Primo Piano

Viminale: da inizio anno sbarcate 42.405 persone migranti sulle coste italiane

4 Maggio 2023 -
Roma - Sono 42.405 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno.  Di questi 6.599 sono di nazionalità ivoriana (16%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (5.197, 12%), Egitto (4.423, 10%), Pakistan (3.860, 9%), Bangladesh (3.185, 8%), Tunisia (3.054, 7%), Siria (2.185, 5%), Camerun (1.744, 4%), Burkina Faso (1.585, 4%), Mali (1.328, 3%) a cui si aggiungono 9.245 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Migrantes Cosenza-Bisignano: proseguono le attività del Punto Migranti

4 Maggio 2023 - Cosenza - Proseguono le attività del Punto Migranti nella parrocchia Sant’Antonio di Rende, l’iniziativa portata avanti dall’ufficio Migrantes diocesano. Si tratta di un centro di incontri e servizi aperto nella parrocchia rendese ogni martedì e giovedì dalle ore 15,30 alle ore 17,30. Tra i servizi resi, l’informazione e l’orientamento dei migranti; le consulenze specialistiche: documenti, casa, lavoro, salute, questioni legali; l’accompagnamento presso gli uffici competenti; i servizi di mediazione linguistica e culturale; incontri interculturali e formativi, con la realizzazione di corsi di italiano, sanitari, legali.

Corridoi umanitari: arrivati 41 profughi da Cipro

4 Maggio 2023 - Roma - Sono arrivate questa mattina da Cipro 14 persone grazie ai corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio: tra loro anche una bimba di appena due mesi e alcuni ex minori accompagnati, che hanno da poco compiuto 18 anni. In fuga dalle guerre che colpiscono diversi paesi africani, come la Somalia e il Camerun, hanno trascorso lunghi periodi di permanenza nel campo profughi di Pournara, vicino alla capitale Nicosia, visitato da Papa Francesco durante il suo viaggio a Cipro nel dicembre 2021. I nuclei familiari e i singoli, accolti stamattina a Fiumicino, verranno subito avviati verso l’integrazione grazie all’apprendimento della lingua italiana, che alcuni dei richiedenti asilo hanno già iniziato a imparare frequentando i corsi tenuti dai volontari di Sant’Egidio la scorsa estate a Cipro. Complessivamente, con il sistema dei corridoi umanitari sono giunti in Europa 6261 rifugiati, di cui oltre 5400 in Italia.

A Rignano la Festa dei Popoli

4 Maggio 2023 - Firenze - Da oggi fino a domenica 7 maggio a Rignano una serie di iniziative all'interno della "Festa dei popoli"promossa  dalla parrocchia, dall'Ufficio Migrantes e dalle comunità straniere comunità straniere. Sabato è previsto il saluto del vescovo di Fiesole, mons. Stefano manetti che inaugurerà, insieme al sindaco di Rignano, il Centro di ascolt. In serata l'apertura di stand gastronomici curati dalle comunità straniere del territorio.

Vangelo Migrante: V domenica di Pasqua | Vangelo (Gv 14,1-12)

4 Maggio 2023 - L’ intimità del buon Pastore che conosce le pecore una ad una oggi, oltre ad essere confermata, nel Vangelo di questa domenica viene anche riempita di senso. L’occasione è data dalle domande di Tommaso e Filippo, due discepoli particolarmente ‘turbati’ dal distacco che sta per avvenire con il maestro: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”. Gesù risponde dicendo che Lui è la Via, la Verità la Vita. Lui è il ‘tutto’ di cui tutto l’uomo ha bisogno. Ancor prima dei contenuti in cui credere, tutti gli uomini, nessuno escluso, hanno a che fare con turbamenti esistenziali su sé stessi e sulla vita; dalle risposte ad essi, dipende l’impostazione di tutta la vita e il suo compimento. E nella vita si vede, eccome, chi ha ‘risolto’ questi lacci e chi no! Gesù non si pone solo come consolatore ma indica la strada per cambiare, l’atteggiamento interiore per conseguire la pace: è Lui la strada da attraversare, la verità che libera dalla schiavitù del peccato, la vita che rende gioiosa e significativa l’esistenza! Ancor prima delle cose da fare è decisivo credere in Lui. Semplifica ma non ‘banalizza’ il turbamento. Al discepolo che lo incalza chiedendo: “mostraci il Padre e ci basta”, ossia, facci vedere l’Eterno di cui ci parli e siamo tranquilli, Gesù presenta ancora sé stesso come un tutt’uno con il Padre: “chi ha visto me, ha visto il Padre”. Nell’uno e nell’altro caso Gesù non dà ‘lezioni’ o ‘cose da eseguire’ ma presenta il vivere in comunione profonda di amore e di vita con Lui, come la Via per avere la vita vera. Di turbamenti siamo pieni anche noi: la vita di ognuno comporta questioni, croniche e nuove, da affrontare ogni giorno e da risolvere, quelle dove spesso ogni speranza sembra crollare. È vero, esistono consigli, strumenti e mezzi umani per barcamenarsi ma il discepolo avverte che solo una fede più chiara e più grande consente di essere consolati, di vincere il profondo turbamento interiore e ritrovare la serenità senza giungere alla disperazione. Le sofferenze e le croci della vita non sono la definitiva smentita delle promesse di Dio ma il tempo, certamente difficile e impegnativo, che rende salda e vera la fede e dove la presenza di Gesù è l’unica Via che conduce oltre l’angustia del presente, trattenendo tutto ciò che nel presente è prezioso. (p. Gaetano Saracino)  

Minori stranieri non accompagnati: Anci, “puntare su hub di primissima accoglienza e rete Sai diffusa sui territori”

4 Maggio 2023 - Roma - Nel 2021 gli enti locali titolari di un progetto Sai per minori stranieri non accompagnati sono stati 239 di cui 219 Comuni, 5 Unità territoriali sovracomunali (ex Province), 3 Unioni di Comuni e 12 altri Enti (Ambiti o Distretti territoriali e sociali, Consorzi intercomunali, Società della salute) per un totale di 6.683 posti, così distribuiti: 37,1% al Sud, 26,5% Isole, 26,8% Nord e 9,5% Centro. 80 sono i Comuni titolati che hanno meno di 5.000 abitanti, mentre 50 sono capoluoghi di Provincia. Con uno sguardo al 2022 si registra un incremento del +47% dei minori accolti nel Sai: quasi 12mila. Questo il quadro generale che emerge dal rapporto "Il Sistema di accoglienza e integrazione e i minori stranieri non accompagnati (2022)", realizzato da Anci-Cittalia, e presentato a Roma presso la sede dell'Associazione nazionale Comuni italiani a cui hanno preso parte il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra, la responsabile del Servizio centrale del Sai, Virginia Costa, Carla Garlatti, Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il prefetto Valerio Valenti, capo Dipartimento Libertà civili e immigrazione e il delegato dell'Anci all'immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. "Sindaci e amministratori locali sono consapevoli che l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati rientra tra i loro compiti: siamo preoccupati dal numero crescente degli arrivi perché non vediamo ancora una organizzazione che ci convince, permettendoci di svolgere il nostro compito al meglio, nell'interesse dei ragazzi e delle comunità", ha osservato Biffoni, secondo cui "per riuscirci l'unica strada è quella di lavorare su un doppio canale: una serie di Hub di primissima accoglienza insieme alla rete delle strutture Sai diffuse sui territori". "I numeri che abbiamo illustrato confermano - ha proseguito il delegato Anci - che c'è una urgenza in particolare in alcune parti del Paese e che preme su alcuni Comuni. Riteniamo che per governare questo fenomeno, da considerare strutturale e non emergenziale, serve che il sistema sia ordinato e diventi ordinario. I sindaci lo ripetono da anni ai vari governi che questo modello è già previsto dalla normativa: speriamo che sia arrivato il momento per dare una svolta definitiva a questo modello di accoglienza dei minori". "Le parole del prefetto Valenti di stamattina - ha aggiunto Biffoni - sembrano andare nella giusta direzione. Il prefetto ci ha infatti annunciato il prossimo varo di una nuova ordinanza, nell'ambito dello stato di emergenza, che consente ai prefetti di attivare strutture di prima accoglienza, anche più di una per Regione, con non più di 50 posti. In questo modo sarà possibile calmierare l'accoglienza sul territorio e consentire ai sindaci di avere il tempo di occuparsi di ciò che gli compete: fare inclusione attraverso il Sai. Anche sul Sai il Prefetto ha detto parole incoraggianti che evidenziano come anche da parte del ministero dell'Interno un prossimo ampliamento significativo di posti sia considerato necessario e urgente. Restiamo, quindi, in attesa di azioni concrete e a stretto giro sul sistema di seconda accoglienza".  

25° Anniversario del Pellegrinaggio annuale degli srilankesi a Padova

3 Maggio 2023 - Padova -  Gli srilankesi che lavorano in Italia hanno una lunga tradizione di pellegrinaggi annuali  nella Basilica di Sant'Antonio a Padova, per celebrare la “festa dei lavoratori”. La tradizione è iziata nel 1998 sotto la guida di mons. Neville Joe Perera. Oltre 5000 pellegrini di diverse fedi e lingue provenienti da tutte le parti d'Italia si fanno strada per manifestare la loro devozione a Sant'Antonio. Nella sua omelia mons. Neville ha evidenziato il triplice significato della celebrazione di quest'anno, affermando; “Oggi siamo qui riuniti per manifestare il nostro amore e la nostra devozione a Sant'Antonio, per chiedere la protezione di San Giuseppe, il patrono di tutti i lavoratori e per pregare per le vittime degli attentati della domenica di Pasqua 2019". La Santa Messa è stata concelebrata da altri 20 sacerdoti che rendono servizio come cappellani in diverse parti d'Italia. Sant'Antonio è uno dei santi più amati e venerati in Sri Lanka, attraverso la sua intercessione, persone di tutte le fedi hanno sperimentato le grazie di Dio. Mons. Neville ha apprezzato la speciale fraternità e la straordinaria ospitalità dei frati francescani presso la basilica, nei confronti degli srilankesi negli ultimi 25 anni. (don Malith Kaluarachchi)  

“Sinodalità” e “Ascolto”: a Canicattì un convegno con mons. Felicolo

3 Maggio 2023 - Roma - "Sinodalità: un popolo in ascolto. In ascolto dello straniero". Questo il tema della relazione affidata al direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo che si terrà mercoledì 10 Maggio a Canicattì presso il Centro Culturale San Domenico. Il convegno si inserisce tra gli appuntamenti promossi dall' Associazione "Insieme per gli altri " di Canicattì. la volta scorsa a relazionale era stato chiamato mons. Calogero Peri ,Vescovo di Caltagirone. (R.I.)

Mci Francia: da ieri visita di mons. Perego e mons. Felicolo

3 Maggio 2023 - Roma - Da ieri il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni  e della Fondazione Migrantes, l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo sono in Francia per una visita alle comunità italiane e alle Missioni cattoliche Italiani presenti nel Paese. Attualmente in Francia vivono 475mila persone con passaporto italiano, terzo paese in Europa per presenza di nostri connazionali dopo Germania e Svizzera. Nel Paese anche oltre 16mila studenti italiani soprattutto impegnati con i progetti Erasmus. (R.Iaria)

Germania: domani il Rapporto Italiani nel Mondo a Dortmund

3 Maggio 2023 - Roma - Sarà presentato domani, 4 maggio, su iniziativa del Comites di Dortmund, l'edizione 2022 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Alla presentazione, che si svolgerà presso i locali del Consolato d'Italia, interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto, e Edith Pilcher , membro del Comitato scientifico moderati da Elisa Occhipinti. L'edizione 2022 del rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes è dedicata, in particolare, alla rappresentanza degli italiani all'estero.

Cinesi in Italia: a Prato il raduno delle comunità cattoliche

2 Maggio 2023 - Prato - Sarà Prato ad accogliere il raduno delle comunità cattoliche cinesi presenti in Italia il prossimo 20 e 21 maggio. L’occasione è la quattordicesima giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, che ogni anno si tiene in una diversa città italiana. Il programma dell’evento sarà presentato nel corso di una conferenza stampa convocata per giovedì 4 maggio alle ore 11 nella parrocchia dell’Ascensione al Pino, sede della comunità cattolica cinese di Prato. Saranno presenti il vicario generale della diocesi monsignor Daniele Scaccini e il cappellano della comunità cinese don Pietro Wang.  

Srilankesi in Italia: migliaia ieri a Padova per il 25mo raduno

2 Maggio 2023 - Padova - Sono state migliaia gli immigrati cattolici dello Sri Lanka che ieri si sono recati in pellegrinaggio alla tomba di sant'Antonio da Padova, molto amato e venerato in patria. La messa è stata celebrata da monsignor Neville Joe Perera, coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale degli immigrati srilankesi in Italia, assieme ai vari cappellani che servono le oltre 25 comunità srilankesi sparse per tutta Italia.

Papa in Ungheria: no a “porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero o non è in regola”

2 Maggio 2023 -

Budapest - “È triste e fa male vedere porte chiuse”. A denunciarlo è stato il Papa, nell’omelia della Messa presieduta nella piazza Kossut Lajos di Budapest, domenica scorsa, ultimo giornoi del suo viaggio nel Paese magiaro. L’elenco di Francesco è lungo e dettagliato: “le porte chiuse del nostro egoismo verso chi ci cammina accanto ogni giorno; le porte chiuse del nostro individualismo in una società che rischia di atrofizzarsi nella solitudine; le porte chiuse della nostra indifferenza nei confronti di chi è nella sofferenza e nella povertà; le porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero. E perfino le porte chiuse delle nostre comunità ecclesiali: chiuse tra di noi, chiuse verso il mondo, chiuse verso chi ‘non è in regola’, chiuse verso chi anela al perdono di Dio”. “Per favore: apriamo le porte!”, l’appello di Francesco: “Cerchiamo di essere anche noi – con le parole, i gesti, le attività quotidiane – come Gesù: una porta aperta, una porta che non viene mai sbattuta in faccia a nessuno, una porta che permette a tutti di entrare a sperimentare la bellezza dell’amore e del perdono del Signore”. Un appello, quello del Papa, rivolto in primo luogo ai sacerdoti: “Perché il pastore, dice Gesù, non è un brigante o un ladro; non approfitta, cioè, del suo ruolo, non opprime il gregge che gli è affidato, non ruba lo spazio ai fratelli laici, non esercita un’autorità rigida”. “Incoraggiamoci ad essere porte sempre più aperte”, l’esortazione di Francesco, rivolta anche “ai fratelli e alle sorelle laici, ai catechisti, agli operatori pastorali, a chi ha responsabilità politiche e sociali, a coloro che semplicemente portano avanti la loro vita quotidiana, talvolta con fatica: siate porte aperte. Lasciamo entrare nel cuore il Signore della vita, la sua Parola che consola e guarisce, per poi uscire fuori ed essere noi stessi porte aperte nella società. Essere aperti e inclusivi gli uni verso gli altri, per aiutare l’Ungheria a crescere nella fraternità, via della pace”.

(Foto (VaticanMedia-Sir)

Il Sudan assetato di Pace e di Giustizia

2 Maggio 2023 - Scrivo da El Obeid, Kordofan Sudan. L’Africa è al centro dell’attenzione internazionale a causa di conflitti e guerre generate dalla brama delle potenze esterne per sfruttarne le immense risorse minerarie, energetiche e forestali. Il Sudan, paese continente, mosaico di etnie e popoli, è nell’epicentro delle pagine giornalistiche, a causa del conflitto tra le forze armate sudanesi e le forze paramilitari guidate dal generale Mohamed Hamdan Dagalo. Il conflitto è iniziato sabato 15 aprile con un attacco alla base militare di El Obeid, che è continuato per qualche giorno e in alcuni punti strategici della capitale Khartoum. In questi giorni il conflitto, tra le forze armate sudanesi e quelle paramilitari, si è convogliato nella capitale Khartoum. La guerriglia urbana ha messo in fuga non solo la gente, ma anche il personale diplomatico, i religiosi/e sacerdoti che hanno visto le loro case minacciate dall’artiglieria delle due fazioni. A El Obeid, dove mi trovo dal 2021 con l’incarico di parroco, la situazione è ora monitorata dall’esercito sudanese. Abbiamo vissuto anche noi momenti difficili in modo particolare dal 15 al 17 aprile scorso. La nostra casa era nel bel mezzo del conflitto tra le due fazioni. Questo conflitto “mette in soffitta” il processo delle elezioni politiche iniziato nel 2019. Ma facciamo un passo indietro per chiarire ai nostri lettori perché si è arrivati a questa guerra. Il Sudan diventa indipendente il 01.01.1956. Dalla sua indipendenza ad oggi le autorità politiche non hanno ancora trovato il modo di governare il paese. Si succedono colpi di stato, dittature militari fino all’ultima, quella di al Bashir dal 1989 al 2019. Un paese che dal 1956 al 2005 è stato per 45 anni in guerra civile. Nel 2005 si raggiunge un compromesso di conclusione del conflitto con il Sud Sudan e nel 2011 il Sud Sudan diventa indipendente. Questa situazione di guerra civile ha creato sfollati interni, profughi e migranti. Il Sudan del nord, con capitale Khartoum, dopo l’indipendenza del Sud Sudan, era governato da una coalizione politica formata dalle diverse componenti etniche del paese. Il vecchio regime, formato prevalentemente da militari, stenta a consegnare le redini al governo di coalizione politica. In questi ultimi mesi ci sono stati tentativi di colpo di stato, e alcune milizie comandate da generali, con responsabilità di crimini di guerra, fanno difficoltà a cedere il potere alle forze politiche. Le forze armate tutt’oggi sono una componente rilevante nel paese. Sono loro che lo hanno gestito per più di 30 anni e sono indipendenti. Ad aprile di quest’anno si doveva assistere alla firma dell’accordo tra le forze armate e la componente del governo di transizione politica, per poi iniziare il processo delle elezioni politiche previste per il 2023. Questo accordo non è avvenuto, le due componenti dell’esercito: le forze armate Sudanesi guidate dal generale Burhan e quelle paramilitari del generale Dagalo sono entrate in conflitto. Alla luce di questi eventi, quali scenari si presentano davanti a noi? Innanzitutto c’è il darsi alla fuga, da parte della gente, per cercare tra parenti e amici all’interno del Sudan un luogo sicuro. I giornali parlano di circa 250.000 sfollati interni, provenienti in modo particolare da Khartoum, che si sono ammassati nelle frontiere dell’Egitto, Ciad ed Etiopia. A questo dobbiamo aggiungere che il Sud Sudan è al quarto posto nella lista di crisi degli sfollati più trascurati al mondo e rappresenta anche la più grande crisi di rifugiati in Africa. Tutto questo rende la situazione estremamente pericolosa non solo in Sudan ma anche nei paesi confinanti. La Libia è diventata un punto di raccolta di migranti e profughi provenienti da Mali, Niger, Ciad e Sudan. Il Sudan del nord è crocevia di passaggio di migranti, profughi provenienti dal Sud Sudan, Rep. Dem. Del Congo, Somalia ed Eritrea, in viaggio verso l’Egitto e dall’Egitto verso l’Europa. Migranti, sfollati interni, profughi, instabilità politica in Sudan, in Libia, in Ciad e in Mali fanno di questa zona dell’Africa un territorio in mano a trafficanti di armi, di agenzie per l’arruolamento di mercenari, a lobby che gestiscono le risorse strategiche in collaborazione con le autorità locali, e agenzie che organizzano viaggi migratori verso l’Europa passando per Libia ed Egitto. Il Sudan ha bisogno di pace. La comunità internazionale è chiamata ad assumersi le sue responsabilità per uscire da questa crisi. (p. Alessandro Bedin)

Migrantes Albenga-Imperia: oggi conferenza su san Charles de Foucauld

28 Aprile 2023 - Albenga - "Cristianesimo e Islam: una fraternità possibile?". Questo il tema della conferenza sulla figura di san Charles de Foucauld e il possibile dialogo fraterno con il mondo islamico in programma nel pomeriggio di oggi  ad Albenga. All'incontro, organizzato dall'Ufficio Pastorale diocesano Migrantes in collaborazione con la Comunità laici missionari cattolici (Clmc), interverrà padre Andrea Mandonico, missionario della Sma (Società missioni africane), in dialogo con Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis). Alla conferenza, ospitata dalle 17 presso l'auditorium San Carlo, sarà presente mons. Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia. Padre Mondonico è l'autore di "Mio Dio, come sei buono. La verità e il messaggio di Charles de Foucauld" nel quale vengono messi in risalto i punti salienti della spiritualità e della pastorale del santo.

Eurostat: asilo e status di rifugiato nell’Ue

28 Aprile 2023 -
"Nel 2022, i Paesi dell’Ue hanno concesso lo status di protezione a 384.245 richiedenti asilo, in aumento del 40% rispetto al 2021 (275.040)”. Queste informazioni provengono dai dati sulle decisioni in materia di asilo pubblicati oggi da Eurostat. Tra i richiedenti asilo a cui è stato concesso lo status di protezione nel 2022 nell’Unione, il 44% ha ricevuto lo status di rifugiato, il 31% ha ricevuto protezione sussidiaria e il 25% ha ricevuto protezione umanitaria. Rispetto al 2021, il numero di status di rifugiato concesso è aumentato – come spiegano a Eurostat, del 22%, la protezione sussidiaria è aumentata del 48% e la protezione umanitaria ha registrato l’incremento maggiore con il 72%. “Il numero più alto di persone che hanno ricevuto lo status di protezione è stato segnalato dalla Germania (159.365, 41% del totale Ue), davanti a Francia (49.990, 13%), Italia (39.660, 10%) e Spagna (35.765, 9%). Insieme, questi quattro Paesi hanno concesso il 73% delle richieste di protezione a livello Ue”. Il gruppo più numeroso che ha ottenuto lo status di protezione nell’Ue nel 2022 è stato quello dei siriani (il 29% del numero totale di persone a cui è stato concesso lo status di protezione). Seguono afgani (23%) e venezuelani (6%). Alla maggior parte dei siriani (68%) e degli afgani (55%) è stato concesso lo status di protezione in Germania, mentre quasi tutti i venezuelani (92%) hanno ottenuto lo status di protezione in Spagna. (SIR)

Minori stranieri non accompagnati: il 3 Maggio il rapporto Anci-Cittalia sull’accoglienza nella rete SAI 

28 Aprile 2023 - Roma - Il rapporto "Il Sistema di accoglienza e integrazione e i minori stranieri non accompagnati”, realizzato da Anci-Cittalia, che sarà presentato nel corso della conferenza stampa in programma mercoledì 3 maggio alle ore 11:00 a Roma presso la sede di Anci nazionale, prende in esame il complesso fenomeno dell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Fenomeno che ha richiesto negli anni una revisione della cornice legislativa di riferimento e una "ridefinizione" del Sistema di accoglienza che ha coinvolto direttamente i Comuni attraverso la rete del SAI (Sistema di accoglienza e integrazione). Il rapporto parte dall’analisi dei dati relativi all’arrivo e alla presenza dei minori stranieri non accompagnati in Italia per poi delineare l’evoluzione delle politiche di accoglienza nel tempo con un focus sul ruolo centrale del SAI. Ad introdurre i lavori sarà il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra mentre Virginia Costa, responsabile del Servizio centrale del SAI, illustrerà i principali aspetti e dati del rapporto. Porteranno il loro contributo al dibattito anche Carla Garlatti, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e il prefetto Valerio Valenti, capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. Le conclusioni saranno affidate al delegato dell'Anci all'immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni.  

A Conegliano un convegno interculturale

28 Aprile 2023 - Conegliano - La Zoppas Arena si ritingerà a festa con i colori tipici delle stoffe senegalesi per ospitare il convegno interculturale senegalese  che ritornerà a Conegliano per la sesta volta, dopo 3 anni di sospensione a causa del Covid, il 29 e 30 aprile. L'evento organizzato dall'Associazione Sportiva e Culturale dei Senegalesi di Treviso e Venezia in particolare dalla confraternita islamica Tijanyya, ospiterà i maggiori rappresentanti senegalesi a partire da una delegazione del Governo e del Parlamento senegalese, all'Ambasciatore senegalese a Roma, al Console Generale di Milano, il Console Senegalese di Napoli nonché i responsabili religiosi della confraternita. Nell'ultima edizione del 2019 erano più di 3 mila i presenti provenienti non solo dall'Europa ma anche dall'America e dall'Africa (in particolare da Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Senegal, Svizzera, Svezia, Belgio, Inghilterra). I lavori saranno aperti sabato con una cerimonia ufficiale in presenza delle autorità locali politiche e religiose oltre che i rappresentanti politici senegalesi. Sarà un confronto su temi importanti, un dialogo tra religioni con lo scopo di realizzare fruttuose relazioni di pace, di dialogo e di concordia. Un richiamo generale al rispetto del Paese che li ospita, alle regole del territorio per una buona convivenza e integrazione, analizzando i principi di ordine e insegnamento che detta la religione per una serena condivisione. Proprio per questo sarà presente anche Don Bruno Baratto, delegato della Diocesi di Treviso per il dialogo tra cristiani e musulmani e direttore di Migrantes Treviso. Ammontano a circa 3.000 i cittadini senegalesi nella provincia di Treviso di cui circa 300 sono presenti nella città di Conegliano confermandosi la prima città della provincia di Treviso con questa etnia straniera (giunti in Città a partire dal 1990), a seguire Treviso con circa 185 presenze.  

Papa Francesco: da oggi la visita in Ungheria

28 Aprile 2023 - Budapest – E’ iniziato il viaggio apostolico di papa Francesco in Ungheria. Il Pontefice è atterrato, poco fa, all'aeroporto internazionale di Budapest. Alla discesa dall'aereo è stato accolto dal vice primo ministro Zsolt Semjen. Quindi si recherà al Palazzo presidenziale per la visita di cortesia alla presidente della Repubblica Katalin Novak e per l'incontro col primo ministro Viktor Orban. Nel solito messaggio al Presidente della Repubblica Italiana papa Francesco ha scritto: “nel momento in cui mi accingo a lasciare il suolo d'Italia per compiere un viaggio apostolico in Ungheria, mosso dal desiderio di incontrare i fratelli nella fede e testimoniare l'importanza di costruire ponti tra i popoli, rivolgo a Lei, signor Presidente, e a tutti gli italiani il mio cordiale saluto, che accompagno con fervide preghiere per il bene della nazione”. E prima di lasciare il Vaticano ha ricevuto il saluto di quindici persone senza fissa dimora che vivono nei pressi di San Pietro accompagnati dal Prefetto del Dicastero per la Carità, il card. Konrad Krajewski. (Raffaele Iaria)

Oltre un milione di profughi invisibili intrappolati nell’inferno del Sudan

28 Aprile 2023 -

Milano - Proseguono le evacuazioni degli stranieri dal Sudan e la fuga dei sudanesi verso Ciad ed Egitto. Secondo il governo del Cairo, 16mila persone di cui 14mila cittadini sudanesi sono entrati in Egitto finora e decine di migliaia sono in coda alla frontiera. L’Onu ha aiutato invece 20mila rifugiati a passare in Ciad. Si tratta dell’esodo più grande dopo quello da Kabul nell’agosto 2021. Ma nella guerra civile violentissima scoppiata 12 giorni fa, e di cui i media italiani si stanno già dimenticando, si consuma il dramma di altre decine di migliaia di invisibili privi di documenti, i rifugiati e i profughi spiaggiati nei rifugi sotto le bombe. Il Sudan accoglie più di un milione di rifugiati registrati dall’Alto commissariato Onu (Acnur-Unhcr) oltre a un numero elevato di profughi. La maggior parte provengono dall’Eritrea e dal Tigrai, la regione del nord etiope. Gli eritrei vantano una comunità di profughi e rifugiati che, in oltre 30 anni, ha raggiunto in Sudan un milione di unità circa che vivono in campi dell’Unhcr o sparpagliati per le città. Dalla Siria, invece, sono arrivate almeno 90mila persone secondo stime Onu del 2021. Proprio in questi giorni, sono stati uccisi durante i combattimenti quattro rifugiati siriani, tra cui un bambino e sarebbero stati uccisi due eritrei. L’evacuazione del personale diplomatico e dell’Onu è un pessimo segnale nonostante l’esercito abbia annunciato un prolungamento di 72 ore del cessate il fuoco. Inoltre la situazione umanitaria in quello che è il maggiore snodo dei flussi migratori dall’Africa verso la Libia è intanto in netto peggioramento secondo Ong e agenzie umanitarie internazionali. Cominciano a scarseggiare i rifornimenti di cibo, acqua, medicinali e carburante nella capitale Khartum. Secondo l’Oms, il 61 per cento delle strutture sanitarie è chiuso e solo il 16 per cento funziona normalmente. L’Ocha, agenzia che coordina gli aiuti umanitari per le Nazioni Unite, ha sospeso i programmi per i 50mila bimbi affetti da malnutrizione. Senza la fine dei combattimenti le 512 vittime ufficiali rischiano di moltiplicarsi. Secondo gli osservatori sarebbero già almeno il quadruplo. A mezzanotte è scaduta la fragile tregua di 72 ore che in diverse aree del Paese, come nel Darfur e nella stessa capitale, non è stata rispettata. Solo l’esercito guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, uno dei due contendenti, ha accettato il piano dell’Igad, il gruppo degli Stati est africani, di negoziare una nuova tregua, ironia della sorte, a Giuba, la capitale del Sud Sudan staccatosi da soli 11 anni dal Sudan dopo una lunga guerra. Sono forti le pressioni per far accettare i negoziati anche al generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, capo delle forze paramilitari di supporto rapido, che in serata ha accettato di trattare. Anche se starebbe aspettando il rientro attraverso l’Eritrea dei mercenari che ha inviato a combattere in Yemen a fianco degli Emirati Arabi, suoi alleati nella lotta per prendere Khartum. E altre milizie degli ex janjaweed che misero a ferro e fuoco il Darfur nel primo decennio del secolo, arriveranno a dargli manforte dalla Libia e dal Ciad. Nel caos che regna in queste ore nella grande città sui due Nilo contesa da due signori della guerra alimentati da grandi e medie potenze, i rifugiati vengono catturati, rapiti e addirittura rimpatriati, come è capitato a un migliaio di giovani eritrei fuggiti dal servizio militare a vita in vigore nello stato caserma africano. Notizia diramata da fonti dell’opposizione e confermata indirettamente da Tesfanews, agenzia che sostiene il regime eritreo, che ha definito «evacuazione» il rimpatrio forzato. Il gruppo di opposizione Eritrea democratica ha confermato che uscire dalla capitale in cerca di scampo è molto difficile per i prezzi degli autobus schizzati alle stelle. E chi è riuscito a fuggire verso Kassala, nel sudest, dove ci sono i campi profughi per eritrei vecchi anche di 30 anni, è stato arrestato ai posti di blocco, poi malmenato e rapito dalle forze paramilitari sudanesi. Le quali, addestrate con fondi Ue dagli italiani (come ha rivelato nell’agosto 2022 Africa Express) per fermare i flussi migratori, li hanno rapiti e sottoposti a violenze per estorcere alle famiglie fino a 5mila dollari per la liberazione. Ma, dopo averli liberati, li hanno caricati su una decina di grandi pullman e trasportati alla frontiera con l’Eritrea, dove li aspetta la galera o l’arruolamento. Attraverso le testimonianze di parenti di profughi in Sudan, sappiamo che i trafficanti di esseri umani sono già in azione nei quartieri abitati dagli eritrei nella capitale sudanese e nella città gemella di Omdurman e Barhi, da dove si organizzano i viaggi verso la Libia e che ricominceranno al più presto quando sarà possibile muoversi , magari in accordo con le milizie. Ieri l’Alto commissario Onu per i rifugiati ha lanciato un appello a tutti i Paesi confinanti con il Sudan «affinché mantengano aperti i propri confini aperti alle persone in cerca di sicurezza e protezione».

Se la violenza non si ferma, il rischio di una grave crisi di rifugiati è molto alto. «Migliaia sono già in movimento in cerca di sicurezza», ha annunciato su Twitter Filippo Grandi. Proprio quello di cui l’Europa – Roma in testa –, ha paura. (Paolo Lambruschi - Avvenire)