Primo Piano

Card. Zuppi: i cattolici “non possono non essere accoglienti”

27 Aprile 2023 - Roma – “È vero. Siamo di fronte a una situazione epocale. Il Mediterraneo è per sua natura un luogo di immigrazione. Ora è epocale anche perché l’Europa – e quindi l’Italia – si ritrova a essere vecchia, non siamo mai stati così anziani come adesso. Dopo una continua crescita, ora siamo in declino. C’è una pressione che mette alla prova l’accoglienza”. Lo dice il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista realizzata da Chiara Genisio per il mensile Vita pastorale. Per il porporato i cattolici “non possono non essere accoglienti, avendo un riferimento importante nella nostra carta costituzionale, che sono le opere di misericordia, l’identificazione del Signore nei forestieri, nei viandanti, nell’uomo sofferente. L’accoglienza – spiega - non è materia facoltativa, richiede a tutti di impegnarsi e di fare qualche cosa. A cominciare dalla cultura. Per capire di chi stiamo parlando, perché la capacità di accoglienza è anche la conoscenza, su questo la Chiesa e i cristiani devono avere una profonda capacità di spiegare le storie, le caratteristiche, l’umanità dell’altro, perché non ci siano indifferenza, ignoranza o pregiudizio". (R.Iaria)

Berlino: il 3 maggio la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

27 Aprile 2023 - Roma - Sarà presentato il prossimo il 3 maggio all’Istituto di Cultura di Berlino l’edizione 2022 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes che quest’anno è dedicato alla rappresentanza degli italiani residenti all'estero. Alla presentazione interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto italiani nel mondo, Edith Pichler e Maria Carolina Foi moderati da Anna Bertoglio.

Cei: parte la campagna 8×1000

27 Aprile 2023 - Roma - “Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farne migliaia”. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo di un semplice gesto che permette ogni anno la realizzazione di migliaia di progetti in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. La campagna, on air dal 2 maggio, mette inoltre in luce la relazione forte e significativa tra la vita quotidiana dei cittadini e le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”: piccoli o grandi gesti di altruismo che capita di fare nella vita e che non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie. Ecco, quindi, che attraverso una semplice firma, quella per l’8xmille, è possibile moltiplicare la sensazione di benessere che si prova quando si fa un gesto d’amore. Come fa la Chiesa ogni giorno con i suoi interventi arrivando capillarmente sul territorio a sostenere e aiutare chi ne ha più bisogno: poveri, senzatetto, immigrati, ma anche italiani che attraversano momenti di difficoltà. “Grazie all’8xmille – spiega Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI - consentiamo a una fascia importante di operatori di aiutare chi è in difficoltà e di attivare nuovi servizi. È un bene anche per chi lo compie. E non dimentichiamo che il welfare in Italia è determinato anche da questa rete comunitaria e solidale. L’8xmille è stato il primo strumento di democrazia fiscale che consente al cittadino di decidere la destinazione di parte del proprio reddito destinata all’erario”. “L’obiettivo della campagna 2023 – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è far comprendere il valore di un gesto molto semplice come una firma, abbinandolo a momenti della vita di tutti i giorni. Gli spot ruotano intorno al concetto del ‘sentirsi bene’ prendendosi cura del prossimo grazie ad un’opzione, nella propria dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma è protagonista di un cambiamento ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. In ogni iniziativa le risorse economiche sono messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari che, con le nostre firme, sono il vero motore dei progetti realizzati”. Nella campagna 2023 la Chiesa si racconta attraverso otto storie di speranza e di coraggio. Gli spot mettono in luce il valore della gratuità e gli sforzi di una Chiesa in uscita, che si prende costantemente cura dei più deboli, donando opportunità e fiducia, intervenendo con discrezione e rispetto, operando con creatività e positività. Dalla Casa della Carità che a Seregno, offre ospitalità ai più fragili senza fissa dimora, alla mensa delle Parrocchie solidali di Brindisi, una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. Dalla Casa Santa Elisabetta, un condominio solidale nel cuore di Verona per donne sole con minori ad Opera Seme Farm, una filiera etica che, nel Salento, promuove i prodotti del territorio generando valore ed occupazione, passando per il Centro di ascolto diocesano di Albano, un luogo accogliente e familiare per chi ha bisogno di assistenza alimentare e non solo. Farsi prossimo con l’accoglienza ed il primo soccorso è la mission del progetto Un popolo per tutti che, a Roccella Jonica, rappresenta un approdo sicuro per i migranti in fuga e in cerca di un futuro migliore. Grazie alle firme, ogni anno, vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori dimenticati. Come ad Ancona dove la chiesa di Santa Maria della Piazza, gioiello romanico, è sottoposta ad un intervento di restauro conservativo per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future. Dopo gli anni difficili della pandemia la campagna, quest’anno, vola all’estero per documentare come a Tosamaganga, in Tanzania, con il supporto delle firme la speranza sia giunta in aula e in corsia. Qui i medici del Cuamm, la prima organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane, sono presenti da oltre 50 anni e si prendono cura delle persone più vulnerabili, soprattutto delle mamme e dei bambini, fin dai primi attimi di vita. Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nell’area Mappa 8xmille sono geolocalizzati e documentati migliaia di interventi già realizzati, in Italia e nel mondo. Una geografia di opere in aggiornamento, nel segno della rendicontazione e della trasparenza verso chi ha generato con la firma opere di fraternità secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. La Chiesa cattolica ogni anno si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e contribuenti per rinnovare la firma che si concretizza in risorse per la realizzazione di opere dove tanti, ogni giorno, trovano porte aperte e speranza restituita. Per informazioni e aggiornamenti: https://www.8xmille.it/ https://www.facebook.com/8xmille.it https://twitter.com/8xmilleit https://www.youtube.com/8xmille https://www.instagram.com/8xmilleit/

Mci Ungheria: attesa visita Papa Francesco

27 Aprile 2023 - Roma - “Krisztus a jővőnk!” Cristo é il nostro futuro. Questo é il motto della visita che sua Santitá papa Francesco si appresta a compiere alla nazione dell’Ungheria da domani, 28 al 30 aprile. Ovviamente questa visita tocca anche tutte le comunità internazionali presenti nel territorio, quindi anche la nostra comunità italiana. É difficile dare un numero preciso di quelli che sono gli italiani in terra magiara. Le fonti ufficiali parlano di circa seimila presenze, collocate soprattutto nei dintorni della capitale, Budapest. Molte sono le realtá familiari miste, vale dire formate da un coniuge ungherese ed uno italiano. Per questo possiamo dire di sentirci molto inseriti nella realtá sociale ungherese e quindi profondamente coinvolti anche nell’accoglienza del romano pontefice. Ad essere del tutto sinceri la visita del Papa ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori. C’é stato pochissimo tempo a disposizione per organizzare questi giorni. Papa Francesco alla messa di conclusione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale aveva promesso ai fedeli ungheresi che sarebbe tornato al piú presto a visitarli. Di sicuro da parte della popolazione ungherese c’é molta attesa e curiositá, anche a motivo del messaggio di pace di cui sempre si fa portatore Papa Francesco, e che ora é particolarmente attuale a causa della guerra nella vicina Ucraina. Questo é quindi lo spirito che guida questa visita apostolica. Le possibilitá di incontrare papa Francesco a dire il vero sono abbastanza limitate. Ovviamente anche la comunitá italiana ha la possibilitá di partecipare agli eventi maggiori. I nostri giovani, tramite gli istituti scolastici si sono iscritti per incontrare il Papa nella giornata di sabato in uno degli impianti sportivi della capitale. Domenica mattina invece cercheremo di partecipare in gruppo alla celebrazione dell’Eucaristia. Siamo tutti emozionati per l’arrivo di Sua Santitá a Budapest e ci uniamo alla preghiera di tutta la Chiesa, perché tutto possa svolgersi nella piú profonda serenitá e sincera letizia. (fra. Marco Faccioli - Delegato Mci Ungheria)

Vangelo Migrante: IV domenica di Pasqua | Vangelo (Gv 10,1-10)

27 Aprile 2023 - Ancora oggi, le grandi religioni monoteiste non osano raffigurare la divinità. I primi cristiani, nelle catacombe di Roma, rompono questo schema e cominciano a dipingere le pareti di quelle grotte. L’immagine più antica di Gesù che l’archeologia ha individuato è proprio quella di un soggetto giovane con una pecora attorno al collo: Gesù Pastore. Si trova nelle Catacombe della Basilica di san Clemente al Laterano. Dalla pagina di Vangelo proclamata, la IV domenica di Pasqua è detta proprio del Buon Pastore. In un crescendo, con il mistero fondamentale della Resurrezione di Gesù ha inizio la nostra fede e con la Misericordia essa si esprime; quindi, con la speranza ardente dei discepoli di Emmaus prende le vie del mondo e nel Buon Pastore diventa via, verità e vita. Gesù è tutto questo. Anzi, questo è il motivo della Sua venuta: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Non è qui per quel minimo senza il quale la vita non è vita ma per una vita esuberante, magnifica, eccessiva, quella che rompe gli argini e infonde libertà e coraggio. Gesù non è venuto a portare una teoria o un sistema di pensiero ma La Vita in risposta all’anelito più grande, e problematico, che tutti ci portiamo dentro. Nell’immagine che Gesù offre di se stesso, ci colpiscono due caratteristiche: conosce le pecore una per una (mi disse una volta un pastore di Norcia che è possibile) e le porta fuori dal recinto, luogo che dà sicurezza ma che toglie anche la libertà. È una migrazione vera e propria che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non è verso schemi più convenienti o opportunismi ma verso spazi aperti. Gesù avvia per tutti e per ciascuno un processo di liberazione interminabile. Per due volte ripete: “io sono la porta”, il vero confine, la soglia sempre spalancata, che nessuno richiuderà più, quella più forte di tutte le prigioni: “entrerà e uscirà e troverà...”. Egli cammina davanti alle pecore. Non abbiamo un pastore di retroguardie, ma una guida che apre cammini e inventa strade. Non un pastore che grida o minaccia per farsi seguire, ma uno che precede e convince, con il suo andare sicuro, davanti a tutti, prendendo in faccia il sole e il vento, pastore di futuro che ci assicura: tu, con me appartieni ad un sistema aperto e creativo, non ad un vecchio recinto finito, bloccato, dove soltanto obbedire. Vivere è appartenere al futuro. Il buon Pastore lo tiene aperto! (p. Gaetano Saracino)  

Migrantes Padova: pellegrinaggio mariano domenica 14 maggio al santuario di Monteortone

27 Aprile 2023 - Padova - Sarà Maria ad accompagnare i passi delle undici comunità etniche cattoliche presenti in Diocesi di Padova, che cammineranno al fianco dei gruppi e realtà di animazione missionaria provenienti dalle varie parrocchie e vicariati. L'appuntamento - dal titolo, "In cammino con Maria" - sarà domenica 14 maggio alle 14.30 presso il santuario di Monteortone, da dove, dopo un momento di preghiera iniziale, prenderà avvio il pellegrinaggio che, dopo un percorso di circa tre chilometri, porterà alla Sma (Società missioni africane) di Feriole. A organizzare questo appuntamento sono l'ufficio diocesano di Pastorale dei migranti-Migrantes, realtà che si occupa di seguire nell'annuncio, nelle celebrazioni e nella vita comunitaria i fedeli che fanno parte delle comunità etniche cattoliche, e il Centro missionario diocesano. Per la prima volta le due realtà uniscono le loro forze per questa iniziativa, «una felice collaborazione, piuttosto significativa - sottolinea don Gianromano Gnesotto, direttore di Migrantes - in quanto ci dice di una Chiesa missionaria in uscita, attenta alle tante forme di evangelizzazione e allo stesso tempo, che accoglie persone provenienti da altri paesi. È la cosiddetta missione che viene a noi attraverso i migranti, portandoci l'entusiasmo e la ricchezza delle loro tradizioni: è una Chiesa che dona e riceve allo stesso tempo». Nel pomeriggio, scandito da una "marcia orante", sarà recitato il Rosario con i misteri gloriosi. All'inizio di ogni decina dell'Ave Maria - che sarà proclamata la prima metà nella lingua di ciascuna comunità, la seconda parte in italiano - ci saranno delle intenzioni particolari: si pregherà per la Chiesa di Padova nel suo cammino sinodale; per i Paesi di provenienza delle etnie presenti; infine un ringraziamento per ciò che di buono il Signore ci dona. Non è casuale il fatto che il primo mistero proclamato, dove si annuncia la resurrezione, sarà affidato alla comunità ucraina «che attende una luce di speranza, una rinascita» afferma don Gnesotto. In due delle cinque tappe dei misteri ci saranno delle meditazioni preparate dal Centro missionario. Il tutto si concluderà nella sede della Sma con la messa, animata dai vari gruppi presenti, e un momento conviviale. «Sarà un pomeriggio di preghiera, di spiritualità e fraternità - evidenzia don Raffaele Coccato, direttore del Centro missionario diocesano - dove vogliamo mostrare il desiderio di annunciare il Vangelo insieme, in maniera integrata e armonizzata. Sarà anche un'occasione, per le nostre due realtà, di conoscersi». (Paolo Gallerani)  

Migrantes Calabria: sabato a Cosenza incontro su immigrazione e diritto d’asilo

27 Aprile 2023 - Cosenza - La Migrantes della Calabria e il Coordinamento SAI – Provincia di Cosenza, anche alla luce dei recenti provvedimenti normativi sull'immigrazione, promuovono per sabato 29 aprile dalle ore 10.30 un'iniziativa di mobilitazione presso la Curia Arcivescovile di Cosenza. Si discuterà di "Emergenza migranti? Diritto d'Asilo, Protezione Speciale e Sistema di Accoglienza". Sono previsti gli interventi di Cristina Molfetta, curatrice del Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes; Walter Greco, docente Unical; Giovanni Manoccio, Delegato SAI provincia Cosenza e mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Ci sarà spazio per voci dai territori e testimonianze di rifugiati e richiedenti. L'incontro sarà moderato da Pino Fabiano, Direttore Migrantes della Calabria.

Corridoi Umanitari Cei-S. Egidio: oggi arrivati 67 rifugiati

26 Aprile 2023 - Roma - Sono arrivati a Roma Fiumincin, provenienti da Addis Abeba, 67 rifugiati, dei quali 20 minori, dal Corno d'Africa. E'' il primo viaggio reso possibile dalla firma del terzo Protocollo d'intesa tra Conferenza Episcopale Italiana, Comunità di Sant'Egidioe Governo italiano, per l'apertura dei Corridoi umanitari dall'Etiopia. La maggior parte dei rifugiati arrivati oggi, di nazionalità eritrea e sud sudanese, troverà ospitalità a casa dei loro parenti già integrati in Italia,  in diverse regioni italiane: Lazio, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto. Quindi, avviati ad un percorso di integrazione: per gli adulti con l'apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, l'inserimento nel mondo del lavoro. Per i bambini: da domani tutti a scuola.  

Incontro tra i Vescovi e Prefetti del Veneto: il punto della situazione sull’accoglienza dei migranti

26 Aprile 2023 - Roma - Nei giorni scorsi si è tenuto, presso il Palazzo Patriarcale di Venezia, un incontro a cui hanno partecipato il Patriarca di Venezia e Presidente della Conferenza Episcopale Triveneto mons. Francesco Moraglia, il Prefetto di Venezia Michele di Bari e, collegati in videoconferenza, i Vescovi delle Diocesi (o loro delegati) e i Prefetti del Veneto, allo scopo di fare il punto della situazione sull'accoglienza dei migranti nella Regione Veneto nel solco delle proficue iniziative che, nel tempo, sia i Vescovi che i Prefetti hanno promosso nel territorio regionale. I Vescovi hanno ricordato l'impegno e lo sforzo che quotidianamente le Diocesi del Veneto mettono in campo per venire incontro alle esigenze dei migranti. In particolare il Patriarca Moraglia ha confermato la disponibilità alla collaborazione nelle attività di individuazione di nuove strutture per l'ospitalità temporanea dei migranti. I Prefetti, nel ringraziare i Vescovi delle rispettive Diocesi, hanno fatto presente che la collaborazione istituzionale, che è diventata negli anni sempre più stringente, ha consentito di perseguire significativi risultati anche sul piano dell'integrazione dei migranti, facendo presente che la nota sensibilità dei Presuli concorre a rafforzare il sistema di accoglienza. Il Prefetto di Venezia ha ringraziato il Patriarca e i Vescovi per la disponibilità e l'impegno profuso anche per assicurare un’accoglienza diffusa nel territorio nel rispetto della tutela della dignità delle persone e delle comunità locali.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 38.988 persone migranti sulle coste italiane

26 Aprile 2023 -
Roma - Sono 38.988 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall'inizio dell'anno. Di questi 5.810 sono di nazionalità ivoriana (15%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (4.454, 11%), Egitto (4.405, 11%), Pakistan (3.848, 10%), Tunisia (2.867, 7%), Bangladesh (2.666, 7%), Siria (2.182, 6%), Camerun (1.617, 4%), Mali (1.081, 3%), Burkina Faso (1.060, 3%) a cui si aggiungono 8.998 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato aggiornato questa mattina dal ministero degli Interni.

A Padova il 25° raduno nazionale degli immigrati srilankesi in Italia

26 Aprile 2023 - Padova - Si svolgerà il primo maggio prossimo il venticinquesimo raduno nazionale degli immigrati cattolici dello Sri Lanka in Italia presso la Basilica di Sant’Antonio da Padova. Ogni anno infatti decine di migliaia di immigrati dello Sri Lanka cattolici e non, fanno visita in pellegrinaggio presso la tomba del santo molto amato e venerato in patria. Sant’Antonio. La Santa Messa sarà celebrata da Mons. Neville Joe Perera, coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale degli immigrati srilankesi in Italia assieme ai vari cappellani che servono le oltre 25 comunità srilankesi sparse per tutta Italia. Come ogni primo maggio, si festeggerà San Giuseppe lavoratore e allo stesso momento si renderà onore a Sant’Antonio ringraziandolo per tutte le grazie ricevute.  

Consiglio d’Europa: respingimento migranti tra i temi in discussione

26 Aprile 2023 -
Strasburgo -  Il mancato rispetto degli obblighi internazionali sui diritti umani di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Europa sono tra le preoccupazioni del Consiglio d'Europa. È quanto emerge dalla relazione annuale della commissaria per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović che sulle politiche migratorie e di asilo evidenzia che “i respingimenti, il rifiuto di soccorrere imbarcazioni in difficoltà, le condizioni e i trattamenti disumani sono le caratteristiche comuni di un approccio alla migrazione sproporzionatamente incentrato sulla sicurezza, che mette in pericolo vite umane. Invece di continuare su questa strada, gli Stati membri dovrebbero concentrarsi sull’offrire rotte sicure e legali, sull’assistenza umanitaria lungo le rotte migratorie e sulla ricerca e il salvataggio in mare”, ha aggiunto.
(foto SIR/Marco Calvarese)
 

Una nuova carovana di profughi sfida il Messico e punta verso Nord

26 Aprile 2023 - Milano - Hanno aspettato per giorni a Tapachula, alla frontiera sud del Messico, un visto umanitario per attraversare il Paese, che non è mai arrivato. Poi, all’alba domenica, hanno impacchettato le poche cose, caricato bottiglie d’acqua e i bambini più piccoli sulle spalle, e si sono messi in marcia, verso la basilica di Nostra Signora di Guadalupe, a Città del Messico, sfidando il presidente Andrés Manuel López Obradór e la polizia nazionale a fermarli. La nuova carovana di oltre tremila migranti in marcia col suo carico di disperazione esige non solo libero transito per raggiungere la frontiera con gli Stati Uniti. Reclama giustizia per i 40 migranti morti un mese fa nel rogo del centro di detenzione di Ciudad Juarez, frontiera nord, sotto gli sguardi degli agenti, che non li hanno liberati perché potessero salvarsi. «Mancano all’appello 40 migranti morti, che non avevano fatto nulla», denuncia l’attivista Irineo Mujica, direttore dell’Ong Pueblos sin fronteras, alla testa della fiumana. «El Estado los mató», «lo Stato li ha uccisi», le scritte sui cartelli inalberati assieme ad alcune croci in quella che hanno ribattezzato la «Via Crucis migrante». «Dove sono, dove sono, i 40 dove sono?» gli slogan scanditi ai megafoni. Provengono in gran parte da Honduras, da Salvador, Cuba, Haiti, Nicaragua, da una quindicina di Paesi del centrosud America. Alcuni, dopo aver attraversato vari Stati, sono rimasti bloccati per mesi a Tapachula, in Chiapas, alla frontiera col Guatemala, dal 2019 epicentro della crisi umanitaria. Dall’avvio del programma governativo «Quédate en México», «Resta in Messico», che in teoria apre le porte alle richieste di status di rifugiati, nella pratica - denunciano le Ong di diritti umani – avalla la politica di ritenzione, mantenendo intrappolate in interminabili iter burocratici decine di migliaia di persone. «Tapachula è un carcere a cielo aperto», denuncia Pueblos sin Fronteras, che con migliaia di famiglie rivendica con la Via Crucis la chiusura dei centri di detenzione di massa di irregolari e l’eliminazione dell’Instituto Nacional de Migración (Inami). I “camminanti” reclamano di accelerare l’iter per i visti umanitari, per raggiungere liberamente la frontiera nord del Messico con gli Usa, l’obiettivo finale dal quale li separano oltre 1.100 chilometri. (Paola Del Vecchio)      

Adele si è presa cura di Alina: “Aprire casa, il primo passo”

26 Aprile 2023 -

Roma - «Come tante altre persone, sono stata costretta a lasciare l’Ucraina e la mia vita è stata improvvisamente stravolta: avevo difficoltà a concentrarmi su me stessa, sullo studio e sulla ricerca di un lavoro. Ma qui a Roma Adele mi ha accolta ed è stata da subito come una nonna per me. La cucina è il nostro spazio per incontrarci e stare insieme, guardiamo la tv, anche le telenovelas, chiacchieriamo o semplicemente restiamo vicine, in silenzio. Ora mi sento più stabile e avere qualcuno vicino fa bene sia a me che ad Adele, ma credo faccia bene a tutti». Alina, giovane studentessa ucraina, non nasconde la commozione mentre racconta così il suo incontro e ora la convivenza con Adele, una delle centinaia di persone che hanno risposto con entusiasmo all’Albo delle famiglie accoglienti di Roma Capitale, partito esattamente un anno fa, con Refugees Welcome Italia in qualità di ente attuatore, e che ora sta diventando un modello da seguire anche per tante altre città europee.

Oltre alla toccante testimonianza di Alina, anche i numeri sono dalla parte di questa iniziativa: circa 1.000 cittadini romani hanno già dato la loro disponibilità ad accogliere alcune delle 170mila persone che sono scappate dall’Ucraina a causa della guerra, anche se ora si vuole estendere l’iniziativa anche a persone di altre nazionalità.

Fino al 31 dicembre scorso, il totale delle convivenze attivate grazie allo strumento dell’Albo delle famiglie accoglienti di Roma è stato di 91, per un totale di 163 persone ospitate, di cui 53 minori. Dopo aver dato la disponibilità ad accogliere, infatti, ci sono altri necessari passaggi da compiere, come spiega Fabiana Musicco, presidente di Refugees Welcome Italia: «Ogni famiglia è stata accuratamente profilata per valutarne l’idoneità all’accoglienza. Sono stati analizzati gli elementi di adeguatezza dell’abitazione all’accoglienza, ma anche la verifica della corrispondenza delle aspettative, e della comprensione di cosa significhi un’accoglienza interculturale. Con il tempo abbiamo sviluppato una metodologia di lavoro che si fonda sulla mobilitazione della società civile. Le persone rifugiate e migranti delle cosiddette comunità accolte e la comunità accogliente, rappresentata dalle volontarie e dai volontari, dalle attiviste e dagli attivisti, oltre che dallo staff, si incontrano e danno vita a un’unica comunità, basata sull’incontro delle differenze. Una metodologia che prevede un accompagnamento costante nel tempo da parte degli attivisti e del team di Refugees Welcome».

Per quanto riguarda ancora più da vicino l‘esperienza lungo l’asse Roma/Ucraina «ci siamo confrontati – aggiunge Musicco - con numeri inediti, ma soprattutto con nuove sfide dell'accoglienza in famiglia, come l’inserimento di donne con minori, l’assenza di una lingua comune di comunicazione tra ospiti e famiglie accoglienti, l’assenza di un progetto individuale finalizzato ad una permanenza a Roma di medio o lungo periodo e le vulnerabilità specifiche dovute a sindromi da stress post-traumatico e danni psico-fisici estremamente recenti. Una complessità tale che è stata possibile gestire grazie al sostegno di alcuni donatori come Unicef International e al progetto di accoglienza diffusa promosso dalla Protezione Civile. Ci auguriamo per il futuro di costruire partenariati sempre più forti che ci daranno la possibilità di attivare sempre più accoglienze». Proprio come quella di Adele che, mentre suona il pianoforte, sua grande passione, e Alina la guarda con dolcezza nel salotto di casa, racconta che «ci siamo prese subito e adesso siamo proprio come nonna e nipote, ci vogliamo molto bene. La presenza di Alina mi dà serenità e mi sta insegnando che abbiamo bisogno degli altri». (Igor Traboni - Avvenire)

La parrocchia italiana di Washington

24 Aprile 2023 - Milano - Martedì 25 aprile - su radio Mater, alle ore 18.50 - nella rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» interverrà Maria Marigliano, membro dello staff della chiesa del S. Rosario, riferimento per la comunità degli italiani a Washington. L’edificio è stato consacrato il 29 aprile 1923. Tra qualche giorno si ricorderà quindi il centenario. Anche se la parrocchia italiana è stata eretta canonicamente già nel 1913. Al suo fianco è attivo un centro socio-culturale denominato «Casa Italiana di Washington». Un ritrovo prevalentemente per i connazionali. Ma aperto anche ad attività del territorio. Sono più di 20 milioni gli statunitensi che dichiarano di avere ascendenze italiane. Il 25 aprile si celebra, poi, l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo per opera dei partigiani. In questa operazione storica, tanta parte ebbero le Forze Alleate, tra cui spiccano gli Stati Uniti. In quella terra molti italiani trovarono rifugio durante il Secondo conflitto mondiale. Figli di italoamericani, inoltre, combatterono nell’esercito statunitense sul fronte italiano. Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza di Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.

Srilankesi in Italia: al Santuario della Vergine della Rivelazione il ricordo delle vittime degli attentati del 2019

21 Aprile 2023 - Roma - Anche quest’anno il 25 aprile la comunità cattolica dello Sri Lanka a Roma celebrerà la festa della Vergine della Rivelazione presso il santuario mariano a a Roma. Durante la Santa Messa il ricordo  delle 262  vittime degli attentati terroristici della Domenica di Pasqua in Sri Lanka avvenuti 2019. “Pregate il Rosario chiedendo giustizia per le tante vittime” è l'invito di mons. Neville Perera, coordinatore nazionale per la pastorale degli immigrati cattolici srilankesi in Italia che presiederà la liturgia affiancato dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. "Noi siamo pronti a perdonare ma vogliamo sapere chi perdonare”, spiega il sacerdote aggiungendo che "la corte suprema ha infatti di recente condannato l’ex presidente Sirisena, l’ex capo della polizia e l’ex segretario della difesa per negligenza e a risarcire i familiari delle vittime ma non sono stati fatti i nomi di coloro che hanno pianificato questi attacchi".  Alla liturgia centinaia di srilankesi che vivono e lavorano a Roma e che "ringrazieranno la Vergine della Rivelazione per le tante grazie ricevute". I srilankesi in Italia si ritroveranno a Padova, il prossimo 1 maggio, per il 25 rauno nazionale. A guidare il pellegrinaggio mons. Neville Perera. (R.Iaria)    

Scoprire l’Ucraina attraverso il circo

21 Aprile 2023 - Roma - Open Circus, progetto sostenuto dal Ministero Italiano della Cultura, propone un ricco programma di attività dedicate alla scoperta della cultura ucraina, realizzato in collaborazione con un gruppo acrobatico proveniente da questo paese. Ecco il calendario degli eventi, aperti a tutta la popolazione e a coloro che vogliono conoscere una forma di spettacolo antica di migliaia di anni e dialogare con performer d’altissimo livello che, oltre ad esibirsi per il pubblico, racconteranno la loro carriera e parleranno della situazione attuale dell’Ucraina. 25 Aprile, presso la sede di Open Circus a San Donà di Piave, incontro con la comunità ucraina locale in occasione del Giorno della Liberazione. Simbolicamente, lo spettacolo dal vivo unirà le persone nella celebrazione del potere dell’arte di costruire ponti abbattendo le barriere. 30 Aprile, presso l’Associazione L’Albero A Motore (Scuola di circo, teatro e clownerie) di Meolo, workshop tenuto dal gruppo di acrobati ucraini per i bambini e i ragazzi del territorio, che impareranno le tecniche di base di questa disciplina. Una dimostrazione concreta della capacità del circo di far crescere le persone e di farle collaborare in gruppo. 1 Maggio, presso il CEDAC e l’Accademia d’Arte Circense di Verona, in occasione della Festa del Lavoro, una serie di incontri tesi a dimostrare il valore sociale dell’arte circense. Coordinato dal Professor Alessandro Serena (Università degli Studi di Milano), andrà in scena uno spettacolo/conferenza che tra esibizioni degli artisti ucraini e storytelling racconterà l’epopea del circo affiancandola alla storia dei suoi protagonisti moderni: acrobati professionisti che grazie alla loro professionalità stanno tenendo alto nel mondo il nome del loro paese. 5 Maggio, incontro con il Presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni che incontra il gruppo di acrobati ucraini per sancire la vicinanza del mondo dello spettacolo popolare tricolore a quello di Kiev. Una nuova testimonianza del fatto che il circo è da sempre un linguaggio multiculturale, aperto e inclusivo.      

Mcl: a Stoccarda celebrati i 50 anni di vita e di impegno tra gli italiani all’estero

21 Aprile 2023 - Stoccarda – “Il Movimento Cristiano Lavoratori nasce nel 1973, l'anno dopo che l'Italia da Paese di emigrazione è diventato Paese di immigrazione, con il dimezzamento nel 1980 degli emigranti” Lo ha detto mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, intervenendo al convegno per i 50 anni di storia di Mcl svoltosi in Germania nei giorni scorsi. Mcl “nei prossimi 50 anni dovrà lavorare perché l'Europa – ha aggiunto mons. Perego - diventi veramente una casa comune, diventi l'Europa della solidarietà, superando barriere e contrapposizioni, spazio dove la partecipazione dei giovani possa esprimersi coniugando identità e cittadinanza. La qualità ecclesiale e sociale del Movimento cristiano lavoratori, sempre pervasa da una visione popolare ed europeista, passerà dalla scelta della fraternità, non solo come principio ma come realtà su cui strutturare la vita sociale, economica e politica”.

Migrantes Trento: sabato riprende la Messa per i migranti

20 Aprile 2023 - Trento - Riprende la celebrazione della s. Messa animata dalla Consulta Migrantes della diocesi di Trento. Sabato, 22 aprile, infatti, presso la Chiesa della Santissima Trinità si svolgerà una celebrazine con i migranti della diocesi. La celebrzione - si legge in una nota della Migrantes diocesnaa - ricorda a coloro che vi prendono parte che "le diversità sono elementi di ricchezza per un mondo pieno di fraternità. Non si usano lingue e ritmi diversi per il gusto dell’esotico, ma perché oggi la Chiesa è anche questo, un popolo composito nelle sue lingue e culture. Un popolo in cui nessuno è ospite ma siamo tutti fratelli, parte integrante della comunità ecclesiale".      

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: “Voci di speranza” il 30 aprile

20 Aprile 2023 -

Reggio Emilia - Voice of Hope (Voci di Speranza) è un coro che unisce vocalità di diverse nazioni: Nigeria, Ghana e Ucraina – ma non si esclude di ampliare il progetto in futuro. La base è il coro Gospel, ma c'è una componente di vocalità lirica e popolare. Questo progetto unisce le voci, le speranze e le preghiere non solo dei migranti per lavoro, per motivi politici e dei rifugiati dai luoghi martoriati dalle guerre, ma anche tutte le nostre voci, speranze e preghiere, perché solo se tutti ricerchiamo la pace, cooperiamo per il bene dell'altro, abbattiamo gli egoismi e gli interessi personali e territoriali e perseguiamo l’equità economica, riusciremo ad avere un mondo pacificato, dove tutti possiamo vivere in comunione tra noi e con Dio. Il primo concerto del coro, che si terrà il 30 Aprile, vuole essere un canto di speranza. Speranza che possano cessare le morti nel nostro mare, perché - spiega la Migrantes di Reggio Emilia-Guastalla - quanti cercano la vita per sé e per i propri figli non trovino, invece, la morte. Speranza in un mondo più accogliente verso chi chiede aiuto. Un inno alla pace per tutti quei popoli che oggi subiscono l'aggressione di un altro popolo o del proprio governo. Voice of Hope vuole essere, infine, una preghiera al Padre perché ascolti il grido di dolore dei propri figli, prima di tutto dei più poveri. L'appuntamento per il concerto è il 30 Aprile alle 18:30 presso la Chiesa San Francesco di Paola a Reggio Emilia, "per unire le vostre voci alle nostre voci, le vostre preghiere alle nostre preghiere".