Primo Piano

Migrantes: oggi a Trento la presentazione del Diritto Asilo

20 Aprile 2023 - Trento - Sarà prsentato oggi all'Università di Trento l'edizione 2022 del rapporto Asilo della Fondazione Migrantes. A prsentarlo Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes, Gianfranco Schiavone di ASGI, don Cristiano Bettega, dell'Area testimonianza e impegno sociale della Diocesi di Trento e Stefano Canestrini, coordinatore del Centro Astalli di Trento. Guardando ai numeri, alla fine dello scorso giugno, nel pieno della crisi umanitaria ucraina, erano poco meno di 296 mila i rifugiati in Italia - cinque persone ogni mille abitanti, mentre alla stessa data in Francia erano 613 mila e in Germania addirittura 2.235.000. Suddiviso in quattro parti, il rapporto indaga il mondo delle migrazioni forzate, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, attraverso le sezioni "Dal mondo con lo sguardo rivolto all'Europa", "Tra l'Europa e l'Italia", "Guardando all'Italia" oltre a un "Approfondimento teologico".

Potrebbero superare quota 50.000 le richieste di asilo degli haitiani in Messico

20 Aprile 2023 - Roma - Joines Exil ha 23 anni e alle sue spalle ha lasciato un Paese devastato da anni di instabilità politica, economica e sociale, oltre che di sanguinose violenze di bande criminali, devastanti terremoti e mortali epidemie: Haiti. Da tempo il giovane si trova a Cittá del Messico, dopo otto anni trascorsi in Cile, da dove è andato via a febbraio perché - spiega alla Reuters - l'inflazione gli ha lasciato meno soldi da mandare a casa. Joines è tra le migliaia di migranti che si riversano in Messico, con l'obiettivo di passare la frontiera con gli Stati Uniti. Le richieste di asilo degli haitiani in Messico sono aumentate quest'anno e potrebbero raggiungere un record di oltre 50.000, ha riferito Andrés Ramírez, responsabile della Commissione per l'assistenza ai rifugiati. Nei primi tre mesi dell'anno, ha aggiunto, 13.631 haitiani hanno presentato domanda per lo status di rifugiato, tenendo presente che nell'intero 2022 le richieste erano state poco più di 17.000. Ramírez ha stimato che «se la tendenza attuale dovesse continuare supererebbe sicuramente il livello raggiunto nel 2021», quando era stato registrato il record di 52.000 istanze. Secondo le testimonianze, molti migranti iniziano anche a contemplare un futuro in Messico piuttosto che negli Stati Uniti, per un inasprimento dei controlli alle frontiere. Nei giorni scorsi i funzionari di Cittá del Messico hanno trasferito circa 400 haitiani da un campo informale sorto in una piazza della capitale a un nuovo centro di accoglienza in periferia, nel quartiere di Tláhuac . Lì si trova Joines e, con lui, ci sono anche Kelly, Mikelange, Cristina. Volti e storie diverse, accomunati dall'incertezza, loro malgrado, della direzione da intraprendere domani.

Vangelo Migrante: III domenica di Pasqua | Vangelo (Lc 24,13-35)

20 Aprile 2023 - Il fatto pasquale è tutta la fede del cristiano, si perpetua per tutta la vita e si alimenta nella celebrazione domenicale. Come per un bambino sono vitali i primi mesi di vita, così per il cristiano lo sono i giorni della Resurrezione. Il Vangelo di questa domenica ci mette sui passi di due personaggi conosciuti come i discepoli di Emmaus. Una vicenda lunga nel racconto e profonda nel messaggio. Nella pagina secondo Luca emerge un aspetto tanto semplice quanto fondamentale: il cammino intrapreso dai due protagonisti. Sono due discepoli, della cerchia degli apostoli, che camminano in direzione opposta e contraria a Gerusalemme. Vanno via stanchi e delusi dopo la morte di Gesù. Anche loro sono tornati a sperimentare che la strada della vita è fatta più di normalità che di eccezionalità e le loro aspettative, con quel profeta “potente in opere e parole”, sono andate deluse. A volte il cammino verso la meta e quello verso la fuga coincidono. Accadde ai discepoli allora. Può accadere anche a noi, oggi. Camminano e parlano ma nei loro discorsi non risuona il nome di Gesù. Si parla di Lui senza parlare con Lui. E la differenza c’è e si nota. Parlano di fatti accaduti ma solo dal loro punto di vista: opinioni, impressioni, emozioni. È solo alla presenza di Gesù che come un forestiero sopraggiunge e affianca il loro cammino, che accantonano le emozioni e si fanno attenti all’ascolto. Non senza aver ricevuto uno strattone: “stolti!”, li apostrofa Gesù, fermando i loro discorsi di pessimismo cosmico e senza uscita! La presenza di Gesù non è solo una bella spiegazione di qualcosa. Egli è presenza viva che accende i cuori: da spenti, li fa ardere e attiva una serie di capacità di comprensione che mettono il cuore in grado di conoscere e riconoscere in quel compagno di viaggio, la presenza di Dio-con-loro. Questo incontro genera una gioia personale e non per sentito dire; diventa esperienza coinvolgente e chiede di essere raccontata anche ad altri. È contagiosa. E come prima cosa, essi invertono la direzione e tornano a Gerusalemme per rendere testimonianza di quello che hanno veduto. Ripartono da dove hanno incontrato il Signore e tornano a Lui per annunciarlo da una centralità che è Lui e non loro né la loro casa. La missione della Chiesa partirà da Gerusalemme e sarà ancorata al fatto Pasquale e non ad opinioni personali; e queste, se ci sono, saranno valide solo se saranno piene della presenza che le ha irradiate! Anche oggi, ascoltare, accogliere e servire un forestiero, mentre siamo in cammino, non è un fatto di opinione ma è una forte luce Pasquale. Che può essere decisiva! (p. Gaetano Saracino)  

Al cuore della verità

19 Aprile 2023 - Roma - Manca poco più di un mese alla celebrazione della 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (21 maggio 2023). Il messaggio di Papa Francesco – Parlare col cuore. «Secondo verità nella carità» (Ef 4,15) – oltre che accompagnare il lavoro di progettazione e preparazione delle diverse iniziative nei territori, diventa istanza per un grande lavorio interiore: chi sono io? In questa opera, che tocca le corde esistenziali, la parola si trasforma in responsabilità alla cordialità, a dare centralità al cuore. Non si possono accogliere e custodire gli altri se prima non si accoglie e si custodisce se stessi. In questa prospettiva, giornalisti e operatori dei media legano la tensione della «verità nella carità» al rispetto dell’etica professionale che spetta a qualsiasi organo informativo. L’esclusività della verità diviene anche esortazione a un vero senso critico nel leggere e notiziare i problemi e i drammi della storia; monito a evidenziare realisticamente gli elementi di positività, a dare un’anima alle notizie, evitando di fermarsi alla superficie della pura descrizione della cronaca. Un bel piano editoriale! (Vincenzo Corrado)

Mons. Savino: Migranti: “perplessità su stato di emergenza e protezione speciale”

19 Aprile 2023 - Salerno - “Ho delle perplessità, come cittadino e come vescovo, quando sento parlare di stato di emergenza e di togliere la protezione speciale. Penso che sia importante il confronto per cercare di trovare le soluzioni alle questioni delle politiche migratorie, mettendo da parte pregiudizi e approcci ideologici”. Lo afferma oggi al Sir mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente Cei, nel giorno in cui al Senato è prevista la votazione sul cosiddetto “decreto Cutro” sui migranti. Mons. Savino parla a margine del 43° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso a Salerno. In assemblea aveva ribadito, poco prima, che “la Chiesa italiana non può  essere come una foglia di fico rispetto a certe politiche inadeguate. Vogliamo attivare processi di cambiamento”. Il riferimento è alle questioni povertà e immigrazione. Mai come in questo momento complesso e complicato, camminando insieme, possiamo raggiungere maggiori risultati per il bene comune”.  “Sono convinto che possiamo far sì che l’immigrazione da problema diventi una risorsa – ribadisce -, soprattutto quando leggo che un maggior numero di immigrati può abbassare il debito pubblico e quando sento che la Confindustria e gli imprenditori, dati alla mano, chiedono maggiori risorse”. Allora, prosegue, “mettiamo da parte pregiudizi e certi slogan. Evitiamo di essere sempre in campagna elettorale per seguire molto spesso atteggiamenti populisti o qualche prurito di pancia. Sapendo però che il tema dell’immigrazione non è di facile soluzione”. Da qui l’appello “alle politiche europee e nazionali. Noi come Chiesa siamo disponibili al confronto anche se finora facciamo fatica ad essere ascoltati. Poi è chiaro che la politica deve fare le proprie scelte. Io valuterò il tutto dalle decisioni che prenderanno”. Nei giorni della tragedia di Cutro mons. Savino era stato sul posto a nome della Cei e anche oggi rinnova il suo invito a “non ragionare per partito preso, per slogan o precomprensioni ideologiche o perché dobbiamo rispondere a certi pseudo-desideri della gente, nel rispetto di chi la pensa diversamente da noi. Penso che in un tavolo serio di confronto su povertà e immigrazione possiamo portare a scelte politiche e istituzionali più rispettose”. Anche perché, citando Aldo Moro, “la democrazia cresce nella misura in cui c’è un rapporto equilibrato tra diritti e doveri” mentre “spesso ho l’impressione che certi diritti vengano quotidianamente alienati”, come ad esempio “il diritto di migrare”. “A scuola abbiamo studiato che i popoli sono l’insieme dell’incrocio di popoli diversi – ricorda -. Il tema non è di facile soluzione, non possiamo certo dire ‘tutti gli immigrati da noi’. Ecco perché l’Europa se c’è deve battere un colpo su queste questioni. Sono convinto che la grande opportunità democratica consiste nel fare dei fratelli immigrati una risorsa più che un problema. Sulla questione dell’immigrazione ci giochiamo sia una civiltà dell’amore sia una democrazia più matura”.

Eurostat: Germania e Polonia i Paesi che hanno accolto più rifugiati dall’Ucraina

19 Aprile 2023 - Roma - Al 28 febbraio 2023, dice l'ufficio europeo di statistica Eurostat, il numero totale di ucraini beneficiari di protezione temporanea nei paesi dell'Ue era più alto in Germania (1.000.530) e Polonia (989.080). Il flusso dalla terra invasa dalla Russia continua: a febbraio, è ancora la Germania ad aver concesso il maggior numero riconoscimenti di protezione temporanea (25.125); di questi, 7.725 erano minori di 18 anni (cioè il 31%); il secondo Paese per numeri di protezione concesse è stata ancora la Polonia (24.905 concesse, di cui 6.070, cioè il 24% a minori), dalla Repubblica Ceca (9.775) e dalla Romania (7.920). C'è stata però una diminuzione di richieste in questi Paesi: Polonia, -3 540 rispetto a gennaio 2023, Germania -3 080, Repubblica Ceca -2.630 e Romania -1.035. Per contro ci sono stati incrementi, seppur lievi in Irlanda (+540) e Finlandia (+520). In termini di proporzione rispetto alla popolazione di ciascun Stato membro dell'Ue, il rapporto più alto di cittadini accolti per mille persone (sempre relativamente a febbraio 2023) è stato registrato a Cipro (1,1) e nella Repubblica Ceca (0,9). Quanto all'Italia, a febbraio sono state 440 le nuove protezioni rilasciate; a gennaio erano state 915, 2.915 a dicembre 2022. In totale, in Italia, sono state 148.060 le persone scappate dall'Ucraina a cui è stata riconosciuta la protezione temporanea.

Consiglio d’Europa: presentati esperienze e “strumenti pratici per aiutare i giovani migranti e rifugiati nella transizione verso l’età adulta”

19 Aprile 2023 - Strasburgo -  Il Consiglio d'Europa ha lanciato una serie di strumenti pratici "volti ad aiutare i giovani migranti e rifugiati nella loro transizione verso l'età adulta", con il sostegno della Presidenza islandese del Comitato dei ministri e la partecipazione del ministro islandese dell'istruzione e bambini, Ásmundur Einar Daðason. Durante un evento di lancio internazionale presso il Centro giovanile europeo, intitolato "Turning 18 with Confidence: Supporting Migrant and Refugee Children in transition to Adulthood" - riferisce il Sir -  il ministro Daðason ha sottolineato che, sebbene "normalmente definiamo l'infanzia fino all'età di 18 anni, è della massima importanza che noi, come governi, continuiamo il nostro sostegno oltre quell'età, rafforzando i nostri sistemi nella cooperazione con i giovani stessi. Non c'è transizione magica che avviene al 18° compleanno di una persona, i giovani sono ancora le stesse persone del giorno prima. Pertanto, dobbiamo assicurarci che la sensibilità a questo fatto sia parte integrante del modo in cui i governi pensano, agiscono e stabiliscono le priorità". La rappresentante speciale del Segretario generale per la migrazione e i rifugiati, Leyla Kayacik, ha riconosciuto la resilienza dei giovani e ha ribadito l'impegno del Consiglio d'Europa a sostenerli nella loro transizione verso l'età adulta. "Il loro benessere e il successo dell'inclusione sono fondamentali per la coesione delle società ospitanti e meritano un'attenzione speciale", ha affermato. Il lancio - spiega un comunicato emesso a Strasburgo - ha "riunito più di un centinaio di partecipanti, che hanno scambiato esperienze, tratto ispirazione da buone pratiche e strumenti e migliorato le loro conoscenze e capacità per aiutare i bambini migranti e rifugiati nel loro percorso verso l'età adulta".  

Abolizione “Protezione Speciale”: le critiche del mondo cattolico

19 Aprile 2023 - Roma - Di fronte agli ultimi provvedimenti in tema di immigrazione la Comunità di Sant'Egidio e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia esprimono tutta la loro preoccupazione e lanciano un appello al Governo e al Parlamento. "Occorre riconsiderare - scrivono in una nota - gli effetti che avrebbe una restrizione della cosiddetta 'protezione speciale' che non è un provvedimento esclusivamente italiano". E spiegano che "gravi conseguenze si avrebbero prima di tutto sulle persone che lo richiedono. Non potrebbero infatti essere più protette se a rischio di trattamenti disumani nei loro Paesi di origine". Aggiungendo che "si tratta di un appello che si basa sull'esperienza concreta di integrazione realizzata dal 2016 attraverso i 'Corridoi umanitari': un'esperienza fondata sulla legalità, che ha avuto importanti riconoscimenti istituzionali, e che viene portata ad esempio da tutte le forze politiche, di maggioranza come di opposizione". Le Acli, in una nota a margine del sit-in organizzato dal Tavolo asilo e immigrazione, osservano che "il decreto Cutro è anacronistico e ingiusto perché cerca di porre un freno al fenomeno dell'immigrazione in maniera del tutto irrazionale, costringendo degli esseri umani che fuggono da situazioni disperate a entrare dentro l'anonimato dell'irregolarità, senza alcuna prospettiva di integrazione e di riscatto". La nota conclude che "l'immigrazione non è un'emergenza, è un fenomeno che va gestito, soprattutto in un Paese come il nostro dove ormai non si fanno più figli e dove le pensioni sono sorrette anche dal lavoro dei migranti".

Convegno Caritas: oggi l’intervento di mons. Felicolo

19 Aprile 2023 - Salerno - “Costruire insieme il futuro”: è questo il tema dell’intervento affidato oggi a mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, all’interno  di una apposita assemblea tematica del convegno nazionale delle Caritas diocesane italiane in corso a Salerno sul tema “Agli incroci delle Strade” e che ieri ha approfondito il tema delle periferie. Al convegno partecipano oltre 600 delegati, rappresentanti delle 218 Caritas diocesane di tutta Italia, che si stanno confrontando, fino a domani, lungo le "tre vie" consegnate alle Caritas da papa Francesco nell’udienza del 26 giugno 2021, in occasione del 50° dell'istituzione di Caritas Italiana (1 luglio 1971). Questo 43° Convegno nazionale si colloca in un momento particolare per la società e la Chiesa italiana, con la drammatica guerra in Ucraina, alle porte dell’Europa, che dura da più di un anno e per la quale non si vedono prospettive di soluzione a breve, la recente sciagura di Cutro (KR) che ci riporta alla tragica quotidianità delle persone in fuga da guerra e povertà, e le tante crisi in atto, a partire da quella economica, ambientale e demografica, spiegano alla Caritas Italiana. (R.Iaria)

Viminale: 34.327 le persone migranti sbarcate sulle nostre coste dall’inizio dell’anno

18 Aprile 2023 -
Roma - Sono 34.327 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 5.697 sono di nazionalità ivoriana (17%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (4.323, 12%), Pakistan (3.818, 11%), Egitto (3.499, 10%), Tunisia (2.778, 8%), Bangladesh (2.633, 8%), Siria (1.727, 5%), Camerun (1.612, 5%), Mali (1.070, 3%), Burkina Faso (992, 3%) a cui si aggiungono 6.184 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  3.626 i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è stato fornito dal Ministero degli Interni.

Il Tavolo Asilo oggi in piazza per invertire la rotta

18 Aprile 2023 - Roma - "Invertire la rotta" sul tema dell'accoglienza dei migranti. Il Tavolo Asilo e Immigrazione, insieme a decine di altre organizzazioni e reti impegnate nella promozione dei diritti di rifugiati e migranti, oggi scende in piazza a Roma per «esprimere ancora una volta il proprio dissenso sul disegno di legge di conversione del Decreto Cutro, che ripropone formule vecchie che già in passato hanno mostrato di non risolvere alcun problema, ma anzi di produrre ulteriori ingiustizie e difficoltà». Anche la dichiarazione dello stato di emergenza sull'immigrazione da parte del governo, sottolineano, «non fa che alimentare un dibattito lontano anni luce dalla realtà ». Dal 2014 al 2017 - ricorda una nota - sono sbarcate 623 mila persone, sono state presentate 400 mila domande d'asilo e sono state registrate nel sistema d'accoglienza 528 mila presenze (molte delle quali durate più di un anno). Negli stessi anni siamo arrivati ad ospitare più di 190 mila persone senza che sia stata dichiarata alcuna emergenza. «Continuare ad usare l'immigrazione come argomento di campagne mediatiche volte a raccogliere facile consenso indicando sempre gli stessi capri espiatori, non solo non è nell'interesse del Paese, ma rischia di generare ulteriori problemi per la pubblica amministrazione e per i territori coinvolti, oltre che per le persone». Oggi, alle 14, le organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione convergeranno in Piazza Santa Maria di Loreto, a Roma, alla manifestazione promossa insieme ad associazioni di tutta Italia. Sono previste mobilitazioni anche a Crotone, Viterbo, Avellino, Brindisi, Lecce e Palermo.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 34.124 persone migranti sulle nostre coste

17 Aprile 2023 -
Roma - Sono 34.124 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 5.568 sono di nazionalità ivoriana (16%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (4.208, 12%), Pakistan (3.412, 10%), Tunisia (2.764, 8%), Egitto (2.690, 8%), Bangladesh (2.339, 7%), Camerun (1.590, 5%), Siria (1.331, 4%), Mali (1.053, 3%), Burkina Faso (966, 3%) a cui si aggiungono 8.203 persone (24%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 3.358 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato ad oggi dal ministero degli Interni. considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Associazioni in piazza contro il decreto Cutro

17 Aprile 2023 - Roma - Il mondo del terzo settore scende in piazza contro la conversione in legge del “decreto Cutro”. Domani, martedì 18 aprile 2023, in concomitanza con il passaggio in aula del Ddl 591/2023,  il Tavolo Asilo e Immigrazione, insieme a decine di altre organizzazioni e reti impegnate nella promozione dei diritti di rifugiati e migranti  convoca una conferenza stampa alle 12 presso l’Hotel delle Nazioni per proporre le alternative agli interventi del governo e della maggioranza. Subito dopo la conferenza stampa, alle 14, le organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione convergeranno in Piazza Santa Maria di Loreto, vicino Piazza Venezia, a Roma, alla manifestazione promossa insieme ad associazioni di tutta Italia, per esprimere "dissenso e dare voce alle persone che hanno subito e subiscono le conseguenze degli interventi sbagliati e inaccettabili del governo". Oltre alla manifestazione di Roma sono previste mobilitazioni anche a Crotone, Viterbo, Avellino, Brindisi, Lecce e Palermo.  

Festa dei Popoli ad Aversa: parte il programma degli appuntamenti finali

17 Aprile 2023 - Aversa - Partono ufficialmente venerdì 28 aprile gli appuntamenti finali di “Festa dei Popoli Aversa”, l’iniziativa della diocesi di Aversa giunta quest’anno alla dodicesima edizione. Ad aprire il programma sarà la “Passeggiata dei Popoli:  Fratelli in cammino per la pace”, che partirà alle ore 10 dall’Arco dell’ Annunziata con arrivo in Piazza Municipio ad Aversa. L’evento costituisce uno dei laboratori ideati dal Percorso Scuola di Festa dei Popoli e vedrà coinvolte diverse scuole del territorio di ogni ordine e grado, dall'infanzia fino alla secondaria di secondo grado. “La Passeggiata dei Popoli è aperta a tutto il mondo della scuola: alunni, dirigenti, docenti e genitori”, comunicano Lina Ingannato e Mariolina Ferraro, referenti del Percorso Scuola dell’iniziativa diocesana che, da anni e con successo, punta sensibilizzare sui temi dell’accoglienza, dell’integrazione, del confronto interreligioso e del dialogo interculturale. “Nel corso della manifestazione, gli studenti vivranno un momento particolarmente intenso chiamato ‘Scambiamoci la Pace, emozioni condivise’, che consisterà nello scambio di pensieri di pace scritti a scuola dagli alunni e portati alla Passeggiata”.

Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale”: a Grado l’edizione 2023

17 Aprile 2023 - Roma - Si svolgerà a Grado dal 28 al 31 agosto la Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale” promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal SIMI (Scalabrini International Migration Institute) e dalla Fondazione Migrantes. L’iniziativa vuole caratterizzarsi per una sorta di riposizionamento di prospettiva, collocando l'analisi dei processi di mobilità umana all'interno di una riflessione più ampia, che rinvia appunto alla questione della giustizia globale, letta in tutte le sue implicazioni: economiche, politiche, sociali, culturali, etiche e pastorali. L’edizione 2023 della Scuola analizzerà tali intrecci focalizzandosi sul rapporto tra conflitti e mobilità forzata; sui confini - quelli fisici, fatti dai muri di cemento e di filo spinato che si stanno moltiplicando perfino all'interno del continente europeo, e quelli invisibili, eretti attraverso la distinzione tra chi ha e chi non ha diritto a essere accolto e protetto -; sulle pratiche di accoglienza e sui bisogni di cura delle vittime delle guerre e degli esodi forzati.

Senza la comunità è difficile trovare Gesù

17 Aprile 2023 -
Città del Vaticano - “Illazioni offensive e infondate”. Non usa mezzi termini Papa Francesco per difendere la memoria del suo predecessore san Giovanni Paolo II. Il riferimento è alle parole pronunciate a proposito della vicenda di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa quaranta anni fa. Ma anche in Polonia vi è stata una campagna mediatica contro Papa Wojtyla. Applaudito dai ventimila presenti in piazza san Pietro Papa Francesco al Regina caeli dice: “certo di interpretare i sentimenti dei fedeli di tutto il mondo, rivolgo un pensiero grato alla memoria di san Giovanni Paolo II, in questi giorni oggetto di illazioni offensive e infondate”. Domenica in albis, per ricordare che nel passato i neobattezzati deponevano la veste bianca ricevuta la notte di Pasqua e indossata per una settimana, per iniziare “la loro nuova vita in Cristo e nella chiesa”. Domenica della Divina misericordia, per volere di san Giovanni Paolo II, che aveva beatificato e canonizzato suor Faustina Kowalska, la religiosa di cui, da arcivescovo di Cracovia, aveva aperto il processo diocesano di beatificazione. La memoria ci ricorda anche che il Papa “venuto di un paese lontano” era passato “di vita in vita” proprio nei primi vespri della Divina Misericordia, il 2 aprile 2005. Domenica nella quale Giovanni, nel suo Vangelo, ci racconta la paura dei discepoli che non hanno creduto a Maria di Magdala, la quale aveva detto loro di aver visto il Signore. Le porte chiuse in quel primo giorno della settimana, memoria della Pasqua, quando Gesù entra per stare in mezzo ai suoi ancora impauriti e increduli: “pace a voi”. Otto giorni dopo i discepoli sono di nuovo nel cenacolo. C’è anche Tommaso il discepolo che non era presente la prima volta. Il Vangelo non dice nulla sull’assenza, ma è l’occasione di una nuova venuta del Signore, in risposta, possiamo dire, ai dubbi di Tommaso che vuole “toccare con mano” per vedere e per credere. Il suo dubbio è diventato proverbiale, e, in qualche modo, rappresenta anche il nostro dubbio, la nostra fatica e la nostra incredulità: “dopo una grande delusione è difficile credere”, dice il Papa al Regina caeli. Per Francesco, Tommaso mostra di avere coraggio: “mentre gli altri sono chiusi nel cenacolo per paura, lui esce, con il rischio che qualcuno possa riconoscerlo, denunciarlo e arrestarlo”. Perde l’occasione di vedere il Signore e può recuperarla “solo tornando con gli altri, tornando lì, in quella famiglia che ha lasciato spaventata e triste”. Otto giorni dopo, dunque, Gesù torna dai suoi e non rimprovera il suo discepolo, ma gli dice di mettere il dito, di vedere le mani, di toccare il fianco; insomma, gli dice di non essere incredulo, ma credente. Tommaso vorrebbe un segno straordinario, ovvero toccare le piaghe. E Gesù “gliele mostra, ma in modo ordinario, venendo davanti a tutti, nella comunità, non fuori”. Per Francesco il messaggio è chiaro: se vuoi incontrare il Signore “non cercare lontano, resta nella comunità, con gli altri; e non andare via, prega con loro, spezza con loro il pane”. Lo dice anche a noi: è in comunità “che potrai trovarmi, è lì che ti mostrerò, impressi nel mio corpo, i segni delle piaghe: i segni dell’amore che vince l’odio, del perdono che disarma la vendetta, i segni della vita che sconfigge la morte. È lì, nella comunità, che scoprirai il mio volto, mentre con i fratelli condividi momenti di dubbio e di paura, stringendoti ancora più fortemente a loro. Senza la comunità è difficile trovare Gesù”. Il Papa afferma ancora che dobbiamo cercare il Risorto nelle nostre comunità, nella chiesa “accettando la sfida di restarci, anche se non è perfetta. Nonostante tutti i suoi limiti e le sue cadute, che sono i nostri limiti e le nostre cadute”. Dio accoglie tutti, nella sua misericordia. E noi siamo disposti “a aprire le braccia a chi è ferito dalla vita”. Domenica nella quale Francesco fa gli auguri alla chiesa ortodossa che festeggia la Pasqua, e ha un pensiero per i russi e gli ucraini. Ma “in stridente contrasto con il messaggio pasquale” le guerre “continuano a seminare morte in forme raccapriccianti”. La preghiera del Papa è per le vittime dei conflitti, “perché il mondo non viva più lo sgomento della morte per mano umana, ma lo stupore della vita” che viene da Dio. (Fabio Zavattaro- SIR)

Migrantes Rimini: ieri il pellegrinaggio di migranti e fedeli della diocesi a Loreto

17 Aprile 2023 - Rimini – L’Ufficio Migrantes della diocesi di Rimini ha promosso ieri un pellegrinaggio diocesano a Loreto. A parteciparvi migranti e fedeli dell'intera diocesi. E’ la prima volta che avviene, ci dice don Mathieu Malick Faye, direttore diocesano Migrantes che ha guidato il gruppo. Tema del pellegrinaggio "Gesù in persona si accosta e cammina con loro” tratto dal Vangelo di Luca:  un “pellegrinaggio sinodale della Pace. Abbiamo provato a camminare insieme e chiedere a Dio la pace per i popoli in guerra tra Ucraina e Russia e tra Congo e Ruanda e  per la pace in ogni parte del mondo.  “Stiamo vivendo la Pasqua e siamo persone di diverse nazionalità e provenienza della diocesi di Rimini. Ci siamo presentati per conoscerci, per camminare insieme, per viaggiare insieme, per fare un pellegrinaggio insieme”, ha detto don Mathieu Malick Faye. Quando il direttore Migrantes di Rimini ha pensato al pellegrinaggio si è fatto la domanda: “perché solo un pellegrinaggio tra migranti mentre parliamo di sinodo?”. Ecco allora l’invito a tutti “perché rappresentiamo la comunità diocesana di Rimini”. “Il nostro pellegrinaggio è come l’esperienza dei discepoli di Emmaus che non vogliono tornare a casa a mani vuote". Da qui l'invito a conoscersi meglio e ha promuovere incontri tra persone di nazionalità diverse. (Raffaele Iaria)

Quando Transiti (fuori) da casa: dietro le quinte di “Italiani a Barcellona. Parliamo di Benessere”

17 Aprile 2023 - Barcellona - La ricerca del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) del 2021 sulla salute psicologica degli italiani all’estero aveva messo in luce una serie di problematiche psicologiche strutturali e correlate alle difficoltà di chi vive un’esperienza d’espatrio, in particolare dopo l’evento pandemico. Nel corso del 2022 abbiamo iniziato una serie di riflessioni che, per noi di “Transiti” che siamo specializzati e specializzate nel campo della psicoterapia e della consulenza online, sono in parte inedite. L’idea di Transiti è quella di dedicare energie a progetti a sostegno della salute e del benessere dei nostri connazionali all’estero e di promuovere lo sviluppo di analisi e osservazioni puntuali sulla condizione reale di chi vive l’esperienza. Stiamo inoltre lavorando, in connessione con questa riflessione, ad una guida psicologica per l’espatrio in uscita entro l’estate 2023. La guida, che nasce dalla ricerca e dall’interlocuzione con molti osservatori privilegiati, sarà un primo strumento di prevenzione e orientamento alla portata di tutti e tutte.  Si tratta di un percorso compiuto a partire da un’osservazione accurata del benessere psicologico degli italiani e delle italiane all’estero che non può prescindere dallo sguardo attento alle comunità e alle singole persone che ne fanno parte. E’ questo il terreno nel quale germoglia il progetto “Italiani a Barcellona. Parliamo di Benessere”.  Il nostro primo passo “dal vivo”, in rete con partner autorevoli, verso una direzione precisa: per promuovere la consapevolezza, la serenità e l’equilibrio di connazionali in espatrio. Perché Barcellona? Quella degli italiani a Barcellona è la prima comunità straniera della città e una delle più “giovani”. E’ una comunità dinamica, disomogenea e in continua evoluzione. I numeri sono grandi: nella regione catalana si contano 120.000 iscritti all’AIRE che rappresentano circa il 50% dei cittadini italiani/e che vivono nell’area di Barcellona. La stima complessiva è di circa 250.000 connazionali di cui l’80% è emigrato negli ultimi 10 anni. Sono numeri costantemente trainati dagli enormi flussi turistici, dalla “facilità” di raggiungimento e dal fascino della meta. Si tratta di italiane e italiani che si sono spostati spesso senza un progetto di vita di medio o lungo periodo, che pertanto vivono Barcellona come una meta transitoria, un passaggio della vita. Gli italiani e le italiane trasferitisi a Barcellona (prevalentemente giovani, molti single o appartenenti a giovani famiglie) sono una comunità che non si sente tale, perché vive individualmente la città: pur sperimentando spesso le stesse complessità, faticano a trovare una rete. C’è una versione “short”, della migrazione, che ne racconta la bellezza e le opportunità. Poi c’è il “pacchetto completo” che potrebbe includere un lato B: senso di fatica, disorientamento e solitudine nell’affrontare la vita quotidiana. Ne abbiamo parlato con RadioTre, quando la Presidente di Transiti Anna Pisterzi ha partecipato a due puntate di Expat, La Resa dei conti e Anna Risponde. Lo spunto per la riflessione veniva proprio dalla storia di una giovane che viveva a Barcellona. “Italiani a Barcellona. Parliamo di Benessere” si pone come primo, grande obiettivo, quello di aiutare le persone anche a tenere insieme queste due narrazioni, a mettere insieme la bellezza e l’opportunità con le sfide e i rischi cui inevitabilmente espone la scelta di migrare, nelle diverse fasi di vita. Un’osservazione puntuale realizzata dalle associazioni di Italiani a Barcellona mette in luce problemi e difficoltà specifiche nelle diverse fasi di vita per i giovani, le famiglie, lavoratori e lavoratrici. Criticità che affronteremo direttamente con le persone negli eventi dedicati. Ci piace l’idea di una prospettiva temporale di ampio respiro, per progetti ambiziosi come questo, che miri a instaurare con le persone che incontreremo, con il territorio e la rete delle organizzazioni che si stanno impegnando con noi, un rapporto di reciprocità di lungo corso.  Torneremo a casa, dopo essere “Transitati” per Barcellona, pronte per i passi successivi, pronti per riflessioni inedite e collettive. (Daniela Rosas – www.transiti.net)  

Giovanni Paolo II: Presidenza CEI, “ci uniamo al pensiero grato di Papa Francesco”

17 Aprile 2023 -

Roma - La Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, si unisce al “pensiero grato alla memoria di San Giovanni Paolo II, in questi giorni oggetto di illazioni offensive e infondate”, rivolto ieri da papa Francesco dopo la recita del “Regina Caeli”. "Non ci possono essere mezzi termini, infatti - sottolineano i presuli italiani -  per definire i recenti attacchi verso San Giovanni Paolo II". Nella Domenica della Divina Misericordia, istituita nel 2000 da Wojtyla, la Cei ricorda le parole di Giovanni Paolo II pronunciate il 30 aprile 2000: “Il messaggio della divina misericordia è così, implicitamente, anche un messaggio sul valore di ogni uomo. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio, per ciascuno Cristo ha dato la sua vita, a tutti il Padre fa dono del suo Spirito e offre l’accesso alla sua intimità”. (R.I.)

 

Mons. Perego: “ci sia una maggiore attenzione a quanti hanno diritto ad una forma di protezione”

16 Aprile 2023 - Roma - "Ci sia una maggiore attenzione a quanti hanno diritto ad una forma di protezione". Lo chiede mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei e della Fondazione Migrantes in una intervista all'AdnKronos. Il presule  guarda con preoccupazione alle conseguenze che ci sarebbero nel caso venissero cancellati i permessi speciali nel decreto Cutro: "le stesse vittime di tratta ne sarebbero completamente escluse". Il permesso speciale - spiega mons. Perego - era nato in sostituzione anzitutto del permesso umanitario per andare incontro ad una serie di situazioni che non rientrano nella protezione internazionale dell'asilo e nella protezione sussidiaria ma che hanno diritti in ordine alla tutela delle persone".