialogo, portata avanti da una “carovana di pellegrini di pace” che comprende sia religiosi che laici.
Della costruzione di ponti – conclude Impagliazzo – si sente un assoluto bisogno perché, ne siamo convinti, non le contrapposizioni e i muri, ma solo la civiltà del vivere insieme può reggere di fronte alle sfide della globalizzazione e della pace”.




 

Fusie: il 15 novembre il congresso nazionale

Roma – Si svolgerà il prossimo 15 novembre a Roma il Congresso della Fusie, la Federazione unitaria della Stampa Italiana all’Estero che raggruppa periodici in tutti i continenti.
Il Congresso si terrà a margine del Convegno sull’informazione programmato nell’ambito dei lavori della sessione plenaria del Cgie, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, dal 12 al 16 novembre.
 

Vescovi Sicilia: i migranti “per noi cristiani sono fratelli”

Palermo - La Conferenza Episcopale Siciliana parlando del tema migrazioni ribadisce “con forza e chiarezza il diritto alla vita, al rispetto della dignità umana e all’integrità fisica, conforme alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e alla nostra Costituzione repubblicana”. I presuli, si legge nel comunicato finale della sessione autunnale della Cesi, sottolineano che migranti sono “per tutti persone umane, per noi cristiani sono fratelli”. Per questo è urgente “che si attivino in ciascuno di noi e in particolare nelle comunità cristiane nuovi sentimenti di empatia e di immedesimazione, in nome della comune umanità, vincendo ogni indifferenza nei confronti di chi vive il disagio dell’esclusione sociale o condizioni di ingiustizie e di pericolo di qualsiasi natura”.
“Siamo consapevoli - scrivono i vescovi siciliani - delle difficoltà oggettive a cercare e trovare soluzioni politiche soddisfacenti rispetto alla complessità della situazione creatasi con un fenomeno migratorio sempre più dilagante. Ma siamo altresì convinti che le soluzioni da trovare devono essere espressione di quella pietas che è costitutiva del nostro umanesimo e che si traduce in accoglienza, soccorso e solidarietà, nomi vecchi e nuovi della pace”. I vescovi rivolgono quindi un “pensiero affettuoso” e un “ringraziamento” alle famiglie siciliane che, “da un lato, sono alle prese con le difficoltà lavorative dei loro figli e dall’altro sono le prime protagoniste nell’accogliere persone bisognose” e ribadiscono che “l’accoglienza nella legalità e la prossimità restano vie obbligate della pratica del Vangelo”. (Raffaele Iaria)
 

Passaggio di testimone

Roma - Con il tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – reso noto sabato scorso – Papa Francesco ci ricorda come non ci sia community senza comunità.
Va in questa direzione il principale contributo che Paolo Ruffini ha dato a Tv2000 e al Circuito inBlu: un servizio professionale, il suo, assicurato a partire dalla cura per il confronto, la relazione, la condivisione.
Il testimone ieri l’ha passato nelle mani del nuovo direttore di rete, Vincenzo Morgante: comunicazione per costruire comunità, attivare connessioni, ricostruire un’agenda sociale condivisa. (d. Ivan Maffeis)
 

3 ottobre: la campagna WelcomingEurope

Roma - Sono passati 5 anni dalla tragedia del 3 ottobre 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti negli ultimi anni. Da allora oltre 17.000 migranti sono morti in mare.
Dal 2013 a oggi gli arrivi sono nettamente diminuiti ma il numero di morti è aumentato. La strategia di criminalizzare le Ong e il soccorso in mare ha fatto impennare i decessi. A settembre 1 migrante su 5 è morto nel Mediterraneo. Non possiamo più restare a guardare.
Da qui l’invito a firmare l’iniziativa dei cittadini europei per creare canali di ingresso sicuri per i rifugiati. Si può fare cliccando e firmando attraverso il sito https://welcomingeurope.it/news/firma/
 

Lampedusa: oggi preghiera ecumenica in ricordo delle vittime del 3 ottobre 2013

Lampedusa – Cinque anni fa, il 3 ottobre 2013, un terribile naufragio a largo delle coste di Lampedusa causarono la morte di 368 migranti. E oggi pomeriggio sull’isola una commemorazione e una preghiera ecumenica per rievocare quel tragico naufragio e tutti coloro che hanno perso la vita cercando di raggiunge l’Europa.
L’iniziativa è promossa dalla parrocchia di Lampedusa insieme alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e si svolgerà al Santuario della Madonna di Porto Salvo. “Ero naufrago e mi soccorreste” è il tema della commemorazione che proporrà un percorso attraverso le “Icone di umanità”, immagini tracciate dalla matita di Francesco Piobbichi, operatore dell’Osservatorio per le migrazioni di Lampedusa.
Ieri sera la Tavola rotonda organizzata dal Comitato 3 ottobre, “Il naufragio del 3 ottobre, cinque anni dopo” presso l’Istituto omnicomprensivo Luigi Pirandello di Lampedusa.
 

Papa Francesco: così l’angelo custode è compagno nel cammino

Città del Vaticano - Ieri, festa dei santi angeli custodi, Papa Francesco si è soffermato proprio su questa figura nell’omelia della Messa presieduta a Casa Santa Marta. L’angelo custode è colui che il Signore ha posto accanto a ogni uomo per guidarlo nel cammino lungo “la strada della vita”. Ogni persona, ha sottolineato il Pontefice, ha accanto a sé un “compagno”, un “protettore” che Dio dona all’uomo come “aiuto”, per spingerlo ad alzarsi quando si ferma, per indirizzarlo quando sbaglia strada. “La vita – ha detto Papa Francesco – è un cammino, e dobbiamo essere aiutati a camminare bene, perché nel cammino ci sono insidie, ci sono pericoli”. Un percorso in cui l’uomo rischia di perdere le coordinate. Un primo pericolo è quello “di non camminare”. Infatti, “quanta gente si stabilisce e non cammina, e tutta la vita è ferma, senza muoversi, senza fare niente”. E “chi nella vita è fermo, finisce per corrompersi. Come l’acqua: quando l’acqua è ferma lì, vengono le zanzare, mettono le uova, e tutto si corrompe”. Poi c’è il pericolo di “sbagliare strada”. «Anche noi, diciamo la verità, quante volte abbiamo sbagliato strada, per non ascoltare l’ispirazione del nostro compagno di cammino o i consigli dei fratelli e le sorelle”. Da qui il richiamo. “L’angelo è lì per aiutarci a non sbagliare strada”.
Continuando la riflessione, il Pontefice ha individuato un ulteriore atteggiamento pericoloso. “Ci sono alcuni – ha ammonito – che camminano, ma non sulla strada: camminano nella piazza. Entrano nella piazza, ma dentro la piazza vanno da una parte e dall’altra, come in un labirinto”. E lì “rimani intrappolato”. Accade perciò che l’uomo sia convinto: “Io non sono fermo, cammino”. Ma non si accorge che non sta camminando “sulla strada”. Anche in questo caso l’angelo viene in soccorso. Certo, ha spiegato il Papa, quella dell’angelo è una realtà che va riconosciuta: “Noi dobbiamo pregarlo”. E lui “è la porta quotidiana alla trascendenza, all’incontro con il Padre” e aiuta «ad andare perché guarda il Padre e conosce la strada”.
 
 

Giovani: oggi l’apertura del Sinodo dei Vescovi

Città del Vaticano - Comincia oggi la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata ai giovani. Al centro il tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Alle 10 in piazza San Pietro si terrà la Messa presieduta da Papa Francesco in occasione dell’apertura del Sinodo. Alle 16.30, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, l’avvio ufficiale dei lavori con la preghiera iniziale e il saluto di Papa Bergoglio.
Il Sinodo proseguirà quindi fino al 28 ottobre. Tv2000, in collaborazione con VaticanMedia, dedica una programmazione speciale all’apertura del Sinodo. Due oggi le dirette della trasmissione “Il Diario di Papa Francesco” condotte da Gennaro Ferrara. Si parte dalle 9.10 quando l’emittente trasmetterà la celebrazione della Messa presieduta da Papa Francesco. In studio: il vaticanista Luigi Accattoli, la coordinatrice dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo Paola Bignardi e due giovani, Dante Monda e Melisa Polo. Nel pomeriggio, a partire dalle 16, l’altra diretta con il saluto e la preghiera di Papa Francesco. Ospiti in studio: il collaboratore di Avvenire Guido Mocellin, il professore di religione Andrea Monda e due giovani, Lorenzo De Luca ed Elisabetta Lunardon.
 

ISMU: dal 2014 oltre 17mila migranti morti nel Mediterraneo

Milano -  Sono passati cinque anni dalla tragedia del 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 al 20 settembre scorso sono stati oltre 17mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda la Fondazione ISMU in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra  domani, 3 ottobre.
Nonostante nel corso dell'ultimo biennio ci sia stato un considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee rispetto agli anni passati, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, “il tasso di mortalità è aumentato”, si legge in una nota. Infatti, le traversate sono sempre più pericolose e le operazioni di ricerca e soccorso in mare ad opera delle navi delle Ong hanno “subito diverse restrizioni di tipo legale e logistico”.
Secondo le stime dell'UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2018, 21 persone ogni mille sbarcati. In particolare, nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia diretti in Italia è salito a un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.
 

“Idee migranti”:un concorso rivolto a migranti che vogliono avviare un’impresa a vocazione sociale

Milano - Esplorare e valorizzare progetti imprenditoriali che possono riguardare qualsiasi settore (agricoltura, istruzione, salute e benessere, cultura, mercato del lavoro) purché finalizzati alla realizzazione di un’impresa sociale. Con questo intento Istituto Oikos, Ingegneria Senza Frontiere Milano e Associazione Sunugal promuovono il concorso Idee migranti: un’iniziativa che permette a migranti o a realtà associative a prevalenza migrante di proporre un’idea d’impresa in grado di generare un impatto ambientale e sociale positivo sul territorio italiano. I promotori delle idee imprenditoriali migliori, selezionate da un Comitato di valutazione appositamente istituito, usufruiranno di un corso di formazione gratuito della durata di 20 ore su imprenditoria sociale, business development e business planning. Gli incontri avranno luogo sia a Milano (2-3 febbraio e 16-17 febbraio 2019) che a Roma (2 -3 marzo e 16-17 marzo 2019). Al termine del corso i 4 progetti migliori potranno avvalersi di un percorso di tutoraggio per realizzare il business plan dell’impresa. Il bando è aperto: c’è tempo fino al 14 dicembre 2018 per presentare le candidature. Basta accedere al sito www.istituto-oikos.org/notizie/concorso-idee-migranti e compilare la domanda di partecipazione, da consegnare a mano presso la sede di Istituto Oikos (via Crescenzago 1, Milano) o via mail all’indirizzo ideemigranti@gmail.com.
 

Migrantes Cosenza-Bisignano tra musica e fotografia

Cosenza - Continua l’impegno dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza - Bisignano. Al via un laboratorio musicale per la costituzione di una band musicale multietnica, cui sono invitate le diverse comunità presenti sul territorio bruzio. Primo appuntamento il prossimo 6 ottobre, alle ore 17,30, presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto a Cosenza.
Al via anche il concorso fotografico “Le migrazioni di ieri e di oggi” per raccontare il fenomeno migratorio sul territorio. All’iniziativa possono partecipare tutti i residenti in Calabria e ogni concorrente può presentare massimo 2 fotografie, corredate da didascalie che ne esplicano il senso.
L’iniziativa è portata avanti con il Progetto per una globalizzazione delle differenze e con Myart.
Il concorso mira a promuovere i temi della giustizia e della crescita integrale della persona. Infatti, attraverso le fotografie, gli autori dovranno proporre la rappresentazione delle migrazioni di ieri e di
oggi nel nostro tempo. L‘Ufficio Migrantes, guidato da Pino Fabiano, sta portando avanti un percorso di integrazione delle comunità che vivono in diocesi anche attraverso la celebrazione dell’Eucarestia nelle lingue originarie, soprattutto grazie a sacerdoti madrelingua che svolgono il proprio servizio in diocesi. (PDV)
 

Simi: partono le iscrizioni per il diploma in Pastorale Mobilità Umana

Roma - Partono in questi giorni le iscrizioni per il Diploma in Pastorale della Mobilità Umana promosso dallo Scalabrini International Migration Institute (SIMI), un istituto accademico  incorporato alla Pontificia Università Urbaniana, Roma.
Il Diploma in Pastorale della Mobilità Umana è offerto agli operatori pastorali già impegnati nella pastorale migratoria o che si avviano a farlo.
Il Diploma in Pastorale della Mobilità Umana si struttura in due livelli o cicli, uno fondamentale e uno avanzato. Tutti i corsi sono proposti in tre lingue: italiano, spagnolo e inglese. Ogni ciclo è composto di cinque corsi annuali (da novembre a giugno), con lezioni virtuali ogni 15 giorni. Per tutti i corsi proposti si adotta la modalità del “reading course”, secondo la quale non sono previste lezioni frontali con gli studenti. A questi ultimi il professore assegnerà uno o più testi da leggere per ogni lezione virtuale (si preparerà un calendario di lezioni virtuali). La verifica della lettura da parte degli studenti sarà effettuata attraverso l’elaborazione di un breve riassunto, oppure attraverso la risposta scritta a domande preparate dal professore. Tanto il riassunto quanto la risposta alle domande del professore dovranno essere consegnate entro la lezione successiva. L’esame finale potrà essere costituito da un elaborato di approfondimento o da un esame scritto. Per info www.simiroma.org

 
 

MCI Francia: da oggi il coordinamento nazionale

Annecy – “La vocazione missionaria delle comunità cattoliche italiane”. E questo il tema del Consiglio di coordinazione delle Missioni Cattoliche Italiane di Francia che si apre oggi ad Annecy, in Alta Savoia, per concludersi venerdì 5 ottobre.
L’appuntamento fa parte delle celebrazioni per i 400 anni di consacrazione della chiesa, ora dedicata a lui, che San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e fondatore dell’Ordine della Visitazione, 400 anni fa, il 30 settembre 1618, consacrò a san Giuseppe. La chiesa è affidata alla comunità cattolica italiana del 1923. (Raffaele Iaria)
 

ISPI: aumentano i morti in mare

Milano - Sono aumentati i morti in mare: negli ultimi 4 mesi sono stati in media 8 al giorno, nonostante la «linea Salvini » sostenga di aver limitato (se non azzerato) gli sbarchi.
A guastare la festa al Ministro dell’Interno è l’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), che in un suo rapporto tira la linea sotto i conti dei salvataggi in mare: c’è stata una «riduzione relativamente modesta » degli sbarchi in Italia, coincisa «con un forte aumento del numero di morti e dispersi ». Un risultato negativo che risalta ancor più, secondo l’istituto, nel confronto con le politiche del predecessore Marco Minniti, allorché si era registrata la netta diminuzione del numero assoluto dei morti, sceso a circa 3 persone al giorno.
L’Ispi esprime dunque dubbi sull’utilità delle politiche di deterrenza nei confronti del soccorso in mare confrontando tre periodi: luglio 2016-luglio 2017; luglio 2017-maggio 2018; giugno- settembre 2018. Nel primo, precedente al calo degli sbarchi, ogni giorno in Italia sono arrivate irregolarmente via mare 532 persone e si sono contati in media 12 annegati; nel secondo (che coincide con la linea Minniti) si è scesi a 117 arrivi, ovvero meno 78%, e appunto 3 deceduti; nel terzo infine – l’era Salvini – gli sbarchi sono stati circa 61 e i morti o dispersi 8 al giorno. In particolare nel settembre appena concluso il 19% di chi ha tentato la traversata dalla Libia ha concluso l’esistenza tra le onde: una percentuale mai registrata lungo la rotta del Mediterraneo centrale, almeno da quando si dispone di statistiche sufficientemente accurate.
La tendenza risulta purtroppo confermata dalla Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sullaMultietnicità) di Milano, ricapitolando i dati dell’ultimo quinquennio in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione che si celebra domani; esattamente cinque anni or sono, infatti, al largo di Lampedusa si verificò il naufragio di 368 migranti, una delle stragi peggiori dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni. Dunque da gennaio 2014 al 20 settembre scorso – attesta l’Ismu – oltre 17 mila migranti hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo. Inoltre, nonostante nell’ultimo biennio si sia registrato un considerevole calo degli sbarchi a causa soprattutto degli accordi con Turchia e Libia, il tasso di mortalità è aumentato: le traversate risultano sempre più pericolose, anche perché le operazioni di soccorso in mare delle navi delle Ong hanno subìto continue restrizioni.
Secondo le stime dell’Acnur (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati) nei primi nove mesi del 2018 più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo, ovvero 21 persone ogni mille sbarcati. Considerando poi soltanto il primo trimestre 2018, il tasso di mortalità per chi fugge dalla Libia è raddoppiato: un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 traghettati nello stesso periodo del 2017.
 
 

Migrantes Gaeta: preoccupazione sul decreto “Sicurezza e immigrazione”

Gaeta - L’Ufficio Migrantes della diocesi di Gaeta esprime “le proprie preoccupazioni” riguardo al decreto-legge “Sicurezza e immigrazione”, approvato il 24 settembre scorso dal Consiglio dei Ministri. Già a partire dal nome del provvedimento – si legge in una nota - vengono messi insieme i temi ‘sicurezza’ e ‘migrazioni’ come “se le problematiche relative alla sicurezza in Italia (tra le quali criminalità organizzata, corruzione, devastazione dell’ambiente, ecc.) derivino solamente dalla presenza di profughi o immigrati nel nostro paese. Tale visione distorta della realtà e il martellante ripetere di espressioni aggressive e divisorie hanno contribuito all’accrescimento di un atteggiamento di paura, rigetto e xenofobia anche tra i cristiani che, invece, dovrebbero avere come legge il comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo, oltre che un necessario e virtuoso atteggiamento di solidarietà secondo le parole del Vangelo”. Per la Migrantes di Gaeta “rimane importante, in ogni caso, che i cristiani ricordino il monito di Papa Francesco in occasione dell’ultima Giornata Mondiale della pace: accogliere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e i rifugiati. Siamo consapevoli che, in questa fase storica, i mezzi di comunicazione sociale a volte non aiutano a raccontare al meglio il fenomeno delle migrazioni. Per questo crediamo che, insieme alla comprensione delle cause delle migrazioni, sia indispensabile riscoprire la riflessione elaborata dalla Dottrina sociale della Chiesa sui valori della solidarietà e della promozione della pace perché, come ricorda san Giovanni della Croce, ‘alla sera della vita saremo giudicati sull'amore’”.
 

Aosta: il 3 ottobre messa con e per i migranti

Aosta - Il 3 ottobre ricorre il quinto anniversario del naufragio di Lampedusa, quando una imbarcazione usata per il trasporto di migranti è affondata poco distante dalla costa italiana, provocando la morte di 368 persone. Quella tragedia ha portato in primo piano un fenomeno che continua ad interrogarci e ad impegnarci. “Purtroppo dopo quel naufragio il Mar Mediterraneo non ha cessato di diventare luogo di morte per tanti disperati che cercano di attraversarlo”, si legge in una nota della Caritas della diocesi di Aosta che ha promosso una celebrazione eucaristica voluta “espressamente per ricordare le vittime di quel naufragio e dei tanti naufragi che ancora avvengono, per invitarci a sostare per riflettere e per pregare insieme”. La celebrazione si svolgerà alle 18.30 nella Chiesa Collegiata di Sant’Orso.